giovedì 17 maggio 2012

La Gioventù Comunista a Cuba - La Juventud Comunista en Cuba



La Gioventù Comunista a Cuba

di Sergio Hernandez, Collettivi dei Giovani Comunisti
10/05/2012
Cuba è per tutti un modello da seguire, un esempio di cosa può essere fatto contro l'imperialismo e soprattutto una lezione di sacrificio, dignità, solidarietà e molti altri valori che definiscono la società cubana, raccolti in un'isola dell'Atlantico dove abitano più di undici milioni di persone.
Si tratta di un esempio di lotta quotidiana e sacrificio, sia dal popolo cubano che del governo, di fronte alle molte avversità incontrate sul cammino dal 1° gennaio 1959, quando la Rivoluzione cubana provocò la caduta del dittatore cubano Fulgencio Batista e giunse al potere il leader dell'Esercito Ribelle, Fidel Castro Ruz.
Dobbiamo tener conto, quando si parla di Cuba, che l'isola subisce un blocco imposto dagli Stati Uniti dal 1960, oltre all'approvazione da parte del Congresso degli Stati Uniti, della legge Helms-Burton nel 1996, e la legge Torricelli, realizzata da George Bush (padre) nel 1992, di cui la prima afferma che qualsiasi società non statunitense che fa affari con Cuba può essere sottoposta ad azioni legali, e che ai dirigenti della società può esser vietato l'ingresso negli Stati Uniti mentre la seconda ha l'obiettivo fondamentale d'isolare completamente Cuba dal contesto economico internazionale e far collassare la sua economia.
Questo non significa solo che l'isola vede limitato il suo commercio con la maggior parte delle potenze mondiali, ma che inoltre vede impedito in gran misura il suo sviluppo tecnologico, come l'accesso a Internet, che riceve attraverso satellite, pagando a prezzo d'oro tale connessione, che è inoltre molto più lenta rispetto alla connessione tramite rete ottica sottomarina controllata dagli Stati Uniti, a cui non ha accesso.
Alcuni studi stimano che l'ammontare delle perdite materiali causate dal blocco a Cuba equivale alla somma di un miliardo di dollari, senza tener conto dei costi umani, come la mancanza di medicine, che causano morti per varie malattie che non possono esser curate.
Parliamo delle avversità, alcune delle quali risalgono alla fase precedente al trionfo della Rivoluzione, altre sono emerse dopo il crollo dell'Unione Sovietica nel 1991, la cui distribuzione nelle esportazioni a Cuba è stata: 48% di petrolio e suoi derivati, 17,3% in macchinari e attrezzature tecniche, il 9,8% in prodotti manifatturieri e pezzi di ricambio, 8,1% in alimenti e materie prime e del 16,8% in altre transazioni.
La caduta dell'URSS ebbe un grande impatto nell'isola, portando ad una crisi economica causata dalla perdita di mercati e legami economici che erano stati forgiati in seno al Consiglio per la Mutua Assistenza Economica (Comecon), che sommato al blocco imperialista, ha portato Cuba ad una nuova fase, denominata periodo speciale, che non è altro che un concetto politico-economico che esprime la volontà di combattere la crisi economica con lo sforzo e l'energia propria del paese, per affrontare le difficili circostanze e trovare delle alternative soluzioni efficaci, senza tradire il socialismo per il quale tanto si era combattuto.
E' obbligatorio, però, sottolineare il grande sviluppo raggiunto nella sanità e l'istruzione, ai quali la popolazione ha diritto e accesso completamente gratuito, nonostante le avversità, ha raccolto frutti come la Misión Milagro, progetto umanitario che mira ad aiutare le persone a basso reddito in modo che possano essere curate dai vari problemi agli occhi, guidato da Cuba e Venezuela, servendo più di 15 milioni di latinoamericani completamente in modo gratuito e restituendo la vista a molti pazienti, oltre all'alfabetizzazione completa della popolazione durante i 50 anni
Da notare anche l'importanza della sicurezza a Cuba, dove il tasso di criminalità è tra i più bassi, al quale va aggiunto che il traffico di droga sull'isola è vietato e perseguito.i
Ma lo scopo di questo articolo non è manifestare tutte le ingiustizie effettuate contro l'isola, ma analizzare il ruolo fondamentale della Gioventù Comunista a Cuba

La Gioventù Comunista di Cuba

Va osservato, in via d'introduzione, che attualmente la UJC (Unione della Gioventù Comunista di Cuba), ha più di 600.000 giovani affiliati, di età compresa tra i 15 e i 30 anni.
L'Unione della Gioventù Comunista è stata fondata il 4 aprile 1962, su suggerimento di Fidel Castro. È il risultato di un processo di unificazione delle varie organizzazioni giovanili esistenti fino ad allora, gli eredi più immediati dell'Associazione dei Giovani Ribelli.
Lo scopo della UJC non è altro che l'unione dei giovani cubani, la loro mobilitazione intorno alla Rivoluzione socialista e contribuire alla loro educazione.
La sua missione è quella di difendere i valori umani e la lotta antimperialista e internazionalista che ha contraddistinto la Rivoluzione cubana.
Per i giovani cubani, esser rivoluzionari e giovani comunisti adesso come nel futuro significa capire e mettere in pratica il pensiero del Che, che ha detto:
Il Giovane Comunista deve praticare l'internazionalismo proletario e sentirlo come cosa propria e ricordarsi e ricordarci, Giovani Comunisti e aspiranti comunisti qui a Cuba, che siamo un esempio reale e tangibile per tutta la nostra America. E ancor più che per la nostra America, per gli altri paesi del mondo che lottano anche in altri continenti per la loro libertà, contro il colonialismo, contro il neocolonialismo, contro l'imperialismo, contro tutte le forme di oppressione dei sistemi ingiusti.
I giovani comunisti devono essere l'avanguardia della gioventù cubana. Devono essere un esempio vivente, lo specchio dove si guardano i compagni che non fanno parte della Gioventù Comunista, essere l'esempio dove si possono rivedere gli uomini e le donne di età più avanzata, che hanno perso un certo entusiasmo giovanile e la fiducia nella vita.
Cuba deve ora affrontare una nuova fase, nella quale i giovani hanno molto da dire. Si cerca di promuovere il lavoro, si permette il plurimpiego e si favorisce l'impiego cooperativista e per conto proprio.
Sono cambiamenti che piacciono di più o meno, ma che si adattano alle circostanze e necessità attuali dell'isola, sono modifiche necessarie, propiziate dall'attuale panorama economico dell'isola, che mirano a rafforzare il mercato interno e aumentare i redditi della popolazione, sempre seguendo un modello socialista, l'attuazione a poco a poco di questi cambiamenti, ci permette di valutare, interrompere e modificare le misure adottate, se necessario.
Qui svolge un ruolo importante la gioventù, abituata ad avere i bisogni primari soddisfatti, essendo quindi più riluttanti a svolgere lavori meno felici, come il lavoro nei campi o col bestiame, ma essenziali in questo momento per il futuro economico dell'isola.
La Gioventù Comunista di Cuba ha l'obiettivo primario di passare nelle file del Partito Comunista, ha nelle sue mani il ruolo cruciale di rafforzare la rivoluzione, di perpetuare il modello socialista nell'isola, avanzando verso il Comunismo e senza sottomettersi al blocco e all'imperialismo.
Non dubitiamo, neanche per un momento, che i giovani cubani sapranno affrontare le nuove sfide che emergono, pertanto, possiamo solo dire, come sempre, Cuba è e sarà un esempio di dignità.

VIVA CUBA LIBERA E SOCIALISTA!

