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giovedì 18 aprile 2019

Sulla legge Helms Burton, andiamo a parlare ai cubani -(e al Mondo intero)



Si  tratta di uno strumento giuridico fondamentale del governo della Casa bianca contro Cuba, con la pretesa di convertirci in una loro dipendenza coloniale .
 La legge per la libertà e la solidarietà democratica Cubana è uno strumento vendicativo che va diretto a rompere l’anima di Cuba…E’ il progetto di sterminio di una nazione.
Andiamo a immaginare due ipoteteci scenari ,diciamo impossibili per la fede che teniamo nella capacità di resistenza e valore  del nostro popolo.
1° Il nemico imperialista e suoi alleati, facendo uso del loro potere militare, riescono a occupare la maggior parte dei paesi e stabilire un governo di transizione per poi proclamare la fine della Rivoluzione.
2° La disunità, l’inganno seminati dal nemico, il tradimento, fanno si che “ lasciamo cadere la spada” come nel 1878 – non si scarta un Baraguà- . Si stabilisce un governo di transizione e le truppe statunitensi occupano il paese per garantire l’arrivo di “aiuti umanitari”
Avremo insomma elezioni “libere e democratiche? No, questo governo di transito, nominato con il dito dalle truppe interventiste, no può convocare elezioni fino a che non sia approvato dal Congresso USA.
Il Presidente degli USA o il suo proconsole nominato a tutti gli effetti, deve elaborare ogni 6 mesi un rapporto al Congresso su come marcia il processo di transizione dell’isola occupata. Ci assale un dubbio, quanto tempo durerà questo processo se è stabilita la necessità di rapporto ogni 6 mesi? Quanto tempo rimarranno nel territorio nazionale le truppe yankes? Risposta ad entrambe le domande : Non si sa (si raccomanda di leggere il Piano Bush). Vai a sapere dopo quanti anni il Congresso approva  la realizzazione di elezioni? Che succede in merito al Bloqueo economico commerciale e finanziario? Per caso fu tolto al momento che si proclamò la fine della Rivoluzione? NO, niente fine del bloqueo questo non è il piano, si mantiene intatto durante la transizione, come ferreo meccanismo di pressione.
Ok, già la transizione è finita, già teniamo un presidente e un governo al gusto yankees. Toglieranno il Bloqueo? Verrebbe da pensare si, invece è NO, questo non è quello che  stabilisce l’aberrazione che porta la firma  di Helms – Burton. Il presidente o il suo proconsole devono certificare al Congresso che sia stato devoluto o pagato il suo valore e indennizzati “i vecchi proprietari” statunitensi inclusi i cubani convertiti dopo il 1959 in cubani-americani, tutte e ognuna delle proprietà nazionalizzate ….
Le”indennizzazioni” o “compensazioni secondo esperti statunitensi nel 1997, avevano un valore approssimato di 100.000 milioni di dollari. Si contempla anche la rinegoziazione  dell’accordo sulla Base  naval di Guantanamo, senza garanzia di restituzione[....]
Per pagare i processi, le indennizzazioni, y debiti, i governi cubani dovranno ricorrere a prestiti, per esempio il FMI, che genera interessi ogni volta maggiori che produrranno una spirale di saccheggio.
Esistono persone negli USA, imprese e gruppi di affari che hanno comprato “proprietà” in Cuba dai “vecchi proprietari”, persone che trafficano con il valore di queste proprietà reali o falsificate, che si muovono in uno strano mercato illegale con tutti i sentimenti.
Speculatori immobiliari hanno venduto  parcelle a futuri costruttori,esistono disegni dell’”Havana futura”, un gran affare ,non poche iene affilano i denti e sognano di spazzare via municipi interi e costruire supermercati, Walmart, MC Donald’s, casinos de juego, enormi edifici per uffici, quartieri cari per gente molto ricca e condannare la maggioranza della popolazione della capitale alla miseria.
Cadremo in mano dei fondi distressed o holdhouts,meglio conosciuti come fondi butrie. I cubani tarderanno anni per pagare un debito impagabile, poi, come può pagarlo un paese raso al suolo, impoverito dalla guerra e occupazione, un paese che avrebbe perso una buona parte dei suoi figli in età  di lavoro e produzione?
Rimaniamo nelle mani di randellatori disposti a “succhiare” fino alla ultima goccia della ricchezza nazionale.
Parliamo chiaro al cubano, non  riusciranno, come disse Fidel, il pensiero e la opera dei comunisti cubani  perdureranno . Cuba continuerà “i cubani siamo di ferro e possiamo resistere anche alla più dura prova”
Ci alzeremo una e più volte a difendere la libertà generazione dopo generazione.

Sunto  di un articolo Raul Capote dal Granma del 17 aprile pag .5
Traduzione di Maurizio Cerboneschi
Prego scusare errori di traduzione


martedì 16 aprile 2019

LA LEGGE HELMS – BURTON CHE SOGNA LA DISTRUZIONE DELLA RIVOLUZIONE CUBANA MEDIANTE ASFISSIA ECONOMICA.



La legge Helms – Burton  al momento si eleva  come lo strumento fondamentale del governo della Casa Bianca contro Cuba, e costituisce il principale ostacolo per una relazione normale tra le due nazioni, lo ha dichiarato Carlos Fernandez Cossio, direttore generale della direzione degli USA del Ministero delle relazioni estere di Cuba, davanti ai deputati della Commissione su temi  internazionali dell’Assemblea Nazionale del Poder Popular, che giovedi 11 aprile hanno discusso sull’incremento delle ostilità degli Stati Uniti verso Cuba.
Nella sua spiegazione, il funzionario ha rimarcato che si tratta di un testo legislativo che vorrebbe  convertire Cuba in una dipendenza coloniale sotto il giogo USA, Paese che  oltre ad essere una minaccia reale sul terreno militare con la sua egemonia tecnologica ha la capacità di manipolare i mezzi di comunicazione e imporre un’informazione basata su  menzogne. La legge Helms Burton intende rinforzare il Bloqueo con l’aspirazione di riuscire a che altri Paesi si aggiungano alla sanzioni contro Cuba, causare danni al popolo, danneggiare gli investimenti e disincentivare gli affari  in generale.
Dall’ amministrazione di Donald Trump il prossimo 17 aprile sono attese comunicazioni riguardo all’inasprimento del bloqueo.
Le fondamenta per stabilire la legge del 1996 , si basano su un insieme di bugie che vogliono dimostrare  Cuba come una minaccia per la sicurezza degli Stati Uniti e che le nazionalizzazioni portate avanti dopo il trionfo della rivoluzione furono illegali e illegittime.
In questi giorni a Cuba il governo, le istituzioni,il popolo ricordano la vittoria a Playa de Giron contro l’aggressione USA, il prossimo 1° maggio Trump vedrà con i suoi occhi che il popolo cubano attraverso manifestazioni oceaniche sta con la Rivoluzione, così come sta al fianco del fratello Venezuela bolivariano, al fianco Lula incarcerato ingiustamente per ordine dell’impero , al fianco di Assange che l’impero vuole punire per aver detto che” IL RE ERA NUDO”….


