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martedì 24 settembre 2019

Jean Ziegler: La rivolta diventa un fronte attivo delle resistenze



“Il capitalismo finanziario e' responsabile dell'insicurezza sociale ed ecologica delle popolazioni” asserisce Jean Ziegler, ex Relatore speciale dell’ONU sui diritti alla alimentazione. Lo scrittore svizzero e' uno dei critici lucidi della globalismo, nel corso di un'intervista concessa a Ipar Dieter Hintermeier di Junge Welthe, sostiene che non tutto e' nero in questo quadro presente in cui sopravviviamo con maggiori stenti e paure. J.Ziegler percepisce e segnala la moltiplicazione di fronti di resistenza, e reti critiche ed
attive contro l'imperio autoritario dell'economia monopolizzata. Sotto la superficie dell'ovvieta' esiste e resistono forze critiche, che attingono ad altre visioni ed anno trafitto la “fine della storia”. Qui ci soffermiamo particolarmente sulle considerazioni di J. Ziegler riguardanti la NATO, Cuba e il Venezuela. L'intervento della NATO nel conflitto dell'Ucrania e' parte della politica di “accerchiamento della Russia” e costituisce una aggressione per quel paese.

Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha generosamento elargito ben 4,5 miliardi di dollari alla Giunta golpista di Kiev: finanziamento avente una prevalente e squisita motivazione “politica”, non certo economica. “Bisogna dissolvere la NATO. Oggi non serve piu' e si limita a essere uno strumento delle grandi imprese nord-americane. Vi ricordo che il Patto di Varsavia venne ugualmente sciolto. L'Occidente dovrebbe seguire questo esempio, dopotutto la Russia fa parte del continente europeo. Le sanzioni e le provocazioni contro questo paese devono finire” dice con forza l'ex deputato svizzero.

La Russia, con la Cina e Cuba difendono il legittimo presidente venezuelano Maduro, mentre l'Occidente lo avversa con chiaro risentimento camuffato, sul punto di tracimare in colpi bassi intinti di llegalita' e ferocia contro la popolazione civile. Questa, in una unione “civico-militar” con le forze armate, ha scelto di seguire l'esempio di Simon Bolivar, precorrendo i sentieri della battaglia antimperialista e anticolonialista, che oggi passa attraverso la sovranita' popolare e l'antiberismo.

Jean Ziegler coglie la similitudine con il Cile del 1973, dove il presidente Salvador Allende venne assassinato. Dopo una preventiva campagna di sabotaggi pianificati dalla CIA, puntuali arrivarono le sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti, culminati con uno sciopero generale dei camionisti che mise in ginocchio il paese. “tutto questo e' avvenuto sotto l'egida di Richard Nixon e del suo consigliere Henry Kissinger” chiarisce Ziegler. “Perche'? Semplicemente per permettere alle grandi imprese USA di recuperare il rame cileno che Allende aveva preso (nazionalizzato)”. Una situazione simile si sta inscenando in Venezuela.

L'offensiva della Casa Bianca per imporre il ritorno di qualche tipo di “neo-pinochetismo” ha investito ora anche Cuba, colpevole di esistere e di permanere come l'invitto “bastione socialista” sul contenente americano. La clava di Trump e' calata con forza contro l'isola che oggi e' teatro di un fiorente turismo internazionale, e che ha aperto ad alcune forme di proprieta' privata. J. Ziegler si dichiara favorevole alla possibilita' che i “cubani possano formare piccole imprese..ma la gente riconosce il valore di quel che hanno positivamente realizzato. “Penso, per esempio, all'eccellente servizio sanitario, alla riforma agraria e all'abolizione delle leggi razziste, immediatamente dopo la vittoria di 60 anni fa” manifesta l'ex relatore dell'ONU sui diritti alimentari.

Sulle nuove formazioni politiche e movimenti che agitano l'Europa a versione unica di Bruxelles, demonizzati come “pernicioso populismo”, l'ex deputato socialista svizzero originario di Ginevra fa una lettura differente. “La rivolta si rinfocola dappertuttto, anche all'esterno della sinistra organizzata.. assistiamo a una moltiplicazione dei fronti di resistenza in tutti gli aspetti della vita. Un nuovo soggetto storico sta emergendo e include milioni di donne e uomini appartenenti a popoli, culture, classi sociali animate da una stessa idea ”io sono l'altro, l'altro è me”.

Sotto la superficie, nelle pieghe nascoste in cui e' relegata e silenziata la critica pratica delle forze agenti, Jean Ziegler evidenzia che “non cisono comitati centrali ne' linee di partito.. La societa' civile internazionale e' composta da innumerevoli fronti di resistenza attivi in tutti i continenti, nei punti piu' sorprendenti, contro l'ordine mondiale cannibale..si tratta di movimenti sociali molto diversi: Via Campesina e' una federazioneinternazionale che rappresenta piu' di 120 milioni di affittuari, giornalieri agricoli, piccoli proprietari e assegnatari; i movimenti femministi che lottano contro la discriminazione e la violenza ai danni delle donne e giovani..Greenpeace, i cui membri tentano di evitare i pericoli per la natura e la bio-diversita'...o il movimento di studenti « Fridays for Future » in lotta contro il cambiamento climatico. Esistono migliaia di movimenti sociali, anticapitalisti, grandi e piccoli, locali e internazionali. Insieme formano un tutto in lotta contro la barbarie capitalista”.