La Juventud Comunista en Cuba


Enviado por Sergio Hernández de los Colectivos de Jóvenes Comunistas.
Cuba es para todos un modelo a seguir, un ejemplo de que se puede hacer frente al imperialismo y sobre todo una
lección de sacrificio, dignidad, solidaridad y de tantos otros valores que definen a la sociedad cubana, recogidos en
una isla del Atlántico donde habitan algo más de once millones de personas.
Es un ejemplo de lucha diaria y sacrificio, tanto por parte del pueblo cubano como del gobierno, haciendo frente a
las muchas adversidades que se han ido encontrando en el camino desde el 1 de Enero 1959, cuando la Revolución
cubana provocase la caída del dictador Fulgencio Batista Zaldívar, y llegase al poder el líder del Ejército Rebelde,
Fidel Castro Ruz.
Debemos tener en cuenta, a la hora de hablar sobre Cuba, que la isla sufre un bloqueo impuesto por parte de EEUU
desde 1960, además de la aprobación, por parte del Congreso de los Estados Unidos, de la ley Helms-Burton,
en 1996, y la Ley Torricelli, aplicada por George Bush (padre) en 1992, de las cuales la primera establece que
cualquier compañía no norteamericana que tenga tratos con Cuba puede ser sometida a represalias legales, y
que los dirigentes de la compañía pueden ver prohibida su entrada a los Estados Unidos, y la segunda tiene como
objetivo fundamental aislar totalmente a Cuba del entorno económico internacional y hacer colapsar su economía.
Esto no significa sólo que la isla ve restringido su comercio con la mayoría de las potencias mundiales, sino que
además ve imposibilitado su desarrollo tecnológico en gran medida, como el acceso a internet, el cual recibe a través
de satélite, pagando a precio de oro dicha conexión, que es además notablemente más lenta que la conexión a través
de la malla óptica submarina que controla EEUU, a la cual no tiene acceso.
Algunos estudios estiman que el monto de las pérdidas materiales ocasionadas a Cuba por el bloqueo asciende a la
suma de un billón de dólares, sin tener en cuenta los costos humanos, como la falta de medicamentos, ocasionando
muertos por distintas enfermedades que no pudieron recibir tratamiento.
Hablamos de adversidades, algunas de ellas dadas desde la etapa anterior al triunfo de la Revolución, otras surgieron
tras la desaparición de la Unión Soviética en 1991, cuya distribución en la exportación a Cuba era: el 48% en petróleo
y derivados del mismo, el 17,3% en maquinaria y equipamiento técnico, el 9,8% en productos manufacturados y
piezas de repuesto, el 8,1% en alimentos y materias primas y el 16,8% en otras transacciones.
La caída de la URSS fue de vital importancia para la isla, ya que propició una crisis económica producida por la
pérdida de los mercados y de los vínculos económicos que se habían forjado dentro del Consejo de Ayuda Mutua
Económica (CAME), que sumado al bloqueo imperialista, propició en Cuba una nueva etapa llamada período
especial, el cual no es más que un concepto político-económico que expresa la disposición para combatir la crisis
económica con el esfuerzo y energía propios del país, para afrontar las difíciles circunstancias y hallar alternativas
eficaces de solución, sin traicionar el socialismo por el que tanto se había luchado.
Es obligatorio, no obstante, recalcar el gran desarrollo logrado en salud y educación, a los cuales la población
tiene derecho y acceso totalmente gratuito, a pesar de las adversidades, recogiendo frutos como la Misión Milagro,
proyecto humanitario que tiene como propósito ayudar a personas con bajos recursos para que puedan ser operadas de
distintos problemas oculares, liderado por Cuba y Venezuela, atendiendo a más de 15 millones de latinoamericanos
de forma totalmente gratuita y devolviendo la vista a buen número de pacientes, además de la alfabetización completa
de la población durante 50 años.
Cabe destacar también la importancia de la seguridad en Cuba, donde el índice de criminalidad es de los más, a lo
que hay que sumar que el narcotráfico en la isla está prohibido y perseguido
Pero el propósito de éste artículo no es manifestar todas las injusticias llevadas a cabo contra la isla, sino analizar el
papel fundamental que ha tenido la Juventud Comunista en Cuba.

La Juventud Comunista en  Cuba
Cabe destacar, a modo de introducción, que en la actualidad la UJC (Unión de Juventudes Comunista de Cuba),
cuenta con más de 600.000 jóvenes afiliados, de edades comprendidas entre 15 y 30 años.
La Unión de Jóvenes Comunistas se fundó el 4 de Abril de 1962 a sugerencia de Fidel Castro. Fue el resultado de un
proceso de unificación de las distintas organizaciones juveniles existentes hasta ese momento, siendo su antecedente
más inmediato la Asociación de Jóvenes Rebeldes.
El objetivo de la UJC no es otro que la unión de los jóvenes cubanos, su movilización en torno a la Revolución
socialista y contribuir a su educación.
Su misión es la defensa de los valores humanos y la lucha antiimperialista e internacionalista que ha distinguido a la
Revolución cubana.
Para los jóvenes cubanos, ser revolucionario y joven comunista en estos tiempos y en el futuro, significa comprender
y practicar el pensamiento del Che, quien decía:
El Joven Comunista debe practicar el internacionalismo proletario y sentirlo como cosa propia y acordarse y
acordarnos nosotros, Jóvenes Comunistas y aspirantes a comunistas aquí en Cuba, que somos un ejemplo real
y palpable para toda Nuestra América. Y más aún que para Nuestra América, para otros países del mundo que
luchan también en otros continentes por su libertad, contra el colonialismo, contra el neocolonialismo, contra el
imperialismo, contra todas las formas de opresión de los sistemas injustos.
Los jóvenes comunistas han de ser vanguardia de la juventud cubana. Deben de ser el ejemplo vivo, el espejo donde
se miren los compañeros que no pertenezcan a las Juventudes Comunistas, ser el ejemplo donde se puedan ver
reflejados los hombres y mujeres de edad más avanzada, que han perdido cierto entusiasmo juvenil y fe en la vida.
Cuba afronta ahora una nueva etapa, en la que la juventud tiene mucho que decir. Se intenta promocionar el trabajo,
se permite el pluriempleo y se impulsa el empleo cooperativista y por cuenta propia.
Son cambios que gustarán más o menos, pero que se adaptan a las circunstancias y exigencias actuales de la isla, son
cambios necesarios, propiciados por el actual panorama económico de la isla, en los cuales se intenta fortalecer el
mercado interno y aumentar los ingresos de la población, siempre siguiendo un modelo socialista, implementando
dichos cambios paulatinamente, lo que permite evaluar, frenar y ajustar las medidas tomadas cuando sea necesario.
Ahí es donde juega un papel muy importante la juventud, acostumbrada a tener las necesidades básicas cubiertas,
siendo por ello más reacia a realizar trabajos menos gustosos, como el trabajo en el campo o en la ganadería, pero
imprescindibles en estos momentos para el porvenir económico de la isla.
La juventud comunista de Cuba tiene el objetivo primordial de pasar a las filas del Partido Comunista, tiene en sus
manos el papel fundamental de fortalecer la revolución, de perpetuar el modelo socialista en la Isla, avanzando hacia
el comunismo y plantando cara al bloqueo y al imperialismo.
No dudamos, ni por un instante, que los jóvenes cubanos sabrán afrontar los nuevos retos que vayan surgiendo, por
tanto, solo nos queda decir, como siempre, Cuba
es y será ejemplo de DIGNIDAD.

¡VIVA CUBA LIBRE Y SOCIALISTA!



lunedì 14 maggio 2012

La SINA istruisce i mercenari per sabotare il Giorno delle Madri a Cuba / Instruye la SINA a mercenarias para sabotear el Día de las madres en Cuba /



  
13.05 - Decine di persone sono venute oggi sino alla calle Neptuno, a L'Avana, per celebrare la festa della mamma.
Balli, colloqui, la richiesta del ritorno dei 5 Cinque antiterroristi cubani e il rifiuto delle manovre della SINA per perturbare la festa della mamma nell'isola, hanno segnato la giornata.
In calle Neptuno, a L'Avana, si trova il quartier generale delle Dame in Bianco, lavoratrici dipendenti della SINA, che hanno ricevuto precisi orientamenti per perturbare questo giorno sull'isola
Dalle prime ore del pomeriggio, Neptuno è diventata una strada in festa.