Il segretario di Stato  Mike Pompeo membro del pericoloso staff  dei fuori di testa del governo  (fascista ) degli Stati Uniti guidato dalla follia di Trump, ha girato e gira il Europa come in America Latina per incontrare i soliti squallidi cortigiani disposti a sostenere un’ intervento militare in Venezuela  e allinearsi alla legge Helms – Burton che vorrebbe strangolare Cuba e annientare la rivoluzione Cubana.

giovedì 20 dicembre 2018

Intervista ad Aleida Guevara, figlia del Che



Daniela Trollio *


Anche quest'anno Aleida Guevara sta facendo un tour per l'Italia del Nord, per portare le ragioni di Cuba contro il più spietato e lungo blocco economico - quello statunitense -  mai imposto ad un paese.  

Abbiamo partecipato ad uno di questi incontri - organizzato dall'Associazione di Amicizia  Italia-Cuba di Cinisello Balsamo il 6 dicembre 2018,  dove erano presenti circa un centinaio di persone -  e abbiamo potuto farle alcune domande, le cui risposte vogliamo condividere con tutti.

D. Cosa è cambiato a Cuba dopo che Fidel se n'è andato?

R. Abbiamo cambiato il presidente - e Fidel non lo era già più - ma tutto continua come prima.

D. Avete un nuovo presidente, avete fatto il Congresso: qui in Italia c'è un dibattito perché la nuova Costituzione cubana ora permette la proprietà privata; qualcuno dice che Cuba sta lasciando la strada verso il socialismo. Lei che ne pensa?

R. La proprietà privata esistente a Cuba è piccola. Nella Costituzione precedente tale proprietà non era permessa quindi abbiamo dovuto cambiare qualcosa per permetterla, perché stavamo violando la legge principale del Paese. Stiamo parlando di un certo tipo di proprietà privata, ad esempio di un parrucchiere o una panetteria, di un piccolo ristorante che non può avere più di un certo numero di tavoli, di una persona che affitta un appartamento. Parliamo quindi  di questo tipo di proprietà, non di proprietà dei grandi mezzi di comunicazione, di mezzi di produzione, né di hotel: niente di tutto questo cambierà. La proprietà resta dello Stato socialista.

Il fatto è che, in un determinato momento di crisi mondiale, lo Stato cubano si rende conto che ci sono più di cinquecentomila persone che lavorano, ricevono un salario ma che non producono e nessuno Stato può sostenere questa situazione; ma uno Stato socialista non può lasciare cinquecentomila persone senza lavoro. Quindi, in quel momento, si è deciso di permettere che questi compagni potessero lavorare per conto proprio; ma questo, anche se lo si permetteva ad un numero importante di lavoratori, stava influendo sulla legge più importante del paese perché non era previsto nella Costituzione. Per questo c'è stato questo cambiamento, perché potessero farlo senza problemi.

D. Dopo l'Argentina e il Brasile, con le destre che vanno al potere, che problemi ha Cuba con questi paesi? Già i medici che lavoravano in Brasile hanno dovuto tornare. Altre cose?

R. Dal punto di vista economico naturalmente ci sono problemi, perché noi avevamo con la presidente Dilma (Roussef) una magnifica relazione, non con lei direttamente ma con industriali brasiliani. Ora alcuni di loro dovranno ritirarsi  a causa delle pressioni che subiranno. Non sappiamo come funzionerà questo tipo di interscambio, perché loro hanno investito capitali, ad esempio nel porto di Mariel, dove lavorano varie imprese brasiliane. E' difficile che si ritirino senza recuperare i loro capitali. Davvero, non sappiamo come agiranno ma quello che per noi è chiaro è che chi ha investimenti a Cuba sa che i profitti sono diretti al popolo e che la nostra legge va rispettata. Quindi questo è un problema di chi vuole andarsene, ma l'investimento resta. Non so, dal punto di vista economico non sappiamo cosa decideranno ma in generale noi abbiamo relazioni con imprese indipendenti, alcune statali ma non tutte. Quindi ci possono essere comunque rapporti che proseguono, ma al momento non è stata presa alcuna decisione.

D. Cuba e l'Europa: come sono i rapporti?

R. L'Unione Europea ha sempre voluto discutere dei diritti umani a Cuba e di molte altre cose ma ora abbiamo buoni rapporti, non con la Comunità come istituzione, neanche con gli Stati in quanti tali, ma con società come la Melià, che è una società turistica spagnola che a Cuba ha 11 hotels. Abbiamo con loro una relazione da molto tempo, da prima che la Comunità Europea pensasse di fare qualcosa loro c'erano già.

Io immagino che resteranno a Cuba perché, se prima hanno subito pressioni e sono rimasti, ora continueranno a farlo perché hanno molti più hotel di prima, no?! Dipende dalle imprese europee, da come metteranno in discussione il problema del blocco, perché è evidente che il blocco colpisce. In questo momento, bisogna considerare che Obama ha imposto sanzioni finanziarie straordinarie alle imprese europee che commerciavano con Cuba: alcune hanno resistito, altre no. Dipende dagli europei, noi siamo sempre qui.

D. Altra domanda: Cuba è un riferimento per tutti comunisti, i rivoluzionari del mondo. Il Partito Comunista non ha mai pensato di fare una "specie" di Internazionale? Perché?

R. Noi partecipiamo a tutti gli eventi internazionali come Partito, andiamo a vari congressi di diversi partiti di varie parti del mondo  e in questo ci comportiamo come qualsiasi Partito Comunista. Ora, non crediamo di dover fare qualcosa di "internazionale". Abbiamo partecipato al Foro di San Paolo che si è svolto all'Avana, e che è stato molto, molto positivo; facciamo congressi e abbiamo scambi con diverse entità politiche, non solo comuniste ma anche di sinistra in generale e finora abbiamo sempre lavorato abbastanza unitariamente. Non credo sia necessario fare "qualcosa" di così definito come un'Internazionale. Semplicemente quello che stiamo facendo è da una parte aiutare, dall'altra imparare e così cresciamo tutti.

