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giovedì 18 aprile 2019

Sulla legge Helms Burton, andiamo a parlare ai cubani -(e al Mondo intero)



Si  tratta di uno strumento giuridico fondamentale del governo della Casa bianca contro Cuba, con la pretesa di convertirci in una loro dipendenza coloniale .
 La legge per la libertà e la solidarietà democratica Cubana è uno strumento vendicativo che va diretto a rompere l’anima di Cuba…E’ il progetto di sterminio di una nazione.
Andiamo a immaginare due ipoteteci scenari ,diciamo impossibili per la fede che teniamo nella capacità di resistenza e valore  del nostro popolo.
1° Il nemico imperialista e suoi alleati, facendo uso del loro potere militare, riescono a occupare la maggior parte dei paesi e stabilire un governo di transizione per poi proclamare la fine della Rivoluzione.
2° La disunità, l’inganno seminati dal nemico, il tradimento, fanno si che “ lasciamo cadere la spada” come nel 1878 – non si scarta un Baraguà- . Si stabilisce un governo di transizione e le truppe statunitensi occupano il paese per garantire l’arrivo di “aiuti umanitari”
Avremo insomma elezioni “libere e democratiche? No, questo governo di transito, nominato con il dito dalle truppe interventiste, no può convocare elezioni fino a che non sia approvato dal Congresso USA.
Il Presidente degli USA o il suo proconsole nominato a tutti gli effetti, deve elaborare ogni 6 mesi un rapporto al Congresso su come marcia il processo di transizione dell’isola occupata. Ci assale un dubbio, quanto tempo durerà questo processo se è stabilita la necessità di rapporto ogni 6 mesi? Quanto tempo rimarranno nel territorio nazionale le truppe yankes? Risposta ad entrambe le domande : Non si sa (si raccomanda di leggere il Piano Bush). Vai a sapere dopo quanti anni il Congresso approva  la realizzazione di elezioni? Che succede in merito al Bloqueo economico commerciale e finanziario? Per caso fu tolto al momento che si proclamò la fine della Rivoluzione? NO, niente fine del bloqueo questo non è il piano, si mantiene intatto durante la transizione, come ferreo meccanismo di pressione.
Ok, già la transizione è finita, già teniamo un presidente e un governo al gusto yankees. Toglieranno il Bloqueo? Verrebbe da pensare si, invece è NO, questo non è quello che  stabilisce l’aberrazione che porta la firma  di Helms – Burton. Il presidente o il suo proconsole devono certificare al Congresso che sia stato devoluto o pagato il suo valore e indennizzati “i vecchi proprietari” statunitensi inclusi i cubani convertiti dopo il 1959 in cubani-americani, tutte e ognuna delle proprietà nazionalizzate ….
Le”indennizzazioni” o “compensazioni secondo esperti statunitensi nel 1997, avevano un valore approssimato di 100.000 milioni di dollari. Si contempla anche la rinegoziazione  dell’accordo sulla Base  naval di Guantanamo, senza garanzia di restituzione[....]
Per pagare i processi, le indennizzazioni, y debiti, i governi cubani dovranno ricorrere a prestiti, per esempio il FMI, che genera interessi ogni volta maggiori che produrranno una spirale di saccheggio.
Esistono persone negli USA, imprese e gruppi di affari che hanno comprato “proprietà” in Cuba dai “vecchi proprietari”, persone che trafficano con il valore di queste proprietà reali o falsificate, che si muovono in uno strano mercato illegale con tutti i sentimenti.
Speculatori immobiliari hanno venduto  parcelle a futuri costruttori,esistono disegni dell’”Havana futura”, un gran affare ,non poche iene affilano i denti e sognano di spazzare via municipi interi e costruire supermercati, Walmart, MC Donald’s, casinos de juego, enormi edifici per uffici, quartieri cari per gente molto ricca e condannare la maggioranza della popolazione della capitale alla miseria.
Cadremo in mano dei fondi distressed o holdhouts,meglio conosciuti come fondi butrie. I cubani tarderanno anni per pagare un debito impagabile, poi, come può pagarlo un paese raso al suolo, impoverito dalla guerra e occupazione, un paese che avrebbe perso una buona parte dei suoi figli in età  di lavoro e produzione?
Rimaniamo nelle mani di randellatori disposti a “succhiare” fino alla ultima goccia della ricchezza nazionale.
Parliamo chiaro al cubano, non  riusciranno, come disse Fidel, il pensiero e la opera dei comunisti cubani  perdureranno . Cuba continuerà “i cubani siamo di ferro e possiamo resistere anche alla più dura prova”
Ci alzeremo una e più volte a difendere la libertà generazione dopo generazione.