La SINA istruisce i mercenari per sabotare il Giorno delle Madri a Cuba


Più o meno nello stesso momento in cui i media hanno comunicato al mondo i risultati di una relazione della ONG Save the Children, dove Cuba figura come il miglior paese latino-americano per diventare madre, l'Ufficio di Interessi degli Stati Uniti a L'Avana riuniva una dozzina di mercenari nel suo quartier generale sul Malecon avanero, per impartire un corso su "Le sfide della leadership Femminile: Rompendo le barriere dell'esclusione"
Il presunto corso introdotto dal capo della SINA all'Avana, Mr. Jonh Caulfield e, via teleconferenza da Managua, dall'ambasciatrice USA in Nicaragua, la signora Powers, contava tra i suoi punti di discussione domande del tipo: "ci sono pari opportunità a Cuba per le donne che per gli uomini? Pensi che ci sia o meno parità di genere (diritto all'istruzione, partecipazione alla politica, opportunità di lavoro?) "
La discussione tra le presunti "leader" femminili cubane e nicaraguensi risulterebbe risibile se il presunto corso non fosse un altro esempio dell'ingerenza negli affari di Cuba organizzato dai dirigenti della SINA a L'Avana.
In realtà, la vera ragione della riunione non era altro che impartire istruzioni alle mercenarie cubane su come realizzare provocazioni per le strade di Havana la prossima domenica, Festa delle Madri.
La parte migliore della riunione, secondo la testimonianza di alcune delle presenti, é stata, come di consueto in questo tipo di "classi", quella della merenda, i soldi e i regali.
La mercenaria cubana Berta Soler, leader delle cosiddette Dame in Bianco, ha ricevuto da parte della "Dama", abitante in Spagna, Blanca Reyes Castanon la cifra di 1000 euro che la Soler ha distribuito tra alcune delle sue subordinate intascandone la maggior parte.
I doni comprendono telefoni cellulari, radio, videocamere e 2500 CUC inviati da Eulalia Samper, membro del organizzazione terroristica, con base a Miami, Fondazione Nazionale Cubano Americana (FNCA), insieme con camicette bianche, mutandine, matite da labbra, regolatori tonalità del trucco. Vale la pena sottolineare che Berta Soler in un gesto altruistico con le sue subordinate ha regalato alcuni saponi acquistati di tasca sua.
Come spuntino, le istruite della SINA hanno ricevuto hot dog, Coca-Cola e dolci che sono stati divorati, in maniera abbondante, dai partecipanti.
Inutile dire che per quanto la SINA si sforzi per far superare i "corsi" agli analfabeti funzionali su cui conta come agenti al suo servizio, non raggiungerà sabotare le celebrazioni della famiglia cubana di questa domenica.
Le madri delle oltre 3000 vittime del terrorismo del governo degli Stati Uniti contro Cuba e dei figli che ogni giorno lottano per un paese migliore non saranno mai oltraggiate dalle attività dei mercenari.



Instruye la SINA a mercenarias para sabotear el Día de las madres en Cuba
Más o menos al mismo tiempo en que los medios de información daban a conocer al mundo los resultados de un informe de la ONG Save the Children, donde Cuba figura como el mejor país de América Latina para ser madre, la Oficina de Intereses de Estados Unidos en La Habana reunía a una docena de sus mercenarias, en su cuartel general del Malecón habanero, para impartirle un curso sobre “Los Retos del Liderazgo Femenil: Rompiendo las barreras de la exclusión”.
El presunto curso introducido por el jefe de la misión SINA en La Habana el señor Jonh Caulfield y, vía teleconferencia desde Managua, por la embajadora de Estados Unidos en Nicaragua, la señora Powers, contaba entre sus puntos de diálogo con preguntas tales como: “¿existen las mismas oportunidades en Cuba para las mujeres que para los hombres? ¿Sienten que hay o no igualdad de los sexos (derecho a la educación, participación en la política, oportunidades de trabajo?”
La discusión entre las supuestas “líderes” femeninas cubanas y nicaragüenses resultara risible sino el supuesto curso no fuera otra muestra de injerencia en los asuntos de Cuba organizado por los directivos de la SINA en La Habana.
En realidad, el verdadero motivo de la reunión no fue otro que impartirle instrucciones a las mercenarias cubanas sobre cómo realizar actos de provocación en las calles habaneras el próximo domingo, Día de las Madres.
La mejor parte de la reunión, según testimonio de algunas de las presentes, fue, como ya es habitual en este tipo de “clases” la de la merienda, el cobro y los regalos.
La mercenaria cubana Berta Soler, líder de las llamadas Damas de Blanco, recibió de parte de la también “Dama”, radicada en España, Blanca Reyes Castañón la cifra de 1000 euros la cual la Soler repartió entre algunas de sus subordinadas y se embolsilló la mayor parte.
Entre los regalos se cuentan los celulares, radios, cámaras de videos y 2 500 CUC enviados por Eulalia Samper, miembro de la organización terrorista radicada en Miami Fundación Nacional Cubano Americana (FNCA), además de pulóveres blancos, blumers, creyones de labios, ajustadores, sombras de maquillaje. Vale mencionar que Berta Sóler, en un gesto altruista con sus subordinadas, regaló algunos jabones comprados con dinero de su peculio.
Como merienda, las instruidas de la SINA recibieron hot dog, Coca Cola y pasteles que fueron devorados opíparamente por las participantes.
Demás está decir que por mucho que la SINA se empeñe en superar en “cursos” a las analfabetas funcionales con que cuenta como agentes a su servicio, no conseguirán sabotear los festejos de la familia cubana este próximo domingo.
Las madres de las más de 3 mil víctimas del terrorismo del gobierno de Estados Unidos contra Cuba y de los hijos que día a día luchan por un país mejor no serán jamás mancilladas por su mercenarismo.


venerdì 11 maggio 2012

Delirio a Miami: l'apparato di propaganda USA sogna associare Cuba con i disordini in Siria/Delirio miamense: el aparato de propaganda USA sueña asociar a Cuba con disturbios en Siria


Delirio a Miami: l'apparato di propaganda USA sogna associare     Cuba con i disordini in Siria
10 maggio 2012 - J.G.Allard www.granma.cubaweb.cu

