domenica 6 settembre 2015

Cuba, parliamo di Santeria



 
 santa clara 17 agosto 2015  rito per il giorno di Elegguà che apre le strade.

Vivere nei quartieri popolari a Cuba e non avere contatti con la Santeria è praticamente impossibile, nella maggioranza delle case si trova sempre un angolo sacro grande o piccolo  che sia, in cui si rende omaggio al proprio Santo, anche i cubani scettici e non credenti difficilmente si permettono di attaccare chi pratica la Santeria,  per una forma di rispetto o forse anche per  paure personali, a Santa Clara dopo aver conosciuto e instaurato un rapporto  amichevole con una vecchia Santera (che mi ha confermato che sono un figlio di  Changò), il 17 agosto mi ha invitato a partecipare al rituale per giorno di Elegguà , mi sono trovato in una casa piena di gente, tanti giovani, medici e anche politici, ..si è ballato, cantato su ritmi tribali e percussioni…come già mi era capitato in passato ho visto cose che evito di scrivere,…..una cosa però voglio dirla durante il lungo rituale la Santera  è entrata in una sorta di trance e successivamente mi ha comunicato che il Santo aveva deciso  che il bellissimo dolce artigianale che avevo  portato  per compartire con tutti doveva essere gettato in strada in mezzo ad un incrocio di 4 strade con un rito speciale (così è stato)….. un comune turista raramente potrà vivere tali rituali che avvengono in gruppi già amalgamati che praticano nel tempo. La Santeria  a Cuba si tocca ovunque nella vita quotidiana, pensate che solo anche aprire una bottiglia di rum ha un suo rito, la si deve aprire in un angolo di casa versare un poco di contenuto mentre si chiedono benefici o aiuto al  proprio Santo.

                                     Sandino

la stanza dei riti  dei Santi in Maleza Santa Clara


Nel lontano luglio 1995 per la rivista Moncada dell’associazione amicizia Italia Cuba Jesus Toledo scrisse un documento in merito alla Santeria che ripropongo :


“Durante la colonizzazione del Nuovo Mondo la pressione sulle popolazioni locali spesso ridotte in schiavitù fu molto forte. A Cuba i conquistatori spagnoli utilizzarono gli indigeni per il duro lavoro nelle piantagioni, al quale queste popolazioni non erano abituate, vivendo di caccia, pesca e raccolta di frutta selvatica. Infatti, dopo pochi anni di questo sfruttamento la popolazione locale si estinse, per malattie portate dagli spagnoli o addirittura per suicidio da soffocamento al quale gli indigeni erano spinti dal lavoro opprimente.  Questa situazione e l’enorme sviluppo della coltivazione della canna da zucchero (tipica nel Nuovo Mondo), accelerò l’importazione a Cuba di schiavi africani. Gli schiavi arrivarono a Cuba soprattutto dall’Africa, tropicale :Nigeria, Dahomey, Costa D’Oro, Costa D’Avorio. Tutti questi  uomini e donne formarono un coagulo di differenti culture che avevano però in comune la stessa cultura e lingua chiamata YORUBA. Gli africani a Cuba furono costretti ad accettare la religione cattolica degli spagnoli. Per continuare a praticare la loro religione animista mescolarono i loro DEI con i Santi cattolici imposti. Questa sovrapposizione prese il nome di sincretismo (letteralmente fusione di elementi mitologici culturali e dottrinari di varie religioni anche in forme incoerenti). Il culto religioso che si forma tra le diverse divinità del pantheon Yoruba e quello cattolico è conosciuto come Regola di Osha o Santeria. Ciascuno degli Dei africani ORISHA, ha un equivalente nella religione cattolica. Attraverso una consultazione divinatoria gli iniziati della Santeria sapranno quale è il loro Orisha protettore, il quale sarà considerato come un vero e proprio padre-madre-a seconda se l’Orisha è maschile o femminile. Dobbiamo dire che ci sono molti santi nel pantheon afro-cubano, alcuni hanno perso nel tempo la loro importanza ma ce ne sono altri che sono riconosciuti fondamentali. Le storie degli Orisha si intrecciano fra di loro come in una epopea poetica, dove risaltano incanti, gli incantesimi, le massime ed i principi etici. Ciascun Orisha ha una peculiarità e vive la sua vita leggendaria in accordo con essa. Nella gerarchia degli Orishas troviamo come primo OLOFI, che per i cubani credenti esprime la idea di Dio. Egli è il creatore e ordinatore di tutte le forze che governano l’universo. Gli segue OBATALA’ che è stato comandato da Olofi per creare il genere umano. Obatalà è la divinità pura per eccellenza. Signore di tutto quello che è bianco, delle teste e dei pensieri. Nel cattolicesimo  si identifica con la “Vergine della Merced” la cui immagine si trova in una stupenda chiesa dell’Avana. Nella mitologiqa dei Santeros cubani Obatalà ha 4 figli  :ELEGGUA’, OGGUN , CHANGO’ed ORULA. Elegguà è la divinità che si presenta sotto forma di bambino, e da una testa di pietra con occhi a conchiglia. Nelle preghiere rituali e nelle feste viene sempre omaggiato per primo in quanto possiede le chiavi del destino, aprendo le porte della felicità e alle disgrazie. Il Santo  cattolico equivalente è Sant’ Antonio da Padova. Oggun è il signore dei minerali e della foresta. E’ violento e astuto. Lo si rappresenta con una caldaia piena di attrezzi di ferro. Oggun nel cattolicesimo è San Pietro. Changò è il Dio del fuoco, dei lampi, del tuono e della guerra, ma bugiardo, donnaiolo, litigioso e giocatore. Nelle feste rituali è riconosciuto come Re delle percussioni e dei balli. Chango esprime la forza brutale maschile e quando balla sbarra gli occhi, tira fuori la lingua per dimostrare che la ha di fuoco, agitando in alto la sua ascia sacra. Nel cattolicesimo si riconosce in Santa Barbara. L’ultimo figlio di Obatalà è Orula il quale detiene il potere dell’arte divinatoria ed è anche guaritore. Solo gli uomini possono essere prescelti per dedicare la loro vita a questo Orisha e vengono chiamati BABALAO. I Babalao formano la casta sacerdotale più alta nella Santeria . Sono rispettati da tutti e la loro funzione è quella di leggere l’oracolo di IFA a tutti coloro che lo consulteranno. L’oracolo di Ifa è un complesso di profezie che consta di 4096 leggende, concepite come allegorie alle situazioni che si possono presentare nella vita. Il Babalao le conosce tutte a memoria e nella predizione si basa sulla comparazione degli avvenimenti comuni ad ogni essere umano. Rivela il futuro e interpreta il presente con le esperienze acquisite in passato.


