venerdì 9 marzo 2018

VENEZUELA: TESTO DELL’ACCORDO QUADRO UNITARIO PSUV-PCV /TEXTO DEL ACUERDO UNITARIO MARCO PSUV-PCV



Accordo unitario tra PSUV e PCV per affrontare la crisi del capitalismo dipendente e rentier venezuelano tramite azioni politiche e socio-economiche, antimperialiste, patriottiche e popolari:

1. Noi, PSUV e PCV, eredi di Simón Bolívar e incarnazione delle lotte del popolo venezuelano nelle proprie aspirazioni per l'indipendenza, la sovranità e l'integrazione dell'America Latina, sottoscriviamo il presente accordo di unità con l'impegno comune di attuarlo in tutte le sue parti; consapevoli che esso rappresenta una chiara presa di coscienza del fatto che la crescente, immorale, illegale e criminale aggressività interventista dell'imperialismo USA e dei suoi alleati europei contro il processo bolivariano venezuelano che mette a rischio non solo la prospettiva della liberazione nazionale iniziata con la vittoria popolare del comandante Hugo Chávez alle elezioni presidenziali del 1998, ma minacciano la stessa sovranità nazionale e integrità territoriale del Venezuela.

2. Noi, PSUV e PCV, denunciamo davanti al mondo che l'imperialismo, guidato dal governo degli Stati Uniti e con la complicità subordinata dei governi di destra dell'America Latina e dell'estrema destra venezuelana, sta fomentando menzogne allo scopo di giustificare un intervento internazionale contro il nostro Paese. Questo intervento si potrebbe facilmente tradurre in una provocazione ai nostri confini da parte governi di destra della Colombia, del Brasile e della Guyana.

3. Noi, PSUV e PCV, affermiamo che la crisi del capitalismo rentier e subordinato all'imperialismo presente in Venezuela ha gravi conseguenze per la qualità di vita del nostro popolo, specialmente per quanto riguarda il potere d'acquisto e la fornitura di beni e servizi. Questa situazione è stata esasperata dall'imperialismo e dai suoi rappresentanti locali, i quali promuovono la corruzione pubblica e privata, il burocratismo e la fuga di valuta straniera in un contesto di forte riduzione delle entrate petrolifere. Siamo convinti che contro tutti questi fenomeni il governo nazionale debba mantenere e intensificare una lotta frontale, come quella intrapresa all'interno della compagnia petrolifera statale venezuelana PDVSA e in altri organismi statali.

4. Noi, PSUV e PCV, dichiariamo che il superamento dall'attuale crisi non dovrà in alcun modo andare a favore della borghesia e delle multinazionali ma bensì a favore degli interessi del popolo, nella ricerca cioè di un nuovo sistema economico e produttivo che superi la dipendenza dal petrolio, per uno sviluppo sovrano del paese che sappia ampliare la partecipazione dei lavoratori, dei contadini e delle classi popolari. La formazione cioè di un grande fronte antimperialista che sappia procedere nella creazione di una leadership collettiva e unitaria, espressione delle organizzazioni politiche e sociali patriottiche e rivoluzionarie allo scopo di poter analizzare, formulare e coordinare le azioni politiche e amministrative di governo.

5. La gravità della situazione attuale e l'intensificazione della lotta di classe a livello nazionale e internazionale richiedono un'intensificazione sia delle azioni immediate da intraprendere in campo economico, sociale e politico, sia delle misure di emergenza necessarie per far fronte in modo prioritario alle richieste popolari in termini alimentari e di salute. Tali misure si consoliderebbero con il trionfo delle forze patriottiche alle prossime elezioni presidenziali.

I diritti della classe operaia e del popolo lavoratore

6. Noi, PSUV e PCV, sottolineiamo l'importanza di rafforzare il sindacalismo di classe e le varie espressioni del movimento operaio e rivoluzionario come i Consigli Produttivi dei Lavoratori, i Consigli Socialisti dei Lavoratori – approvando la legislazione speciale stabilita nella Legge Organica sul Lavoro (LOTTT) – nonché altre forme organizzative sindacali rivoluzionarie; garantendo il rispetto dell'autonomia di tali organi, sviluppando canali efficaci che consentano ai lavoratori dei settori pubblici e privati di esercitare un ruolo guida nello sviluppo del processo sociale del lavoro.

7. Tenendo conto dell'acutizzarsi della crisi che colpisce ampie fasce della classe operaia è importante proteggere e rafforzare i diritti dei lavoratori, la garanzia dell'occupazione e ampliare la politica di creazione di nuovi posti di lavoro.

8. Noi, PSUV e PCV, lavoreremo insieme, ciascuno secondo gli scopi e le caratteristiche delle nostre organizzazioni, sia dal governo sia dagli spazi socio-politici, per vigilare sui diritti dei lavoratori nel settore pubblico e privato e, dove essi sono violati, per garantirli prontamente.

9. Ci impegniamo a applicare immediatamente le necessarie contromisure riguardanti le denunce da parte di organizzazioni rivoluzionarie in merito alle azioni di alcuni funzionari pubblici.

10. Ci impegniamo in maniera decisa a voler connettere tra loro i processi produttivi delle imprese nazionalizzate, molte delle quali devono essere rafforzate. Dovranno essere evitati i processi di smantellamento che potrebbero portare a momentanee interruzioni della produzione dannose per lo sviluppo produttivo nazionale. Inoltre, ci impegniamo a proteggere e sostenere istituzionalmente i collettivi contadini che hanno riattivato le fattorie di proprietà statale.

11. Noi, PSUV e PCV, valuteremo le esperienze di controllo operaio, come nel caso del «Plan Guayana Socialista», in modo da stabilire un nuovo modello di direzione e una gestione multiforme delle imprese statali, i cui processi produttivi, di gestione e di distribuzione saranno sotto controllo operaio e popolare. Lo faremo basandoci sui principi della leadership collettiva e in modo da bandire definitivamente i flagelli della corruzione, l'inefficienza e i metodi autoritari e antidemocratici nella gestione d'impresa.

12. In collaborazione con le organizzazioni popolari è necessario promuovere e attuare azioni forti da parte della Sovrintendenza nazionale per la difesa dei diritti socioeconomici (SUNDDE) e della Sovrintendenza delle istituzioni del settore bancario (SUDEBAN) allo scopo di proteggere i milioni di utenti del sistema bancario, in particolare lavoratori, pensionati e piccoli imprenditori.

13. Consideriamo urgente l'adozione e il rafforzamento di misure volte a smantellare il potere dei monopoli privati, nonché la definizione e la promozione di politiche atte a raggiungere non solo uno sviluppo nazionale sovrano e produttivo, ma pure a lottare contro la corruzione, la speculazione e mafiosi.

