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domenica 13 ottobre 2019

Trump e il suo cortile in profonda crisi: controrivoluzione, ciclo breve e pericoloso

Clodovaldo Hernández, Laiguana TVHistoire et Societé,

Trump, Ecuador, Argentina, Perù e l’opposizione venezuelana soffrono di crisi simultanee: un momento di grande pericolo
Donald Trump deve affrontare l’impeachment. Ivan Duque è stato ridicolizzato col suo dossier contro il Venezuela. Jair Bolsonaro ha dato il peggior discorso all’Assemblea generale delle Nazioni Unite (anche se aveva seri concorrenti dai due che lo precedevano). L’élite politica del Perù, sede del gruppo infuriato di Lima, continua a collassare. Macri (Argentina neoliberista) è al conto alla rovescia con una crisi economica monumentale. Il presidente dell’Honduras, Juan Orlando Hernández, è stato smascherato come narcos. Il cileno Sebastien Piñera è screditato. E, per completare, l’Ecuador del rinnegato Lenin Moreno è entrato nel vortice del conflitto economico, sociale e politico e ha deciso di affrontare questa situazione con la risposta classica dei governi di destra: dichiarare lo stato d’emergenza. In sintesi, tutto ciò dà l’impressione che Trump e l’appendice della sua politica contro il Venezuela, cioè il gruppo di Lima, attraversano crisi simultanee, alcune più intense di altre, ma tutte legate ai loro scenari interni, di quelli di cui parlano così raramente quanto persistono nel dimostrare che l’unica questione urgente del continente è rovesciare Nicolas Maduro. La crisi è anche quella subita dall’opposizione venezuelana, in particolare la parte che cercava di assumere il controllo da mesi contro la volontà del popolo e prima di tutto la giustizia. Ciò configura un momento di grande pericolo per i popoli dei Paesi citati e anche per il Venezuela, perché è sempre stato il sotterfugio di tali capi distogliere l’attenzione e cercare di sfuggirvi incolumi. Nella trance in cui si trovano, non sarebbe strano che essi provino a riutilizzarlo come distrazione.
Opposizione in rotta completa
Il settore dell’opposizione più direttamente collegato agli Stati Uniti e al gruppo di Lima ha appena subito sconfitte consecutive e devastanti, come la trasmissione delle foto di Juan Guaidó coi capi dei gruppi narcoparamilitari e la confessione di Lilian Tintori su tali relazioni vergognose. In precedenza, c’erano state le insolite dichiarazioni dello pseudoambasciatrice nel Regno Unito, Vanessa Neumann, in cui raccomandava di rinunciare al territorio esequibo in cambio del sostegno politico internazionale al “presidente ad interim”. Durante la sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, i risultati furono disastrosi per il campo antichavista, perché ancora una volta creavano aspettative tutt’altro che soddisfatte. Loro, che vantano così tanto il controllo della scena internazionale, uscivano dai forum diplomatici con la coda tra le gambe. La crisi interna fu espressa anche da sintomi come le dimissioni (non a Guaidó, ma al suo capo politico Leopoldo Lopez) del presunto rappresentante della Banca interamericana di sviluppo Ricardo Hausmann che, secondo alcuni analisti, doveva dimostrare fino a che punto Guaido è riconosciuto a livello internazionale secondo la borghesia venezuelana. Le crisi di Centro imperiale, suoi satelliti e classe politica dell’opposizione venezuelana sono simultanee, anche se è forse la stessa crisi espressa in sintomi specifici in ciascun caso.
Trump nelle corde
L’apertura dell’impeachment di Trump avveniva subito dopo il suo famigerato discorso all’ONU in cui, ancora una volta, cercava di attribuire tutti i mali del pianeta ai Paesi che definisce nemici, un elenco in cui c’erano superpotenze come Cina e Russia e nazioni più piccole ma ribelli al suo comando, come Iran, Corea democratica, Cuba e Venezuela. Messo personalmente alle corde, la pericolosità di tale personaggio aumenta esponenzialmente.
Macri in spirale
Il governo di Mauricio Macri, in Argentina, era sopravanzato sin dalle ultime elezioni, in cui chiaramente affermava lo status di minoranza contro l’opzione Alberto Fernández e Cristina Fernández. Questo fatto politico scatenava la peggiore crisi economica ed perciò l’Argentina arriverà alle elezioni presidenziali in un quadro che ricorda alcuni dei suoi periodi peggiori, prima della leadership dei Kirchner.
Il ridicolo Duque
La crisi colpiva l’élite al potere della Colombia da mesi, a causa delle politiche dannose del governo di Ivan Duque. Da lì, i suoi grandi sforzi per distogliere lo sguardo sul Venezuela. Ma i suoi tentativi erano anche molto goffi, specialmente quello di fronte all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, usando foto che non corrispondevano alle accuse che avrebbero dovuto supportare. Tale scandalo causava gravi danni alla sua immagine già fortemente oscurata e ciò mentre si trovava all’antivigilia delle elezioni regionali e municipali. Questa situazione, come nel caso di Trump, rende la Colombia un avversario particolarmente pericoloso per il Venezuela.
Lima decapitata di nuovo
Se qualcosa mostra la crisi del gruppo di Lima (che la diplomazia venezuelana chiama “manifesto di Lima”) è l’instabilità del Paese assediato. Questa caratteristica fu già stata evidenziata quando fu licenziato, per corruzione, il presidente Pedro Pablo Kuzcinski, persona particolarmente ligia agli ordini di Washington. Al suo posto fu chiamato Martin Voyer, che mantenne la linea antichavista e la subordinazione agli Stati Uniti. I problemi interni esplosero e Voyer scelse di sciogliere il Parlamento, provocando la lotta di potere che la stampa globale, al servizio del capitalismo egemonico, cerca di mascherare a tutti i costi.
Narcopolítica a fior di pelle
Il discorso degli Stati Uniti e dei suoi sostenitori contro l’influenza del traffico di droga nei governi latinoamericani andava a benedirsi nei giorni scorsi. Alle accuse diffamatorie di Duque (smentite dalla stessa stampa colombiana) si aggiungono le vere foto di Guaidó coi capi del narcoparamilitarismo. Inoltre, è ormai chiaro il rapporto di Juan Orlando Hernández, imposto dagli Stati Uniti all’Honduras, col maggior narcotrafficante dell’emisfero negli ultimi tempi, il messicano Joaquín “El chapo” Guzman. È ovvio che chi insulta costantemente il governo venezuelano con la falsa pretesa che sia una narcodictadura sono proprio quelli che hanno più spiegazioni da dare sui loro legami coi grandi capi del traffico di droga.
Ecuador, cambia rotta
Nelle ultime ore, un altro allarme si accedeva per la destra dell’emisfero. L’Ecuador, il cui popolo si ribella al governo sempre più neoliberista di Lenin Moreno. Le ultime misure economiche, chiaramente ispirate dal Fondo Monetario Internazionale, esaurivano la pazienza delle masse, in particolare di chi aveva votato Moreno nella convinzione che continuasse, in linea generale, le politiche economiche di Rafael Correa. Di fronte alle manifestazioni popolari, Moreno reagiva nel migliore stile dei regimi di destra dell’America Latina nella storia, decretando lo stato di eccezione e ordinando l’escalation della repressione. Questa è una risposta che, in Venezuela, fu nota in tutta la sua drammatica intensità nel febbraio 1989, col secondo governo di Carlos Andrés Pérez. Ancora una volta, ci si chiede quale sarebbe stato l’atteggiamento degli altri governi nella regione se Maduro avesse dichiarato uno stato di emergenza o la sospensione delle garanzie costituzionali, in circostanze in cui molte persone lo raccomandavano, come nel caso dei quattro mesi di violenze terroristiche nel 2017 o dopo l’attentato del 2018.
Traduzione di Alessandro Lattanzio

sabato 2 marzo 2019

Ex marines e neonazisti ucraini assieme all'opposizione venezuelana per l'Opcion 2



