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venerdì 29 maggio 2020

TRIBUNALE INGLESE RINVIA AL 22 GIUGNO LA DECISIONE SULLE 31 TONNELLATE D' ORO DEL VENEZUELA CUSTODITE NEL BANK OF ENGLAND....(CHE PERO' DA BUON SERVITORE USA LE HA BLOCCATE DA TEMPO.)


Tribunale inglese ha rinviato al 22 giugno l'udienza per decidere sulle 31 tonnellate d'oro -del valore di 1 miliardo e 700 milioni di dollari- richiesti dal Banco Centrale del Venezuela (BCV) dopo la reiterata negativa del Banco d'Inghilterra a restituire i lingotti d'oro. Qesti sono presenti nei suoi forzieri a titolo di “custodia”.
Il Venezuela ne chiede la restituzione dall'ottobre del 2018, quando le sue riserve ammontavano a 31 tonnellate, ma il Banco d'Inghilterra si barrica dietro argomentazioni di tipo “politico” -non riconosce la “legittimita'” del governo bolivariano-per rifiutare la restituzione di quel che non gli appartiene.

Le autorita' del paese sudamericano hanno concordato con l'ONU un programma che prevede l'utilizzazione parziale (1 miliardo) della somma illecitamente trattenuta, per l'acquisto di medicine, attrezzature mediche e alimenti per poter affrontare la pandemia in condizione adeguata.

“«Siamo d'accordo con il Programa delle Nazioni Unite (PNUD) che siano loro a ricevere direttamente i fondi -dice Calixto Ortega, presidente del BCV- Sono le Nazioni Unite a coinvolgersi ufficialmente, con la loro neutralita' e indipendenza, pertanto non vi e' pericolo di nessuna trama oscura”.

Il presidente della banca centrale ha sottolineato con fervore “Continueremo a batterci per la restituzione dell'oro ..speriamo di ottenere giustizia e salvare la vita dei venezuelani durante questa pandemia”.
La vicepresidenta del paese caraibico Delcy Rodríguez, si e' detta soddisfatta per la continuazione del processo, evidenziando che “l'oro e' un patrimonio del Paese, non dell'organizzazione criminale diretta dal deputato golpista Juan Guaidó...”

Quest'ultimo non ha mai partecipato ad un'elezione presidenziale, ma e' stato designato da Donald Trump ad occupare fittiziamente la prima carica. Ma Trump non ha titoli per designare le autorita' della Repubblica Bolivariana del Venezuela, ne' il Bank of England puo' stornare riserve auree a vantaggio di una fazione piu' convienente ai suoi interessi.

Tratto da http://selvasorg.blogspot.com/

domenica 19 aprile 2020

Come e' la guerra contro il Venezuela?


Il governo degli Stati Uniti rivendica apertamente il diritto ad aggredire il Venezuela. Tuttavia, tale finalità confessa, non rivela tutti i dettagli dell'aggressione, alcuni dei quali si pubblicano a contagocce nei bollettini militari. Ed altri...non saranno più classificati come segreti negli anni che verranno.
Com'e' la gestazione dell'assedio contro il Venezuela? Il Maggiore Generale Pascualino Angiolillo Fernández, da tempo sistematizza l'insieme delle teorie e dottrine di guerra non convenzionale che il governo degli Stati Uniti conduce in forma semplice o come combinazione, provvisoria o permanente, per giustificare le aggressioni contro il nostro paese. Riveliamo dunque le 10 teorie di guerra non convenzionale che stanno applicando contro la nazione venezuelana.

1-   La Teoria della Intelligenza Strategica per la Politica Estera

nordamericana, sviluppata nel testo dallo stesso nome dal teorico e agente della CIA Sherman Kent, nel 1949. Questa teoria fomenta l'uso di armi non convenzionali nelle guerre future, sottolineando due cose: “debilitare la volontaà e la capacità di resistenza del nemico e consolidare la propria volontà e capacità per vincere”

2.- La Teoría degli Stati Cattivi, Fuorilegge o Canaglia

Cerca la demonizzazione dei governi “ostili”, etichettandoli come regimi autoritari, inclini al caos, violatori dei diritti umani, che minacciano la pace mondiale, propiziano il terrorismo o producono armi di distruzione massiva. E' stato il filosofo nordamericano John Rawls, che nella sua “Teoría della Giustizia”, stabilì i postulati di questa tesi, poi propagandata da Reagan, e che Bush banalizzo' nel 2002 con il concetto di Asse del Male per designare all'Iraq, Irán e Corea del Nord.

