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mercoledì 15 maggio 2013

Economia e dissidenza / Economía y disidencia


 Economia e dissidenza

15.05.2013 - Pedro Pablo Gomez

Il mondo occidentale, attualmente, sopravvive in mezzo a una chiamata crisi economica globalizzata. Dagli Stati Uniti d'America sino alla vecchia Europa i rapporti degli specialisti rispecchiano il reale stato dei fondi monetari, gli alti livelli di debito internazionale con nessun segno di una soluzione, con alcune eccezioni che si occupano, a loro volta, di ottenere la prima figura di fronte ai loro soci continentali, sulla base della loro forza in questo importante settore e mettono condizioni leonine agli altri, per cercare di alleviare la situazione esistente. A questo si aggiunge l'alta percentuale di disoccupazione e la reale incapacità di poter creare nuovi posti di lavoro, il tutto aggravato dalla insensibilità e voracità dei grandi consorzi bancari e l'inefficacia, per trovare la soluzione, degli strumenti come la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale.

Ma ciò che accade nel mondo e nello stesso territorio degli Stati Uniti, non influenza per nulla i piani per cercare di distruggere la Rivoluzione Cubana. Il governo degli Stati Uniti continua a pianificare milioni e milioni di dollari nelle sue campagne mediatiche per seminare divisione nella società socialista cubana, mentre ricompensa con qualche dollaro in più quelli che mercenariamente accettano i loro regali e tradiscono i principi d' indipendenza, libertà e sovranità.

Alcuni avranno pensato a come si stanno finanziando, organizzando e controllando gli ampli viaggi dei cosiddetti dissidenti, forma acquisita nell'ambito internazionale per identificare i controrivoluzionari di nuovo conio, per propagandare tutto ciò che può essere inventato al fine di screditare il processo rivoluzionario cubano, che ha solo commesso il peccato mortale di disconoscere i comandi emessi da Washington per oltre 50 anni.

I nomi dei personaggi coinvolti in questa triste e deplorevole missione  possono essere citati, Sanchez, Fariñas, Soler, anche sino alla X o Z, tutti riceveranno il beneplacito, l'applauso complice e il ricevimento quasi ufficiale di alcuni paesi sostenitori e partecipanti alla politica
imperiale, oltre il noto beneficio economico di premi di giornalismo a coloro che non sono giornalisti, di scrittori che non hanno scritto e ipotetiche candidature al premio Nobel di coloro che non hanno fatto nulla per la pace e di fatto condividono il loro letto con gli assassini di bambini e civili in Iraq, Afganistan e persino nell'alleato Pakistan e non hanno emesso un solo pensiero in solidarietà con le centinaia di prigionieri illegali esistenti nella non meno illegale Base Navale USA in territorio cubano di Guantanamo.

Per seguire la rima di questa farsa internazionale, nutrita dal denaro dei contribuenti nord americani, si annuncia ora la realizzazione di un film su la blogger di nome Yoani nella quale si tratterebbe d'inviare al mondo l'immagine di una nuova santa, perseguitata e assediata dal regime di Cuba, il tutto propiziato dalla casa produttrice di nome Open View, filiale della società madre con sede in Gran Bretagna, Open
Knowledge Foundation, che ha non a caso conta nella sua politica e finanziamento la NED, National Endowment for Democracy, nota filiale dell' USAID, ramo attivo della comunità d'intelligence degli Stati Uniti, responsabile della direzione delle operazioni segrete e non contro quei governi che mantengono posizioni che non seguono i mandati dei padroni del mondo.

Sempre troveranno illusi, credenti o intenzionati, che ne seguiranno l'esempio per agire per rovesciare la nostra Rivoluzione e ottenere così il sorriso complice del padrone.

Economía y disidencia ( + infografía)

El mundo occidental sobrevive actualmente en medio de una llamada crisis económica globalizada. Desde Estados Unidos de América hasta la vieja Europa los informes de los especialistas reflejan los estados reales de los fondos monetarios, los altos niveles de deudas internacionales sin visos de solución, con algunas excepciones que tratan a su vez de obtener la primera figura ante sus socios continentales, en base a su poderío en este importante sector y ponen condiciones leoninas a los demás, para tratar de paliar la situación existente. A ello se le suma el alto por ciento de desempleo y la incapacidad real de poder crear nuevas plazas de trabajo, todo esto agravado por la insensibilidad y voracidad de los grandes consorcios bancarios y la ineficacia para su solución de instrumentos  como el Banco Mundial y el Fondo Monetario Internacional.
Pero lo que pasa en el mundo y en el propio terreno de los Estados Unidos, no afecta para nada los planes para tratar de destruir a la Revolución Cubana. El gobierno de USA continúa planificando millones y millones de dólares en sus campañas mediáticas para sembrar la división en la sociedad socialista cubana, a la vez que premia con unos dólares más a aquellos que mercenariamente aceptan sus dádivas y traicionan los principios de independencia, libertad y soberanía.
Algunos habrán pensado cómo se están financiando, organizando y controlando los amplios periplos de los llamados disidentes, forma adquirida en el ámbito internacional para identificar a los contrarrevolucionarios de nuevo cuño, para propagandizar todo lo que se pueda inventar con el fin de desacreditar el proceso revolucionario cubano, el cual solo ha cometido el pecado mortal de desconocer los mandatos emitidos desde Washington durante hace más de 50 años.
Los nombres de los personajes involucrados en esta triste y deplorable misión, pueden llamarse, Sánchez, Fariñas, Soler, incluso hasta X ó  Z, todos recibirán el beneplácito, el aplauso cómplice y el recibimiento cuasi oficial de algunos países seguidores y participes de la política imperial, además del conocido beneficio económico de premios de periodismo a los que no son periodistas, de escritores que no han escrito y candidaturas supuestas al premio Nobel a los que no han hecho nada por la paz y de hecho comparten su cama con los asesinos de niños y civiles en Iraq, Afgamnistán y hasta en su aliada de Pakistán y no han emitido un solo pensamiento solidario con los cientos de presos ilegales existentes en la no menos ilegal Base Naval de  EEUU en el territorio cubano de Guantánamo.
Para seguir la rima de esta farsa internacional amamantada por  los dineros de los contribuyentes norteamericanos se anuncia ahora la realización de una película sobre la nombrada bloquera Yoani en la cual se trataría de enviar al mundo la imagen de una nueva santa, perseguida y asediada, por el régimen de Cuba, esto propiciado por la productora  nombrada Open Views, filial de la casa matriz
radicada en Gran Bretaña,  Open Knowledge Foundation, la cual no por casualidad cuenta en su directiva y financiadora a la NED, Nacional Endowment for Democracy, conocida filial de la USAID, rama activa de la comunidad de Inteligencia de los EEUU, encargada de dirigir las operaciones cubiertas y descubiertas contra aquellos gobiernos que mantienen posiciones no seguidistas a los mandatos de los dueños del mundo.

