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venerdì 9 marzo 2018

VENEZUELA: TESTO DELL’ACCORDO QUADRO UNITARIO PSUV-PCV /TEXTO DEL ACUERDO UNITARIO MARCO PSUV-PCV



Accordo unitario tra PSUV e PCV per affrontare la crisi del capitalismo dipendente e rentier venezuelano tramite azioni politiche e socio-economiche, antimperialiste, patriottiche e popolari:

1. Noi, PSUV e PCV, eredi di Simón Bolívar e incarnazione delle lotte del popolo venezuelano nelle proprie aspirazioni per l'indipendenza, la sovranità e l'integrazione dell'America Latina, sottoscriviamo il presente accordo di unità con l'impegno comune di attuarlo in tutte le sue parti; consapevoli che esso rappresenta una chiara presa di coscienza del fatto che la crescente, immorale, illegale e criminale aggressività interventista dell'imperialismo USA e dei suoi alleati europei contro il processo bolivariano venezuelano che mette a rischio non solo la prospettiva della liberazione nazionale iniziata con la vittoria popolare del comandante Hugo Chávez alle elezioni presidenziali del 1998, ma minacciano la stessa sovranità nazionale e integrità territoriale del Venezuela.

2. Noi, PSUV e PCV, denunciamo davanti al mondo che l'imperialismo, guidato dal governo degli Stati Uniti e con la complicità subordinata dei governi di destra dell'America Latina e dell'estrema destra venezuelana, sta fomentando menzogne allo scopo di giustificare un intervento internazionale contro il nostro Paese. Questo intervento si potrebbe facilmente tradurre in una provocazione ai nostri confini da parte governi di destra della Colombia, del Brasile e della Guyana.

3. Noi, PSUV e PCV, affermiamo che la crisi del capitalismo rentier e subordinato all'imperialismo presente in Venezuela ha gravi conseguenze per la qualità di vita del nostro popolo, specialmente per quanto riguarda il potere d'acquisto e la fornitura di beni e servizi. Questa situazione è stata esasperata dall'imperialismo e dai suoi rappresentanti locali, i quali promuovono la corruzione pubblica e privata, il burocratismo e la fuga di valuta straniera in un contesto di forte riduzione delle entrate petrolifere. Siamo convinti che contro tutti questi fenomeni il governo nazionale debba mantenere e intensificare una lotta frontale, come quella intrapresa all'interno della compagnia petrolifera statale venezuelana PDVSA e in altri organismi statali.

4. Noi, PSUV e PCV, dichiariamo che il superamento dall'attuale crisi non dovrà in alcun modo andare a favore della borghesia e delle multinazionali ma bensì a favore degli interessi del popolo, nella ricerca cioè di un nuovo sistema economico e produttivo che superi la dipendenza dal petrolio, per uno sviluppo sovrano del paese che sappia ampliare la partecipazione dei lavoratori, dei contadini e delle classi popolari. La formazione cioè di un grande fronte antimperialista che sappia procedere nella creazione di una leadership collettiva e unitaria, espressione delle organizzazioni politiche e sociali patriottiche e rivoluzionarie allo scopo di poter analizzare, formulare e coordinare le azioni politiche e amministrative di governo.

5. La gravità della situazione attuale e l'intensificazione della lotta di classe a livello nazionale e internazionale richiedono un'intensificazione sia delle azioni immediate da intraprendere in campo economico, sociale e politico, sia delle misure di emergenza necessarie per far fronte in modo prioritario alle richieste popolari in termini alimentari e di salute. Tali misure si consoliderebbero con il trionfo delle forze patriottiche alle prossime elezioni presidenziali.

I diritti della classe operaia e del popolo lavoratore

6. Noi, PSUV e PCV, sottolineiamo l'importanza di rafforzare il sindacalismo di classe e le varie espressioni del movimento operaio e rivoluzionario come i Consigli Produttivi dei Lavoratori, i Consigli Socialisti dei Lavoratori – approvando la legislazione speciale stabilita nella Legge Organica sul Lavoro (LOTTT) – nonché altre forme organizzative sindacali rivoluzionarie; garantendo il rispetto dell'autonomia di tali organi, sviluppando canali efficaci che consentano ai lavoratori dei settori pubblici e privati di esercitare un ruolo guida nello sviluppo del processo sociale del lavoro.

7. Tenendo conto dell'acutizzarsi della crisi che colpisce ampie fasce della classe operaia è importante proteggere e rafforzare i diritti dei lavoratori, la garanzia dell'occupazione e ampliare la politica di creazione di nuovi posti di lavoro.