3.- La Teoría della Legìttima Difesa

Gli Stati Uniti hanno convertito questa dottrina in una giustificazione per i suoi interventi militari, specialmente dopo gli attacchi dell'11 di settembre, con l'accusa ad Al Qaeda e al regime afgano di essere responsabili di quell'attentato, e cosi' scatenare l'operazione Libertà  Duratura.

Ma che cosa succede quando si tratta di “meri sospetti”?

Il governo nordamericano ridefinì il concetto e passò ad adottare la dottrina della “Guerra Preventiva”, per attaccare prima di essere “attaccato”, anche se la minaccia fosse falsa, come poi accadde con le famose armi di distruzione di massa, mai rinvenute in Iraq.

A questo proposito, il 9 gennaio del 2015 l'ex presidente Obama firmò un Decreto Esecutivo di emergenza, in cui catalogò il Venezuela come una “minaccia inusuale e straordinaria per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti”

4.- La dottrina della “Guerra giusta”

Nasce nei tempi medioevali dell'egemonismo ecclesiastico europeo. Era come sciacquarsi la faccia e cambiar l'apparenza delle aggressioni piu' ingiuste. Con questa teoria, gli imperi sono soliti giustificare le guerre e i modi di eseguirle.

Nel 1977, nel contesto della Guerra del Vietnam, Michael Walzer pubblicó il libro “Guerre giuste e ingiuste”, in cui forniva mezzi morali e giuridici per rinnovare la categoria, e dotare i suoi adepti piu' capacita' di giustificazione

5.- La Teoría della “Responsabilità  di Proteggere”

Conosciuta con la sigla R2P, e' un altro espediente giuridico del sistema internazionale, diventato come un sotterfugio per la legittimazione del diritto di ingerenza delle potenze militari. Giustificato con l'argomento di voler impedire una sofferenza maggiore della popolazione d'altri territori.

Teoricamente solo il Consiglio di Sicurezza e' autorizzato a farne uso, quando si tratta di situazioni (reali...non "sensazioni") di genocidio, pulizia razziale, crimini di guerra o crimini di lesa umanità.

La Libia, attaccata nel 2011 con il pretesto di proteggere la popolazione, al costo di piu' di 50 mila morti, e la Siria investita da bombardamenti “umanitari” sulla popolazione civile, sono esempi di questa dottrina.

6.- Teoría del “Potere Duro, Morbido e Intelligente”

Secondo il teorico fondamentale Joseph Nye, il potere duro può essere assimilato a una “spinta”, associato all'uso della forza e al denaro: applica sanzioni, blocchi e boicottaggi per strangolare e generare danni alla popolazione del paese-obiettivo.

Invece il potere morbido, può essere assimilato ad “attrazione” o alla “cooptazione” attraverso risorse intangibili come le istituzioni, le idee, i valori, la cultura e la diplomazia. Nye chiarisce che “Non e' necessariamente torcere le menti che torcere il braccio”. Ricordate Obama?

Tuttavia gli Stati Uniti cerca di conservare la supremazia riguardo i suoi obiettivi, servendosi del Potere Intelligente, inteso come “abilità per combinare le risorse del potere duro e il potere morbido in strategie efficaci”

7.- La Teoria del “Caos costruttivo”

Disegnato dal consigliere in politica estera degli Stati Uniti Zbigniew Brzezinski, sostiene la necessità  di incoraggiare ed appoggiare conflitti violenti, crisi economiche e/o sociali interne all'obiettivo, incorporando varianti perturbative, con il fine di stimolare la dissidia e la caduta di un governo, o come ripiego, favorire la frammentazione di quel territorio, allo scopo di istallare “governi alleati” negli spazi geografici sorti dalle azioni secessioniste.