Utilizzando personale cubano-americano che gestisce a Miami ed elementi dell'opposizione siriana che controlla nel suo territorio, l'intelligence degli Stati Uniti cerca di associare Cuba con gli attuali dosordini in corso in Siria.
Lo suggerisce un cablo datato a Miami dell'agenzia spagnola EFE, al "rivelare" come "dissidenti siriani e cubani creano un fronte per combattere Castro e Al Assad".
"L'opposizione di Siria e Cuba hanno costituito negli Stati Uniti un fronte unito per la libertà e la democrazia in entrambi i paesi per combattere i 'regimi dittatoriali' " afferma il corrispondente dell'agenzia madrilena a Miami, sede di tutte le cospirazioni anti cubane negli USA.
I rappresentanti del "principale raggruppamento dell'opposizione in Siria" e membri della cosiddetta Assemblea della Resistenza Cubana (ARC) di Miami hanno firmato un "accordo per coordinare i loro sforzi" proclama EFE allo scopo di proiettare, nel caso di Cuba, un'immagine d'instabilità.
"La Siria è immersa in una spirale di violenza dal 15 marzo 2011, data in cui migliaia di persone sono scese in piazza" dice l'agenzia di Madrid.
"Questo apre una possibilità straordinaria, un fronte unito per la libertà e la democrazia in cui il popolo siriano e cubano si sono uniti per lottare" commenta l'interlocutrice del corrispondente dell'agenzia a Miami, la "presidentessa" delle Madri e Donne Anti Repressione da Cuba (MAR da Cuba), Silvia (Hendiondo) Iriondo.
Chi è Silvia Iriondo? Il suo vero nome è Silvia Goudie ed é la figlia di un mercenario della fallita invasione CIA della Baia dei Porci. Vive di ciò, da anni, a Miami con la sua "creatura, Madri e Donne Anti Repressione (MAR da Cuba)", che l'USAID sovvenziona generosamente. Questa donna e i membri della sua organizzazione dissero durante il rapimento di Elián, che preferivano che questi morisse piuttosto che restituirlo a suo padre e alla famiglia a Cuba.
Sempre il Dipartimento di Stato e le sue "dipendenze" l'hanno utilizzata nel suo "servizio all'estero" per partecipare a manifestazioni regolarmente organizzate contro Cuba, in Europa e America Latina.
Nel marzo 2004, Robert Ménard, l'ex capo di Reporters sans frontières, e Frank "Paquito" Calzón, brevettato agente CIA e titolare del Centro per una Cuba Libera (CLC), sono apparsi in pubblico con lei in un incontro con deputati europei, propiziata dai soci di Jose Maria Aznar nell'Unione Europea.
Ménard è diventato famoso per alimentare con denaro dell'USAID i suoi conti bancari "cubani" in Virginia, mentre nell'CLC, Felipe Sixto, il braccio destro di Calzon, è stato indagato, arrestato e condannato per lo sviamento di mezzo milione di dollari.
Nel 2007, la cosiddetta Società Internazionale per i Diritti Umani - un'organizzazione CIA esplicitamente anticomunista che organizzava un seminario sul tema di Cuba presso il Centro di Comunicazioni della Dresdner Bank a Francoforte, in Germania - mise sul menu dell'evento al lato di Calzon, Peter V. Roig (direttore generale della Radio e TV Martí, allora sotto inchiesta per frode), il "Comandante traditore" Hubert Matos, legato al traffico di droga, e Angel Francisco de Fana Serrano, di Alpha 66, arrestato in California nel 1995, con un arsenale di armi con le quali preparava un attacco terroristico contro Cuba.
Nel novembre 2009, Iriondo si aggiunse al capo di UnoAmerica, fratellanza fascista di nostalgici dell'Operazione Condor, Alejandro Pena Esclusa - oggi sotto giudizio per il terrorismo a Caracas - alle truppe di "osservatori" che legittimarono le elezioni generali organizzate sotto la dittatura di Robert Micheletti.
Lì si ritrovava con Matos e anche accanto ad altre "figure" della comunità della mafia cubano americana, tali come il milionario "anti castrista" Orlando Gutiérrez Boronat, che ora lo accompagna nello show "Siria-Cuba".
Come Iriondo, destinatario della trasfusione di dollari dell'USAID, Gutierrez, auto-nominato segretario nazionale del Direttorio Democratico Cubana (DDC), è famoso per consumare la maggior parte delle sovvenzioni che intasca in viaggi in tutto il mondo.
L' "accordo" lodato dall'agenzia di stampa spagnola EFE - fondata dal nonno franchista di Jose Maria Aznar - non è il primo tentativo di "associare" la Siria con Cuba a cui Iriondo partecipa.
Poche settimane fa, l' "attivista" pagata era presente a un "briefing" al Congresso, organizzata dalla sconosciuta Associazione di Avvocati Cubano Americani (CABA), sul tema di una "Primavera Araba a Cuba", con i legislatori della mafia Mario Diaz-Balart, Ileana Ros-Lehtinen e David Rivera.
Tra i firmatari dell' "accordo" segnalato da EFE si trova inoltre Horacio Garcia del Consiglio per la Libertà di Cuba (CLC), uno degli ex direttori della Fondazione Nazionale Cubano Americana (FNCA), che il noto terrorista di origine cubana Luis Posada Carriles ha designato pubblicamente come la principale "finanziatrice" delle sue attività criminali.
Sul versante siriano, EFE identifica Kawam Mohamed, del cosiddetto Gruppo di Lavoro dell'Emergenza Siria e Niman Shukairy, dell'Unità per una Siria Libera, rispettivamente medico e dentista, che preferiscono praticare la loro arte in dollari. Due attivisti siriani stanziati negli USA, la cui scelta di destra ha permesso collegarsi ai meccanismi della propaganda e destabilizzazione del Dipartimento di Stato.

Delirio miamense: el aparato de propaganda USA sueña asociar a Cuba con disturbios en Siria
JEAN-GUY ALLARD

Utilizando el personal cubanoamericano que maneja en Miami y elementos sirios opositores que controla en su territorio, la Inteligencia norteamericana intenta asociar a Cuba con los actuales disturbios en Siria.
Lo sugiere un cable fechado en Miami de la agencia noticiosa española EFE, al "revelar" cómo "disidentes sirios y cubanos crean un frente para combatir a Castro y Al Assad".
"La oposición de Siria y de Cuba constituyeron en Estados Unidos un frente unido por la libertad y la democracia de ambos países para combatir a los ‘regímenes dictatoriales’", afirma la corresponsalía de la agencia madrileña en Miami, sede de todas las conspiraciones anticubanas en EE.UU.
Representantes de "la principal agrupación opositora en Siria" e integrantes de la llamada Asamblea de la Resistencia Cubana (ARC) de Miami suscribieron un "acuerdo para coordinar sus esfuerzos", proclama EFE con el propósito de proyectar en el caso de Cuba una imagen de inestabilidad.
"Siria está sumida en una espiral de violencia desde el 15 de marzo del 2011, fecha en la que miles de personas se lanzaron a las calles", subraya la agencia madrileña.
"Esto abre una posibilidad extraordinaria, un frente unido por la libertad y la democracia mediante el cual el pueblo sirio y cubano se han unido para luchar", comenta la interlocutora del corresponsal de la agencia en Miami, la "presidenta" de Madres y Mujeres AntiRepresión por Cuba (M.A.R. por Cuba), Silvia (Hediondo) Iriondo.
¿Quién es Silvia Iriondo? Su verdadero nombre es Silvia Goudie y es hija de un mercenario de la fracasada invasión CIA de Playa Girón. Vive del cuento en Miami desde hace años con su "criatura, Madres y Mujeres AntiRepresión (M.A.R. por Cuba)" que subsidia generosamente la USAID. Esta mujer y los integrantes de su organización dijeron cuando el secuestro del niño Elián que preferían que este muriese, antes que devolvérselo a su padre y familiares en Cuba.
Siempre el Departamento de Estado y sus "dependencias" la han usado en su "servicio exterior" para participar en los eventos que organiza regularmente contra Cuba, en Europa y América Latina.
En marzo del 2004, Robert Ménard, el excapo de Reporteros Sin Fronteras, y Frank "Paquito" Calzón, agente de la CIA patentado y dueño del Center for a Free Cuba (CFC), se presentaron en público junto a ella en una reunión con diputados europeos, propiciada por los socios de José María Aznar en la Unión Europea.
Ménard se hizo famoso por alimentar con el dinero de la USAID sus cuentas bancarias "cubanas" de Virginia, mientras en el CFC, Felipe Sixto, el brazo derecho de Calzón, era investigado, arrestado y condenado por desviar medio millón de dólares.
En el 2007, la llamada Sociedad Internacional para los Derechos Humanos —una organización CIA explícitamente anticomunista que organizaba un seminario sobre el tema de Cuba en el Centro de Comunicaciones de la Dresdner Bank, en Francfort, Alemania—, la puso en el menú del evento al lado de Calzón, Pedro V. Roig (Director General de Radio y TV Martí, entonces bajo investigación por fraude), el "comandante traidor" Hubert Matos, vinculado al narcotráfico, y Ángel Francisco de Fana Serrano, de Alpha 66, arrestado en California en 1995, con un arsenal de armas con las que preparaba un ataque terrorista contra Cuba.
En noviembre del 2009, Iriondo se sumó al jefe de UnoAmérica, cofradía fascista de nostálgicos del Plan Cóndor, Alejandro Peña Esclusa —hoy enjuiciado por terrorismo en Caracas— en la tropa de "observadores" que legitimaron las elecciones generales organizadas bajo la dictadura de Roberto Micheletti.
Ahí se encontraba de nuevo con Matos y también al lado de otras "figuras" de la mafia cubanoamericana, tales como el millonario del "anticastrismo" Orlando Gutiérrez Boronat, que ahora lo acompaña en el show "Siria-Cuba".
Como Iriondo, beneficiario de las transfusiones de dólares de la USAID, Gutiérrez, autoproclamado secretario nacional del Directorio Democrático Cubano (DDC), es famoso por gastarse la mayor parte de los subsidios que embolsa en viajes a través del mundo.
El "convenio" alabado por la española EFE —agencia de prensa fundada por el abuelo franquista de José María Aznar— no es el primer intento de "asociar" a Siria con Cuba en el cual Iriondo participa.
Hace unas semanas, la "activista" remunerada estuvo presente en una "sesión informativa" en el Congreso, organizada por la desconocida Asociación de Abogados Cubanoamericanos (CABA), sobre el tema de una "Primavera Árabe en Cuba", con los legisladores mafiosos Mario Díaz-Balart, Ileana Ros-Lehtinen y David Rivera.
Entre los firmantes del "convenio" señalado por EFE se encuentra además Horacio García, del Consejo por la Libertad de Cuba (CLC), uno de los exdirectores de la Fundación Nacional Cubano Americana (FNCA), que el connotado terrorista de origen cubano Luis Posada Carriles designó públicamente como principales "financieros" de sus actividades criminales.
Por la parte siria, EFE identifica a Mohamed Kawam, del llamado Grupo de Trabajo de la Emergencia Siria, y a Niman Shukairy, de Unidad por una Siria Libre, respectivamente médico y dentista, que prefieren practicar su arte en dólares. Dos activistas sirios radicados en EE.UU., cuyas opciones de derecha les han permitido vincularse con los mecanismos de propaganda y desestabilización del Departamento de Estado.
                                                 