14. Ci impegniamo a considerare come prioritaria un'occupazione non precaria e con pieni diritti che sappia nobilitare l'essere umano, così come rafforzare i salari e ripristinarli come componente principale del reddito dei lavoratori.

Misure da analizzare in modo approfondito

15. Noi, PSUV e PCV, in regolari incontri bilaterali, ci impegniamo a discutere, fra le altre cose, delle proposte strategiche formulate dal PCV allo scopo di collaborare allo sviluppo di piani e politiche dello Stato e del Governo a beneficio del popolo e della liberazione nazionale.

15.1 Tra i temi inclusi nelle discussioni ci sono quelli relativi al sistema bancario e finanziario, il commercio estero, le finanze pubbliche e il regime fiscale.

Rafforzare le misure politiche e organizzative

16. Noi, PSUV e PCV, individueremo delle aree di azione comune da rafforzare sia politicamente che organizzativo.

16.1. Noi, PSUV e PCV, stabiliremo un calendario per lo svolgimento d'incontri bilaterali almeno una volta al mese tra i rappresentanti di entrambe le nostre direzioni nazionali.

16.2 Noi, PSUV e PCV, seguiremo gli sforzi politici su scala regionale e municipale affinché sviluppino politiche efficaci che rispondano al meglio ai bisogni della popolazione.

16.3. Sul piano internazionale, sulla base delle aree di azione e attenzione di ogni organizzazione, rafforzeremo le relazioni con gli organismi che hanno dimostrato una coerente solidarietà con il Venezuela e il processo rivoluzionario.

16.4. Sul piano produttivo, sosterremo proposte e progetti produttivi e agroindustriali, con particolare attenzione a tutte le iniziative derivanti dal movimento contadino e comunale.

16.5. Noi, PSUV e PCV, ci impegniamo a rafforzare il movimento operaio e sindacale, facilitando il collegamento tra le correnti rivoluzionarie e di classe con le entità statali in modo da risolvere problemi e controversie nel rispetto dei diritti dei lavoratori.

16.6. Tutti i progetti mediatici, siano essi audiovisivi o stampati, espressione delle iniziative di ambo le organizzazioni e dei movimenti popolari e dei lavoratori saranno sostenuti come parte della nostra collaborazione alla lotta alla "guerra mediatica" e contro la disinformazione e le operazione psicologiche.

16.7. Entrambe le organizzazioni politiche favoriranno le relazioni tra le loro organizzazioni giovanili: la Gioventù del Partito Socialista Unito del Venezuela (JPSUV) e la Gioventù Comunista del Venezuela (JCV), attraverso proposte studentesche, culturali, sportive e comunitarie per approfondire i diritti dei giovani.

16.8. Al fine di progredire nello sviluppo della politica di alleanza tra PSUV e PCV e del movimento popolare rivoluzionario, lavoreremo insieme per garantire una formula unitaria di natura elettorale che assicuri un'effettiva presenza e rafforzamento delle nostre organizzazioni nelle elezioni legislative a livello nazionale, regionale e comunale.

Elezioni presidenziali

17. Il PCV, tramite questo accordo e grazie ai diversi punti di vicinanza politica con il PSUV in ambito di politica nazionale e internazionale, sostiene la candidatura del compatriota Nicolas Maduro Moros, in modo che egli possa dirigere un'ampia coalizione di forze politiche e sociali, patriottiche, popolari e rivoluzionarie, che possano servire da punto di partenza per una direzione collettiva e unificata del processo rivoluzionario bolivariano. Lo facciamo in modo che possa egli rappresentare le aspirazioni popolari della lotta antimperialista e dell'unità latinoamericana, e sviluppare la nostra sovranità nell'interesse del popolo venezuelano. Lavoreremo insieme, rispettando l'autonomia di ogni organizzazione, in modo da ottenere un trionfo schiacciante il prossimo 22 aprile 2018.

18. Entrambe le organizzazioni si impegnano a divulgare ampiamente questo programma di accordo unitario tra PSUV e PCV.

19. Questo accordo viene prodotto in due esemplari originali.


ACUERDO UNITARIO MARCO PSUV-PCV:
PARA ENFRENTAR LA CRISIS DEL CAPITALISMO DEPENDIENTE Y RENTISTA DE VENEZUELA CON ACCIONES POLÍTICAS Y SOCIOECONÓMICAS ANTIIMPERIALISTAS, PATRIÓTICAS Y POPULARES

1)    El Partido Socialista Unido de Venezuela (PSUV) y el Partido Comunista de Venezuela (PCV), como herederos del legado de Simón Bolívar y de las luchas del pueblo venezolano en sus anhelos de independencia, desarrollo soberano e integración latinoamericanista, suscribimos el presente ACUERDO UNITARIO MARCO con el común compromiso de aplicarlo en todas sus partes, entendiendo que la creciente, inmoral, ilegal y criminal agresividad injerencista del imperialismo estadounidense y sus aliados europeos contra el proceso bolivariano venezolano pone en riesgo la perspectiva de liberación nacional que se impulsó a partir de la victoria popular encabezada por el Comandante Presidente Hugo Chávez en las elecciones presidenciales de 1998, e incluso peligra nuestra soberanía nacional e integridad territorial.

2)    El PSUV y el PCV denunciamos ante el mundo que el imperialismo, a través del Gobierno estadounidense y con la subordinada complicidad de Gobiernos de América Latina y de la extrema derecha venezolana, insiste en crear un expediente artificial en organismos multilaterales contra nuestro país para pretender justificar una intervención internacional, con la posibilidad real de que los Gobiernos derechistas de Colombia, Brasil o Guyana generen una provocación en las fronteras.

3)    El PSUV y el PCV expresamos que la crisis del capitalismo dependiente y rentista de Venezuela ha tenido y tiene graves consecuencias para la calidad de vida de nuestro pueblo, especialmente en su capacidad adquisitiva, de abastecimiento de bienes y servicios; esta situación se ha visto agravada por acciones y medidas del imperialismo y sus agentes nacionales, potenciando la corrupción privada y pública, el burocratismo y la fuga de divisas en un contexto de severa reducción de los ingresos por exportación de petróleo, fenómenos contra los que el Gobierno nacional debe mantener y profundizar la lucha frontal como la emprendida en PDVSA y otros entes del Estado.

4) El PSUV y el PCV asumimos que la salida a la actual crisis capitalista no debe ser en favor de la burguesía y de las transnacionales sino en favor de los intereses del pueblo en la búsqueda de un nuevo modelo productivo post-rentista con desarrollo soberano, tendiendo a la participación protagónica obrera, campesina, comunera y popular que conforme un gran frente antiimperialista y que avance en la constitución de una instancia orgánica de dirección colectiva y unitaria de las organizaciones políticas y sociales patrióticas y revolucionarias para el análisis, la construcción y la coordinación de acciones políticas y de gestión de gobierno.