8. Noi, PSUV e PCV, lavoreremo insieme, ciascuno secondo gli scopi e le caratteristiche delle nostre organizzazioni, sia dal governo sia dagli spazi socio-politici, per vigilare sui diritti dei lavoratori nel settore pubblico e privato e, dove essi sono violati, per garantirli prontamente.

9. Ci impegniamo a applicare immediatamente le necessarie contromisure riguardanti le denunce da parte di organizzazioni rivoluzionarie in merito alle azioni di alcuni funzionari pubblici.

10. Ci impegniamo in maniera decisa a voler connettere tra loro i processi produttivi delle imprese nazionalizzate, molte delle quali devono essere rafforzate. Dovranno essere evitati i processi di smantellamento che potrebbero portare a momentanee interruzioni della produzione dannose per lo sviluppo produttivo nazionale. Inoltre, ci impegniamo a proteggere e sostenere istituzionalmente i collettivi contadini che hanno riattivato le fattorie di proprietà statale.

11. Noi, PSUV e PCV, valuteremo le esperienze di controllo operaio, come nel caso del «Plan Guayana Socialista», in modo da stabilire un nuovo modello di direzione e una gestione multiforme delle imprese statali, i cui processi produttivi, di gestione e di distribuzione saranno sotto controllo operaio e popolare. Lo faremo basandoci sui principi della leadership collettiva e in modo da bandire definitivamente i flagelli della corruzione, l'inefficienza e i metodi autoritari e antidemocratici nella gestione d'impresa.

12. In collaborazione con le organizzazioni popolari è necessario promuovere e attuare azioni forti da parte della Sovrintendenza nazionale per la difesa dei diritti socioeconomici (SUNDDE) e della Sovrintendenza delle istituzioni del settore bancario (SUDEBAN) allo scopo di proteggere i milioni di utenti del sistema bancario, in particolare lavoratori, pensionati e piccoli imprenditori.

13. Consideriamo urgente l'adozione e il rafforzamento di misure volte a smantellare il potere dei monopoli privati, nonché la definizione e la promozione di politiche atte a raggiungere non solo uno sviluppo nazionale sovrano e produttivo, ma pure a lottare contro la corruzione, la speculazione e mafiosi.

14. Ci impegniamo a considerare come prioritaria un'occupazione non precaria e con pieni diritti che sappia nobilitare l'essere umano, così come rafforzare i salari e ripristinarli come componente principale del reddito dei lavoratori.

Misure da analizzare in modo approfondito

15. Noi, PSUV e PCV, in regolari incontri bilaterali, ci impegniamo a discutere, fra le altre cose, delle proposte strategiche formulate dal PCV allo scopo di collaborare allo sviluppo di piani e politiche dello Stato e del Governo a beneficio del popolo e della liberazione nazionale.

15.1 Tra i temi inclusi nelle discussioni ci sono quelli relativi al sistema bancario e finanziario, il commercio estero, le finanze pubbliche e il regime fiscale.

Rafforzare le misure politiche e organizzative

16. Noi, PSUV e PCV, individueremo delle aree di azione comune da rafforzare sia politicamente che organizzativo.

16.1. Noi, PSUV e PCV, stabiliremo un calendario per lo svolgimento d'incontri bilaterali almeno una volta al mese tra i rappresentanti di entrambe le nostre direzioni nazionali.

16.2 Noi, PSUV e PCV, seguiremo gli sforzi politici su scala regionale e municipale affinché sviluppino politiche efficaci che rispondano al meglio ai bisogni della popolazione.

16.3. Sul piano internazionale, sulla base delle aree di azione e attenzione di ogni organizzazione, rafforzeremo le relazioni con gli organismi che hanno dimostrato una coerente solidarietà con il Venezuela e il processo rivoluzionario.

16.4. Sul piano produttivo, sosterremo proposte e progetti produttivi e agroindustriali, con particolare attenzione a tutte le iniziative derivanti dal movimento contadino e comunale.

16.5. Noi, PSUV e PCV, ci impegniamo a rafforzare il movimento operaio e sindacale, facilitando il collegamento tra le correnti rivoluzionarie e di classe con le entità statali in modo da risolvere problemi e controversie nel rispetto dei diritti dei lavoratori.

16.6. Tutti i progetti mediatici, siano essi audiovisivi o stampati, espressione delle iniziative di ambo le organizzazioni e dei movimenti popolari e dei lavoratori saranno sostenuti come parte della nostra collaborazione alla lotta alla "guerra mediatica" e contro la disinformazione e le operazione psicologiche.

16.7. Entrambe le organizzazioni politiche favoriranno le relazioni tra le loro organizzazioni giovanili: la Gioventù del Partito Socialista Unito del Venezuela (JPSUV) e la Gioventù Comunista del Venezuela (JCV), attraverso proposte studentesche, culturali, sportive e comunitarie per approfondire i diritti dei giovani.