Source

Jean Ziegler, nato nel 1934 à Thoune, in Svizzera, con il nome di Hans Ziegler. E' uno dei principali critici contemporaneiI della mondializzazione. E' professore emerito di sociologia, Relatore speciale dell'ONU sui diritti all'alimentazione. Ha scritto numerosi libri. Giovanissimo, stringe un'amicizia con Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir, tra altri, incontro' Che Guevara a Ginevra.

Jean Ziegler, Le capitalisme expliqué à ma petite-fille (en espérant qu’elle en verra la fin), éd. Seuil, 2018

giovedì 13 luglio 2017

Partito Comunista del Venezuela: "C'è un'altra via: la rivoluzione" / Venezuela – Congrès du PCV : « Il y a une autre voie : la révolution »


Sul 15° Congresso del Partito Comunista del Venezuela, tenutosi tra il 22 e il 25 giugno 2017, André Scheer, giornalista del quotidiano tedesco Junge Welt, ha rivolto alcune domande a Carolus Wimmer, segretario per le questioni internazionali del PCV. La traduzione in francese è di ML per "Solidarité internationale PCF – Vivelepcf".

Per il PCV, difendere le conquiste del paese comporta la radicalizzazione del processo bolivariano.

Junge Welt – Le notizie che vengono diffuse a livello internazionale sul Venezuela suscitano preoccupazione: Si parla di guerra civile, di fame, di sotto-alimentazione, di una situazione ingestibile del paese. Come giudica la situazione il PCV?


Carolus Wimmer – E' totalmente falso e senza rapporto con la realtà parlare di crisi umanitaria e di fame nel nostro paese. Va tuttavia riconosciuto che i metodi adottati per oltre 18 anni dagli Stati Uniti e dai loro alleati contro il Venezuela, in parte hanno ottenuto il loro scopo.

Nei primi anni, gli attacchi dell'imperialismo si erano concentrati sul presidente e l'apparato dello Stato. Dopo i numerosi fallimenti su tale terreno, gli attacchi si sono ora diretti contro le famiglie venezuelane, contro l'approvvigionamento di cibo, di medicine e di altri beni di prima necessità. Si assiste a una guerra psicologica.

JW – Si può considerare l'imperialismo statunitense interamente responsabile dei problemi del Venezuela o ci sono anche origini interne?

CW – La politica è come un incontro di pugilato. Quando tu mostri le tue debolezze all'avversario,   quello ti mette KO. La situazione momentaneamente difficile che stiamo attraversando politicamente nella lotta di classe risulta, tra le altre cause, dall'illusione che noi deteniamo tutto il potere e che saremmo già passati al socialismo. Ma noi viviamo ancora nel capitalismo. E' per questa ragione che non possiamo permetterci di scaricare tutte le responsabilità sull'avversario ma dobbiamo, ad esempio, affrontare anche la corruzione. Un grande parte delle forniture alimentari, che vengono distribuite alla popolazione a prezzi sovvenzionati dallo Stato, spariscono per riapparire a prezzi gonfiati sul mercato nero.

JW – In che modo si può fronteggiare ciò?

CW – Il rimedio è la verità. Si deve dire la verità alla popolazione, devono farlo il governo e tutte le altre forze. Questo purtroppo non sempre succede. Così, all'inizio dell'anno si era promesso che la guerra economica sarebbe stata riassorbita in 6 mesi: un'aberrazione completa.

Il secondo rimedio è la lotta concreta contro la corruzione, la burocrazia e la sua inefficienza. Il PCV chiede che la questione venga affrontata di petto. Misure in questa direzione riceverebbero un ampio sostegno della popolazione.

JW – Molti amici della Rivoluzione Bolivariana hanno l'impressione che lo sviluppo impresso da Hugo Chavez si trovi oggi in stallo.

CW – Questo processo non ha perso nulla del suo significato. Il processo bolivariano, come è conosciuto internazionalmente, continua. Come ieri, ha il sostegno di gran parte della popolazione e, naturalmente, anche delle forze armate. Ma occorre interpretare questa evoluzione nei termini della lotta di classe e non in uno stato di euforia permanente, una vittoria elettorale dopo l'altra.

Abbiamo ora davanti a noi tre opzioni. Subito si presenta la grande minaccia di un intervento diretto o indiretto degli Stati Uniti, con truppe dell'America Latina e della NATO. Esso instaurerebbe in Venezuela un regime almeno di ispirazione fascista. Seconda opzione: un percorso riformista che conserverebbe alcune delle conquiste sociali conquistate negli ultimi anni, ma nel contesto del sistema capitalista. Questa variante incontra il favore in particolare delle forze socialdemocratiche dell'UE. Il nostro partito è convinto che ciò sarebbe fatale per la maggior parte dei venezuelani. Gli sforzi e i sacrifici che i venezuelani hanno fatto sarebbero stati vani se noi restiamo nel capitalismo. Perché tale sistema significa sempre più ingiustizia, anche con una buona costituzione, sempre più oppressione e sfruttamento.