Allenando i fanti della marina filippina nell'arte della
guerra nella giungla

Questa foto è stata trovata nel profilo di Luis Medina, un guarimbero che aveva partecipato lo scorso 23F alla tentata forzatura del confine Venezuelano. Era stato individuato immediatamente sia da Freddy Barnal sia dal portale "Lechuguinos", come un marine americano


a) era un addestratore dell'esercito USA. Nel suo profilo Instagram si trovano foto risalenti a sei anni fa, mentre addestrava l'esercito filippino al combattimento nella giungla. Come si vede nei tag della foto in basso, questi addestramenti servono alla preparazione di un non ben conosciuto "team insurgencia" da adoperare nella "liberazione" del Venezuela.


b) sì, fa parte di una rete legata all'esercito USA, per sua stessa ammissione. Come si legge nel commento alla foto sta attivando una rete di ex addestratori dell'esercito USA, già attivi in Ucraina, Serbia, Taiwan e Filippine, da impiegare per la "Opcion B". Ma parla anche di suoi "amici" in Ucraina che "ugualmente odiano il comunismo" Che si uniranno all'esercito di patrioti.

Conosciamo bene questi "amici ucraini" e già sapevamo dell'utilizzo di nazisti ucraini in Venezuela, nelle guarimbas del 2014, riutilizzati subito dopo il Maidan.

Ma cos'è l'Opcion B? non è difficile da indovinare.

 
Lo stesso ambasciatore venezuelano al Consiglio di Sicurezza dell'ONU, ha accusato gli Stati Uniti di preparare una guerra sporca come quella del Nicaragua, per il Venezuela. Una guerra "clandestina", condotta da paramilitari infiltrati, che entrerebbero in territorio venezuelano sotto la copertura degli aiuti umanitari (guarda il video). Non a caso, l'incaricato dal governo USA per il Venezuela, è Elliot Abrams. Lo stesso che stava a capo dell'operazione CONTRAS in Nicaragua.
Gli Stati Uniti, sconfitti miseramente al confine con la Colombia, gettano definitivamente la maschera. La pagliacciata del presidente a interim, l'incapace e ridicolo Guaidò, è finita. Adesso si chiama definitivamente l'intervento militare, e si prepara una guerra che come in Nicaragua, Libia, Siria e Donbass, gli USA combatteranno per procura. Una guerra sporca, clandestina, invisibile, spietata, volta a instaurare il caos controllato in Venezuela. I nuovi contras, raccattati tra ex marines, tagliagola e neonazisti ucraini, aspettano solo "il lato finanziario" per il piano B.

Vale la pena spendere due parole su Medina. Il suo profilo è pubblico, chiunque può visualizzare, quindi non mi prenderò la briga di pubblicare in questa sede tutte le sue foto.

Medina, non è certo un "venezuelano affamato".
Anzi è abbastanza in carne, ben vestito, con l'orologio d'oro, i capelli all'ultima moda, le sopracciglia depilate ad ali di gabbiano. La sua famiglia vive in una lussuosa casa (non appartamento), con il parque lucido e gli arredi in stile. In America Latina un normale lavoratore della classe media non può permettersi questi lussi. Da un suo video minaccia gli uomini delle forze armate bolivariane di morte e tremende torture, in nome del popolo. Un popolo di cui non fa parte. Lui, rampollo della borghesia vendipatria arruolato per un esercito straniero.

tratto da :
https://www.polivox.info

Clara Castello


giovedì 6 dicembre 2018

Confessioni di un mercenario contro il Venezuela / Las confesiones de García Palomo y la agenda mercenaria contra #Venezuela



“Il mondo sosterrebbe le Forze Armate in Venezuela se decidessero di proteggere la loro gente e ripristinare la democrazia eliminando un dittatore”, scrisse il senatore Marco Rubio il 9 febbraio 2018. Otto giorni prima, l’ex-segretario del dipartimento di Stato, Rex Tillerson, suggerì all’Università di Austin, in Texas, che l’esercito venezuelano prendesse in mano la situazione nel Paese. “Nella storia del Venezuela e, di fatto, di altri Paesi dell’America Latina, è spesso l’esercito a occuparsene, quando le cose vanno molto male e quando i capi militari capiscono che non possono più servire il popolo, s’incaricano della transizione pacifica”, aveva detto Tillerson il giorno prima di iniziare un tour in America Latina. Poi, ancora una volta, gli Stati Uniti negarono di conoscere un piano militare per rovesciare il Presidente Nicolás Maduro proprio nel contesto dello smantellamento della cellula armata di Óscar Pérez, ispirato da motivi politici e religiosi evangelici, e sostenuto dai portavoce anti-Chavez di Miami e Florida.
La richiesta per un nuovo colpo di Stato
Ancora una volta, Bloomberg pubblicava la storia dell’ex colonnello Oswaldo García Palomo, che affermava di chiedere il sostegno dei “governi amici” per un nuovo golpe contro il Presidente Maduro. Dopo l’omicidio fallito, Miraflores avvertì che García Palomo continuava coi piani insurrezionali dopo aver partecipato alla cosiddetta “Operazione Costituzione” e al tentativo di assassinare il presidente coi droni esplosivi d’agosto. “I nostri colleghi in Venezuela dovrebbero sapere che lavoriamo ogni giorno per unire le forze internazionali e nazionali ed eliminare il governo usando le armi in modo che il Paese non continui a sanguinare e morire”, disse l’ex- colonnello che mira al modo ideale per installare un consiglio di transizione con guida civile per chiamare le elezioni come Tillerson disse pubblicamente a febbraio. Su questo, Garcia Palomo riconosceva di avere contatti coi capi dell’opposizione e consultazioni sui prossimi piani. Secondo il rapporto firmato da Andy Rosati ed Ezra Fieser, l’ex-membro della Guardia Nazionale Bolivariana aveva deciso di alzare il proprio profilo per scuotere l’opinione pubblica su ciò che considera “banda criminale, non governo”. In un recente video, Garcia Palomo esortava le Forze Armate Nazionali Bolivariane ad “assumersi la responsabilità di propria famiglia, dio, legge, Paese e resto del mondo”, ripetendo la stessa diatriba politica religiosa con cui l’ex-pilota Oscar Perez era solito invocare il rovesciamento di Maduro. D’altra parte, l’ex-colonnello non negava di essere il collegamento dei gruppi dissidenti in Venezuela coi governi di Colombia e Stati Uniti, come denunciò ad agosto il presidente in una conferenza stampa sui collegamenti internazionali delle persone coinvolte nel fallito omicidio. L’ex-colonnello ammise di lavorare in modo che i “governi amici” aiutino i golpisti a realizzare i loro piani.
Cospirazioni vecchie e nuove con connessioni internazionali
Garcia Palomo riconosceva che la cosiddetta “Operazione Costituzione” è fallita perché il suo gruppo fu “infiltrato” dalle agenzie di sicurezza statali per impedire la rivolta militare. L’operazione consisteva nell’assediare Caracas, occupare importanti strutture militari e logistiche, come aeroporti, basi e ministeri, e catturare Maduro, insieme ai leader civili-militari di alto rango, da giudicare a livello internazionale alla vigilia delle elezioni presidenziali del 20 maggio. Secondo Bloomberg, dopo il fallito omicidio, il gruppo di Garcia Palomo si incontrò in Colombia con la cellula che cercò di assassinare il Presidente Maduro con due droni. Sebbene l’ex colonnello lo neghi, le indagini delle agenzie di sicurezza statali sostengono che anche lui ne fosse coinvolto. Dopo tale attentato, Maduro espresse in una conferenza stampa ad agosto che Garcia Palomo ancora “cerca di reclutare soldati per le sue avventure criminali e fasciste” viaggiando in diversi Paesi della regione. Secondo il rapporto, l’ex-colonnello persino attraversò il confine tra Colombia e Venezuela per partecipare alla prima delle operazioni, così come la famiglia lasciava il Paese con l’aiuto del governo dell’ex-presidente Juan Manuel Santos. Il ruolo della Colombia, insieme agli Stati Uniti, così come riconosciuto, è fin troppo evidente dato che García Palomo organizzò i suoi piani golpistici dal Paese vicino dopo essere diventato un latitante per la partecipazione all’attentato a Fort Paramacay, Valencia, realizzato da un gruppo di ex-soldati legati all’ex-capitano Juan Carlos Caguaripano e ad Óscar Pérez, ex-ispettore del Corpo investigativo scientifico, criminale e forense.
Florida, gruppi irregolari e denunce del Venezuela
Dalla fine delle Guarimbas nel 2017, è sempre più evidente la collocazione centrale delle cellule armate paramilitari ed irregolari che pretendono di essere l’avanguardia nel conflitto contro lo Stato venezuelano. Le dichiarazioni di García Palomo, insieme allo smantellamento del gruppo di Óscar Pérez, mostrano che tali cellule sono costituite da militari, poliziotti, delinquenti comuni e membri della cosiddetta “Resistenza”, proclamatasi fondamentalista in politica e religione similmente ad altre organizzazioni terroristiche nel mondo impiegate per attaccare gli Stati che si oppongono agli Stati Uniti. Pensate ai “ribelli” siriani o libici, prima di far parte dello SIIL. La costante richiesta di Marco Rubio del colpo di Stato militare, come il sostegno a tali piani della Casa Bianca, dimostra anche il ruolo fondamentale svolto dalla Florida come base finanziaria, politica e operativa di tali gruppi, noti per aver ricevuto soldi dai gruppi anti-chavisti in esilio per sviluppare le operazioni nel paese, specialmente dopo il clamoroso fallimento del colpo di Stato nel 2017. Il governo venezuelano ha ripetutamente affermato che tali gruppi hanno il sostegno da Colombia e Stati Uniti, come la protezione di Garcia Palomo mentre cerca altre adesioni ai piani per far deragliare la Costituzione del Venezuela. Tuttavia, di fronte all’ipotesi del nuovo mandato di Maduro, si sottolinea l’evidente cartellizzazione tra tali gruppi e le diverse frazioni antichaviste che aderiscono al pseudo-“ufficio di transizione” che dopo il colpo di Stato pretenderebbe nuove elezioni. Perciò, coll’elevazione del profilo pubblico di García Palomo dal media finanziario Bloomberg è più che evidente che cerchi di fare credere un imminente epilogo del nuovo tentativo di golpsita. Ciò che viene ripetuto non cessa di essere pericoloso nell’attuale contesto venezuelano, dove la via della forza sembra l’unica alternativa lasciata dai fattori sfavorevoli nel Paese divenuto uno Stato difficile da rioccupare dal 1998.
Traduzione di Alessandro Lattanzio
Tratto da:
 Las confesiones de García Palomo y la agenda mercenaria contra Venezuela

