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domenica 29 luglio 2018

IL #NICARAGUA E LA LOTTA ANTIMPERIALISTA




..Al fine di fare chiarezza sulla storia recente del Nicaragua, da qualche mese colpito da una nuova “rivoluzione colorata” organizzata dall'imperialismo. Gramsci diceva che “la Storia insegna ma non ha scolari”. Spero che queste pagine possano mostrare che qualche scolaro ce l'ha ancora, aiutando anzitutto il movimento comunista a cogliere il nesso tra quanto sta accadendo oggi in Nicaragua e la storia recente non soltanto sua, ma più in generale dell'America Latina e dell'intero “Terzo Mondo” posto sotto costante attacco da parte dell'Imperialismo Statunitense. ..




Estratto da Alessandro Pascale (a cura di), “A Cent'anni dalla Rivoluzione d'Ottobre. In Difesa del Socialismo Reale e del Marxismo-Leninismo”, Volume II, dicembre 2017, pp. 450-460; il libro è scaricabile gratuitamente su www.intellettualecollettivo.it.
 Il testo viene messo a disposizione dell'Associazione Politico-Culturale “Marx21” al fine di fare chiarezza sulla storia recente del Nicaragua, da qualche mese colpito da una nuova “rivoluzione colorata” organizzata dall'imperialismo. Gramsci diceva che “la Storia insegna ma non ha scolari”. Spero che queste pagine possano mostrare che qualche scolaro ce l'ha ancora, aiutando anzitutto il movimento comunista a cogliere il nesso tra quanto sta accadendo oggi in Nicaragua e la storia recente non soltanto sua, ma più in generale dell'America Latina e dell'intero “Terzo Mondo” posto sotto costante attacco da parte dell'Imperialismo Statunitense.
Su questi temi ricordo che nel libro sono presenti ampi materiali, concentrati soprattutto nel secondo volume. Alessandro Pascale 20 luglio 2018

5. IL NICARAGUA E LA GUERRIGLIA ANTIMPERIALISTA DI SANDINO.

“Quando accetta la riunione con Sacasa, Sandino nomina Ramón Raudales come capo del distaccamento di Wiwilí e si dirige verso Managua in compagnia di suo fratello Socrate e dei generali Estrada ed Umanzor, (16 febbraio). Dichiara che la Guardia Nazionale è incostituzionale (17 febbraio). Si riunisce infine con Sacasa e Somoza nella casa Casa Presidenziale (18 febbraio). Il quotidiano La Prensa afferma che Sandino deve consegnare le armi senza condizioni (18 febbraio). Sacasa nomina il generale Horacio Portocarrero delegato presidenziale nei dipartimenti del nord, con l'aperta opposizione di Somoza (20 febbraio). Dopo una conversazione telefonica, Arthur Bliss Lane e Somoza concedono un'intervista (21 febbraio). Successivamente Lane pranza con Moncada. Alle sei del pomeriggio dello stesso giorno, Somoza si riunisce con sedici ufficiali della guardia nazionale per concludere il piano criminale. Dopo una cena con Sacasa Sandino, scendendo dalla Casa Presidenziale, viene rapito e portato al campo di aviazione a nordest di Managua dove viene assassinato in compagnia del generale Francisco Estrada e Juan Pablo Umanzor (21 febbraio); pochi istanti prima la stessa sorte toccò a suo fratello Sócrates. La Guardia Nazionale attacca la cooperativa agricola di Sandino a Wiwilí. Molti sandinisti vengono assassinati e il generale Abraham Rivera si arrende (3 marzo). Il Congresso Nazionale approva un decreto di amnistia per coloro che commisero qualsiasi delitto dal 16 di febbraio del 1933 in avanti (25 di agosto).” (cronistoria della morte di Sandino) (1) “Andremo verso il sole della libertà o verso la morte; se moriamo, la nostra causa continuerà a vivere.” (Augusto Cesar Sandino)2 Nell'agosto del 1925 i marines statunitensi lasciavano il Nicaragua dopo 13 anni di occupazione ma per mantenere alla presidenza Adolfo Dìaz, ex impiegato di una compagnia mineraria yankee e uomo di fiducia del Dipartimento di Stato, tornò con 2000 soldati per pacificare gli animi di ribellione nello stesso Esercito. Uno dei capi liberali, Augusto Nicolás Calderón Sandino (Niquinohomo, 18 maggio 1895 – Managua, 21 febbraio 1934), guadagnò la via delle montagne e da lì guidò la resistenza rivoluzionaria alla presenza militare statunitense dal 1927 al 1933, diventando uno precursori della guerriglia contro gli eserciti professionali e tenendo in scacco le truppe invasori che nel frattempo si davano ai saccheggi e bombardavano campagne e villaggi: “Lotto per espellere dalla mia patria l'invasione straniero. Il solo modo di mettere fine a questa lotta è che le forze che hanno invaso il territorio nazionale si ritirino immediatamente”. Di fronte all'impossibilità di una vittoria militare, gli USA di Roosevelt capitolarono, accettando il cambio di governo e ritirando le forze armate statunitensi. Ma l'autentico uomo forte, il capo della Guardia nazionale Anastasio Somoza, ex giocatore di poker e falsario, era devoto agli yankee e fu lui, il 21 febbraio 1934, a far rapire e assassinare Sandino, aprendosi le porte per il potere sotto il buon auspicio di Washington, che poté imporlo come presidente senza ulteriori resistenze nel 1936. Riportiamo quanto scrive Paco Pena: “Fedele agli interessi imperialistici, il suo governo fu una

1 - Aporrea.org, “Si compiono 76 anni dall'assassinio di Augusto César Sandino, Generale degli Uomini Liberi”, 22 febbraio 2010, disponibile su http://www.resistenze.org/sito/te/po/ni/poniab22-006395.htm.
 2 - Citato in Cubainformazione, “Sandino, un esempio di resistenza”, 18 maggio 2017, disponibile su http://www.cubainformazione.it/?p=23484.

successione di crimini e corruttele. Rimase al potere fino al 1956, quando venne crivellato di pallottole dal poeta Rigoberto Perez. Il presidente Franklin D. Roosevelt disse di Somoza, l'uomo degli USA: “Somoza sarà pure un figlio di puttana, ma è un figlio di puttana che sta dalla nostra parte”.” (Paco Pena) (3) Su Sandino ha scritto Bianca Braccitorsi (4 ): “Cesar Sandino ragazzo e adolescente, assisté alla caduta del presidente Zelaya, liberale blandamente progressista ma geloso dell'indipendenza del suo paese, al primo sbarco dei marines Usa a sostegno del colpo di stato del partito conservatore, alla ribellione del generale indio Zeledon, schiacciata nel sangue. Giovane e già esperto meccanico nel 1920 fu coinvolto in una rissa e costretto ad espatriare in Honduras, in Guatemala, e infine in Messico a Tampico, città operaia con una vivace presenza sindacale, dove ebbe la possibilità di dare uno sbocco politico alle sue confuse idee di giustizia sociale e indipendenza nazionale, scoprendo il legame fra i discorsi di Simon Bolivar, letti nella biblioteca paterna, e le miserabili condizioni di vita di sua madre. Individuò anche il nemico da battere, l'imperialismo USA. Con questo bagaglio, più qualche risparmio ed una pistola, nel 1926 tornerà nel Nicaragua ancora una volta invaso dai marines accorsi a sostenere i conservatori minacciati da una rivolta liberale. Cesar Sandino fu accolto con diffidenza da patrioti sinceri che volevano l'indipendenza nazionale, ma mantenendo ben ferme le distinzioni di classe: “Terra ai contadini” è una parola d'ordine “bolscevica” e i bolscevichi non hanno buona fama nella borghesia latino americana. Rispondono invece con slancio, contadini operai e ragazze di vita di Puerto Cabezas, con l'aiuto dei quali vengono recuperati fucili e munizioni gettati in mare per ordine degli statunitensi. Di queste armi e di trecento uomini è fatto il nucleo iniziale dell'esercito sandinista che ha nel suo programma politico, oltre alla fine di ogni intromissione militare, politica e economica degli Usa in Nicaragua, la riforma agraria, il controllo del lavoro di donne e minori, l'istruzione e la sanità pubbliche e gratuite. Aderiscono i vecchi militanti delusi dai vecchi capi nazionalisti, uomini e donne dei villaggi indios depredati, operai, studenti e anche rivoluzionari provenienti da tutta l'area latinoamericana, tra i quali il salvadoregno Farabundo Martì, più tardi fondatore del partito comunista del suo paese e fucilato dal dittatore Martinez. “Avremo in Nicaragua il nostro trionfo definitivo” scrive Sandino “con cui si accenderà la miccia dell'esplosione proletaria contro gli imperialisti della terra”.”
Ha scritto righe altrettanto intense Dante Liano (5 ): “Forse la magia di Augusto César Sandino sta nel