D. Ultima domanda: perché gli strati popolari, gli strati più poveri, in America Latina ma non solo - anche qui - votano per le destre? Errori delle sinistre?

R. Questo ha a che vedere con il non riconoscimento della sinistra, perché tu puoi esistere come partito, avere brillanti intellettuali che siano capaci di parlare, di discutere, ma se il popolo non"tocca" l'impegno, l'unica cosa in cui finisce per credere è … la religione. Il popolo ha bisogno di "toccare con mano"; sto parlando ad esempio di salute, dove il medico parla di quello che io sto vivendo… altrimenti è molto difficile per la gente credere. Se chiudono una fabbrica, dov'è il partito comunista, dov'è la gente di sinistra? Deve stare là, appoggiare i lavoratori, resistendo fino all'ultimo con i lavoratori. Se tu non vedi questo, se non lo "tocchi", questo partito non esiste per te.

E c'è anche una campagna straordinaria contro i partiti  di sinistra e a volte un piccolo errore si trasforma in un errore immenso perché la stampa lo presenta così e la gente, normalmente, crede nella propria stampa, anche se generalmente è molto male informata. E l'informazione con cui viviamo fa sì che la gente non abbia coscienza politica.

*) Intervista e traduzione di Daniela Trollio, Centro di Iniziativa Proletaria "G.Tagarelli" - Via Magenta 88, Sesto San Giovanni, Milano






martedì 27 novembre 2018

Vocazione umanista dei medici cubani illumina decine di paesi



L'umanesimo e la solidarietà dei medici di Cuba permettono che decine di paesi si avvantaggino coi risultati dell'isola in materia di salute. 
                            
In questo scenario -guidato dal principio di condividere con altri paesi quello che si ha - il ministro di Salute Pubblica di Cuba, Josè Angel Portal, ha definito doloroso ma necessario la decisione di non continuare a partecipare al programma Più Medici del Brasile.

Lo scorso 14 novembre, il Ministero di Salute Pubblica (Minsap) ha annunciato che non continuerà a fare parte dell'iniziativa attivata nel 2013 dall’allora presidentessa Dilma Rousseff per garantire copertura sanitaria ai settori più poveri della nazione sud-americana.

La posizione cubana risponde ai condizionamenti ed alle minacce del presidente eletto, Jair Bolsonaro, che ha definito i medici dell'isola come “schiavi moderni”.

Inoltre, ha criticato la preparazione dei cooperanti della maggiore delle Antille ed ha annunciato l'intenzione di condizionare la loro permanenza nel programma alla convalida del titolo, usando come unica via la contrattazione individuale.

“Abbiamo preso una decisione dolorosa, ma necessaria, in difesa della dignità professionale ed umana dei nostri collaboratori e della loro sicurezza. Da mesi stiamo attenti ai pronunciamenti minaccianti e provocatori del presidente eletto”, ha detto Portal in dichiarazioni al sito web Cubadebate.

Durante gli ultimi cinque anni, circa 20 mila collaboratori cubani hanno curato 113.359.000 pazienti, in circa 3600 municipi.

In un momento, i medici dell'isola sono stati l’ 80% di tutti i partecipanti nel programma che ha come obbiettivo garantire la presenza di medici locali e stranieri in zone povere ed appartate del paese sud-americano.

Il lavoro dei professionisti cubani nei luoghi di povertà estrema, in favelas di Rio de Janeiro, Sao Paulo, Salvador de Baia, nei 34 Distretti Speciali Indigeni, soprattutto nell'Amazzonia, è stato ampiamente riconosciuto dai governi federali, statali e municipali, e dalla loro popolazione.

Dirigenti, attivisti ed il popolo brasiliano hanno respinto le posizioni di Bolsonaro ed allertato sulle possibili conseguenze.

“Non abbiamo mai avuto un medico, poi ne è arrivato uno cubano che ha irradiato felicità proporzionando salute ed oggi ci tolgono la vita con la fine della partecipazione dei professionisti dell'isola nel programma Più Medici del Brasile”, ha detto a Prensa Latina il capo tribù indiano Ismael Martin, del villaggio indigeno Tekohà Karumbey, nello stato meridionale del Paranà.

Mentre, l'ex presidentessa Rousseff ha qualificato come una perdita irreparabile la fine dell'accordo tra Cuba e l'Organizzazione Panamericana della Salute (OPS) che garantiva la partecipazione di professionisti cubani in Più Medici.

Tale progetto “creato durante il mio governo, ha offerto fino al 2016 attenzione medica a 63 milioni di brasiliani e brasiliane, molti dei quali non avevano avuto mai accesso ad un professionista della salute”, ha spiegato in un esteso articolo pubblicato nella sua pagina personale in Internet.

D’accordo con la Rete Internazionale di Intellettuali, Artisti e Movimenti Sociali in Difesa dell'Umanità-capitolo Brasile, circa 44 milioni di brasiliani di umili entrate rimarranno senza attenzione medica a partire dal 2019, in più di due mila municipi dell'interno del paese.

LE MENZOGNE DI BOLSONARO

Cuba ha smascherato le menzogne propagate da Bolsonaro sulla presenza di medici dell'isola nel programma Più Medici.

In questo senso, il Minsap ha manifestato che i collaboratori cubani ricevono il cento percento dei loro salari, e benché non si trovino nel loro paese, mantengono i loro posti di lavoro e garanzie lavorative e sociali.

In Brasile, i membri di Più Medici non ricevono salari, perché non sono usati dal sistema di salute locale, bensì borsisti che prestano servizi primari, in sintonia con la Legge Federale per il programma.

Il governo del paese sud-americano non paga salari all'Organizzazione Panamericana della Salute, ma paga per i servizi che questo ha contrattato al Minsap.

Rispetto a questo denaro, i funzionari hanno precisato che i cooperanti che prendono la decisione personale di incorporarsi a Più Medici, firmano un contratto col citato Ministero e volontariamente condividono parte delle entrate per fortificare il sistema di salute universale e gratuito cubano.

Questa posizione solidale e ben lontana dell'egoismo ed individualismo non solo viene dimostrata in Brasile, ma anche in altre nazioni che pagano per i loro servizi, hanno sottolineato.

Un'altra delle menzogne di Bolsonaro, molto criticato per l'impatto della sua ostilità nei brasiliani più poveri (alcuni parlano di un blackout di salute per decine di milioni di persone), è che Cuba proibisce ai collaboratori di parlare coi loro parenti.

In realtà, la maggioranza hanno ricevuto visite dei loro cari e mantengono comunicazione permanente con loro; le regole del programma stabilite dal governo del Brasile regolano l'accesso e la convivenza di persone esterne all'iniziativa, hanno commentato le autorità del settore.