Ma esiste un'altra via: la rivoluzione. La gran parte del popolo è per la continuazione del processo bolivariano, per sempre "più rivoluzione".


Le Parti communiste du Venezuela tenait son 15ème congrès du 22 au 25 juin 2017.
Pour le PCV,  défendre les acquis du pays implique une radicalisation du processus bolivarien.

nterview de Carolus Wimmer, secrétaire à l’international du Parti communiste du Venezuela (PCV), pour le quotidien socialiste allemand  Junge Welt (journaliste André Scheer), édition du 28 juin 2017. Traduction ML pour « Solidarité internationale PCF – vivelepcf ».

JW : Les nouvelles qui sont diffusées internationalement sur le Venezuela suscitent l’inquiétude. Il est question de guerre civile, de faim, de sous-approvisionnement, d’une situation ingérable du pays. Comment le PCV apprécie-t-il la situation ?

CW : Il est totalement faux et sans rapport avec la réalité de parler d’une crise humanitaire ou de famine dans notre pays. On doit cependant reconnaître que les méthodes appliquées, depuis maintenant plus de 18 ans, par les Etats-Unis et leurs alliés, contre le Venezuela, parviennent partiellement à leurs fins.
Dans les premières années, les attaques de l’impérialisme se concentraient sur le président et l’appareil d’Etat. Après de nombreux échecs sur ce terrain, les attaques sont désormais dirigées contre les familles vénézuéliennes, contre l’approvisionnement en nourriture, médicaments et autres biens de première nécessité. On assiste à une guerre psychologique.

JW : Peut-on rendre l’impérialisme des Etats-Unis entièrement responsable des problèmes du Venezuela ou bien ont-ils également des origines internes ?

CW : La politique, c’est comme un match de boxe. Quand tu montres tes faiblesses à l’adversaire, il te met KO. La situation momentanément difficile que nous traversons politiquement dans la lutte des classes résulte, entre autres également, de l’illusion que nous détiendrions tout le pouvoir et que nous aurions déjà accédé au socialisme. Mais nous vivons toujours dans le capitalisme. C’est pour cela qu’on ne peut pas se permettre de mettre toutes les difficultés internes sur le dos de l’adversaire mais que l’on doit, par exemple, aussi se confronter à la corruption. Une grande partie des colis alimentaires, qui sont distribués à la population à des prix subventionnés par l’Etat, disparaissent pour réapparaître à des prix excessifs sur le marché noir.

JW : De quelle façon pouvez-vous vous opposer à cela ?

CW : Le remède, c’est la vérité. On doit dire la vérité à la population, que ce soit le gouvernement ou toutes les autres forces. Cela n’est malheureusement pas toujours le cas. Ainsi, au début de l’année, on a promis que la guerre économique serait résorbée dans les 6 mois à venir : une aberration complète.
Le deuxième remède, c’est la lutte concrète contre la corruption, la bureaucratie et son inefficacité. Le PCV demande que cette question soit prise à bras le corps. Des mesures dans ce sens recevraient un large soutien dans la population.

JW : Beaucoup d’amis de la Révolution bolivarienne ont l’impression que le développement impulsé par Hugo Chavez est aujourd’hui dans une impasse.

CW : Ce processus n’a rien perdu de sa signification. Le processus bolivarien, tel qu’il est connu internationalement, se poursuit. Comme hier, il a le soutien d’une grande partie de la population et aussi, naturellement, des forces armées. Mais il faut comprendre cette évolution en termes de lutte des classes et non dans un état d’euphorie permanente d’une victoire électorale à la suivante.
Trois options sont devant nous maintenant. D’abord se présente la grande menace d’une intervention directe ou indirecte des Etats-Unis, avec des troupes d’Amérique Latine ou avec l’OTAN. Elle établirait au Venezuela un régime pour le moins d’inspiration fasciste. Deuxième option : une voie réformiste qui conserverait quelque uns des acquis sociaux gagnés ces dernières années, mais dans le cadre du système capitaliste. Cette variante a particulièrement les faveurs des forces sociales-démocrates de l’UE. Notre parti est convaincu qu’elle serait fatale pour la plupart des Vénézuéliens. Les efforts et les sacrifices que la classe ouvrière et le peuple vénézuéliens ont consentis auraient été vains si nous restions dans le capitalisme. Car ce système signifie toujours plus d’injustice, même sous une bonne constitution, toujours plus d’oppression et d’exploitation.
Mais il existe une autre voie : la révolution. Une grand part du peuple est pour la continuation du processus bolivarien, pour toujours « plus de révolution ».

Carolus Wimmer (PCV) | solidarite-internationale-pcf.over-blog.net
Traduzione da marx21.it
Fonte :




giovedì 13 aprile 2017

Il Pentagono ha addestrato i "ribelli" di Al Qaeda in Siria all'uso di armi chimiche



Michel Chossudovsky | globalresearch.ca
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

07/04/2017
I media occidentali confutano le loro stesse bugie

Non solo confermano che il Pentagono ha sinora addestrato i terroristi nell'uso di armi chimiche, ma riconoscono anche l'esistenza di un neppure così segreto piano sostenuto dagli USA per lanciare un attacco con armi chimiche in Siria e addebitarlo al regime di Assad.

