domenica 29 dicembre 2013

Cuba 55 anni di rivoluzione : Internazionalismo dell' Alta Maremma perchè la nostra solidarietà con Cuba non si fermerà?? // Discorso pronunciato dal Generale Raul Castro RUZ....


 Cuba 55 anni di rivoluzione :

Internazionalismo dell' Alta Maremma Toscana,
 perchè la nostra solidarietà con Cuba non si fermerà??

Aqui’ no se rinde nadie Camilo Cienfuegos”


A 90 miglia dalle coste della Florida esiste un paese che 55 anni fa decise di non essere più il cortile di casa degli Stati Uniti, adesso è abitato da un popolo fiero che con una Rivoluzione straordinaria ha lottato e cacciato un regime fascista asservito agli interessi del governo Nordamericano, un popolo che ha instaurato un proprio governo ed una propria democrazia.
Questo paese rimane un esempio Rivoluzionario che ancora fa tremare i governi reazionari e sfruttatori della terra, oggi con al fianco altri paesi latino americani legati all'ALBA (alleanza Bolivariana per le Americhe), Cuba continua ad essere la speranza per un'altro modo di vivere, finalmente libero dal dominio e dalla  disumananità dell' imperialismo capitalista.
Nonostante che nei 55 anni di Rivoluzione il gigante USA abbia sottoposto Cuba ad ogni sorta di pressione economica come il Bloqueo, aggressioni politico - militari, attentati terroristici, provocato epidemie, infestazioni di ampi territori con virus, batteri..., capaci di distruggere vite umane e interi settori agro-zootecnici… e nonostante che tali atti criminali yankees abbiano provocato 3478 morti e 2099 invalidi permanenti.. il popolo Cubano mai si è reso disponibile a rinunciare alla sua indipendenza, alla sua libertà, alla sua dignità.

L'internazionalismo militante dell'alta Maremma Toscana, con l'ormai trentenne CSIAM (centro di solidarietà internazionalista alta Maremma ), con gli amici di Cuba gruppo “Italo Calvino” (Villetta per Cuba), con il C.lo Bolivariano “Alessio Martelli”, con le sezioni locali del PRC E PCL ,continueranno a difendere e sostenere il primo paese dell'America Latina che ha sconfitto l'analfabetismo, il primo paese dove l'età media della vita e l'indice di mortalità infantile hanno raggiunto risultati che sono invidiati anche dalle maggiori potenze occidentali, il paese che al primo posto della Rivoluzione ha messo l'assistenza sanitaria, e l'educazione..
Cuba, indipendente e socialista, anche se non è il paradiso come qualcuno afferma, continua a ricercare aggiustamenti per proseguire nel suo  processo rivoluzionario iniziato 55 fa,
per noi resistenti della alta Maremma è una luce da seguire, una valida alternativa al nostro sistema capitalista che allo stato attuale significa solo :
Guerra,disoccupazione, salari da fame, cassa integrazione, privatizzazione dei beni pubblici, tagli all'educazione, alla sanità e servizi sociali, tagli alle pensioni, guerra agli immigrati,...

Viva Cuba !!
Viva la rivoluzione Cubana !!
                                                                                      By sandino

 DA UN DISCORSO DEL 2010 PRONUNCIATO DAL  GENERALE DELL’ESERCITO RAÚL CASTRO RUZ IL GIORNO DELLE VITTIME DEL TERRORISMO DI STATO.