Sunto  di un articolo Raul Capote dal Granma del 17 aprile pag .5
Traduzione di Maurizio Cerboneschi
Prego scusare errori di traduzione


martedì 6 marzo 2018

I Movimenti di solidarietà dall'italia rendono omaggio al Comandante Eterno Hugo Chávez /Movimientos de solidaridad de Italia rinden tributo al Comandante eterno Hugo Chávez



Press Embaveneit 05.03.2018.- Gli amici della Rivoluzione Bolivariana attivi nella Repubblica italiana, hanno reso omaggio alla memoria del Comandante Hugo Rafael Chávez Frías, in occasione del quinto anniversario della sua eredità, attraverso messaggi, foto e video provenienti da diverse regioni del paese europeo.
I cittadini italiani e da diverse parti del mondo, hanno ricordato il leader latino-americano che ha sempre sostenuto la giustizia, la salvaguardia di donne e bambini, la pace e la solidarietà tra i popoli del mondo.
A questa significativa giornata hanno partecipato personalità legate alla vita accademica, politica, culturale e sociale dell'Italia, paese in cui nel 1805 il Libertador Simón Bolívar ha giurato di liberare la Nostra America. Uomini e donne hanno ricordato il Comandante affermando che la sua scomparsa fisica è stata un duro colpo per il movimento rivoluzionario internazionale, ma allo stesso tempo, Hugo Chávez ne è diventato la forza ispiratrice. "Il Comandante ha seminato un'eredità di speranza trasmettendo il concetto che, nonostante le difficoltà e gli errori, è possibile continuare a costruire il socialismo del XXI secolo".
Sempre in riferimento a questo tributo, giovedì 08 marzo, in occasione della celebrazione della Giornata Internazionale della Donna, sarà proiettato a Roma il documentario "Los sueños llegan como la lluvia", come un preludio all'incontro dedicato al Comandante Chávez, ispirato al libro "Chávez en Tinta de Mujer", durante il quale saranno letti una selezione di alcuni testi scritti dal Comandante da donne, in onore delle sue parole "senza il femminismo non c'è socialismo" e come affermato nel 2009 nel libro Las Líneas de Chávez: "Senza la vera liberazione della donna, la piena liberazione dei popoli sarebbe impossibile e sono convinto che un vero socialista debba anche essere un vero femminista".


Prensa Embaveneit


Los amigos de la Revolución Bolivariana que hacen vida en la República Italiana, han rendido tributo a la memoria del Comandante Eterno, Hugo Rafael Chávez Frías, en ocasión del quinto aniversario de su siembra, a través de mensajes, fotos y videos provenientes de distintas regiones del país europeo. (Versión en Italiano)
De esta manera, ciudadanos y ciudadanas de Italia y de distintas partes del mundo, han querido recordar al líder latinoamericano que desde siempre abogó por la justicia social, la protección del medio ambiente, la integración latinoamericana, la defensa de las mujeres y niños y la paz y solidaridad entre los pueblos del mundo.
A esta significativa jornada, se sumaron personalidades vinculadas a la vida académica, política, cultural y social de Italia, país donde en 1805 el Libertador Simón Bolívar juró libertar a Nuestra América. Hombres y mujeres recordaron al Comandante expresando que su partida física ha representado un duro golpe al movimiento revolucionario internacional, pero que al mismo tiempo, Hugo Chávez se ha convertido en esa fuerza inspiradora. "Es un legado de esperanza que el Comandante sembró, al concebir que, a pesar de las dificultades y tropiezos que puedan encontrarse, es posible seguir construyendo el socialismo del siglo XXI".
En el ámbito de este homenaje, el jueves 08 de marzo, en ocasión de la celebración del Día Internacional de la Mujer, será proyectado en Roma el documental "Los sueños llegan como la lluvia" como antesala al conversatorio dedicado al Comandante Chávez, inspirado en el libro "Chávez en Tinta de Mujer", cuya selección de textos serán leídos por mujeres, en honor a sus palabras "sin feminismo no hay socialismo" y tal como refería en 2009 en Las Líneas de Chávez: "Sin la verdadera liberación de la mujer, sería imposible la liberación plena de los pueblos y soy un convencido de que un auténtico socialista debe ser también un auténtico feminista".



Post tratto da :


lunedì 2 maggio 2016

NEGLI USA LAVORANO PER ABBATTERE IL SOCIALISMO :” Nuovo programma del Dipartimento di Stato USA per Cuba”


Hernando Calvo Ospina, giornalista e scrittore colombiano, attento conoscitore della realtà cubana, ha messo in evidenza in alcune interviste rilasciate recentemente come nei confronti di Cuba la strategia di fondo degli USA (farla finita con la rivoluzione cubana) non sia cambiata.
La novità a suo parere viene invece dalla tattica. Insieme a dollari e turismo, un elemento essenziale di questa nuova tattica è rappresentano da internet e dalle sue applicazioni.
Sotto è  possibile leggere la traduzione di un documento del Dipartimento di Stato U.S.A. per gli Affari Occidentali che ha gettato nuova luce su questa tattica annunciata solo tre giorni dopo la partenza di Barack Obama da Cuba.