3 - P. Pena, “Gli interventi statunitensi in America Latina”, cit., pp. 344-345.
4 - B. Braccitorsi, “Il generale degli uomini liberi”, 23 febbraio 2004, disponibile su http://www.resistenze.org/sito/te/po/ni/poni4b23.htm.
 5 Dalla prefazione di M. Campisi, “Sandino. Il generale degli uomini liberi”, Fratelli Frilli editori, 2003.

fatto che non rappresenta l’eroe tipico, lontano e irraggiungibile. Nei murales, il volto meticcio deve essere colorato di marrone, non di arancione come si fa coi bianchi, e i suoi tratti regolari non denunciano nessuna bellezza cinematografica. Ha il volto segnato di qualunque contadino centroamericano. Il cappello, poi, bianco alato con una striscia alla base, è quello di tutti i lavoratori che si recano al lavoro, sotto le stelle mattutine. Sandino è un eroe, non un mito, e per questo lo troviamo molto più vicino a noi. Non una vita stupenda né cinematografica, ma l’eterna esistenza degli umili. La sua grandezza è la sua ribellione. Sandino imparò a dire di no agli americani in Messico, coi rivoluzionari di quel paese, e vide che si poteva mantenere la dignità e la vita contemporaneamente. Forse, il gesto più significativo della sua vita fu dire di no al padre. Volano via in questo episodio terribile tutti i trattati di psicoanalisi e di sociologia prodotti dai nostri scienziati. Il padre, uomo semplice e tranquillo, che segue gli ordini del governo senza riflettere, va dal figlio a dirgli: “Arrenditi”. La frase deve essere stata ancora più comica, dato il nome di Sandino: “Augusto César, arrenditi!”. E Sandino, che è sicuro dei suoi ideali, manda a quel paese suo padre e i generali che gliel’hanno mandato. Sandino è uomo libero, è “il generale degli uomini liberi”, e gli uomini liberi sono un esercito di straccioni, donne e bambini, che lo seguono per le montagne del Nicaragua. “Qui non si arrende nessuno!” gridano con le bandiere sandiniste sporche del fango e rotte dalle intemperie. Sopra di loro, il cielo stellato di Kant e del Nicaragua. Sandino abbraccia gli uomini, non gli dà la mano. Fa parte delle sue credenze spiritiste. Sandino porta con sé l’aura della dignità. A un certo punto, per sempre, Sandino diventa la dignità dei centroamericani. Un uomo buono e deciso, testardo e tutto d’un pezzo come può indovinare il tradimento di uno dei più malvagi uomini politici dell’America Centrale, il servo Anastasio Somoza? Avvolto nella sua dignità, Augusto César Sandino va incontro alla morte. […] Conoscere la storia di questo eroe semplice è imparare cosa è il Centroamerica e dove scorrono le sue arterie più nascoste, le sue “vene profonde”, là dove la gente ricorda e recupera il suo statuto di umanità. Augusto César Sandino, la storia del nostro orgoglio e la nostra libertà.
5.1. I SANDINISTI AL POTERE IN NICARAGUA
Il 19 luglio 1979 il Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale riesce ad entrare a Managua, capitale, e a porre fine alla dittatura della famiglia dei Somoza, istruita e armata dagli americani, di cui era fedele ed ubbidiente alleata. Il Frente Sandinista de Liberacion Nacional (FSLN), era stato fondato nel 1961 e aveva aggiunto nel 1963 la denominazione sandinista in onore al comandante guerrigliero Augusto César Sandino. Il Fronte gode di un vastissimo appoggio popolare, soprattutto tra i contadini (che più scontavano la repressione degli sgherri di Somoza e il durissimo sfruttamento a cui erano sottoposti dalle multinazionali nordamericane), tra gli studenti, gli intellettuali, e molti cristiani della chiesa povera, convinti assertori della teologia di liberazione. L'esasperazione creata dai Somoza, che avevano creato una dittatura che basata sul massacro e sul terrore, sullo sfruttamento dei territori e sull'abbandono della popolazione (più del 75% di analfabeti e due terzi della popolazione che guadagnava meno di 300 dollari all'anno, mentre Somoza, in esilio di Miami, aveva cumulato secondo l'intelligence statunitense circa 900 milioni di dollari), ha negli anni spesso portato a gesti individuali estremi e azioni di rivolta, susseguitesi per i decenni successivi, e creano sempre più consenso nei confronti dell'organizzazione sandinista: tanto per fare degli esempi, la liquidazione dell'odiato generale Perez Vega, caduto nella trappola tesagli dall'avvocatessa militante Nora Astorga o la spettacolare operazione di occupazione del Palazzo Nazionale, con il sequestro di 76 membri del congresso. Il 10 gennaio 1978 Pedro Joaquin Chamorro, editore di uno dei giornali di opposizione al regime, La Prensa, viene assassinato da sicari di Somoza, di fatto facendo crescere l'indignazione popolare e preparando il terreno per l'offensiva finale. A seguito di questo omicidio la rivolta popolare dilaga in tutte le città del Paese, mentre l'offensiva sandinista parte alla conquista delle campagne. Il presidente USA Carter non riesce nell'intento di promuovere dal nulla un'alternativa “moderata” ai sandinisti, facendo promuovere all'ultimo momento dalla stampa e dai sindacati controllati dalla CIA la necessità di un nuovo movimento politico: in poco più di un anno la dittatura è rovesciata e il FSLN sale al potere. A questo punto Carter “autorizzò la CIA a offrire un sostegno finanziario e di altro genere agli oppositori” e iniziarono a far “pressioni sui sandinisti affinché includessero nel nuovo governo alcuni personaggi”. Si continuò il finanziamento “a organizzazioni non governative e al settore privato, compreso l'American Institute for Free Labor Development, da lungo tempo avamposto della CIA”, con l'obiettivo evidente di rinsaldare le posizioni per “rafforzare gli uomini della cosiddetta opposizione moderata e indebolire l'influenza dei paesi socialisti in Nicaragua”. Ogni aiuto militare venne rifiutato, mentre nel frattempo i sostenitori di Somoza si organizzarono come contras, nell'attuare azioni terroristiche contro il governo che nel frattempo attuò una politica da subito incentrata sull'alfabetizzazione di massa, sul miglioramento del sistema sanitario nazionale e in genere nel miglioramento delle condizioni di vita della popolazione. Il nuovo governo espropriò naturalmente i beni di Somoza (le sole proprietà agricole corrispondevano a un quarto dell'arativo totale) e le aree non coltivate, ridistribuendo le terre confiscate a circa 60.000 famiglie contadine; nazionalizzò le banche private, le compagnie di assicurazione, i settori minerario, forestale e ittico, istituì una serie di enti pubblici, come l'ENAL (Empresa Nicaragüense del Algodón), la BANANIC (Empresa Nicaragüense del Banano), l'ANAZUCAR (Empresa Nicaragüense del Azúcar), l'ENMAR (Empresa Nicaragüense de Productos del Mar) ecc., per incrementare le principali produzioni e controllare il relativo commercio.
Un rapporto di Amnesty International riguardante i primi tre anni della Giunta al potere (1979-1981) giudicò la situazione dei diritti dell'uomo in Nicaragua notevolmente migliorata. Nell'agosto 1979 venne emanato lo Statuto dei diritti e garanzia dei nicaraguensi e abolita la pena di morte e fu promulgato lo Statuto Fondamentale della Repubblica di Nicaragua; quest'ultimo abolì la costituzione, la presidenza, il congresso e tutte le corti; garantì il pieno rispetto della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, del Patto Internazionale sui diritti economici, sociali e culturali e del Patto Internazionale sui diritti civili e politici dell’ONU e della Dichiarazione Diritti e Doveri dell’Uomo dell’Organizzazione degli Stati Americani, sancì l'uguaglianza incondizionata di tutti i nicaraguensi, la libertà di coscienza e di religione, di unione e organizzazione politica, sciolse la Guardia Nazionale e gli organi di spionaggio, istituì un Esercito Nazionale composto dai combattenti del FSLN e dagli ufficiali della disciolta Guardia Nazionale che si erano uniti alla lotta per il rovesciamento di Somoza. Lo Statuto precisava, inoltre, che l'Esercito assumeva temporaneamente le funzioni di polizia in tutto il paese. Chiaramente iniziava il boicottaggio economico da parte statunitense con le strategie che ormai ben già conosciamo, e quando salì al potere Reagan, condannò “la scalata al potere del Nicaragua dei marxisti-leninisti” e si affrettò a trovare ogni mezzo, legale o illegale, per finanziare i Contras nella guerriglia.(6)

6 -  W. Blum, “Il libro nero degli Stati Uniti”, cit., pp. 432-452. 5.2. L'AIUTO DEL BLOCCO SOCIALISTA CONTRO I CONTRAS DELLA CIA.