Familiari delle vittime del Terrorismo di Stato contro Cuba,
Compagne e compagni: ...
....73 persone innocenti: 11 cittadini della Guyana, 5 della Repubblica Democratica Popolare di Corea e 57 cubani furono assassinati in pieno volo, a causa dell’esplosione di una bomba in un aereo della Cubana de Aviación, appena decollato dalle Barbados. Tra queste persone c’erano 24 giovani della squadra giovanile di scherma che avevano vinto tutte le medaglie d’oro del Quarto Campionato Centroamericano e dei Caraibi, svoltosi in Venezuela.
Per il popolo di Cuba, che dal trionfo della Rivoluzione è stato bersaglio del Terrorismo di Stato, le dolorose perdite subite quel giorno si sono aggiunte, con grande indignazione, alle numerose vittime per cui oggi reclamiamo giustizia.
L’origine del fenomeno risale al 1959, quando la nascente Rivoluzione adottava le prime misure a beneficio della popolazione.
Già nel marzo del 1960, il presidente Eisenhower approvò un programma di attività segrete contro l’Isola, declassificato qualche anno fa. La CIA assumeva il ruolo principale nella pianificazione, logistica, reclutamento e addestramento di mercenari per compiere azioni terroristiche con il sostegno del governo di quel paese.
Incendi, bombardamenti, sabotaggi di ogni tipo,
sequestri di aerei, di navi e di cittadini cubani, attentati contro le nostre sedi ed assassini di diplomatici, mitragliamenti contro decine d’installazioni, molteplici tentativi per uccidere i principali leader della Rivoluzione, in particolare, centinaia di piani ed azioni per attentare alla vita del Comandante in Capo.
Quest’anno commemoreremo i 50 anni del brutale sabotaggio nel porto dell’Avana  ai danni del piroscafo francese “La Coubre”, ideato con l’intenzione di provocare lo scoppio di due cariche esplosive e moltiplicare così il numero di vittime. Questo crimine causò la morte di 101 persone e centinaia di feriti, compresi i membri dell’equipaggio francese.
Di fronte ad ogni nuova aggressione, la Rivoluzione si rafforzava e si radicalizzava a tutti i livelli. Il consolidamento del processo rivoluzionario costrinse i terroristi della CIA ed i loro capi, le cui attività pretendevano di provocare il panico e la demoralizzazione tra la popolazione, a progettare un piano per invadere Cuba e la creazione in Florida del più grande centro d’intelligence fuori dalla sua sede principale di Langley.
L’aggressione di Playa Girón provocò la morte di 176 compatrioti ed un saldo di 50 invalidi, il cui sacrificio rese possibile che i nostri furiosi combattenti  sgominassero l’invasione in meno di 72 ore, impedendo così il trasferimento nel nostro territorio di un governo fantoccio, protetto dalla CIA in una base militare della Florida e pronto a chiedere l’intervento degli Stati Uniti con la complicità dell’OSA.
Il neoeletto presidente Kennedy, che ereditò il piano d’invasione del precedente governo e ne approvò l’esecuzione, non si rassegnava al fatto d’essere il responsabile del suo strepitoso fallimento ed ordinò l’Operazione Mangusta, che comprendeva 33 missioni: dai piani per uccidere i leader della Rivoluzione alle azioni terroristiche contro obbiettivi socioeconomici, fino all’introduzione di armi ed agenti con finalità sovversive e di spionaggio.
Dalla sua approvazione, fino al gennaio del 1963, sono state effettuate contro Cuba 5.780 azioni terroristiche, tra cui 716 rilevanti sabotaggi contro installazioni industriali.
In questo contesto, organizzazioni terroriste con sede negli Stati Uniti, finanziate e protette dalla CIA, furono le antesignane dei sequestri aerei e dell’impiego degli aerei civili nelle azioni belliche contro Cuba.
Simili azioni non tardarono molto a ritorcersi contro di loro, provocando un’ondata mondiale di sequestri aerei che stimolò l’utilizzo di questi metodi da parte del terrorismo internazionale e che si risolse solo grazie ala decisione unilaterale del governo cubano d’iniziare a consegnare i sequestratori.
Dopo l’assassinio di Kennedy, il suo successore, Lyndon Johnson, proseguì i piani terroristici contro l’Isola. Tra il 1959 ed il 1965, la CIA organizzò e rifornì dal territorio nordamericano un totale di 229 bande armate, con 3.995 mercenari in tutto il paese, che provocarono la morte di 549 persone, tra combattenti, contadini e alfabetizzatori, oltre a migliaia di feriti e centinaia d’invalidi.
Dall’allora, aumentarono il numero delle azioni terroristiche contro le sedi diplomatiche, gli uffici ed i funzionari cubani all’estero, causando la morte d’illustri compagni e molteplici perdite materiali.
Un 11 settembre, del 1980 però, il terrorista d’origine cubana Eduardo Arocena, membro dell’organizzazione terroristica “Omega 7” uccise Félix García Rodríguez, funzionario della missione cubana presso l’ONU.
Il 5 maggio di quell’anno rimasero intrappolati dal fuoco terrorista 570 bambini e 156 lavoratori dell’asilo Le Van Tan, che si salvarono grazie al veloce ed eroico intervento delle forze specializzate ed alla solidarietà della popolazione.
Un’altra modalità del Terrorismo di Stato contro Cuba è stata inoltre la guerra biologica sviluppata dalle successive amministrazioni nordamericane, con l’introduzione nel territorio nazionale di malattie che hanno colpito in modo significativo la salute del nostro popolo. Nel 1981, agenti al servizio del governo degli Stati Uniti propagarono l’epidemia di dengue emorragica che causò la morte di 158 persone, di queste, 101 erano bambini.
In uguale misura, furono introdotte diverse sostanze nocive per provocare danni nel settore agricolo e zootecnico, causando perdite incalcolabili nella produzione alimentare per la popolazione ed in importanti voci dell’esportazione nazionale.
Alla maggior parte di questi atti, parteciparono,
direttamente o indirettamente, i servizi segreti statunitensi, specialmente la CIA, quasi sempre sotto il manto delle organizzazioni controrivoluzionarie cubane. È impossibile riassumere in un solo intervento l’interminabile catena di piani, azioni ed attacchi terroristici orditi contro il nostro paese. Ciononostante, l’elenco dei responsabili di questi crimini, è molto corto, perché continuano ad essere gli stessi.
Oggi ci ritroviamo qui proprio per rendere omaggio ai 3.478 cubani che sono morti ed ai 2.099 che sono rimasti per sempre invalidi per colpa degli atti terroristici commessi per mezzo secolo contro la nostra Patria, un totale di 5.577 vittime. I martiri delle Barbados fanno parte del lungo elenco dei caduti che non dimentichiamo, né dimenticheremo mai.
Orlando Bosch e Luis Posada Carriles, autori del crimine delle Barbados e di tanti altri contro Cuba, hanno vissuto e risiedono ancora impunemente a Miami. Il primo, grazie al perdono esecutivo dell’allora presidente George Bush (padre), direttore della CIA quando i loro agenti sabotarono l’aereo cubano, mentre il secondo, protetto da Bush (figlio), aspetta in libertà l’udienza di un giudizio per cause minori e non, come dovuto, per le molteplici imputazioni per terrorismo internazionale.
Fino a poco fa, questi gruppi proclamavano pubblicamente i loro crimini ed annunciavano con cinismo nuovi atti terroristici.
Se non fosse prevalsa l’impunità, si sarebbe evitato che negli anni novanta si producessero 68 atti terroristici contro Cuba e non dovremmo lamentare la morte all’Avana del giovane italiano Fabio di Celmo, durante l’ondata d’attentati terroristici contro le istallazioni turistiche del 1997.
Le rivelatrici dichiarazioni del terrorista reo confesso Chávez Abarca, diffuse dalla televisione cubana il 27 e 28 settembre scorsi, che fu arrestato dalle autorità venezuelane, quando si preparava per attentare alla stabilità di questo fraterno paese e di altre nazioni latinoamericane, confermano dettagli sui nuovi percorsi del terrore internazionale ed apportano evidenze irrifiutabili sulla colpevolezza di Posada Carriles e dei suoi sostenitori negli Stati Uniti.
Malgrado tutti questi crimini, Cuba ha mantenuto sempre un impegno esemplare nella lotta contro il terrorismo e ha ratificato la condanna di tutti gli atti di questa natura, in tutte le loro forme e manifestazioni.
Il nostro paese ha sottoscritto i 13 accordi internazionali esistenti in materia e rispetta rigorosamente gli impegni e gli obblighi emessi nelle risoluzioni dell’Assemblea Generale e del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Non possiede, né ha intenzione di possedere, armi di sterminio di massa di nessun tipo e rispetta i suoi obblighi in base agli strumenti internazionali vigenti riguardanti le armi nucleari, chimiche e biologiche.
Il territorio cubano non è mai stato utilizzato, né sarà mai utilizzato per organizzare, finanziare o eseguire atti terroristici contro nessun paese, compresi gli Stati Uniti.
In diverse occasioni, le autorità cubane hanno reso noto al governo degli Stati Uniti la loro disposizione nell’interscambio d’informazioni riguardanti piani d’attentati ed azioni terroristiche rivolte contro obbiettivi dei due paesi.
Abbiamo opportunamente offerto al Governo degli Stati Uniti abbondanti informazioni sulle attività terroristiche compiute ai danni di Cuba. Il caso più noto è avvenuto negli anni 1997-1998 quando consegnammo all’FBI una copiosa evidenza sugli attentati dinamitardi avvenuti in vari centri turistici cubani, offrendole perfino la possibilità d’incontrare gli autori di questi fatti, qui detenuti, ed i testimoni.
Come unica risposta, l’FBI, in stretti rapporti con l’estrema destra cubano-americana, promotrice del terrorismo contro l’Isola, ha concentrato a Miami tutte le sue forze per perseguire e giudicare i nostri compatrioti Antonio, Fernando, Gerardo, Ramón e René, che il governo degli Stati Uniti non avrebbe mai dovuto imprigionare.
Oggi, grazie alla solidarietà internazionale, il mondo intero conosce il trattamento ingiusto ed inumano nei confronti dei Cinque Eroi che lottavano per proteggere dal terrorismo i popoli di Cuba e perfino degli Stati Uniti.
Fino a quando il Presidente Obama continuerà a non ascoltare il reclamo internazionale e permetterà che prevalga l’ingiustizia, avendo nelle sue mani la possibilità d’eliminarla? Fino a quando i nostri Cinque Eroi rimarranno in carcere?
L’attuale governo degli Stati Uniti, ratificando recentemente l’arbitrario inserimento del nostro paese nell’annuale lista del Dipartimento di Stato sugli “Stati promotori del terrorismo”, oltre l’infame misura, ha ignorato ancora una volta il record esemplare di Cuba in questa materia.
Gli Stati Uniti hanno inoltre disconosciuto la cooperazione ricevuta da Cuba. In tre occasioni (novembre e dicembre 2001 e marzo 2002), i nostri rappresentanti hanno proposto alle autorità nordamericane un progetto per un programma di cooperazione bilaterale per combattere il terrorismo e nel luglio 2009 abbiamo riconfermato la nostra disposizione a collaborare in questo campo, senza ricevere nessuna risposta.
Il governo cubano sollecita il Presidente Obama ad essere coerente con il suo impegno nella lotta contro il terrorismo e ad agire con fermezza, senza doppia morale, contro coloro che dal territorio nordamericano hanno perpetrato e persistono nel realizzare atti terroristici contro Cuba. Sarebbe una degna risposta alla lettera aperta inviatagli dal Comitato dei Familiari delle vittime dell’esplosione dell’aereo cubano nelle Barbados, pubblicata oggi.
Non si deve dimenticare, nemmeno per un istante, che il nostro popolo, come conseguenza del Terrorismo di Stato, ha accumulato una cifra di morti e scomparsi superiore a quella causata dagli attentati alle Torre Gemelle e di Oklahoma City.
Vorrei concludere il nostro tributo, evocando l’indimenticabile funerale delle vittime del crimine delle Barbados del 15 ottobre 1976, quando tutti giurammo di ricordare e condannare per sempre, con inestinguibile indignazione, quel vile assassinio.
Ripetiamo oggi la sentenza del compagno Fidel in quell’occasione:
Quando un popolo energico e virile piange, l’ingiustizia trema!
Saremo fedeli all’eterna promessa fatta ai caduti!
Gloria ai nostri eroi e martiri!

domenica 22 dicembre 2013

Mandela e Israel / Mandela e Israele /


Per questo post si ringrazia Alfredo Viloria consigliere ambasciata Bolivariana del Venezuela

 Mandela y Israel

por Thierry Meyssan
Ante el fallecimiento de Mandela, los occidentales están emitiendo más expresiones de tristeza que los propios africanos. Su ruidoso duelo es una forma de tratar de compensar hoy la práctica de la ideología colonial que tanto han defendido y los crímenes a los que dio lugar. Pero resulta incomprensible que en medio de esa gran ola de homenajes nadie mencione el hecho que aún subsiste en nuestros días un Estado racista, históricamente basado –al igual que la Sudáfrica del apartheid– en la visión del mundo de Cecil Rhodes, el teórico del «imperialismo germánico». El ejemplo de Mandela sigue siendo válido y todavía existe lugar para continuar su lucha.