8.- La Teoría dello “Stato fallito”

Questa dottrina si prefigge di far perdere il prestigio e la frammentazione istituzionale del paese-obiettivo, la sua diffamazione, onde spezzarne l'appoggio popolare e innescare cosi' un'esplosione sociale. Nel 2015 il vicepresidente nordamericano Joe Biden, catalogó il Venezuela como uno Stato Fallito, incapace di mantenere l'ordine  interno, e come uno Stato Fuorilegge, diventato un pericolo per i suoi vicini.

9.- Teoría delle Ninfee

Nella “Décima Conferenza dei Ministri della Difesa delle Americhe”, realizzata nell'ottobre del 2012, in Uruguay, la delegazione degli Stati Uniti, partecipo' mostrando una particolare preoccupazione (tra virgolette) per i “disastri naturali, protezione della natura e la biodiversita'”. In quel contesto sottoposero all'attenzione la necessita' istallare “Basi avanzate di osservazione rapida per le catastrofi naturali” nello spazio sudamericano e caraibico, di gran rilevanza geostrategica. Queste strutture d'intervento sono denominate “ninfee”, come quelle piante acquatiche da cui la rana salta verso la sua preda.

Ricordate la tragedia di Vargas del lontano 15 dicembre del 1999?

Gli Stati Uniti offrì “aiuti” al governo venezuelano, per far fronte alla tragedia da una portaerei militare USA. Hugo Chávez si oppose.

10.- Teoría della “Guerra Ibrida”

Adottata dall'Esercito USA, venne sviluppata dal marine Frank Hoffman, e' concepita per intervenire nelle grandi città' o in terreni complessi.

“Puo' essere condotta dagli Stati, cosi' come da una varietà di forze non statali. Includono una varietà di modalità di guerra differenti, incluso le capacià' convenzionali, tattiche e formazioni irregolari, azioni terroriste, come la coercizione, la violenza indiscriminata e i disordini criminali”.

“Le guerre non convenzionali sono come un cancro, non se ne vedono i sintomi fino a quando e' gia' in grado avanzato, sembrano non essere tali perche' non ci sono soldati, carri armati ne' aerei, però e' l'espressione piu' avanzata della lotta di classe.

Molte volte l'aggressione militare non arriva a concretizzarsi. Con differenti metodi di far pressione contro i governi, si puo' cedere sovranita' e farli vacillare di fronte alle mete del capitalismo, al libero mercato e all'egemonia dei gruppi transnazionali.


Fonti Consultate

Arantxa Tirado. Venezuela: crisis humanitaria y responsabilidad de proteger

Ana Cristina Bracho – La Responsabilidad de Proteger: ¿salvar de la asfixia estrangulando?.

Angela María Arbeláez Herrera – La noción de la guerra justa. Algunos planteamientos actuales.

Daniel Añorve – Más allá del poder suave, del poder duro y del poder inteligente: la resiliencia ecológica y humana como fundamentos del poder.

Germán Gorráiz López – La estrategia kentiana de EEUU en América Latina.

John Sebastián Zapata Callejas – La teoría del Estado Fallido: entre aproximaciones y disensos.

Juan E. Romero J. – Venezuela y la tesis del caos constructivo.

Juan E. Romero J. – Venezuela: ¿un Estado Forajido?.

Andrew Korybko – GUERRAS HÍBRIDAS De las revoluciones de colores a los golpes.

Pascualino Angiolillo Fernández – Teorías de guerra que se están aplicando contra Venezuela

Pascualino Angiolillo Fernández – Una teoría Bolivariana para la emancipación y la Integración latinoamericana y caribeña

*Tatuy Tv: Juan Lenzo, Rukleman Palacios, María Alejandra Reyes. Narración: Karen Torres

Tratto da :
http://selvasorg.blogspot.com/2020/04/le-10-teorie-per-laggressione.html

venerdì 9 marzo 2018

VENEZUELA: TESTO DELL’ACCORDO QUADRO UNITARIO PSUV-PCV /TEXTO DEL ACUERDO UNITARIO MARCO PSUV-PCV



Accordo unitario tra PSUV e PCV per affrontare la crisi del capitalismo dipendente e rentier venezuelano tramite azioni politiche e socio-economiche, antimperialiste, patriottiche e popolari:

1. Noi, PSUV e PCV, eredi di Simón Bolívar e incarnazione delle lotte del popolo venezuelano nelle proprie aspirazioni per l'indipendenza, la sovranità e l'integrazione dell'America Latina, sottoscriviamo il presente accordo di unità con l'impegno comune di attuarlo in tutte le sue parti; consapevoli che esso rappresenta una chiara presa di coscienza del fatto che la crescente, immorale, illegale e criminale aggressività interventista dell'imperialismo USA e dei suoi alleati europei contro il processo bolivariano venezuelano che mette a rischio non solo la prospettiva della liberazione nazionale iniziata con la vittoria popolare del comandante Hugo Chávez alle elezioni presidenziali del 1998, ma minacciano la stessa sovranità nazionale e integrità territoriale del Venezuela.

2. Noi, PSUV e PCV, denunciamo davanti al mondo che l'imperialismo, guidato dal governo degli Stati Uniti e con la complicità subordinata dei governi di destra dell'America Latina e dell'estrema destra venezuelana, sta fomentando menzogne allo scopo di giustificare un intervento internazionale contro il nostro Paese. Questo intervento si potrebbe facilmente tradurre in una provocazione ai nostri confini da parte governi di destra della Colombia, del Brasile e della Guyana.

3. Noi, PSUV e PCV, affermiamo che la crisi del capitalismo rentier e subordinato all'imperialismo presente in Venezuela ha gravi conseguenze per la qualità di vita del nostro popolo, specialmente per quanto riguarda il potere d'acquisto e la fornitura di beni e servizi. Questa situazione è stata esasperata dall'imperialismo e dai suoi rappresentanti locali, i quali promuovono la corruzione pubblica e privata, il burocratismo e la fuga di valuta straniera in un contesto di forte riduzione delle entrate petrolifere. Siamo convinti che contro tutti questi fenomeni il governo nazionale debba mantenere e intensificare una lotta frontale, come quella intrapresa all'interno della compagnia petrolifera statale venezuelana PDVSA e in altri organismi statali.

4. Noi, PSUV e PCV, dichiariamo che il superamento dall'attuale crisi non dovrà in alcun modo andare a favore della borghesia e delle multinazionali ma bensì a favore degli interessi del popolo, nella ricerca cioè di un nuovo sistema economico e produttivo che superi la dipendenza dal petrolio, per uno sviluppo sovrano del paese che sappia ampliare la partecipazione dei lavoratori, dei contadini e delle classi popolari. La formazione cioè di un grande fronte antimperialista che sappia procedere nella creazione di una leadership collettiva e unitaria, espressione delle organizzazioni politiche e sociali patriottiche e rivoluzionarie allo scopo di poter analizzare, formulare e coordinare le azioni politiche e amministrative di governo.

5. La gravità della situazione attuale e l'intensificazione della lotta di classe a livello nazionale e internazionale richiedono un'intensificazione sia delle azioni immediate da intraprendere in campo economico, sociale e politico, sia delle misure di emergenza necessarie per far fronte in modo prioritario alle richieste popolari in termini alimentari e di salute. Tali misure si consoliderebbero con il trionfo delle forze patriottiche alle prossime elezioni presidenziali.

I diritti della classe operaia e del popolo lavoratore

6. Noi, PSUV e PCV, sottolineiamo l'importanza di rafforzare il sindacalismo di classe e le varie espressioni del movimento operaio e rivoluzionario come i Consigli Produttivi dei Lavoratori, i Consigli Socialisti dei Lavoratori – approvando la legislazione speciale stabilita nella Legge Organica sul Lavoro (LOTTT) – nonché altre forme organizzative sindacali rivoluzionarie; garantendo il rispetto dell'autonomia di tali organi, sviluppando canali efficaci che consentano ai lavoratori dei settori pubblici e privati di esercitare un ruolo guida nello sviluppo del processo sociale del lavoro.

7. Tenendo conto dell'acutizzarsi della crisi che colpisce ampie fasce della classe operaia è importante proteggere e rafforzare i diritti dei lavoratori, la garanzia dell'occupazione e ampliare la politica di creazione di nuovi posti di lavoro.