16.8. Al fine di progredire nello sviluppo della politica di alleanza tra PSUV e PCV e del movimento popolare rivoluzionario, lavoreremo insieme per garantire una formula unitaria di natura elettorale che assicuri un'effettiva presenza e rafforzamento delle nostre organizzazioni nelle elezioni legislative a livello nazionale, regionale e comunale.

Elezioni presidenziali

17. Il PCV, tramite questo accordo e grazie ai diversi punti di vicinanza politica con il PSUV in ambito di politica nazionale e internazionale, sostiene la candidatura del compatriota Nicolas Maduro Moros, in modo che egli possa dirigere un'ampia coalizione di forze politiche e sociali, patriottiche, popolari e rivoluzionarie, che possano servire da punto di partenza per una direzione collettiva e unificata del processo rivoluzionario bolivariano. Lo facciamo in modo che possa egli rappresentare le aspirazioni popolari della lotta antimperialista e dell'unità latinoamericana, e sviluppare la nostra sovranità nell'interesse del popolo venezuelano. Lavoreremo insieme, rispettando l'autonomia di ogni organizzazione, in modo da ottenere un trionfo schiacciante il prossimo 22 aprile 2018.

18. Entrambe le organizzazioni si impegnano a divulgare ampiamente questo programma di accordo unitario tra PSUV e PCV.

19. Questo accordo viene prodotto in due esemplari originali.


ACUERDO UNITARIO MARCO PSUV-PCV:
PARA ENFRENTAR LA CRISIS DEL CAPITALISMO DEPENDIENTE Y RENTISTA DE VENEZUELA CON ACCIONES POLÍTICAS Y SOCIOECONÓMICAS ANTIIMPERIALISTAS, PATRIÓTICAS Y POPULARES

1)    El Partido Socialista Unido de Venezuela (PSUV) y el Partido Comunista de Venezuela (PCV), como herederos del legado de Simón Bolívar y de las luchas del pueblo venezolano en sus anhelos de independencia, desarrollo soberano e integración latinoamericanista, suscribimos el presente ACUERDO UNITARIO MARCO con el común compromiso de aplicarlo en todas sus partes, entendiendo que la creciente, inmoral, ilegal y criminal agresividad injerencista del imperialismo estadounidense y sus aliados europeos contra el proceso bolivariano venezolano pone en riesgo la perspectiva de liberación nacional que se impulsó a partir de la victoria popular encabezada por el Comandante Presidente Hugo Chávez en las elecciones presidenciales de 1998, e incluso peligra nuestra soberanía nacional e integridad territorial.

2)    El PSUV y el PCV denunciamos ante el mundo que el imperialismo, a través del Gobierno estadounidense y con la subordinada complicidad de Gobiernos de América Latina y de la extrema derecha venezolana, insiste en crear un expediente artificial en organismos multilaterales contra nuestro país para pretender justificar una intervención internacional, con la posibilidad real de que los Gobiernos derechistas de Colombia, Brasil o Guyana generen una provocación en las fronteras.

3)    El PSUV y el PCV expresamos que la crisis del capitalismo dependiente y rentista de Venezuela ha tenido y tiene graves consecuencias para la calidad de vida de nuestro pueblo, especialmente en su capacidad adquisitiva, de abastecimiento de bienes y servicios; esta situación se ha visto agravada por acciones y medidas del imperialismo y sus agentes nacionales, potenciando la corrupción privada y pública, el burocratismo y la fuga de divisas en un contexto de severa reducción de los ingresos por exportación de petróleo, fenómenos contra los que el Gobierno nacional debe mantener y profundizar la lucha frontal como la emprendida en PDVSA y otros entes del Estado.

4) El PSUV y el PCV asumimos que la salida a la actual crisis capitalista no debe ser en favor de la burguesía y de las transnacionales sino en favor de los intereses del pueblo en la búsqueda de un nuevo modelo productivo post-rentista con desarrollo soberano, tendiendo a la participación protagónica obrera, campesina, comunera y popular que conforme un gran frente antiimperialista y que avance en la constitución de una instancia orgánica de dirección colectiva y unitaria de las organizaciones políticas y sociales patrióticas y revolucionarias para el análisis, la construcción y la coordinación de acciones políticas y de gestión de gobierno.

5) La magnitud y gravedad de la situación planteada y la agudización de la lucha de clases a nivel nacional e internacional, amerita incrementar las acciones inmediatas en el orden económico, social y político, entre las que deben priorizarse medidas urgentes que atiendan requerimientos populares en alimentación y salud, que se consolidarían a partir del triunfo de las fuerzas patrióticas en las próximas elecciones presidenciales.