immagini da internet inserite da autore blog 
  http://www.cubainforma.it/

 

domenica 6 maggio 2012

Processo Arrigoni. Quando i social network sono più informati del governo italiano


Processo Arrigoni. Quando i social network sono più informati del governo italiano

Presentata alla Camera e al Senato un’interrogazione parlamentare scritta per chiedere al Governo di fare luce sui fatti che portarono al rapimento e all’assassinio di Vittorio Arrigoni a Gaza lo scorso anno, e sull’andamento del processo. La risposta non si fa attendere, e conferma il disinteresse e la vacuità della posizione italiana. Twitter 1 – Governo 0.

di Cecilia Dalla Negra

Su Twitter, uno fra i più popolari social network del mondo, le notizie sul processo ai presunti assassini di Vittorio Arrigoni in corso presso la Corte militare di Hamas arrivano puntuali, in tempo reale, e senza l’uso del condizionale.
È sufficiente collegarsi con i ragazzi di Gaza amici dell’attivista italiano ucciso il 15 aprile 2011, o leggere le cronache puntuali de “Il Manifesto” per sapere come procede – o piuttosto  non procede – il dibattimento in tribunale, a Gaza City.S
A usare il condizionale, il “forse”, il “potrebbe essere” è invece il Governo italiano, testimone assente sin dall’inizio di questa triste vicenda, che continua a confermare il proprio disinteresse nei confronti dell’uccisione in territorio straniero di un cittadino italiano, considerato a tutti gli effetti di “serie b”. 
Anche per questo Vincenzo Vita, al Senato e Lucia Codurelli, alla Camera (entrambi del Partito Democratico), hanno presentato il 13 aprile scorso un’interrogazione parlamentare ai ministri degli Affari Esteri e della Giustizia, con la richiesta di fare piena luce sui fatti che portarono, lo scorso anno, al rapimento e all’uccisione di Vittorio Arrigoni a Gaza City, per mano di una presunta cellula salafita guidata da Abdel Rahman Breizat e Bilal Omari, uccisi durante uno scontro a fuoco con la polizia di Hamas all’indomani dell’assassinio.
E la risposta, priva di qualsiasi elemento sostanziale, non si è fatta attendere.
Il 24 aprile il Gabinetto del ministro degli Affari esteri ha fatto sapere che “conformemente alla posizione comune decisa in seno all’Unione Europea, il Governo italiano non intrattiene rapporti con le Autorità di fatto della Striscia di Gaza”.
Per “autorità di fatto” s’intende il governo di Hamas, non riconosciuto dalla Comunità internazionale e dall’Italia, che lo considera “organizzazione terroristica”.
Formalismi, che consentono però alle autorità del nostro paese di dire che “le uniche informazioni sulla vicenda giudiziaria legata alla tragica morte del nostro connazionale sono quelle che il nostro Consolato Generale a Gerusalemme riesce a raccogliere”, ma precisa che queste “vengono acquisite tramite fonti aperte o indirette, ed è dunque doveroso mantenere una nota di cautela nel valutarle”.
Segue una lunga lista di “dovrebbe” e “potrebbe” riguardo “le informazioni in possesso”, che non sono niente di più di quanto sia reperibile da qualsiasi cittadino italiano abbia un minimo di confidenza con il web.
Sono piuttosto qualcosa di meno, dal momento che gli utenti di Twitter risultano assai più precisi, puntuali e informati del nostro ministero.
Che però, sottolinea, attraverso l’Unità di crisi della Farnesina “ha espresso forte sgomento per il barbaro assassinio” sin dai primi giorni. E niente più di questo.
Una risposta che anche Codurelli definisce “insoddisfacente e scarna nel contenuto, purtroppo confermando la totale assenza da noi denunciata”. La consapevolezza della difficile situazione diplomatica era nota, “ma altra cosa è l’interessamento nei confronti di un nostro connazionale. Ho denunciato che il silenzio del Governo sin dall’inizio di questa amara vicenda è risultato essere assordante”.
Intanto, dopo 15 udienze cadute nel vuoto, l’ultima ha portato un colpo di scena: gli imputati alla sbarra – Mahmud Salafiti, Tarek Hasasnah e Khader Jram – hanno ritrattato le confessioni rese all’indomani dell’arresto, con un voltafaccia inatteso.
Avrebbero confessato sotto pressione, dichiarando di non aver preso parte al sequestro di Vittorio Arrigoni per scambiarlo con al Maqdisi, lo sceicco salafita prigioniero di Hamas, ma per “dare una lezione di moralità” al cooperante italiano considerato troppo occidentale, e colpevole di condurre una vita “immorale”.
Una svolta che, secondo l’opinione dei presenti in aula, non è stata sufficientemente approfondita dalla Corte.
La prossima udienza non “sarebbe” fissata per il 14 maggio, come si legge nella risposta del governo. Lo è. E soprattutto in Italia ci si augura possa essere quella definitiva.
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sabato 5 maggio 2012

Continuo del post del 22 aprile 2012:"La guerra della CIA contro la gioventù cubana"/"La guerra de la CIA contra la juventud cubana "di Raul Capote