IL DIPARTIMENTO DI STATO U.S.A.  PRESENTA IL SUO PROGRAMMA  DOVE IL BERSAGLIO È LA GIOVENTÙ CUBANA :


Il Dipartimento degli Stati Uniti per gli Affari nell'Emisfero Occidentale (WHA) annuncia un finanziamento per sostenere il progetto ”Community Internship Program for Cuban Youth” .
Il WHA intende impiegare un importo pari a $ 753,989 per un programma della durata di tre anni.   La data annunciata per l’inizio di tale attività è Agosto 2016.
Il WHA invita le organizzazioni no profit e le istituzioni U.S.A. a presentare le loro proposte per il programma.
Giovani dirigenti emergenti della società cubana parteciperanno ad un programma di sviluppo professionale della durata dai due ai quattro mesi. Il programma comprende un percorso di apprendimento all’interno di un’organizzazione no profit negli Stati Uniti, con l'obiettivo di orientare i partecipanti a pianificare azioni per attività non governative a Cuba.
 La società civile cubana non ha organizzazioni ben radicate come quelle che di norma si trovano in una società con una forte tradizione democratica. Attraverso questo programma i partecipanti saranno in grado di sviluppare strategie per la leadership e il management allo scopo di favorire, nella società cubana, la formazione di organizzazioni che abbiano come fine la promozione della democrazia.

STORIA :

Gli aiuti esteri U.S.A. per Cuba mirano a stimolare il popolo cubano a determinare liberamente il proprio futuro, investendo in risorse umane, promuovendo interscambi nelle comunità e sviluppando la rete internet per la società civile.
 Dal 1996 il governo degli Stati Uniti ha provveduto ad incrementare il flusso di informazioni verso Cuba sui temi della democrazia e dei diritti umani usando per questo scopo le varie ONG straniere ed nordamericane.
Il Dipartimento di Stato U.S.A. ha interagito con gruppi indipendenti della società civile cubana nel campo dell’educazione, della comunicazione e su questioni civiche. Proprio a partire da queste prime esperienze positive, il WHA intende proporre corsi residenziali sul ”no profit management”, affinché le opportunità di crescita professionale siano fruibili per la società civile odierna e per quella futura.
 Le organizzazioni sociali esistenti a Cuba hanno avuto finora pochi modelli da seguire mentre oggi continuano a crescere per soddisfare le richieste della comunità. 
Con più occasioni di viaggiare ora il popolo cubano vuole essere informato per approfittare di opportunità professionali altrimenti inaccessibili.
Tutte le attività intraprese dalle organizzazioni indipendenti dovranno attenersi alla legislazione vigente, tenendo conto del fatto che l’assistenza a Cuba è governata da una serie complessa di disposizioni restrittive o statutarie.


 La ”Cuban Liberty and Democratic Solidarity (Libertad) Act” del 1996 (conosciuta come la “Helms-Burton Act”, P.L. 104-114) autorizza tuttavia l’assistenza, il sostegno e supporto a singoli individui oltre che alle ONG indipendenti che abbiano come obiettivo la costruzione della democrazia a Cuba.

OBIETTIVO DEL PROGETTO :

Lo scopo è di addestrare una nuova generazione di dirigenti che siano capaci di professionalizzare la società cubana.
Questo nucleo di giovani professionisti avrà il compito di formare la dirigenza delle organizzazioni sociali, la quale a sua volta dovrà rendere conto al pubblico delle proprie azioni, sviluppando la comunicazione, difendendo le diversità e promuovendo i principi della democrazia a Cuba.
Per realizzare pienamente gli obiettivi prefissati, questo progetto formerà 25-30 cubani, permettendo loro di avanzare nella giustizia sociale, fornendo loro un breve addestramento mentre risiedono negli Stati Uniti nell'arco di un periodo di tre anni. I partecipanti impareranno a lavorare professionalmente ed efficacemente nella guida e direzione di un movimento sociale nascente. 

PROGETTO - LINEA GUIDA :

Il beneficiario del finanziamento dovrà onorare lo scopo del progetto, promuovendo il networking tra i giovani emergenti della società. A questa finalità i partecipanti partiranno per Stati Uniti in due, tre o quattro gruppi durante i tre anni. Il numero di persone in ogni gruppo può variare.
Ciscuno seguirà questo sequenza:

A.- ORIENTAMENTO E ADDESTRAMENTO :

I partecipanti inizieranno con un orientamento di gruppo e attività mirate alla crescita professionale.