"El mundo apoyaría a las Fuerzas Armadas en Venezuela si deciden proteger a su gente y restaurar la democracia eliminando a un dictador", escribió el senador Marco Rubio el 9 de febrero de 2018.
Ocho días antes, el ex secretario del Departamento de Estado, Rex Tillerson, había sugerido en la Universidad de Austin, Texas, que los militares venezolanos podrían hacerse cargo de la situación en el país.
"En la historia de Venezuela y, de hecho, en la historia de otros países de América Latina y América del Sur, muchas veces los militares son los que se encargan de eso. Cuando las cosas están muy mal y los líderes militares se dan cuenta de que ya no pueden servir al pueblo, ellos se encargan de una transición pacífica", afirmórelajado Tillerson un día antes de comenzar su gira por América Latina.
Luego, una vez más, Estados Unidos desmintió conocer la existencia de un plan militar para derrocar al presidente Nicolás Maduro justamente en el contexto de ladesarticulación de la célula armada de Óscar Pérez, inspirada en motivos políticos y religiosos evangélicos, y respaldadas por voceros antichavistas desde Miami y Florida.
El llamado a un nuevo golpe de Estado
Este martes, nuevamente, Bloomberg publicó un reportaje donde el ex coronel Oswaldo García Palomo afirma buscar el apoyo de "gobiernos amigos" para un nuevo plan golpista contra el presidente Maduro. Desde el fallido magnicidio, Miraflores había alertado que García Palomo continuaba con sus planes insurrecionales después de haber participado de la llamada "Operación Constitución" y el intento de asesinar al presidente con drones con explosivos en agosto de este año.
"Nuestros colegas en Venezuela deben saber que estamos trabajando todos los días para unir fuerzas internacionales y nacionales, y eliminar al gobierno mediante el uso de armas para que el país no siga sangrando y muriendo", dijo a Bloomberg este ex coronel que plantea como objetivo ideal de su grupo instalar una junta de transición con cabeza civil para eventualmente convocar a elecciones de la misma forma que en febrero Tillerson lo había marcado públicamente. Sobre esto, García Palomo reconoció tener contactos con líderes opositores y una línea de consulta sobre próximos planes.
Según el reportaje firmado por Andy Rosati y Ezra Fieser, el ex miembro de la Guardia Nacional Bolivariana decidió elevar su perfil para agitar la opinión pública ante lo que considera como "una banda criminal, no un gobierno". En un video reciente, García Palomo insta a los miembros de la Fuerza Armada Nacional Bolivariana a "asumir su responsabilidad su familia, dios, la ley, su país y el resto del mundo", repitiendo la misma diatriba política religiosa que el ex piloto Óscar Pérez utilizó para llamar al derrocamiento de Maduro.
Por otro lado, el ex coronel no negó que sea el enlace de los grupos disidentes en Venezuela con los gobiernos de Colombia y Estados Unidos, como denunció el presidente el pasado mes de agosto en una conferencia de prensa acerca de las conexiones internacionales de los involucrados con el fallido magnicidio. El propio ex coronel afirmó, incluso, que trabaja para que "gobiernos amigos" ayuden a los golpistas a concretar sus planes.
Viejas y nuevas conspiraciones con conexiones internacionales
García Palomo reconoció que la denominada "Operación Constitución" falló porque su grupo fue "infiltrado" por los organismos de seguridad del Estado que se anticiparon a la insurrección militar. Esta operación consistía en sitiar Caracas, apoderarse de instalaciones militares y logísticas claves, como aeropuertos, bases y ministerios públicos, y capturar a Maduro, junto con altos mandos del directorio cívico-militar, para que sean juzgados internacionalmente en las vísperas de las elecciones presidenciales del 20 de mayo.
Según un reportaje de Bloomberg, posterior al fallido magnicidio, el grupo de García Palomo incluso se reunió en Colombia con la célula que intentó asesinar al presidente Maduro con dos drones. Aunque el ex coronel lo niega, las investigaciones de los organismos de seguridad del Estado sostienen que también estuvo involucrado en este fallido plan.
Luego de este intento de asesinato, Maduro expresó en una conferencia de prensa en agosto que García Palomo aún estaba "tratando de reclutar soldados para sus aventuras criminales y fascistas" viajando por varios países de la región. De acuerdo al reportaje, el ex coronel, incluso, atravesó la frontera entre Colombia y Venezuela para participar en la primera de las operaciones, al igual que su familia que se fue del país con la ayuda del gobierno del ex presidente Juan Manuel Santos.
El papel de Colombia, junto con Estados Unidos, además de reconocido, es por demás evidente dado que García Palomo organizó gran parte de sus planes golpistas desde el país vecino luego de que se convirtiera en prófugo de la justicia por su participación en el ataque armado al Fuerte Paramacay, Valencia, realizado por un grupo de ex militares relacionados con el ex capitán Juan Carlos Caguaripano y Óscar Pérez, ex inspector del Cuerpo de Investigaciones Científicas, Penales y Criminalísticas.
La Florida, los grupos irregulares y las denuncias de Venezuela
Desde finales de las guarimbas en 2017, se hace cada vez más evidente la puesta en el centro de la escena de células armadas paramilitares e irregulares que pretenden asumir el papel de vanguardia en el conflicto contra el Estado venezolano. Las declaraciones de García Palomo, junto con la desarticulación del grupo de Óscar Pérez, muestran que estas células se encuentran integradas por militares, policías, delincuentes comunes y miembros de la denominada "Resistencia", entre los que se pregona un discurso fundamentalista en lo político y lo religioso de una forma similar a otras organizaciones terroristas a nivel mundial que son empleadas para atacar a Estados que adversan a Estados Unidos. Piense en los "rebeldes" sirios o libios, antes de formar parte del Daesh.
Los constantes llamados de Marco Rubio a un golpe militar, como el apoyo de estos planes por parte de la Casa Blanca, también evidencia el papel fundamentalque juega la Florida como base financiera, política y operativa de estos grupos, que según se sabe han recibido dinero de grupos de antichavistas en el exilio para desarrollar sus operaciones en el país, sobre todo desde el rotundo fracaso del golpe de color en 2017.
El gobierno venezolano en reiteradas oportunidades denunció además que estos grupos cuentan con el respaldo, principalmente, de Colombia y Estados Unidos, incluso, protegiendo a García Palomo para que continúe buscando mayores adhesiones a sus planes para descarrillar el hilo constitucional en Venezuela. Sin embargo, de cara a la asunción del nuevo mandato de Maduro, destaca la evidente cartelización que existe entre estos grupos y las distintas fracciones antichavistas en confluir en una mal llamada "Junta de Transición" que luego de un golpe convoque a nuevas elecciones.
Por eso, la elevación del perfil público de García Palomo en un medio financiero como Bloomberg es más que claro que busca proyectar la percepción de que se acerca un inminente desenlace devenido de un nuevo intento golpista. Lo que por manido y repetido no deja de ser peligroso en el actual contexto venezolano, donde la vía de la fuerza parece ser la única alternativa que le ha quedado a los factores adversos del país para hacerse de un Estado que se les hace difícil de reconquistar desde 1998