Siempre encontrarán ilusos, creyentes o intencionados, que les sigan el juego de actuar para derrocar nuestra Revolución y así  obtener la sonrisa cómplice del amo.


domenica 17 marzo 2013

Dame in Bianco : Berta Soler “Alla ricerca di più soldi”/Yoani Sanchez :”Le nuove linee guida della CIA”


Dame in Bianco : Berta Soler
Alla ricerca di più soldi”

17-3-13 - Arthur Gonzalez 

Il giorno in cui le autorità competenti cubane decidano di dare piena applicazione al codice penale, come avviene in altri paesi, vedremo molti dei principali salariati di Washington seduti sul banco degli imputati per i reati di false accuse, calunnie e simili.

Una delle prime sarebbe l'ignorante e maleducata Berta Soler, che si é auto titolata presidente  delle cosiddette
Dame in Bianco, senza essere eletta da alcuna riunione del gruppuscolo, ma che ha usurpato la carica in seguito alla morte della sua presidente Laura Pollan, con l'obiettivo di appropriarsi di gran parte del denaro che ricevono dagli Stati Uniti, ambendo l'acquisto di una casa in un quartiere residenziale di L'Avana e abbandonare il quartiere popolare dove vive.

E' proprio questa ignorante ed arrogante signora quella che fin dal suo arrivo in terra di Spagna si é proiettata per ciò che è, una persona con incontinenza verbale per diffamare ed emettere false accuse, su fatti di cui non ha alcuna prova, ma lo fa per ingraziarsi i leader della estrema destra spagnola, diplomatici dell'ambasciata degli Stati Uniti a Madrid e, naturalmente, i suoi sponsor a Miami come Laly Sampedro, responsabile delle finanze per fornire denaro a Berta e ai suoi seguaci.

Quindi, Berta Soler ha realizzato dichiarazioni ingiuriose all'agenzia EFE, lo scorso 11 marzo, in cui ha detto che "si é intensificata la repressione e il regime agisce impunemente per le strade, ci colpisce, ci trascina, ci porta in prigione".

Se qualcuno sa esattamente la falsità di queste dichiarazioni e non mi lascerà mentire, é proprio l'agenzia EFE perché i loro corrispondenti a L'Avana sanno che Berta mente costantemente al fine di seguire le istruzioni che le inviano da Miami, poiché la osservano sfilare domenica dopo domenica, provocatoriamente, per un viale centrale senza essere disturbata da nessuno, diciamo meglio ignorata persino dagli stessi diplomatici nord americani stanchi di sprecare il loro tempo libero, per vederla passeggiare senza il minimo contrattempo. I mercoledì di ogni settimana si riunisce in quella che fu la casa di Laura per eseguire una sorta di tribunale disciplinare in cui con la sua abitudinaria rozzezza insulta, offende e contesta la mancata partecipazione dei suoi seguaci alle attività che organizza, espellendo quelle che le si oppongono; qualcosa di cui non parla ma lo fanno, ad alta voce, le persone maltrattate quando lasciano la casa.

A proposito di quanto detto di "colpi e trascinamento" delle Dame in Bianco, sarà che Berta ha osservato come agisce la polizia spagnola che sì trascina, colpisce e imprigiona molte persone che scendono in strada a protestare contro i criminali tagli imposti dal governo del Partito Popolare, o è che per dipingere le sue delizie a Donna Esperanza Aguirre si sta mostrando tanto coraggioso ed aggressiva, qualcosa che non fa a Cuba neppure per caso?

Coloro che sono confusi dalla manipolazione mediatica che fanno i nord americani e i loro principali alleati in Europa, in relazione alle Dame in Bianco, ora potranno trarre le proprie conclusioni ad ascoltare le parole della grossolana ed incolta Berta sulla morte del presidente Rafael Chavez Frías, quando ha affermato all'agenzia EFE che "noi non ci rallegriamo della morte di Chavez, ma neppure abbiamo il perché rammaricarci".

Evidentemente lei non sa che il Principe delle Asturie in persona, ha partecipato ai funerali per dar incoraggiamento alla famiglia del presidente e esprimere il dolore della Spagna per la sua morte. Poi si dichiararono cristiani e vanno a messa la domenica quando non si rammaricano della perdita di un essere umano credente e praticante della religione cattolica, è per questo motivo che il Santo Padre Benedetto XVI, ha rifiutato riceverle, perché come uomo saggio ha compreso la bassa risma e assenza di convinzioni di queste donne che hanno come unico obiettivo di ottenere più soldi per continuare a vivere senza lavorare, cosa che solo possono fare a Cuba.

En busca de más dinero.

Arthur Gónzalez

El día que las autoridades competentes cubanas se decidan a hacer cumplir a cabalidad el código penal, como se hace en otros países del mundo, veremos a muchos de los principales asalariados de Washington sentados en el banquillo de los acusados por el delito de acusaciones falsas, calumnias y otros similares.
Una de las primeras sería la inculta y grosera Berta Soler, quien se auto tituló presidenta de las llamadas Damas de Blanco, sin ser elegida en ninguna reunión del grupúsculo, sino que usurpó el cargo a raíz de la muerte de su presidenta Laura Pollán, con el objetivo de apropiarse de gran parte del dinero que reciben desde los EE.UU., al ambicionar la compra de una vivienda en un barrio residencial de la Habana y dejar atrás el barrio obrero donde reside.
Es precisamente esta inculta y arrogante señora la que desde su arribo a tierras españolas se ha proyectado como lo que es, una persona con incontinencia verbal para difamar y emitir acusaciones falsas, sobre hechos de los que no tiene la menor prueba, pero lo hace para agradar a dirigentes de la ultraderecha española, funcionarios diplomáticos de la embajada norteamericana en Madrid y por supuesto a sus patrocinadores en Miami como Laly Sanpedro, encargada de las finanzas para suministrarle dinero a Berta y sus secuaces.
Así las cosas, Berta Soler realizó injuriosas declaraciones a la agencia EFE el pasado 11 de marzo, en las que afirmó que “se ha recrudecido la represión y el régimen actúa impunemente en las calles, nos golpea, nos arrastra, nos lleva al calabozo”.
Si alguien conoce perfectamente lo falso de estas declaraciones y no me dejará mentir, es precisamente la agencia EFE, porque sus corresponsales en la Habana saben que Berta miente constantemente con el propósito de seguir las indicaciones que le envían desde Miami, pues la observan desfilar domingo tras domingo provocativamente por una céntrica avenida habanera sin ser molestada por nadie, digamos más bien ignoradas hasta por los propios diplomáticos norteamericanos cansados de perder su tiempo de descanso, para verlas pasar sin el más mínimo contratiempo. Los miércoles de cada semana se reúne en la que fuera vivienda de Laura para llevar a cabo una especie de tribunal disciplinario donde con su acostumbrada grosería insulta, ofende y cuestiona la no participación de sus secuaces en las actividades que organiza, expulsando a las que se le oponen, algo de lo que no habla pero si lo hacen a voz en cuello al salir del lugar las maltratadas.
Sobre lo dicho de “golpes y arrastres” a las Damas de Blanco, ¿será que Berta observó como actúa la policía española que sí arrastra, golpea y encarcela a cuanta persona salga a las calles a protestar por los criminales recortes impuesto por el gobierno del Partido Popular, o es que para pintarle monerías a doña Esperanza Aguirre se está mostrando tan valiente y agresiva, algo que no hace en Cuba ni por casualidad?
Los que estaban confundidos por la manipulación mediática que hacen los norteamericanos y sus principales aliados en Europa, en relación a las Damas de Blanco, ahora podrán sacar sus propias conclusiones al escuchar las palabras de la grosera e inculta Berta sobre la muerte del presidente Rafael Chávez Frías, cuando afirmó a la agencia EFE que “nosotras no nos alegramos de la muerte de Chávez pero tampoco tenemos porque lamentarnos”.
Evidentemente ella no conoce que el príncipe de Asturias en persona, asistió a los funerales para dar aliento a la familia del mandatario y expresar el pesar de España por su muerte. Después se dicen cristianas y van a misa los domingos cuando no se lamentan de la pérdida de un ser humano creyente y practicante de la religión católica, es por esa razón que el santo padre Benedicto XVI, no aceptó recibirlas, pues como hombre sabio comprendió la baja calaña y ausencia de convicciones de estas mujeres que tienen como único objetivo obtener más dinero para continuar viviendo sin trabajar, algo que solo pueden hacer en Cuba.