5) La magnitud y gravedad de la situación planteada y la agudización de la lucha de clases a nivel nacional e internacional, amerita incrementar las acciones inmediatas en el orden económico, social y político, entre las que deben priorizarse medidas urgentes que atiendan requerimientos populares en alimentación y salud, que se consolidarían a partir del triunfo de las fuerzas patrióticas en las próximas elecciones presidenciales.

DERECHOS DE LA CLASE OBRERA Y DEL PUEBLO TRABAJADOR

6) El PSUV y el PCV resaltamos la importancia de fortalecer el sindicalismo clasista y las diversas expresiones del movimiento obrero y revolucionario, como son los consejos productivos de trabajadores, los consejos socialistas de trabajadores y trabajadoras –aprobando la ley especial establecida en la LOTTT– y demás formas organizativas obrero-sindicales revolucionarias, respetando su autonomía, desarrollando canales y mecanismos efectivos y oportunos para que las y los trabajadores de entidades públicas y privadas puedan tener rol protagónico en el desarrollo del proceso social de trabajo.

7) Teniendo en cuenta la agudización de la crisis capitalista, que afecta a amplios sectores de la clase trabajadora, es importante fortalecer y resguardar los derechos laborales, protección del empleo y ampliar la política de nuevos empleos.

8) El PSUV y el PCV trabajaremos mancomunadamente –según los alcances y características de cada organización, desde el Gobierno y los espacios sociopolíticos– para identificar y canalizar la restitución de los derechos infringidos a trabajadores y trabajadoras en casos ya planteados o que pudieran presentarse en entidades de trabajo públicas y privadas.

9) Revisar y aplicar de inmediato los correctivos necesarios ante las denuncias que hacen las organizaciones revolucionarias sobre actuaciones de determinados funcionarios públicos.

10) Avanzar decididamente en el adecuado encadenamiento productivo de las empresas nacionalizadas, las cuales deben repotenciarse y revertir procesos de desmantelamiento y deterioro que pudieran conducir a paralizaciones perjudiciales para el desarrollo productivo nacional; además de proteger y apoyar institucionalmente a los colectivos campesinos que han reactivado fundos de propiedad estatal.

11) El PSUV y el PCV evaluaremos las experiencias de control obrero, como el «Plan Guayana Socialista», para el establecimiento de un nuevo modelo de dirección y gestión múltiple de las empresas estatales, bajo control obrero y popular de los procesos de producción, administración y distribución de bienes y servicios basado en la dirección colectiva, para desterrar definitivamente los flagelos de la corrupción, la ineficiencia y los métodos autoritarios y antidemocráticos en la gestión.

12) Promover e implementar acciones contundentes por parte de la SUNDDE y la SUDEBAN, en articulación con las organizaciones populares, con la finalidad de proteger de manera expedita a los millones de usuarios de los servicios bancarios, particularmente los asalariados, los pensionados y los pequeños empresarios.

13) Consideramos pertinente y urgente la adopción o profundización de las medidas dirigidas a desmontar el poder de los monopolios privados, definiendo e impulsando políticas para alcanzar desarrollo soberano y productivo, castigando ejemplarmente a corruptos, especuladores y mafiosos. Promover la profundización e impulso de políticas para el desarrollo nacional, soberano y productivo.

14) Jerarquizar el trabajo formal y con derechos como actividad que dignifica al ser humano, así como fortalecer el salario y restituirlo como componente principal y mayoritario del ingreso de las y los trabajadores.

MEDIDAS PARA ANALIZAR CON MAYOR PROFUNDIDAD

15) El PSUV y el PCV, en reuniones bilaterales periódicas, analizaremos propuestas estratégicas que están siendo planteadas por el PCV para coadyuvar el buen desarrollo de los planes y políticas del Estado y el Gobierno en beneficio del pueblo y de la liberación nacional, entre ellas:

15.1) Temas acerca de la banca y el sistema financiero, el comercio exterior, las finanzas públicas y el régimen tributario.

FORTALECIMIENTO DEL ACCIONAR POLÍTICO-ORGANIZATIVO

16) El PSUV y el PCV identificamos áreas de accionar común que debemos fortalecer política y organizativamente:

16.1) El PSUV y el PCV sostendrán reuniones bilaterales, estableciendo un cronograma con periodicidad de al menos una vez al mes entre representantes de ambas direcciones nacionales.

16.2) El PSUV y el PCV mantendrán el seguimiento a las gestiones regionales y municipales, para que desarrollen políticas efectivas de atención a las necesidades sentidas de la población.

16.3) En el área internacional, con base en los ámbitos de acción y de atención de cada organización, se fortalecerán las relaciones con instancias que han demostrado consecuente solidaridad con Venezuela y el proceso bolivariano.

16.4) En el área productiva, se garantizará el apoyo a propuestas y proyectos manufactureros y agroindustriales, con especial énfasis a todas aquellas iniciativas del movimiento campesino y comunal.

16.5) El PSUV y el PCV se comprometen al fortalecimiento del movimiento obrero y sindical, facilitando a las corrientes clasistas revolucionarias su articulación con los entes del Estado para la solución de problemas y conflictos laborales, así como el respeto a todos los derechos de las y los trabajadores.

16.6) Se apoyarán todos los proyectos relacionados con medios de comunicaciones audiovisuales e impresas que sean iniciativa de ambas organizaciones y de los movimientos populares y de trabajadores, y colaboren con el combate contra la guerra mediática y las operaciones psicológicas.

16.7) Las organizaciones políticas propiciarán el relacionamiento de sus organizaciones juveniles, Juventud del Partido Socialista Unido de Venezuela (J-PSUV) y la Juventud Comunista de Venezuela (JCV), mediante el impulso de propuestas estudiantiles, culturales, deportivas y comunitarias, para la profundización de los derechos de la juventud.

16.8) Con el objetivo de avanzar en el desarrollo de la política de alianzas PSUV-PCV y del movimiento popular revolucionario, trabajaremos por garantizar una fórmula unitaria de carácter electoral que garantice efectiva presencia y fortalecimiento de nuestras organizaciones en las elecciones legislativas a nivel nacional, estadal y municipal.

ELECCIONES PRESIDENCIALES

17) El PCV, sobre la base del presente acuerdo y de los diversos puntos de coincidencia con el PSUV sobre aspectos de política nacional e internacional, asume la candidatura del compatriota Nicolás Maduro Moros, para que, al frente de una amplia coalición de fuerzas políticas y sociales, patrióticas, populares y revolucionarias –como germen de la dirección colectiva y unitaria del proceso–, represente las aspiraciones populares de lucha antiimperialista, unidad latinoamericana y desarrollo soberano en interés del pueblo venezolano; por lo que trabajaremos conjuntamente, sin menoscabo de la autonomía de cada organización, por lograr un contundente triunfo el próximo 22 de abril de 2018.