Tratto da: 


martedì 6 marzo 2018

I Movimenti di solidarietà dall'italia rendono omaggio al Comandante Eterno Hugo Chávez /Movimientos de solidaridad de Italia rinden tributo al Comandante eterno Hugo Chávez



Press Embaveneit 05.03.2018.- Gli amici della Rivoluzione Bolivariana attivi nella Repubblica italiana, hanno reso omaggio alla memoria del Comandante Hugo Rafael Chávez Frías, in occasione del quinto anniversario della sua eredità, attraverso messaggi, foto e video provenienti da diverse regioni del paese europeo.
I cittadini italiani e da diverse parti del mondo, hanno ricordato il leader latino-americano che ha sempre sostenuto la giustizia, la salvaguardia di donne e bambini, la pace e la solidarietà tra i popoli del mondo.
A questa significativa giornata hanno partecipato personalità legate alla vita accademica, politica, culturale e sociale dell'Italia, paese in cui nel 1805 il Libertador Simón Bolívar ha giurato di liberare la Nostra America. Uomini e donne hanno ricordato il Comandante affermando che la sua scomparsa fisica è stata un duro colpo per il movimento rivoluzionario internazionale, ma allo stesso tempo, Hugo Chávez ne è diventato la forza ispiratrice. "Il Comandante ha seminato un'eredità di speranza trasmettendo il concetto che, nonostante le difficoltà e gli errori, è possibile continuare a costruire il socialismo del XXI secolo".
Sempre in riferimento a questo tributo, giovedì 08 marzo, in occasione della celebrazione della Giornata Internazionale della Donna, sarà proiettato a Roma il documentario "Los sueños llegan como la lluvia", come un preludio all'incontro dedicato al Comandante Chávez, ispirato al libro "Chávez en Tinta de Mujer", durante il quale saranno letti una selezione di alcuni testi scritti dal Comandante da donne, in onore delle sue parole "senza il femminismo non c'è socialismo" e come affermato nel 2009 nel libro Las Líneas de Chávez: "Senza la vera liberazione della donna, la piena liberazione dei popoli sarebbe impossibile e sono convinto che un vero socialista debba anche essere un vero femminista".


Prensa Embaveneit


Los amigos de la Revolución Bolivariana que hacen vida en la República Italiana, han rendido tributo a la memoria del Comandante Eterno, Hugo Rafael Chávez Frías, en ocasión del quinto aniversario de su siembra, a través de mensajes, fotos y videos provenientes de distintas regiones del país europeo. (Versión en Italiano)
De esta manera, ciudadanos y ciudadanas de Italia y de distintas partes del mundo, han querido recordar al líder latinoamericano que desde siempre abogó por la justicia social, la protección del medio ambiente, la integración latinoamericana, la defensa de las mujeres y niños y la paz y solidaridad entre los pueblos del mundo.
A esta significativa jornada, se sumaron personalidades vinculadas a la vida académica, política, cultural y social de Italia, país donde en 1805 el Libertador Simón Bolívar juró libertar a Nuestra América. Hombres y mujeres recordaron al Comandante expresando que su partida física ha representado un duro golpe al movimiento revolucionario internacional, pero que al mismo tiempo, Hugo Chávez se ha convertido en esa fuerza inspiradora. "Es un legado de esperanza que el Comandante sembró, al concebir que, a pesar de las dificultades y tropiezos que puedan encontrarse, es posible seguir construyendo el socialismo del siglo XXI".
En el ámbito de este homenaje, el jueves 08 de marzo, en ocasión de la celebración del Día Internacional de la Mujer, será proyectado en Roma el documental "Los sueños llegan como la lluvia" como antesala al conversatorio dedicado al Comandante Chávez, inspirado en el libro "Chávez en Tinta de Mujer", cuya selección de textos serán leídos por mujeres, en honor a sus palabras "sin feminismo no hay socialismo" y tal como refería en 2009 en Las Líneas de Chávez: "Sin la verdadera liberación de la mujer, sería imposible la liberación plena de los pueblos y soy un convencido de que un auténtico socialista debe ser también un auténtico feminista".



Post tratto da :


venerdì 23 febbraio 2018

Situazione venezuelana - Sobre la Situación Venezolana (por Joao Pedro Stedile)


Il popolo brasiliano viene bombardato ogni giorno da menzogne e manipolazioni della grande stampa sulla situazione in Venezuela. Le accuse vanno da un governo dittatoriale, a migrazioni di massa, a  gente che muore di fame e anche violenza quotidiana per le strade commessa dalla polizia contro tutti. Andiamo ai fatti. Dal momento che Chavez assunze il governo dalle urne nel1999, si sono svolte diciotto anni elezioni. In due ha perso il governo. L’ opposizione di destra governa tre Stati importanti. E’stato il Paese sul pianeta con più elezioni dirette tenute nel corso della storia.