Continuo dell'articolo pubblicato in questo blog “resistencia siempre “il 22 aprile 2012
La guerra della CIA contro la gioventù cubana
4 maggio 2012 - Raul Antonio Capote tratto da El Adversario Cubano
Un giorno, nel giugno 2004, Stanislav Kázecky funzionario dell'ambasciata ceca, si dà appuntamento con lo scrittore e docente universitario Raul Capote in un luogo di L'Avana. Conversano animatamente per 2 ore o più realmente sarebbe a dire che Raul ascolta attentamente per 2 ore, il ceco dissertare sulla transizione dell'est Europa al capitalismo, il ruolo molto importante svolto da scrittori e artisti nella lotta contro il socialismo, del partito Yabloko, di SPS, OTPOR (Resistenza), Solidarnosch, di Lech Walesa, di Jan Rumi (dissidente ceco), Stanislav Shushkevich (uno dei principali architetti della dissoluzione sovietica), Grigory Yavlinsky (leader del partito Yabloko), Aleksandar Maric (leader di OTPOR), tutti rappresentanti di spicco della controrivoluzione Est-europea.
OTPOR, l'organizzazione di cui parlava ceca, è stata creata e finanziata da agenzie e istituti di Washington, tra cui l'International Center for Nonviolent Conflict (ICNC), Freedom House, USAID, la NED e l'Istituto Internazionale Repubblicano, altri organismi internazionali come l'Open Society Institute del miliardario ungherese George Soros, organizzazioni che fungono da copertura per la CIA. OTPOR era composto da giovani che, seguendo i lineamenti di Washington, eseguirono una serie di azioni e mobilitazioni di strada per promuovere uno stato di instabilità permanente e provocare la repressione di Stato. Questa organizzazione ottenne sconfiggere l'allora capo di stato della Jugoslavia seguendo la strategia del colpo di stato morbido.
Kázecky consegnò al professore, alla fine della conversazione, un CD su OPTOR e la strategia del golpe morbido. Nei mesi successivi Capote sarebbe entrato in contattato con persone, provenienti dagli Stati Uniti, per istruirlo nei vari aspetti legati al lavoro di sovversione politico-ideologico nel campo della cultura artistica e l'educazione e in tale strategia del colpo di stato morbido e nella creazione di organizzazioni della società civile (OSC) e organizzazioni non governative (ONG)
La SINA attribuisce grande importanza alla promozione di questa idea di "rivoluzioni colorate" tra i giovani cubani. In casa di funzionari statunitensi si organizzarono diverse riunioni con giovani dell'opposizione cubana, per addestrarli nella strategia del colpo di stato morbido e la rivoluzione nonviolenta utilizzando loghi e strategie attrattive per la gioventù; lo avevano applicato con successo in Jugoslavia, nel 2000, in Georgia - Rivoluzione delle Rose - nel 2003, in Ucraina - Rivoluzione arancione - nel 2004 e in Kirghizistan - Rivoluzione dei Tulipani - nel 2005.
Nel 2006 la Sezione di Interessi preparò un incontro con giovani dissidenti cubani di tutta l'isola, per proiettarli un documentario su questo tema, con l'intenzione di agevolare un movimento simile a Cuba. 63 giovani si riunirono nel cortile della residenza del funzionario per gli Affari Politici della SINA. Una copia in DVD del film 'Rovesciando un dittatore', sulla base della strategia portata a termine da OTPOR e i suoi patrocinatori yankee in Jugoslavia, per porre fine al governo Milosevic, è stata distribuita nel Lincoln Center agli assistenti abituali i giorni seguenti.
Nel 2005 e 2006 le istruzione che ha ricevuto Capote, già diventato l'agente CIA Pablo, erano principalmente dirette a creare, migliorare e aumentare il lavoro di rete tra gli studenti universitari che si 'opponevano' al regime, tali indicazioni sono parte di una delle strategie chiave della CIA: utilizzare i giovani per provocare il caos sociale e politico, generare sotto la bandiera della nonviolenza scontri di piazza, attirare i media internazionali, provocare la repressione mediante la realizzazione di atti violenti e illegali, repressione che dopo sarebbe ampiamente divulgata dai media internazionali per giustificare qualsiasi azione contro la Rivoluzione, presentandola come un atto di giustizia.

La guerra de la CIA contra la juventud cubana
Raul Antonio Capote de El Adversario Cubano
Un día de junio del 2004 Stanislav Kázecký funcionario de la Embajada Checa, se da cita con el escritor y profesor universitario Raúl Capote en un lugar de La Habana. Conversan animadamente durante 2 horas, o más real sería decir que Raúl escuchó atentamente, durante 2 horas, al checo disertar sobre la transición este europea al capitalismo, el muy importante papel que jugaron los escritores y artistas en el enfrentamiento al socialismo, del Partido Yabloko, de SPS, OTPOR (Resistencia), Solidaridad, de Lech Walesa, de Jan Rumi (disidente checo), Stanislav Shushkevich (uno de los principales arquitectos de la disolución soviética), Grigori Yavlinsky (líder del partido Yabloko), Aleksandar Maric (líder de OTPOR), todos destacados representantes de la contrarrevolución este- europea.
OTPOR, la organización de la que hablaba el checo, fue creada y financiada por agencias e institutos de Washington, entre los que se encuentran el Centro Internacional para el Conflicto No Violento (ICNC), Freedom House, la USAID, la NED y el Instituto Republicano Internacional, otros organismos internacionales como el Instituto Sociedad Abierta, del millonario húngaro George Soros, organizaciones que sirven de fachada a la CIA. OTPOR estaba integrado por jóvenes que, siguiendo los lineamientos de Washington, ejecutaron una serie de acciones y movilizaciones de calle para promover un estado de desestabilización permanente y provocar la represión del estado. Esa organización logró derrotar al entonces jefe de estado de Yugoslavia siguiendo la estrategia de golpe suave.
Kázecky entregó al profesor, al final de la conversación, un CD sobre OPTOR y la estrategia del golpe suave. En los meses posteriores Capote entraría en contacto con personas llegadas de los Estados Unidos, para instruirlo en diferentes cuestiones relacionadas con el trabajo de subversión político-ideológica, en el terreno de la cultura artística y la educación y en ese tipo de estrategia del golpe suave y en la creación de organizaciones de la sociedad civil (OSC) y Organizaciones no gubernamentales (ONG)
La SINA le da mucha importancia a la promoción de esa idea de las “Revoluciones de Colores” entre la juventud cubana. En casa de funcionarios estadounidenses se organizaron varias reuniones con jóvenes opositores cubanos, para entrenarlos en la estrategia del golpe suave y la revolución no violenta. Utilizando logotipos y estrategias atractivas para la juventud, lo habían aplicado con éxito en Yugoslavia, en 2000, en Georgia —la Revolución de las Rosas— en 2003, en Ucrania —Revolución Naranja— en 2004 y en Kyrgyztán —Revolución de los Tulipanes— en 2005.
En 2006 la Sección de Intereses preparó un encuentro con jóvenes opositores cubanos de toda la isla, para proyectarles un documental sobre ese tema con la intención de facilitar un movimiento similar en Cuba. 63 jóvenes se reunieron en el patio de la residencia del funcionario para Asuntos Políticos de la SINA. Una copia en DVD del filme Derrocando a un dictador, basado en la estrategia llevada a cabo por OTPOR y sus patrocinadores yanquis, en Yugoslavia, para poner fin al gobierno de Milosevic, fue repartida en el Lincoln Center a los asistentes habituales los días siguientes.
En los años 2005 y 2006 las instrucciones que recibió Capote, ya convertido en el agente de la CIA Pablo, estaban dirigidas fundamentalmente a crear, mejorar e incrementar el trabajo de redes entre los estudiantes universitarios que se “oponen” al régimen, esas indicaciones forman parte de una de las estrategias esenciales de CIA: utilizar a los jóvenes para provocar un caos social y político, generar bajo las banderas de la no violencia disturbios de calle, atraer a la prensa internacional, provocar la represión mediante la realización de actos violentos e ilegales, represión que luego sería ampliamente divulgada por los medios internacionales, para justificar cualquier acción contra la Revolución, presentándola como un acto de justicia.

venerdì 4 maggio 2012

Miami: si vedranno orrori?/Miami: ¿Se verán horrores?