Altri sistemi divinatori sono:


Il DILOGGUN che viene fatto attraverso l’uso di 16 conchiglie.

Il COCCO, che si effettua mediante la combinazione di 4 pezzi di cocco, ed è senz’altro il metodo più primitivo.


Questi altri due sistemi divinatori vengono usati dai SANTEROS  praticanti, cioè da coloro che hanno ricevuto il Santo (fare Osha) ed approfondiscono lo studio della religione, Nel pantheon degli Orishas  cubani, non manca la presenza femminile. Le due Dee più popolari sono le sorelle YEMAYA’ ed OSHUN. Yemayà è l’austera signora del mare, indomabile e astuta la sua collera a volte è  terribile, però giusta, ma è anche molto materna. Nelle strade dell’Avana è molto comune vedere donne che indossano un vestito azzurro e bianco, che sono i colori di Yemayà, questo in omaggio alla Dea. Tutti gli 8 settembre, si fa una festa e una processione verso la chiesa della “vergine nera di Regla” che è la rappresentazione cattolica di Yemayà. Oshun, invece è la Dea della femminilità, e Signora del fiume, Viene identificata nella cattolica “ Vergine della carità e del rame” che si trova a Santiago di Cuba.

Oshun viene rappresentata da una bellissima mulatta, allegra, simpatica che ride sempre. I suoi balli sono i più belli e sensuali, Ballando muove le braccia come rivoli d’acqua che scendono dalla collina per tuffarsi nel fiume. A differenza della chiesa cattolica che funziona con un potere centralizzato, la Santeria è un culto che si svolge in piccoli templi indipendenti e guidati da un sacerdote il quale attorno a se a un gruppo di credenti. E' comune in questi tempi rendere omaggio o chiedere favori agli Orishas attraverso feste religiose conosciute come BEMBE’. Le feste rituali o Bembè, sono cerimoniali a base di musica, canti e balli, che iniziano nel pomeriggio per terminare a tarda notte. Le danze hanno carattere  a seconda  peculiare a seconda dell’Orisha che viene evocato. I partecipanti durante il ballo imitano i gesti di ciascuna divinità, danzando al ritmo delle percussioni e del canto corale riferito all’Orisha che viene omaggiato. I balli più spettacolari sono quelli dedicati a Changò e ad Oshun, per la loro natura sensuale e bellezza estetica. Molto brevemente abbiamo spalancato la finestra su questo originale universo religioso che rimane nascosto o quasi alle miriadi di turisti che si recano a Cuba, questo anche perché i cubani non vogliono che siano profanate le loro tradizioni.

Con questo viaggio attraverso il mondo degli ORISHAS, non finisce la ricchezza poetica di Cuba, poiché nel seno della mitologia cubana ci sono altre manifestazioni altrettanto belle quali la Regola di Ararà, la Regola di Palo, lo Spiritismo e il culto Abasi (gnagnighismo). La cultura cubana è mulatta per eccellenza, poichè in essa si fondono senza distinzioni, L’Europa bianca, l’Africa nera e animista, l ‘Oriente giallo di Budda e Maometto,

Qua confluiscono i colori più vistosi dell’arcobaleno e tutto è passione e sentimento, mille volte moltiplicato dall’ardente sole dei Caraibi.”

17 agosto  giorno di Elegguà si balla con tipici ritmi tribali

martedì 2 giugno 2015

GUANTANAMO - Gli USA adesso devono chiudere il carcere della vergogna e la base militare.



Nella alta Maremma  Toscana - Isola d'Elba dopo la chiusura del coordinamento alta Maremma libertà per i Cinque eroi Cubani per l’avvenuta liberazione di Antonio, Gerardo e Ramon  il 17 dicembre 2014, data dell'inizio delle relazioni Cuba-USA,  sempre più forte è venuta l’esigenza  di continuare a lottare  contro le ingiustizie, quindi si è fatta strada la idea di un nuovo coordinamento alto Maremmano teso a far chiudere il carcere della vergogna e delle torture di Guantanamo e
logicamente chiudere definitivamente  la base militare USA (come a suo tempo aveva promesso Obama) restituendo  il territorio bonificato al  governo legittimo proprietario.
Alcuni compagni amici di Cuba, ma anche del Venezuela Bolivariano, Palestina,..storicamente legati alla sinistra del territorio stanno lavorando per poter organizzare un giro ciclistico in bicicletta  che fino ad adesso vede partecipanti 5 atleti 3 di Piombino e due atleti cubani (un ragazzo e una ragazza di Santa Clara), già nel
Novembre 2012 partenza da Cienfuegos
2012  fu  realizzato un tour per la liberazione dei Cinque eroi  Cubani che partì dalla casa dei Cinque di Cienfuegos ( diretta da Maria Orquidea) e arrivò a Holguin dopo 6 tappe , l’iniziativa  allora si avvalse anche della collaborazione  ARCI E UISP e ricevettemolte  attenzioni dai media cubani.