18) Ambas organizaciones nos comprometemos a darle difusión al presente «Acuerdo Unitario Marco PSUV-PCV».
19) Se realizan dos (2) ejemplares del mismo tenor.

Nicolás Maduro M.
Jorge Rodríguez G.
Aristóbulo Istúriz A.

Oscar Figuera G.
Yul Jabour T.
Oswaldo Ramos H.




Riferimenti base di questo post :   
       







martedì 6 marzo 2018

I Movimenti di solidarietà dall'italia rendono omaggio al Comandante Eterno Hugo Chávez /Movimientos de solidaridad de Italia rinden tributo al Comandante eterno Hugo Chávez



Press Embaveneit 05.03.2018.- Gli amici della Rivoluzione Bolivariana attivi nella Repubblica italiana, hanno reso omaggio alla memoria del Comandante Hugo Rafael Chávez Frías, in occasione del quinto anniversario della sua eredità, attraverso messaggi, foto e video provenienti da diverse regioni del paese europeo.
I cittadini italiani e da diverse parti del mondo, hanno ricordato il leader latino-americano che ha sempre sostenuto la giustizia, la salvaguardia di donne e bambini, la pace e la solidarietà tra i popoli del mondo.
A questa significativa giornata hanno partecipato personalità legate alla vita accademica, politica, culturale e sociale dell'Italia, paese in cui nel 1805 il Libertador Simón Bolívar ha giurato di liberare la Nostra America. Uomini e donne hanno ricordato il Comandante affermando che la sua scomparsa fisica è stata un duro colpo per il movimento rivoluzionario internazionale, ma allo stesso tempo, Hugo Chávez ne è diventato la forza ispiratrice. "Il Comandante ha seminato un'eredità di speranza trasmettendo il concetto che, nonostante le difficoltà e gli errori, è possibile continuare a costruire il socialismo del XXI secolo".
Sempre in riferimento a questo tributo, giovedì 08 marzo, in occasione della celebrazione della Giornata Internazionale della Donna, sarà proiettato a Roma il documentario "Los sueños llegan como la lluvia", come un preludio all'incontro dedicato al Comandante Chávez, ispirato al libro "Chávez en Tinta de Mujer", durante il quale saranno letti una selezione di alcuni testi scritti dal Comandante da donne, in onore delle sue parole "senza il femminismo non c'è socialismo" e come affermato nel 2009 nel libro Las Líneas de Chávez: "Senza la vera liberazione della donna, la piena liberazione dei popoli sarebbe impossibile e sono convinto che un vero socialista debba anche essere un vero femminista".


Prensa Embaveneit


Los amigos de la Revolución Bolivariana que hacen vida en la República Italiana, han rendido tributo a la memoria del Comandante Eterno, Hugo Rafael Chávez Frías, en ocasión del quinto aniversario de su siembra, a través de mensajes, fotos y videos provenientes de distintas regiones del país europeo. (Versión en Italiano)
De esta manera, ciudadanos y ciudadanas de Italia y de distintas partes del mundo, han querido recordar al líder latinoamericano que desde siempre abogó por la justicia social, la protección del medio ambiente, la integración latinoamericana, la defensa de las mujeres y niños y la paz y solidaridad entre los pueblos del mundo.
A esta significativa jornada, se sumaron personalidades vinculadas a la vida académica, política, cultural y social de Italia, país donde en 1805 el Libertador Simón Bolívar juró libertar a Nuestra América. Hombres y mujeres recordaron al Comandante expresando que su partida física ha representado un duro golpe al movimiento revolucionario internacional, pero que al mismo tiempo, Hugo Chávez se ha convertido en esa fuerza inspiradora. "Es un legado de esperanza que el Comandante sembró, al concebir que, a pesar de las dificultades y tropiezos que puedan encontrarse, es posible seguir construyendo el socialismo del siglo XXI".
En el ámbito de este homenaje, el jueves 08 de marzo, en ocasión de la celebración del Día Internacional de la Mujer, será proyectado en Roma el documental "Los sueños llegan como la lluvia" como antesala al conversatorio dedicado al Comandante Chávez, inspirado en el libro "Chávez en Tinta de Mujer", cuya selección de textos serán leídos por mujeres, en honor a sus palabras "sin feminismo no hay socialismo" y tal como refería en 2009 en Las Líneas de Chávez: "Sin la verdadera liberación de la mujer, sería imposible la liberación plena de los pueblos y soy un convencido de que un auténtico socialista debe ser también un auténtico feminista".



Post tratto da :


venerdì 23 febbraio 2018

Situazione venezuelana - Sobre la Situación Venezolana (por Joao Pedro Stedile)


Il popolo brasiliano viene bombardato ogni giorno da menzogne e manipolazioni della grande stampa sulla situazione in Venezuela. Le accuse vanno da un governo dittatoriale, a migrazioni di massa, a  gente che muore di fame e anche violenza quotidiana per le strade commessa dalla polizia contro tutti. Andiamo ai fatti. Dal momento che Chavez assunze il governo dalle urne nel1999, si sono svolte diciotto anni elezioni. In due ha perso il governo. L’ opposizione di destra governa tre Stati importanti. E’stato il Paese sul pianeta con più elezioni dirette tenute nel corso della storia.

Avrebbero lasciato il paese nel corso dell'ultimo anno circa 30 mila venezuelani verso Colombia e Brasile. Ma ci sono in Venezuela 3 milioni di colombiani e più di 15.000 haitiani. E chi importa sono imprese private ed il governo. Non si sono spesi mai tanti dollari in cibo come ora. Da aprile ad agosto di 2017, la destra adottò la tattica in  stile ucraina per produrre il terrore. La paura, il caos per provocare un colpo di stato, cercando di dividere le forze armate e chiedendo l'intervento militare straniero! Adottò le forme più diverse di violenza fisica e sociale, seguendo i manuali della CIA. Tutto è stato eseguito da giovani mercenari e lumpen, pagati in dollari. Hanno ucciso, 95 persone in questo processo. Cinque sono stati uccisi dalle forze di sicurezza e chavisti gli assassinati dai mercenari.

La risposta del governo è stata di convocare una costituente, di rinegoziare la società. La gente ha capito e si unirono in modo massiccio. Anche se la partecipazione non era obbligatoria, 8 milioni di elettori hanno partecipato, la quota maggiore degli ultimi venti anni. Con l'elezione dell'Assemblea Costituente, la gente sconfisse politicamente il terrore e la tattica ucraina.
L'opposizione ritirò dalle strade i suoi mercenari e ha partecipato con euro e dollari alle elezioni governatoriali il 22 ottobre (15 ottobre).