Miami: si vedranno orrori?
4.05.2012 - Iroel Sanchez

Mentre l'America Latina sfida in pieno gli Stati Uniti, chiedendo la fine del blocco di Cuba e la presenza dell'isola al Vertice delle Americhe, e d'altra parte, le autorità cubane hanno espresso la loro volontà di ampliare e approfondire i legami con l'emigrazione, a Miami sono determinati ad andare contro la storia.
Tanto in presunti atti legali come in azioni violente, lo stato della Florida é stato scenario, negli ultimi giorni, di tentativi di spingere verso il passato le relazioni economiche di Cuba con il mondo e l'interscambio, con il loro paese di origine, degli emigrati cubani.
Poco dopo che un atto terrorista, a Miami, distruggesse gli uffici della compagnia di voli charter per Cuba, Airline Brokers, riportando in quella città scene comuni quarant'anni fa, il governatore della Florida, Rick Scott, ha firmato una legge che vieta al governo di realizzare contratti con società che realizzano affari con Cuba e la Siria. A mio parere, l'inclusione del paese arabo non cerca che includere un tema congiunturale che connetta la legislazione con la campagna che il Dipartimento di Stato ed i mass media stanno conducendo contro quella nazione, ma nel caso di Cuba, dice molto di più.
Dopo aver firmato la legge, Scott ha dichiarato che "le restrizioni non entreranno in vigore a meno che e finché il Congresso approvi, e il Presidente Obama firmi, una legge che consenta agli Stati di imporre indipendentemente questo tipo di sanzioni", perché le leggi federali sono quelle che decidono in materia di commercio estero, per cui si richiede l'avallo del Congresso e del presidente Barack Obama, che sono stati sollecitati per consentire alla Florida di "andare più in là delle dominanti e troppo permissivi regolamenti federali".
Persino un media, caratterizzato dalla sua ostilità nei confronti del governo cubano, come il quotidiano di Miami 'El Nuevo Herald' ha qualificato come "fallimento" la legislazione di Scott, ricordando che la Camera di Commercio della Florida e i due principali partner commerciali dello stato, Brasile e Canada, hanno avvertito che questa nuova legge scoraggia gli investimenti esteri e rallenta la creazione di nuovi posti di lavoro. Tuttavia, il rocambolesco comportamento del governatore ha scatenato le ire di personaggi dell'estremismo cubano-americani come il congressista David Rivera che ha minacciato di portarlo in tribunale per costringerlo a fare ciò che aveva firmato, mentre da Washington i suoi colleghi Ileana Ros-Lehtinen e Mario Díaz Balart hanno sostenuto la richiesta che, contro tutta la logica legislativa, quanto firmato da Scott entri immediatamente in vigore. A peggiorare le cose, il governatore Rick Scott, ha ritrattato e mercoledì 3 maggio ha confermato che la legge entrerà in vigore dal 1° luglio e si é mostrato disposto a difenderla in tribunale, se necessario, ma non è riuscito a calmare l'irritazione degli estremisti che hanno continuato a minacciarlo.
Per L'Avana sono passati finora, nei mesi di questo anno, i leader dei paesi economicamente più importanti in cerca di rafforzare i legami delle loro nazioni con Cuba: dal Brasile all'Iran, Messico e Vietnam, e tutti hanno condannato il blocco degli Stati Uniti, e così anche Papa Benedetto XVI, durante la sua visita l'isola. E, come mostrano i sondaggi, ogni volta più acquisisce maggiore forza, tra i cubani che vivono negli Stati Uniti, l'interessi che questi paesi facciano passi nella direzione di normalizzare le relazioni con Cuba.
Le recenti dichiarazioni di Jeff Bingaman, presidente del Comitato per l'Energia e Risorse Naturali del Senato, dopo il Vertice delle Americhe, nel senso che gli Stati Uniti é "sfasato nella sua politica estera nei confronti di Cuba" e "abbiamo permesso che la nostra politica verso Cuba sia dettata dalla comunità cubano-americana in questo paese, piuttosto che la dettino gli interessi nazionali del nostro paese" riflettono la contraddizione tra l'estremismo di Miami, ancorata al passato, e ciò che mostrano i fatti.
In un contesto come questo e con Luis Posada Carriles, autore di atti terroristici come l'esplosione di un aereo civile cubano che ha assassinato 73 persone, che riceve tributi a cui partecipano politici come Rivera, è coerente che l'odio che mostri le sue migliori raffinatezze a Miami e nessun migliore obiettivo per questo che la compagnia che ha noleggiato i voli per i pellegrini cattolici cubano americani durante la visita a Cuba di Papa Benedetto XVI.
Ma in un anno elettorale e il corso della storia che sta accelerando contro di loro é molto probabile che la disperazione tra coloro che si vedono sempre più isolati, nonostante il loro potere mediatico ed economico, generi più colpi ciechi come quelli che si sono conosciuti in questi giorni, e come dice il proverbio "si vedranno orrori".
Miami: ¿Se verán horrores?
Iroel Sánchez
Mientras América Latina en pleno planta cara a Estados Unidos, pidiendo el fin del bloqueo a Cuba y la presencia de la Isla en la Cumbre de las Américas, y por otra parte, las autoridades cubanas expresan su voluntad de ampliar y profundizar los lazos con la emigración, en Miami se empeñan en marchar contra la historia.
Tanto en pretendidos actos legales como en acciones violentas, el estado de La Florida ha sido escenario en días recientes de intentos de empujar hacia el pasado la relaciones económicas de Cuba con el mundo y el intercambio con su país de origen de los emigrados cubanos.
Poco después de que un acto terrorista destruyera en Miami las oficinas de la compañía de vuelos chárter a Cuba Airline Brokers, , retrotrayendo a esa ciudad a escenas comunes cuarenta años atrás, el gobernador de La Florida Rick Scott firmó una ley que prohíbe al gobierno de ese estado realizar contratos con empresas que realicen negocios con la mayor de las Antillas y Siria. En mi opinión, la inclusión del país árabe no busca otra cosa que incluir un tema de coyuntura que conecte la legislación con la campaña que el Departamento de Estado y los grandes medios de comunicación libran contra esa nación, pero en el caso de Cuba dice mucho más.
Luego de firmar la ley, Scott declaró que “las restricciones no entrarán en efecto a menos y hasta que el Congreso apruebe, y el presidente Obama firme, una ley que permita a los estados imponer independientemente ese tipo de sanciones”, debido a que las leyes federales son las que deciden en asuntos de comercio exterior, por lo que se requiere el aval del Congreso y el presidente Barack Obama, a los que solicitó permitan a la Florida “ir más allá de las dominantes y demasiado permisivas regulaciones federales”.
Hasta un medio caracterizado por su hostilidad hacia el gobierno cubano como el diario de Miami El Nuevo Herald calificó de “fracaso” la legislación de Scott, recordando que la Cámara de Comercio de Florida y los dos principales socios comerciales del estado, Brasil y Canadá, advirtieron que esta nueva ley ahuyenta la inversión extranjera y frena la generación de nuevos empleos. Sin embargo, el rocambolesco comportamiento del gobernador desató la ira de personajes del extremismo cubanoamericano como el congresista David Rivera que amenazó con llevarlo a las cortes para forzarlo a cumplir lo que había firmado, mientras desde Washington sus colegas Ileana Ros-Lehtineny Mario Díaz Balart respaldaron la exigencia de que contra toda lógica legislativa lo firmado por Scott entre en vigor de inmediato. Para colmo, el gobernador Rick Scott, volvió a desdecirse y el miércoles 3 de mayo ratificó que la ley sí entrará en vigor el 1ro de julio y se mostró dispuesto a defenderla en los tribunales de ser necesario pero no logró calmar la irritación de los extremistas que continuaron amenazándolo.
Por La Habana han pasado en lo que va de año líderes de países económicamente muy importantes en busca de fortalecer los nexos de sus naciones con Cuba; desde Brasil a Irán, México y Viet Nam,y todos han condenado el bloqueo norteamericano, como también lo hizo el Papa Benedicto XVI, durante su visita a la Isla. Y, como demuestran las encuestas, cada vez cobra mayor fuerza entre los cubanos residentes en Estados Unidos el interés porque ese país de pasos en la dirección de normalizar sus relaciones con Cuba.
Las recientes declaraciones de Jeff Bingaman, presidente del Comité de Energía y Recursos Naturales del Senado, con posterioridad a la Cumbre de las Américas, en el sentido de que EE.UU. está “desfasado” en su trato a la Isla y “que hemos permitido que nuestra política hacia Cuba sea dictada por la comunidad cubanoestadounidense en este país, en vez de que la dicten los intereses nacionales de nuestro país”, reflejan la contradicción entre el extremismo de Miami, anclado en el pasado, y lo que muestran los hechos.
Ante un contexto como ese y con Luis Posada Carriles -autor de actos terroristas como la voladura de un avión de pasajeros en que murieron 73 personas- recibiendo homenajes en los que participan políticos como Rivera, es coherente que el odio muestre sus mejores galas en Miami y ningún blanco mejor para ello que la empresa que fletó los vuelos para los peregrinos católicos cubanoamericanos y estadounidenses durante la visita a Cuba del Papa Benedicto XVI
Pero en un año electoral y con el rumbo de la historia acelerándose en su contra es muy posible que la desesperación entre quienes se ven cada vez más solos, a pesar de su poderío mediático y económico, genere más golpes de ciego como los que se han conocido por estos días, y como dice el dicho “se verán horrores”. (Publicado en CubAhora)


la risposta di Cuba il 1° Maggio 2012


giovedì 3 maggio 2012

Riassunto veloce su :"L’incredibile storia di cinque uomini detenuti negli USA per aver lottato contro il terrorismo di stampo mafioso"


Dal momento che molti compagni sono digiuni sulla storia dei cinque cubani, Il coordinamento alta Maremma per la libertà dei cinque eroi Cubani, ha deciso di  diffondere un veloce riepilogo storico, redatto dall'autorevole  Comitato Italiano giustizia per i cinque, di cui il coordinamento Maremmano ne fa parte.