Il coordinamento intorno il 10 -12 giugno chiuderà alle adesioni (già cinque organizzazioni hanno dato l’adesione) il progetto verrà presentato alle autorità cubane, in parte
bozza prova maglia
già avvisate della eventuale iniziativa, che chiaramente  sarà realizzata se avrà l'autorizzazione nell'isola caraibica, nel progetto i ciclisti dovrebbero indossare un abbigliamento sportivo color arancione come indossano i detenuti di Guantanamo con scritte inerenti alla chiusura definitiva della base-cercere, sia  in spagnolo che in Inglese .                     

I ciclisti dovrebbero partire dal mausoleo del Che Guevara  di Santa Clara sul finire di novembre 2015 per arrivare a Guantanamo percorrendo 800 km in 8 tappe.


Percorso/recorrido

Santa Clara - Sancti Spiritus         km   85
Sancti Spirito - Ciego de  Avila     km    75
Ciego de Avila - Camaguey           km  125
Camaguey - Las Tunas                 km  135
Las Tunas - Holguin                      km    90 
Holguin – Bayamo                        km    75
Bayamo - Santiago de Cuba         km  130 
  (Riposo il giorno successivo)
Santiago- Guantanamo                km    86

                                               Km total 801

Coloro che fossero interessati a  partecipare o ad avere informazioni possono scrivere a  


Il logo, l'abbigliamento a iniziativa autorizzada verrà disegnato da un grafico amico di Cuba lo stesso che realizzò le magliette per il tuor per i Cinque

L'iniziativa del 2012 in occasione dell VIII coloquio per i cinque eroi Cubani

martedì 26 maggio 2015

Informativa :INTERNET arrivano lucchetti, pali, paletti e multe ??? nuova legge sulla privacy e cookie che entra in vigore in Italia il prossimo 3 giugno 2015.


Quanti sono a conoscenza di questa  legge   ??? Quanti hanno adeguato il sito/blog (per chi ne gestisce uno)? Pur non avendo chiare le normative, sembrerebbe  che la legge, invece di favorire la privacy serva solo a favorire i grandi media e scoraggiare i piccoli ad aprire un sito/blog.,sembra di capire che chiunque abbia un sito o blog deve adoperarsi per informare i propri lettori che ci sono i cookie; anche i cookie di terze parti (tipo google analitycs, un contatore, le reti sociali, twitter, pinterest, facebook, G+ ecc...). Tutti questi aggeggi comportano l'invio di cookie. L'installazione di alcuni tipi di cookie ( bisognerà capire quali) devono essere comunicati al garante per la privacy, con annesso pagamento di una tassa di 150 euro. 

Ci sono sanzioni pesantissime, in caso di mancato adempimento.  Che sono illustrate sotto dal Prof. Attilio Folliero :
Sanzioni
Il Garante Privacy  al momento Ha previsto delle sanzioni piuttosto salate per quei webmaster che non si adegueranno: da un minimo di 6.000 euro ad un massimo di 36.000 euro in caso di omessa informativa e di una multa da 10.000 a 120.000 euro nel caso in cui venga effettuato l'impianto di cookie di profilazione senza l'autorizzazione degli utenti.
Io in realtà sono residente all'estero ed in teoria non dovrei preoccuparmi. Invece mi preoccupo perche' è un modo come un altro per colpire tutti quelli che scrivono contro il sistema, quindi se vogliono colpire qualcuno penso sia sufficiente il fatto che il blog sia stato aperto in italia (abbia l'estensione .it o .eu, tipo blogspot.it). 
Che cosa ne pensate?  Come mettersi in regola? E se un blog o un sito registrato in italia e' abbandonato da tanto tempo  come bisogna comportarsi? 
Insomma io credo che sia un altro modo per limitare la liberta' d'espressione. Il fascismo che avanza, senza chiamarlo fascismo. Un Renzi che  parla di un sindacato unico, puo' richiamare alla mente il sindacato unico fascista. Nella falsa democrazia, dove si vuole apparire democratici e si attua come fascista, si eliminano i diritti senza usare la forza e, quello che è peggio, con l'apparente consenso della maggioranza.

mercoledì 20 maggio 2015

Venezuela: aumento salariale del 50% per i docenti




da Venezolana de Televisión

L’approvazione della misura è stata annunciata dal Presidente Maduro

Il Presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, nel corso del suo programma ‘En Contacto con Maduro’ realizzato per l’occasione nel Complesso Educativo Fermín Toro di Caracas, ha annunciato l’approvazione di un aumento del 50% per i salari dei docenti di tutto il paese.
Sottolineando che ben 17 mila 995 milioni di Bolivar sono stati destinati all’adeguamento salariale degli insegnanti, andato a regime dal primo maggio.
Il Capo dello Stato che ha annunciato la positiva risoluzione della questione riguardante la Contrattazione Collettiva dell’Educazione, ha precisato che otterranno benefici da questo nuovo contratto 713231 lavoratori e lavoratrici del Ministero dell’Educazione a ogni livello.
Maduro ha poi spiegato che la misura ha l’obiettivo di favorire gli insegnanti di ogni livello «trovando sempre un punto di equilibrio tra le necessità e le possibilità (…) Continueremo a investire risorse per migliorare la qualità della vita degli insegnanti e dei lavoratori in generale, per difenderli dagli attacchi impetuosi derivanti dalla guerra economica».
Infine, il Presidente ha sottolineato l’importanza del diritto all’educazione, primario in Venezuela: «In altri paesi avrebbero detto di non avere risorse, senza concedere alcun finanziamento all’educazione».
[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

http://albainformazione.com/2015/05/20/venezuela-aumento-salariale-docenti/

giovedì 16 aprile 2015

Raul Castro :Cuba continuerà a difendere le idee per le quali il nostro popolo ha sopportato i maggiori rischi e sacrifici





