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domenica 15 luglio 2012

Il pozzo afghano senza fondo


Il pozzo afghano senza fondo
di Manlio Dinucci
"È meraviglioso udire gli uccelli che salutano col loro canto questa bella giornata qui a Kabul": sono le romantiche parole con cui Hillary Clinton ha aperto la cerimonia ufficiale tra gli alberi del blindatissimo palazzo presidenziale nella capitale afghana. Mentre parlava, altri uccelli con la coda a stelle e strisce volavano nei cieli afghani: i caccia F/A 18 che, decollati dalla portaerei Stennis nel Mare Arabico, volteggiano sull'Afghanistan. Scelta la preda, la attaccano con missili e bombe a guida laser e la mitragliano col cannone da 20 mm, che a ogni raffica spara 200 proiettili a uranio impoverito. Questi e altri aerei, il cui prezzo supera i 100 milioni di dollari, costano 20mila dollari per ogni ora di volo: dato che ogni missione dura circa otto ore, essa comporta una spesa di oltre 150mila dollari, cui si aggiunge quella delle armi impiegate. E l'anno scorso, secondo le cifre ufficiali, gli aerei Usa/Nato hanno effettuato 35mila missioni di attacco sull'Afghanistan. Non stupisce quindi che solo gli Stati uniti abbiano speso finora, per questa guerra, circa 550 miliardi di dollari. Un pozzo senza fondo, che continuerà a inghiottire miliardi di dollari ed euro. A Kabul la Clinton ha annunciato la buona novella: «Ho il piacere di annunciare che il presidente Obama ha ufficialmente designato l'Afghanistan maggiore alleato non-Nato degli Stati uniti». Ciò significa che esso acquista lo status di cui gode Israele e che, in base all'«Accordo di partnership strategica», gli Usa si impegnano a garantire la sua «sicurezza». Secondo funzionari dell'amministrazione, gli Usa manterranno in Afghanistan 10-30mila uomini, soprattutto delle forze speciali, affiancati da compagnie militari private. E continueranno a impiegare in Afghanistan la propria forza aerea, compresi i droni da attacco. Il «maggiore alleato non-Nato» riceverà dalla Nato un aiuto militare di oltre 4 miliardi di dollari annui. L'Italia, che si impegna a versare 120 milioni annui, continerà a fornire, secondo le parole del ministro della difesa Di Paola, «assistenza e supporto alle forze di sicurezza afghane». Il governo afghano riceverà inoltre, come deciso dalla conferenza dei «donatori» a Tokyo, altri 4 miliardi annui per le «esigenze civili». E anche in questo campo, ha dichiarato il ministro degli esteri Terzi, «l'Italia farà la sua parte». Secondo la motivazione ufficiale, si aiuterà in tal modo la «società civile afghana». Secondo l'esperienza reale, ogni dollaro ed euro, speso ufficialmente a fini civili, sarà usato per rafforzare il dominio militare Usa/Nato su questo paese. La cui posizione geografica è di primaria importanza strategica per le potenze occidentali e i loro gruppi multinazionali, che si spingono sempre più ad est, sfidando Russia e Cina. Per convincere i cittadini statunitensi ed europei, pesantemente colpiti dai tagli alle spese sociali, che occorre prelevare altri miliardi di dollari ed euro dalle casse pubbliche per destinarli all'Afghanistan, si racconta che essi servono a portare migliori condizioni di vita al popolo afghano, in particolare alle donne e ai bambini. La favola che Hillary Clinton ha raccontato, accompagnata dal cinguettio degli uccellini di Kabul e dal coro di quanti gioiscono per tale munificenza.
 http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=31860


 Foto non in articolo originale da internet inserite da autore  Blog

mercoledì 4 luglio 2012

Il mondo può sopravvivere alla cieca arroganza di Washington?



Il mondo può sopravvivere alla cieca arroganza di Washington?