5.2. L'AIUTO DEL BLOCCO SOCIALISTA CONTRO I CONTRAS DELLA CIA.

A questo punto diamo la parola a Andrew e Gordievskij7 per mostrare l'atteggiamento del blocco socialista: “Malgrado l'appoggio cubano […] Mosca non si precipitò a soccorrere i sandinisti. Apprezzava il loro sostegno morale” riguardo all'azione sovietica “dell'Afghanistan, e trovava di suo gusto il loro inno nazionale che stigmatizzava gli yankees come “nemici dell'umanità”. Tuttavia il Cremlino continuò per due anni a nutrire la speranza che il conformista partito comunista nicaraguense potesse prendere il posto dei meno ortodossi sandinisti come forza dominante del nuovo regime. Alla fine del 1981 Castro e i rapporti del KGB avevano convinto Mosca della genuinità dello spirito rivoluzionario dei sandinisti […]. Con l'assistenza dei cubani e dei sovietici, i sandinisti potenziarono l'esercito del Nicaragua portandone gli effettivi da 5.000 a 119.000, facendone pertanto la maggiore forza militare nella storia dell'America centrale. (Malgrado il sostegno americano, gli inetti guerriglieri antisandinisti Contras non superarono mai, neppure nelle stime più ottimistiche, la forza complessiva di 20.000 unità) Il Centro di Mosca fu svelto a concludere un accordo con i servizi d'informazione di Managua e mandare alcuni ufficiali del Ventesimo Dipartimento a stabilire il contatto con “i nostri amici nicaraguensi” […] il direttore del servizio [di intelligence del Nicaragua, ndr] era un ufficiale della DGI cubana che usava lo pseudonimo di Renan Montero. Il Centro mandò settanta consiglieri e istituì in Nicaragua una scuola per la sicurezza dello Stato. […] il Nicaragua permise ai sovietici di installare sul suo territorio quattro basi per la sigint.” Manovre ingiustificate? Forse no, visto “l'aiuto degli USA ai Contras (guerriglieri antisandinisti) e la rivelazione, nel 1984, che la CIA aveva collaborato a minare i porti nicaraguensi e alla distruzione dei serbatoi di petrolio nel porto di Corinto sulla costa del Pacifico. […] Nell'America latina, e anche altrove, si alzò un'ondata di sdegno contro gli Stati Uniti, facendo convergere la solidarietà internazionale sulla lotta antisandinista contro l'imperialismo americano. Malgrado la popolarità personale di Reagan, i suoi appelli per maggiori finanziamenti ai Contras non convinsero né il Congresso né l'opinione pubblica americana. Gli aiuti ai Contras cessarono ufficialmente nel 1984. I tentativi di continuarli in forma ufficiosa invischiarono la Casa Bianca […].” Dunque il supporto offerto dall'URSS e da Cuba, e pienamente accettato dal governo nicaraguense, è stato determinante per proteggere il Nicaragua dai tentativi golpisti degli USA, che in questo caso persero per il resto del periodo della guerra fredda un tassello del puzzle del Centro America. I supporti sovietici proseguirono anche dopo, così come la guerra sotterranea degli USA (solo nel 1986 il Congresso degli Stati Uniti approvò lo stanziamento di cento milioni di dollari per

7- C. Andrew & O. Gordievskij, “La storia segreta del KGB”, cit., pp. 593-594.

finanziare i Contras) proseguì finché non riuscì a vincerla ottenendo la vittoria delle elezioni nella prima tornata elettorale pluripartitica del 1990 (nella quale vinse l'Unione Nazionale di Opposizione, ampiamente finanziata con milioni di dollari dagli USA). Nel frattempo però, nel 1987, il leader sovietico Michail Gorbaciov aveva proposto di sospendere gli aiuti militari sovietici al Nicaragua se gli USA avessero interrotto l'appoggio militare ai contras: “non esistono indicazioni di sorta che il presidente abbia dato alcun seguito alla proposta”. Per spiegare la sconfitta alle elezioni del 1990, i sandinisti ritennero che “i dieci anni di guerra su tutti i fronti avevano logorato la popolazione. Temevano che, finché i sandinisti fossero restati al potere, i contras e gli Stati Uniti non avrebbero mai moderato la campagna per rovesciarli. La gente votò per la pace. (Come la popolazione della Repubblica Dominicana aveva votato nel 1966 per il candidato appoggiato dagli Stati Uniti per prevenire un ulteriore intervento militare americano). […] Aquì no se rinde nadie. Per dieci anni la gente del Nicaragua aveva gridato questo slogan: “Qui nessuno si arrende”. Ma nel febbraio 1990, fecero esattamente questo.” Si apriva così per il Paese un periodo di transizione e di assestamento della vita politica, caratterizzato dal contrasto fra gli orientamenti del potere governativo e quelli di istituzioni a predominante composizione sandinista (esercito, sindacati, ecc.), e si dava avvio a una politica economica neoliberista. Profondi dissidi si verificavano ben presto sia all'interno della coalizione di maggioranza, sia nel Fronte di Liberazione Nazionale Sandinista (FLNS), che si scisse. La corrente sandinista moderata, capeggiata da Sergio Ramírez, infatti si separava nel 1994, dando origine nel 1995 a un nuovo gruppo politico, il Movimento Rinnovato Sandinista (MRS). Anche le elezioni del 1996 vedevano la sconfitta del leader sandinista Daniel Ortega e l'avvento del candidato della destra, il neosomozista Arnoldo Alemán Lacayo, rappresentante della grande proprietà terriera, guardato con simpatia dalle gerarchie ecclesiastiche locali. Assunta la carica nel gennaio 1997, Alemán confermava la politica economica delle privatizzazioni adottata dall'amministrazione precedente e cercava di trovare una soluzione legale alle richieste di quanti, primi fra tutti la famiglia Somoza, si erano visti confiscare le proprietà durante il periodo della rivoluzione sandinista. Trovato un accordo fra la maggioranza e l'opposizione sandinista per la restituzione delle terre espropriate e arresosi l'ultimo movimento di guerriglia attivo nel Paese, il Fronte unito Andrès Castro, il processo di pacificazione nazionale si concludeva nel 1997. La politica neoliberista di Alemán e la drastica riduzione del deficit del Paese, attuata per realizzare il rigido programma strutturale imposto dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca Mondiale, facevano però precipitare il Nicaragua in uno stato di grave recessione economica. Bisogna aspettare il novembre 2006 per veder tornare i sandinisti, molto moderatisi nel tempo, al potere: nelle elezioni presidenziali vince Daniel Ortega con il 38,07% dei voti; il candidato “liberale” Eduardo Montealegre, appoggiato da Washington, si ferma al 29%. Nel 2011 Ortega viene rieletto con il 62,6% dei consensi. Nel 2014 il Parlamento approvava una modifica alla Costituzione che rafforza il potere legislativo del presidente, permettendogli di ricandidarsi per un terzo mandato nel 2016 stravinto addirittura con il 72,44% dei voti. Nonostante alcune critiche giunte da sinistra (8 ), analisti sostengono che i motivi della larga riconferma ottenuta da Ortega sono da ricercarsi nelle politiche sociali portate avanti in favore dei meno abbienti, oltre che negli investimenti pubblici nelle infrastrutture, per l’elettrificazione del paese, per la salute e l’educazione. Politiche di sostegno alla cultura e allo sport sono state implementate con forza e convinzione. Da non dimenticare lo sviluppo e il rafforzamento della cooperazione con la Cina, come si evince dai lavori per la realizzazione del canale del Nicaragua che sta attraendo numerosi investimenti nel paese. Tra i messaggi di congratulazioni per questa nuova vittoria ottenuta dal Comandante Ortega, vi sono quello del Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolas Maduro che parla di “vittoria della Patria Grande in Nicaragua”; così come il leader cubano Raul Castro che afferma come con questa schiacciante vittoria “Nuestra America potrà continuare a contare sul Nicaragua per avanzare verso la giustizia e la prosperità per i nostri popoli”.(9)

8 - Ad esempio M. Urbano Rodrigues, “Daniel Ortega ha tradito la Rivoluzione sandinista”, 12 novembre 2016, disponibile su http://www.resistenze.org/sito/te/po/ni/ponigm14-018557.htm.
 9 - Fonti ulteriori usate per il capitolo: W. Blum, “Il libro nero degli Stati Uniti”, cit., pp. 431-452; Enciclopedia DeAgostini-Sapere.it, “Nicaragua”, disponibile su http://www.sapere.it/enciclopedia/Nicar %C3%A0gua.html#id_dfffb -8043-36e9-b406-343c721fab91; Infoaut, “19 luglio 1979 come i sandinisti rovesciarono la dittatura di Somoza”, 19 luglio 2017, disponibile su https://www.infoaut.org/storia-di-classe/19-luglio-1979-isandinisti-rovesciano-la-dittatura-di-somoza
; Autore Ignoto, “Nicaragua: nuovo trionfo elettorale per Daniel Ortega e il Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale”, 7 novembre 2016, disponibile su http://www.lantidiplomatico.it/dettnewsnicaragua_nuovo_trionfo_elettorale_per_daniel_ortega_e_il_fronte_sandinista_di_liberazione_nazionale/5694_177 67/.