Discorso del Generale d'Esercito Raúl Castro Ruz, Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba e Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri, nel VII Vertice delle Americhe, Panama, 11 aprile del 2015


Raúl Castro Ruz | granma.cu

13/04/2015

Era ora che io parlassi qui a nome di Cuba.
Mi hanno informato al principio che potevo fare un discorso di otto minuti; anche se ho fatto un grande sforzo con il mio ministro degli Esteri per ridurlo a otto minuti e dato che mi devono sei Vertici dai quali ci avevano escluso, 6 per 8 fa 48 (risate e applausi). Ho chiesto il permesso al presidente Varela, poco prima di entrare in questo magnifico salone perchè mi concedessero qualche minuto di più, soprattutto dopo tanti discorsi interessanti che stiamo ascoltando e non mi riferisco solo al presidente Obama, ma anche al presidente ecuadoriano, Rafael Correa, alla Presidentessa Dilma Rousseff e ad altri.
Senza altri preamboli comincerò.

Eccellentissimo Signor Juan Carlos Varela, Presidente della Repubblica dei Panama;
Presidentesse e Presidentii:
Prime e Primi Ministri;
Distinti invitati:

Prima di tutto esprimo la nostra solidarietà con la Presidentessa Bachelet e il popolo del Cile, per i disastri naturali che hanno sofferto.

Ringrazio per la solidarietà di tutti i paesi dell'America Latina e dei Caraibi che hanno reso possibile che Cuba partecipasse in assoluta uguaglianza a questo Forum emisferico e il presidente della Repubblica di Panama per l'invito che ci fatto tanto amabilmente. Porto un abbraccio fraterno al popolo panamense e a quelli di tutte le nazioni qui rappresentate.

Quando il 2 e 3 dicembre del 2011 si creò la Comunità degli Stati Latinoamericani e Cariabici (CELAC), a Caracas, s' inaugurò una nuova tappa nella storia di Nuestra América, che ha fissato il loro ben guadagnato diritto a vivere in pace e a svilupparsi come decidono liberamente i loro popoli, ed è stato tracciato per il futuro un cammino di sviluppo e integrazione basato nella cooperazione, la solidarietà e la volontà comuni di preservare l'indipendenza, la sovranità e l'identità.

L'ideale di Simón Bolívar di creare una "grande Patria Americana" ha ispirato vere epopee indipendentiste.

Nel 1800 si pensò di aggregare Cuba all'Unione del Nord come limite sud dell' esteso impero. Nel XIX secolo si crearono la Dottrina del Destino Manifesto con il proposito di dominare le Americhe e il mondo, e l'idea della Frutta Matura per la gravitazione inevitabile di Cuba verso l'Unione nordamericana, che disdegnava la nascita e lo sviluppo di un pensiero proprio ed emancipatore.

Poi, con guerre, conquiste e interventi, questa forza espansionista ed egemonica spogliò territori di Nuestra América e si estese sino al Río Bravo.

Dopo lunghe lotte che si frustrarono, José Martí organizzò la "guerra necessaria" del 1895 - la Grande Guerra, come inoltre fu chiamata , cominciò nel 1868 - e creò il Partito Rivoluzionario Cubano per condurla e fondare una Repubblica "con tutti e per il bene di tutti" che si propose di conquistare "la dignità piena dell'uomo".

Definendo con certezza e anticipando le caratteristiche della sua epoca, Martí si consacrò al dovere "d'impedire a tempo con l' indipendenza di Cuba che gli Stati Uniti si estendano per le Antille e ricadano, con questa maggiore forza, sulle nostre terre d' America"  - furono le sue parole testuali.

Nuestra América era per lui quella del cubano,dell'indio, del negro e del mulatto, l'America meticcia e lavoratrice che doveva fare causa comune con gli oppressi e i saccheggiati.

Ora, al di là della geografia, questo è un ideale che comincia a diventare una realtà, ha detto Raúl, aggiungendo che 117 anni fa l'11 aprile del 1898, l'allora presidente degli USA chiese al Congresso l'autorizzazione per intervenire militarmente nella guerra d'indipendenza già vinta con fiumi di sangue cubano e questi scrisse la sua ingannatrice Risoluzione Congiunta, che riconosce l'indipendenza dell'isola di fatto e di diritto.

Entrarono come alleati e s'impadronirono del paese come occupanti.

A Cuba fu imposta come un'appendice della sua Costituzione l'Emendamento Platt, che la spogliò della sovranità e che autorizzava il poderoso vicino ad intervenire nei temi interni e diede origine alla Base Navale di Guantánamo, che usurpa ancora parte del nostro territorio. In quel periodo s'incrementò l'invasione del capitale del nord e ci furono due interventi militari e l'appoggio a crudeli dittature.

Quando i cubani, all'inizio del ventesimo secolo, realizzarono il progetto della Costituzione e la presentarono al governatore, auto-nominato dal suo paese, un generale nordamericano, lui rispose loro che mancava qualcosa, e quando i cubani delegati alla Costituzione chiesero che cosa , lui rispose: "Questo emendamento che ha presentato il senatore Platt, che ci dà il diritto d'intervenire in Cuba ogni volta che gli Stati Uniti lo considereranno necessario".

Fecero uso di questo diritto; ovviamente i cubani lo respinsero e la risposta fu: Molto bene, ci fermeremo qui! Questo si mantenne sino al 1934. Ci furono inoltre due interventi militari e l'appoggio a crudeli dittature nel periodo citato.

Predominò verso l'America Latina la "politica delle cannoniere" e poi quella del "Buon Vicino". Successivi interventi fecero cadere i governi democratici e istallarono terribili dittature in 20 paesi, dodici in forma simultanea. Chi di noi non ricorda questa tappa abbastanza recente di dittature da tutte le parti, sopratutto in Sudamerica, che assassinarono centinaia di migliaia di persone? Il Presidente Salvador Allende ci ha lasciato come legato un esempio immortale.