Red Voltaire | 9 de diciembre de 2013

La obra de Nelson Mandela se celebra en todo el mundo, en ocasión de su deceso. Pero, ¿de qué sirve su ejemplo si aceptamos hoy que se mantenga en un Estado –Israel– la ideología racial que Mandela logró derrotar en Sudáfrica?
El sionismo no es un fruto del judaísmo, que durante mucho tiempo se opuso a esa ideología. El sionismo es un proyecto imperialista nacido de la ideología puritana británica. En el siglo XVII, Lord Cromwell derrocó la monarquía inglesa y proclamó la República. Instauró una sociedad igualitaria y quiso extender al máximo el poderío de su país. Para lograrlo esperaba establecer una alianza con la diáspora judía, que se convertiría entonces en la vanguardia del imperialismo británico. Con ese objetivo autorizó el regreso de los judíos a Inglaterra, de donde habían sido expulsados hacía 400 años, y anunció su intención de crear un Estado judío, Israel. Pero murió sin haber logrado que los judíos se unieran a su proyecto.
El Imperio británico nunca dejó desde entonces de cortejar a la diáspora judía proponiéndole la creación de un Estado judío. Así lo hizo Benjamin Disraeli, primer ministro de la reina Victoria, en ocasión de la conferencia de Berlín, en 1884. Las cosas cambiaron con el teórico del imperialismo británico, el «muy honorable» Cecil Rhodes –fundador de la De Beers Mining Company [que llegó a controlar el 90% de las ventas de diamante a nivel mundial] y de Rhodesia–, quien finalmente encontró en Theodor Herzl el cabildero que necesitaba. Cecil Rhodes y Theodor Herzl intercambiaron una abundante correspondencia, cuya publicación fue prohibida por orden de la Corona británica al cumplirse el centenario de la muerte de Rhodes. Para ellos, el mundo tenía que hallarse bajo el dominio de la «raza germánica» –o sea, también según ellos, además de los alemanes, los británicos, incluyendo a los irlandeses, los estadounidenses y canadienses, los australianos y neozelandeses y los sudafricanos– y esa raza tenía que extender su imperio conquistando nuevas tierras con ayuda de los judíos.
Theodor Herzl no sólo logró convencer a la diáspora de unirse a ese proyecto sino que invirtió la opinión de su comunidad mediante la manipulación de sus mitos bíblicos. El Estado judío no estaría en una tierra virgen, en Uganda o en Argentina, sino en Palestina y con Jerusalén como capital. De manera que el actual Estado de Israel es al mismo tiempo hijo del imperialismo y del judaísmo.
Desde el momento mismo de su proclamación unilateral, Israel se vuelve hacia Sudáfrica y Rhodesia, los dos únicos Estados que se identifican –como el propio Israel– con el colonialismo de Rhodes. Poco importa que los afrikaneers hayan sido partidarios del nazismo, lo importante es que tienen la misma visión del mundo que los sionistas. Aunque no fue hasta 1976 que el primer ministro John Vorster hizo su viaje oficial a la Palestina ocupada, ya en 1953 la Asamblea General de la ONU condenaba «la alianza entre el racismo sudafricano y el sionismo». Ambos Estados mantuvieron una estrecha colaboración, tanto en materia de manipulación de los medios de difusión occidentales como en el uso del transporte como medio de evadir los embargos, y también con vista a la obtención de la bomba atómica.
El ejemplo de Nelson Mandela demuestra que es posible liberarse de ese tipo de ideología y alcanzar la paz civil. Israel es hoy en día el único heredero mundial del imperialismo según la versión de Cecil Rhodes. Para alcanzar la paz civil, israelíes y palestinos tendrán que encontrar su propio De Klerk y también su Mandela.

Mandela e Israele

di Thierry Meyssan
Gli occidentali piangono la morte di Nelson Mandela con più tristezza di quanta ne manifestino gli Africani. Questo lutto è un modo di liquidare l’ideologia coloniale e i crimini che sono stati commessi in suo nome. Ma è incomprensibile che questo torrente di omaggi finisca per trascurare la persistenza di uno stato razzista, fondato storicamente come il Sud Africa, secondo la visione del mondo di Cecil Rhodes, il teorico dell’«imperialismo germanico». L’esempio di Mandela resta da seguire.

L’opera di Nelson Mandela si celebra ovunque nel mondo in occasione della sua morte. Ma a cosa serve il suo esempio se accettiamo che possa perdurare in uno Stato – Israele - l’ideologia razziale che lui aveva sconfitto in Sud Africa?
Il sionismo non è un frutto del giudaismo, che anzi gli fu a lungo ferocemente contrario. È semmai un progetto imperialista nato in seno all’ideologia puritana britannica. Nel XVII secolo, Lord Cromwell rovesciò la monarchia inglese e proclamò la Repubblica. Instaurò una società egualitaria e intese ampliare quanto più possibile la potenza del suo paese. Per questo, sperava di stringere un’alleanza con la diaspora ebraica che sarebbe diventata l’avanguardia dell’imperialismo britannico. Autorizzò quindi il ritorno degli ebrei in Inghilterra, da cui erano stati cacciati quattrocento anni prima, e annunciò che avrebbe creato uno stato ebraico, Israele. Tuttavia, morì senza essere riuscito a convincere gli ebrei a partecipare al progetto.
L’impero britannico da allora non ha smesso di sollecitare la diaspora ebraica e di proporre la creazione di uno stato ebraico, come fece Benjamin Disraeli, primo ministro della regina Vittoria alla Conferenza di Berlino (1884). Le cose cambiarono con il teorico dell’imperialismo britannico, il «molto onorevole» Cecil Rhodes – il fondatore dei diamanti De Beers e della Rhodesia - che trovò in Theodor Herzl il lobbista di cui aveva bisogno. I due uomini si scambiarono una fitta corrispondenza la cui riproduzione fu vietata dalla Corona in occasione del centenario della morte di Rhodes. Il mondo doveva essere dominato dalla «razza germanica» (ossia secondo loro gli inglesi, irlandesi inclusi, gli statunitensi e canadesi, gli australiani e neozelandesi e i sudafricani), che dovevano estendere il loro impero conquistando nuove terre con l’aiuto degli ebrei.
Theodor Herzl non solo era riuscito a convincere la diaspora a partecipare a questo progetto, ma rovesciò il parere della sua comunità utilizzando i suoi miti biblici. Lo Stato ebraico non sarebbe stato una terra vergine in Uganda o in Argentina, ma in Palestina, con Gerusalemme come sua capitale. Ne deriva che l’attuale Stato di Israele sia il figlio tanto dell’imperialismo quanto dell’ebraismo.
Israele, fin dalla sua proclamazione unilaterale, si è rivolto verso il Sud Africa e la Rhodesia, gli unici Stati assieme ad esso che manifestavano il colonialismo di Rhodes.
Poco importa da questo punto di vista che gli Afrikaneers avessero sostenuto il nazismo, perché si erano nutriti con la stessa visione del mondo. Benché il primo ministro John Vorster fece viaggi ufficiali nella Palestina occupata solo nel 1976, già nel 1953 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite aveva condannato «l’alleanza tra il razzismo sudafricano e il sionismo». I due Stati lavorarono con una collaborazione stretta tanto in materia di manipolazione dei media occidentali, quanto nei trasporti per aggirare l’embargo, o ancora per sviluppare la bomba atomica.
L’esempio di Nelson Mandela dimostra che è possibile superare questa ideologia e ottenere la pace civile. Oggi Israele è l’unico erede al mondo dell’imperialismo alla maniera di Cecil Rhodes. La pace civile presuppone che israeliani e palestinesi trovino il loro De Klerk e il loro Mandela.
A 11 de Abril de 1975, em Jerusalém na residência do Primeiro-ministro. Da esquerda à direita: Eschel Rhoodie (director sul-africano da Propaganda), Yitzhak Rabin (Primeiro-ministro israelita), Henrik van den Bergh (director dos serviços secretos sul-africanos) e Shimon Peres (ministro israelita da Defesa).