DERECHOS DE LA CLASE OBRERA Y DEL PUEBLO TRABAJADOR

6) El PSUV y el PCV resaltamos la importancia de fortalecer el sindicalismo clasista y las diversas expresiones del movimiento obrero y revolucionario, como son los consejos productivos de trabajadores, los consejos socialistas de trabajadores y trabajadoras –aprobando la ley especial establecida en la LOTTT– y demás formas organizativas obrero-sindicales revolucionarias, respetando su autonomía, desarrollando canales y mecanismos efectivos y oportunos para que las y los trabajadores de entidades públicas y privadas puedan tener rol protagónico en el desarrollo del proceso social de trabajo.

7) Teniendo en cuenta la agudización de la crisis capitalista, que afecta a amplios sectores de la clase trabajadora, es importante fortalecer y resguardar los derechos laborales, protección del empleo y ampliar la política de nuevos empleos.

8) El PSUV y el PCV trabajaremos mancomunadamente –según los alcances y características de cada organización, desde el Gobierno y los espacios sociopolíticos– para identificar y canalizar la restitución de los derechos infringidos a trabajadores y trabajadoras en casos ya planteados o que pudieran presentarse en entidades de trabajo públicas y privadas.

9) Revisar y aplicar de inmediato los correctivos necesarios ante las denuncias que hacen las organizaciones revolucionarias sobre actuaciones de determinados funcionarios públicos.

10) Avanzar decididamente en el adecuado encadenamiento productivo de las empresas nacionalizadas, las cuales deben repotenciarse y revertir procesos de desmantelamiento y deterioro que pudieran conducir a paralizaciones perjudiciales para el desarrollo productivo nacional; además de proteger y apoyar institucionalmente a los colectivos campesinos que han reactivado fundos de propiedad estatal.

11) El PSUV y el PCV evaluaremos las experiencias de control obrero, como el «Plan Guayana Socialista», para el establecimiento de un nuevo modelo de dirección y gestión múltiple de las empresas estatales, bajo control obrero y popular de los procesos de producción, administración y distribución de bienes y servicios basado en la dirección colectiva, para desterrar definitivamente los flagelos de la corrupción, la ineficiencia y los métodos autoritarios y antidemocráticos en la gestión.

12) Promover e implementar acciones contundentes por parte de la SUNDDE y la SUDEBAN, en articulación con las organizaciones populares, con la finalidad de proteger de manera expedita a los millones de usuarios de los servicios bancarios, particularmente los asalariados, los pensionados y los pequeños empresarios.

13) Consideramos pertinente y urgente la adopción o profundización de las medidas dirigidas a desmontar el poder de los monopolios privados, definiendo e impulsando políticas para alcanzar desarrollo soberano y productivo, castigando ejemplarmente a corruptos, especuladores y mafiosos. Promover la profundización e impulso de políticas para el desarrollo nacional, soberano y productivo.

14) Jerarquizar el trabajo formal y con derechos como actividad que dignifica al ser humano, así como fortalecer el salario y restituirlo como componente principal y mayoritario del ingreso de las y los trabajadores.

MEDIDAS PARA ANALIZAR CON MAYOR PROFUNDIDAD

15) El PSUV y el PCV, en reuniones bilaterales periódicas, analizaremos propuestas estratégicas que están siendo planteadas por el PCV para coadyuvar el buen desarrollo de los planes y políticas del Estado y el Gobierno en beneficio del pueblo y de la liberación nacional, entre ellas:

15.1) Temas acerca de la banca y el sistema financiero, el comercio exterior, las finanzas públicas y el régimen tributario.

FORTALECIMIENTO DEL ACCIONAR POLÍTICO-ORGANIZATIVO

16) El PSUV y el PCV identificamos áreas de accionar común que debemos fortalecer política y organizativamente:

16.1) El PSUV y el PCV sostendrán reuniones bilaterales, estableciendo un cronograma con periodicidad de al menos una vez al mes entre representantes de ambas direcciones nacionales.

16.2) El PSUV y el PCV mantendrán el seguimiento a las gestiones regionales y municipales, para que desarrollen políticas efectivas de atención a las necesidades sentidas de la población.

16.3) En el área internacional, con base en los ámbitos de acción y de atención de cada organización, se fortalecerán las relaciones con instancias que han demostrado consecuente solidaridad con Venezuela y el proceso bolivariano.

16.4) En el área productiva, se garantizará el apoyo a propuestas y proyectos manufactureros y agroindustriales, con especial énfasis a todas aquellas iniciativas del movimiento campesino y comunal.