Esattamente 13 anni fa avvenne il colpo di Stato contro l'indimenticabile Presidente Hugo Chávez Frías, ma il popolo lo fece fallire. Poi venne, quasi d'immediato, il costoso colpo petrolifero.

Il 1º gennaio de 1959, 60 anni dopo l'entrata dei soldati nordamericani a l'Avana, trionfò la Rivoluzione cubana, e l'Esercito Ribelle comandato da Fidel Castro Ruz giunse nella capitale nello stesso giorno, esattamente sessanta anni dopo.

Queste sono le incomprensibili ironie della storia.

Il popolo cubano, ad alto prezzo, iniziava il pieno esercizio della sua sovranità. Furono sei decenni di assoluto dominio.

Il 6 aprile del 1960, un anno dopo il trionfo della Rivoluzione, il vice segretario di Stato Léster Mallory scrisse in un perverso memorandum reso pubblico decine di anni dopo. "La maggioranza dei cubani appoggia Castro. Non c'è un'opposizione politica effettiva. L'unico mezzo prevedibile per costruire un appoggio interno è attraverso la delusione e la frustrazione basate nell'insoddisfazione e le penurie economiche (..) debilitare la vita economica (... ) privare Cuba di denaro e rifornimenti con il fine di ridurre i salari nominali e reali, provocare fame, disperazione e la caduta del governo",. Fine della citazione.

Il 77% della popolazione cubana è nato sotto i rigori che impone il blocco, più terribile di quello che si immaginano anche molti cubani, ma le nostre convinzioni patriottiche hanno prevalso, l'aggressione ha aumentato la resistenza e accelerato il processo rivoluzionario. Questo succede quando si attacca il processo rivoluzionario naturale dei popoli. L'aggressione apporta più rivoluzione, la storia lo dimostra e non solo nel caso del nostro continente o di Cuba.

Il blocco non comincio quando lo firmò il Presidente Kennedy nel 1962 - dopo farò un breve riferimento a lui per l'iniziativa positiva di porsi in contatto con il capo della nostra Rivoluzione, per cominciare quello che adesso stiamo cominciando il Presidente Obana ed io - ma quasi simultaneamente giunse la notizia del suo assassinio, proprio quando giunse un suo messaggio.

Cioè l'aggressione aumentò. L'aggressione a Playa Girón fu nel 1961, un'invasione mercenaria voluta e organizzata dagli Stati Uniti.

Sei anni di guerra contro gruppi armati che in due occasioni erano dispersi per tutto il paese. Non avevamo neanche un radar, e l'aviazione clandestina – non si sa da dove veniva – lanciava armi con i paracadute. Quel processo ci costò migliaia di vite e il costo economico non siamo ancora riusciti a calcolarlo esattamente.

Fu nel gennaio del 1965 quando concluse e avevano cominciato ad appoggiarlo alla fine del 1959, dieci o undici messi dopo il trionfo della Rivoluzione, quando non era ancora stato dichiarato il socialismo, fatto che avvenne nel 1961 con i funerali delle vittime dei bombardamenti agli aeroporti, il giorno prima dell'invasione.

Il giorno dopo, il nostro allora piccolo esercito e tutto il nostro popolo furono a combattere l'aggressione, compiendo l'ordine del Capo della Rivoluzione di farla fallire prima di 72 ore. Perchè se riuscivano a consolidarsi li, nel luogo dello sbarco protetto dalla più grande palude dei Caraibi insulari, avrebbero trasferito un governo già costituito con un primo ministro e la nomina di altri ministri, che si trovava in una base militare nordamericana nella Florida.

Se riuscivano a consolidare la posizione occupata inizialmente, trasferire quel governo a Playa Girón era facile. E immediatamente la OSA che ci aveva già sanzionato per aver proclamato idee estranee al continente, gli avrebbe dato il suo avallo. Quel governo costituito in Cuba, ubicato in un pezzettino di terra, avrebbe chiesto aiuto alla OSA e questo aiuto si trovava sulle navi da guerra statunitensi a 3 miglia dalla costa, che era il limite che esisteva allora per le acque territoriali, che adesso è a 12 miglia.

E la Rivoluzione continuo a rinforzarsi, più radicale. Altrimenti era la rinuncia.

Cosa sarebbe successo? Che cosa sarebbe avvenuto in Cuba? Quante centinaia di migliaia di cubani sarebbero morti? Perchè avevamo già centinaia di migliaia di armi leggere, e avevamo ricevuto i primi carri armati, ma non sapevamo usarli bene.

Con l'artiglieria sapevamo tirare cannonate, ma non sapevamo dove colpivano, per cui alcuni miliziani imparavano di mattina e dovevano insegnarlo agli altri nel pomeriggio. Ma ci fu molto coraggio.

Si poteva seguire un solo itinerario perchè era una palude dove le truppe non potevano avanzare e non potevano transitarvi i carri armati o i veicoli pesanti. Abbiamo contato più morti e feriti degli attaccanti, ma compimmo l'ordine di Fidel: liquidarli prima delle 72 ore. 

E fu la stessa flotta americana quella che accompagnò la spedizione dall'America Centrale, ed era li, e dalla costa si vedevano, a sole tre miglia, alcune delle loro navi.

Quanto costò al Guatemala la famosa invasione del 1954? La ricordo bene perché ero recluso nel carcere dell'Isola della Gioventù – allora de Pinos – per l'attacco alla Caserma Moncada di un anno prima. Quante centinaia di migliaia di indios maya, aborigeni e altri cittadini guatemaltechi morirono in un lungo processo da recuperare in molti anni? Quello fu l'inizio. Quando avevamo già proclamato il socialismo e il popolo aveva combattuto a Playa Girón per difenderlo, il Presidente John F. Kennedy - che ho citato un istante fa - fu assassinato precisamente nello stesso momento, nello stesso giorno in cui il leader dellaRivoluzione cubana Fidel Castro, riceveva un suo messaggio – di John Kennedy – cercando di iniziare il dialogo.