Paul Craig Roberts
Quando il presidente Reagan mi nominò segretario aggiunto del Tesoro per la Politica Economica, mi disse che dovevamo restaurare l’economia degli Stati Uniti, riscattarla dalla “stagflation”, al fine di far sentire alla dirigenza russa tutto il peso di un’economia poderosa per convincerla a negoziare la fine della guerra fredda. Reagan disse che non c’era motivo per continuare a vivere sotto il pericolo di una guerra nucleare. Fu proprio il vicepresidente e successore di Reagan, George Herbert Walker Bush, a violare per primo gli accordi Reagan-Gorbachov incorporando ex parti dell’impero sovietico alla NATO e portando delle basi militari occidentali fino alla frontiera russa. Il processo di circondare la Russia di basi militari continuò costantemente durante altri governi degli USA e varie “rivoluzioni di colore” furono finanziate dalla Fondazione Nazionale per la Democrazia degli USA (NED), considerata da molti come un fronte della CIA.
 Washington provò anche ad installare un governo controllato dagli USA in Ucraina, e lo conseguì nell’antica Georgia sovietica, culla di Joseph Stalin. Il presidente della Georgia, un paese situato tra il Mar Nero ed il Mar Caspio, è un burattino di Washington. Recentemente è stato annunciato che la ex-Georgia sovietica diventerà membro della NATO nel 2014. Le persone sufficientemente grandi ricorderanno che l’organizzazione del Trattato dell’Atlantico Nord (NATO) era un’alleanza tra Europa Occidentale e USA contro la minaccia di un’invasione dell’Esercito Rosso all’Europa Occidentale. L’atlantico Nord è molto, molto distante dai mari Nero e Caspio. Quale potrebbe essere lo scopo della Georgia come membro della NATO se non dare a Washington una base militare in un’area vulnerabile della Russia? Si tratta della prova schiacciante del fatto che Washington (entrambi i partiti) punta verso Russia e Cina. Per il momento non è chiaro se lo scopo è distruggere entrambi i paesi o semplicemente fare in modo che non possano opporsi all’egemonia mondiale di Washington. Senza tener conto delle intenzioni, una guerra nucleare è il risultato più probabile. La stampa prostituita degli USA descrive un maligno Governo siriano che uccide cittadini innocenti che vogliono soltanto la democrazia e se la ONU non interviene con mezzi militari, gli USA devono farlo per salvare i diritti umani. Russia e Cina sono vilipesi per opporsi a qualsiasi pretesto per un’invasione della Siria da parte della NATO.
 I fatti, ovviamente, differiscono da come sono presentati dai corrotti mezzi d’informazione statunitensi e da membri del governo degli USA. Gli oppositori siriani sono bene armati con armamenti militari. Gli oppositori combattono contro l’Esercito siriano. Gli oppositori massacrano i civili ed informano le loro meretrici nei mezzi d’informazione dell’Occidente che il colpevole è il Governo siriano, e questi diffondono la propaganda. Qualcuno sta armando i “ribelli” perché ovviamente le armi non si possono comprare nei mercati locali. La maggior parte delle persone intelligenti crede che le armi provengono dagli USA o da qualche loro prestanome. Pertanto, Washington ha cominciato una guerra civile in Siria, come aveva fatto in Libia, però questa volta russi e cinesi hanno compreso i loro scopi e si sono negati a permettere una risoluzione della ONU come quella cavalcata dall’Occidente contro Gheddafi. Per superare questo ostacolo, si rimette in sesto un vecchio caccia Phantom dell’epoca della guerra del Vietnam negli anni sessanta e la Turchia lo fa volare in territorio siriano. I siriani lo abbattono, ed quindi la Turchia può chiedere aiuto ai suoi alleati della NATO contro la Siria. Mancando l’opzione delle Nazioni Unite, Washington può invocare i suoi obblighi secondo il trattato della NATO, ed andare in guerra in difesa di un membro della NATO contro la demonizzata Siria. La menzogna neoconservatrice dietro le guerre di egemonia di Washington è che gli USA portano la democrazia ai paesi invasi e bombardati. Parafrasando Mao, “la democrazia sorge dalla canna di un fucile”. Tuttavia, la Primavera Araba ha prodotto poca democrazia, come nel caso di Iraq ed Afganistan, due paesi “liberati” dalle invasioni democratiche statunitensi. Gli USA portano guerre civili e smembramenti nei paesi, come quello che il presidente William Clinton ottenne nella ex