5.3. IL RUOLO DESTABILIZZATORE DELLE ONG

“Né il governo degli Stati Uniti né i suoi alleati europei vedono bene il modello di commercio e cooperazione inspirato dal socialismo che si sviluppa nei paesi dall'Alba. Appoggiano la campagna di destabilizzazione dell'opposizione nicaraguense come appoggiarono quelle che ebbero luogo in Venezuela e Bolivia. Tutte questi campagne fanno parte dello sforzo dei governi degli Stati Uniti e dei suoi alleati di ostacolare i tentativi dei paesi dell'America Latina di avanzare verso un'integrazione progressista e sovrana al di fuori della logica capitalista della globalizzazione corporativa.” (Associazione Amicizia e Solidarietà Italia-Nicaragua, 2008)10 In un articolo uscito su Misiòn Verdad nel 201611, si accusa gli USA di aver attuato per anni, con la fine della guerriglia dei Contras, una nuova tipologia di operazione clandestina. Leggiamo: “Le ONG sono le facciate “indipendenti” che beneficiano dell’aiuto finanziario, e che operano con obiettivi chiari, nel contesto della guerra con risorse asimmetriche. Ma anche partiti politici sono attenti al portafoglio dei dollari. Non è per pura speculazione che Misión Verdad ha riportato i casi che si riferiscono al contesto venezuelano […]. E il caso nicaraguense, come quello venezuelano, non è esente dai finanziamenti di enti governativi statunitensi. […] I dati forniti dal giornalista svedese Dick Emanuelsson confermano il finanziamento da parte del Dipartimento di Stato (via NED e USAID) e del National Democratic Institute (IND, del partito di Hillary Clinton), per citarne solo due, ai partiti principali di quella che è definita “Coalizione Democratica” e alle ONG in Nicaragua. La ONG “Movimento per il Nicaragua”, che si dice difensora dei diritti della “società civile” contro la “dittatura sandinista” e che riunisce più i mascalzoni dei media che la gente nelle strade, ha come finanziatore, oltre la NED, la USAID e l’IND, come già si è detto, anche l’ambasciata degli Stati Uniti a Managua (città capitale del Nicaragua), la Open Society Foundation di George Soros, attraverso la rete “Probidad”, l’Istituto Repubblicano Internazionale (IRI) e l’ambasciata del Giappone, paese rivale – geopoliticamente parlando – della Repubblica Popolare Cinese. Anche la ONG “Comisión Permanente de Derechos Humanos”, rappresentata dal suo direttore esecutivo Marcos Carmona, ha ricevuto un buon mazzo di bigliettoni (20.000 dollari, non di più nel 2008, ma Emanuelsson fa notare che tale somma equivale a 25.671 salari minimi al mese) da parte della USAID. Un’altra ONG, l’“Istituto di Studi Strategici e Politiche Pubbliche”, ha

10 -Associazione Amicizia e Solidarietà Italia-Nicaragua, “Le chiavi per capire il conflitto sandinista”, 2 luglio 2008, disponibile su http://www.resistenze.org/sito/te/po/ni/poni8g14-003462.htm.
 11 - Misiòn Verdad, “Il ruolo di istituzioni statunitensi e ONG nella destabilizzazione del Nicaragua”, 31 agosto 2016, traduzione a cura di Marx21 e disponibile su http://www.marx21.it/index.php/internazionale/america-latina-ecaraibi/27139-il-ruolo-di-istituzioni-statunitensi-e-ong-nella-destabilizzazione-del-nicaragua.

ricevuto dalla NED più di 50.000 dollari dal 2005, e ha contato sull’appoggio del NDI, della Banca Interamericana di Sviluppo (BID) e dell’IRI per l’organizzazione di manifestazioni. Tanto il Partito Liberale quanto il Movimento di Rinnovamento Sandinista (MRS) si sono impantanati nella stessa cloaca finanziaria, e gli stessi dirigenti del MRS hanno dichiarato pubblicamente che ci sono state marce e riunioni sotto l’auspicio dell’IRI. Gli interessi di diversi repubblicani nella storia del Nicaragua sono stati rivelati fin dal decennio del 1980. Riassume il giornalista svedese: “Questo organismo (IRI) è stato diretto fino alla sua morte (7 dicembre 2006) dalla fervente anticomunista Jean Jordan Kirkpatrick. Questa signora era l’ambasciatrice degli Stati Uniti all’ONU nel 1983 quando il suo capo, il presidente Ronald Reagan, aveva disseminato di mine il golfo di Fonseca e impedito alle navi di entrare nel principale porto del Nicaragua sulla costa pacifica, il porto di Corinto. […] I repubblicani e Reagan&Kirkpatrick cercavano con le mine di soffocare il piccolo paese centramericano. Il popolo nicaraguense fu vittima di innumerevoli massacri da parte dei “Contras”, diretti da un altro repubblicano, l’ambasciatore John Negroponte, dalla capitale honduregna. Più di 50.000 nicaraguensi furono vilmente assassinati dalla guerra di Reagan e dei repubblicani durante il decennio del 1980”. La lista delle organizzazioni finanziate da differenti organismi del governo di Wall Street, scusate, dalla Casa Bianca, è lunga, ma non per questo meno pericolosa.”

5.4. PREGI E LIMITI DELL'ESPERIENZA SANDINISTA

“Nei momenti di gioia e nel momenti di dolore ho invocato sempre Dio e ho ringraziato Dio. Le nostre radici sono il cristianesimo, di lì vengono i nostri valori: dal cristianesimo”. “Per arrivare a Sandino sono prima dovuto arrivare a Cristo, per arrivare alla Rivoluzione Cubana prima sono arrivato a Cristo, per arrivare a Marx, a Lenin, ad Engels, prima sono arrivato a Cristo, per arrivare al popolo, prima sono arrivato a Cristo.” (Daniel Ortega, 2014)(12) Di seguito un giudizio politico fatto nel 2009 da Gilberto López y Rivas(13) sull'importanza e sui

12 -  RedGlobe, “Celebrati a Managua i 35 anni della Rivoluzione Sandinista”, 20 luglio 2014, traduzione in italiano del Centro di Cultura e Documentazione Popolare e pubblicazione su http://www.resistenze.org/sito/te/po/ni/ponieg21- 014847.htm.
 13 - G. López y Rivas, “Il significato attuale della Rivoluzione Popolare Sandinista in America Latina”, 19 luglio 2009, disponibile su http://www.resistenze.org/sito/te/po/ni/poni9g21-005408.htm.