In relazione con la preparazione dei medici cubani, nell'isola il ripudio alle menzogne del mandatario eletto è categorico, la loro formazione è riconosciuta a livello mondiale, per gli indicatori di salute ottenuti nella maggiore delle Antille e per l'appoggio dato ad un centinaio di paesi affinché migliorino i suoi.

Cosset Lazo e Waldo Mendiluza, giornalisti di Prensa Latina Vocazione umanista dei medici cubani illumina decine di paesi
   

Tratto da :

mercoledì 30 maggio 2018

Riflessioni e dubbi -" Cuba cambio climatico?? O sotto attacco climatico ?? "



Lunedi 28 e martedi 29 maggio sono rimasto in continuo contatto con una cara compagna di Santa Clara bloccata nella stazione terminale bus dell’Avana, perché impossibilitata a partire per l’interruzione forzata delle vie di comunicazione terrestri e ferroviarie, interruzione causata  dalle inondazioni causate dalla tormenta “Alberto,” una situazione di forte disagio con momenti di tensione, ma ben gestita dalle autorità competenti, che hanno rifocillato e tenuto sempre informati i passeggeri in attesa di partire, sapendo queste informazioni mi è scattata lo molla di scrivere due righe……:

Nel settembre 2017 il potente uragano Irma con forza 4-5 al suo passaggio devastò con forza Cuba e l’arcipelago di isole Caraibiche, poi secondo gli esperti doveva far rotta verso  Miami in Florida, però dopo Cuba cambia la traiettoria , ridimensiona la sua furia e si dirige sempre in Florida ma da tutt’altra parte da quella pronosticata, un caso?. In questi giorni  Cuba in un periodo a basso rischio uragani viene aggredita dalla tormenta tropicale “Alberto”,che,  per giorni scarica una incredibile quantità di acqua al suolo, il centro dell’isola non regge, i fiumi straripano, ponti vengono spazzati via, le inondazioni non si contano, le principali vie di comunicazione di terra vengono interrotte, migliaia di persone vengono evacuate, ci sono case irrimediabilmente distrutte, intere  coltivazioni agricole  andate perse, l’ addestrata difesa civile  da subito è stata attiva per limitare i danni e limitare i disagi della popolazione.
Negli articoli in merito a questa calamità “naturale” si legge che la tormenta “Alberto” è stata sottovalutata, sicuro che sia così??. Cuba, per capacità o per  dovere, ha degli ottimi climatologi, quindi  una comune persona del mondo che ragiona con la testa può essere assalita da  dubbi , e perplessità e può arrivare a porsi la domanda : E se gli Stati Uniti che scrupoli non hanno, avessero pianificato un attacco climatico , all’isola potenziando “Alberto” in maniera da distruggere l’economia e creare disagi e tensioni tra la popolazione ??? Qualcuno potrebbe dire o dirà che sono fantasie di un pazzo antimperialista !!  Una svariata documentazione che si incontra in libri o in internet redatta in questi recenti anni da personaggi noti, in aggiunta di alcune affermazioni della CIA ,dovrebbe comunque far riflettere…
Mai va dimenticato che Cuba da 60 anni viene aggredita, minacciata, sanzionata con un bloqueo criminale,… dagli Stati Uniti, dal 1959 ad oggi tutti i presidenti USA che si sono succeduti hanno avuto il chiodo fisso di abbattere la Rivoluzione Cubana, loro malgrado  ad oggi non ci sono riusciti…

Prima di entrare nel merito di alcune affermazioni sul clima rilasciate Michel Chossudovsky, professore e giornalista  apprezzato dal Comandante Fidel, … va ricordato che poco più di  un mese fa il Comandante Raul Castro lasciava le consegne al  nuovo Presidente  Miguel Diaz-Canel , guarda caso questi  subito si trova a fronteggiare  la tragedia di un  aereo della Cubana che cade all’Avana con 113 morti, non si è ancora spento l’eco di tale luttuoso evento che arriva una “sottostimata” tormenta che mette in severe difficoltà il Paese, che sia solo destino sfortunato??... ognuno è padrone di pensare come vuole!!!
                                                                      “ Sandino”

Fidel con Chossudovsky

Michel Chossudovsky, Professore di Economia all’Università di Ottawa. Chossudovsky, autore del bestseller internazionale «The Globalisation of Poverty», membro della Commissione economica delle Nazioni Unite per l’America latina ed i Caraibi (ECLAC) é di vari altri organismi di ricerca, è uno dei rari intellettuali che sa raccogliere con cognizione di causa le nuove sfide tecnologiche dell’establishment militare USA-NATO.
In particolare è uno dei pochissimi che ha preso seriamente in considerazione la problematica del progetto segreto HAARP, sul quale Nexus ha prodotto numerosi approfondimenti.

Scrive Chossudovsky: «Già negli anni ’70 il vecchio consigliere per la Sicurezza Nazionale Zbigniew Brzezinski aveva previsto nel suo libro “Tra Due Epoche” che: “La tecnologia renderà disponibile, per i leader delle maggiori nazioni, tecniche per condurre una guerra segreta, per la quale sarà necessario considerare solo una minima parte delle forze speciali (…) TECNICHE DI MODIFICAZIONE DEL CLIMA POTREBBERO ESSERE IMPIEGATE PER CAUSARE PROLUNGATI PERIODI DI SICCITÀ O TEMPESTA

riguardo a HAARP.
Nel suo libro «Washington’s New World Order Weapons Have the Ability to Trigger Climate Change» (Le armi del Nuovo Ordine Mondiale di Washington possono innescare cambiamento climatici) che apparve in internet nel 2000
Chossudovsky affermava che «intere economie nazionali potrebbero essere potenzialmente destabilizzate attraverso manipolazioni climatiche attuate dai punti di comando negli Stati Uniti». (ndr: affermazione fatta anche dal generale Fabio Mini nel 2012)..
NON SOLO EFFETTO-SERRA
«Non è soltanto una questione di effetto- serra», sosteneva Chossudovsky.
Anzi, le sentenze di colpevolezza a carico delle emissioni inquinanti, spesso sfoderate dagli organismi preposti alla tutela ambientale, rischiano davvero di confondere le idee.
Questo non implica ritenere ingenuamente che all’origine del global warming vi sia soltanto HAARP.
Le élites militari ci nascondono molte conoscenze tecnologiche, ma non sono ancora così onnipotenti come pretendono.
Il clima terrestre è un modello troppo complesso per esser dominato in tutte le sue variabili, alcune delle quali dipendono da cicli millenari.
Eppure il controllo di porzioni limitate di territorio potrebbe essere una faccenda relativamente agevole, avendo mezzi e tempo.
LA TECNOLOGIA ESISTE GIÀ e nemmeno ci si premura di nasconderla.
Negli USA esiste una società privata, la “Weather modification Inc.”, che fornisce su richiesta tutta la tecnologia per far piovere artificialmente(13).
Si adopera lo ioduro d’argento per provocare la coalescenza delle particelle umide.
Non dovrebbe destare meraviglia il fatto che esista anche la possibilità di ottenere l’opposto. Se questa ipotesi è vera, non si può continuare ed addossare la responsabilità della desertificazione all’ effetto-serra o alla polluzione industriale…. “(1)
  

HAARP :Guerra Climatica contro Venezuela,Cuba,Nicaragua..