Yoani Sanchez :”Le nuove linee guida della CIA”

16-03-2013 - Arthur Gonzalez

Tutto indica che la diplo-blogger ufficiale di Washington, Yoani Sánchez Cordero, ha ricevuto nuove istruzione da parte dei funzionari della CIA che la guidano nella sua carriera di "oppositrice" al governo cubano.
Coloro che hanno letto alcuni testi scritti da ex funzionari della CIA come quelli di William Blue, John Stockwell o Phillip Agee, vedranno che il suo agire è una copia fedele di altri piani della CIA, eseguiti tra il 1960 e il 2009, non c'è quasi nulla di nuovo in campo di manipolazione mediatica e fabbricazione d'immagine.
Da quando è tornata dalla Repubblica Ceca e dalla Spagna, la diplo-blogger sta emettendo segnali della nuova linea di azione impartita per quando ritornerà a Cuba e ha iniziato a fornire informazioni sui suoi progetti immediati, in cui cerca uno scontro più aperto con le autorità cubana, forse  con la promessa di un forte sostegno politico a qualsiasi risposta legale da parte del governo, con il sostegno di alcuni partiti e organizzazioni internazionali di destra.
A questo proposito, ha dichiarato durante una conferenza stampa in Messico, dopo la sua partecipazione alla sessione semestrale  della Società Interamericana della Stampa (SIP), che "ritornava a Cuba per fondare un organo di stampa.
So che è impossibile, che legalmente é impossibile, ma non sarò io che mi pongo i limiti. La vita mi ha insegnato che il muro si abbatte spingendo di fronte al mondo".
La sua nuova provocazione è ormai ben delineata, cercherà di infrangere la legge e poi si presenterà come vittima del regime, con il sostegno orchestrato della CIA. Per caso questo stesso non l'hanno fatto con i colpi di stato che eseguirono per anni in America Latina, gli assassinii di leader politici e altre menzogne progettate dall'Agenzia?
Yoani stessa lo ha detto durante la conferenza stampa assicurando che ha già il sostegno e la protezione delle persone che ha conosciuto nel tour che realizza in America ed Europa. A quali persone si riferisce, ai membri delle organizzazioni che lavorano per la CIA nella Repubblica Ceca e Spagna. Sicuramente si.
Per dare più drammaticità alle sue azioni si è auto definita come un "prodotto del secolo XXI" per la sua "perizia" nell'uso delle tecnologie, ma non ha menzionato il totale appoggio della CIA nel suo progetto di Generazione Y, e la larghezza di banda che possiede, la traduzione immediata in 9 lingue che riceve in forma 'gratuita' da "collaboratori internazionali" ed i mezzi tecnici che le portano sino a casa sua gli emissari della CIA, sotto la copertura di semplici ed innocenti "turisti".
Nella campagna d'immagine fabbricata dai nord americani nella loro guerra psicologica contro Cuba, la diplo-blogger di Washington dice che ha inviato, durante cinque anni, più di 15.000 messaggi sul social network Twitter  nonostante ripeta che "per il suo prezzo Internet è praticamente inaccessibile ai cubani poiché per un'ora in rete la gente deve pagare un terzo o la metà del loro stipendio mensile". Non si accorgere che nel mondo ci sono molte persone intelligenti e che sanno contare? Se è così semplice e lei ha così tanto know-how tecnologico, come può coprire le spese se né lei e né suo marito lavorano?
tecnologici del secolo XXI, o é che hanno un finanziamento degli yankee che le permette di far tutto ciò che vuole fare?
Ognuno tragga le sue conclusioni, io per parte mia faccio presto a trarre le mie. La CIA paga le sue attività, di ciò non ho il minimo dubbio.
Las nuevas orientaciones de la CIA

Arthur Gónzalez

Toda hace indicar que la diplobloguera oficialista de Washington Yoani Sánchez Cordero ha recibido nuevas orientaciones de los oficiales de la CIA que la guían en su carrera como “opositora” al gobierno cubano. Quienes hayan leído algunos textos escritos por ex oficiales de la CIA como los de William Blue, John Stockwell o Phillip Agee, verá que su actuación es copia fiel de otros planes de la CIA ejecutados entre 1960 y el 2009, casi no hay nada nuevo en materia de manipulación mediática y fabricación de imagen.
Desde su regreso de la Republica Checa y de España, la diplobloguera está emitiendo señales de la nueva línea de acción impartida para cuando retorne a Cuba y ha empezado a brindar informaciones de sus planes inmediatos, en los que busca una confrontación más abierta con las autoridades cubanas, quizás por la promesa de un fuerte apoyo político a cualquier respuesta legal por parte del gobierno, con el respaldo algunos partidos y organizaciones internacionales de derecha.
En este sentido, declaró durante una rueda de prensa celebrada en México, posterior a su participación en la sesión semestral de la Sociedad Interamericana de Prensa (SIP), que “regresaba a Cuba a fundar un medio de prensa. Sé que es imposible, que legalmente es imposible, pero no seré yo quien me ponga los límites. La vida me ha enseñado que el muro se tumba empujando de cara al mundo”.
Su nueva provocación está ya bien delineada, buscará violar la ley y después se presentará como víctima del régimen con el apoyo orquestado de la CIA. ¿A caso eso mismo no lo han hecho hasta con los golpes de estado que ejecutaron durante años en América latina, los asesinatos de dirigentes políticos y otras patrañas diseñadas por la Agencia?
Yoani misma lo dijo en esa rueda de prensa, al asegurar que ya cuenta con el respaldo y protección de la gente que ha conocido en la gira que realiza por América y Europa. ¿A qué gente se refiere, a los miembros de las organizaciones que trabajan para la CIA en Chequia y España. Seguramente si.
Para darle más dramatismo a sus actos se autodefinió como un “producto del siglo XXI” por su “pericia” en el uso de las tecnologías, pero omitió referirse al apoyo total de la CIA en su proyecto Generación Y, al ancho de banda que posee, a la traducción inmediata a 9 idiomas que recibe de forma “gratuita” por “colaboradores internacionales” y a los medios técnicos que le llevan hasta su casa emisarios de la CIA, bajo la cobertura de simples e inocentes “turistas”.
En la campaña de imagen fabricada por los norteamericanos en su guerra sicológica contra Cuba, la diplobloguera de Washington asegura que ha enviado más de 15 mil mensajes en la red social Twitter durante cinco años, a pesar de repetir que “por su precio actualmente Internet es prácticamente inaccesible para los cubanos ya que por una hora a la red la gente tiene que pagar un tercio o la mitad de su salario mensual”. ¿No se dará cuenta que en el mundo hay muchas personas inteligentes y que saben contar? Si esto es así de simple y ella tiene tanta pericia tecnológica, ¿cómo puede sufragar sus gastos si ella ni su esposo trabajan?
¿Serán magos, además de productos tecnológicos del siglo XXI, o es que tienen un financiamiento de los yanquis que les permite hacer todo lo que asegura hacer?
Cada uno que saque sus propias conclusiones, yo por mi parte hace rato que saque las mías. La CIA paga sus actividades, de eso no me cabe la menor duda.