Ma l'impero non si placa, e Trump minacciò , blocco navale economico e invasione militare! santa pazienza! L’ Imperatore non conosce il popolo del Venezuela ne l’ America Latina, ne le leggi internazionali. Quella minaccia servì per creare una coesione ancora maggiore tra le forze armate ed il paese venezuelano. Ed un'aggressione militare porterebbe a milioni di lavoratori di tutta l'America Latina a manifestare.
In fondo, la controversia non è il governo Maduro, la controversia è che per tutto il 20 ° secolo il reddito del petrolio è stato indebitamente appropriato da società statunitensi e una minoranza di oligarchi venezuelani che vivevano,  come Maraja ! E questo finì.
L'obbligo di tutti i membri di tutti i movimenti popolari e partiti di sinistra è di difendere il popolo del Venezuela e il processo bolivariano.

O assumere chi sta dalla parte dell'impero e dei suoi alleati mercenari in Venezuela! In Brasile, i movimenti popolari e partiti politici si articolano in più di sessanta entità nel comitato Paznavenezuela (Pace in Venezuela) per manifestare e appoggiare in tutti i modi possibili la pace in quel paese. Per voi è possibile ,  ,aderire alla pagina con il proprio nome, e promuovere attività di solidarietà e iniziative  del vostro spazio sociale. Già i golpisti, la loro stampa ed alcuni opportunisti, continuano a vomitare bugie, come se avessero la morale di criticare e qualche governo di un altro golpista . La storia non cede, e nel futuro le generazioni sapranno chi erano i golpisti e i mercenári al servizio del capitale staniero. 

" João Pedro Stedile è coordinatore del MST (Movimento dei Lavoratori Senza Terra) e Via Campesina Brasile.



Resumen Latinoamericano, 22 de febrero 2018

“El pueblo brasilero viene siendo bombardeado todos los días por mentiras y manipulaciones de la gran prensa sobre la situación de Venezuela. Las acusaciones van desde un gobierno dictatorial, migración en masa, pueblo pasando hambre y hasta violencia diária en las calles, cometida por la policía, contra todos.
Vamos a los hechos. Desde que Chávez asumió el gobierno por las urnas en 1999, fueron realizadas dieciocho elecciones. Dos de ellas perdió el gobierno. La oposición derechista gobierna tres estados importantes. Fue el país del planeta que más elecciones directas realizó en toda la historia.
Saldrían del país, en el último año, alrededor de 30 mil venezolanos para Colombia y Brasil. Pero hay en Venezuela 3 millones de colombianos y más de 15 mil haitianos. Venezuela es un gran importador de alimentos, y quienes importan son empresas privadas y el gobierno. Nunca se gastaron tantos dólares en comida como ahora.
De abril a agosto de 2017, la derecha adoptó la táctica ucraniana de producir el terror. El miedo, el caos, para provocar un golpe, intentando dividir las fuerzas armadas y pidiendo intervención militar extranjera! Adoptó las más diversas formas de violencia física y social, siguiendo los manuales de la CIA. Todo era ejecutado por jóvenes mercenarios y lúmpens, pagados en dólares. Mataron, en ese proceso 95 personas. Cinco fueron muertas por las fuerzas del orden y eran chavistas, asesinados por los mercenários.
La respuesta del gobierno fue convocar una constituyente, para repactar la sociedad. El pueblo entendió y se sumó de forma masiva. Aunque la participación no fuese obligatoria, participaron 8 millones de electores, la mayor participación de los últimos veinte años. Con la elección de la constituyente, el pueblo derrotó politicamente el terror y la táctica ucraniana.
La oposición se retiró de las calles con sus mercenários y participó con sus euros y dólares de las elecciones para gobernadores el día 22 de octubre (15 de octubre).
Pero el imperio no se aquietó, y Trump amenazó con bloqueo económico, naval e invasión militar! Santa paciencia! El emperador bocón no conoce al pueblo de Venezuela, ni a América Latina, ni las leyes internacionales. Esa amenaza apenas sirvió para crear una cohesión aún mayor entre las fuerzas armadas y el pueblo venezolano. Y una agresión militar llevaría a millones de trabajadores de toda América Latina a manifestarse.
En el fondo, la disputa no es por el gobierno Maduro, la disputa es por la renta petrolera, que durante todo el siglo 20 fue apropiada indebidamente por las empresas estadounidenses y por una minoría de oligarcas venezolanos, que vivían como marajás! Y eso acabó.
La obligación de todos los militantes, de todos los movimientos populares y partidos de izquierda es defender el pueblo de Venezuela y el proceso bolivariano.
O asumir que está del lado del imperio y de sus aliados mercenários dentro de Venezuela! En Brasil, los movimientos populares y partidos políticos nos articulamos en más de sesenta entidades en el comité Paznavenezuela (Pazenvenezuela), para manifestarnos y apoyar de todas las formas posibles la paz en aquel país. Usted puede adherir, entre en la página con el mismo nombre, y promueva actividades de solidaridad en su espacio social de actuación. Ya los golpistas, su prensa y algunos oportunistas, siguen vomitando mentiras, como si tuviesen alguna moral de criticar y algún gobierno de otro golpista.
La historia no falla, y en el futuro las generaciones sabrán quienes eran los golpistas y mercenários al servicio apenas del capital estranjero.”
João Pedro Stedile es coordinador del MST (Movimiento de los Trabajadores Rurales Sin Tierra) y de la Vía Campesina Brasil
Traducido por José Pausides







giovedì 22 febbraio 2018

Sabotaggio alla democrazia in Venezuela/ Sabotaje a la democracia en Venezuela- Atilio Boron


Dando ancora una volta compimento alla propria funesta missione, gli Stati Uniti hanno appena sabotato un accordo laboriosamente raggiunto tra il governo e l'opposizione.