Il London Daily Mail in un articolo del 2013 confemava l'esistenza di un progetto anglo-americano, appoggiato dalla Casa Bianca (con il sostegno del Qatar) per lanciare un attacco con armi chimiche sulla Siria ed addossare la colpa su Bashar al-Assad.

Aggiornamento; 8 aprile 2017. La decisione di Trump di bombardare la base aerea siriana come rappresaglia all'asserito uso di armi chimiche da parte di Assad sul suo stesso popolo conferma che lo scenario d'operazione sotto falsa bandiera dell'attacco con armi chimiche è ancora "sul tavolo".

La nostra analisi (che include una grande mole di pezzi investigativi di Global research) conferma inequivocabilmente che Trump sta mentendo, i media occidentali stanno mentendo e molti degli alleati americani stanno mentendo.

Il seguente articolo del Mail Online è stato pubblicato e successivamente rimosso. Notate il discorso contraddittorio:

"Obama ha inviato un avvertimento al Presidente siriano Bashar al-Assad, La Casa Bianca ha dato luce verde all'attacco con armi chimiche".

Questo pezzo del Mail Online, pubblicato nel gennaio 2013 è stato successivamente rimosso da Mail Online. Per ulteriori dettagli vai a questo link.


L'addestramento dei "ribelli" (alias i terroristi di Al Qaeda) da parte del Pentagono nell'uso delle armi chimiche. 

La CNN accusa Bashar al-Assad di uccidere il suo stesso popolo mentre riconosce anche che i "ribelli" non solo sono in possesso di armi chimiche, ma che questi "terroristi moderati" affiliati ad Al Nusra sono addestrati nell'uso delle armi chimiche da esperti sotto contratto del Pentagono.

In una logica contorta, il mandato del Pentagono era quello di assicurare che i ribelli allineati con Al Qaeda non acquisissero od usassero armi di distruzione di massa, addestrandoli attualmente all'uso di armi chimiche (suona contraddittorio):

"L'addestramento [nell'uso di armi chimiche] che ha luogo in Giordania e Turchia, riguarda il modo di monitorare e mettere in sicurezza scorte nonché maneggiare armi, siti e materiali, secondo le fonti. Alcuni dei contractors sono sul terreno siriano che lavorano con i ribelli per monitorare alcuni siti, secondo uno dei funzionari. La nazionalità degli addestratori non è stata rivelata, sebbene gli ufficiali si guardavano dal dare per scontato che fossero tutti americani.(CNN, 9 dicembre 2012)





L'articolo qui sopra della giornalista Elise Labott (relegata alla status di blog CNN), vincitrice del Premio CNN confuta le numerose accuse della CNN dirette contro Bashar al-Assad.

Chi sta portando avanti l'addestramento dei terroristi nell'uso delle armi chimiche? Direttamente dalla fonte: la CNN



Fonti: l'aiuto coperto degli USA nell'addestramento dei ribelli nel mettere in sicurezza le armi chimiche.

E questi sono gli stessi terroristi (addestrati dal Pentagono) che sono l'asserito bersaglio della campagna di bombardamenti finalizzati al controterrorismo di Washington iniziata da Obama nell'Agosto 2014:

"Lo schema del Pentagono stabilito nel 2012 consiste nell'equipaggiare ed addestrare ribelli di Al Qaeda nell'uso di armi chimiche, col supporto di contractors militari ingaggiati dal Pentagono, e quindi nel ritenere il governo siriano responsabile per l'uso di armi di distruzione di massa contro il popolo siriano.

Quello che si sta rivelando è uno scenario diabolico - che è parte integrale della pianificazione militare - vale a dire una situazione dove i terroristi dell'opposizione supportati dai contractors occidentali della difesa sono attualmente in possesso di armi chimiche.

Questo non è un addestramento dei ribelli nella non proliferazione. Mentre il Presidente Obama dice che "sarete ritenuti responsabili", se userete (intendendo il governo siriano) armi chimiche, ciò che è contemplato come parte dell'operazione coperta è il possesso di armi chimiche da parte dei terroristi supportati da USA e NATO, vale a dire "dai nostri" operativi affiliati di Al Qaeda, incluso il Fronte di Al Nusra che costituisce il più attivo gruppo di combattimento finanziato ed addestrato dall'Occidente, largamente integrato da mercenari stranieri. In un amaro risvolto, Jabat al Nusra, una risorsa dell'intelligence, supportato dagli USA, è stato recentemente messo sull'elenco delle organizzazioni terroristiche del Dipartimento di Stato.

L'Occidente afferma che viene in soccorso del popolo siriano, le cui vite sono presumibilmente minacciate da Bashar al-Assad.

La verità della questione sta nel fatto che l'alleanza militare occidentale non solo sta supportando i terroristi, incluso il fronte di Al Nusra, ma sta anche rendendo disponibili armi chimiche alle sue vicine forze ribelli "di opposizione".