Tratto da :

alcune foto inserite da internet da autore blog

giovedì 21 febbraio 2013

Le domande a Yoani Sánchez  che i media non rivolgeranno /Yoani Sánchez sotto attacco terroristico. La IV Flotta invaderà il Brasile?


Le domande a Yoani Sánchez
 che i media non rivolgeranno 

  20-02-2013 - Salim Lamrani (Ópera mundi) amicuba
 

L’oppositrice cubana più famosa farà il suo giro del mondo in più di una dozzina di paesi e il Professor Salim Lamrani, dalla
Sorbona di Parigi, ha preparato 40 domande da fare alla blogger. Domande che i grandi media non le rivolgeranno.

1. Chi organizza e finanzia il suo tour mondiale?
2. Nel mese di agosto 2002, dopo che si è sposata con un tedesco di nome Karl G., lasciò Cuba, “una vasta prigione con muri ideologici” per emigrare in Svizzera, una delle nazioni più ricche del mondo. Contro ogni previsione, nel 2004, si decise a ritornare a Cuba, “barca che fa acqua sul punto di affondare”, dove “esseri delle tenebre, che come vampiri si nutrono della nostra umana felicità, ci inoculano la paura attraverso colpi, minacce e ricatti “, dove “le tasche si svuotavano, la frustrazione cresceva e la paura si stabiliva”. Quali sono le ragioni che hanno motivato questa scelta?
3. Secondo gli archivi dei servizi diplomatici cubani di Berna, in Svizzera e dei servizi di migrazione dell’isola, aveva chiesto di tornare a Cuba a causa delle difficoltà economiche incontrate in Svizzera. E ‘vero?
4. Come poteva sposare Karl G. Se si era già sposata con il suo attuale marito, Reinaldo Escobar?
5. E’ ancora il suo obiettivo quello di stabilire un “capitalismo sui generis” a Cuba?
6. Lei ha creato il suo blog Generazione Y nel 2007. Nel 2008 ha vinto il Premio Ortega y Gasset di Giornalismo, del valore di 15.000 euro, il 4 aprile 2008, assegnato dal quotidiano spagnolo El País. Di solito, questo prestigioso premio viene dato a giornalisti o scrittori con una lunga carriera letteraria. È la prima volta che una persona con un profilo così l’ottiene. Lei è stata anche indicata tra le 100 persone più influenti dalla rivista Time (2008). Il suo blog è stato incluso nella lista dei 25 migliori blog del mondo da CNN e Time Magazine (2008) e ha vinto anche il premio spagnolo Bitacoras.com così come The Bob’s (2008). El País l’ha inclusa nella sua lista delle 100 personalità ispaniche più influenti del 2008. La rivista Foreign Policy ha fatto ancora di più nel dicembre 2008, inserendola tra i 10 intellettuali più importanti dell’anno. La rivista messicana il Gato Pardo ha fatto lo stesso nel 2008. La prestigiosa università americana Columbia le ha assegnato il premio Maria Moors Cabot. Come si spiega questa valanga di premi, accompagnati da cospicui finanziamenti, in un solo anno di esistenza?
7. A cosa si devono i 250.000 euro ottenuti grazie a questi premi, un importo pari a più di 20 anni di salario minimo in un paese come la Francia, quinta potenza mondiale e a 1488 anni di salario minimo a Cuba?
8. L’Inter American Press Association, che raggruppa i grandi conglomerati di media privati, decise di nominarla vice presidente regionale per Cuba della commissione per la libertà di stampa e informazione. Qual è il suo stipendio mensile per questa posizione?
9. Lei è anche un corrispondente del quotidiano spagnolo El Pais. Qual è il suo stipendio mensile?
10. Quanti biglietti per il cinema, il teatro, quanti libri, mesi di affitto o pizze può permettersi a Cuba con il suo reddito mensile?
11. Come può pretendere di rappresentare i cubani quando si ha un tenore di vita che nessuno sull’isola può permettersi?
12. Come fa a connettersi a Internet se afferma che i cubani non hanno accesso a Internet?
13. Come può il suo blog può usare Paypal, il sistema di pagamento on-line, se ogni persona che vive a Cuba non può utilizzarlo a causa delle sanzioni economiche che vietano, tra le altre cose, l’e-commerce?
14. Come può disporre del diritto d’autore per il suo blog “Generazione Y © 2009 – Tutti i diritti riservati”, mentre nessun altro blogger cubano può fare lo stesso per le leggi del blocco?
15. Chi c’è dietro il desdecuba.net, sito il cui server è ospitato in Germania dalla società Cronos AG Regensburg registrato sotto il nome di Josef Biechele, che ospita anche siti web di estrema destra?
16. Come ha potuto fare la registrazione del dominio tramite l’azienda statunitense GoDady dato che lo vieta formalmente la legislazione (USA) sulle sanzioni economiche?
17. Il suo blog è disponibile in non meno di 18 lingue (inglese, francese, spagnolo, italiano, tedesco, portoghese, russo, sloveno, polacco, cinese, giapponese, lituano, ceco, bulgaro, olandese, finlandese, ungherese, coreano e greco). Nessun altro sito al mondo, tra cui quelli di importanti istituzioni internazionali come le Nazioni Unite, la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale, l’OCSE e l’Unione europea, dispone di tante versioni linguistiche. Né il sito web del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, né la CIA dispongono di una tale varietà. Chi finanzia le traduzioni?
18. Come è possibile che il sito che ospita il suo blog dispone di una larghezza di banda 60 volte superiore a quella che Cuba ha per tutti gli utenti Internet?
19. Chi paga per la gestione del flusso di oltre 14 milioni di visite al mese?
20. Hai più di 400.000 seguaci sul suo account Twitter. Solo un centinaio di loro risiedono a Cuba. Lei segue più di 80.000 persone. Lei dice “Twitto via sms senza accesso al web.” Come si possono seguire più di 80.000 persone senza accesso a Internet?
21. Il sito www.followerwonk.com di analizza il profilo dei seguaci di qualsiasi membro della comunità Twitter. Dal 2010 rivela un’attività impressionante di suoi account. A partire dal giugno 2010, si sono iscritti più di 200 account Twitter diversi ogni giorno, con punte che possono raggiungere i 700 account in 24 ore. Come riesce a eseguire tal prodezze?
22. Perché circa 50.000 dei suoi seguaci sono in realtà fantasmi o account inattivi? In effetti, degli oltre 400.000 profili @ yoanisanchez, 27.012 sono uova (profili senza foto) e 20.000 account hanno le caratteristiche di un fantasma in quanto ad attività presente nella rete (da zero a tre messaggi inviati dalla creazione dell’account ).
23. Come è possibile che molti account di Twitter non abbiano nessun seguace, seguono solo lei e hanno emesso solo 2.000 messaggi? E’ stato fatto forse per creare una popolarità fittizia? Chi ha finanziato la creazione di account fittizi?
24. Nel 2011, lei ha pubblicato 400 messaggi al mese. Il prezzo di un post a Cuba è di $ 1,25. Ha speso 6.000 dollari l’anno per l’utilizzo di Twitter. Chi ha pagato per questo?
25. Come è possibile che il presidente Obama le abbia rilasciato un’intervista, quando riceve centinaia di richieste da importanti mezzi di comunicazione in tutto il mondo?
26. Lei ha dichiarato pubblicamente di aver inviato al presidente Raúl Castro una richiesta di intervista dopo le risposte di Barack Obama. Tuttavia, il funzionario del capo della diplomazia degli Stati Uniti a Cuba, Jonathan D. Farrar afferma che lei non hai mai scritto a Raúl Castro: “Non si aspettava una risposta perché ha confessato di non haver mai inviato [domande] al presidente cubano”. Perché ha mentito?
27. Perché lei, così esplicita nel suo blog, nasconde i suoi incontri con i diplomatici degli Stati Uniti a La Habana?
28. Tra il 16 e il 22 settembre 2010, si è riunita in segreto nel suo appartamento con il Sottosegretario di Stato Bisa Williams durante la sua visita a Cuba, come rivelato nei documenti di Wikileaks. Perché mantenere un mantello di silenzio su questo incontro? Di che cosa avete parlato?
29. Michael Parmly, ex diplomatico statunitense a La Habana ha detto che si è riunito regolarmente con lei nella sua residenza personale, come indicato dai documenti riservati della SINA. In un’intervista, ha dichiarato la sua preoccupazione per la pubblicazione dei cablogrammi diplomatici americani da parte di Wikileaks: “Mi preoccuperebbe molto che le numerose conversazioni che ho avuto con Yoani Sanchez venissero pubblicate. Lei potrebbe pagarne le conseguenze per tutta la vita.” La domanda che viene subito in mente è: quali sono le ragioni per le quali lei potrebbe avere problemi con la giustizia cubana se le sue attività, come dice, rispettano il quadro della legalità?
30. Pensa ancora che “molti scrittori americani avrebbero meritato il Premio Nobel per la letteratura, piuttosto che Gabriel García Márquez “?
31. Pensate ancora che “la libertà di stampa era plurale e aperta, con programmi radiofonici di ogni tendenza politica” sotto la dittatura di Fulgencio Batista tra il 1952 e il 1958?
32. Lei ha detto nel 2010: “L’embargo è stato l’argomento perfetto per il governo cubano per mantenere l’intolleranza, il controllo e la repressione interna. Se le sanzioni venissero tolte domani, dubito che vedremmo gli effetti.” E’ ancora convinta che le sanzioni economiche non abbiano alcun effetto sul popolo cubano?
33. Lei condanna l’imposizione di sanzioni economiche contro Cuba?
34. Lei condanna la politica degli Stati Uniti che cerca un cambiamento di regime a Cuba, in nome della democrazia, pur sostenendo le peggiori dittature del Medio Oriente?
35. Lei è favorevole alla estradizione di Luis Posada Carriles, un esule cubano ed ex agente della CIA, responsabile di più di un centinaio di omicidi, che ha riconosciuto i suoi crimini e vive liberamente a Miami grazie alla protezione di Washington?
36. Lei è a favore del ritorno della base di Guantánamo che gli Stati Uniti occupano?
37. Lei è a favore della liberazione dei Cinque prigionieri politici cubani incarcerati negli Stati Uniti dal 1998 per infiltrare le organizzazioni terroristiche di esiliati cubani in Florida?
38. Vi sembra normale che gli Stati Uniti finanzino l’opposizione interna a Cuba per ottenere il “cambio di regime”?
39. Per voi, quali sono le conquiste della Rivoluzione cubana?
40. Quali interessi si nascondono dietro di lei?