Stabilito nel 1992, il programma militare HAARP, con base a Gokona, Alaska, utilizza una serie di antenne di dimissione potenza che trasmettono attraverso onde di radio di alta frequenza quantità massicce di energia all'ionósfera. Questa invenzione o arma di distruzione di massa è costituita per un sistema di enormi antenne capaci di creare “modificazioni locali controllate dalla "ionósfera." Il suo principale obiettivo militare è indurre modificazioni ionosferiche al fine di alterare modelli climatici e destabilizzare comunicazioni e radar.
La D.ssa. Rosalie Bertell conferma che gli scienziati militari americani lavorano coi sistemi HARP come armi potenziali. Il metodo consiste in un potenziamento delle tempeste e nella deviazione delle correnti di vapore nell'atmosfera al fine di provocare siccità o inondazioni in localizzazioni programmate…..Un'analisi di dichiarazioni provenienti della Forza Aerea dello Stati Uniti, dice: la manipolazione coperta di modelli climatici, comunicazioni e sistemi di energia elettrica come un arma di guerra globale, abilita gli Stati Uniti, per destabilizzare e dominare regioni intere.
C'è certezza che molti dei problemi che si stanno presentando col clima nel mondo sono causati dagli Stati uniti, e la sua arma segreta il HAARP.
Ora nel secolo XXI Venezuela, Cuba, Ecuador, Iran, Corea del Nord, Nicaragua,... sono stati attaccati col HAARP
Questo è quello che i gringos ed il loro Pentagono chiamano la "guerra preventiva", contro i paesi che considerano l "asse" del male solo perchè si oppongono alla manipolazione e al feroce sfruttamento attraverso le sue transnazionali.
L'arma fondamentale di questa guerra preventiva è la manipolazione climatico-criminale con fini militari, per continuare a distruggere la sovranità alimentare di quei paesi.

Corea del Nord dal 1990 sta soffrendo  grandi siccità, alternate con grandi inondazioni che hanno distrutto praticamente il suo sistema agricolo. Le temperature arrivarono a 40° nei campi di riso e le piogge passarono dai 20 mm che cadevano normalmente nel mese di ottobre a 400 mm, tanta in sole 12 ore, ciò portò conseguenze catastrofiche, inondazioni, crolli e la perdita di più di 50.000 ettari di riso, distrutte dal diluvio. Questa guerra inclemente contro la Corea del Nord, ignorata per il mondo, ma reale ha lasciato più di due milioni di morti di fame, specialmente bambini. L' Irak, Irán e Siria furono devastati dalla siccità successe nel 1999. In Afghanistan nei quattro anni anteriori all'invasione del 2001, distrussero l'economia contadina, provocando la fame nella popolazione per problemi climatici di inondazioni e siccità alternate.

A Cuba nel 2003 una siccità devastò la parte occidentale, nel giugno 2004, il paese soffrì la peggiore siccità della sua storia….Nell'anno 2008 tre uragani furono diretti contro l'isola causando incommensurabili danni materiali.

C'è un'estrema instabilità del clima mondiale che attribuiscono al riscaldamento globale, ma esiste la certezza assoluta che i gringos con la loro arma di guerra HAARP sono dappertutto ed è la causa principale della devastazione climatica negli ultimi anni.
Uragani e temporali tropicali hanno devastato i Caraibi, Asia Centrale e Mezzo Oriente e ci sono catastrofiche siccità in Africa Occidentale che sta di fronte alla maggiore invasione di aragoste dell'ultima decade……. è una guerra Silenziosa difficile da provare, e giustificata dal supposto riscaldamento globale e i battezzati fenomeni el niño, la niña, che altro non sono che l’ HAARP in azione. (1)


La CIA ammette di usare la Geoingegneria e manipolazione climatica come arma di guerra

[…]il Climatologo della Rutgers University, dr. Alan Robock che sostiene che il suo dipartimento all’università del New Jersey è stato ingaggiato dalla CIA applicare il metodo di controllo del clima di altre nazioni.
Ovviamente, la CIA sembra avere un forte interesse per il tema della modificazione del clima. Infatti, Robock sembra confermare la voce che l’agenzia ha contribuito al finanziamento sulla geoingegneria, con un progetto di 21 mesi (rinnovato da pochi anni) che vedrà protagoniste la Nazional Academy of Sciences (NAS), la Nazional Oceanic and Atmosferic Administration e la NASA.

Alterare il tempo (meteo) è stato uno stratagemma di guerra per anni…. Ad esempio, Robock afferma che la geoingegneria esisteva già durante la guerra in Vietnam, dove, per un periodo di cinque anni, aerei americani impegnati in missioni di cloud seeding, (ovvero inseminazione delle nuvole attraverso irrorazione chimica) hanno avuto successo nell’aumentare le precipitazioni e prolungare le stagioni monsoniche. Gli Stati Uniti hanno anche usato la geoingegneria con le irrorazioni chimiche contro Cuba, nel tentativo di far piovere e rovinare il raccolto di zucchero….
gli Stati Uniti hanno versato milioni di dollari nella ricerca sulla geoingegneria.
Ad esempio, la tecnologia HAARP, dove la principale struttura si trova in Alaska, sono stati spesi centinaia di milioni di dollari con i soldi degli ignari contribuenti. Questa struttura ha il potenziale di alterare il clima su scala massiccia, e sovralimentare la ionosfera. Infatti, l’Air Force ha ammesso che tali esperimenti meteorologici possono essere tuttora applicati, e anche in passato è stato fatto. Le tecnologie di geoingegneria utilizzate come armi, potrebbero diventare più comuni in futuro, che è una prospettiva terrificante. La tattica di geoingegneria potrebbe aumentare in una situazione di guerra o di escalation delle tensioni tra i paesi, anche se attualmente viene usato in tempo di pace.
Robock avverte: “Se un paese vuole controllare il clima in un determinato modo, e l’altro paese non vuole che questo accada, vi sarebbe la possibilità di abbattimento di aerei tanker….e se non c’è accordo, potrebbero esserci conseguenze terribili […] (3)