16.5) El PSUV y el PCV se comprometen al fortalecimiento del movimiento obrero y sindical, facilitando a las corrientes clasistas revolucionarias su articulación con los entes del Estado para la solución de problemas y conflictos laborales, así como el respeto a todos los derechos de las y los trabajadores.

16.6) Se apoyarán todos los proyectos relacionados con medios de comunicaciones audiovisuales e impresas que sean iniciativa de ambas organizaciones y de los movimientos populares y de trabajadores, y colaboren con el combate contra la guerra mediática y las operaciones psicológicas.

16.7) Las organizaciones políticas propiciarán el relacionamiento de sus organizaciones juveniles, Juventud del Partido Socialista Unido de Venezuela (J-PSUV) y la Juventud Comunista de Venezuela (JCV), mediante el impulso de propuestas estudiantiles, culturales, deportivas y comunitarias, para la profundización de los derechos de la juventud.

16.8) Con el objetivo de avanzar en el desarrollo de la política de alianzas PSUV-PCV y del movimiento popular revolucionario, trabajaremos por garantizar una fórmula unitaria de carácter electoral que garantice efectiva presencia y fortalecimiento de nuestras organizaciones en las elecciones legislativas a nivel nacional, estadal y municipal.

ELECCIONES PRESIDENCIALES

17) El PCV, sobre la base del presente acuerdo y de los diversos puntos de coincidencia con el PSUV sobre aspectos de política nacional e internacional, asume la candidatura del compatriota Nicolás Maduro Moros, para que, al frente de una amplia coalición de fuerzas políticas y sociales, patrióticas, populares y revolucionarias –como germen de la dirección colectiva y unitaria del proceso–, represente las aspiraciones populares de lucha antiimperialista, unidad latinoamericana y desarrollo soberano en interés del pueblo venezolano; por lo que trabajaremos conjuntamente, sin menoscabo de la autonomía de cada organización, por lograr un contundente triunfo el próximo 22 de abril de 2018.

18) Ambas organizaciones nos comprometemos a darle difusión al presente «Acuerdo Unitario Marco PSUV-PCV».
19) Se realizan dos (2) ejemplares del mismo tenor.

Nicolás Maduro M.
Jorge Rodríguez G.
Aristóbulo Istúriz A.

Oscar Figuera G.
Yul Jabour T.
Oswaldo Ramos H.




Riferimenti base di questo post :   
       







domenica 5 novembre 2017

VENEZUELA, L'ANC CONTRO I VIOLENTI - DI GERALDINA COLOTTI.