Era nei dialoghi di Santo Domingo. La lettera che è stata pubblicata in data 7 febbraio dall'ex presidente del governo spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero, ha rivelato la sua sorpresa e - in modo più sottile, la sua indignazione - per la dimissione "inattesa" da parte dei rappresentanti dell'opposizione a firmare l'accordo quando tutto era pronto per la cerimonia del protocollo durante la quale sarebbe stata annunciata pubblicamente la buona nuova. Come rivelato nella lettera RZ dice che dopo due anni di dialoghi e discussioni si è raggiunto un accordo per dare il via a "un processo elettorale con garanzie e consenso sulla data delle elezioni, sulla posizione in merito alle sanzioni contro il Venezuela, sulle condizioni della Commissione di Verità, sulla cooperazione di fronte alle sfide sociali ed economiche, sul compromesso per una normalizzazione istituzionale e le garanzie per il rispetto dell'accordo e sull'impegno per un funzionamento e uno sviluppo pienamente normalizzato della politica democratica". (Https://www.aporrea.org/oposicion/n320777.html)

Questo accordo, se fosse stato firmato dall'opposizione, avrebbe posto fine alla crisi politica che, con le sue ripercussioni economiche e sociali, aveva scatenato una delle più gravi crisi del Venezuela nella sua storia. Sarebbe stato anche un gigantesco passo verso la normalizzazione di una situazione regionale sempre più accentuata dalle risonanze del conflitto venezuelano. Il pretesto sorprendentemente utilizzato dall'imbarazzata opposizione è stato la rinnovata esigenza che le elezioni presidenziali fossero monitorate dal Grupo de Lima, una coalizione di paesi (Argentina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Guatemala, Guyana, Honduras, Messico , Panama, Paraguay, Perù, Santa Lucia) i cui governi competono per vedere chi mostra il più grande servilismo quando si tratta di obbedire agli ordini emessi dalla Casa Bianca di attaccare il Venezuela. Il Grupo de Lima non è un'istituzione come UNASUR, l'OAS o altre simili.

Il documento prodotto nella Repubblica Dominicana ha messo nelle mani del Segretariato generale delle Nazioni Unite l'organizzazione delle elezioni presidenziali, un'istituzione infinitamente più seria e prestigiosa che il Grupo de Lima, dove abbondano narcopresidenti, golpisti benedetti dagli Stati Uniti come i leader di Brasile e Honduras, governi come il Messico che hanno fatto dei brogli elettorali un'arte di efficienza incomparabile o il Cile, il cui più grande successo democratico è quello di aver deluso così tanto il suo popolo che meno della metà degli elettori è andato alle urne alle ultime elezioni presidenziali. Tuttavia, l'esigenza che questo gruppo indecoroso di governi fosse stato responsabile di garantire "la trasparenza e l'onestà" delle elezioni presidenziali in Venezuela è stata il pretesto utilizzato per boicottare un accordo che tanto lavoro era costato per essere raggiunto.

Come spiegare questo improvviso e inaspettato cambiamento nell'opinione dell'opposizione venezuelana?

Per rispondere a questa domanda bisogna andare a Washington. Come era prevedibile per la Casa Bianca, l'unica soluzione accettabile era la destituzione di Nicolás Maduro e un "cambio di regime", anche se questa opzione avrebbe comportato il pericolo di una guerra civile e di enormi costi umani ed economici. In altre parole, il modello è la Libia o l'Iraq e in nessun modo un patto di transizione tra il governo e l'opposizione, o anche meno, accetterebbe la sopravvivenza del governo bolivariano in cambio di alcuni gesti di moderazione da parte di Caracas. Dal punto di vista geopolitico che testimonia tutte le azioni della Casa Bianca, nessun scrupolo morale può interferire con il progetto di sottomettere il Venezuela al giogo statunitense, afferma l'ossessione malsana dell'impero di trasformare in un protettorato nordamericano un paese che ha le maggiori riserve di petrolio del pianeta e un territorio dotato di immense risorse naturali.

Per i falchi di Washington qualunque opzione diversa da questa è intollerabile e se i politici dell'opposizione venezuelana credevano che questi negoziati sarebbero stati, se non garantiti, almeno tollerati dalla Casa Bianca, cadono in un'infantile illusione. E' un'illusione credere che agli Stati Uniti importi la democrazia o quella che chiamano "crisi umanitaria" o lo stato di diritto in Venezuela. Per l'impero queste domande sono completamente irrilevanti quando si tratta della stragrande maggioranza dei "paesi di merda" che costituiscono la periferia del sistema capitalista mondiale. Per questo non è stato un caso che l'ordine di astenersi dal firmare accordi coincida con la visita di Rex Tillerson in Colombia e che sia stato il Presidente Juan M. Santos ad avere il compito di trasmettere il dictat imperiale ai rappresentanti dell'opposizione riuniti a Santo Domingo.

Come continuerà questa storia?

Washington sta stringendo la corda per rendere inevitabile una "soluzione militare" in Venezuela. Ecco perché Tillerson ha girato 5 paesi dell'America Latina e dei Caraibi, nel tentativo di coordinare a livello continentale le azioni di quello che potrebbe essere l'inizio dell'assalto finale contro la patria di Bolivar e Chávez. Il Comando Sur sta arruolando personale dell'Aviazione statunitense a Panama senza altro scopo credibile che attaccare il Venezuela. Nel frattempo, l'offensiva diplomatica e dei media si sta diffondendo in tutto il mondo. Il Parlamento europeo ha dato nuovi esempi del suo processo di putrefazione e raddoppia le sanzioni contro il Venezuela, mentre i servitori latinoamericani e caraibici di Washington sono vergognosamente piegati all'aggressione. L'8 febbraio, il governo cileno ha annunciato la sospensione indefinita della sua partecipazione al dialogo venezuelano perché, secondo La Moneda, "non sono state concordate condizioni minime per un'elezione presidenziale democratica e una normalizzazione istituzionale".

Sembrerebbe che, come disse una volta José Martí, in Venezuela "E' l'ora dei forni e non si vedrà altro che luce".



Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Sabotaje a la democracia en Venezuela-

Dando una vez más cumplimiento a su funesta misión EEUU acaba de sabotear un acuerdo laboriosamente alcanzado entre el gobierno y la oposición


Fue en los diálogos de Santo Domingo. La carta que el 7 de Febrero hizo pública el ex presidente del gobierno español José Luis Rodríguez Zapatero revela su sorpresa -y, de modo más sutil, su indignación- ante la "inesperada" renuncia por parte de los representantes de la oposición a suscribir el acuerdo cuando estaba todo listo para la ceremonia protocolar en la cual se anunciaría públicamente la buena nueva . Como revela en dicha carta RZ dice que luego de dos años de diálogos y discusiones se había llegado a un acuerdo para poner en marcha "un proceso electoral con garantías y consenso en la fecha de los comicios, la posición sobre las sanciones contra Venezuela, las condiciones de la Comisión de la Verdad, la cooperación ante los desafíos sociales y económicos, el compromiso por una normalización institucional y las garantías para el cumplimiento del acuerdo, y el compromiso para un funcionamiento y desarrollo plenamente normalizado de la política democrática." (https://www.aporrea.org/oposicion/n320777.html)


Este acuerdo, de haber sido firmado por la oposición, ponía fin a la crisis política que, con sus repercusiones económicas y sociales, había desatado una de las más graves crisis de Venezuela en su historia. Era también un paso gigantesco hacia la normalización de una situación regional cada vez más crispada por las resonancias del conflicto venezolano. El pretexto sorpresivamente utilizado por la avergonzada oposición fue la renovada exigencia de que las elecciones presidenciales fuesen monitoreadas por el Grupo de Lima, una colección de países (Argentina, Brasil, Canadá, Chile, Colombia, Costa Rica, Guatemala, Guayana, Honduras, México, Panamá, Paraguay, Perú, Santa Lucía) cuyos gobiernos compiten para ver quien hace gala del mayor servilismo a la hora de obedecer las órdenes emitidas por la Casa Blanca para atacar a Venezuela. El Grupo de Lima no es una institución como la UNASUR, la OEA u otras por el estilo