Avrebbero lasciato il paese nel corso dell'ultimo anno circa 30 mila venezuelani verso Colombia e Brasile. Ma ci sono in Venezuela 3 milioni di colombiani e più di 15.000 haitiani. E chi importa sono imprese private ed il governo. Non si sono spesi mai tanti dollari in cibo come ora. Da aprile ad agosto di 2017, la destra adottò la tattica in  stile ucraina per produrre il terrore. La paura, il caos per provocare un colpo di stato, cercando di dividere le forze armate e chiedendo l'intervento militare straniero! Adottò le forme più diverse di violenza fisica e sociale, seguendo i manuali della CIA. Tutto è stato eseguito da giovani mercenari e lumpen, pagati in dollari. Hanno ucciso, 95 persone in questo processo. Cinque sono stati uccisi dalle forze di sicurezza e chavisti gli assassinati dai mercenari.

La risposta del governo è stata di convocare una costituente, di rinegoziare la società. La gente ha capito e si unirono in modo massiccio. Anche se la partecipazione non era obbligatoria, 8 milioni di elettori hanno partecipato, la quota maggiore degli ultimi venti anni. Con l'elezione dell'Assemblea Costituente, la gente sconfisse politicamente il terrore e la tattica ucraina.
L'opposizione ritirò dalle strade i suoi mercenari e ha partecipato con euro e dollari alle elezioni governatoriali il 22 ottobre (15 ottobre).

Ma l'impero non si placa, e Trump minacciò , blocco navale economico e invasione militare! santa pazienza! L’ Imperatore non conosce il popolo del Venezuela ne l’ America Latina, ne le leggi internazionali. Quella minaccia servì per creare una coesione ancora maggiore tra le forze armate ed il paese venezuelano. Ed un'aggressione militare porterebbe a milioni di lavoratori di tutta l'America Latina a manifestare.
In fondo, la controversia non è il governo Maduro, la controversia è che per tutto il 20 ° secolo il reddito del petrolio è stato indebitamente appropriato da società statunitensi e una minoranza di oligarchi venezuelani che vivevano,  come Maraja ! E questo finì.
L'obbligo di tutti i membri di tutti i movimenti popolari e partiti di sinistra è di difendere il popolo del Venezuela e il processo bolivariano.

O assumere chi sta dalla parte dell'impero e dei suoi alleati mercenari in Venezuela! In Brasile, i movimenti popolari e partiti politici si articolano in più di sessanta entità nel comitato Paznavenezuela (Pace in Venezuela) per manifestare e appoggiare in tutti i modi possibili la pace in quel paese. Per voi è possibile ,  ,aderire alla pagina con il proprio nome, e promuovere attività di solidarietà e iniziative  del vostro spazio sociale. Già i golpisti, la loro stampa ed alcuni opportunisti, continuano a vomitare bugie, come se avessero la morale di criticare e qualche governo di un altro golpista . La storia non cede, e nel futuro le generazioni sapranno chi erano i golpisti e i mercenári al servizio del capitale staniero. 

" João Pedro Stedile è coordinatore del MST (Movimento dei Lavoratori Senza Terra) e Via Campesina Brasile.



Resumen Latinoamericano, 22 de febrero 2018

“El pueblo brasilero viene siendo bombardeado todos los días por mentiras y manipulaciones de la gran prensa sobre la situación de Venezuela. Las acusaciones van desde un gobierno dictatorial, migración en masa, pueblo pasando hambre y hasta violencia diária en las calles, cometida por la policía, contra todos.
Vamos a los hechos. Desde que Chávez asumió el gobierno por las urnas en 1999, fueron realizadas dieciocho elecciones. Dos de ellas perdió el gobierno. La oposición derechista gobierna tres estados importantes. Fue el país del planeta que más elecciones directas realizó en toda la historia.
Saldrían del país, en el último año, alrededor de 30 mil venezolanos para Colombia y Brasil. Pero hay en Venezuela 3 millones de colombianos y más de 15 mil haitianos. Venezuela es un gran importador de alimentos, y quienes importan son empresas privadas y el gobierno. Nunca se gastaron tantos dólares en comida como ahora.
De abril a agosto de 2017, la derecha adoptó la táctica ucraniana de producir el terror. El miedo, el caos, para provocar un golpe, intentando dividir las fuerzas armadas y pidiendo intervención militar extranjera! Adoptó las más diversas formas de violencia física y social, siguiendo los manuales de la CIA. Todo era ejecutado por jóvenes mercenarios y lúmpens, pagados en dólares. Mataron, en ese proceso 95 personas. Cinco fueron muertas por las fuerzas del orden y eran chavistas, asesinados por los mercenários.
La respuesta del gobierno fue convocar una constituyente, para repactar la sociedad. El pueblo entendió y se sumó de forma masiva. Aunque la participación no fuese obligatoria, participaron 8 millones de electores, la mayor participación de los últimos veinte años. Con la elección de la constituyente, el pueblo derrotó politicamente el terror y la táctica ucraniana.
La oposición se retiró de las calles con sus mercenários y participó con sus euros y dólares de las elecciones para gobernadores el día 22 de octubre (15 de octubre).
Pero el imperio no se aquietó, y Trump amenazó con bloqueo económico, naval e invasión militar! Santa paciencia! El emperador bocón no conoce al pueblo de Venezuela, ni a América Latina, ni las leyes internacionales. Esa amenaza apenas sirvió para crear una cohesión aún mayor entre las fuerzas armadas y el pueblo venezolano. Y una agresión militar llevaría a millones de trabajadores de toda América Latina a manifestarse.
En el fondo, la disputa no es por el gobierno Maduro, la disputa es por la renta petrolera, que durante todo el siglo 20 fue apropiada indebidamente por las empresas estadounidenses y por una minoría de oligarcas venezolanos, que vivían como marajás! Y eso acabó.
La obligación de todos los militantes, de todos los movimientos populares y partidos de izquierda es defender el pueblo de Venezuela y el proceso bolivariano.
O asumir que está del lado del imperio y de sus aliados mercenários dentro de Venezuela! En Brasil, los movimientos populares y partidos políticos nos articulamos en más de sesenta entidades en el comité Paznavenezuela (Pazenvenezuela), para manifestarnos y apoyar de todas las formas posibles la paz en aquel país. Usted puede adherir, entre en la página con el mismo nombre, y promueva actividades de solidaridad en su espacio social de actuación. Ya los golpistas, su prensa y algunos oportunistas, siguen vomitando mentiras, como si tuviesen alguna moral de criticar y algún gobierno de otro golpista.
La historia no falla, y en el futuro las generaciones sabrán quienes eran los golpistas y mercenários al servicio apenas del capital estranjero.”
João Pedro Stedile es coordinador del MST (Movimiento de los Trabajadores Rurales Sin Tierra) y de la Vía Campesina Brasil
Traducido por José Pausides







venerdì 9 febbraio 2018

La “nuova” strategia USA nella cyber guerra per sovvertire Cuba.