B.- RESIDENZA -

I residenti parteciperanno ad un’esperienza con una ONG della comunità, ben organizzata, scelta secondo la zona d’interesse e presente all’interno degli Stati Uniti.

C.- PIANIFICAZIONE E NETWORKING 

Durante il programma negli U.S.A. i partecipanti dovranno preparare un breve progetto relativo alla loro esperienza sul campo  e  dovranno sviluppare un piano di azione per le attività che saranno attuate al loro rientro in patria.  

RECLUTAMENTO :

I membri della ONG finanziata non dovranno viaggiare a Cuba in cerca di candidati, ma reclutarli dall'interno degli Stati Uniti. Ogni ONG o istituzione partecipante dovrà dimostrare dettagliatamente come intende svolgere il lavoro di reclutamento.

Documento ricevuto  da ASICUBAUMBRIA




1° Maggio Il popolo cubano sa da che parte stare
1° maggio 2016  il popolo sta con la rivoluzione 

lunedì 8 febbraio 2016

“TRE EROI”, di Josè Martì ,favola per bambini che dovrebbero leggere gli adulti.

Nei primi anni “90 nei banchetti dell’associazione Italia Cuba si potevano trovare mini libri di favole per bambini scritte dall’eroe nazionale di Cuba Josè Martì… tante storie stupende capaci di far crescere e capire la vita ai più giovani. La favola “TRE EROI” credo che  dovrebbero leggerla anche gli adulti, oggi come oggi più che mai in modo che capiscano che solo vivendo con dignità, onestà e lottando contro soprusi e ingiustizie è possibile arrivare ad  un mondo migliore.. Martì iniziò la favola  così : ”.. In America non si poteva essere onesti ne pensare né parlare. Un uomo che nasconde ciò che pensa o che non osa dire ciò che pensa non è un uomo onesto. Un uomo che ubbidisce a un malgoverno, senza operare affinchè il governo sia buono non è un uomo onesto. Un uomo che si sottomette all’ubbidienza di leggi ingiuste e permette che gli uomini che lo maltrattano calpestino il paese in cui nacque, non è un uomo onesto..”