8. Noi, PSUV e PCV, lavoreremo insieme, ciascuno secondo gli scopi e le caratteristiche delle nostre organizzazioni, sia dal governo sia dagli spazi socio-politici, per vigilare sui diritti dei lavoratori nel settore pubblico e privato e, dove essi sono violati, per garantirli prontamente.

9. Ci impegniamo a applicare immediatamente le necessarie contromisure riguardanti le denunce da parte di organizzazioni rivoluzionarie in merito alle azioni di alcuni funzionari pubblici.

10. Ci impegniamo in maniera decisa a voler connettere tra loro i processi produttivi delle imprese nazionalizzate, molte delle quali devono essere rafforzate. Dovranno essere evitati i processi di smantellamento che potrebbero portare a momentanee interruzioni della produzione dannose per lo sviluppo produttivo nazionale. Inoltre, ci impegniamo a proteggere e sostenere istituzionalmente i collettivi contadini che hanno riattivato le fattorie di proprietà statale.

11. Noi, PSUV e PCV, valuteremo le esperienze di controllo operaio, come nel caso del «Plan Guayana Socialista», in modo da stabilire un nuovo modello di direzione e una gestione multiforme delle imprese statali, i cui processi produttivi, di gestione e di distribuzione saranno sotto controllo operaio e popolare. Lo faremo basandoci sui principi della leadership collettiva e in modo da bandire definitivamente i flagelli della corruzione, l'inefficienza e i metodi autoritari e antidemocratici nella gestione d'impresa.

12. In collaborazione con le organizzazioni popolari è necessario promuovere e attuare azioni forti da parte della Sovrintendenza nazionale per la difesa dei diritti socioeconomici (SUNDDE) e della Sovrintendenza delle istituzioni del settore bancario (SUDEBAN) allo scopo di proteggere i milioni di utenti del sistema bancario, in particolare lavoratori, pensionati e piccoli imprenditori.

13. Consideriamo urgente l'adozione e il rafforzamento di misure volte a smantellare il potere dei monopoli privati, nonché la definizione e la promozione di politiche atte a raggiungere non solo uno sviluppo nazionale sovrano e produttivo, ma pure a lottare contro la corruzione, la speculazione e mafiosi.

14. Ci impegniamo a considerare come prioritaria un'occupazione non precaria e con pieni diritti che sappia nobilitare l'essere umano, così come rafforzare i salari e ripristinarli come componente principale del reddito dei lavoratori.

Misure da analizzare in modo approfondito

15. Noi, PSUV e PCV, in regolari incontri bilaterali, ci impegniamo a discutere, fra le altre cose, delle proposte strategiche formulate dal PCV allo scopo di collaborare allo sviluppo di piani e politiche dello Stato e del Governo a beneficio del popolo e della liberazione nazionale.

15.1 Tra i temi inclusi nelle discussioni ci sono quelli relativi al sistema bancario e finanziario, il commercio estero, le finanze pubbliche e il regime fiscale.

Rafforzare le misure politiche e organizzative

16. Noi, PSUV e PCV, individueremo delle aree di azione comune da rafforzare sia politicamente che organizzativo.

16.1. Noi, PSUV e PCV, stabiliremo un calendario per lo svolgimento d'incontri bilaterali almeno una volta al mese tra i rappresentanti di entrambe le nostre direzioni nazionali.

16.2 Noi, PSUV e PCV, seguiremo gli sforzi politici su scala regionale e municipale affinché sviluppino politiche efficaci che rispondano al meglio ai bisogni della popolazione.

16.3. Sul piano internazionale, sulla base delle aree di azione e attenzione di ogni organizzazione, rafforzeremo le relazioni con gli organismi che hanno dimostrato una coerente solidarietà con il Venezuela e il processo rivoluzionario.

16.4. Sul piano produttivo, sosterremo proposte e progetti produttivi e agroindustriali, con particolare attenzione a tutte le iniziative derivanti dal movimento contadino e comunale.