Se l’apparato del Presidente Donald Trump crede che usando nuove tecnologie possa imporre a Cuba un cambio dell’ordinamento interno, ancora una volta non ha capito  nulla o ha perso la memoria, sviluppare e finanziare progetti in rete internet per cambiare la isla grande è un misero ritorno alla già  fallita guerra fredda.
Quando il 16 giugno del 2017 a Miami Trump si riunì con le forze dell’ultradestra di origine cubana per pagare il suo debito elettorale, annunciò al Mondo quello che a suo tempo aveva promesso appunto alla congrega di gusanos della Florida guidati dal senatore  Marco Rubio  :”  fine delle relazioni USA con Cuba iniziate il 17/12/2014  dall’amministrazione Obama ,continuazione e inasprimento del “Bloqueo economico”….
Aver scelto Internet come terreno per la “nuova” aggressione dimostra chiaramente  quali sono i veri obiettivi di Washington quando reclama “libero accesso” alla rete ai paesi che si oppongono al sistema liberista, mentre in casa sua e nei paesi alleati o meglio servi, mantiene un megasistema di controllo sociale che  accumula dati di cittadini “ignari” che navigano nel web.
Tutto rientra in una nuova dottrina di Guerra non convenzionale senza l’uso diretto di forze militari  come  successo nei fallimentari conflitti in Iraq e Afganistan , una dottrina già usata nella dimenticata “primavera Araba” o in piani più recenti come l’ incentivazione alle proteste in Iran  e in Venezuela Bolivariano nel sostenere i settori violenti della destra fascista…. La strategia imperialista di Washington dimostra apertamente di voler usare le reti sociali e internet per i suoi obiettivi geopolitici di dominazione. Attivare un nuovo  cyber attacco dimostra che non c'è mancanza di liquidità, in un governo paralizzato e senza fondi, quando si tratta di finanziare progetti sovversivi contro Cuba, certamente i nuovi piani di Trump non colgono di sorpresa un governo cubano che alle spalle ha oltre mezzo secolo di esperienza su come affrontare programmi di aggressione di tutti i tipi. Progetti  cyber recenti come ZunZuneo, Piramideo, Commotion, Operacion Surf… sbatterono contro la capacità delle autorità cubane di scoprirli e l'unità della sua popolazione davanti alle aggressioni.


ZUNZUNEO :
Progetto finanziato dall’Agenzia Internacional degli Stati Uniti (USAID), l’obiettivo era lanciare una rete di messaggeria che potesse arrivare a centinaia di migliaia di cubani usando  “contenuto no controverso” : notizie di calcio, musica,  clima, pubblicità. Quando riuscirono nel loro scopo inviarono messaggi di contenuto politico per incitare i cubani a sviluppare convocazioni in rete per manifestazioni di massa atte a destabilizzare il paese.

PIRAMIDEO :
Simile a ZunZuneo questo programma stava in carico all’ufficio di trasmissioni a Cuba (OCB), assoggettata a Radio-TV Martì. Lo stesso  promuoveva  la creazione di una rete di “Amici” offrendo loro la possibilità che una persona inviasse ai membri della sua “Piramide” un SMS  di massa al costo di un solo messaggio. Lo  scopo finale era promuovere una piattaforma sovversiva.

COMMOTION:
Fu un meccanismo sviluppato dall’Istituto di tecnologia abierta (OTI) della New America Foundation, con sede a Washington, in origine per usi militari, sviluppava reti senza fili indipendenti. Benchè non si conosca la sua entrata in funzione a Cuba,  fonti del governo USA dichiararono al quotidiano  New York Times che avevano dato fondi milionari per tale fine.

OPERACION SURF :
Programma smascherato dall’agente Raul della sicurezza di Stato, il tutto consisteva nel far entrare in Cuba equipaggiamento e  software per l’installazione di antenne illegali per l’acceso illegale a internet.


Per il governo cubano se l’amministrazione Trump desidera esclusivamente garantire l’accesso dei cubani a internet intanto potrebbe eliminare le restrizioni del bloqueo che impediscono l’acquisto di tecnologia del settore, facilitando gli acquisti di materiale, questo forse gli sarebbe più economico che finanziare una “Fuerza de tarea” che già è destinata al fallimento prima di cominciare.



sabato 16 aprile 2016

Dichiarazione di Solidarietà con il Popolo Venezuelano /Declaración de Solidaridad con el Pueblo Venezolano/Solidarity Declaration with the Venezuelan People



19 aprile, giornata di azione mondiale di solidarietá con il Venezuela

I partiti comunisti, operai e rivoluzionari del mondo manifestano il loro assoluto appoggio e solidarietá col POPOLO VENEZUELANO, col Governo del Presidente Costituzionale Nicolás Maduro, col Partito Comunista del Venezuela e il Comitato di Solidarietá Internazionale (COSI) organizzazione membro del Comitato Esecutivo del Consiglio Mondiale della Pace (WPC) vittime di una abominevole e nuova scalata ingerente dall'imperialismo degli Stati Uniti, che é il preludio ad una dichiarazione di guerra.

L' "ordine esecutivo" rinnovato il 3 marzo di quest'anno dal presidente Barack Hussein Obama, che si estende e espande le possibili azioni del maggiore Stato aggressore della sovranità e l'autodeterminazione dei popoli contro il processo politico e sociale in Venezuela, in cui si dichiara una "Emergenza Nazionale" contro una presunta "minaccia insolita e straordinaria alla sicurezza nazionale e la politica estera degli Stati Uniti".

Questa dichiarazione rappresenta un atto di provocazione e interferenza contro il Diritto Internazionale, i diritti umani, e la pace della Repubblica Bolivariana del Venezuela e di tutta l'America Latina e Caraibi.

Dichiariamo che queste azioni, in generale, hanno lo scopo di destabilizzare i progressi popolari in America Latina e dei Caraibi, in particolare il processo di cambiamento in Venezuela, al fine di ristabilire l'egemonia e il controllo geostrategico degli Stati Uniti.

In una nuova escalation internazionale dei settori della boghesia venezuelana consegnata agli interessi dell' imperialismo, e di concerto con i suoi alleati della estrema destra internazionale, tre giorni dopo la firma di Obama, si sono presentati 26 ex presidenti latino-americani e uno spagnolo per richiedere all'Organizzazione degli Stati Americani (OEA) di punire la nostra nazione senza che abbia avuto una frattura costituzionale che permetta di farlo.

Mentre i nostri popoli aspirano a costruire una via sovrana e indipendente di sviluppo, l'imperialismo invece si fa promotore e realizzatore di colpi di stato, occupazioni militari nonchè della violazione costante dei diritti umani.

Nel 2015, il VENEZUELA, insieme agli altri popoli del SUD AMERICA E CARAIBI, hanno fatto si che tali Zone geografiche rifiutassero totalmente l'utilizzo di armi nucleari quindi esigendo il ritiro delle basi militari statunitensi. I territori succitati sono stati dichiarati quali ZONE DI PACE.

Gli Stati Uniti hanno invece circondato i nostri popoli con armi di distruzione di massa: 74 basi militari statunitensi puntano gli armamenti contro l'America Latina e i Caraibi.

Tredice di queste basi circondano il Venezuela. Miliardi di dollari prodotto del commercio di droga nonchè delle finanze statunitensi vengono dirottati a finanziare organizzazioni come USAID e NED atte a promuovere gruppi neofascisti contro i governi democratici e popolari come quello del Venezuela.

Simón Bolívar aveva avvertito (5 agosto 1829) quando scrisse una lettera al ministro Patrick Campbell incaricato d'affari di sua Maestá Britannica negli Stati Uniti: "Gli Stati Uniti sembrano destinati dalla Provvidenza ad affliggere l'America con la miseria nel nome della Libertá".

Mentre il governo degli USA e gli alleati della NATO favoriscono l'assoluta mancanza di lavoro, i licenziamenti e precarietá nei diritti fondamentali dell'uomo, portando i cittadini alla miseria e la morte; in risposta alla crisi del sistema capitalista mondiale, in Venezuela si è promossa l'affermazione dei diritti politici, sociali ed economici di quella maggioranza storicamente esclusa.

In base a questi punti i partiti comunisti, degli operai, rivoluzionari, movimenti sociali, sottoscriviamo:

- La nostra piena e attiva solidarietà col POPOLO VENEZUELANO, col Governo del Presidente Costituzionale Nicolás Maduro, il Partito Comunista dal Venezuela, il Comitato di Solidarietá internazionle (COSI) organizzazione membro del Comitato Esecutivo del Consiglio Mondiale della Pace (WPC) vittime di una nuova e pericolosa aggresività da parte del governo degli Stati Uniti.

- Esigiamo l'abrogazione del decreto infame e interventista firmato dal presidente Barack Hussein Obama contro la Repubblica Bolivariana del Venezuela.