El documento elaborado en la República Dominicana ponía en manos de la Secretaría General de la ONU organizar la fiscalización del comicio presidencial, una institución infinitamente más seria y prestigiada que el Grupo limeño en donde abundan los narcopresidentes, los golpistas bendecidos por EEUU como los mandatarios de Brasil y Honduras, gobiernos como el de México que hicieron del fraude electoral un arte de incomparable eficacia, o el de Chile, cuyo mayor logro democrático es haber decepcionado tanto a su pueblo que menos de la mitad del electorado concurrió a votar en las últimas elecciones presidenciales. Sin embargo, la exigencia de que este impresentable grupo de gobiernos fuese el encargado de garantizar la "transparencia y honestidad" de las elecciones presidenciales en Venezuela fue el pretexto utilizado para boicotear un acuerdo que tanto trabajo había costado sellar.


¿Cómo explicar este súbito e inesperado cambio en la opinión de la oposición venezolana?


Para responder a esta interrogante hay que viajar a Washington. Tal como era previsible para la Casa Blanca la única solución aceptable pasa por la destitución de Nicolás Maduro y un "cambio de régimen", aún si esta opción entraña el peligro de una guerra civil e ingentes costos humanos y económicos. En otras palabras, el modelo es Libia, o Irak, y de ninguna manera una transición pactada entre el gobierno y la oposición, o menos todavía, aceptar la supervivencia del gobierno bolivariano a cambio de algunos gestos de moderación por parte de Caracas. Desde la perspectiva geopolítica que informa todas las acciones de la Casa Blanca ningún escrúpulo moral puede interferir en el proyecto de someter Venezuela al yugo estadounidense, esa enfermiza obsesión del imperio para convertir en un protectorado norteamericano a un país que cuenta con las mayores reservas petroleras del planeta y un territorio dotado de inmensos recursos naturales.


Para los halcones de Washington cualquier opción distinta a esa es pura sensiblería, y si los políticos de la oposición venezolana creyeron que estas negociaciones serían si no avaladas al menos toleradas por la Casa Blanca cayeron en una infantil ilusión: creer que a EEUU le importa la democracia, o lo que ellos llaman "crisis humanitaria", o la vigencia del Estado de Derecho en Venezuela. Al imperio estas cuestiones le son completamente irrelevantes cuando se habla de la inmensa mayoría de los "países de mierda" que constituyen la periferia del sistema capitalista mundial. Por eso no fue casual que la orden de abstenerse de firmar los acuerdos coincidiera con la visita de Rex Tillerson a Colombia, y que fuese el presidente Juan M. Santos quien tuviera la deshonrosa tarea de transmitir el úkase imperial a los representantes de la oposición reunidos en Santo Domingo.


¿Cómo seguirá esta historia?


Washington está tensando la cuerda para tornar inevitable una "solución militar" en Venezuela. Fue por eso que Tillerson recorrió 5 países latinoamericanos y caribeños, en un esfuerzo para coordinar a nivel continental las acciones de lo que bien podría ser el comienzo de un asalto final contra la patria de Bolívar y Chávez. El Comando Sur está alistando personal de la Fuerza Aérea de EEUU en Panamá sin otro verosímil propósito que el de atacar a Venezuela. Mientras, la ofensiva diplomática y mediática se extiende por todo el mundo. El Parlamento Europeo ha dado nuevas muestras de su proceso de putrefacción y redobla las sanciones contra Venezuela, al paso que los sirvientes latinoamericanos y caribeños de Washington se pliegan oprobiosamente a la agresión. Este 8 de Febrero el gobierno de Chile anunció la suspensión de manera indefinida de su participación en el diálogo venezolano porque, según La Moneda, "no se han acordado condiciones mínimas para una elección presidencial democrática y una normalización institucional."


Parece que, como una vez dijera José Martí, en Venezuela está llegando "la hora de los hornos y no se ha de ver más que la luz."


La Haine




sabato 17 febbraio 2018

Social Network e Dispositivi Mobili: Riducono La Corteccia Cerebrale e Danneggiano la Mente


 L’uso dei social network sta cambiando la nostra mente. Numerosissime ormai le ricerche condotte da gruppi universitari per elaborare i riflessi delle app e dei dispositivi mobili elettronici sul cervello umano.
Alcuni ricercatori hanno scoperto infatti che usare troppo i social può causare danni alla mente. Questo non significa che è vietato accedere ai propri profili social ma evitare di farlo in maniera quasi ossessivo compulsiva.
I giovani ad esempio, prima di uscire, si accertano di avere il cellulare con la batteria 100%per evitare che si perdano potenziali conversazioni o aggiornamenti una volta fuori dalle mura di casa. Ebbene i ricercatori hanno svelato che c’è un legame tra l’uso dei social e il nostro cervello, che rischia di trasformarsi e cambiare il suo apparato.
Con l’uso sempre più massiccio dei social network e di internet il nostro cervello diventa più pigro e superficiale. Affidiamo a queste piattaforme il compito di ricordare per noi, quindi la corteccia cerebrale è meno spessa, più stanca e meno allenata, e questo compromette le nostre capacità di apprendimento.
Una ricerca condotta dall’Università del Sussex su un campione di 75 persone di 25 anni sul multitasking, abilità e capacità acquisita dalle ultime generazioni, ha mostrato che la quantità di materia grigia era minore su 40 di loro dopo una risonanza magnetica. Insomma essere multitasking non sarebbe sinonimo di maggiore intelligenza, anzi sembrerebbe il contrario.​
I ricercatori comunque basano la loro teoria su molteplici strumenti scientifici non fornendo però la soluzione. A detta di molti essa potrebbe essere l’equilibrio. Non basare la propria esistenza sui social e comunque evitarne l’uso improprio.