Le 11 avril 1975, à Jérusalem dans la résidence du Premier ministre. De gauche à droite : Eschel Rhoodie (directeur sud-africain de la Propagande), Yitzhak Rabin (Premier ministre israélien), Henrik van den Bergh (directeur des services secrets sud-africains) et Shimon Peres (ministre israélien de la Défense).

Immagine di testa tratta da internet inserita da autori blog corrente

sabato 21 dicembre 2013

Le conquiste del governo di El Salvador e le prospettive di vittoria del FMLN nel 2014 /Destacan logros del gobierno de El Salvador y anticipan prospectivas de victoria FMLN en 2014



Le conquiste del governo di El Salvador e le prospettive di vittoria del FMLN nel 2014

OSPAAAL * | tricontinental.cu
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
La Habana - L'Ambasciatore di El Salvador a Cuba, Domingo Santacruz, ha oggi sottolineato le conquiste realizzate dal governo del presidente in carica Mauricio Funes, ed ha profetizzato il trionfo delle forze progressiste e di sinistra nelle imminenti elezioni presidenziali, previste per febbraio 2014.

I buoni risultati dell'amministrazione del presidente Funes e il discredito caduto sulle forze di estrema destra, rappresentate da ARENA, devono condurre ad un trionfo della sinistra, guidata dal
Frente Farabundo Martí para la Liberación Nacional (FMLN), ha affermato.

La vittoria di Funes sul candidato Rodrígo Avila di ARENA nelle elezioni del marzo 2009 ha permesso per la prima volta alle forze di sinistra di iniziare, dal potere esecutivo, un processo di implementazione di programmi sociali di grande impatto popolare nel paese, ha aggiunto.

Santacruz ha parlato al cospetto di un gruppo di rappresentanti del corpo diplomatico e di partiti politici accreditati a Cuba, inviati dall'Organizzazione di Solidarietà dei Popoli di Africa, Asia e America Latina (OSPAAAL) per esaminare la situazione pre-elettorale in El Salvador e le sue prospettive, così come la situazione politica in America Centrale in seguito alle elezioni fraudolente in Honduras.

Il diplomatico ha sottolineato che l'alternanza al governo a partire dal 2009 è stata conquistata dopo lunghi anni di lotta del FMLN e dei suoi alleati e che, nonostante costituisca una conquista viste le condizioni di El Salvador, "non rappresenta di per se l'inizio dei cambiamenti strutturali di cui il paese ha bisogno".

"I cambiamenti strutturali che molta gente aspetta restano in sospeso, ma si sono realizzate le condizioni che consentiranno di raggiungerli", ha sottolineato nell'elencare le principali conquiste del governo e nell'anticipare l'eventualità di un nuovo trionfo nelle elezioni del febbraio 2014.

Ha citato, tra i successi più notevoli, le trasformazioni nei settori dell'educazione, della salute, le misure di protezione dell'economia familiare, la difesa dei contadini, l'approvazione di leggi a beneficio del popolo e lo sviluppo di una politica estera di inclusione.

Nell'educazione - ha spiegato - sono stati fatti passi avanti verso l'universalità, ottenendo un alto livello di permanenza degli studenti nelle scuole, un riconoscimento della dignità della professione del docente e l'implementazione di programmi scolastici, di salute ed alimentazione, con investimenti che hanno superato i 59 milioni di dollari.

I programmi includono la fornitura di latte, uniformi scolastiche, calzature e materiale scolastico agli alunni. Tali programmi hanno, allo stesso tempo, contribuito alla creazione di più di 100 mila posti di lavoro in piccole e medie imprese, con un contributo da parte dello Stato di 220 milioni di dollari. Più di 120mila persone in 4 anni di governo sono state alfabetizzate in 15 municipi.

E' stato istituito il Viceministero di Scienze e Tecnologia ed è stato adottato un ampio pacchetto di misure di protezione dell'economia familiare. E' stata, inoltre, implementata la riforma integrale del sistema sanitario nazionale, con la fondazione, tra le altre misure, del primo Istituto Nazionale dedicato alla ricerca specializzata in patologie renali, particolarmente incidenti in El Salvador. Allo stesso tempo sono stati costruiti ospedali, svariate unità sanitarie, scuole, così come reti viarie urbane e rurali, realizzando, così, in 4 anni il triplo di quanto realizzato dal partito ARENA in più di 20 anni di governo.

Nelle campagne è stata incentivata la produzione agricola familiare tramite l'assegnazione gratuita di terre, alloggi ed contributi a migliaia di contadini impoveriti, determinando un grande stimolo all'incremento della produzione agricola e al miglioramento sostanziale del deficit alimentare della popolazione. In materia di legislazione, sono state approvate importanti leggi che regolano la politica ambientale, la produzione e la commercializzazione di medicinali, leggi che investigano e puniscono la corruzione, rafforzano la parità di diritti delle donne, nonché importanti riforme della legge elettorale.

Per quanto riguarda la politica estera, ha sottolineato Santacruz, dal 2009 si sta realizzando una strategia volta a promuovere e consolidare relazioni che favoriscano gli interessi nazionali, "con una visione di integrazione dell'America Centrale, del Sud America e dei Caraibi".

L'ambasciatore ha posto particolare enfasi sul ripristino delle relazioni diplomatiche con Cuba, interrotte per quasi 50 anni, e sulla stipula di importanti accordi di collaborazione con il suddetto paese, che "hanno facilitato molte delle conquiste del governo in materia di educazione, salute, sport e sviluppo scientifico".

Quanto alla situazione politica interna, nel quadro della campagna elettorale in corso per le elezioni generali, Santacruz ha evidenziato "la profonda crisi della destra", dove si assiste allo scontro di due correnti in seno alla sua principale forza politica. ARENA - ha specificato - "si contorce cercando di mantenere a galla il suo progetto politico", mentre il Movimento UNIDAD, coalizione formata dal GANA, dal PCN e dal PDC, "cerca disperatamente di scalzarla".

"Nessuno di loro si salva: sono tutti macchiati dalla corruzione", ha affermato dopo aver ricordato che uno dei principali assessori del candidato presidenziale di ARENA, Norman Quijano, è stato denunciato al Fisco dal presidente Funes per malversazione di fondi milionari vincolati all'Istituto America Libre.

Il diplomatico ha poi aggiunto che, in questa situazione politica, il partito FMLN è in testa in tutti i sondaggi sulle elezioni presidenziali, con più di 7 punti percentuali di vantaggio su ARENA e 30 sulla coalizione UNIDAD, che occupa il terzo posto.