- Chiamiamo a partecipare ad una "Giornata di Azione globale fissata per il 19 aprile, in solidarieta con il Venezuela".

- Convocare i movimenti e le organizzazioni che riuniscono e rappresentano la classe operaia in modo che durante il giorno del Primo maggio dimostrano la loro solidarietà con il Venezuela.

- Rifiutare nei Parlamenti del mondo le azioni contro il Venezuela, in rispetto del suo diritto all'autodeterminazione.

- Denunciare e rifiutare l'azione terrorista concertata da un gruppo di 26 ex presidenti latinoamericani e uno spagnolo di estrema destra, che hanno richiesto all'OEA l'applicazione della Carta Interamericana, contro la volontà del popolo venezuelano.

COMMUNIST PARTY OF ALBANIA
GERMAN COMMUNIST PARTY
COMMUNIST PARTY OF ARGENTINA
ALGERIAN PARTY FOR DEMOCRACY AND SOCIALISM
COMMUNIST PARTY OF AUSTRALIA
COMMUNIST PARTY OF BOHEMIA AND MORAVIA
COMMUNIST PARTY OF THE PEOPLE OF SPAIN
PHILIPPINE COMMUNIST PARTY [PKP-1930]
REVOLUTIONARY COMMUNIST PARTY (FRANCE)
COMMUNIST PARTY OF GREECE
GUATEMALAN LABOR PARTY
TUDEH PARTY OF IRAN
NEW COMMUNIST PARTY OF THE NETHERLANDS
LEBANESE COMMUNIST PARTY
COMMUNIST PARTY OF MEXICO
COMMUNIST PARTY OF PAKISTAN
COMMUNIST PARTY OF THE RUSSIAN FEDERATION
PARTY OF COMMUNISTS OF SERBIA
SUDANESE COMMUNIST PARTY
SOUTH AFRICAN COMMUNIST PARTY
COMMUNIST PARTY OF URUGUAY
LEFT LIBERATION FRONT - FRENTE AMPLIO (URUGUAY)





Declaración de Solidaridad con el Pueblo Venezolano:

19 DE ABRIL DÍA DE ACCIÓN MUNDIAL DE SOLIDARIDAD CON VENEZUELA

Firmatari in calce | solidnet.org

Los Partidos Comunistas, Obreros y Revolucionarios del mundo, manifestamos nuestro contundente apoyo, firme solidaridad y pleno respaldo al PUEBLO VENEZOLANO, al Gobierno del Presidente Constitucional Nicolás Maduro Moros, al Partido Comunista de Venezuela, y al Comité de Solidaridad Internacional (COSI) organización miembro del Secretariado Ejecutivo del Consejo Mundial de la Paz (CMP), víctimas de una abominable y nueva escalada injerencista por parte del imperialismo norteamericano que constituye el preludio a una declaración de guerra.
La “Orden Ejecutiva” renovada el 03 de marzo del presente año por el presidente Barack Hussein Obama de EEUU, que extiende y amplía las posibles acciones del mayor Estado agresor de la soberanía y autodeterminación de los pueblos contra el proceso político-social en Venezuela, en la que se declara una “Emergencia Nacional” contra una supuesta “amenaza inusual y extraordinaria a la seguridad nacional y política exterior de Estados Unidos”.
Esta acción representa un acto de provocación e injerencia que atenta contra el Derecho Internacional, los Derechos Humanos y la Paz de la República Bolivariana de Venezuela, así como la de toda la región Latinoamericana y Caribeña.
Denunciamos que dichas acciones están orientadas a desestabilizar los avances populares especialmente en Venezuela, y contra el proceso de cambios que vive toda la región de Latinoamérica y el Caribe, en un intento por recomponer la hegemonía imperialista y el control geoestratégico de los EEUU.
En una nueva escalada internacional de los sectores de la burguesía venezolana entregados a los intereses del imperialismo, y concertada con sus aliados de la ultraderecha internacional, tres días después de la acción de Obama, se presentan 26 ex presidentes latinoamericanos y uno español solicitando la aplicación perversa del mecanismo de la Organización de Estados Americanos (OEA), para sancionar a nuestra Nación sin ocurrir ruptura del hilo constitucional que lo avale.
Mientras que nuestros pueblos anhelan construir un camino de desarrollo soberano e independiente, de justicia social y paz; contrariamente, el imperialismo es el promotor y ejecutor de golpes de Estado, ocupaciones militares sangrientas y el mayor violador de los Derechos Humanos.
En 2015, VENEZUELA promovió, junto a los pueblos de la región, la declaración de todaLATINOAMÉRICA Y EL CARIBE como ZONA DE PAZ, rechazando el uso de armas nucleares y exigiendo el retiro de las Bases militares norteamericanas.
Actualmente, los Estados Unidos tienen rodeados con 74 bases militares a toda Latinoamérica y el Caribe, y sus armas de destrucción masiva apuntan contra los procesos de soberanía y autodeterminación de nuestros pueblos.
Trece de estas bases rodean Venezuela. Miles de millones de dólares del narcotráfico y de las finanzas norteamericanas son desviados para financiar a organizaciones como la Agencia de los Estados Unidos para el Desarrollo Internacional (USAID) y la Fundación Nacional para la Democracia (NED), que fomentan y organizan grupos neofascistas desestabilizadores de gobiernos democráticos y populares como el gobierno constitucional de la República Bolivariana de Venezuela.
Ya lo advertía el Libertador Simón Bolívar, un 5 de agosto de 1829, cuando afirmó en carta dirigida alMinistro Encargado de Negocios de su Majestad Británica en los Estados Unidos, Patricio Campbell:“los Estados Unidos que parecen destinados por la Providencia para plagar la América de miserias a nombre de la Libertad”.
Mientras el gobierno de Obama y sus aliados de la OTAN favorecen la desregularización del empleo, los despidos masivos y la precarización de los derechos fundamentales, llevando a sus ciudadanos al borde de la miseria y la muerte, como respuesta a la crisis del sistema capitalista mundial, en Venezuela se ha logrado la reivindicación de los derechos políticos, sociales y económicos de los trabajadores, de la clase obrera y de las mayorías populares históricamente excluidas.
Con base en estos considerandos, los Partidos Comunistas, Obreros, Revolucionarios, movimientos sociales y personalidades, abajo firmantes acordamos:
- Expresar nuestra plena y activa solidaridad al PUEBLO VENEZOLANO, al Gobierno del Presidente Constitucional Nicolás Maduro Moros, al Partido Comunista de Venezuela, y al Comité de Solidaridad Internacional (COSI) organización miembro del Comité Ejecutivo del Consejo Mundial de la Paz (CMP), víctimas de una nueva y más peligrosa agresión por parte del gobierno de los Estados Unidos.
- Exigir la derogación del nuevo, infame e injerencista decreto firmado por el presidente Barack Hussein Obama contra la República Bolivariana de Venezuela.
- Sumarnos, como ya lo hicimos el año pasado a la convocatoria conjunta y declarar el 19 de Abril como “Día de Acción Mundial de Solidaridad con el Pueblo de Venezuela”.
- Convocar a los movimientos sociales y organizaciones que aglutinan y representan a la clase obrera y al pueblo trabajador, para que durante las Jornadas del 1º de Mayo demuestren su solidaridad militante con Venezuela.
- Promover en todos los parlamentos del mundo, las mociones y acciones dirigidas al rechazo contundente de las acciones injerencistas contra Venezuela y su legítimo derecho de autodeterminación y soberanía.
- Denunciar y rechazar la acción terrorista concertada por un grupo de 26 ex presidentes latinoamericanos y uno español de ultraderecha, que le solicitaron a la Organización de Estados Americanos (OEA) la aplicación de la inadmisible Carta Interamericana en contra de la voluntad del pueblo de Venezuela.