Yoani Sánchez sotto attacco terroristico.
La IV Flotta invaderà il Brasile?

20-02-2013 - M. H. Lagarde http://cambiosencuba.blogspot.it/

La democrazia che Yoani Sánchez vuole per Cuba  è durata appena poche ore. Dopo essere stata ricevuta in Brasile al grido di "traditore, agente della CIA e Cuba sí Yankee no" che, curiosamente, ha chiamato insulti, la blogger cubana ha detto che era contenta di essi perché era la democrazia che ella desiderava per Cuba.

"Lasciando l'aeroporto, ho visto una dimostrazione di democrazia e pluralismo, perché c'era un gruppo di persone che volevano darmi il benvenuto e un altro gruppo che manifestava contro la mia presenza. Questo mi ha rallegrato perché pensavo che un giorno potremo fare lo stesso a Cuba", ha detto.

Ma la gioia é durata molto poco. Il giorno dopo, quando la blogger con la sua nuova area di portavoce del Dipartimento di Stato, si è detta contro l'embargo (come una buon agente yankee non dice blocco - posizione che di certo condividono un sacco di legislatori degli Stati Uniti che non per questo vogliono niente di buono per la Rivoluzione cubana), e i suoi detrattori sono risultati essere molti di più dei suoi seguaci fantasmi, la anche filologa, benché abbia mantenuto per tutto il tempo sul suo viso un sorriso forzato, ha perso il controllo delle parole.

La unica blogger milionaria  al mondo - la sua fortuna a colpi di ingiustificati premi ammonta a 7.812.500 pesos cubani - oltre a mentire spudoratamente e assicurare che nel suo piatto non aveva pomodori, improvvisamente, e molto in sintonia con l'ultimo pericolo che minaccia il paese che la paga, ha trasformato i democratici, del giorno prima, niente meno che in "terroristi".

"Le grida, gli insulti, era come se fossero stati orchestrati da terroristi", ha detto Sanchez a El Nuevo Herald, il giornale della mafia anticubana di Miami. "Io sono una persona pacifica, che lavora con il verbo, con la parola, non c'era il perché aver tanta aggressività".

Come se invece di verità i suoi nuovi "aggressori" l'avessero attaccata, come fanno di solito i suoi difensori e pubblicisti a Miami, con le bombe in hotel o omicidi mirati.