Tuttavia, ha spiegato che il panorama politico è complesso in quanto nessuno dei partiti contendenti sembra avere possibilità di raggiungere il 50 % più uno necessario per vincere al primo turno, il che richiederebbe una seconda tornata elettorale durante la quale dovrebbero realizzarsi necessariamente alleanze politiche. In questo caso, nonostante sussistano pochi dubbi sulla vittoria del FMLN, il partito dovrà negoziare con altre forze il proprio programma politico popolare, ha affermato. "Ma, in qualunque circostanza, si tratterà di un progetto di governo molto più avanzato del precedente", ha puntualizzato.

I principali candidati alla presidenza sono: Salvador Sánchez Cerén, attuale vicepresidente della Repubblica e leader del FMLN; Norman Quijano, di Alianza Republicana Nacionalista (ARENA), ed Elías Saca, ex presidente (2004 - 2009), espulso da ARENA, ora nella coalizione UNIDAD.
* OSPAAAL, Organizzazione di Solidarietà dei Popoli di Africa, Asia e America Latina

 
Destacan logros del gobierno de El Salvador y anticipan prospectivas de victoria FMLN en 2014 

La Habana, 13 dic.- El Embajador de El Salvador en Cuba, Domingo Santacruz, destacó hoy aquí los logros alcanzados por el gobierno del mandatario Mauricio Funes, y vaticinó el triunfo de las fuerzas de izquierda y progresistas en los venideros comicios presidenciales de su país, previstos para febrero de 2014.
    Los buenos resultados de la administración del presidente Funes y el descrédito de las fuerzas de extrema derecha, representadas por ARENA, debe llevar a un triunfo de la izquierda,
encabezadas por el Frente Farabundo Martí para la Liberación Nacional (FMLN), afirmó.
    La victoria de Funes sobre el candidato Rodrígo Avila, de ARENA, en las elecciones de marzo de 2009, permitió por primera vez a las fuerzas de izquierda iniciar desde el Poder Ejecutivo un proceso de implementación de programas sociales de un gran impacto popular en el país, añadió.
   Santacruz habló ante un grupo de representantes del cuerpo diplomático y de partidos políticos acreditados en Cuba, invitados por la Organización de Solidaridad de los Pueblos de África, Asia y América Latina (OSPAAAL) para examinar la situación pre-electoral en El Salvador y sus perspectivas, así como la coyuntura política en Centroamérica tras las elecciones fraudulentas en Honduras.
    El diplomático destacó que la alternancia en el gobierno a partir de 2009 fue conquistada luego de largos años de lucha del FMLN y sus aliados y, aunque constituye un logro en las condiciones de El Salvador, “no representa por sí misma el inicio de los cambios estructurales que el país requiere”.
   “Los cambios de estructurales que mucha gente esperaba siguen pendientes, pero se han producido condiciones que permitirán alcanzarlos”, subrayó al hacer un recuento de los principales logros del gobierno y anticipar la perspectiva de un nuevo triunfo en las elecciones de febrero de 2014.
   Citó entre los éxitos más destacados las transformaciones en los sectores de la educación, la salud, las medidas para proteger la economía familiar, la defensa del campesinado, la aprobación de leyes de beneficio popular, y el desarrollo de una política exterior inclusiva.
   En la educación –explico- se avanzó hacia lo universal, logrando un alto nivel de permanencia de los alumnos en las escuelas, la dignificación del magisterio y la implantación de programas de salud y alimentación escolares, con inversiones que sobrepasaron los 59 millones de dólares.
   Los programas incluyen el suministro de leche, uniformes, calzados y materiales escolares para los alumnos, que contribuyeron al mismo tiempo a la creación de más de 100 mil empleos en pequeñas y medianas empresas, con un aporte por parte del Estado de 220 millones de dólares.
   Fueron alfabetizados en los cuatro años de gobierno  más de 120 mil personas en 15 Municipios. Se creó el Viceministerio de Ciencias y Tecnología y fue adoptado un amplio paquete de medidas para proteger la economía familiar.
   Se implementó además la reforma integral del sistema nacional de salud, se fundó el primer Instituto Nacional dedicado a la investigación especializada para enfermedades renales, de mucha incidencia en El Salvador, entre otras medidas de alcance popular.
   Al mismo tiempo fueron construidos hospitales, distintas unidades de salud, escuelas, así como redes viales urbanas y rurales, triplicando en cuatro años todo lo realizado por el partido ARENA en más de 20 años de gobierno.
   En el campo, fue fomentada la agricultura familiar con la entrega gratuita de tierras, viviendas e insumos a miles de campesinos empobrecidos, con un gran estímulo al incremento de la producción y una mejora sustancial al déficit alimentario de la población.
   En materia de legislación, fueron aprobadas importantes leyes que regulan la política del Medio Ambiente, la producción y comercialización de medicamentos, investigan y persiguen la corrupción, refuerzan la equidad y derechos de la mujer e introducen importantes reformas a la ley electoral.
   En cuanto a  la política exterior –recalcó- se viene impulsando desde el 2009 una política de Estado encaminada a promover y estrechar relaciones que favorezcan los intereses nacionales, “con una visión de integración centroamericana, latinoamericana y caribeña”.
   El embajador destacó de modo particular el restablecimiento de relaciones diplomáticas con Cuba -interrumpidas por casi 50 años-, y la firma de importantes acuerdos de colaboración con ese país, que “facilitaron –dijo- muchos de los logros del gobierno en educación, salud, deportes, y desarrollo científico, entre otros”.
   En cuanto a la situación política interna y en el marco de la campaña electoral en curso para los comicios generales, Santacruz resaltó “la profunda crisis de los sectores de la derecha”, donde aparecen enfrentadas dos corrientes internas de su principal fuerza política.
   ARENA –apuntó- “se retuerce tratando de mantener a flote su proyecto político”, mientras el Movimiento UNIDAD, coalición integrada por GANA, PCN y PDC, “trata desesperadamente de desplazarla”.
    “Ninguno de ellos está a salvo: todos están salpicados por la corrupción”, afirmó, tras recordar que uno de los principales asesores del candidato presidencial de ARENA, Norman Quijano, fue acusado por el presidente Funes ante la Fiscalía por malversación de sumas millonarias, vinculadas al Instituto América Libre.
    El diplomático apuntó que en esta coyuntura política, el partido FMLN encabeza todas las encuestas de cara a las elecciones presidenciales, con más de siete puntos porcentuales de ventaja sobre ARENA, y 30 de la coalición UNIDAD, que ocupa el tercer lugar.
   Explicó, sin embargo, que el panorama es complejo porque ninguno de los partidos contendientes aparece con posibilidades de alcanzar el 50 más uno requerido para ganar en primera vuelta, lo que requeriría una segunda ronda donde tendrán que producirse necesariamente alianzas políticas.
  En esa coyuntura, aunque existen pocas dudas de la victoria del FMLN, el partido tendría que negociar con otras fuerzas su programa político de corte popular, dijo. “Pero en cualquier circunstancia será un proyecto de gobierno mucho más avanzado que el anterior”, puntualizó.
   Los principales candidatos a la presidencia son: Salvador Sánchez Cerén,  actual vicepresidente de la República y líder máximo del FMLN; Norman Quijano, por la opositora Alianza Republicana Nacionalista (ARENA), y Elías Saca, ex presidente (2004-2009), expulsado de ARENA, ahora por la coalición UNIDAD.
APR/

giovedì 19 dicembre 2013

Comunicato conclusivo dell'Incontro del Comitato Esecutivo del Consiglio Mondiale della Pace (WPC) - Caracas, 23-25 novembre 2013


 Comunicato conclusivo dell'Incontro del Comitato Esecutivo del Consiglio Mondiale della Pace (WPC) - Caracas, 23-25 novembre 2013

Consiglio Mondiale della Pace (WPC) | solidnet.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

09/12/2013

Si è svolto con successo l'Incontro del Comitato Esecutivo (CE) del Consiglio Mondiale della Pace, tenutosi dal 23 al 25 novembre 2013 a Caracas, prima riunione dopo l'Assemblea di Kathmandu (luglio 2012). L'incontro è stato ospitato dal Comitato di Solidarietà Internazionale (COSI), membro del WPC in Venezuela.