La fase successiva di questo diabolico scenario è che le armi chimiche nelle mani degli operativi di Al Qaeda saranno usate sui civili, il che potrebbe portare un'intera nazione dentro un disastro umanitario. La questione ulteriore è: chi è una minaccia per il popolo siriano? Il governo siriano di Bashar al-Assad o l'alleanza militare tra USA, NATO e Israele che sta reclutando forze terroristiche "di opposizione" che vengono attualmente addestrate nell'uso di armi chimiche?" (Michel Chossudovsky, 8 maggio 2013, minor edit)





sabato 16 aprile 2016

Dichiarazione di Solidarietà con il Popolo Venezuelano /Declaración de Solidaridad con el Pueblo Venezolano/Solidarity Declaration with the Venezuelan People



19 aprile, giornata di azione mondiale di solidarietá con il Venezuela

I partiti comunisti, operai e rivoluzionari del mondo manifestano il loro assoluto appoggio e solidarietá col POPOLO VENEZUELANO, col Governo del Presidente Costituzionale Nicolás Maduro, col Partito Comunista del Venezuela e il Comitato di Solidarietá Internazionale (COSI) organizzazione membro del Comitato Esecutivo del Consiglio Mondiale della Pace (WPC) vittime di una abominevole e nuova scalata ingerente dall'imperialismo degli Stati Uniti, che é il preludio ad una dichiarazione di guerra.

L' "ordine esecutivo" rinnovato il 3 marzo di quest'anno dal presidente Barack Hussein Obama, che si estende e espande le possibili azioni del maggiore Stato aggressore della sovranità e l'autodeterminazione dei popoli contro il processo politico e sociale in Venezuela, in cui si dichiara una "Emergenza Nazionale" contro una presunta "minaccia insolita e straordinaria alla sicurezza nazionale e la politica estera degli Stati Uniti".

Questa dichiarazione rappresenta un atto di provocazione e interferenza contro il Diritto Internazionale, i diritti umani, e la pace della Repubblica Bolivariana del Venezuela e di tutta l'America Latina e Caraibi.

Dichiariamo che queste azioni, in generale, hanno lo scopo di destabilizzare i progressi popolari in America Latina e dei Caraibi, in particolare il processo di cambiamento in Venezuela, al fine di ristabilire l'egemonia e il controllo geostrategico degli Stati Uniti.

In una nuova escalation internazionale dei settori della boghesia venezuelana consegnata agli interessi dell' imperialismo, e di concerto con i suoi alleati della estrema destra internazionale, tre giorni dopo la firma di Obama, si sono presentati 26 ex presidenti latino-americani e uno spagnolo per richiedere all'Organizzazione degli Stati Americani (OEA) di punire la nostra nazione senza che abbia avuto una frattura costituzionale che permetta di farlo.

Mentre i nostri popoli aspirano a costruire una via sovrana e indipendente di sviluppo, l'imperialismo invece si fa promotore e realizzatore di colpi di stato, occupazioni militari nonchè della violazione costante dei diritti umani.

Nel 2015, il VENEZUELA, insieme agli altri popoli del SUD AMERICA E CARAIBI, hanno fatto si che tali Zone geografiche rifiutassero totalmente l'utilizzo di armi nucleari quindi esigendo il ritiro delle basi militari statunitensi. I territori succitati sono stati dichiarati quali ZONE DI PACE.

Gli Stati Uniti hanno invece circondato i nostri popoli con armi di distruzione di massa: 74 basi militari statunitensi puntano gli armamenti contro l'America Latina e i Caraibi.

Tredice di queste basi circondano il Venezuela. Miliardi di dollari prodotto del commercio di droga nonchè delle finanze statunitensi vengono dirottati a finanziare organizzazioni come USAID e NED atte a promuovere gruppi neofascisti contro i governi democratici e popolari come quello del Venezuela.

Simón Bolívar aveva avvertito (5 agosto 1829) quando scrisse una lettera al ministro Patrick Campbell incaricato d'affari di sua Maestá Britannica negli Stati Uniti: "Gli Stati Uniti sembrano destinati dalla Provvidenza ad affliggere l'America con la miseria nel nome della Libertá".

Mentre il governo degli USA e gli alleati della NATO favoriscono l'assoluta mancanza di lavoro, i licenziamenti e precarietá nei diritti fondamentali dell'uomo, portando i cittadini alla miseria e la morte; in risposta alla crisi del sistema capitalista mondiale, in Venezuela si è promossa l'affermazione dei diritti politici, sociali ed economici di quella maggioranza storicamente esclusa.

In base a questi punti i partiti comunisti, degli operai, rivoluzionari, movimenti sociali, sottoscriviamo:

- La nostra piena e attiva solidarietà col POPOLO VENEZUELANO, col Governo del Presidente Costituzionale Nicolás Maduro, il Partito Comunista dal Venezuela, il Comitato di Solidarietá internazionle (COSI) organizzazione membro del Comitato Esecutivo del Consiglio Mondiale della Pace (WPC) vittime di una nuova e pericolosa aggresività da parte del governo degli Stati Uniti.

- Esigiamo l'abrogazione del decreto infame e interventista firmato dal presidente Barack Hussein Obama contro la Repubblica Bolivariana del Venezuela.

- Chiamiamo a partecipare ad una "Giornata di Azione globale fissata per il 19 aprile, in solidarieta con il Venezuela".