Per colmo la "intelligente" blogger  ha chiamato anche, coloro che rifiutavano elogiare la grossolana trama con cui giustifica il suo "lavoro", come "repressori". Qualcosa che è piuttosto sorprendente se si considera che gli organizzatori della tournée brasiliana della Sanchez hanno chiesto, dopo i  democratici insulti dei "terroristi", maggior sicurezza della polizia  per la "dissidente". Strano paradosso. Yoani Sanchez deve essere l'unica "dissidente" al mondo con protezione della polizia. Sarà che in Brasile i "terroristi", come  li chiama la sedicente "diplomatica popolare", reprimono la polizia? O sarà che i membri della Polizia Federale e Militare brasiliana sono, in quella nazione sudamericana, gli unici fan cu cui conta la famosa blogger?

La mercenaria cubana in realtà dovrebbe offendersi con coloro che l'hanno presa per i suoi lunghi capelli e le hanno fatto credere che il suo multi premiato personaggio di vittima arrogante potrebbe risultare credibile da qualche parte.

Se ciò che Yoani Sánchez vuole é che applaudano il suo decadente discorso controrivoluzionario, che ha già più di mezzo secolo, dovrebbe smettere d'ingannare gli "ingenui", della colletta su Internet, che pagano il biglietto aereo e limitare il suo tour mondiale di 80 giorni alla visita del ristorante Versailles a Miami o agli uffici di Langley.



tratto da :
immagini  da internet inserire da autori blog


mercoledì 13 febbraio 2013

Yoani Sanchez: un'altra "oppositrice" che finirà nella pattumiera della storia/ Otra “opositora” cubana que pasará al basurero de la historia



Yoani Sanchez: un'altra "oppositrice" che
finirà nella pattumiera della storia

13-02-2013  - Montesinos Patricio http://cambiosencuba.blogspot.it Tratto da Republica.es
 
La messa in vigore, da parte del governo cubano, di nuove misure migratorie che facilitano i viaggi all'estero dei suoi cittadini, tiene in scacco i "dissidenti" sull'isola caraibica, tutti ossessionati dal salire su un aereo, come la scandalosa blogger Yoani Sánchez e che si sono arricchiti col business della controrivoluzione.
Il dilemma, ora per questi "oppositori", è che sono rimasti senza i pretesti per denigrare il loro paese, ciò che han fatto per lungo tempo su ordine espresso degli USA e di alcuni dei suoi alleati in Europa, i cui governi li hanno finanziato per sovvertire l'ordine e cercare di distruggere la Rivoluzione nella più grande delle Antille.
Il dilemma dei mercenari assoldati da Washington e da diversi regimi europei, come la Spagna, è che se se ne vanno da Cuba, come ora possono liberamente fare, se gli consegnano i visti, perdono i "salari" dei loro padroni, e da presunte figure senza dubbio alcuno finirebbero nella tomba (del silenzio ndt).
Gli altamente sponsorizzati "dissidenti" della stampa internazionale di destra sanno bene che, poco dopo aver lasciato Cuba, sono disprezzati dai loro datori di lavoro, in quanto automaticamente non sono più strumenti interni per attaccare il paese caraibico.
La storia dei controrivoluzionari cubani ha molti esempi di come terminano le loro perverse storie. Qualcuno ricorderà il 'noto oppositore' e poeta Raul Rivero, che vive a Madrid, e che accaparrò i titoli dei grandi monopoli informativi? Nessuno oggi sa neppure se è vivo.
Altri al momento chiedono l'elemosina per le strade di Madrid o nelle città USA, e anche sono protagonisti di proteste pubbliche, di certo poco riportate dalla stampa, perché i loro ex padroni li hanno abbandonati al loro destino.
La blogger Yoani sa di queste esperienze e che i governi che l'hanno sponsorizzata finora, gli Stati Uniti e altri in Europa, sono attualmente di fronte a una grave crisi economica senza precedenti, che li limita a mantenere fuori da Cuba parassiti come lei.
Ha anche chiaro che deve risparmiare il denaro sporco guadagnato a costo di diffamare il suo popolo, e cercare fonti di finanziamento alternative in altri luoghi, come ad esempio nel prospero latino-america.
Non c'è da stupirsi che sia ben consapevole di una "colletta" che le stanno facendo in Brasile per recarsi al gigante sud americano, e naturalmente armare lì una campagna anti cubana, che sicuro sarà molto breve nel tempo quando conosceranno  la "famosa" blogger.
Il destino di Yoani non sarà diverso dal quello del poeta Rivero e molti altri annessionisti per soldi. Andrà ugualmente a finire nella pattumiera della storia, e vedremo allora come i suoi seguaci fantasmi in Twitter smetteranno di seguirla persino anche morire nelle reti sociali.

Yoani Sánchez: Otra “opositora” cubana que pasará al basurero de la historia

Por Patricio Montesinos

La puesta en vigor por el gobierno cubano de nuevas medidas migratorias que facilitan los viajes al exterior de sus ciudadanos, tiene en jaque a los “disidentes” en la isla caribeña, obsesionados todos por montarse en un avión, como la escandalosa bloguera Yoani Sánchez, y quienes se han enriquecido a costa del negocio de la contrarrevolución
El dilema ahora para esos “opositores” es que se han quedado sin pretextos para denigrar de su país, lo que han hecho durante mucho tiempo por orden expresa de Estados Unidos y algunos de sus aliados de Europa, cuyos gobiernos los han financiado para subvertir el orden y tratar de destruir la Revolución en la mayor de las Antillas.
La disyuntiva de los mercenarios al servicio de Washington y varios regímenes europeos, como el de España, es que si salen de Cuba, como ya lo pueden hacer libremente si les otorgan visados, pierden los “salarios” de sus amos, y de supuestas figuras pasarán sin duda alguna a la sepultura.
Los muy promovidos “disidentes” por la prensa derechista internacional conocen bien que, poco después de partir de Cuba, son despreciados por sus patronos, porque automáticamente dejan de ser instrumentos internos para agredir a la nación caribeña.
La historia de los contrarrevolucionarios cubanos tiene muchos ejemplos de cómo terminan sus perversas novelas. ¿Alguien recordará al “destacado opositor” y poeta Raúl Rivero, radicado en Madrid y quien acaparó primeras planas de los grandes monopolios de la información? Nadie sabe hoy siquiera si está vivo.
Otros actualmente piden limosnas en las calles de Madrid o en ciudades norteamericanas, e incluso protagonizan protestas públicas, por cierto poco difundidas por la prensa, porque sus antiguos amos los han abandonado a su suerte.
La bloguera Yoani sabe de esas experiencias, y que los gobiernos que la han patrocinado hasta ahora, Estados Unidos y otros de Europa, enfrentan en estos momentos una grave crisis económica sin precedentes, que les limita mantener fuera de Cuba a parásitos como ella.
Igual tiene claro que debe ahorrar el dinero sucio ganado a costa de difamar sobre su pueblo, y buscar fuentes de financiamiento alternativas en otros lares, como en la prospera Latinoamérica.
No por gusto está muy al tanto de una “recolecta” que le están haciendo en Brasil para viajar al gigante sudamericano, y por supuesto armar allí toda una campaña anticubana, que de seguro será muy corta en el tiempo cuando conozcan a la “afamada” bloguera.
El destino de Yoani, no será diferente al del poeta Rivero y muchos anexionistas por dinero. Pasará igual al basurero de la historia, y veremos entonces como sus seguidores fantasmas en twitter dejarán de seguirla hasta incluso morir en las redes sociales.