Yugoslavia. Più sono i paesi che possono essere ridotti in pezzi e dissolti in fazioni rivali, più poderoso diventa Washington. La Russia di Putin comprende che è minacciata non solo mediante il finanziamento da parte di Washington della “opposizione russa”, ma anche dagli antagonismi tra mussulmani scatenati dalle guerre di Washington contro stati mussulmani secolari, come Iraq e Siria. Questa discordia si propaga nella stessa Russia e causa problemi come il terrorismo ceceno. Quando uno stato secolare viene distrutto, le fazioni mussulmane ottengono la possibilità di distruggersi tra di loro. I feudi interni conducono all’impotenza dei paesi. Come scritto in un precedente articolo, l’occidente prevale in Medio Oriente perché le fazioni islamiche si odiano tra di loro più di quanto odiano i loro conquistatori occidentali. Pertanto, quando Washington distrugge governi secolari, non islamici, come in Iraq e come adesso intende fare in Siria, gli islamici emergono e si affrontano per ottenere la supremazia. Questo conviene a Washington ed Israele, perché in questo modo questi stati non rappresentano più degli antagonisti consistenti. La Russia è vulnerabile perché Putin è demonizzato da Washington e dai mezzi d’informazione statunitensi e perché l’opposizione russa è finanziata da Washington e serve gli interessi degli USA, non della Russia. Le turbolenze che Washington genera negli stati mussulmani filtrano verso le popolazioni mussulmane russe. Per Washington è stato più difficile il tentativo di interferire negli affari interni della Cina, anche se è stata seminata la discordia in alcune province. Ci si attende che tra qualche anno l’economia cinese superi come dimensioni quella degli USA, ed in questo modo una potenza asiatica prenderà il posto di una occidentale come economia più poderosa del mondo. Washington nutre una profonda inquietudine di fronte a questa prospettiva. Schiavizzato e controllato da Wall Street ed altri gruppi imprenditoriali di interessi speciali, Washington è incapace di riscattare l’economia dalla sua decadenza. I benefici a corto termine dell’agio di Wall Street, i profitti del gruppo militare/industriale, e la delocalizzazione della produzione di beni e servizi per i mercati degli USA, hanno a cuore più la rappresentazione a Washington che il benessere dei cittadini statunitensi. Mentre l’economia degli USA affonda, l’economia cinese cresce. La reazione di Washington è militarizzare il pacifico. La segreteria di Stato degli USA ha dichiarato che il Mare del Sud della Cina è un’area di interesse nazionale statunitense. Gli USA fanno la corte al Governo filippino giocando la carta della minaccia cinese, e lavorano per poter inviare nuovamente l’Armata degli USA alla sua antica base di Subic Bay. Recentemente ci sono stati esercizi militari/navali congiunti di USA e Filippine contro la “minaccia cinese”. L’Armata degli USA schiera flotte nell’Oceano Pacifico e costruisce una nuova base navale su un’isola sudcoreana. Marines statunitensi si trovano adesso in una base in Australia e sono dislocati dal Giappone ad altri paesi asiatici. I cinesi capiscono che Washington prova a circondare la Cina. Per un paese incapace di occupare l’Iraq dopo otto anni ed incapace di occupare l’Afganistan dopo 11 anni, affrontare simultaneamente due potenze nucleari è un atto aberrante. La cieca arroganza di Washington, alimentata quotidianamente da neoconservatori dementi, nonostante gli straordinari fallimenti in Iraq ed Afganistan, punta adesso verso potenze formidabili: Russia e Cina. Mai in tutta la sua storia il mondo ha visto una demenza simile. Gli psicopatici, sociopatici e malati mentali che imperano a Washington conducono il mondo alla sua distruzione. Il governo d’insensatezza criminale di Washington, sia democratico o repubblicano, non importa quale sarà il risultato delle prossime elezioni, è la maggiore minaccia per la vita che sia esistita sul pianeta. Inoltre, l’unico finanziamento con il quale possono contare i criminali di Washington sono le macchine che stampano le banconote. In un prossimo articolo esaminerò se l’economia degli USA completerà il suo collasso prima che i criminali di guerra di Washington possano distruggere il mondo.
(Global Research/Traduzione Granma Int.).
Immagini inserite da gruppo amici di Cuba "Italo Calvino" Piombino V.di Cornia (LI)