Foto inserite da responsabile del  Blog
Testo tratto Da :





Certamente internet  usato in maniera  sana  aiuta nella conoscenza, come aiuta a diffondere quella controinformazione  oggi più che mai utile per contrastare le miriadi di immonde menzogne che quotidianamente vengono diffuse dal macrosistema informativo legato al selvaggio potere  liberista, però allo stesso  tempo va amaramente constatato che  ormai  una persona non  adeguata a  vivere connessa constantemente  alle  reti sociali è lasciata sola, non esiste più nel circuito,  è di fatto “lasciata perdere”, ..anche nell’attivismo politico  questo comportamento  si riscontra pesantemente  sia a destra  così come  in coloro che amano definirsi “rivoluzionari “di sinistra… Se per caso si perde o si rompe lo smartphone o si hanno problemi di connessione al  PC, o  semplicemente ci sentiamo male , scordate di ricevere una telefonata per sapere se vi è successo qualcosa,   telefonare  o inviare un sms  è caduto in disuso, diciamo che è semplicemente retrò….Siiiiiiiiiiiiiii, siamo di fronte ad una vera dipendenza tecnologica,(vedi  le immagini),  per far felici "i liberi schiavi "delle reti sociali  basta dargli tanti mi piace

La situazione non andrà migliorando man mano che tecnologia e software andranno sempre più avanti.                                                        A  titolo personale posso solo dire : meno male che ho riscoperto il piacere di leggere e di viaggiare  con la mia bici da corsa per le strade della bella Maremma e non solo,  piccole piacevoli cose che mi ripagano dal silenzio  intorno, solo per il fatto di  aver scelto di limitare al minimo l’uso di Fb ,Tw , messenger o aver rifiutato di partecipare a gruppi  politici in WhatsApp,  …… ma da buon vecchio Capricorno, segno zodiacale  che sa benissimo vivere in solitudine, anzi…,  posso garantire che non mi prendono crisi isteriche e non  vado in depressione se non mi connetto alle reti sociali, o meglio dell’”annientamento  sociale”….A Cuba raramente vado nei punti di connessione wifi , non ne sento proprio la necessità , perchè quando  vivo nel barrio popolare a Santa Clara, a contatto della  solarità , umanità  e  umiltà della  gente , la vita  come fosse un film, per incanto mi riporta  in una dimensione umana , una dimensione un tempo vissuta  in questa  Italia oggi  irriconoscibile. Parlo di memorabili momenti dei '60/'70 vissuti dalle generazioni datate come la mia, periodo dove la gente aveva poco fuori e tanto dentro,  dove tenere la porta di casa aperta con la chiave fuori era normalità, dove comunicare e aiutarsi con in vicini era cosa abituale... i giovani purtroppo la possono  rivivere solo attaverso in film, documentari, letture... Sicuramente il futuro sarà super tecnologico e annientatore di cervelli,  però è doveroso sperare che continuino ancora a esistere oasi umane dove poter salvare, custodire  e tramandare la cultura  e i valori essenziali dell’uomo.

                                                                                                Sandino


venerdì 9 febbraio 2018

La “nuova” strategia USA nella cyber guerra per sovvertire Cuba.


Se l’apparato del Presidente Donald Trump crede che usando nuove tecnologie possa imporre a Cuba un cambio dell’ordinamento interno, ancora una volta non ha capito  nulla o ha perso la memoria, sviluppare e finanziare progetti in rete internet per cambiare la isla grande è un misero ritorno alla già  fallita guerra fredda.
Quando il 16 giugno del 2017 a Miami Trump si riunì con le forze dell’ultradestra di origine cubana per pagare il suo debito elettorale, annunciò al Mondo quello che a suo tempo aveva promesso appunto alla congrega di gusanos della Florida guidati dal senatore  Marco Rubio  :”  fine delle relazioni USA con Cuba iniziate il 17/12/2014  dall’amministrazione Obama ,continuazione e inasprimento del “Bloqueo economico”….
Aver scelto Internet come terreno per la “nuova” aggressione dimostra chiaramente  quali sono i veri obiettivi di Washington quando reclama “libero accesso” alla rete ai paesi che si oppongono al sistema liberista, mentre in casa sua e nei paesi alleati o meglio servi, mantiene un megasistema di controllo sociale che  accumula dati di cittadini “ignari” che navigano nel web.
Tutto rientra in una nuova dottrina di Guerra non convenzionale senza l’uso diretto di forze militari  come  successo nei fallimentari conflitti in Iraq e Afganistan , una dottrina già usata nella dimenticata “primavera Araba” o in piani più recenti come l’ incentivazione alle proteste in Iran  e in Venezuela Bolivariano nel sostenere i settori violenti della destra fascista…. La strategia imperialista di Washington dimostra apertamente di voler usare le reti sociali e internet per i suoi obiettivi geopolitici di dominazione. Attivare un nuovo  cyber attacco dimostra che non c'è mancanza di liquidità, in un governo paralizzato e senza fondi, quando si tratta di finanziare progetti sovversivi contro Cuba, certamente i nuovi piani di Trump non colgono di sorpresa un governo cubano che alle spalle ha oltre mezzo secolo di esperienza su come affrontare programmi di aggressione di tutti i tipi. Progetti  cyber recenti come ZunZuneo, Piramideo, Commotion, Operacion Surf… sbatterono contro la capacità delle autorità cubane di scoprirli e l'unità della sua popolazione davanti alle aggressioni.


ZUNZUNEO :
Progetto finanziato dall’Agenzia Internacional degli Stati Uniti (USAID), l’obiettivo era lanciare una rete di messaggeria che potesse arrivare a centinaia di migliaia di cubani usando  “contenuto no controverso” : notizie di calcio, musica,  clima, pubblicità. Quando riuscirono nel loro scopo inviarono messaggi di contenuto politico per incitare i cubani a sviluppare convocazioni in rete per manifestazioni di massa atte a destabilizzare il paese.

PIRAMIDEO :
Simile a ZunZuneo questo programma stava in carico all’ufficio di trasmissioni a Cuba (OCB), assoggettata a Radio-TV Martì. Lo stesso  promuoveva  la creazione di una rete di “Amici” offrendo loro la possibilità che una persona inviasse ai membri della sua “Piramide” un SMS  di massa al costo di un solo messaggio. Lo  scopo finale era promuovere una piattaforma sovversiva.

COMMOTION:
Fu un meccanismo sviluppato dall’Istituto di tecnologia abierta (OTI) della New America Foundation, con sede a Washington, in origine per usi militari, sviluppava reti senza fili indipendenti. Benchè non si conosca la sua entrata in funzione a Cuba,  fonti del governo USA dichiararono al quotidiano  New York Times che avevano dato fondi milionari per tale fine.

OPERACION SURF :
Programma smascherato dall’agente Raul della sicurezza di Stato, il tutto consisteva nel far entrare in Cuba equipaggiamento e  software per l’installazione di antenne illegali per l’acceso illegale a internet.


Per il governo cubano se l’amministrazione Trump desidera esclusivamente garantire l’accesso dei cubani a internet intanto potrebbe eliminare le restrizioni del bloqueo che impediscono l’acquisto di tecnologia del settore, facilitando gli acquisti di materiale, questo forse gli sarebbe più economico che finanziare una “Fuerza de tarea” che già è destinata al fallimento prima di cominciare.