- Convocare i movimenti e le organizzazioni che riuniscono e rappresentano la classe operaia in modo che durante il giorno del Primo maggio dimostrano la loro solidarietà con il Venezuela.

- Rifiutare nei Parlamenti del mondo le azioni contro il Venezuela, in rispetto del suo diritto all'autodeterminazione.

- Denunciare e rifiutare l'azione terrorista concertata da un gruppo di 26 ex presidenti latinoamericani e uno spagnolo di estrema destra, che hanno richiesto all'OEA l'applicazione della Carta Interamericana, contro la volontà del popolo venezuelano.

COMMUNIST PARTY OF ALBANIA
GERMAN COMMUNIST PARTY
COMMUNIST PARTY OF ARGENTINA
ALGERIAN PARTY FOR DEMOCRACY AND SOCIALISM
COMMUNIST PARTY OF AUSTRALIA
COMMUNIST PARTY OF BOHEMIA AND MORAVIA
COMMUNIST PARTY OF THE PEOPLE OF SPAIN
PHILIPPINE COMMUNIST PARTY [PKP-1930]
REVOLUTIONARY COMMUNIST PARTY (FRANCE)
COMMUNIST PARTY OF GREECE
GUATEMALAN LABOR PARTY
TUDEH PARTY OF IRAN
NEW COMMUNIST PARTY OF THE NETHERLANDS
LEBANESE COMMUNIST PARTY
COMMUNIST PARTY OF MEXICO
COMMUNIST PARTY OF PAKISTAN
COMMUNIST PARTY OF THE RUSSIAN FEDERATION
PARTY OF COMMUNISTS OF SERBIA
SUDANESE COMMUNIST PARTY
SOUTH AFRICAN COMMUNIST PARTY
COMMUNIST PARTY OF URUGUAY
LEFT LIBERATION FRONT - FRENTE AMPLIO (URUGUAY)





Declaración de Solidaridad con el Pueblo Venezolano:

19 DE ABRIL DÍA DE ACCIÓN MUNDIAL DE SOLIDARIDAD CON VENEZUELA

Firmatari in calce | solidnet.org

Los Partidos Comunistas, Obreros y Revolucionarios del mundo, manifestamos nuestro contundente apoyo, firme solidaridad y pleno respaldo al PUEBLO VENEZOLANO, al Gobierno del Presidente Constitucional Nicolás Maduro Moros, al Partido Comunista de Venezuela, y al Comité de Solidaridad Internacional (COSI) organización miembro del Secretariado Ejecutivo del Consejo Mundial de la Paz (CMP), víctimas de una abominable y nueva escalada injerencista por parte del imperialismo norteamericano que constituye el preludio a una declaración de guerra.
La “Orden Ejecutiva” renovada el 03 de marzo del presente año por el presidente Barack Hussein Obama de EEUU, que extiende y amplía las posibles acciones del mayor Estado agresor de la soberanía y autodeterminación de los pueblos contra el proceso político-social en Venezuela, en la que se declara una “Emergencia Nacional” contra una supuesta “amenaza inusual y extraordinaria a la seguridad nacional y política exterior de Estados Unidos”.
Esta acción representa un acto de provocación e injerencia que atenta contra el Derecho Internacional, los Derechos Humanos y la Paz de la República Bolivariana de Venezuela, así como la de toda la región Latinoamericana y Caribeña.
Denunciamos que dichas acciones están orientadas a desestabilizar los avances populares especialmente en Venezuela, y contra el proceso de cambios que vive toda la región de Latinoamérica y el Caribe, en un intento por recomponer la hegemonía imperialista y el control geoestratégico de los EEUU.
En una nueva escalada internacional de los sectores de la burguesía venezolana entregados a los intereses del imperialismo, y concertada con sus aliados de la ultraderecha internacional, tres días después de la acción de Obama, se presentan 26 ex presidentes latinoamericanos y uno español solicitando la aplicación perversa del mecanismo de la Organización de Estados Americanos (OEA), para sancionar a nuestra Nación sin ocurrir ruptura del hilo constitucional que lo avale.
Mientras que nuestros pueblos anhelan construir un camino de desarrollo soberano e independiente, de justicia social y paz; contrariamente, el imperialismo es el promotor y ejecutor de golpes de Estado, ocupaciones militares sangrientas y el mayor violador de los Derechos Humanos.
En 2015, VENEZUELA promovió, junto a los pueblos de la región, la declaración de todaLATINOAMÉRICA Y EL CARIBE como ZONA DE PAZ, rechazando el uso de armas nucleares y exigiendo el retiro de las Bases militares norteamericanas.
Actualmente, los Estados Unidos tienen rodeados con 74 bases militares a toda Latinoamérica y el Caribe, y sus armas de destrucción masiva apuntan contra los procesos de soberanía y autodeterminación de nuestros pueblos.
Trece de estas bases rodean Venezuela. Miles de millones de dólares del narcotráfico y de las finanzas norteamericanas son desviados para financiar a organizaciones como la Agencia de los Estados Unidos para el Desarrollo Internacional (USAID) y la Fundación Nacional para la Democracia (NED), que fomentan y organizan grupos neofascistas desestabilizadores de gobiernos democráticos y populares como el gobierno constitucional de la República Bolivariana de Venezuela.
Ya lo advertía el Libertador Simón Bolívar, un 5 de agosto de 1829, cuando afirmó en carta dirigida alMinistro Encargado de Negocios de su Majestad Británica en los Estados Unidos, Patricio Campbell:“los Estados Unidos que parecen destinados por la Providencia para plagar la América de miserias a nombre de la Libertad”.
Mientras el gobierno de Obama y sus aliados de la OTAN favorecen la desregularización del empleo, los despidos masivos y la precarización de los derechos fundamentales, llevando a sus ciudadanos al borde de la miseria y la muerte, como respuesta a la crisis del sistema capitalista mundial, en Venezuela se ha logrado la reivindicación de los derechos políticos, sociales y económicos de los trabajadores, de la clase obrera y de las mayorías populares históricamente excluidas.
Con base en estos considerandos, los Partidos Comunistas, Obreros, Revolucionarios, movimientos sociales y personalidades, abajo firmantes acordamos:
- Expresar nuestra plena y activa solidaridad al PUEBLO VENEZOLANO, al Gobierno del Presidente Constitucional Nicolás Maduro Moros, al Partido Comunista de Venezuela, y al Comité de Solidaridad Internacional (COSI) organización miembro del Comité Ejecutivo del Consejo Mundial de la Paz (CMP), víctimas de una nueva y más peligrosa agresión por parte del gobierno de los Estados Unidos.
- Exigir la derogación del nuevo, infame e injerencista decreto firmado por el presidente Barack Hussein Obama contra la República Bolivariana de Venezuela.
- Sumarnos, como ya lo hicimos el año pasado a la convocatoria conjunta y declarar el 19 de Abril como “Día de Acción Mundial de Solidaridad con el Pueblo de Venezuela”.
- Convocar a los movimientos sociales y organizaciones que aglutinan y representan a la clase obrera y al pueblo trabajador, para que durante las Jornadas del 1º de Mayo demuestren su solidaridad militante con Venezuela.
- Promover en todos los parlamentos del mundo, las mociones y acciones dirigidas al rechazo contundente de las acciones injerencistas contra Venezuela y su legítimo derecho de autodeterminación y soberanía.
- Denunciar y rechazar la acción terrorista concertada por un grupo de 26 ex presidentes latinoamericanos y uno español de ultraderecha, que le solicitaron a la Organización de Estados Americanos (OEA) la aplicación de la inadmisible Carta Interamericana en contra de la voluntad del pueblo de Venezuela.