lunedì 28 maggio 2012

La NATO minaccia la Pace mondiale !!Risoluzione comune dei Partiti Comunisti e Operai in occasione del vertice NATO/¡OTAN, amenaza a la paz mundial! Resolucion conjunta de los partidos comunista y obreros por la cumbre de la OTAN.



La NATO minaccia la Pace
  Risoluzione comune dei Partiti Comunisti e Operai in occasione del vertice NATO tenutosi a Chicago, USA
.......Nel quadro di profonda crisi del capitalismo, l'imperialismo si lancia in una escalation militare e interventista. Dopo aver rinnovato il proprio Concetto strategico nel 2010, concetto che ha rappresentato un nuovo e pericoloso salto di qualità nelle sue ambizioni interventiste - di cui l'aggressione alla Libia è stato un esempio - gli Stati Uniti e la NATO, che ha il suo pilastro europeo nell'UE, cercano di ampliare le proprie sfere d'influenza, promuovere la corsa agli armamenti e alle spese militari, investimenti in nuove armi e nella propria rete globale di basi militari.
L'imperialismo militarizza le relazioni internazionali, procede con occupazioni, minaccia nuove aggressioni, promuove complotti e manovre di disturbo nei confronti dei paesi di tutti i continenti e attraverso una corsa agli armamenti viola gli attuali accordi internazionali per il disarmo. I principi della Carta delle Nazioni Unite sono seriamente compromessi, con una sempre maggiore strumentalizzazione dell'ONU al fine di mascherare la violenza imperialista. Il processo di distruzione del Diritto Internazionale, la cui nascita è frutto della sconfitta del nazifascismo nella Seconda Guerra Mondiale, apre le porte ai propositi imperialisti di controllo delle risorse e di dominio del pianeta sul piano militare e geo-strategico.
La NATO, essendo il principale strumento dell'imperialismo nell'obiettivo di dominazione del mondo, costituisce un'enorme minaccia per la pace e la sicurezza mondiale. Ma, come la realtà sta dimostrando, la risposta di forza dell'imperialismo alla crisi del capitalismo si trova a dover affrontare la lotta progressista e rivoluzionaria dei popoli, che in varie parti del mondo sta prendendo nelle sue mani la difesa dei propri diritti, la sovranità e l'indipendenza del proprio paese, resistendo nei modi più diversificati e imponendo battute d'arresto alla strategia di dominazione imperialista.
Ribadendo l'impegno nella lotta per la pace, per il diritto di ogni popolo a scegliere liberamente il proprio destino, per il progresso sociale e il Socialismo, i Partiti Comunisti e Operai firmatari di questa dichiarazione:
- Chiedono il ritiro immediato di tutte le truppe straniere dall'Afghanistan, così come quelle in tutti gli altri interventi imperialisti nel mondo.
- Rifiutano l'escalation della guerra in Medio Oriente, in particolare contro la Siria e l'Iran.
- Chiedono lo scioglimento della NATO e appoggiano il diritto sovrano dei popoli a decidere per il disimpegno dei loro paesi da questa alleanza aggressiva.
- Rifiutano l'installazione del nuovo sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti e della NATO in Europa e reclamano la chiusura delle basi militari straniere.
- Chiedono la fine della corsa agli armamenti, il disarmo nucleare, a cominciare dalle grandi potenze nucleari del mondo - come gli Stati Uniti - e la totale distruzione delle armi chimiche e biologiche.
- Esprimono la loro solidarietà con i popoli che resistono all'occupazione, all'aggressione e alle ingerenze dell'imperialismo, in particolare in Medio Oriente, Asia, America Latina e Africa.

Maggio 2012

1. Partito Comunista Sudafricano
2. Partito Comunista d'Argentina
3. Partito Comunista d'Azerbaijan
4. Partito Comunista d'Australia
5. Partito del Lavoro del Belgio
6. Partito Comunista di Bielorussia
7. Partito Comunista del Brasile
8. Partito Comunista Spagnolo
9. Partito Comunista dei Popoli di Spagna
10. Partito Comunista degli USA
11. Partito Comunista della Finlandia
12. Partito Comunista Francese
13. Partito Comunista Unificato della Georgia
14. Partito Comunista di Grecia
15. Nuovo Partito Comunista d'Olanda
16. Partito del Popolo d'Iran
17. Partito Comunista d'India
18. Partito Comunista d'India (Marxista)
19. Partito Comunista d'Irlanda
20. Partito dei Lavoratori d'Irlanda
21. Partito dei Comunisti Italiani
22. Partito Comunista Libanese
23. Partito Comunista del Lussemburgo
24. Partito Comunista di Malta
25. Partito Comunista del Messico
26. Partito Comunista Palestinese
27. Partito Comunista Peruviano
28. Partito Comunista di Polonia
29. Partito Comunista Portoghese
30. Partito Comunista Britannico
31. Partito Comunista di Boemia e Moravia
32. Partito Comunista della Federazione Russa
33. PC Operaio Russo - Partito Rivoluzionario dei Comunisti
34. Partito Comunista Siriano (Unificato)
35. Partito Comunista d'Ucraina
Inoltre appoggiano questa dichiarazione comune:
Partito dei Comunisti di Transnistria