In Venezuela, l'Assemblea Nazionale Costituente (Anc), operativa da agosto, sta rispettando il programma. Dapprima ha riportato la pace nel paese, disinnescando per la via elettorale quattro mesi di violenze organizzate dalle destre. In secondo luogo ha preparato le condizioni per le regionali del 15 ottobre, che hanno consegnato la vittoria al Psuv e ai suoi alleati. Il chavismo ha vinto in 18 Stati sui 23 in cui si votava. Nei 5 rimanenti ottenuti dall'opposizione, si è aperto un contenzioso tra i governatori del partito Accion Democratica (Ad), che hanno accettato di riconoscere le istituzioni (quindi l'Anc) e uno di Primero Justicia, che non lo ha fatto, mettendosi così fuori legge. Nel Zulia, dov'era stato eletto Juan Paolo Guanipa, quindi, si dovranno ripetere le elezioni.
Il voto si svolgerà a dicembre, in concomitanza con quello per le municipali: ovvero con la 23ma consultazione elettorale di questa ben strana “dittatura” bolivariana, attaccata dagli Usa e dai suoi valletti. Il cartello di opposizione (Mud) si è diviso, o meglio frantumato. E questo è un altro risultato ottenuto dal campo socialista e dall'Anc. Sono anni che, prima con Chavez e poi con Maduro, il governo bolivariano cerca di togliere terreno al golpismo, sempre foraggiato dall'esterno.
E così, anche ora, le destre si sono così divise. Da una parte, i gruppi che seguono le indicazioni di Washington e che cercano di recuperare l'appoggio delle aree giovanili più oltranziste (Voluntad Popular, Primero Justicia, Vente Venezuela). Dopo le regionali, tutti questi partiti hanno gridato alla frode e annunciato che non parteciperanno alle municipali di dicembre. Dall'altra, i più moderati come lo storico partito Copei (equivalente della vecchia Dc per l'Italia), Un nuevo Tiempo e Avanzada Progressista, il partito dell'ex chavista Henry Falcon, che ha perso il governo dello Stato Lara e ora aspira a essere candidato anti-Maduro alle presidenziali del 2018.
Ha invece cercato fino all'ultimo di mantenere il piede in due scarpe, Henry Ramos Allup (Ad), divorato dalla smania di guadagnarsi il primo posto nel variegato e litigioso panorama dell'opposizione venezuelana. Dopo aver quasi alzato la testa contro il Segretario generale dell'Osa, Luis Almagro, per la questione dei 5 governatori, si è rimangiato le parole per paura di essere espulso dalla Mud. E ha affermato che non parteciperà alle comunali.
Con la consueta “coerenza”, tutti gli oltranzisti hanno però annunciato che parteciperanno alle presidenziali e per questo dovranno organizzare le primarie: sempre con quello stesso Consejo Nacional Electoral (Cne) che continuano a screditare... E per di più, secondo i dati del Cne, su 66 organizzazioni politiche a carattere regionale, l'84% (55 partiti) si è iscritto nelle liste elettorali. Per la Mud, parteciperanno 18 su 22 formazioni politiche...
Dalla loro, gli oltranzisti hanno il Gruppo di Lima, che riunisce 12 paesi americani in cui la parola democrazia è appena una foglia di fico: Perù, Colombia, Messico, Paraguay... In una riunione a Toronto, in Canada, i 12 hanno deciso di premere sull'Onu - il cui Segretario generale, Antonio Guterres, sembra di una pasta leggermente diversa da quella di Almagro - , affinché disconosca le istituzioni bolivariane. Intanto, c'è già stata una levata di scudi internazionale perché il Tribunal Supremo de Justicia (Tsj) ha chiesto all'Anc (massimo organo plenipotenziario che agisce in nome del potere fondante la costituzione bolivariana, il potere popolare) di togliere l'immunità parlamentare al deputato di Voluntad Popular Freddy Guevara, vicepresidente del parlamento governato dalle destre.
Guevara verrà perciò giudicato per gli atti di violenza contro lo Stato commessi tra aprile e luglio 2017, durante i quali si è fatto vedere spesso alla testa degli incappucciati che hanno bruciato vive 29 persone, e ne ha vantato pubblicamente le gesta. Guevara verrà giudicato anche per alto tradimento avendo più volte chiesto l'intervento esterno contro il proprio paese, una richiesta votata anche dal parlamento “in ribellione”.
L'accusa di tradimento pende anche sul capo di Julio Borges, presidente del parlamento e dirigente di Primero Justicia. L'Anc sta infatti portando avanti un altro punto importante dell'agenda, agire contro l'impunità. Ha approvato la “legge contro l'odio e il fascismo per la convivenza pacifica” che dovrebbe fornire la base giuridica per includere nella costituzione alcune violazioni gravi che non erano state contemplate nella costituzione del '99.
La scure della legge sta mietendo anche molti corrotti, alcuni dei quali interni al chavismo, e questo da una parte aumenta consenso, dall'altro terremota pericolose incrostazioni e correnti. L'Anc ha anche approvato le 8 leggi proposte dal presidente Maduro per combattere la guerra economica. Subito dopo la vittoria del chavismo alle regionali, c'è stata una nuova impennata dei prezzi, sfacciatamente rivendicata dalle associazioni dei commercianti: che sperano nelle sanzioni decise da Trump per stringere il cappio intorno al collo del popolo venezuelano e aizzarlo contro il governo.
Maduro ha nuovamente aumentato il salario e le pensioni e i buoni alimentari del 30%: per far fronte alla stratosferica inflazione a cui non si riesce a mettere un freno perché in gran parte indotta dalla guerra economica. Il presidente ha anche annunciato la ristrutturazione del debito estero con i principali creditori. Cina e Russia sono disponibili, ma Usa e Canada stanno aumentando il blocco finanziario per impedire le transazioni internazionali e già gridano al default. Borges invita il governo ad affidarsi... al Fondo Monetario Internazionale. La cosiddetta area del “chavismo critico” chiede al governo di non pagare.
Venerdì, a rimorchio degli Usa, il governo canadese ha emesso nuove sanzioni contro Maduro e contro 18 dirigenti chavisti, fra cui il vicepresidente Tareck El Aissami, ai quali sarà impedito l'ingresso nel paese. Già a settembre, il governo canadese aveva imposto una prima tornata di sanzioni, proibendo ogni transazione finanziaria tra il Canada e una quarantina di dirigenti chavisti. Sanzioni che seguono l'approvazione della legge sulla “giustizia per le vittime di dirigenti stranieri corrotti” da parte del parlamento, a ottobre 2017. E la Colombia, sempiterno gendarme degli Usa in America latina, per via del blocco economico, ha impedito l'acquisto di un carico di medicine al Venezuela.
Intanto, proprio dalla Colombia, cerca di intervenire la ex Procuratrice generale Luisa Ortega, ex chavista, che vuole accreditarsi come rappresentante di un “governo parallelo”. Da Bogotà, Ortega ha firmato un decreto di annullamento sulla disposizione di legge che prevede – con l'approvazione delle popolazioni indigene e il dibattito nell'Anc – lo sfruttamento controllato dell'Arco minerario. Una zona in cui imperversano le miniere illegali e le mafie, ma che custodisce straordinarie riserve naturali da proteggere.
Un tema che cavalca, strumentalmente, sia l'opposizione che un'area di centro, tanto ininfluente in Venezuela, quanto sponsorizzata all'estero. In Europa, abbondano, anche a sinistra, i ripetitori del mantra contro il “modello estrattivista”, convinti, naturalmente, di saperla più lunga di tutti: senz'altro degli indigeni e degli ecologisti venezuelani che, per contrastare il ritorno dei poteri forti e per proteggere le proprie risorse, devono assumersi la contraddizione.