16.5. Noi, PSUV e PCV, ci impegniamo a rafforzare il movimento operaio e sindacale, facilitando il collegamento tra le correnti rivoluzionarie e di classe con le entità statali in modo da risolvere problemi e controversie nel rispetto dei diritti dei lavoratori.

16.6. Tutti i progetti mediatici, siano essi audiovisivi o stampati, espressione delle iniziative di ambo le organizzazioni e dei movimenti popolari e dei lavoratori saranno sostenuti come parte della nostra collaborazione alla lotta alla "guerra mediatica" e contro la disinformazione e le operazione psicologiche.

16.7. Entrambe le organizzazioni politiche favoriranno le relazioni tra le loro organizzazioni giovanili: la Gioventù del Partito Socialista Unito del Venezuela (JPSUV) e la Gioventù Comunista del Venezuela (JCV), attraverso proposte studentesche, culturali, sportive e comunitarie per approfondire i diritti dei giovani.

16.8. Al fine di progredire nello sviluppo della politica di alleanza tra PSUV e PCV e del movimento popolare rivoluzionario, lavoreremo insieme per garantire una formula unitaria di natura elettorale che assicuri un'effettiva presenza e rafforzamento delle nostre organizzazioni nelle elezioni legislative a livello nazionale, regionale e comunale.

Elezioni presidenziali

17. Il PCV, tramite questo accordo e grazie ai diversi punti di vicinanza politica con il PSUV in ambito di politica nazionale e internazionale, sostiene la candidatura del compatriota Nicolas Maduro Moros, in modo che egli possa dirigere un'ampia coalizione di forze politiche e sociali, patriottiche, popolari e rivoluzionarie, che possano servire da punto di partenza per una direzione collettiva e unificata del processo rivoluzionario bolivariano. Lo facciamo in modo che possa egli rappresentare le aspirazioni popolari della lotta antimperialista e dell'unità latinoamericana, e sviluppare la nostra sovranità nell'interesse del popolo venezuelano. Lavoreremo insieme, rispettando l'autonomia di ogni organizzazione, in modo da ottenere un trionfo schiacciante il prossimo 22 aprile 2018.

18. Entrambe le organizzazioni si impegnano a divulgare ampiamente questo programma di accordo unitario tra PSUV e PCV.

19. Questo accordo viene prodotto in due esemplari originali.


ACUERDO UNITARIO MARCO PSUV-PCV:
PARA ENFRENTAR LA CRISIS DEL CAPITALISMO DEPENDIENTE Y RENTISTA DE VENEZUELA CON ACCIONES POLÍTICAS Y SOCIOECONÓMICAS ANTIIMPERIALISTAS, PATRIÓTICAS Y POPULARES

1)    El Partido Socialista Unido de Venezuela (PSUV) y el Partido Comunista de Venezuela (PCV), como herederos del legado de Simón Bolívar y de las luchas del pueblo venezolano en sus anhelos de independencia, desarrollo soberano e integración latinoamericanista, suscribimos el presente ACUERDO UNITARIO MARCO con el común compromiso de aplicarlo en todas sus partes, entendiendo que la creciente, inmoral, ilegal y criminal agresividad injerencista del imperialismo estadounidense y sus aliados europeos contra el proceso bolivariano venezolano pone en riesgo la perspectiva de liberación nacional que se impulsó a partir de la victoria popular encabezada por el Comandante Presidente Hugo Chávez en las elecciones presidenciales de 1998, e incluso peligra nuestra soberanía nacional e integridad territorial.

2)    El PSUV y el PCV denunciamos ante el mundo que el imperialismo, a través del Gobierno estadounidense y con la subordinada complicidad de Gobiernos de América Latina y de la extrema derecha venezolana, insiste en crear un expediente artificial en organismos multilaterales contra nuestro país para pretender justificar una intervención internacional, con la posibilidad real de que los Gobiernos derechistas de Colombia, Brasil o Guyana generen una provocación en las fronteras.