                                                                        Sandino



Raccontano che un viaggiatore arrivò un giorno a Caracas verso l’imbrunire e , senza scuotersi di dosso la polvere del cammino, non domandò dove potesse mangiare o dormire, ma  la strada per raggiungere la strada di Bolivar. E si racconta che il viaggiatore, tutto solo tra gli alberi alti e  profumati della piazza, piangesse di fronte alla statua, che sembrava muoversi come un padre. Bolivar e tutti coloro  che lottarono come lui perché l’America potesse appartenere all’uomo americano. Tutti : l’eroe famoso e ultimo soldato, che è un eroe ignoto. Gli uomini che lottano per vedere libera la propria patria diventano persino formosi di corpo.
Libertà è il diritto che ogni uomo ha di essere onesto, e a pensare e a parlare senza ipocrisia. In America non si poteva essere onesti ne pensare né parlare. Un uomo che nasconde ciò che pensa o che non osa dire ciò che pensa non è un uomo onesto. Un uomo che ubbidisce a un malgoverno, senza operare affinchè il governo sia buono non è un uomo onesto. Un uomo che si sottomette all’ubbidienza di leggi ingiuste e permette che gli uomini che lo maltrattano calpestino il paese in cui nacque, non è un uomo onesto. Il bambino, fin dal momento in cui è capace di pensare, deve pensare a tutto ciò che vede, deve rattristarsi per tutti coloro che non possono vivere onestamente, deve lavorare affinchè tutti gli uomini possano essere onesti, e deve essere un uomo onesto. Il bambino che non pensa a ciò che gli succede attorno e si accontenta di vivere soltanto, senza  sapere se vive onestamente, è come un uomo che vive del lavoro di un furfante ed è, quindi,  sulla strada  di diventarlo. Ci sono uomini peggiori delle bestie , perché le bestie hanno bisogno di essere libere per vivere felici : l’elefante non vuole avere figli quando è prigioniero ; il lama del Perù si butta a terra e muore quando l’indigeno gli parla duramente o lo carica più di quanto possa sopportare. L’uomo de essere  perlomeno tanto dignitoso quanto l’elefante  e il lama. In America, prima della libertà, si viveva come il lama che ha molto carico addosso. Bisognava togliersi il carico  o morire.
Ci sono uomini che vivono contenti anche se vivono senza dignità. Ce ne sono altri  che soffrono come in agonia quando vedono che intorno a loro gli uomini vivono senza dignità. Nel mondo ci deve essere un certa quantità di dignità, come deve esserci una certa quantità di luce. Quando ci sono molti uomini senza dignità, ce ne sono sempre altri che hanno in se la dignità di molti uomini. Sono coloro che si ribellano con forza terribile contro quelli che rubano ai popoli la propria libertà, che equivale rubare agli uomini la loro dignità. In quegli uomini vanno mille uomini, va un popolo intero, va la dignità umana. Quegli uomini sono sacri. Questi tre uomini sacri : Bolivar del Venezuela; San Martin del Rio della Plata; Hidalgo del Messico. Si devono perdonare loro gli errori, perchè il bene che fecero fu superiore degli errori stessi. Gli uomini non possono essere più perfetti del sole. Il sole brucia con la stessa luce con cui scalda. Il sole ha delle macchie. Gli ingrati non parlano che delle macchie. I riconoscenti parlano della luce.
Bolivar aveva un corpo piccolo. Gli occhi mandavano lampi e le parole gli spuntavano dalle labbra. Sembrava che stesse sempre aspettando l’ora di montare a cavallo. Era il suo paese, il suo paese oppresso, che pesava sul cuore e non lo lasciava vivere in pace! L’America intera sembrava svegliarsi . Un uomo solo non vale più di un popolo intero; ma ci sono uomini che non si stancano quando si stanca il suo popolo, e che si decidono alla guerra prima dei popoli, perché non devono consultare nessuno fuorchè se stessi, e i popoli hanno molti uomini e perciò non possono consultarsi tanto in fretta. Questo fu il merito di Bolivar : non si stancò di lottare per la libertà del Venezuela, quando sembrava che il Venezuela si stancasse. Gli spagnoli lo avevano sconfitto ; lo avevano cacciato dal paese. Egli se ne andò in un’isola, per vedere la sua terra da vicino e pensare alla sua terra.
Un negro generoso lo aiutò quando nessuno non lo volle aiutare. Un giorno ritornò per combattere, con trecento eroi, con trecento liberatori, liberò il Venezuela, liberò la Nueva Grenada (Colombia), liberò  l’Equador, liberò il Perù. Fondo una nuova nazione, la nazione di Bolivia. Vinse battaglie sublimi con soldati scalzi e mezzi nudi. Tutt’intorno a lui rabbrividiva, e si colmava di luce. I generali combattevano al suo fianco con coraggio soprannaturale. Era un esercito di giovani. Nel mondo mai si lottò tanto né meglio, per la libertà. Bolivar non difese con tanto fuoco il diritto degli uomini di governarsi da soli, quanto il diritto dell’America di essere libera. Gli invidiosi esagerarono i suoi difetti. Bolivar morì di crepacuore più che di malattia, nella casa di uno spagnolo, a  Santa Marta. Morì povero, e lascio una famiglia di popoli.