L’incredibile storia di cinque uomini detenuti negli USA per aver lottato contro il terrorismo di stampo mafioso

La storia
Dal 1959 Cuba ha subito nel proprio territorio attentati terroristici che hanno provocato 3500 morti. Il terrorismo aveva la sua centrale nella mafia di origine cubana, ostile a Castro, con sede a Miami.
Durante il governo Clinton ci fu un accordo fra USA e Cuba per infiltrare i cinque poliziotti (agenti antiterrorismo) nella mafia di Miami per controllare ed impedire l’attività dei gruppi terroristici di stampo mafioso che nel territorio degli Stati Uniti progettavano ed attuavano attentati, non solo contro Cuba.
I cinque entrano nella mafia di Miami per sconfiggerla d’accordo con l’FBI. Viene loro affidato un compito istituzionale per mettere a nudo le reti di criminali. I cinque agenti si fanno passare come terroristi per cui vengono in contatto con i terroristi veri finanziati dalla mafia cubana. Alcuni attentati vengono sventati grazie alle loro segnalazioni. Accusati di spionaggio vengono arrestati nel 1998.
I reati contestati
Gerardo Hernandez è stato accusato di assassinio per aver procurato la caduta (il 24 febbraio 1996) di due aerei da turismo dell’organizzazione terroristica con 73 morti. L’accusa, pur non essendo riuscita a provare nulla, lo ha ugualmente dichiarato colpevole.
Gerardo Hernandez, Ramon Labanino e Antonio Guerrero sono stati accusati di attività di spionaggio contro gli Stati Uniti. Le testimonianze a loro favore di vari esperti ed autorità statunitensi, come l’ex direttore dell’agenzia di Intelligence del Pentagono(teste della Procura) hanno riconosciuto che gli accusati non avevano realizzato spionaggio contro gli Stati Uniti; ma nonostante questo sono stati condannati.
Tutti e cinque gli agenti (i tre citati + Fernando Gonzales e Renè Gonzales) sono stati denunciati e condannati perché “agenti non registrati di un governo straniero”. Ma se teniamo conto del lavoro cui erano stati chiamati, non era possibile che i Cinque si qualificassero come agenti del governo cubano.
Violazioni del giusto processo
I Cinque sono stati sottoposti ad un giudizio manipolato nella città di Miami, città completamente ostile e fortemente influenzata dalla mafia di origine cubana, per cui è stato impossibile realizzare un processo giusto ed imparziale nel rispetto delle leggi degli stati Uniti e del Diritto Internazionale. I settori anticubani si sono scatenati in una intensa e falsa campagna propagandistica per impressionare l’opinione pubblica di Miami oltre che la giuria. Questa situazione è stata reiteratamente denunciata dagli avvocati della Difesa i quali hanno presentato varie istanze di richiesta per un cambio di sede processuale che sono state respinte. Durante tutto il processo le autorità hanno ostacolato il lavoro della difesa ritardando e limitando l’accesso al solo 20% della documentazione sospettosamente classificata come segreta. Ancora cinque anni più tardi si impedisce alla difesa di accedere a queste migliaia di documenti per sostenere il processo di appello.
Condanne sproporzionate ed ingiuste
Ledendo l’art. 14 del Patto Internazionale dei Diritti Civili e Politici delle Nazioni Unite il giudice, dopo un processo illegittimo, che non ha accettato nessuna delle attenuanti della difesa ed ha per contro applicato tutte le aggravanti della Procura, ha emesso le seguenti sentenze:
Gerardo Hernandez: 2 ergastoli per cospirazione allo scopo di commettere assassinio di 1° grado e spionaggio + 15 anni per documentazione falsa ed agente straniero senza previa dichiarazione alla Procura degli stati Uniti.
Ramon Labanino: ergastolo per l’accusa di cospirazione allo scopo di compiere spionaggio + 18 anni per le accuse di cospirazione allo scopo di compiere attività delittuosa contro gli Stati Uniti e per documentazione falsa ed agente straniero senza previa dichiarazione alla Procura degli stati Uniti.
Antonio Guerrero: ergastolo per l’accusa di cospirazione allo scopo di compiere spionaggio + 10 anni per le accuse di cospirazione allo scopo di compiere attività delittuosa contro gli Stati Uniti e agente straniero senza previa dichiarazione alla Procura degli stati Uniti
Fernando Gonzalez: 19 anni di carcere per le accuse di cospirazione allo scopo di compiere attività delittuosa contro gli Stati Uniti , per documentazione falsa ed agente straniero senza previa dichiarazione alla Procura degli stati Uniti.
Renè Gonzalez: 15 anni di carcere per le accuse di cospirazione allo scopo di compiere attività delittuosa contro gli Stati Uniti ed agente straniero senza previa dichiarazione alla Procura degli stati Uniti.
Violazione dei diritti umani
Il Governo degli Stati Uniti ha ostacolato sistematicamente le visite delle madri, delle mogli e dei figli dei prigionieri, la qual cosa costituisce una sanzione addizionale per loro e per i loro cari.
Confinati in celle di isolamento per un periodo di 17 mesi senza aver commesso alcuna colpa, i cinque agenti chiamati per combattere il terrorismo hanno ricevuto, nel periodo di detenzione, un trattamento da delinquenti comuni.
Quali gli argomenti della Difesa davanti alla corte d’Appello
La Difesa sollecita che si annulli il giudizio e se ne celebri un altro in una nuova sede, fuori dalla città di Miami. Se la corte d’Appello di Atlanta annulla il giudizio precedente e se ne celebra uno nuovo fuori di Miami, rispettando le regole del giusto processo, si potrà contare su una giuria imparziale, che non sarà stata appesantita da pregiudizi politici e soggetta a pressioni di tutti i generi, la qual cosa permetterebbe di provare la innocenza dei cinque agenti cubani dai gravi capi d’accusa di cui sono imputati.
Deve prevalere la verità e la giustizia
Il “Comitato Italiano Giustizia per i Cinque” lancia un appello alle persone di buona volontà affinchè si aggiungano al crescente movimento di solidarietà con i cinque poliziotti cubani avviato dal corrispondente comitato internazionale cui aderiscono molti paesi dell’America Latina.
Il gruppo di lavoro delle Nazioni Unite, dopo aver valutato gli argomenti sottoposti dai famigliari e dal Governo degli Stati Uniti, ha emesso il seguente parere: La privazione della libertà dei cinque patrioti cubani è arbitraria ed in contrasto con l’art. 14 della Convenzione Internazionale dei Diritti Civili e Politici, convenzione della quale fanno parte Gli Stati Uniti.
…” tenuto conto dei fatti e delle circostanze in cui si è celebrato il processo e il tipo di accuse e le sentenze severe comminate agli accusati/il gruppo di lavoro/ deduce che il giudizio non ha avuto luogo nel clima di obbiettività ed imparzialità che necessitano per portarlo a termine e che si compie con le norme del processo giusto…” e “…. sollecita il governo degli Stati Uniti a adottare i mezzi necessari per porre rimedio a questa situazione”.