Argomentazione tratta da :



guerra climatica contra Venezuela : Haarp


"I PADRONI DEL CLIMA (HAARP E GUERRE CLIMATICHE) "

Questo Murales dominava la Rampa nel Vedado dell'Avana a Cuba  nel 1995-1996


venerdì 16 marzo 2018

Manovra anticubana di Camera di Deputati del Cile disconosce la nostra sovranità. Maniobra anticubana de Cámara de Diputados de Chile desconoce nuestra soberanía



Un crudele gruppo di 83 membri della Camera di Deputati cilena ha approvato ieri un progetto di risoluzione che sollecita lo Stato cubano si scusi per l'espulsione dei due deputati cileni del nostro paese Jaime Bellolio e Miguel Calisto per avergli impedito di partecipare allo show mediatico e provocatorio montato per la Payá a L'Avana. Altri 27 membri della Camera si sono astenuti, mentre 22 si sono degnamente opposti alla manovra anticubana.
Si sa che Bellolio non ha potuto viaggiare da Miami a L'Avana con la proibizione d’entrata, mentre il secondo fu espulso sovranamente dal paese. Ugualmente detto progetto reclama al governo cileno, in aperta ingerenza nei nostri temi interni, l'appoggio ai gruppi sovversivi della controrivoluzione interna. A partire da questo incidente il proprio cancelliere cileno minacciò Cuba di possibili danni nelle relazioni bilaterali. Il diritto sovrano di Cuba di proteggersi da coloro che fomentano la sovversione e cospirano contro la sua governabilità è legittimo e le sue azioni non meritano scusa alcuna a "gli offesi." Cuba è aperta a chi la visita in buona fede però mai permetterà da -dovunque si parta- alcuna offesa alla sua sovranità . E'Chiaro??


Un desalmado grupo de 83 miembros de la Cámara de Diputados chilena aprobó ayer un proyecto de resolución que solicita al estado cubano se disculpe por la expulsión de los dos diputados chilenos de nuestro país –Jaime Bellolio y Miguel Ángel Calisto– por haber sido impedidos de participar en el show mediático y provocador montado por la Payá en La Habana. Otros 27 miembros de la Cámara se abstuvieron, mientras que 22 se opusieron dignamente a la maniobra anticubana. Se sabe que Bellolio no pudo viajar desde Miami a La Habana al prohibírsele la entrada, mientras que el segundo fue expulsado soberanamente del país.
Asimismo dicho proyecto reclama al gobierno chileno, en abierta injerencia en nuestros asuntos internos, el apoyo a los grupos subversivos de la contrarrevolución interna. A partir de ese incidente el propio canciller chileno amenazó a Cuba con posibles daños en las relaciones bilaterales.
El derecho soberano de Cuba de protegerse de aquellos que fomentan la subversión y conspiran contra su gobernabilidad es legítimo y sus acciones no merecen excusa alguna a “los ofendidos”. Cuba está abierta a quien la visita con buena fe pero nunca permitirá –parta de donde parta– ofensa alguna a su soberanía. ¿Está claro?



venerdì 9 febbraio 2018

La “nuova” strategia USA nella cyber guerra per sovvertire Cuba.


Se l’apparato del Presidente Donald Trump crede che usando nuove tecnologie possa imporre a Cuba un cambio dell’ordinamento interno, ancora una volta non ha capito  nulla o ha perso la memoria, sviluppare e finanziare progetti in rete internet per cambiare la isla grande è un misero ritorno alla già  fallita guerra fredda.
Quando il 16 giugno del 2017 a Miami Trump si riunì con le forze dell’ultradestra di origine cubana per pagare il suo debito elettorale, annunciò al Mondo quello che a suo tempo aveva promesso appunto alla congrega di gusanos della Florida guidati dal senatore  Marco Rubio  :”  fine delle relazioni USA con Cuba iniziate il 17/12/2014  dall’amministrazione Obama ,continuazione e inasprimento del “Bloqueo economico”….
Aver scelto Internet come terreno per la “nuova” aggressione dimostra chiaramente  quali sono i veri obiettivi di Washington quando reclama “libero accesso” alla rete ai paesi che si oppongono al sistema liberista, mentre in casa sua e nei paesi alleati o meglio servi, mantiene un megasistema di controllo sociale che  accumula dati di cittadini “ignari” che navigano nel web.
Tutto rientra in una nuova dottrina di Guerra non convenzionale senza l’uso diretto di forze militari  come  successo nei fallimentari conflitti in Iraq e Afganistan , una dottrina già usata nella dimenticata “primavera Araba” o in piani più recenti come l’ incentivazione alle proteste in Iran  e in Venezuela Bolivariano nel sostenere i settori violenti della destra fascista…. La strategia imperialista di Washington dimostra apertamente di voler usare le reti sociali e internet per i suoi obiettivi geopolitici di dominazione. Attivare un nuovo  cyber attacco dimostra che non c'è mancanza di liquidità, in un governo paralizzato e senza fondi, quando si tratta di finanziare progetti sovversivi contro Cuba, certamente i nuovi piani di Trump non colgono di sorpresa un governo cubano che alle spalle ha oltre mezzo secolo di esperienza su come affrontare programmi di aggressione di tutti i tipi. Progetti  cyber recenti come ZunZuneo, Piramideo, Commotion, Operacion Surf… sbatterono contro la capacità delle autorità cubane di scoprirli e l'unità della sua popolazione davanti alle aggressioni.


ZUNZUNEO :
Progetto finanziato dall’Agenzia Internacional degli Stati Uniti (USAID), l’obiettivo era lanciare una rete di messaggeria che potesse arrivare a centinaia di migliaia di cubani usando  “contenuto no controverso” : notizie di calcio, musica,  clima, pubblicità. Quando riuscirono nel loro scopo inviarono messaggi di contenuto politico per incitare i cubani a sviluppare convocazioni in rete per manifestazioni di massa atte a destabilizzare il paese.

PIRAMIDEO :
Simile a ZunZuneo questo programma stava in carico all’ufficio di trasmissioni a Cuba (OCB), assoggettata a Radio-TV Martì. Lo stesso  promuoveva  la creazione di una rete di “Amici” offrendo loro la possibilità che una persona inviasse ai membri della sua “Piramide” un SMS  di massa al costo di un solo messaggio. Lo  scopo finale era promuovere una piattaforma sovversiva.