Ricordiamo distintamente la nostra Assemblea Mondiale della Pace del 2008, dove dichiarammo Caracas "Capitale Mondiale della Pace e della lotta antimperialista". La nostra Assemblea si svolse all'epoca sotto gli auspici del defunto presidente, comandante Hugo Chavez, a cui tributiamo il nostro più profondo rispetto per l'enorme contributo e la direzione vincente della rivoluzione bolivariana, genuino leader del suo popolo ampiamente riconosciuto a livello mondiale.

Il WPC saluta il popolo venezuelano, impegnato nella lotta e nella difese delle conquiste raggiunte e nella ricerca di nuove vie per approfondire il processo bolivariano contro le azioni sovversive e la guerra economica intraprese dall'oligarchia locale e dalle forze imperialiste, in particolare nel momento contingente. Noi difendiamo il diritto sovrano del popolo venezuelano a decidere riguardo il suo futuro e la sua ricchezza, perché diventi pienamente responsabile del suo destino.

Il CE del WPC si è riunito in un periodo di crescente aggressività dell'imperialismo in tutti gli angoli del pianeta, in tutti i campi e in tutti gli aspetti della vita umana. La profonda crisi economica del capitalismo crea sofferenze senza precedenti per centinaia di milioni di persone, povertà, disoccupazione, fame e miseria, mentre il grande capitale e le multinazionali accumulano immensi profitti. L'espressione sincrona in tutte le parti del mondo del fenomeno, le gravi conseguenze in Europa per i suoi popoli e la gioventù, mostrano la natura della crisi di un sistema che non può risolvere i problemi dell'umanità, li aggrava soltanto.

Le varie forze e centri imperialisti si contendono ferocemente le quote di mercato e il controllo delle risorse energetiche e naturali, mentre agiscono compatte contro i popoli e le nazioni che non si sottomettono ai loro piani. Gli attacchi ai diritti dei popoli, alla loro sovranità e indipendenza, al diritto all'autodeterminazione si verificano ovunque, ad opera sia degli Stati Uniti che della NATO o dell'Unione europea, configurando varie alleanze.

Il WPC esprime la sua seria preoccupazione per la situazione in Medio Oriente, punto focale per le forze imperialiste: oggi l'obiettivo principale è la Siria, ma già si profila l'Iran nei sanguinosi piani per il controllo della zona.

Denunciamo le operazioni dei gruppi armati di "opposizione" all'interno della Siria che vengono sostenuti, addestrati e guidati nelle loro azioni sovversive per destabilizzare il paese, seminando terrore e morte sul popolo siriano. Con il ruolo dominante delle monarchie del Golfo, della Turchia e sotto la supervisione degli Stati Uniti, della NATO e dell'UE, l'ingerenza negli affari interni della Siria ha raggiunto nuovi livelli pericolosi. Nonostante l'apertura dei negoziati sulla questione nucleare dell'Iran e il consenso a una nuova conferenza di Ginevra sulla Siria, le minacce e le provocazioni imperialiste non sono spente, dato che l'accordo sul controllo e la distruzione delle armi chimiche in Siria non può essere considerato una base sostenibile per la pace, mentre le operazioni di guerra dentro e fuori la Siria proseguono.

Il WPC è a conoscenza dei piani imperialisti in Medio Oriente, in particolare del piano statunitense per un "Grande Medio Oriente", approvato anche dalla NATO. Quanto accade oggi in Siria è parte di questo piano, e l'Iran è il prossimo obiettivo. Il pretesto per colpire l'Iran è il suo programma nucleare, ma la vera motivazione è il controllo geostrategico e le ricche risorse energetiche di questo paese. Il WPC esprime la sua solidarietà al popolo iraniano e alle forze amanti della pace in lotta nella complessa lotta per raggiungere la pace, la democrazia e il progresso sociale e respinge categoricamente le minacce esterne e le sanzioni che mirano a un cambiamento di regime.

Mentre condanniamo l'aperto sostegno degli Stati Uniti e dell'Unione europea all'occupazione israeliana della Palestina, riaffermiamo il nostro sostegno e la nostra solidarietà con il popolo palestinese per la fine dell'occupazione e la creazione di uno Stato palestinese indipendente entro i confini del 1967 con Gerusalemme Est come capitale. Inoltre, chiediamo il ritiro delle forze israeliane dalle alture del Golan siriane e dalle fattorie di Sheba libanesi e sosteniamo fermamente la soluzione per i profughi palestinesi sulla base della Risoluzione 194 dell'ONU e la liberazione di tutti i prigionieri palestinesi dalle carceri israeliane.

Il WPC ribadisce la richiesta di ritiro completo di tutte le forze di occupazione dall'Afghanistan e dall'Iraq e richiama l'attenzione di tutte le forze amanti della pace sul saccheggio delle risorse naturali della Libia e sulla sofferenza della sua gente, dopo l'aggressione della NATO del 2011 e lo smembramento del paese.

Mentre la crisi economica capitalista e le politiche dei governi e dell'Unione europea conducono decine di milioni di persone in Europa alla povertà e alla miseria, la UE sta sviluppando ulteriormente il suo pilastro militare in base al Trattato di Lisbona, nella ricerca di un ruolo attivo nella cooperazione e competizione tra i centri e le forze imperialiste. L'Unione europea non si limita alla "gestione delle crisi" o a "esportare la sicurezza" in tutto il mondo, mira invece a diventare un "attore globale" anche nel cosiddetto "
state building", ossia nell'installazione di protettorati e di regimi disponibili. I principali settori di interesse della UE sono le reti di produzione e distribuzione (petrolio, gas) delle risorse idriche e delle riserve di energia. L'UE inoltre sta militarizzando le sue strutture, applicando nuove forme di cooperazione ("pooling and sharing") tra i suoi membri, sviluppa "Gruppi tattici" e aggiunge tra gli obiettivi militari la "sicurezza dei cittadini europei", cosa che costituisce una aperta dichiarazione a intervenire in futuro militarmente negli scontri civili e nelle insurrezioni. L'UE sta potenziando ulteriormente la sua cooperazione con la NATO, ma allo stesso tempo cerca di sviluppare una propria capacità di ricerca e tecnologia (programma Horizon 2020), con l'obiettivo di dotarsi di droni propri e satelliti militari.

Il WPC denuncia i piani del governo di Cipro per una affiliazione alla "
Partnership per la Pace" della NATO. Per l'isola cipriota sosteniamo la soluzione di una Federazione bi-zonale e bi-comunale con eguaglianza politica, unica cittadinanza e una sola entità internazionale per Cipro come descritto nelle risoluzioni delle Nazioni Unite. Una soluzione che porterà alla completa demilitarizzazione dell'isola comprese tutte le basi militari straniere.

Nella regione Asia-Pacifico, il cosiddetto "ritorno degli USA" risponde in realtà a un incremento dell'impegno USA nella regione, per garantire gli interessi strategici degli Stati Uniti in campo economico e politico, e per porre fine alla crescita dell'influenza cinese nella regione. Gli Stati Uniti hanno dichiarato che avrebbero schierato il 60 percento della loro forza militare nella regione Asia-Pacifico ("Pivot in Asia"), mentre già esercitano pressioni sui paesi dell'area per definire alleanze strategiche ed alcuni trattati sono già stati siglati. L'obiettivo è quello di espandere la loro influenza militare e sfruttare le risorse minerarie, petrolio e gas, nel mare intorno alla zona.

In Asia centrale, gli Stati Uniti stanno cercando una
exit strategy per la loro disastrosa presenza militare in Afghanistan, pur mantenendo una vasta rete di basi militari. Continuano a violare gravemente la sovranità del Pakistan, con i criminali bombardamenti effettuati dai droni.