Dopo l'Alleanza per il Progresso e dopo aver pagato varie volte il debito estero senza evitarne la moltiplicazione, c'imposero un neo liberismo selvaggio e globalizzante, come espressione dell'imperialismo in quell'epoca, che fece perdere un decennio alla regione.

"La proposta allora di una "Associazione Matura" fu il tentativo di imporci l'Area di Libero Commercio delle Americhe (ALCA), associata all'inizio di questi Vertici, che avrebbe distrutto l'economia, la sovranità e il destino comune delle nostre nazioni, se non l'avessero fatta naufragare nel 2005, a Mar del Plata, con la guida dei Presidenti Chávez, Kichner e Lula.

Un anno prima Chàvez e Fidel avevano creato l'Alternativa Bolivariana, oggi Alleanza Bolivariana per i Popoli di Nuestra América.

Eccellenze:

Abbiamo espresso e lo ripeto adesso, al Presidente Barack Obama, la nostra disposizione al dialogo rispettoso e alla convivenza civile tra i due Stati, con le nostre profonde differenze.

Apprezzo come un passo positivo la sua recente dichiarazione che deciderà rapidamente sulla presenza di Cuba in una lista di paesi patrocinatori del terrorismo, nella quale non avrebbe mai dovuto stare, imposta durante il governo del Presidente Reagan.

Noi, un paese terrorista! Sì, abbiamo realizzato alcune azioni di solidarietà con altri popoli che si possono considerare di terrorismo, quando eravamo accerchiati, isolati e aggrediti all'infinito, ed esisteva una sola alternativa: arrendersi o lottare.

Voi sapete cosa abbiamo scelto con l'appoggio del nostro popolo.

Chi può pensare che si possa obbligare tutto un popolo a fare il sacrificio che ha fatto il popolo cubano per sussistere, per aiutare altre nazioni? (Applausi).

Ma la "dittatura dei Castro li aveva obbligati," così come obbligò i cubani a votare per il socialismo, con l'appoggio del 97,5% della popolazione.

Ripeto che apprezzo come un passo positivo la recente dichiarazione del Presidente Obama che deciderà rapidamente sulla presenza di Cuba in una lista di paesi patrocinatori del terrorismo nella quale non avrebbe mai dovuto stare, dicevo, perchè quando ci è stato imposto questo, risulta che come terroristi noi eravamo quelli che mettevano i morti – non mi ricordo il numero preciso – ma solo per il terrorismo in Cuba e in alcuni casi di diplomatici cubani che furono assassinati in altre parti del mondo – mi portano adesso il dato – in quella tappa contammo 3478 morti e 2099 invalidi, oltre a tutti i feriti.

I terroristi erano quelli che mettevano i morti. Da dove veniva allora il terrore?

Chi lo provocava? Alcuni di coloro che erano qui a Panama in questi giorni, come l'agente della CIA, Rodríguez, quello che assassinò il Che e prese le sue mani mozzate per mostrarne le impronte digitali, non so dove, e dimostrare che si trattava del cadavere del Che, che recuperammo poi con la gestione di un governo amico in Bolivia. Però, "bueno", da allora siamo terroristi!

Realmente chiedo scusa al Presidente Obama e agli altri presenti in questo incontro per aver parlato così. Ho detto anche a lui che la passione mi esce da tutti i pori quando si tratta della Rivoluzione. Chiedo scusa, perchè il presidente Obama non ha alcuna responsabilità con tutto questo. Quanti Presidenti abbiamo avuto? Dieci prima di lui, e tutti hanno dei debiti con noi, meno il Presidente Obama.

Dopo aver detto tante cose dure di un sistema è giusto che chieda scusa, perchè io sono uno di quelli che pensano – e lo ho detto a diversi capi di Stato e di governo che vedo qui durante le riunioni private che ho avuto con loro, ricevendoli nel mio paese – che secondo il mio criterio, il Presidente Obama è un uomo onesto.

Ho letto qualcosa della sua biografia in due libri pubblicati, non completi, e lo farò con più calma. Ammiro la sua origine umile e penso che il suo modo d'essere obbedisce a questa origine umile (Applausi prolungati).

Ho meditato molto prima di dirle, le ho scritte e le ho cancellate. Le ho messe di nuovo e alla fine le ho dette e sono soddisfatto.

Sino ad oggi il blocco economico, commerciale e finanziario si applica in tutta la sua intensità contro l'Isola, provoca danni e carenze al popolo ed è l'ostacolo essenziale allo sviluppo della nostra economia. Costituisce una violazione del diritto internazionale e la portata extraterritoriale danneggia gli interessi di tutti gli Stati. 

Non è casuale il voto quasi unanime meno Israele e gli stessi Stati Uniti nella ONU, per tanti anni continuati. E finche esisterà il blocco, che non è responsabilità del presidente e che per accordi e leggi successive è stato codificato con una legge nel Congresso, che il presidente non può modificare, dobbiamo continuare a lottare, appoggiando il presidente Obama nelle sue intenzioni di liquidare il blocco (Applausi).

Una questione è stabilire relazioni diplomatiche e una questione è il blocco. Per questo chiedo a tutti, e la vita li obbliga inoltre, di continuare ad appoggiare questa lotta contro il blocco.

Eccellenze :

abbiamo espresso pubblicamente al Presidente Obama, nato anche lui sotto la politica del blocco a Cuba, il nostro riconoscimento per la sua coraggiosa decisione di coinvolgersi in un dibattito con il Congresso del suo paese, per mettergli fine.