COMMOTION:
Fu un meccanismo sviluppato dall’Istituto di tecnologia abierta (OTI) della New America Foundation, con sede a Washington, in origine per usi militari, sviluppava reti senza fili indipendenti. Benchè non si conosca la sua entrata in funzione a Cuba,  fonti del governo USA dichiararono al quotidiano  New York Times che avevano dato fondi milionari per tale fine.

OPERACION SURF :
Programma smascherato dall’agente Raul della sicurezza di Stato, il tutto consisteva nel far entrare in Cuba equipaggiamento e  software per l’installazione di antenne illegali per l’acceso illegale a internet.


Per il governo cubano se l’amministrazione Trump desidera esclusivamente garantire l’accesso dei cubani a internet intanto potrebbe eliminare le restrizioni del bloqueo che impediscono l’acquisto di tecnologia del settore, facilitando gli acquisti di materiale, questo forse gli sarebbe più economico che finanziare una “Fuerza de tarea” che già è destinata al fallimento prima di cominciare.



venerdì 27 ottobre 2017

58 °anniversario dalla morte di Camilo Cienfuegos: la forza e la passione del suo pensiero rivoluzionario

Il Signore dell’Avanguardia fu molto più che un capo militare che si distingueva nei combattimenti. Fidel, i suoi fratelli di lotta e il popolo cubano sapevano che assieme al suo coraggio di guerrigliero e al suo carisma personale c’erano la maturità e la forza delle sue idee.
Nacque il 6 febbraio 1932, all’Avanamorì il 28 ottobre 1959



L’immagine del leggendario Comandante Camilo Cienfuegos Gorriarán è ben conosciuta tra il popolo cubano. La sua vita e la sua opera si studiano nei testi scolatici, nella Storia di Cuba, e in questi  s’insiste sulla sua condizione di  partecipante alla spedizione del Granma, sulle sue missioni all’avanguardia delle prime forze dell’Esercito Ribelle, sul suo ruolo,  quando divenne uno dei primi a combattere nel piano, sui suoi compiti nella vittoria strategica contro l’offensiva nemica, nell’estate del 1958, e sulla sua guida al comando della colonna Antonio Maceo nell’Invasione a Occidente e, ovviamente, delle azioni per prendere  Yaguajay nei giorni finali della guerra.
Il Comandante Ernesto Che Guevara, evocando Camilo nel quinto anniversario della sua scomparsa disse: “ Quello che per noi -  quelli che ricordiamo Camilo come una cosa,  come un essere vivo – fu sempre maggiormente attraente, fu quello che attraeva anche tutto il popolo di Cuba, era il suo modo d’essere, il suo carattere, la sua allegria, la sua franchezza, la sua disposizione in ogni momento d’offrire la sua vita, correre i pericoli più grandi con una totale naturalezza, con una completa semplicità, senza la minima ostentazione del valore, della sapienza, essendo sempre il compagno di tutti, e anche se era già terminata la guerra, era indiscutibilmente il più brillante di tutti i guerriglieri”.
E reiterando la sua ammirazione per il compagno scomparso, il Che aggiunse: “Quel ‘vado bene?’ di Fidel, quando lo chiese a Camilo  nella Citta Militare, nei primi giorni  o il primo giorno del suo arrivo a L’Avana, non significa che Camilo era casualmente al suo fianco, non significa che fu una domanda casuale, ma era la domanda fatta ad un uomo che meritava la totale fiducia di Fidel, per il quale provava come forse nessuno di noi, una fiducia e una fede assolute”.
Più che un capo militare che spiccava, il Signore dell’Avanguardia -come lo chiamò il Che - fu molto più di un capo militare che si distingueva nei combattimenti.
Fidel, i suoi fratelli di lotta e il popolo cubano sapevano che, unito al suo valore come guerrigliero e al suo carisma personale, c’erano la maturità e la forza di un pensiero genuinamente rivoluzionario.
Camilo Cienfuegos  visse solo 301 giorni dopo il 1º  del 1959, ma la sua passione rivoluzionaria fu così grande che in questi 55 anni è stato ispirazione e forza dell’opera della Rivoluzione.
Dopo il trionfo rivoluzionario, l’attività di Camilo fu decisiva per rinforzare l’Esercito Ribelle, unire le volontà del popolo, unire le forze in appoggio alle leggi e alle misure della Rivoluzione, appoggiando il suo leader e per riaffermare definitivamente la presa del potere politico. Il suo continuo combattere nel breve tempo che visse nella patria liberata, ha marcato i cubani.
Nei primi giorni del trionfo, Camilo confessò:
“ Sono andato alla Rivoluzione perchè sapevo, ero molto cosciente che Cuba necessitava una Rivoluzione come questa, che Cuba necessitava non solamente la caduta del dittatore, ma che Cuba necessitava questa Rivoluzione che abbiamo oggi, perchè in Cuba un giorno ci sia giustizia sociale e perchè un giorno, che è questo che oggi stiamo vivendo, il popolo di Cuba viva con pieni diritti, e i cittadini di questa terra nostra non siano gli  uomini abusati, gli uomini sempre sfruttati”.

IL POPOLO IN UNIFORME

Le sue idee per la preparazione dell’esercito della Rivoluzione si scoprono quando afferma: “ La morale che ci ha portato al trionfo, la volontà che non ci è mancata nella lotta, l’ottimismo che ci ha stimolato nei momenti più difficili e gli ideali che hanno alimentato la guerra, sono elementi che useremo nella preparazione del nostro esercito, che è già tecnicamente ristrutturato, per garantire la sicurezza del popolo, e la sua preparazione influirà nella vita nazionale”.
Camilo sviluppò un intenso lavoro di chiarimento sull’Esercito Ribelle e la Rivoluzione cubana. Lui pronosticò il ruolo delle forze armate. Per questo stimolò la preparazione dei suoi membri e seppe prendere una scorciatoia con risposte sicure a determinate forze reazionarie che tentavano di confondere il popolo:
“Coloro che sperano che noi ci si dedichi alle caserme, sappiano che noi, gli uomini che vestiamo l’uniforme verde olivo della Rivoluzione, intendiamo che i lavori e i sacrifici non sono terminati il 1º gennaio, ma al contrario, che i sacrifici e i lavori per noi sono cominciati il Primo Gennaio”.
Il Signore dell’Vanguardia espose chiaramente il vero carattere delle Forze Armate  Rivoluzionarie e le funzioni che questa istituzione avrebbe seguito, differenziandola dagli eserciti precedenti.
“Questo –disse - è un esercito politico, e che s’intenda bene la parola politica, non la politica miserabile, la politica sporca, la politica meschina fatta in Cuba per più di 50 anni. Questo è un esercito idealista (di ideali),  che veglierà sugli interessi del popolo, che si metterà dove  si dovrà mettere, per evitare che l’immoralità, la scostumatezza, l’insolenza e il disonore cadano su tutti”.
Reiterando la sua convinzione che l’Esercito Ribelle era formato da uomini in uniforme usciti dal popolo, definì la vera essenza di questo esercito, capace di cambiare i suoi fucili con zappe per lavorare la terra.
“Siamo disposti, con la stessa uniforme, ad arare se sarà necessario, perchè Cuba cresca, perchè Cuba fiorisca, per far sì che la Riforma Agraria sia un fatto positivo, un esempio per i paesi fratelli, per uscire dalla miseria che abbiamo vissuto per più di cinquant’anni”.