Il Messico aveva uomini e donne valorosi che non erano molti, ma che valevano per molti : mezza dozzina di uomini e una donna si accingevano a liberare il paese. Erano alcuni giovani coraggiosi, il marito di una donna generosa e un prete di campagna che amava molto gli indigeni, un prete do sessanta anni. Il prete Hidalgo, fin da bimbo, fu della razza buona, di quelli che vogliono sapere. Coloro che non vogliono sapere sono della razza cattiva. Hidalgo sapeva il francese, che a quei tempi era un gran pregio, perché lo sapevano in pochi. Lesse i libri dei filosofi del secolo diciottesimo, che spiegavano il diritto dell’uomo ad essere onesto, e a parlare senza ipocrisia. Vide schiavi negri, e si colmò di orrore. Vide maltrattare indigeni, che sono tanto docili e generosi, e si sedette in mezzo a loro come un vecchio fratello, ad insegnare le arti raffinate, che l’indigeno impara bene:  la musica, che consola; l’allevamento del baco, che da la seta e quello dell’ape che da il miele. Aveva il fuoco dentro di se e gli piaceva costruire;  creò forni per cuocere mattoni. Ogni tanto gli si vedevano brillare intensamente gli occhi verdi!! Il signor curato di Dolores parlava molto bene, sapeva tante cose nuove, faceva elemosina, e qualche volta andava  a Queretaro a parlare con alcuni coraggiosi e con il marito  della buona signora : lo dicevano tutti!!E un traditore fece la spia a un comandante spagnolo che gli amici di Queretaro volevano  liberare il Messico. Il prete monto a cavallo, con tutto il suo popolo, che lo amava come il proprio cuore ; gli si aggregarono i caporali e gli inservienti delle tenute, che erano la cavalleria; gli indigeni andavano a piedi, con frecce e bastoni, o con fionde o lance. Gli si unì un reggimento ed attaccò e vinse un convoglio di polvere da sparo diretto agli spagnoli. Entrò trionfante a Celaya, con musiche e battimani. Il giorno dopo si riunì il Consiglio Comunale; lo fecero Generale, e un popolo cominciò a nascere. Fabbricò bombe a mano. Pronunciò discorsi che, come diceva un caporale, accalorano e fanno scintille. Dichiarò liberi i negri. Restituì agli indigeni le loro terre. Pubblico un giornale che chiamò  El Dispertador Americano. Vinse e perse battaglie. Un giorno gli si univano settemila indigeni armati di frecce, e un altro lo lasciavano solo. La gente cattiva voleva andare con lui soltanto per rubare e  per vendicarsi  degli spagnoli.  Ma lui avvisava i capi spagnoli che se li avesse vinti in combattimento li avrebbe ricevuti da amico, a casa sua. Questo è essere grande !! Ebbe il coraggio di essere magnanimo, senza paura che lo abbandonasse la truppa, che lo voleva crudele. Il suo compagno Allende fu geloso di lui, e lui gli cedette il comando. Erano insieme, alla ricerca di asilo, durante una sconfitta, quando gli spagnoli gli caddero addosso. Spogliarono Hidalgo delle sue vesti di sacerdote, per offenderlo. Lo condussero dietro un muro e gli spararono in testa. Cadde vivo, rotolando nel sangue, ed in terra finirono di ucciderlo. Gli tagliarono la testa e lo appesero in una gabbia, nello stesso deposito Pubblico di Granaditas, dove ebbe il suo governo. Seppellirono i cadaveri decapitati. Ma il Messico è libero.
San Martin fu il liberatore del Sud, il padre della repubblica Argentina, il padre del Cile. I suoi genitori erano spagnoli e lo mandarono in Spagna perché fosse militare del re. Quando Napoleone invase la Spagna con il suo esercito per togliere agli spagnoli la libertà, tutti gli spagnoli combatterono contro Napoleone : i vecchi, le donne, i bambini ; un bimbo coraggioso, un piccolo catalano, una notte mise in fuga una intera compagnia, sparandole con furia da un angolo della montagna. Il bimbo fu poi trovato morto, di fame e di freddo, ma aveva sul viso come una luce e sorrideva, come se fosse contento. San Martin combattè valorosamente nella battaglia di Bailèn  e lo promossero tenente colonnello. Parlava poco : sembrava di acciaio; guardava come un’aquila; nessuno lo disobbediva; sul campo di battaglia, il suo cavallo andava e veniva come un fulmine nell’aria. Quando seppe che l’America  lottava per liberarsi, venne in America. Non gli importava di perdere la sua carriera  pur di compiere il suo dovere !!Arrivò  a Buenos Aires : non pronunciò discorsi; formò uno squadrone di cavalleria ; San Lorenzo fu la sua prima battaglia ; con la spada sguainata incalzo gli spagnoli che marciavano molto sicuri, suonando il tamburo, e che poi rimasero senza tamburo; senza cannoni, e senza bandiera. Negli altri paesi americani gli spagnoli stavano vincendo :Bolivar era stato cacciato dal Venezuela, da Morillo il crudele ; Hidalgo era morto, O’ Higgins era fuggito dal Cile, ma dove c’era San Martin l’America continuava a essere libera. Esistono degli uomini così, che non possono vedere la schiavitù . San martin non poteva; e, per questo, andò a liberare il Cile ed il Perù. In diciotto giorni, con il suo esercito, attraverso le Ande, altissime e fredde : pareva che gli uomini camminassero per il cielo, assetati, affamati; in basso, molto in basso gli alberi sembravano erba , i torrenti ruggivano  come leoni. San Martin affronta e scompiglia l’esercito spagnolo nella battaglia di Maipù e lo sconfigge per sempre nella battaglia di Chacabuco. Libera il Cile. S’imbarca con la sua truppa e va a  liberare il Perù. Ma in Perù c’era Bolivar, e San Martin gli cede la gloria. Fece ritorno in Europa, triste morì tra le braccia della figlia Mercedes. Scrisse il suo testamento, come fosse il bollettino di una battaglia , Gli avevano regalato lo stendardo che il conquistatore Pizzarro aveva portato 4 secoli prima di lui, e lui, nel testamento,  lo regalò al Perù. Il cuore si riempe di tenerezza, pensando a quei giganteschi fondatori. Quelli  sono eroi!!Quelli che combattono per fare popoli liberi, o  quelli che soffrono in povertà e disgrazia per difendere una grande verità. Coloro che lottano per ambizione, per fare schiavi altri popoli, per avere maggior potere di comando, per togliere ad altri popoli le loro terre, non sono degli eroi, ma dei criminali.