limiti che ha avuto il sandinismo. Manca un giudizio adeguato sugli anni del ritorno al potere di Ortega, su cui al momento è difficile esprimersi con un occhio storico: “La Rivoluzione Popolare Sandinista (RPS), che ha trionfato il 19 luglio del 1979, è stato il primo movimento armato rivoluzionario vincente dopo la rivoluzione cubana. Si è trattato di una rottura del cordone sanitario statunitense sui processi rivoluzionari in America Latina, seguito alla sconfitta politico militare della Baia dei Porci e al brutale golpe contro il governo costituzionale di Unità Popolare in Cile. In Nicaragua avvenne una rivoluzione contro la dittatura e con chiari contenuti sociali, in un paese strategico per il controllo economico, politico e militare degli USA sul continente. Fu questo il motivo che scatenò l’imperialismo, il quale reagì alla vittoria rivoluzionaria con tutta la sua violenza, organizzando una sanguinosa guerra d’aggressione durata per tutti gli anni '80, con un tragico bilancio di morti e feriti. Sul piano strettamente militare, la Rivoluzione riuscì ad organizzare una difesa basata sulla partecipazione popolare, una guerra di tutto il popolo che impedì la presa del potere da parte dei controrivoluzionari in ogni porzione del territorio nazionale. Nonostante le risorse fornite dagli Stati Uniti, i sabotaggi all’economia e all’infrastruttura, le frequenti imboscate a miliziani, soldati e funzionari del governo rivoluzionario, gli USA in Nicaragua non hanno vinto militarmente. La Rivoluzione Popolare Sandinista, nonostante questa pressione, riuscì a riscattare la dignità nazionale nicaraguese, cambiando radicalmente le condizioni economiche, sociali, culturali e politiche del paese. Concependo la nazione non soltanto come la somma di territorio, lingua, economia e cultura o carattere nazionale, ma come un fenomeno dinamico in cui classi, frammenti di classe e gruppi socio-etnici lottano per l’egemonia. La vittoria rese possibile un processo formativo e di consolidamento della nazione che era stato visibilmente sospeso e deformato durante il somozismo. Alla base di queste trasformazioni vi fu l’eliminazione dal potere politico della famiglia Somoza e il passaggio a una democrazia di maggioranze popolari, che rigenerò la natura stessa della nazione e dei suoi elementi costitutivi. Il rapporto fra Stato nazionale e la sua base, il popolo e il territorio, cambiò qualitativamente. Il somozismo manteneva solo una sovranità formale sulle sue frontiere, mentre la Rivoluzione nazionalizzò il territorio e le sue risorse naturali, aprendo una profonda presa di coscienza della sua identità, riconoscendo le varie realtà etnico-culturali, le diverse confluenze linguistiche e, per la prima volta, s’identificò come una nazione multietnica e multiculturale. Il Nicaragua fu una scuola di quadri per tutto il continente. La presenza internazionalista di latinoamericani prima, durante l’insurrezione e nei dieci anni di governo rivoluzionario, costituì un importante contributo ai processi di cambiamento in America Latina.
Persino l’EZLN non lo si potrebbe capire senza l’esperienza nicaraguese. Il Nicaragua provocò un movimento di solidarietà popolare di proporzioni mai viste e pure l’aiuto di governi (in modo aperto o discreto) fra cui si distinsero Cuba e Messico. La vittoria sandinista stimolò anche la propagazione dell’erronea teoria del “domino rivoluzionario”, con effetti negativi nelle lotte armate di El Salvador e Guatemala, con un trionfalismo senza fondamento. La Repubblica Popolare Sandinista ruppe con molti schemi dominanti nel movimento rivoluzionario latinoamericano: a) la presenza importante del settore cristiano; b) la direzione collettiva, anche se si ebbe la deriva dell’orteguismo dentro il FSLN; c) le elezioni del 1984 e il mantenimento della pluralità politica in un contesto di costruzione del potere popolare; d) gli sforzi (falliti) di non allineamento; e) l’irriverenza di forme e contenuti; f) le radici nazionali (Sandino, la storia di resistenza antisomozista, ecc.). La RPS affrontò il problema etnico-nazionale dopo quattro anni di sconfitte, con una prospettiva interculturale e autonomista che ruppe con gli schemi del marxismo schematico basato sul riduzionismo classista e proletarizzante. Il Nicaragua divenne così un esempio d’autonomia per molti dei movimenti indigenisti in formazione. Tanto che, di nuovo, non si potrebbe capire il processo d’autonomie in America Latina, senza tenere conto dell’importante progresso realizzato su questo terreno durante la rivoluzione sandinista. La sconfitta elettorale nel 1990 e la perdita del potere fu per i sandinisti un duro colpo, ma lo fu anche per tutti i processi rivoluzionari armati in corso (El Salvador, Guatemala, Colombia) e influì nelle prospettive di altri movimenti politici non armati che assunsero le strategie elettorali come la loro ragion d’essere (PRD, in Messico, PT, in Brasile, ecc). Ciò che seguì la sconfitta elettorale colpì anche i partiti e i movimenti in America Latina. Si trattò di una fase di corruzione che nella rivoluzione cubana non era avvenuta; in questa fase vennero coinvolti importanti quadri del sandinismo, che si appropriarono di beni e risorse pubbliche gettando via l’eredità di riferimento etico che la RPS aveva conservato durante i dieci anni di guerra.” Nel 2014 Ortega ha celebrato il 35° anniversario della rivoluzione sandinista affrontando una serie di questioni politiche importanti. Ha “ringraziato il presidente del Venezuela Nicolás Maduro per la presenza […] e ha assicurato che quest'ultimo ha in atto una sfida gigantesca tanto con il popolo venezuelano, quanto con gli altri popoli dell'America. “Egli sta di fronte ad una rivoluzione che oggi è l'avanguardia nella lotta dei popoli dell'America Latina e dei Caraibi. È una forza determinante per continuare a fortificare l'integrazione, l'unità dei popoli dell'America Latina e dei Caraibi, la lotta per la sovranità dei popoli dell'America Latina e dei Caraibi. L'unità dei popoli dell'America latina e dei Caraibi è una forza determinante per continuare a rinforzare l'integrazione e la lotta per la sovranità di questi popoli”, ha sottolineato. Ha dichiarato inoltre che ciò spiega l'odio dell'impero e dei suoi sodali contro Nicolás. […] Il comandante Daniel ha anche approfittato del suo discorso per chiedere la sospensione dell'occupazione della Palestina da parte delle forze militari dell'esercito di Israele […]. Daniel ha affermato che benché in questi ultimi anni della seconda tappa della Rivoluzione si siano fatti grandi progressi, restano ancora molte sfide davanti”. Pur avendo fatto “progressi nella lotta alla povertà, nella lotta alla povertà estrema, nella lotta alla denutrizione, nella sanità e nell'istruzione, nella costruzione di strade e di vie di comunicazione, nelle politiche produttive, nei diritti della gioventù, nel protagonismo del popolo” e “nella pratica della solidarietà" indicava come obiettivi la lotta all'analfabetismo e alla povertà nelle zone rurali sostenendo la necessità di portare avanti lo sviluppo delle forze produttive del Paese.(14)

14 - RedGlobe, “Celebrati a Managua i 35 anni della Rivoluzione Sandinista”, cit

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giovedì 5 marzo 2015

Insabbiato il rapporto dell'Oms sui crimini statunitensi in Iraq (Immagini forti)



Mohsen Abdelmoumen

E' uno scandalo planetario che si potrebbe denominare "Oms-gate". Dal novembre 2012, l'Oms (Organizzazione mondiale della sanità) blocca la pubblicazione del rapporto sugli effetti devastanti dei bombardamenti all'uranio impoverito (Du: scorie radioattive risultanti dall'arricchimento di uranio per i reattori civili e militari) sulla salute della popolazione irachena.

In effetti, a seguito della pubblicazione a fine 2014 della graduatoria "Censored 2015", programma universitario che elenca le 25 notizie più importanti a livello mondiale censurate dalla stampa, sembra che l'OMS abbia censurato la propria relazione realizzata con l'assistenza del ministero della sanità iracheno inerente all'indagine sanitaria effettuata in Iraq sulle conseguenze dei bombardamenti statunitensi e britannici sulla popolazione. Questa indagine è stata condotta su 10.800 famiglie in 18 distretti, in ragione di 600 famiglie per distretto.

Vorremmo sapere come il dottor Ala Alwan, che ha scalato tutti i livelli dell'Oms dal 1992 arrivando a ricoprire la carica di direttore regionale nel 2012, passando dai ministeri dell'istruzione e della sanità in Iraq tra il 2003 e il 2005, può giustificare l'omertà, tacendo i risultati dell'indagine nel proprio paese. Ovviamente, non ci si può stupire visto che i fondi dell'Oms provengono, oltre che dalla Fondazione dell'Onu, anche dall'Usaid (United States Agency for International Development - Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale) e dall'inglese Dfid (Department for International Development - Dipartimento per lo sviluppo internazionale).

L'Usaid è soggetto alle direttive del presidente degli Stati Uniti, del segretario di Stato e del Consiglio di sicurezza nazionale, così come il Dfid inglese è diretto dal segretario di Stato per lo sviluppo internazionale, Justine Greening, e dal ministro Alan James Carter Duncan che ha fatto carriera nell'industria petrolifera della Royal Dutch Shell e che è anche membro del gruppo "Conservative Way Forward" presieduto dalla criminale Margaret Thatcher, mentre il sottosegretario di Stato è Lynne Featherstone Choona, della ricca famiglia proprietaria della catena di negozi Ryness, ripresa di recente per aver sperperato 22.000 sterline in un mese per costi di cancelleria nel suo ufficio presso il ministero.

Secondo numerosi medici iracheni, la contaminazione da munizioni all'uranio impoverito sta causando un'impennata di deformazioni alla nascita, tumori e altre malattie in gran parte dell'Iraq. La dottoressa dottor Mozhgan Savabieasfahani, tossicologa presso la Scuola di medicina dell'Università del Michigan, ha dichiarato che "l'Iraq è avvelenato e tale indagine approfondita sulla salute pubblica deve essere pubblicata e ampiamente diffusa per richiamare il supporto e l'esperienza internazionale". Secondo lei, "dovrebbero essere convocati con urgenza medici esperti, tossicologi, epidemiologi, igienisti ed esperti ambientali per risolvere questa crisi e salvare vite umane".

Già nel marzo 2013, la Bbc aveva trasmesso un reportage in cui un alto funzionario del ministero iracheno della sanità a Baghdad dichiarava che "tutti gli studi eseguiti dal ministero della sanità mostrano con dati schiaccianti che c'è stato un aumento delle malformazioni alla nascita e di tumori in Iraq". In questo documentario, intitolato "Born under a bad sign" (Nati sotto una cattiva stella), altri due ricercatori del ministero della salute iracheno affermavano che "i tumori e le malformazioni alla nascita costituiscono un grave problema per la prossima generazione di bambini", confermando gli aumenti simultanei di tumori e difetti di nascita nei tre governatorati di Ninive, Anbar e Najaf, e collegando tale fenomeno alle munizioni utilizzate dagli eserciti americani e britannici.