Questi ed altri elementi si potranno risolvere nel processo verso la futura normalità delle relazioni bilaterali.

Da parte nostra continueremo immersi nel processo d'aggiornamento del modello economico cubano, con l'obiettivo di perfezionare il nostro socialismo e avanzare verso lo sviluppo, consolidare le conquiste di una Rivoluzione che si è proposta di conquistare tutta la giustizia per il nostro popolo.

Quello che faremo a compreso in un programma del 2011, approvato nel Congresso del Partito e nel prossimo Congresso, l'anno prossimo, lo amplieremo, rivedremo quello che abbiamo fatto e quello che manca per realizzare l'impegno.

Stimati colleghi devo avvisarvi che sto alla metà e se volete taglio, ma se v'interessa continuo (Risate).

Il Venezuela non è nè può essere una minaccia per la sicurezza nazionale di una super potenza come gli Stati Uniti (Applausi).

È positivo che il Presidente Obama lo abbia riconosciuto.

Devo riaffermare tutto il nostro appoggio in maniera risoluta e leale alla fraterna Repubblica Bolivariana del Venezuela, al governo legittimo e all'Unione Civico Militare guidata dal Presidente Nicolás Maduro, al popolo bolivariano e chavista, che lotta per seguire il proprio cammino e affronta tentativi di destabilizzazione e sanzioni unilaterali che devono essere cancellate, e lo reclamiamo, così come l'ordine esecutivo dev'essere derogato, anche se è difficile per la legge, ma sarebbe apprezzato dalla nostra comunità come un contributo al dialogo e all'intesa emisferica.

Noi ci conosciamo. Credo che io posso essere tra tutti quelli che stiamo qui riuniti, uno dei pochi che conosce bene il processo del Venezuela, non perchè stavamo lì e potevamo influire e loro ci raccontavano tutto. Lo sappiamo perchè stanno percorrendo lo stesso nostro cammino e stanno soffrendo le stesse aggressioni che abbiamo sofferto noi, o una parte.

Manterremo il nostro apporto agli sforzi della Repubblica Argentina per recuperare le isole Malvine, leGeorge del Sud e le Sandwich del Sud, e continueremo a sostenere la sua legittima lotta in difesa della sovranità finanziaria.

Continueremo ad appoggiare le azioni della Repubblica dell'Ecuador nei confronti delle imprese multi nazionali che provocano danni ecologici al sui territorio y pretendono d'imporre le condizioni abusive.

Desidero riconoscere il contributo del Brasile, e della Presidentessa Dilma Rousseff, il rafforzamento dell'integrazione regionale e lo sviluppo di politiche sociali che hanno apportato passi avanti e beneficio di ampli settori popolari, che con un'offensiva contro diversi governi di si sinistra della regione si vogliono rovesciare.

Sarà invariabile il nostro appoggio al popolo latinoamericano e caraibico di Puerto Rico nel suo impegno per conquistare l'autodeterminazione e l'indipendenza, come ha dichiarato decine di volte il Comitato di Decolonizzazione delle Nazioni Unite.

Inoltre continueremo a dare il nostro contributo al processo di pace in Colombia sino alla sua felice conclusione.

Dovremmo tutti moltiplicare gli aiuti ad Haiti, non solo con l'assistenza umanitaria, ma con risorse che permettano il suo sviluppo e far sì che i paesi dei Caraibi ricevano un trattamento giusto e differenziato nelle loro relazioni economiche nella riparazione per i danni provocati dalla schiavitù e dal colonialismo.

Viviamo sotto la minaccia di enormi arsenali nucleari che si dovrebbero eliminare e del cambio climatico che ci lascia senza tempo.

S'incrementano le minacce alla pace e proliferano i conflitti.

Come disse allora il Presidente Fidel Castro, "le cause fondamentali si torvazo nella povertà e nel sottosviluppo, nell'ingiusta distribuzione delle ricchezze e delle conoscenze che imperano nel mondo

Non si può dimenticare che il sottosviluppo e la povertà attuali sono una conseguenza delle conquiste della colonizzazione, della schiavitù e del saccheggio della maggior parte della terra da parte delle potenze coloniali, del sorgere dell'imperialismo e delle sanguinose guerre in nuovi luoghi del mondo.

"L'umanità deve prendere coscienza di quello che siamo stati e che non possiamo continuare ad essere. Oggi - continuava Fidel - la nostra specie ha acquisito conoscenze, valori etici e risorse scientifiche sufficienti per marciare verso una tappa storica di vera giustizia e umanesimo Niente di quello che esiste oggi in ordine economico e politico serve agli interessi dell'umanità, Non si può sostenere. Va cambiato", aveva concluso Fidel.

Cuba continuerà a difendere le idee per le quali il nostro popolo ha sopportato i maggiori sacrifici ed ha lottato, assieme ai poveri, ai malati senza assistenza, ai disoccupati, ai bambini e le bambine abbandonati alla loro sorte o obbligati a prostituirsi, agli affamati, ai discriminati, gli oppressi e gli sfruttati, che costituiscono la stragrande maggioranza della popolazione mondiale. 

La speculazione finanziaria, i privilegi di Bretton Woods e la rimozione unilaterale della conversione in orodel dollaro sono sempre più asfissianti.

Necessitiamo un sistema finanziario trasparente ed equo.

Non è accettabile che meno di una decina di empori soprattutto nordamericani - quattro o cinque di sette o otto - determinino quello che si legge, si vede o si ascolta nel pianeta.

Internet dev'essere governato internazionalmente, democráticamente e in modo partecipativo, soprattutto nella generazione dei contenuti

È inaccettabile la militarizzazione del ciber spazio e l'uso segreto e illegale dei sistemi informatici per aggredire altri Stati. Non permetteremo che ci accechino o ci colonizzino di nuovo, su Internet, una delle invenzioni favolose e tra le più importanti degli ultimi anni potremmo dire cose ricordando l'esempio della lingua nella favola di Esopo che Internet serve per il meglio, ed è molto utile, ma serve anche per il peggio. 