Tratto da :
Collezione per bambini   “l’età d’oro”
Instituto Cubano del libro
Editorial Josè Martì
Publicacione en lengua Extranjeras
Apartado 4208 La Habana

Pubblicato da Synergon SRL  1993
Bologna

domenica 22 febbraio 2015

Con il CD “L’amore di Gramsci”il gruppo piombinese “I nuovi Cantori di Sala Consilina”continuano l' affetto verso Antonio Gramsci.

Copertina  di  “ l’amore di Gramsci” ultima opera del gruppo “ I Nuovi cantori di Sala Consilina”

Gli scritti di Gramsci sono tra i più tradotti del Mondo, eppure da anni  Italia la sua figura  viene volutamente ignorata, ci sono stati convegni e dichiarazioni che hanno tentato solo  di distruggere la sua immagine  o separarla dal comunismo …alcuni  studiano Gramsci, a volte con acume filologico, ma né i governanti né i dirigenti politici traggono spunto dalla sua lezione o dichiarano di volerla applicare nella realtà odierna.

... Ben diverso è l’“uso” di Gramsci tentato dalla rivoluzione bolivariana, da Chavez e da Maduro, ma anche da Evo Morales , è studiato attentamente  in Brasile…., e perfino da molti nord-americani, che considerano Gramsci come il principale ispiratore teorico della rivoluzione possibile nel XXI secolo. …
..Quando da  il presidente del Venezuela bolivariano, il compagno Nicolàs Maduro, è venuto a Roma, nel giugno 2013 a ritirare un premio conferito dalla FAO al Venezuela di Hugo Chavez per gli straordinari successi conseguiti in pochi anni dalla rivoluzione bolivariana nel campo della lotta alla povertà. Naturalmente la cosa non ha interessato la nostra “libera” stampa né le nostre “libere” Tv, Rai compresa e stampa “di sinistra” compresa; e meno che mai ha loro
Roma Giugno 2013 N. Maduro rende omaggio a A.Gramsci
interessato il fatto che il presidente compagno Maduro si sia recato – per prima cosa – alla tomba di Gramsci, nel cimitero cattolico di porta San Paolo, per rinnovare in quel luogo il solenne giuramento (che già era stato del presidente Chavez) di proseguire e dare nuovo impulso alla “rivoluzione Gramsciana” (come i venezuelani stessi definiscono il proprio progetto rivoluzionario in atto).
     
Noi conosciamo il tramite diretto fra Gramsci e Chavez: si tratta del compagno Jorge Giordani, un italo-venezuelano,  (EX) ministro dell’economia a cui si deve fra l’altro la
 Roma 06 /2013 Maduro ha un incontro ristretto con compagni
Italiani tra cui un componente dei Cantori d.S.C prima versione.
nazionalizzazione e la restituzione al popolo del petrolio venezuelano ….Giordani è figlio di antifascisti italiani,  poi combattenti della guerra di Spagna, infine dopo la sconfitta della Repubblica esuli in America Latina; e fu il figlio di questa coppia antifascista a  portare a  Hugo Chavez (nel periodo in cui questi si trovava in carcere) una copia dei Quaderni di Gramsci; ecco come, fra mille difficoltà e lotte eroiche, vive e si trasmette fra gli internazionalisti un pensiero rivoluzionario!

       Chavez in carcere lesse dunque interamente Gramsci e vi trovò un’ispirazione preziosa per la rivoluzione che, anni dopo, avrebbe portato alla vittoria, così che noi possiamo ben dire che quando il compianto presidente Chavez affermava che la rivoluzione bolivariana era,  è, e sarà “una rivoluzione gramsciana”, egli parlava con cognizione di causa, sapeva bene quello che diceva( R.M),…………Interrompo qua l' introduzione di un documento redatto da Raul Mordenti , per far notare che nel vuoto culturale di questa Italia qualcosa di antagonista qua o là ancora resiste, magari fuori dalle sigle di partiti storici di sinistra, che per complicità e appiattimento alle scelte liberal capitaliste quando furono in area di governo, hanno perso sia in rappresentanza sia in aggregazione, quindi nel buio totale o quasi, aspettiamo speranzosi la nascita di un movimento che aggreghi nelle differenze i mille  rivoli della sinistra italiana, possibilmente guidato da gente nuova che sulle linee tracciate da Podemos in Spagna e Syriza in Grecia, sia "veramente" capace (e non a promesse) di opporsi ai diktat autoritari della Merkel padrona dell'Europa….... dunque, come  accennato in Italia esistono focolai Resistenti, sono CSA, CSOA, radio o piccole tribù che lavorano come possono, con poche risorse economiche a disposizione e le porte istituzionali rigorosamente chiuse (porte che invece si spalancano ai gruppi fascisti di Casapound), …...per esempio  Piombino, una  cittadina sulla costa Livornese, un tempo 2° polo siderurgico   Italiano, che con l’arrivo dell' attuale crisi sistemica  vive il momento più drammatico della sua ultrasecolare storia industriale, vede la presenza  di un gruppo di compagni marcatamente di sinistra che da tre anni, tra non  pochi ostacoli e dinieghi, tra gli altri, porta avanti un progetto dedicato a Antonio Gramsci , … si quel Gramsci oscurato in casa e studiato fuori dalle mura dagli studenti che vanno dalle università degli Stati Uniti a tutto il Continente Latino Americano,…..  nel loro progetto iniziato nel 2012 questi compagni piombinesi sono perfino riusciti a coinvolgere (cosa quasi impossibile oggi) gli studenti  della IIIa M
video " l'ombra di Gramsci"realizzato con
i ragazzi,al centro visibile Gramsci bambino
della scuola media “A Guardi” di Piombino, realizzando con loro il video “l’ombra di Gramsci” , per girarlo si sono recati anche a Torino nei luoghi frequentati in gioventù da Antonio Gramsci, la prima fase del progetto terminò nel salone Coop di Piombino con la proiezione del video durante  una conferenza di alto spessore, che vide la presenza degli studenti, insegnanti e noti conoscitori  della figura del politico comunista incarcerato e ucciso dal fascismo di Mussolini.