Molti medici iracheni, da anni stanno cercando di allertare la comunità internazionale per ottenere aiuto, attraverso figure di spicco a livello internazionale. Invano. A seguito del blocco del rapporto dell'Oms, 58 esperti del mondo scientifico, intellettuali, operatori sanitari e difensori dei diritti umani hanno scritto nel maggio 2013 all'Oms e al ministero della sanità iracheno per chiedere la pubblicazione immediata del rapporto. Nessuna reazione a questo appello firmato da studiosi provenienti da tutto il mondo, tra cui Noam Chomsky, Ken Loach, John Tirman, la dottoressa Mozhgan Savabieasfahani e organizzazioni come Human Rights Now Giappone, Health Alliance International e molte altre persone eminenti del mondo scientifico e intellettuale. Davanti questo deliberato ostruzionismo, Hans von Sponeck, ex vice segretario generale delle Nazioni Unite e membro del Tribunale Brussels ha dichiarato: "Il governo degli Stati Uniti ha fatto di tutto per evitare che l'Oms indagasse nelle zone del sud dell'Iraq, dove è stato utilizzato l'uranio impoverito che ha causato gravi danni alla salute e rischi ambientali".

Le autorità statunitensi ammettono di aver utilizzato 320 tonnellate di uranio impoverito, cifre contestate dalla fondazione LAKA di Amsterdam che stima la quantità reale più vicina alle 800 tonnellate, lanciate in Iraq durante la guerra del 1991, e 1.200 tonnellate durante l'invasione del 2003. Nel 1991, l'esercito statunitense ha lanciato quasi un milione di ordigni all'uranio impoverito in tre giorni su migliaia di profughi e soldati iracheni in ritirata sulla strada per Bassora. Molto rapidamente, alcune zone del sud dell'Iraq hanno visto un incremento annuo del 350% dei casi di leucemia, deficienze immunitarie, cataratta e disfunzioni renali. Le statistiche ufficiali del governo iracheno mostrano che prima dello scoppio della prima guerra del Golfo, nel 1991, il tasso dei casi di cancro era di 40 su 100.000. Nel 1995 era salito a 800 su 100.000, e nel 2005 era raddoppiato ad almeno 1.600 persone su 100.000.

Le stime più recenti indicano un innalzamento regolare continuo. "Il mondo deve sapere che gli iracheni sono stati vittime di aggressioni inflitte con l'uso di munizioni all'uranio impoverito da parte delle truppe statunitensi e inglesi durante la guerra. Questo è un genocidio", ha detto il dottor Jawad al-Ali, oncologo del Cancer Treatment Centre di Bassora. Egli stima che vi siano 300 siti in tutto l'Iraq contaminati da radiazioni da munizioni all'uranio impoverito. "Prima della guerra del Golfo, avevamo due o tre casi di pazienti affetti da tumore al mese, ora 30-35 persone muoiono ogni mese. I nostri studi indicano che una percentuale compresa tra il 40 e il 48% della popolazione avrà un cancro entro cinque anni". Considerando che l'OMS quantificava la popolazione irachena attorno ai 33.765.000 abitanti nel 2013, si può stimare che circa 15 milioni di persone riceverà una diagnosi di cancro nei prossimi anni.

Inoltre, mai prima era stato rilevato un tasso così alto di spina bifida nei bambini, per esempio a Bassora e il tasso continua ad aumentare. Il numero di idrocefali (acqua nel cervello) nei neonati è sei volte superiore a Bassora che negli Stati Uniti e si riscontrano malformazioni note solamente nei manuali di medicina riscontrate nei bambini nati nei pressi dei siti dei test nucleari nel Pacifico: bambini con monconi al posto degli arti, intestini fuori dell'addome, tumori enormi, occhi fuori dalle orbite o con un solo occhio come ciclopi, o senza occhi, senza arti, bambini anencefalici (assenza di una gran parte del cervello e del cranio), o con gravi problemi respiratori, con tumori maligni molto aggressivi che implicano amputazioni. Questi sono solo alcuni esempi tra i tanti. Una specialista in pediatria presso il Fallujah General Hospital, la dottoressa Samira Alani, ha condotto un'indagine a seguito della proliferazione dei difetti di nascita a seguito dei bombardamenti degli Stati Uniti dal 2005.

La sua ricerca l'ha portata in Giappone dove ha incontrato i medici giapponesi che studiano il tasso di malformazioni nei neonati a causa delle radiazioni dei bombardamenti nucleari di Hiroshima e Nagasaki. Il tasso di incidenza delle malformazioni a Hiroshima e Nagasaki è attualmente tra l'1 e il 2%. La dottoressa Alani ha rilevato che i casi di malformazioni congenite è pari al 14,7% sui bambini nati a Fallujah, vale a dire più di 14 volte la frequenza delle zone colpite in Giappone. I medici iracheni ritengono che i difetti di nascita siano aumentati in un range compreso tra le 2 e le 6 volte, e tra le 3 e 12 volte la probabilità per un bambino di sviluppare un cancro o la leucemia dal 1991. Un rapporto pubblicato su The Lancet nel 1998 dichiarava all'epoca che circa 500 bambini morivano ogni giorno a causa della guerra e delle sanzioni e che il tasso di mortalità dei bambini iracheni sotto i 5 anni di età era aumentato dal 23 per mille nel 1989 al 166 per mille nel 1993. Che dire nel 2015, sapendo che questa tendenza è in crescita?

Complessivamente, i casi di leucemia linfoblastica acuta sono più che quadruplicati, con altri tumori che stanno aumentando ad un ritmo allarmante. Negli uomini, i tumori del polmone, della vescica, dei bronchi, della pelle e dello stomaco hanno segnato il maggiore incremento. Nelle donne, le incidenze maggiori riguardano il cancro al seno e il cancro della vescica oltre i linfomi non-Hodgkin. Si devono anche ricordare le migliaia di feti non portati a termine. Si è osservato un drammatico aumento degli aborti e delle nascite premature tra le donne irachene, in particolare nelle zone in cui si sono verificati forti operazioni militari degli Stati Uniti, come a Bassora nel 1991 e a Fallujah nel 2004. Inoltre, uno studio epidemiologico condotto da Chris Busby, un chimico britannico di fama internazionale, titolato "Il cancro, la mortalità infantile a Fallujah, Iraq 2005-2009", condotto su una popolazione di 700 famiglie a Fallujah, mostra che la crisi sanitaria rappresenta "il più alto tasso di danni genetici mai rilevato".

In aggiunta a questo disastro sanitario che colpisce il popolo iracheno, nel corso di due guerre contro l'Iraq è stata completamente distrutta la struttura medica del paese, che possedeva gli ospedali più moderni della regione e professionisti di altissimo livello. Il potenziale medico, in termini di equipaggiamento e infrastrutture, è stato praticamente distrutto durante l'embargo criminale durato tredici anni e non permette di curare la popolazione che con mezzi approssimativi. Inoltre, migliaia di medici sono stati uccisi e molti altri sono fuggiti dal paese per sfuggire alla morte e mettere le loro famiglie in sicurezza.

Le migliaia di tonnellate di bombe all'uranio impoverito, per non parlare del napalm, del plasma e del fosforo che gli americani e gli inglesi hanno rovesciato senza tregua sull'Iraq, sono dispersi in miliardi di particelle pestifere nell'aria, propagata dal vento in tutta la regione, ma anche nel mondo. La polvere all'uranio impoverito è ancora nell'aria, nel suolo e nelle acque sotterranee, è diffusa nelle culture, nella fauna, nella flora e avvelena l'intero ambiente. Si trova nel cibo, negli abiti, nel materiale da costruzione, nei metalli e persino nei giocattoli dei bambini. La radioattività persisterà per circa 4,5 miliardi di anni, continuando a uccidere milioni di iracheni di tutte le età, per secoli. Inoltre, i geni degli individui sono danneggiati per sempre. Questo è un crimine contro l'umanità che può essere classificato tra le peggiori atrocità di tutti i tempi.

Per contrastare qualsiasi tentativo di negare questa situazione apocalittica in Iraq, è rilevante notare che alcune malattie osservate nei veterani di guerra dell'Iraq esposti a polvere di uranio impoverito sono simili a quelle degli iracheni. Infatti, i soldati che hanno partecipato alla guerra del Golfo hanno generato figli affetti da anoftalmia (senza occhi) e in un gruppo di otto soldati, i cui bambini sono nati con questa grave malformazione, sette sono noti per essere stati direttamente esposti ad uranio impoverito. Altri hanno generato figli con braccia rachitiche e altre anomalie rare associate alle radiazioni radioattive. Sembrano ugualmente soggetti al cancro e alla leucemia. Un altro fatto rivelatore è il tasso di leucemia tra i soldati europei che hanno servito come peacekeepers nei Balcani, dove è stato anche lì utilizzato un quantitativo molto alto di uranio impoverito.