Pubblicato con autorizzazione di Geraldina Colotti.




lunedì 31 luglio 2017

PRC SU VENEZUELA :VITTORIA POPOLARE PER L’ASSEMBLEA COSTITUENTE


Il Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea saluta il risultato straordinario di partecipazione al voto per eleggere i membri dell’Assemblea Costituente in Venezuela. Secondo i dati emessi dal CNE (Consiglio Nazionale Elettorale, uno dei 5 poteri in cui è articolato lo Stato venezuelano), gli elettori che hanno partecipato alla consultazione sono stati 8.089.320. Il consistente blocco sociale che sostiene il Governo Maduro si basa sul 41,53% di votanti (su una base elettorale di circa 20 milioni di elettori).

Un risultato particolarmente significativo, ottenuto dopo più di 3 mesi di manifestazioni violente organizzate dai settori oltranzisti dell’opposizione, in un clima di intimidazione squadrista che non è cessata neanche durante il voto.
Anche nei quartieri ricchi di Caracas, una consistente parte della popolazione ha votato e non si è riconosciuta nelle posizioni dell’opposizione che aveva chiesto di astenersi, rifiutando il confronto elettorale.

Nonostante una situazione di grave crisi economica (per molti aspetti provocata artificialmente dall’esterno) e politica, il voto dimostra che il Venezuela desidera la pace e non vuole tornare alle politiche neoliberiste in vigore prima della vittoria di Chavez.

PRC area esteri e pace.



martedì 25 luglio 2017

Con Maduro, l’Assemblea Costituente e la Democrazia dei Consigli!