 L’indomito gruppo militante di via Cairoli  (sede del loro laboratorio culturale) per mantenere vivo il progetto,
Entrata del laboratorio culturale
nel novembre  2014  ha  presentato l’opera  musicale” l’amore di Gramsci “preparato e adattato dal gruppo folk-popolare “I nuovi  cantori di sala Consilina” che altro non sono che gli stessi compagni ideatori del progetto .
 Il professor Stefano Guarguaglini, arrangiantore, compositore, cantante e chitarra acustica del gruppo, riguardo a questa ben curata iniziativa musicale, di alto valore culturale, afferma: ( M.C)

….Il progetto del cd “L'amore di Gramsci” nasce come 
Prima versione del Gruppo

continuazione del precedente cd “Oltre la notte”. In questo, come suggerisce il titolo, venivano toccati alcuni temi da salvare nella “notte” della politica e della sinistra, da portare “oltre” questo periodo buio in cui sembrano essere dimenticati i principi fondamentali di un'identità sociale e collettiva, di una storia che ha generato speranze, lotte, saperi e le canzoni ricordano i protagonisti, gli avvenimenti, le situazioni di questa storia.

In questo contesto, Antonio Gramsci non poteva essere ricordato soltanto con un brano: la sua storia, la sua vita, il suo impegno dovevano approdare ad un lavoro autonomo, ad un progetto interamente a lui dedicato.
Così è nato il cd “L'amore di Gramsci”. La vita di Gramsci viene raccontata attraverso quella che è stata l'esperienza forse più intensa: la vicenda d'amore per Giulia. Una vicenda in cui amore e impegno politico diventano tutt'uno. Negli otto brani del cd si è cercato di dare voce agli entusiasmi del giovane Gramsci e al senso di sconfitta, anche individuale, degli ultimi anni della sua vita. Gramsci non perde mai però la capacità di provare amore, inteso come un sentimento forte di continuare a ragionare sulla storia, di tenersi attaccato agli affetti per le persone care, ai compagni che non lo comprendono e sembrano averlo dimenticato. E' anche questa storia interiore di Gramsci, legata a Giulia e al sacrificio della vita per un'idea, che viene raccontata nel cd.
“L'amore di Gramsci” non è soltanto un progetto musicale, ma si presenta come un lavoro teatrale, in quanto i brani sono introdotti da un “parlato” che racconta sinteticamente la vita di Gramsci in relazione alle singole canzoni e dalla lettura di brani estratti dalle lettere. Inoltre si accompagna ad una mostra intitolata “L'ombra di Gramsci” (realizzata coinvolgendo il lavoro dei ragazzi di una classe di scuola media) che, attraverso fotografie, filmati, pannelli, costruisce un percorso di conoscenza della vita e del pensiero di Antonio Gramsci.

Il lavoro svolto, ovviamente, non è nient'altro che un gesto di affetto verso un uomo, un dirigente politico comunista, che ha rappresentato una delle menti più lucide del Novecento, uno dei pochi intellettuali di cui il nostro paese dovrebbe andare orgoglioso e coltivarne il ricordo, non soltanto per ciò che è stato, ma soprattutto per tutto ciò che ancora può insegnare per il futuro.( S.G)

Post redatto su testi di :
Prof.  Raul Mordenti,
Prof. Stefano Guarguaglini
Maurizio Cerboneschi (Sandino)







  video del brano  Genova 2001 :