Tomado de Republica.es 
 





sabato 6 ottobre 2012

A proposito di Yoani, da latinoamerica di G.Minà - Yoani :riempe twitter di se…e non ha internet - Yoani :30 ore nelle prigioni di Castro?


A proposito di Yoani

http://www.giannimina-latinoamerica.it/ 06-10-2012

 

Abbiamo ricevuto dai nostri lettori, in queste ore, diverse lettere che chiedevano di sciogliere dubbi su Yoani Sanchez. L’ultima campagna di discredito contro Cuba che viene dopo la falsa notizia dell’epidemia di colera a Cuba e dopo la farsa dei reporter italiani fermati senza visto giornalistico, confermano l’esigenza degli Stati Uniti e di chi gli regge il gioco, di screditare la Rivoluzione sapendo che, fra pochi giorni, arriverà la 21° condanna dell’ONU agli Stati Uniti per l’embargo contro Cuba. Per quanto riguarda il lavoro che svolge la Sanchez a Cuba, abbiamo già scritto in molti numeri di Latinoamerica. Questa volta vi segnaliamo l’articolo uscito a maggio nel n. 118/119 della nostra rivista da Salim Lamrani, docente universitario alla Sorbona di Parigi e nostro collaboratore.
 Spulciando i cablo d’ambasciata resi pubblici da Wikileaks si è scoperto che la famosa intervista a Obama non era stata mai fatta. Che Raul Casto non aveva risposto perché non gli erano mai state mandate le domande. E poi altri gustosi dettagli sul lavoro della blogger de l’Avana, conosciuta in tutto il mondo tranne che a Cuba.
Prodigiosa Yoani riempe tewitter di se' ... enon ha internet
Di Salim Lamrani
Yoani Sánchez, famosa blogger cubana, è un personaggio molto particolare nell’ambiente della dissidenza cubana. Mai nessun oppositore ha ottenuto tanta esposizione mediatica né un riconoscimento internazionale così grande nel giro di poco tempo. Emigrata in Svizzera nel 2002, dopo due anni, nel 2004, ha deciso di rientrare a Cuba. Nel 2007 entra a far parte dell’opposizione cubana creando il suo blog Generación Y, e diventa un’irriducibile detrattrice del governo dell’Avana. Mai nessun dissidente a Cuba, e forse al mondo, ha ottenuto tanti riconoscimenti internazionali in così poco tempo, per di più con un particolare di non poco conto: a Yoani Sánchez è stato elargito così tanto denaro da consentirle di vivere tranquillamente a Cuba per il resto della sua vita. La blogger, infatti, è stata retribuita per un totale di 250.000 euro, un importo cioè pari a più di 20 anni di salario minimo in un paese come la Francia, quinta potenza mondiale. A Cuba il salario minimo mensile è di 420 pesos, pari a 18 dollari e a 14 euro, il che significa che Yoani Sánchez ha ottenuto, per la sua attività di oppositrice, l’equivalente di 1.488 anni di salario minimo cubano.
Yoani Sánchez intrattiene stretti rapporti con la diplomazia nordamericana a Cuba, come segnala un documento, classificato “segreto” per i dati sensibili in esso contenuti, proveniente dalla Sezione di interessi nordamericani (Sina). Michael Parmly, ex capo della Sina a L’Avana, che si riuniva regolarmente con Yoani Sánchez nella sua residenza diplomatica personale, come dimostrano i documenti riservati della Sina, ha esternato la sua preoccupazione in merito alla pubblicazione dei documenti diplomatici americani da parte di Wikileaks: “Mi darebbe molto fastidio se venissero divulgate le numerose conversazioni che ho avuto con Yoani Sánchez. Lei potrebbe pagarne le conseguenze per tutta la vita”. La domanda che sorge spontanea è la seguente: per quale motivo Yoani Sánchez sarebbe in pericolo se, come sostiene, le sue azioni rientrano nell’ambito della legalità?
Nel 2009 la stampa occidentale ha fortemente enfatizzato l’intervista che il presidente Barack Obama aveva concesso a Yoani Sánchez, fatto ritenuto assolutamente eccezionale. La Sánchez aveva anche riferito di avere mandato un elenco di domande simile al presidente cubano Raúl Castro, il quale non si era neanche degnato di risponderle. Eppure i documenti segreti della Sina, pubblicati da Wikileaks, smentiscono queste dichiarazioni.
Si è scoperto che, in realtà, è stato un funzionario della stessa rappresentanza diplomatica a L’Avana a farsi carico di elaborare le risposte per la dissidente, e non il presidente Obama. Fatto ancor più grave, Wikileaks ha rivelato che la Sánchez, contrariamente alle sue affermazioni, non ha mandato nessun elenco di domande a Raúl Castro. Il responsabile della Sina, Jonathan D. Farrar, ha confermato questi fatti in un dispaccio inviato al Dipartimento di Stato: “Lei non aspettava nessuna risposta, perché ha confessato di non averle mai [le domande] trasmesse al presidente cubano”.
L’account Twitter di Yoani Sánchez
Oltre al sito Generación Y, Yoani Sánchez ha anche un account Twitter dove vanta di avere più di 214mila seguaci (al 12 febbraio 2012). Solo 32 di loro risiedono a Cuba. Dal canto suo, la dissidente cubana segue più di 80 mila persone. Nel suo profilo la Sánchez si presenta così: “Sono una blogger, vivo a L’Avana e racconto la mia realtà in pezzi da 140 caratteri. Twitto via sms e non ho accesso al web”.
La versione di Yoani Sánchez è tuttavia poco credibile. È infatti assolutamente impossibile seguire più di 80 mila persone solo via sms o utilizzando una connessione settimanale da un albergo. Per ottenere un risultato del genere, è indispensabile avere l’accesso quotidiano alla rete.
La popolarità nel social network Twitter dipende dal numero di seguaci. Più numerosi sono, maggiore è la visibilità dell’account. Esiste anche una forte correlazione tra il numero di persone seguite e la visibilità del proprio account. La tecnica, che consiste nel seguire numerosi account, è di norma utilizzata per fini commerciali, oppure viene usata dai politici durante le campagne elettorali.
Il sito www.followerwonk.com permette di analizzare il profilo dei contatti di qualsiasi membro della comunità di Twitter. Lo studio del caso Yoani Sánchez è emblematico per diversi aspetti. Un’analisi dei dati dell’account Twitter della blogger cubana, che è stata realizzata attraverso il sito, rivela un’attività eccezionale dell’account di Yoani Sánchez a partire dal 2010. Così, da giugno 2010, la Sánchez si è registrata in oltre 200 diversi account Twitter ogni giorno, con picchi che sono arrivati addirittura a 700 account nelle 24 ore. A meno di passare ore e ore del giorno e della notte a fare solo quello, il che è piuttosto improbabile, è impossibile iscriversi a tutti quegli account in così poco tempo. Sembra quindi che tutto questo sia stato generato mediante un robot informatico.
Si scopre anche che quasi 50 mila contatti della Sánchez sono in realtà account fantasma o inattivi, che creano l’illusione che la blogger cubana goda di grande popolarità nei social network. Dei 214.063 contatti dell’account @ yoanisanchez, infatti, 27.012 sono privi di immagine e 20.000 hanno tutte le caratteristiche di account fantasma con attività inesistente nella rete (da zero a tre messaggi inviati dalla creazione dell’account).
Tra gli account fantasma che seguono Yoani Sánchez su Twitter, 3.363 non hanno nessun contatto e solo 2.897 seguono la blogger e altri due o tre account. Alcuni account inoltre hanno caratteristiche piuttosto strane: non hanno nessun seguace, seguono solo Yoani Sánchez e hanno inviato più di 2.000 messaggi.
Questa operazione, volta a creare una popolarità fittizia attraverso Twitter, è impossibile da realizzarsi senza un accesso a Internet. È necessario anche un supporto tecnologico e di conseguenza un budget adeguato. Secondo una ricerca effettuata dal quotidiano La Jornada, intitolata “Il cyber- trasporto, la nuova strategia adottata dai politici su Twitter”, su operazioni in cui erano coinvolti candidati alle presidenziali messicane, parecchie imprese statunitensi, asiatiche e latinoamericane offrono questo servizio di popolarità fittizia (“cyber-trasporto”) a prezzi elevati. “Per un esercito di 25.000 seguaci inventati su Twitter – sostiene la testata – si spendono fino a 2.000 dollari e per 500 profili fasulli per 50 persone si possono spendere tra i 12.000 e i 15.000 dollari.”
Yoani Sánchez manda in media 9,3 messaggi al giorno. Nel 2011 la blogger ha pubblicato circa 400 messaggi al mese. Il prezzo di un messaggio a Cuba è di 1 peso convertibile (Cuc), cioè un totale di 400 Cuc al mese. Il salario minimo a Cuba è di 420 pesos, circa 16 Cuc. Ogni mese quindi Yoani Sánchez spende l’equivalente di due anni di salario minimo cubano. In questo modo, da Cuba la blogger spende su Twitter una somma che corrisponde a 25.000 euro mensili, vale a dire 300.000 euro all’anno. Da dove provengono le risorse necessarie per queste attività?
È inevitabile che sorgano altre domande. Come può Yoani Sánchez seguire più di 80.000 account senza avere un accesso permanente a Internet? Come ha potuto iscriversi a circa 200 diversi account al giorno in media da giugno 2010, con picchi superiori ai 700? Quante persone seguono davvero le attività dell’oppositrice cubana in rete? Chi finanzia la creazione degli account fasulli? A quale scopo? Quali interessi si nascondono dietro alla figura di Yoani Sánchez?