Nel 1997, citando esperimenti in cui l'84% dei cani esposti a uranio inalato erano morti a causa di cancro ai polmoni, il dottor Asaf Durakovic, professore di radiologia e medicina nucleare presso la Georgetown University di Washington ha dichiarato: "L'Amministrazione dei Veterani dipendente dal governo degli Stati Uniti mi ha chiesto di mentire circa i rischi di assorbire uranio impoverito nel corpo umano. L'uranio provoca il cancro, l'uranio provoca una mutazione, l'uranio uccide. Se continuiamo con la contaminazione irresponsabile della biosfera e la negazione del fatto che la vita umana è minacciata dall'isotopo dell'uranio, facciamo un cattivo servizio a noi stessi, facciamo un cattivo servizio alla verità, a Dio e a tutte le generazioni che seguiranno". A seguito di questa affermazione, le autorità statunitensi hanno immediatamente bloccato le sue ricerche.

Più di 3,3 milioni di iracheni, uomini, donne e bambini, sono morti a causa della criminale aggressione degli Stati Uniti e del Regno Unito tra il 1991 e il 2011: 200.000 morti nella prima guerra del Golfo, 1.700.000 morti a causa delle sanzioni, e 1.400.000 persone massacrate durante l'invasione illegale del 2003. Il Tribunale BRussels, una rete internazionale dedicata principalmente all'Iraq composta da intellettuali, avvocati, artisti e attivisti di tutto il mondo, sostenendo la pace, vuole essere un ponte tra la resistenza intellettuale nel mondo arabo e i movimenti pacifisti occidentali. Organizza regolarmente incontri internazionali in cui sono studiate diverse strategie per assicurare alla giustizia i responsabili del genocidio commesso dagli Stati Uniti e dal Regno Unito in Iraq.

Alla luce di questa tragedia oscurata dalle organizzazioni internazionali, ci sorge una domanda: qual è il ruolo preciso dell'Oms? La funzione di questa organizzazione che alimenta il pianeta con le sue campagne fasulle contro la polio, la lebbra, ecc. e impartisce lezioni a destra e a manca, è quella di nascondere un rapporto che incrimini un qualche governo? Lo sterminio del popolo iracheno mediante l'uso di uranio su larga scala da parte degli eserciti americani e britannici è un argomento che non rientra nelle norme dell'Oms e delle Ong dei "diritti", facciate che l'Impero ha usato per radere al suolo l'Iraq e molti altri paesi e i cui effetti devastanti continueranno a colpire per secoli? Cos'è un'organizzazione che osa nascondere un rapporto che coinvolge i mostri che gestiscono Washington e Londra e nascondono i crimini efferati commessi contro le famiglie irachene, la natura e gli animali? Come può uno scienziato tollerare tali mostruosità?

I medici che compongono l'Oms tradiscono tutti il giuramento di Ippocrate e dimostrano di essere servi e vili, protesi ai privilegi, tutori degli interessi dell'imperialismo Usa e del suo braccio militare israeliano, che non offre all'umanità che morte e desolazione. Per fortuna ci sono molti scienziati che mantengono intatta la loro integrità, altrimenti che sarebbe dell'umanità se avessero venduto la loro anime come hanno fatto gli scienziati dell'Oms? In ogni caso, che l'Oms pubblichi o meno il suo rapporto, che lo nasconda sotto il tavolo o il tappeto, la verità finirà per essere manifesta a tutti, e noi, attraverso i nostri contatti e le nostre fonti conosciamo i dettagli di questo rapporto di condanna che rivela il volto mostruoso delle guerre contro il popolo iracheno martoriato e contro quelle mamme che danno alla luce bambini deformi. I funzionari dell'Oms possono aver venduto la loro anima al diavolo per un po' di quattrini, ma ci saranno sempre voci che riveleranno ciò che è nascosto e noi saremmo lì a tracciare il non detto e la menzogna, soprattutto quando è in gioco la vita di oltre un milione di bambini iracheni. Gli statunitensi-sionisti che hanno dichiarato guerra non solo al popolo iracheno, ma a tutta l'umanità, ci troveranno sempre sulla loro strada.

Vigliacchi! Criminali! Nascondendo il rapporto, diventate complici della sofferenza di questi bambini! Nessuna parola è adeguata per descrivere il martirio di questi bambini e quello delle loro madri. Se i figli degli assassini e dei loro complici vengono protetti e viziati, i bambini iracheni, i bambini di Afghanistan, Siria, Gaza, i bambini jugoslavi e tanti altri bambini di tutto il mondo, nascono deformi, malati, sofferenti e lacerati nella carne, a causa delle schifezze che i manovratori dell'Impero hanno rovesciato sul mondo per ingrassare le pance dei macellai. Devono cadere delle teste, bisogna giudicare chi ha mutilato e massacrato l'innocenza. Oggi in Iraq, le madri non chiedono se nel loro grembo cresce un maschio o una femmina, ma se il loro bambino è normale! Coloro che hanno commesso questi crimini contro il popolo iracheno sono esseri umani? Si può vivere normalmente dopo aver commesso questi crimini?

    


                                    




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Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Immagine principale inserita da amministratore Blog


martedì 21 gennaio 2014

CIA( criminal intelligence agency). Stralci da un dossier redatto da chi può uccidere liberamente senza ritorsioni...



 CIA( criminal intelligence agency).
 Stralci da un manuale redatto da chi può uccidere liberamente senza ritorsioni, preparare colpi di Stato in altri paesi, organizzare nuove guerre.

Durante la sistemazione di un nostro archivio della sinistra mi sono ritrovato in mano il manuale della CIA : FM 95-1A , che mi regalò un dirigente nazionale del FSLN del Nicaragua,... oggi i metodi della Agenzia pur adeguendosi ai  tempi mantengono la stessa strategia di morte.
Dal documento ho tratto brevi stralci che evidenziano un unico comune denominatore :”abbattere il socialismo ovunque si sviluppi, abbattere o rendere la vita impossibile tutto quello che non piace all'Impero USA” . La CIA è una organizzazione autorizzata a compiere qualunque tipo di crimine pur di arrivare ai suoi fini, dispone di milioni di dollari per far cadere governi non allineati, per comprare politici , persone,.. per realizzare e addestrare gruppi armati, per uccidere in qualsiasi parte del mondo coloro che danno fastidio, per produrre focolai di nuove guerre, per organizzare attentati terroristici dove e come ritiene opportuno, ...protegge alla luce del sole i suoi terroristi dichiarati che si sono macchiati di crimini orrendi preparati e finanziati proprio in casa CIA. Se si dovessero contare le morti causate dalla CIA e sue collegate USAID, NED, IRI... forse l'olocausto nazista contro gli ebrei andrebbe sotto tono.
Nel dossier di 40 pagine si percepiscono chiaramente le cause degli incidenti nelle nostre tante manifestazioni passate ,dove in talune sono stati uccisi o feriti nostri compagni di lotta.


M.Cerboneschi "Sandino"