L’UNITÀ, IL CAMMINO PER LE NUOVE VITTORIE

Lo studio del pensiero di Camilo permette  di confermare che i suoi maggiori sforzi erano incamminati a rinforzare l’unità di tutte le forze rivoluzionarie, soprattutto tra i membri dell’Esercito Ribelle e il popolo, con il fine d’assicurare la vittoria.
E lo espresse quando disse: “Gia non esistono  gruppi nell’Esercito Rivoluzionario, dobbiamo dimenticarci che apparteniamo a differenti fronti di battaglia, a distinte colonne e sotto il comando di distinti comandanti. Attualmente apparteniamo all’Esercito della Repubblica con un solo fronte, Cuba, e con una sola bandiera, la cubana”.
“(…) Tutti gli operai, tutti i lavoratori , tutte le diverse parti del popolo devono unirsi ogni giorno di più. È l’unità il trionfo. Nell’unità c’è il vero consolidamento della Rivoluzione e della libertà che oggi godiamo”.
Con le sue parole convocava sempre ad appoggiare la Rivoluzione e a unirsi in questo impegno, con la convinzione che questo popolo non si può dividere (…)
Come un fedele seguace di José Martí, chiamò  tutti i cubani a farsi guidare dal pensiero martiano:“Questo pensiero e queste idee martiane,  che sono quelle che hanno tracciato il cammino  per lanciarci in armi, queste idee che sono quelle che stanno dettando le leggi rivoluzionarie a favore del popolo”.

FRATELLI IN UNA CAUSA COMUNE

Camilo definì molto chiaramente che ci sono solo due campi in queste nostre terre, ci sono solamente due posizioni, ci sono solamente due strade: “Stiamo con la Rivoluzione o stiamo contro la Rivoluzione. E sappiamo che il popolo cubano sta con la Rivoluzione”.
I suoi concetti sulla difesa armata della Rivoluzione coincidevano pienamente con quelli di Fidel e Raúl. Per questo Camilo dedicò grandi sforzi all’idea di armare il popolo, e quel  pensiero si rivela con queste parole: “Il lavoratore vuole armi e noi, l’Esercito, daremo queste armi ai lavoratori. Armi contro i nemici di Cuba”.
“Gli operai vogliono istruzione militare e noi daremo a questi operai l’istruzione militare.  La daremo perchè il popolo e i lavoratori sono uguali ai soldati del nostro esercito. Perchè tutti siamo qui per difendere la causa comune”.
Inoltre intuì la disposizione del popolo di difendere la Rivoluzione, prevedendo che sarebbe accaduto il giorno in cui i nemici tentassero d’invadere Cuba.
“Noi sappiamo che questo giorno arriverà, e tutto il popolo con noi difenderà la Rivoluzione. Sapremo scavare nella stessa sabbia in cui sbarcheranno, le tombe dei mercenari che cercheranno di strapparci questa bella libertà che oggi vive la Repubblica libera di Cuba”.

VINCERE O MORIRE

Quando il traditore Huber Matos, come parte della campagna controrivoluzionaria, comminò la direzione della Rivoluzione, perchè dicesse sin dove sarebbe arrivata, Camilo nel suo discorso del 21 ottobre a Camagüey, accentuando il vero carattere del processo trionfante e qual’era la sua meta, s’incaricò di rispondergli:
“Non è necessario dire qui sin dove  Fidel Castro farà arrivare la Rivoluzione Cubana. Questa Rivoluzione andrà sino ai suoi limiti finali, questa Rivoluzione andrà sino alla sua meta tracciata, questa Rivoluzione come nei giorni della guerra ha sue sole strade, vincere o morire.  Perchè è bene che tutti i compagni sappiano che questa Rivoluzione non si fermerà di fronte a niente e  a nessuno. Sino a dove arriveremo, ci si chiede, e noi diciamo che con questa Rivoluzione arriveremo sino al finale  Andiamo a realizzare una vera giustizia sociale. Andiamo a togliere  i contadini e gli operai dalla miseria che li tiene sottomessi agli interessi mossi oggi dalle corde della controrivoluzione. La Rivoluzione cubana non si fermerà davanti a niente. Se dovremo arrivare alla luna con un nostro missile, la Rivoluzione Cubana andrà sino alla luna anche in un missile”.
Segnalando che la Riforma Agraria non si sarebbe fermata anche se avessero mobilitato grandi interessi dentro e fuori dal paese, Camilo riafferma la sua fiducia nel capo rivoluzionario, quando segnala:
“Ci sono uomini come Fidel Castro, che rappresenta l’Esercito Ribelle, che rappresenta il popolo e che è seguito da tutti noi, che non faranno un passo indietro  in nessuna legge rivoluzionaria che significhi un passo avanti e il progresso per il popolo”.
Il 26 ottobre del 1959, due giorni prima della sua scomparsa fisica, Camilo Cienfuegos fissò la forza delle sue idee quando nelle sue ultime parole dichiarò:
“ E che i nemici della Rivoluzione non pensino che ci fermeremo; che i nemici della Rivoluzione non pensino che questo popolo si fermerà, che quelli che inviano gli aerei non pensino, che quelli che conducono gli aerei non pensino che ci metteremo in ginocchio e che abbasseremo le fronti. Ci metteremo in ginocchio una volta e una volta chineremo la fronte e sarà il giorno in cui giungeremo alla terra cubana che custodisce 20.000 cubani per dire loro :“Fratelli, la Rivoluzione è fatta, il vostro  sangue non è stato sparso invano!”
Al termine, come desiderasse accomiatarsi dal suo capo, disse: “Avanti Fidel, che l’Esercito Ribelle sta con te!”
(Traduzione Gioia Minuti).


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