Yoani Sánchez: 30 ore nelle
prigioni di Castro?
Il primo tweet di Yoani Sánchez, quando è stata rilasciata la scorsa notte, riferiva che era stata arrestata per più di 30 ore, e che aveva un sacco da raccontare. E lo ha fatto.
In una dichiarazione a El Pais, la blogger riconosce che non ha trascorso la notte in una cella, ma è stata portata in una casa, secondo quanto lei deduce,  la stessa dove lo spagnolo
Carromero passò le sue giornate. Vale a dire, una casa ben attrezzata del Ministero degli Interni a Bayamo.
Come se fosse poco, ci racconta che é stata trasferita a L'Avana in una carovana composta dal minibus, in cui viaggiava la coppia, pattuglie di polizia, jeep dell'esercito e agenti motorizzati, tutti al servizio della  blogger e del suo accompagnatore.
E ci aggiunge che Lopez Agustin, a quanto pare il conducente della multimilionaria e premiata blogger, é ritornato a L'Avana in un'altra carovana, in  cui viaggiava la macchina di Yoani Sanchez, che per il suo stato tecnico, non ha potuto fare il viaggio Bayamo-Avana ed è stata caricata su un rimorchio per il trasferimento sicuro nella capitale.
Come ho saputo, la coppia non ha dovuto pagare questi servizi VIP, che sono piuttosto costosi negli Stati Uniti, Spagna, Inghilterra, Francia e in altri paesi "democratici" e "libero".
Ha detto a El Pais di una colluttazione con funzionari del Ministero dell'Interno, un colpo alla testa e la perdita di un dente.
Per quanto mi riguarda, e già sapendo come funzionano questi scandali mediatici cucinati nella Sezione Interessi degli Stati Uniti all'Avana, mi sento di attendere che Yoani Sanchez mostri la sua bianca dentatura o qualche contrattempo con protesi dell'ultimo minuto.
Vi ricordo che al giungere alla sua abitazione in Piazza della Rivoluzione, a L'Avana, la blogger si lanciò in una corsa in presenza di vicini e famosi paparazzi de l'Havana.
Come è noto, la coppia viaggiò a Bayamo per montare uno spettacolo mediatico e disturbare il lavoro della giustizia nel caso dello spagnolo Angelo Carromero.
Dovrà aspettare.
Ciò suggerisce un avocado maturo e  uno show mediatico in cerca di nuovi seguaci su Twitter.

Yoani Sánchez: ¿30 horas en las mazmorras de Castro?
 El primer tuits de Yoani Sánchez cuando fue liberada anoche refería que había estado detenida más de 30 horas, y que tenía muchas cosas que contar. Y lo hizo.
En unas declaraciones a El País, la bloguera reconoce que no pasó la noche en una celda, sino que fue llevada a una casa, según ella infiere, la misma donde el español Carromero pasó sus días. Es decir, una vivienda bien equipada del Ministerio del Interior en Bayamo.
Como si fuera poco, nos cuenta que fue trasladada a La Habana en una caravana formada por el microbús en el que viajaba la pareja, patrullas policiales, jeeps del Ejército y agentes motorizados, todos al servicio de la bloguera y su acompañante.
Y nos agrega que Agustín López, al parecer el chofer de la multimillonaria y premiada bloguera, retornaba a La Habana en otra caravana, en la cual viajaba el auto de Yoani Sánchez, que por su estado técnico, no pudo hacer el viaje Bayamo-Habana y fue subido a un remolque para su traslado seguro a la capital del país.
Según he investigado, la pareja no tuvo que pagar estos servicios VIP, que son bien caros en Estados Unidos, España, Inglaterra, Francia y otros países "democráticos" y "libres".
Le contó a El País de un forcejeo con oficiales del Ministerio del Interior, un golpe en la cabeza y la pérdida de un diente.
Por mi parte, y conociendo ya cómo funcionan estos escándalos mediáticos cocinados en la Sección de Intereses Norteamericanos en La Habana, me siento a esperar a que Yoani Sánchez muestre su blanca dentadura o algún contratiempo con implantes de última hora.
Les recuerdo que al llegar a su edificio, en Plaza de la Revolución, en La Habana, la bloguera se lanzó a correr ante la presencia de vecinos y paparazzis famosos de La Habana.
Como se conoce, la pareja viajó a Bayamo para montar un espectáculo mediático e interrumpir la labor de la justicia en el caso del español Ángel Carromero.
Habrá que esperar.
Esto apunta a aguacates maduro y a show mediático en busca de nuevos seguidores en Twitter.

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