3)    El PSUV y el PCV expresamos que la crisis del capitalismo dependiente y rentista de Venezuela ha tenido y tiene graves consecuencias para la calidad de vida de nuestro pueblo, especialmente en su capacidad adquisitiva, de abastecimiento de bienes y servicios; esta situación se ha visto agravada por acciones y medidas del imperialismo y sus agentes nacionales, potenciando la corrupción privada y pública, el burocratismo y la fuga de divisas en un contexto de severa reducción de los ingresos por exportación de petróleo, fenómenos contra los que el Gobierno nacional debe mantener y profundizar la lucha frontal como la emprendida en PDVSA y otros entes del Estado.

4) El PSUV y el PCV asumimos que la salida a la actual crisis capitalista no debe ser en favor de la burguesía y de las transnacionales sino en favor de los intereses del pueblo en la búsqueda de un nuevo modelo productivo post-rentista con desarrollo soberano, tendiendo a la participación protagónica obrera, campesina, comunera y popular que conforme un gran frente antiimperialista y que avance en la constitución de una instancia orgánica de dirección colectiva y unitaria de las organizaciones políticas y sociales patrióticas y revolucionarias para el análisis, la construcción y la coordinación de acciones políticas y de gestión de gobierno.

5) La magnitud y gravedad de la situación planteada y la agudización de la lucha de clases a nivel nacional e internacional, amerita incrementar las acciones inmediatas en el orden económico, social y político, entre las que deben priorizarse medidas urgentes que atiendan requerimientos populares en alimentación y salud, que se consolidarían a partir del triunfo de las fuerzas patrióticas en las próximas elecciones presidenciales.

DERECHOS DE LA CLASE OBRERA Y DEL PUEBLO TRABAJADOR

6) El PSUV y el PCV resaltamos la importancia de fortalecer el sindicalismo clasista y las diversas expresiones del movimiento obrero y revolucionario, como son los consejos productivos de trabajadores, los consejos socialistas de trabajadores y trabajadoras –aprobando la ley especial establecida en la LOTTT– y demás formas organizativas obrero-sindicales revolucionarias, respetando su autonomía, desarrollando canales y mecanismos efectivos y oportunos para que las y los trabajadores de entidades públicas y privadas puedan tener rol protagónico en el desarrollo del proceso social de trabajo.

7) Teniendo en cuenta la agudización de la crisis capitalista, que afecta a amplios sectores de la clase trabajadora, es importante fortalecer y resguardar los derechos laborales, protección del empleo y ampliar la política de nuevos empleos.

8) El PSUV y el PCV trabajaremos mancomunadamente –según los alcances y características de cada organización, desde el Gobierno y los espacios sociopolíticos– para identificar y canalizar la restitución de los derechos infringidos a trabajadores y trabajadoras en casos ya planteados o que pudieran presentarse en entidades de trabajo públicas y privadas.

9) Revisar y aplicar de inmediato los correctivos necesarios ante las denuncias que hacen las organizaciones revolucionarias sobre actuaciones de determinados funcionarios públicos.

10) Avanzar decididamente en el adecuado encadenamiento productivo de las empresas nacionalizadas, las cuales deben repotenciarse y revertir procesos de desmantelamiento y deterioro que pudieran conducir a paralizaciones perjudiciales para el desarrollo productivo nacional; además de proteger y apoyar institucionalmente a los colectivos campesinos que han reactivado fundos de propiedad estatal.

11) El PSUV y el PCV evaluaremos las experiencias de control obrero, como el «Plan Guayana Socialista», para el establecimiento de un nuevo modelo de dirección y gestión múltiple de las empresas estatales, bajo control obrero y popular de los procesos de producción, administración y distribución de bienes y servicios basado en la dirección colectiva, para desterrar definitivamente los flagelos de la corrupción, la ineficiencia y los métodos autoritarios y antidemocráticos en la gestión.

12) Promover e implementar acciones contundentes por parte de la SUNDDE y la SUDEBAN, en articulación con las organizaciones populares, con la finalidad de proteger de manera expedita a los millones de usuarios de los servicios bancarios, particularmente los asalariados, los pensionados y los pequeños empresarios.

13) Consideramos pertinente y urgente la adopción o profundización de las medidas dirigidas a desmontar el poder de los monopolios privados, definiendo e impulsando políticas para alcanzar desarrollo soberano y productivo, castigando ejemplarmente a corruptos, especuladores y mafiosos. Promover la profundización e impulso de políticas para el desarrollo nacional, soberano y productivo.