Nella penisola coreana, la Corea del Nord continua a essere minacciata dalle basi militari statunitensi e dalle testate nucleari. Le reiterate esercitazioni militari congiunte tra Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud servono ad aumentare la tensione. Il WPC sostiene la lotta del popolo coreano contro i piani imperialisti, per l'indipendenza e la sovranità, per la smilitarizzazione e il disarmo nucleare e per la riunificazione pacifica della Corea.

In Africa, continua il brutale sfruttamento da parte delle multinazionali con il pieno sostegno militare degli Stati Uniti e dell'Unione europea. Milioni di persone vivono nella miseria e migliaia muoiono ogni giorno a causa della fame, della mancanza di medicine e per l'acqua contaminata. Le forze imperialiste perseguono la loro politica di lunga data del
divide et impera
sia con l'intervento diretto sia indirettamente, fomentando divisioni e scontri civili. L'Africa è diventata teatro di contraddizioni e rivalità interimperialiste, ulteriormente aggravate dalla presenza di potenze emergenti nel continente. La diffusione di insurrezioni dalla guerra imperialista in Libia del 2011, crea instabilità e alimenta gruppi estremisti religiosi. Il WPC riafferma la sua solidarietà con il popolo del Sahara occidentale. Condanniamo l'occupazione del Sahara occidentale da parte del Regno del Marocco e sottolineiamo la nostra solidarietà con la giusta lotta del popolo Saharawi, per il diritto inalienabile all'autodeterminazione attraverso un referendum libero e democratico.

Il WPC esprime la sua profonda solidarietà con i popoli dell'America Latina. L'imperialismo degli Stati Uniti, in combutta con le forze reazionarie della regione, sta minacciando diversi governi dell'area, con particolare pressione sulla Cuba socialista e sul Venezuela. Si sta anche cercando di sovvertire I governi progressisti in Ecuador e in Bolivia. Molte nazioni latinoamericane, ispirate dalla Rivoluzione cubana, hanno prodotto conquiste sociali, economiche e politiche progressiste che hanno migliorato le condizioni di vita dei poveri e dei lavoratori. Il WPC sostiene questi sviluppi, che riflettono lunghe lotte dei popoli per affrancarsi e per l'autodeterminazione del proprio futuro.

Stiamo seguendo i colloqui di pace in corso a L'Avana tra il governo colombiano e la guerriglia ed esprimiamo la nostra solidarietà con il popolo colombiano con il desiderio venga raggiunta una pace duratura e la soppressione delle cause che hanno portato il conflitto politico, sociale e militare nel paese da decenni.

Gli Stati Uniti ma anche l'UE non hanno rinunciato al loro ruolo reazionario nella regione. Pur in competizione tra di loro, vanno a braccetto nell'imporre accordi politici, commerciali e militari su altri paesi. Gli Stati Uniti sta dispiengando nuove basi militari in Sud e Centro America per rilanciare la 4° flotta navale.

Il WPC, a 55 anni dal trionfo della rivoluzione, ribadisce la sua piena e profonda solidarietà con la Rivoluzione cubana e la sua gente e denuncia il blocco criminale imposto dagli Stati Uniti a Cuba insieme con la richiesta della chiusura del campo di concentramento della base di Guantanamo e la completa rimozione della base dal suolo cubano. Chiediamo il rilascio dei restanti 4 patrioti cubani dalle prigioni degli Stati Uniti, atto di vendetta politica da parte degli Stati Uniti contro Cuba.

La crescente aggressività dell'imperialismo contro i popoli del mondo, pone l'umanità in grave pericolo. Oggi, più che mai, abbiamo bisogno di intensificare le nostre azioni e la nostra solidarietà antimperialiste e rafforzare i membri del WPC in ogni paese. In questo modo, saremo in grado di affrontare e sconfiggere il nostro nemico principale.

Per affrontare questa sfida e porre il nostro movimento in prima linea nella lotta globale per la pace, dobbiamo costruire un vasto fronte antimperialista per la pace. Soprattutto durante la profonda crisi economica del sistema capitalista, dobbiamo evidenziare la relazione tra la sua crisi e la tendenza alle guerre e alle aggressioni. Noi dobbiamo collegare il nostro programma di pace con tutte le lotte: per avere posti di lavoro e stipendi dignitosi, per i diritti sociali, per la salute pubblica, contro la mercificazione della cultura e dell'istruzione, per un ambiente sicuro e protetto.

In questo contesto il WPC si propone di adottare iniziative e intraprendere azioni, organizzare incontri e conferenze nel futuro prossimo, dando continuità alle decisioni prese nella riunione della Segreteria tra maggio e giugno in Portogallo.

Evidenziamo alcuni punti del piano d'azione:

- Organizzare in tutti i paesi una giornata di azione internazionale l'8 dicembre 2013, in solidarietà con il popolo venezuelano e la Rivoluzione Bolivariana.
- Sostenere il 18° Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti a dicembre 2013 a Quito, Ecuador.
- Sostenere la Conferenza internazionale per un Medio Oriente libero dalle armi di distruzione di massa, ad Haifa e Ramallah nel dicembre 2013.
- Organizzare eventi in tutto il mondo per il 65° anniversario del Consiglio Mondiale della Pace, che culminino con un evento centrale a L'Avana verso la fine di ottobre 2014.
- Ricordare il 100° anniversario dall'inizio della Prima Guerra Mondiale, evidenziando i pericoli odierni di nuove guerre e aggressioni imperialiste.
- Ricordare il 15° anniversario dell'aggressione della NATO contro i popoli della Jugoslavia, con una speciale conferenza internazionale che si terrà a Belgrado il 22-23 marzo 2014.
- Commemorare il 75° anniversario dell'occupazione della Cecoslovacchia con un evento internazionale il 15-16 marzo 2014 a Praga.
- Tenere la conferenza regionale continentale dell'America a Buenos Aires nel giugno 2014.
- Nell'ambito della più ampia lotta contro il militarismo e le guerre imperialiste e della Campagna Internazionale per lo scioglimento della NATO, organizzare azioni che culminino il 04-05 settembre 2014, durante il vertice NATO nel sud del Galles, Regno Unito (65° anniversario della NATO).
- Ricordare il 40° anniversario dell'invasione e occupazione di Cipro, con un evento internazionale nell'estate 2014 a Nicosia.
- Ricordare il 75° anniversario dell'inizio della Seconda Guerra Mondiale.
- Organizzare l'Incontro  Internazionale di Solidarietà con la Rivoluzione cubana all'Avana il 27-31 ottobre 2014.
- Sostenere l'"Iniziativa internazionale per la giustizia" in Turchia attraverso l'Associazione della Pace con l'obiettivo di dimostrare la complicità criminale del governo turco nei crimini di guerra contro il popolo siriano.
- Effettuare una missione internazionale in Siria in solidarietà con il popolo siriano.
- Tenere l'Incontro della regione Asia-Pacifico del WPC in India nel 2014.

giovedì 12 dicembre 2013

Documento preparato per il IX coloquio di Holgun dagli internazionalisti dell'alta Maremma Toscana ( "mancato" spazio per leggerlo )




Buon giorno a tutti:

Per il coordinamento alta Maremma per la liberta’ dei Cinque eroi Cubani, essere presenti al colloquio internazionale per i cinque e contro il terrorismo di Holguin , da tre anni e’una delle finalita’ piu importanti , allo stesso tempo sempre speriamo che il convengo a cui parteciamo sia l’ultimo, questo significherebbe che anche gli altri 4 Eroi ingiustamente detenuti nelle carceri dell’impero finalmente sono liberi di tornare in patria abbracciare le proprie famiglie , vivere con il popolo che mai li ha abbandonati.
Siamo qua per dimostrare il sostengno alla causa di un vasto territorio costiero della Toscana, territorio storicamente conosciuto come un punto di forza nella RESISTENZA PARTIGIANA per la liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo ,
Il coordinamento Maremmano che da anni e’ attivo nella causa per i Cinque e composto da partiti comunisti e associazioni Internazionaliste che lavorano nella solidarieta’ con Cuba cosi’ come sono al fianco del popolo Palestinese, il popolo Kurdo, il Popolo Saharawi,… sostengono la linea politica del Presidente Venezuelano Nicolas Maduro (che ha il non facile compito di proseguire la Rivoluzione Bolivariana iniziata dal Comandante Hugo Chavez,) appoggiano con forza Evo Morales, Daniel Ortega, Correa, Mujica…. e tutti popoli e etnie che per abbattere l’oppressione e raggiungere l’autodeterminazione non hanno paura di lottare e sfidare l’impero USA filo-sionista che in ogni lato del pianeta con ferocia aggredisce, opprime, uccide uomini donne e bambini di Paesi non allineati a proprio status quo.
Con la liberazione di Rene Gonzalez la causa dei Cinque ha avuto una spinta propulsiva su scala mondiale, nel muro del silenzio che per anni ha regnato sulla causa finalmente si intravedono delle crepe, tutti sappiamo che per arrivare alla liberazione di Tony, Fernando, Gerardo, Ramon, la partita si gioca in territorio USA, anche se l’iniziative davanti al parlamento Europeo, i SIT IN davanti l’ambasciate USA hanno un ruolo importante, sappiamo bene che gli yankee non hanno piacere ad avere contestazioni davanti le proprie sedi diplomatiche.
Come ha affermato in alcune interviste Rene
Gonzalez, bisogna ampliare la diffusione di informazioni attraverso gli spazi informatici che per adesso abbiamo ancora a disposizione : Twitter, Facebook, … liste e mail, sviluppo di siti web e blog’s,.. evitando se possibile Microsoft,Apple, gia’ Linus evita l’attacco di virus inviati da haker’s finanziati da organizzazioni USa parallele alla CIA , come :USAID, NED, IRI..,.come diceva Malcon X, per difendersi e lottare bisogna usare ogni mezzo necesario, e’impossibile abbandonare i 4 nostri compagni ancora in carcere, compagni che hanno sacrificato la loro vita, cambiato la vita delle proprie famiglie per difendere il popolo cubano e le conquiste della rivoluzione.
Nella carta dell’ONU (organizzazione ormai impotente di fronte l’arroganza degli Stati Uniti) sta scritto ¨ ogni paese sovrano ha il diritto della autodeterminazione, il diritto a difendersi dalle agressioni, il diritto a vivere in pace´´ , non esiste un terrorismo cattivo e un’altro buono solo perche e’ assecondato agli interessi di un paese potente…. Non si puo essere paladíni dei diritti umani e dimenticarlo quando non fa comodo.
Per concludere questo intervento vogliamo
portare i saluti in questo colloquio delle organizzazioni aderenti al coordinamento Alta Maremma per la libertà dei Cinque :

-CSIAM ( centro solidarieta internacionalista alta Maremma)
-Rifondazione comunista sedi Piombino-Elba e Follonica
-PCL alta Maremma
-“Amici di Cuba gruppo “ Italo Calvino” Piombino
-Circolo Bolivariano alta Maremma “Alessio Martelli”

Vi portiamo il saluto dalla Presidenta nazionale Della Villetta per Cuba

Liberta per i Cinque!
Viva la rivoluzione Cubana!
Viva la Rivoluzione Bolivariana!
Viva Fidel, Viva Raul,
Viva tutti i popoli che lottano contro l’oppressione e per l’autodeterminazione.



 espanol
 
Buenos días a todos y a todas : 
 
Por la Coordinación Alta Maremma por la libertad de los Cinco héroes cubanos, estar presente en el Coloquio Internacional por los Cinco y contra el terrorismo en Holguin, por tres años consecutivos, es uno de los objetivos más importantes, al mismo tiempo esperamos siempre que este sea el ultimo coloquio donde partecipar, porque significaría que también los otros 4 Héroes injustamente detenidos en las cárceles del imperio por fin estarian libres de volver a la Patria, de abrazar sus familias, de vivir con el pueblo que nunca los abandonó.
Estamos acá para demostrar el apoyo a la causa de un gran territorio costero de Toscana, territorio históricamente conocido como un punto de fuerza en la RESISTENCIA PARTESANA por la liberación de Italia del nazi-fascismo.
La Coordinación Alta Maremma desde hace años es muy activa en la causa por los Cinco, está compuesta por partidos comunistas y asociaciones internacionalistas que trabajan por la solidariedad con Cuba, como por la solidariedad con el Pueblo Palestino, con el Pueblo Kurdo, con el Pueblo Saharawi… apoyan la línea política del Presidente venezolano Nicolás Maduro (que tiene una tarea no facil de continuar la Revolución Bolivariana iniciada por el Comandante Hugo Chavez,) apoyan con fuerza Evo Morales, Daniel Ortega, Rafael Correa, José Mujica…. y todos los pueblos y todas las etnias que para derribar la opresión y alcanzar la autodeterminación no tienen miedo de luchar y desafiar el imperio EE.UU. pro-sionista que en cada lado del planeta ataca con ferocidad, oprime, mata a hombres, a mujeres y a niños de países no sumisos a sus ordenes.
Con la liberación de René Gonzalez la causa de los Cinco tuvo un enorme impulso a nivel mundial, por fin se entreven grietas en el muro del silencio que reinó sobre la causa por años, todo sabemos que para llegar a la liberación de Tony, Fernando, Gerardo, Ramón, el partido se juega en territorio norteamericano, aunque las iniciativas delante del parlamento europeo, los plantones delante las embajadas estadounidenses juegan un papel importante, porque sabemos bien que los yanquis no aman tener contestaciones delante las mismas sedes diplomáticas.
Como dijo René Gonzalez en algunas entrevistas, hace falta ampliar la difusión de informaciones en los espacios digitales que por el momento tenemos a disposición: Twitter, Facebook,… listas y correos, sitios web y blog,.. evitando la utilizacion, de ser posible, de Microsoft y Apple. Con Linus evitamos los ataques de virus enviado por hakers financiado desde organizaciones norteamericanas relacionadas con la CIA como USAID, NED, IRI...come dijo Malcon X, para defenderse y luchar hace falta usar cada medio necesario, es imposible abandonar a nuestros 4 compañeros todavía en la cárcel, compañeros que sacrificaron sus vidas, sacrificaron las vidas de sus proprias familias para defender el pueblo cubano y las conquistas de la Revolución.
En la Carta de la ONU (organización ya impotente de frente la arrogancia de los Estados Unidos) está escrito “cada país soberano tiene el derecho a la autodeterminación, el derecho a defenderse de las agresiones, el derecho a vivir en paz”, no existe un terrorismo malo y otro bueno porque apoya a los intereses de un país potente…. No se puede ser defensores de los derechos humanos y olvidarlos cuando no convienen.
Para concluir esta intervención quiero saludar a todos y a todas en este colloquio de parte de las organizaciones de la Coordinación Alta Maremma para la libertad del
los Cinco:
-CSIAM (Centro Solidarietà Internazionalista Alta Maremma)
-Rifondazione Comunista sedi Piombino-Elba e Follonica
-PCL Alta Maremma
-“Amici di Cuba gruppo “ Italo Calvino” Piombino
-Circolo Bolivariano Alta Maremma “Alessio Martelli”
Un saludo de la Presidencia Nacional de La Villetta por Cuba 
 
¡Libertad por los Cinco!
¡Viva la Revolución cubana!
¡Viva la Revolución Bolivariana!
Viva Fidel, Viva Raúl,
Viva todos los pueblos que luchan contra la opresión y por la autodeterminación.


Internazionalisti del coordinamento alta Maremma a Holguin con un gradito Ospite

Internazionalisti alta Maremma con compagne Russe

        internazionalisti alta Maremma con Raul Capote