¡OTAN, amenaza a la paz mundial!
Resolucion conjunta de los partidos comunista y obreros por la cumbre de la OTAN en Chicago, EEUU
......En el cuadro de profundización de la crisis del capitalismo, el imperialismo se lanza en una escalada militarista e intervencionista.Después de haber renovado su concepto estratégico en 2010, que representó un nuevo y peligrosos salto cualitativo en su ambición intervencionista –de la que la agresión a Libia fue ejemplo-, los EEUU y la OTAN, que tienen a la UE como su pilar europeo, procuran ampliar sus zonas de influencia, promueven la carrera armamentista y los gastos militares, la inversión en nuevas armas y su red mundial de bases militares.
El imperialismo militariza las relaciones internacionales, prosigue la ocupación, lanza amenazas de agresión, promueve conspiraciones y maniobras de injerencia contra países de todos los continentes y a través de una escalada armamentista permanente, viola los acuerdos internacionales de desarme existentes. Los principios de la Carta de la ONU son cuestionados, se acentúa la instrumentalización de la ONU para dar cobertura a la violencia imperialista. El proceso de destrucción del Derecho Internacional resultante de la derrota del nazi-fascismo en la Segunda Guerra Mundial abre las puertas a los propósitos imperialistas de control de recursos y de dominar el planeta en el plano militar y geoestratégico.
La OTAN como principal instrumento del imperialismo en su objetivo de dominio mundial, constituye una enorme amenaza a la paz y la seguridad mundiales.Más, como la realidad está por comprobar, la respuesta a la fuerza de imperialismo a la crisis del capitalismo se confronta con la lucha progresista y revolucionaria de los pueblos que, en varios puntos del mundo, toman en sus manos la defensa de sus derechos y de la soberanía e independencia de sus países, resistiendo de las más variadas formas e imponiendo reveses a la estrategia de dominación imperialista.
Reafirmando su empeño en la lucha por la paz, por el derecho de cada pueblo a decidir libremente su destino, por el progreso social y el Socialismo, los Partidos Comunistas y Obreros signatarios de ésta declaración:
- Exigen la retirada inmediata de todas las tropas extranjeras de Afganistán, así como de todas las intervenciones imperialistas en el Mundo.
- Rechazan la escalada de guerra en el Medio Oriente, destacadamente contra Siria e Irán.
- Exigen la disolución de la OTAN y apoyan el derecho soberano de los pueblos de decidir la desvinculación de sus países de ésta alianza agresiva.
- Rechazan la instalación del nuevo sistema antimisil de los EEUU y de la OTAN en Europa y reclaman el fin de las bases militares extranjeras.
-Exigen el fin de la carrera armamentista, el desarme nuclear comenzando por las mayores potencias nucleares del Mundo
-como los EEUU- y la completa destrucción de las armas químicas y biológicas.
-Expresan su solidaridad a los pueblos que resisten a las ocupaciones, agresiones e injerencias del imperialismo, destacadamente en Medio Oriente, en Asía, en América Latina y en África

Mayo del 2012

1. Partido Comunista Sudafricano
2. Partido Comunista de Argentina
3. Partido Comunista de Azerbaiyán
4. Partido Comunista de Australia
5. Partido del Trabajo de Bélgica
6. Partido Comunista de Bielorusia
7. Partido Comunista de Brasil
8. Partido Comunista de España
9. Partido Comunista de los Pueblos de España
10. Partido Comunista de los EEUU
11. Partido Comunista de Finlancia
12. Partido Comunista Francés
13. Partido Comunista Unificado de Georgia
14. Partido Comunista de Grecia
15. Nuevo Partido Comunista de Holanda
16. Partido del Pueblo de Irán
17. Partido Comunista de India
18. Partido Comunista de India (Marxista)
19. Partido Comunista de Irlanda
20. Partido de los Trabajadores de Irlanda
21. Partido de los Comunistas Italianos
22. Partido Comunista Libanés
23. Partido Comunista de Luxemburgo
24. Partido Comunista de Malta
25. Partido Comunista de México
26. Partido Comunista Palestino
27. Partido Comunista Peruano
28. Partido Comunista de Polonia
29. Partido Comunista Portugués
30. Partido Comunista Británico
31. Partido Comunista de Bohemia y Moravia
32. Partido Comunista de la Federación Rusa
33. PC Obrero Ruso – Partido Revolucionario de los Comunistas
34. Partido Comunista Sirio ( Unificado)
35. Partido Comunista de Ucrania
También apoyan esta posición común
Partido de los Comunistas de Transdnistria

Documentazione tratta da