di ALBAinformazione

ALBAinformazione per l’amicizia e la solidarietà tra i popoli, pubblicazione dell’Associazione Nazionale di Reti ed Organizzazioni Sociali d’Italia, invita tutti i movimenti di solidarietà internazionalisti a sostenere convintamente l’Assemblea Nazionale Costituente del Venezuela proposta dall’operaio e presidente venezuelano Nicolás Maduro Moros, di cui si terrà l’elezione il 30 luglio 2017. La  legittimità e legalità della Costituente è scritta a chiare lettere nella attuale Costituzione Bolivariana (Titolo IX, Capitolo III, art. 348 CRBV, 1999) , “La Pioniera”, come l’ha definita lo stesso Presidente Maduro. 
Una elezione democratica non solo nella forma, come piace, a parole, sempre alla borghesia, ma democratica e popolare anche nella sostanza, poiché i protagonisti saranno gli elementi più avanzati delle masse popolari organizzate venezuelane: contadini, operai, pescatori, casalinghe, pensionati, donne, uomini, professionisti, imprenditori, giovani e studenti, tra gli altri, che forgiano la propria libertà praticandola, ed imparano massivamente e collettivamente a costruire il proprio futuro, facendolo.  
Siamo perfettamente coscienti che le classi privilegiate e oggi dominanti nel mondo, vedono l’indizione di una Assemblea Costituente autenticamente popolare come il fumo negli occhi, un esempio da evitare nella maniera più assoluta perché rischia di trasformare il Venezuela in un’altra democrazia popolare che collide in maniera stridente con l’imperialismo e gli interessi speculativi dei circuiti finanziari internazionali. Questi signori fanno e faranno sempre più e di tutto a ché questo esempio non rischi di espandersi in ogni angolo del mondo. Noi faremo sempre di più e meglio affinché, al contrario, questi esempi, come quello della Rivoluzione Bolivariana, siano sostenuti ed emulati creativamente ed abbiano un seguito sempre più ampio, a cominciare dal nostro paese. Per questi signori il pericolo oggi è che il Venezuela Bolivariano si trasformi completamente in un “regime di tipo castrista, ossia una dittatura marxista”, come sentiamo dire nei loro mezzi di distrazione di massa, sempre tesi alla distruzione e alla devastazione delle coscienze, alla intossicazione e alla diversione di menti e cuori, all’avvelenamento delle percezioni, delle sensazioni e dei sentimenti.
Risuonano di nuovo, con una veste nuova ma sempre più scura e cupa, le parole che pronunciò il signor Henry Kissinger, segretario di Stato ai tempi di Nixon e Ford, con le quali di fatto condannarono a morte Allende ed il suo governo di Unidad Popular: “Deve sapere che non lasceremo arrivare in Cile una sola vite o un solo dado … Non capisco perché dovremmo starcene immobili e guardare una nazione diventare comunista a causa dell’irresponsabilità del proprio popolo”.
Como sono soliti fare tutti i reazionari e i fascisti, scaricano le responsabilità sui popoli, li immagino e li descrivono come minorati, incapaci geneticamente di costruire il proprio futuro. Come scriveva il poeta venezuelano Aquiles Nazoa, noi, contrariamente ai lor signori, sì, crediamo nei popoli e nelle loro capacità creatrici.
Le oligarchie di ogni latitudine, i capitalisti e l’alta finanza, le alte sfere delle mafie, le cupole clericali, i residui feudali e nobiliari che ancora non sono stati spazzati via, ben al di là delle belle parole di Bergoglio, si stringono sempre più nella loro “santa alleanza” per restaurare il loro potere governativo in Venezuela, defenestrare Maduro, come hanno già fatto con Allende in Cile nel ’73, per citare un solo caso.
Tutti compatti: dal PD del signor Renzi, al polo delle Libertà di Berlusconi in Italia, dalla destra reazionaria europea fino a quella che un tempo fu la “Internazionale Socialista” oggi al carro del golpista Ramos Allup rappresentante della banda criminale della MUD – “Internazionale” di cui da tempo resta solo il nome ed un ricordo sbiadito per i popoli del mondo – tutti costoro intonano all’unisono e a reti unificate i loro canti di morte e distruzione. E come spesso accade nella Storia, con l’aiuto “esterno” di chi si immagina o si definisce più “a sinistra” di tutti gli altri che con i primi non perdono l’occasione di andare a braccetto.
Oggi più che mai è il tempo delle definizioni, tertium no datur, come evidenziava sempre il Comandante Chávez. Chi si immagina che ci possa essere, oggi meno che mai, una terza via o è un imbroglione, o al meglio è un ingenuo. In mezzo abbiamo solo le barricate dei guarimberos, di cui abbiamo ben visto il carico di odio irrazionale e criminale, che è proprio delle squadracce fasciste di ogni epoca.  
Come in ogni Rivoluzione che non sia una farsa, tutte e tutti sono chiamati a prendere posizione e ad ogni passaggio epocale i protagonisti cambiano, ma i ruoli restano. I processi vanno depurandosi e il posto dei protagonisti spetta sempre al popolo, e a chi lo incarna. Chi prima c’era, come spesso accade non c’è più, e viceversa, chi non c’era ieri c’è invece oggi. Da Douglas Bravo e i suoi seguaci, al generale Baduel.
La rivoluzione accoglie sempre il contributo di tutti, anche di quelli più indecisi, arretrati e titubanti, di quelli che vengono, di quelli che vanno o di quelli che tornano, qualsiasi sia esso il motivo che li muove. Dei protagonisti del Giuramento del Samán de Güere, anche se sono rimasti fisicamente in vita solo coloro che quel giuramento hanno tradito, quando spariranno anche fisicamente, costoro troveranno già riservato il loro posto nel dimenticatoio della Storia. Nulla è eterno tranne la trasformazione popolare, e chi la incarna.
Chi dice che la Costituzione Bolivariana del 1999  non è migliorabile, e non vi è nulla di più democratico che si possa immaginare, mente sapendo di mentire. E la loro ipocrisia va di pari passo con quella di chi questa stessa Costituzione del 1999 l’ha combattuta con il coltello tra i denti, e oggi dice, con quello stesso coltello tra i denti, di volerla difendere. Ipocrisie complementari.
Con l’Assemblea Nazionale Costituente il popolo venezuelano si è conquistato un’occasione molto utile per fare un passo avanti concreto nella sua rivoluzione di nuova democrazia verso il socialismo. Noi lo accompagniamo in questo percorso. 

Viva l’Assemblea Nazionale Costituente! 
Viva Maduro!
Viva Chávez!
Viva la Rivoluzione Bolivariana! 
Viva il Potere Popolare!
Viva il Socialismo!