CIA Fase Di Reclutamento .
(...)Il reclutamento iniziale per il nostro movimento , se non è volontario, sarà fatto con parecchie consultazioni, “private” con responsabili (senza che la persona sappia che sta parlando con uno dei nostri). Poi la recluta verrà informata che di fatto e già dentro il movimento e che verrà denunciata alla polizia del regime se non collaborerà.......
Il reclutamento dovrà svilupparsi anche attraverso la conoscenza o l'osservazione dei gruppi individuati -partiti politici, sindacati operai, gruppi giovanili, associazioni di agrari...dedurne le abitudini personali, le simpatie e l' antipatie e i punti deboli dei “ reclutabili”.
- Tentare un approccio facendo conoscenza e , se possibile sviluppare un'amicizia , attraendo la persona in base alle sue debolezze o preferenze: potrebbe essere un invito a pranzo o a cena in un ristorante di sua scelta o bere qualcosa nel suo bar preferito.
Il reclutamento deve seguire le seguenti direttive :
Se durante la conversazione informale la persona indicata sembra incline ad arruolarsi volontariamente in base alla sua fede e ai suoi valori personali, ecc se ne darà notizia al responsabile politico incaricato di attuare il reclutamento..
La persona che ha avuto il primo contatto indicherà dettagliatamente al responsabile tutto ciò che sa sulla possibile recluta e lo stile di persuasione che dovrà essere usato poi quando lo incontrerà.
- se la persona individuata non sembra predisposta al reclutamento
,si possono organizzare degli incontri, che sembrano casuali, con i capi controrivoluzionari o con i quadri politici (sconosciuti alla persona in questione fino a quel momento).
Gli incontri avranno luogo in modo che “altre persone” sappiano che la persona vi sta partecipando o perchè lo hanno visto arrivare ad una data casa o lo hanno visto in un certo bar o perfino sulla panchina di un parco. Così dovrà poi fare i conti con la partecipazione di fatto alla lotta insurrezionale e gli sarà comunicato che se non collabora o non applicherà gli ordini che gli verranno dati, sarà esposto alle azioni di rappresaglia della polizia del regime.
La DENUNCIA ALLA POLIZIA di qualcuno che non vuole unirsi alla controrivoluzione può essere fatta facilmente, quando sia necessario con una lettera con false asserzioni di cittadini che non sono implicati nel movimento: Si prendano precauzioni affinchè la persona che lo ha reclutato non venga scoperta.
- realizzando missioni clandestine per il movimento , si attuano gradualmente e su scala sempre più ampia il coinvolgimento e la disponibilità di ogni recluta e aumenta l'affidabilità.
Questo deve essere un processo graduale così da impedire confessioni da parte di individui paurosi a cui sono state assegnate troppo presto missioni pericolose e difficili. Usando questa tecnica di reclutamento i nostri uomini riusciranno ad infiltrarsi con successo in ogni gruppo fondamentale del regime così da migliorare il controllo delle strutture nemiche.
CITTADINI AFFERMATI ,CONTROLLO INTERNO
Cittadini affermati, cioè dottori, avvocati, uomini di affari, proprietari terrieri, funzionari dello Stato, etc,.. saranno reclutati per il nostro movimento e usati per il controllo soggettivo interno di gruppi e associazioni a cui possono appartenere.
Una volta che il reclutamento coinvolgimento è stato conseguito ed è progredito al punto che la fiducia consente che ai quadri interni, perchè inizino a influenzare i loro gruppi vengano date le seguenti istruzioni da applicare:
- il procedimento è semplice e richiede soltanto una conoscenza della dialettica sacratica, cioè la conoscenza inerente ad un'altra persona o alla posizione di rilievo di un gruppo, alcuni argomenti, parole o concetti relativi all'oggetto della persuasione da parte della persona incaricata del reclutamento.
- il responsabile deve poi sottolineare l'argomento , la parola o il concetto delle discussioni o negli incontri con il gruppo in trattamento attraverso commenti casuali tanto da accrescere l'interesse di altri membri del gruppo verso i problemi affrontati.
  • I gruppi con interessi economici sono motivati dai profitti e di solito pensano che il sistema ostacola in qualche modo le loro capacità : tasse, tariffe di importazione ed esportazione. Costi di trasporto, …. La persona incaricata vedrà di accrescere questo loro sentimento di frustrazione in ulteriori conversazioni.

    (….) CREAZIONE DI NUCLEI
  • Comprende la mobilitazione di un numero
    specifico di agitatori dell'organizzazione controrivoluzionaria del posto. Questo gruppo attirerà inevitabilmente un egual numero di curiosi che cercano avventure e emozioni, e anche gli scontenti del sistema di governo.
  • I controrivoluzionari attireranno i simpatizzanti, i cittadini scontenti per via della repressione governativa. Ad ogni sotto unità controrivoluzionaria verranno assegnati compiti specifici e missioni da eseguire
  • I nostri quadri verranno mobilitati nel maggior numero possibile insieme alle persone che sono state colpite dalla dittatura comunista, che i loro possedimenti siano stati sequestrati o che siano incarcerarti o che abbiano subito qualsiasi altro tipo di aggressione.
  • ....(...)
  • Se è possibile, si assumeranno Criminali professionisti per svolgere specifici “lavori scelti”
  • I nostri agitatori visiteranno i luoghi in cui si ritrovano i disoccupati e anche gli uffici di collocamento, per assumere i disoccupati per “lavori non specificati”.
  • I quadri designati organizzeranno con anticipo il trasporto dei partecipanti, portandoli ai luoghi degli incontri con veicoli privati o pubblici, con barche o con qualsiasi altro mezzo
  • Altri quadri saranno incaricati di disegnare manifesti, bandiere, vessilli con diversi slogan o parole chiave occasionali o di tipo radicale..
  • Altri invece saranno incaricati di preparare volantini posters, simboli e opuscoli per rendere l'ammassamento più appariscente. Questo materiale conterrà istruzioni per i partecipanti e servirà contro il regime.
  • Mansioni specifiche verranno assegnate ad altri con lo scopo di creare un “martire”per la causa , portando i dimostranti a sommosse o sparatorie che causeranno la morte di una o più persone che diventeranno i martiri. Questa situazione deve essere usata immediatamente contro il regime e per creare conflitti più grandi.
    MODO DI CONDURRE UNA SOMMOSSA DURANTE IL RADUNO
    Può essere fatto un piccolo gruppo di controrivoluzionari infiltrati nelle masse e che hanno il compito di agitare, dando l'impressione di essere in parecchi e di avere il sostegno popolare. Tatticamente una forza di 200 agitatori possono creare dimostrazioni a cui partecipano 10.0000-20.000 persone.
    L'agitazione delle masse in una dimostrazione è realizzata con obbiettivi socio-politici.
    A questa azione devono prendere parte una o parecchie persone del nostro movimento clandestino e, perfettamente addestrate come agitatori di massa,devono coinvolgere estranei in modo da ottenere una manifestazione apparentemente spontanea. Dovranno guidare tutta la manifestazione fino alla conclusione.
    Comando esterno .Questo elemento rimane al di fuori di tutte le attività, in una posizione da cui può osservare a che punto è lo svolgimento degli eventi progettati. ...(..)
Comando Interno Questo elemento resterà dentro la massa. Grande importanza va alla protezione dei responsabili della struttura. Si devono usare cartelli o grandi simboli allusivi per segnalare le postazioni del comando che darà ordini alle sotto-unita.
    Questa struttura eviterà di sistemarsi dove capitano scontri o incidenti dopo l'inizio della dimostrazione
    Gli agitatori” ufficiali” Resteranno nella massa. Il solo responsabile di questa missione assegnerà in anticipo agli agitatori il compito di restare vicini ad un punto di riferimento da lui indicato, In questo modo il comandante saprà dove sono i suoi e potrà dare l'ordine di cambiare gli slogans, qualsiasi cosa imprevista e eventualmente perfino incitare alla violenza.
    In questa fase, dopo che i quadri chiave si sono disseminati devono disporsi in luoghi evidenti predisposti. I nostri agitatori devono evitare di piazzarsi in luoghi di tumulti una volta che li hanno provocati.
    Postazioni di difesa. Qui si agirà come guardie del corpo in movimento, formando un anello di protezione attorno al capo, proteggendolo dalla polizia e dall'esercito, o aiutandolo a scappare se necessario. Devono essere molto disciplinati e reagiranno solo su ordine verbale del capo.
  • Nel caso che il capo partecipi ad una funzione religiosa , a un funerale o qualsiasi altro tipo di attività nella quale bisogna seguire un rituale organizzato, le guardie del corpo rimarranno in file vicino al capo per dare protezione completa.
  • I partecipanti devono essere guerriglieri controrivoluzionari in abiti civili o reclute assunte, che siano simpatizzanti della nostra lotta contro il regime oppressivo.
  • Questi membri devono avere un'alta disciplina e devono usare la violenza solo su ordine del loro responsabile.
    .(...) Truppe d' Assalto Questi uomini devono essere equipaggiati con armi ( coltelli, catene, mazze, randelli,.. ) e devono camminare con noncuranza dietro ai partecipanti alla manifestazione estranei all'organizzazione. Devono portare le armi nascoste. Entreranno in azione solo come “rinforzi”se gli agitatori saranno attaccati dalla polizia. Interverranno velocemente, violentemente e di sorpresa così da distrarre le autorità, permettendo in questo modo la ritirata e la rapida fuga del comando interno.
Striscioni e cartelli Gli striscioni, e i cartelli usati nelle dimostrazioni o negli assembramenti esprimeranno la protesta della popolazione, ma quando la manifestazione raggiunge il più alto livello di euforia o di malcontento popolare, i nostri infiltrati useranno i cartelli contro il regime e verranno lanciati slogan e parole d'ordine a beneficio della nostra causa.... Il comandante può dare gli ordini ai suoi di cambiare slogan o eventualmente incitare alla violenza se lo ritiene opportuno.
Gli agitatori controrivoluzionari che gridano slogan e applaudono Saranno addestrati con istruzioni specifiche ad usare acclamazioni del tipo “VOGLIAMO IL LAVORO, “ABBIAMO FAME”, NON VOGLIAMO IL COMUNISMO”. Il loro lavoro e la loro tecnica per agitare le masse è del tutto simile a quella dei capi-tifosi nelle partite di football o baseball delle scuole.
Manuale FM 95-1A” Redatto dalla CIA
Tradotto da Calumet quaderni Centro studi quale difesa Torino