Signor Presidente:

le relazioni emisferiche secondo me devono cambiare profondamente, e in particolare negli ambiti politico, economico e culturale perchè, basate nel Diritto Internazionale e nell'esercizio dell'autodeterminazione e l'uguaglianza sovrana, si centrino nello sviluppo di vincoli mutuamente vantaggiosi, nella cooperazione per servire gli interessi di tutte le nostre nazioni e i loro obiettivi proclamati.

L'approvazione nel gennaio del 2014, nel Secondo Vertice della CELAC, a L'Avana, della Proclamazione dell' America Latina e dei Caraibi come Zona di Pace, è stata un trascendente apporto a questo proposito, marcato dall'unità latinoamericana e caraibica nella sua diversità.

Lo dimostra il fatto che avanziamo verso processi d'integrazione genuinamente latinoamericani e caraibici attraverso la CELAC, UNASUR, CARICOM, MERCOSUR, ALBA-TCP, ilSICA e l'Associazione degli Stati dei Caraibi, che sottolineano la crescente coscienza della necessità di unirci, per garantire il nostro sviluppo.

Questa proclamazione ci impegna a far sì che "le differenze tra le nazioni si risolvano in forma pacifica per la via del dialogo e il negoziato, o altre forme di soluzione e in piena consonanza con il Diritto Internazionale".

Vivere in pace, cooperando gli uni con gli altri per affrontare le sfide e dare soluzioni ai problemi che alla fine dei conti ci danneggiano e danneggiano tutti, è oggi una necessità imperiosa.

Va rispettato, come dice la Proclamazione dell'America Latina e dei Caraibi come Zona di Pace, firmata da tutti i capi di Stato e di Governo di Nuestra America, il diritto inalienabile di ogni Stato di scegliere il suo sistema politico, economico, sociale e culturale come condizione essenziale per assicurare la convivenza pacifica tra le nazioni.

Con questo ci impegniamo a rispettare i nostri obblighi "di non intervenire direttamente o indirettamente nei temi interni di qualsiasi altro Stato e osservare i principi di sovranità nazionale, l'uguaglianza dei diritti, la libera determinazione dei popoli e a rispettare i principi e le norme del Diritto Internazionale (...) e i principi e i propositi della carta delle Nazioni Unite.   

Questo storico documento invita "tutti gli Stati membri della Comunità Internazionale a rispettare pienamente questa dichiarazione nelle sue relazioni con gli Stati membri della CELAC"

Ora abbiamo l'opportunità per tutti coloro che sono qui di apprendere, come dice la proclamazione, a praticare la tolleranza e convivere in pace, come buoni vicini.

Esistono discrepanze sostanziali sì, ma anche punti in comune nei quali possiamo cooperare per rendere possibile la vita in un mondo pieno di minacce alla pace e alla sopravvivenza umana.

Che cosa impedisce a livello emisferico – come hanno già riferito alcuni presidenti che mi hanno preceduto nei loro discorsi – di cooperare per affrontare il cambio climatico?

Perchè non possiamo – i paesi delle due Americhe, quella del nord e quella del sud – lottare uniti contro il terrorismo, il narcotraffico e il crimine organizzato senza posizioni politicamente oblique?

Perchè non cercare insieme le risorse necessarie per dotare l'emisfero di scuole, ospedali- anche se non lussuosi – piccoli ospedali modesti nei luoghi in cui la gente muore perchè non ci sono medici – offrire lavoro e avanzare nello sradicamento della povertà?

Non si potrebbe diminuire l'iniquità nella distribuzione della ricchezza, ridurre la mortalità infantile, eliminare la fame, sradicare le malattie prevenibili ed eliminare l'analfabetismo?

L'anno scorso abbiamo stabilito una cooperazione emisferica nello scontro e la prevenzione dell'Ebola e i paesi delle due Americhe lavoriamo insieme e questo deve servirci da stimolo per impegni maggiori.

Cuba, un paese piccolo e sprovvisto di risorse naturali, che si è barcamenato in un contesto molto ostile, ha realizzato la piena partecipazione dei suoi cittadini nella vita poltica e sociale della nazione; una copertura dell'educazione e della salute universali e in forma gratuita; un sistema di sicurezza sociale che garantisce che nessun cubano resta abbandonato; significativi progressi verso l'uguaglianza di opportunità e nella lotta contro ogni forma di discriminazione; il pieno esercizio dei diritti dell' infanzia e della donna; l'accesso allo sport, alla cultura, e il diritto alla vita e alla sicurezza cittadina.

Nonostante le carenze e le difficoltà, continuiamo a condividere quello che abbiamo. Attualmente 65.000 cooperatori cubani lavorano in 89 paesi, soprattutto nelle sfere della medicina e l'educazione. Si sono laureati a Cuba 68.000 professionisti e tecnici, tra loro 3000 in medicina, di 157 paesi.

Se con risorse molto scarse Cuba ha potuto, cosa potrebbe fare l'emisfero con la volontà politica di riunire gli sforzi per contribuire con i paesi con maggiori necessità?

Grazie a Fidel e all'eroico popolo cubano siamo venuti a questo Vertice a compiere il mandato di Martì con la libertà conquistata con le nostre stesse mani.

"Orgogliosi di Nuestra Amrica per servirla e onorarla... con la determinazione e la capacità di contribuire a che la si stimi per i suoi meriti e la si rispetti per i suoi sacrifici", come segnalò Martí.

Signor Presidente:
Chiedo scusa, a tutti voi per il tempo preso.
Molte grazie a tutti (Applausi).

(Versione stenografica - Consiglio di Stato /Traduzione Gioia Minuti)


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