14) Jerarquizar el trabajo formal y con derechos como actividad que dignifica al ser humano, así como fortalecer el salario y restituirlo como componente principal y mayoritario del ingreso de las y los trabajadores.

MEDIDAS PARA ANALIZAR CON MAYOR PROFUNDIDAD

15) El PSUV y el PCV, en reuniones bilaterales periódicas, analizaremos propuestas estratégicas que están siendo planteadas por el PCV para coadyuvar el buen desarrollo de los planes y políticas del Estado y el Gobierno en beneficio del pueblo y de la liberación nacional, entre ellas:

15.1) Temas acerca de la banca y el sistema financiero, el comercio exterior, las finanzas públicas y el régimen tributario.

FORTALECIMIENTO DEL ACCIONAR POLÍTICO-ORGANIZATIVO

16) El PSUV y el PCV identificamos áreas de accionar común que debemos fortalecer política y organizativamente:

16.1) El PSUV y el PCV sostendrán reuniones bilaterales, estableciendo un cronograma con periodicidad de al menos una vez al mes entre representantes de ambas direcciones nacionales.

16.2) El PSUV y el PCV mantendrán el seguimiento a las gestiones regionales y municipales, para que desarrollen políticas efectivas de atención a las necesidades sentidas de la población.

16.3) En el área internacional, con base en los ámbitos de acción y de atención de cada organización, se fortalecerán las relaciones con instancias que han demostrado consecuente solidaridad con Venezuela y el proceso bolivariano.

16.4) En el área productiva, se garantizará el apoyo a propuestas y proyectos manufactureros y agroindustriales, con especial énfasis a todas aquellas iniciativas del movimiento campesino y comunal.

16.5) El PSUV y el PCV se comprometen al fortalecimiento del movimiento obrero y sindical, facilitando a las corrientes clasistas revolucionarias su articulación con los entes del Estado para la solución de problemas y conflictos laborales, así como el respeto a todos los derechos de las y los trabajadores.

16.6) Se apoyarán todos los proyectos relacionados con medios de comunicaciones audiovisuales e impresas que sean iniciativa de ambas organizaciones y de los movimientos populares y de trabajadores, y colaboren con el combate contra la guerra mediática y las operaciones psicológicas.

16.7) Las organizaciones políticas propiciarán el relacionamiento de sus organizaciones juveniles, Juventud del Partido Socialista Unido de Venezuela (J-PSUV) y la Juventud Comunista de Venezuela (JCV), mediante el impulso de propuestas estudiantiles, culturales, deportivas y comunitarias, para la profundización de los derechos de la juventud.

16.8) Con el objetivo de avanzar en el desarrollo de la política de alianzas PSUV-PCV y del movimiento popular revolucionario, trabajaremos por garantizar una fórmula unitaria de carácter electoral que garantice efectiva presencia y fortalecimiento de nuestras organizaciones en las elecciones legislativas a nivel nacional, estadal y municipal.

ELECCIONES PRESIDENCIALES

17) El PCV, sobre la base del presente acuerdo y de los diversos puntos de coincidencia con el PSUV sobre aspectos de política nacional e internacional, asume la candidatura del compatriota Nicolás Maduro Moros, para que, al frente de una amplia coalición de fuerzas políticas y sociales, patrióticas, populares y revolucionarias –como germen de la dirección colectiva y unitaria del proceso–, represente las aspiraciones populares de lucha antiimperialista, unidad latinoamericana y desarrollo soberano en interés del pueblo venezolano; por lo que trabajaremos conjuntamente, sin menoscabo de la autonomía de cada organización, por lograr un contundente triunfo el próximo 22 de abril de 2018.

18) Ambas organizaciones nos comprometemos a darle difusión al presente «Acuerdo Unitario Marco PSUV-PCV».
19) Se realizan dos (2) ejemplares del mismo tenor.

Nicolás Maduro M.
Jorge Rodríguez G.
Aristóbulo Istúriz A.

Oscar Figuera G.
Yul Jabour T.
Oswaldo Ramos H.




Riferimenti base di questo post :