Solidarity Declaration with the Venezuelan People:

APRIL 19TH – WORLD DAY OF SOLIDARITY WITH VENEZUELA [En, Es, It, Fr]

The Communist, Revolutionary and Workers Parties of the world, express our strong support and firm solidarity to the VENEZUELAN PEOPLE, the Government of the Constitutional President Nicolas Maduro Moros, the Communist Party of Venezuela, and the Committee of International Solidarity (COSI), member of the Executive Committee of the World Peace Council (WPC), victims of an abominable and new interventionist escalation by the US imperialism which means the prelude to a declaration of war.
The "Executive Order" was renewed on March 3rd, 2016 by the President of the United States, Barack Hussein Obama, which extends and expands the possible actions of the major State aggressor on sovereignty and self-determination of peoples, against the political and social process in Venezuela, in which a "national emergency" against an alleged "unusual and extraordinary threat to national security and foreign policy of the US" is declared.
This action represents an act of provocation and interference that violates International Law, Human Rights and Peace of the BolivarianRepublic of Venezuela and the entire Latin American and Caribbean region.
We denounce such actions are aimed at destabilizing popular developments especially in Venezuela, and against the process of changes affecting the entire region of Latin America and the Caribbean, attempting to reconstruct the imperialist hegemony and the US geostrategic control.
In a new international escalation of the Venezuelan bourgeoisie subdued by the interests of imperialism, and agreed with its allies in the international extreme right, three days after Obama’s actions, one Spanish and 26 Latin American former presidents appeared requesting the perverse application of one mechanism by the Organization of American States (OAS) to punish our Nation without a justified breaking of constitutional order.
While our people yearn for building a sovereign and independent way of development, social justice and peace; imperialism, aversely is the promoter and implementer of coups d’états, bloody military occupations, and the greatest violator of Human Rights.
In 2015, VENEZUELA promoted along with the peoples of the region, the declaration of all LATIN AMERICA AND THE CARIBBEAN as a ZONE OF PEACE, rejecting the use of nuclear weapons and demanding the withdrawal of US military bases.
Currently, the United States has surrounded 74 military bases throughout Latin America and the Caribbean, and its weapons of mass destruction aimed against the processes of sovereignty and self determination of our peoples.
Thirteen of these surround Venezuela. Billions of Dollars from drug trafficking and US finances are diverted to fund organizations such as the United States Agency for International Development (USAID) and the National Endowment for Democracy (NED), which promote and organize the neo-fascist groups, destabilizing democratic and popular governments as the constitutional government of the BolivarianRepublicof Venezuela.
The Libertador Simon Bolivar already warned, on August 5th, 1829, when he stated in a letter to the Minister Chargé d'Affaires of Her Britannic Majesty in the United States, Patrick Campbell: "The United States seems destined by Providence to plague America with misery in the name of Freedom".
While the Obama’s administration and its NATO allies favor deregulation of employment, massive layoffs and precarization of fundamental rights, leading to its citizens to the brink of misery and death, as response to the crisis of the world capitalist system, in Venezuela the claim of political, social and economic rights of the working class and historically excluded popular majorities, have been achieved.
Based on these recitals, the undersigned Communist, Workers, Revolutionaries Parties, social movements and personalities, agree:
- Express our full and active solidarity to the Venezuelan People, the Government of the Constitutional President Nicolas Maduro Moros, the Communist Party of Venezuela, and the Committee of Solidarity International (COSI) member of the Executive Committee of the World Peace Council (WPC), victims of a new and more dangerous aggression by the government of the United States.
- Demand the repeal of the new, infamous and interventionist decree signed by President Barack Hussein Obama against the BolivarianRepublic of Venezuela.
- To join, as we did last year, the joint call and declare April 19th as "World Day of Solidarity with the People of Venezuela".
- Convene social movements and organizations that bring together and represent the working class and working people, so that they show their militant solidarity with Venezuela during the activities to celebrate the International Workers’ Day on May 1st.
- Promote in all parliaments of the world, motions and actions aimed to the forceful rejection of interventionist actions against Venezuelaand its legitimate right to self-determination and sovereignty.
- To denounce and reject the concerted terrorist action by a group of one Spanish and 26 Latin American extreme right former presidents, who requested the Organization of American States (OAS) the application of the impermissible Inter-American Charter against the will of the people of Venezuela .