Solidarity Declaration with the Venezuelan People:

APRIL 19TH – WORLD DAY OF SOLIDARITY WITH VENEZUELA [En, Es, It, Fr]

The Communist, Revolutionary and Workers Parties of the world, express our strong support and firm solidarity to the VENEZUELAN PEOPLE, the Government of the Constitutional President Nicolas Maduro Moros, the Communist Party of Venezuela, and the Committee of International Solidarity (COSI), member of the Executive Committee of the World Peace Council (WPC), victims of an abominable and new interventionist escalation by the US imperialism which means the prelude to a declaration of war.
The "Executive Order" was renewed on March 3rd, 2016 by the President of the United States, Barack Hussein Obama, which extends and expands the possible actions of the major State aggressor on sovereignty and self-determination of peoples, against the political and social process in Venezuela, in which a "national emergency" against an alleged "unusual and extraordinary threat to national security and foreign policy of the US" is declared.
This action represents an act of provocation and interference that violates International Law, Human Rights and Peace of the BolivarianRepublic of Venezuela and the entire Latin American and Caribbean region.
We denounce such actions are aimed at destabilizing popular developments especially in Venezuela, and against the process of changes affecting the entire region of Latin America and the Caribbean, attempting to reconstruct the imperialist hegemony and the US geostrategic control.
In a new international escalation of the Venezuelan bourgeoisie subdued by the interests of imperialism, and agreed with its allies in the international extreme right, three days after Obama’s actions, one Spanish and 26 Latin American former presidents appeared requesting the perverse application of one mechanism by the Organization of American States (OAS) to punish our Nation without a justified breaking of constitutional order.
While our people yearn for building a sovereign and independent way of development, social justice and peace; imperialism, aversely is the promoter and implementer of coups d’états, bloody military occupations, and the greatest violator of Human Rights.
In 2015, VENEZUELA promoted along with the peoples of the region, the declaration of all LATIN AMERICA AND THE CARIBBEAN as a ZONE OF PEACE, rejecting the use of nuclear weapons and demanding the withdrawal of US military bases.
Currently, the United States has surrounded 74 military bases throughout Latin America and the Caribbean, and its weapons of mass destruction aimed against the processes of sovereignty and self determination of our peoples.
Thirteen of these surround Venezuela. Billions of Dollars from drug trafficking and US finances are diverted to fund organizations such as the United States Agency for International Development (USAID) and the National Endowment for Democracy (NED), which promote and organize the neo-fascist groups, destabilizing democratic and popular governments as the constitutional government of the BolivarianRepublicof Venezuela.
The Libertador Simon Bolivar already warned, on August 5th, 1829, when he stated in a letter to the Minister Chargé d'Affaires of Her Britannic Majesty in the United States, Patrick Campbell: "The United States seems destined by Providence to plague America with misery in the name of Freedom".
While the Obama’s administration and its NATO allies favor deregulation of employment, massive layoffs and precarization of fundamental rights, leading to its citizens to the brink of misery and death, as response to the crisis of the world capitalist system, in Venezuela the claim of political, social and economic rights of the working class and historically excluded popular majorities, have been achieved.
Based on these recitals, the undersigned Communist, Workers, Revolutionaries Parties, social movements and personalities, agree:
- Express our full and active solidarity to the Venezuelan People, the Government of the Constitutional President Nicolas Maduro Moros, the Communist Party of Venezuela, and the Committee of Solidarity International (COSI) member of the Executive Committee of the World Peace Council (WPC), victims of a new and more dangerous aggression by the government of the United States.
- Demand the repeal of the new, infamous and interventionist decree signed by President Barack Hussein Obama against the BolivarianRepublic of Venezuela.
- To join, as we did last year, the joint call and declare April 19th as "World Day of Solidarity with the People of Venezuela".
- Convene social movements and organizations that bring together and represent the working class and working people, so that they show their militant solidarity with Venezuela during the activities to celebrate the International Workers’ Day on May 1st.
- Promote in all parliaments of the world, motions and actions aimed to the forceful rejection of interventionist actions against Venezuelaand its legitimate right to self-determination and sovereignty.
- To denounce and reject the concerted terrorist action by a group of one Spanish and 26 Latin American extreme right former presidents, who requested the Organization of American States (OAS) the application of the impermissible Inter-American Charter against the will of the people of Venezuela .


COMMUNIST PARTY OF ALBANIA
GERMAN COMMUNIST PARTY
COMMUNIST PARTY OF ARGENTINA
ALGERIAN PARTY FOR DEMOCRACY AND SOCIALISM
COMMUNIST PARTY OF AUSTRALIA
PARTY OF LABOUR OF AUSTRIA
WORKER'S PARTY OF BELGIUM
BRAZILIAN COMMUNIST PARTY
COMMUNIST PARTY OF BRAZIL
COMMUNIST PARTY OF BOHEMIA AND MORAVIA
AKEL
COMMUNIST PART IN DENMARK
COMMUNIST PARTY OF THE PEOPLE OF SPAIN
COMMUNIST PARTY OF SPAIN
COMMUNISTS OF CATALONIA
PHILIPPINE COMMUNIST PARTY [PKP-1930]
FRENCH COMMUNIST PARTY
COMMUNIST PARTY OF GREECE
HUNGARIAN WORKERS PARTY
COMMUNIST PARTY OF INDIA
COMMUNIST PARTY OF INDIA [MARXIST]
COMMUNIST PARTY OF BRITAIN
IRAQI COMMUNIST PARTY
TUDEH PARTY OF IRAN
WORKERS PARTY OF IRELAND
COMMUNIST REFUNDATION PARTY
NEW COMMUNIST PARTY OF THE NETHERLANDS
LEBANESE COMMUNIST PARTY
COMMUNIST PARTY OF LUXEMBOURG
COMMUNIST PARTY OF MALTA
COMMUNIST PARTY OF MEXICO
POPULAR SOCIALIST PARTY OF MEXICO
POPULAR SOCIALIST PARTY, MEXICO
COMMUNIST PARTY OF PAKISTAN
PERUVIAN COMMUNIST PARTY
PORTUGUESE COMMUNIST PARTY
COMMUNIST PARTY OF THE RUSSIAN FEDERATION
NEW COMMUNIST PARTY OF YUGOSLAVIA
PARTY OF COMMUNISTS OF SERBIA
SUDANESE COMMUNIST PARTY
SOUTH AFRICAN COMMUNIST PARTY
COMMUNIST PARTY OF SWEDEN
COMMUNIST PARTY OF URUGUAY

Other Parties

COMMUNIST PARTY CONGOLAIS
FORCE OF THE REVOLUTION
REVOLUTIONARY COMMUNIST PARTY (FRANCE)
COMMUNIST RENAISSANCE POLE IN FRANCE
LEFT PARTY (FRANCE)
GUATEMALAN LABOR PARTY
SOCIAL UNITY CENTRE OF INDIA (COMMUNIST)
COMMUNIST PARTY MARTINIQUAIS
GALICIAN PEOPLE'S UNION
LEFT LIBERATION FRONT - FRENTE AMPLIO (URUGUAY)

SOCIAL ORGANIZATIONS AND NETWORKS

FRANCIA
ARGENTINOS POR LA VICTORIA,
CERCLE BOLIVARIEN DE PARIS,
COLLECTIF COMMUNISTE POLEX,
COMITÉ D’INFORMATION SUR L’AMÉRIQUE LATINE DE NANTERRE,
COMITÉ VALMY,
COORDINATION POPULAIRE COLOMBIENNE PARIS,
FRANCE CUBA,

SUIZA

1. ALBA – SUIZA

ALEMANIA

1. EIN-WELT-HAUS
2. CUBA SI

3. VENEZUELA AVANZA