COMMUNIST PARTY OF ALBANIA
GERMAN COMMUNIST PARTY
COMMUNIST PARTY OF ARGENTINA
ALGERIAN PARTY FOR DEMOCRACY AND SOCIALISM
COMMUNIST PARTY OF AUSTRALIA
PARTY OF LABOUR OF AUSTRIA
WORKER'S PARTY OF BELGIUM
BRAZILIAN COMMUNIST PARTY
COMMUNIST PARTY OF BRAZIL
COMMUNIST PARTY OF BOHEMIA AND MORAVIA
AKEL
COMMUNIST PART IN DENMARK
COMMUNIST PARTY OF THE PEOPLE OF SPAIN
COMMUNIST PARTY OF SPAIN
COMMUNISTS OF CATALONIA
PHILIPPINE COMMUNIST PARTY [PKP-1930]
FRENCH COMMUNIST PARTY
COMMUNIST PARTY OF GREECE
HUNGARIAN WORKERS PARTY
COMMUNIST PARTY OF INDIA
COMMUNIST PARTY OF INDIA [MARXIST]
COMMUNIST PARTY OF BRITAIN
IRAQI COMMUNIST PARTY
TUDEH PARTY OF IRAN
WORKERS PARTY OF IRELAND
COMMUNIST REFUNDATION PARTY
NEW COMMUNIST PARTY OF THE NETHERLANDS
LEBANESE COMMUNIST PARTY
COMMUNIST PARTY OF LUXEMBOURG
COMMUNIST PARTY OF MALTA
COMMUNIST PARTY OF MEXICO
POPULAR SOCIALIST PARTY OF MEXICO
POPULAR SOCIALIST PARTY, MEXICO
COMMUNIST PARTY OF PAKISTAN
PERUVIAN COMMUNIST PARTY
PORTUGUESE COMMUNIST PARTY
COMMUNIST PARTY OF THE RUSSIAN FEDERATION
NEW COMMUNIST PARTY OF YUGOSLAVIA
PARTY OF COMMUNISTS OF SERBIA
SUDANESE COMMUNIST PARTY
SOUTH AFRICAN COMMUNIST PARTY
COMMUNIST PARTY OF SWEDEN
COMMUNIST PARTY OF URUGUAY

Other Parties

COMMUNIST PARTY CONGOLAIS
FORCE OF THE REVOLUTION
REVOLUTIONARY COMMUNIST PARTY (FRANCE)
COMMUNIST RENAISSANCE POLE IN FRANCE
LEFT PARTY (FRANCE)
GUATEMALAN LABOR PARTY
SOCIAL UNITY CENTRE OF INDIA (COMMUNIST)
COMMUNIST PARTY MARTINIQUAIS
GALICIAN PEOPLE'S UNION
LEFT LIBERATION FRONT - FRENTE AMPLIO (URUGUAY)

SOCIAL ORGANIZATIONS AND NETWORKS

FRANCIA
ARGENTINOS POR LA VICTORIA,
CERCLE BOLIVARIEN DE PARIS,
COLLECTIF COMMUNISTE POLEX,
COMITÉ D’INFORMATION SUR L’AMÉRIQUE LATINE DE NANTERRE,
COMITÉ VALMY,
COORDINATION POPULAIRE COLOMBIENNE PARIS,
FRANCE CUBA,

SUIZA

1. ALBA – SUIZA

ALEMANIA

1. EIN-WELT-HAUS
2. CUBA SI

3. VENEZUELA AVANZA