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lunedì 10 giugno 2013

Finanziatori di Capriles comprano giornale affiliato alla CIA - Financistas de Capriles compran diario afiliado a la CIA

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Finanziatori di Capriles comprano  giornale affiliato alla CIA
  
10.06.2013 - Jean-Guy Allard http://www.cubadebate.cu/

Il Diario Las Americas, di Miami, acquistato da
"investitori" venezuelani, guidati dal banchiere latitante Nelson Mezerhane,  è una vecchia dipendenza della CIA, il cui fondatore ha svolto mansioni di agente attivo dell'intelligence USA ed é sempre stato legato ai gruppi terroristici, di Miami, contro Cuba.

Il fondatore del Diario Las Americas, Horacio Aguirre Baca, è stato uno dei più attivi collaboratori del colonnello Jules Dubois, nell'operazione condotta dalla CIA per sequestrare la Società Interamericana della Stampa (SIP), tra il 1948 e il 1950. Suo figlio Alejandro garantiva, sin ora, la permanenza della collaborazione con il Dipartimento di Stato e le sue ramificazione occulte.

Il banchiere corrotto Mezerhane, ex proprietario del Banco Federal, del Venezuela, ed ex azionista della televisione privata Globovision, è ricercato dalla giustizia venezuelana come complice nell'omicidio del giovane procuratore Danilo Anderson che stava indagando il suo coinvolgimento nel colpo di stato contro il presidente Hugo Chavez.

Il principale promotore dell'acquisto del giornale di Miami, Mezerhane, ha coinvolto nella transazione il quotidiano di destra El Nacional, di Caracas, che s'incaricherà della "gestione editoriale" del giornale che sarà convertito nell'organo di propaganda e disinformazione antichavita all'estero.

Mezerhane, così come il giornalista Patricia Poleo, l'ex banchiere Eligio Cedeño, il generale traditore Eugenio Anez e l'ex magistrato Eladio Aponte Aponte, fa parte della rete di latitanti dalla giustizia venezuelana che Capriles Radonski privilegia nelle sue incursioni negli Stati Uniti dove trova una parte importante dei contributi ai multimilionari fondi della campagna.


VETERANO COLLABORATORE DELLA CIA
 Al momento dell'acquisto da parte di Mezerhane, la proprietà del Diario Las Americas continuava ad essere sotto il controllo di Horacio Aguirre, un avvocato di origine nicaraguense, mentre suo figlio era a capo della sua amministrazione.
Nato a New Orleans, Stati Uniti d'America, Aguirre è cresciuto in Nicaragua, dove la sua famiglia aveva rapporti con il dittatore Anastasio Somoza García, assassino del leader rivoluzionario Augusto César Sandino. Disaccordi con il dittatore lo hanno costretto all'esilio a Panama, con il fratello Francisco.
Poi entrambi sono andati negli Stati Uniti, dove si sono legati ai circuiti della destra di Miami, allora occupata dalla CIA e la sua gigantesca
JM/WAVE che gestiva la sua guerra terroristica contro la Cuba rivoluzionaria. Lì hanno fondato il quotidiano che è cresciuto tra i cubani associati alla dittatura di Fulgencio.
Uomo di fiducia dell'apparato yankee di controllo della stampa, Horacio Aguirre Baca ha lavorato con Jules Dubois, "Colonnello delle Orecchie Pelose" nel recupero della SIP, ed è stato assegnato al consiglio direttivo dell'organizzazione dal 1964 fino ad oggi. E' stato presidente di questa associazione e attualmente presiede il Comitato per gli Affari Internazionali. Anche suo figlio Alejandro ha occupato la presidenza di questo cartello mafioso della stampa.
In molte circostanze, Horacio Aguirre é stato parte delle operazioni della CIA in organizzazioni internazionali. Si racconta in note pubblicate dalla SIP, come nel 1978, trascorse "circa un mese presso l'Hotel Hilton di Parigi, lavorando dalle 8 alle 23:00" per attaccare l'Unione Sovietica ed i suoi alleati, in particolare contro Cuba, all' UNESCO.
"Il fatto è che mi é toccato il provvidenziale onore di essere stato in questa bella battaglia, uno strumento operativo fondamentale" ha confessato Aguirre in un discorso alla SIP.

UNA TRUPPA DI "COLLABORATORI"

Molti dei collaboratori, passati e presenti, del Diario Las Americas hanno direttamente o indirettamente  collaborato con i servizi segreti degli Stati Uniti in alcune occasioni o hanno effettuato un lavoro retribuito per conto di Radio e TV Martí, succursale dei servizi di propaganda del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti.
Pablo Alfonso, "illustre" editorialista de El Nuevo Herald, ha guadagnATO quasi 175mila dollari tra il 2001 e il 2006 per i suoi scritti contro Cuba. Una volta conosciuta la sua militanza a pagamento, ha scelto rifugiarsi nella grotta degli Aguirre.
L'editorialista e giornalista Ariel Remos è identificato con gruppo annessionista Unità Cubana, di Armando Perez Roura, ed il noto terrorista Antonio Calatayud che riunisce numerose organizzazioni che difendono l'uso del terrore contro Cuba.
Il caso più raro di collusione del giornale con la CIA è la  "storica" collaborazione ​​del terrorista Antonio Tang
Baez, residente in Canada, che confessa la sua appartenenza al gruppo terrorista, di Miami, Alfa 66, una creatura della CIA responsabile di una innumerevole serie di azioni criminali, che continua a mantenere uffici nel "downtown" di Miami.

EREDE DELL' "OPERA" DEL "CIA" AGUIRRE

Nelson Mezerhane che scomparve da Caracas rubando sette milioni di dollari, non ha smesso, da allora, di cospirare contro il governo bolivariano del Venezuela, legandosi con gli elementi più recalcitranti del mondo politico USA, in particolare con individui  identificati come noti collaboratori della chiamata comunità di intelligence.
Autentico truffatore che ha rovinato migliaia di venezuelani a cui ha rubato sfacciatamente i loro risparmi, ha ricevuto il più caloroso benvenuto da parte del Dipartimento di Stato i cui organi di sicurezza lo hanno reclutato per aggiungerlo ai suoi operativi pubblici o segreti contro il Venezuela.
Per stare il Diario Las Americas in una situazione disastrosa, sia amministrativamente che come vendite, Mezerhane e gli altri soci di Capriles Radonski, sono stati identificati come idonei eredi dell' "opera" di Horacio Aguirre, veterano combattente  della guerra sporca contro l'America Latina.
Financistas de Capriles compran diario afiliado a la CIA
 
Jean-Guy Allard http://www.cubadebate.cu/

El Diario Las Américas, de Miami, adquirido por “inversores” venezolanos, encabezados por el banquero prófugo Nelson Mezerhane, es una vieja dependencia de la CIA, cuyo fundador desempeñó tareas de agente activo de la inteligencia estadounidense y siempre se vinculó a los círculos terroristas de Miami contra Cuba.
El fundador del Diario Las Américas, Horacio Aguirre Baca, fue uno de los más activos colaboradores del coronel Jules Dubois, en la operación realizada por la CIA para secuestrar a la Sociedad Interamericana de Prensa (SIP), entre 1948 y 1950. Su hijo Alejandro garantizaba hasta ahora la permanencia de la colaboración con el Departamento de Estado y sus ramificaciones ocultas.
El banquero corrupto Mezerhane, ex dueño del Banco Federal, de Venezuela, y ex accionista del canal de televisión privado Globovisión, es requerido por la justicia venezolana como cómplice del asesinato del joven fiscal Danilo Anderson que investigaba su participación en el golpe de Estado contra el presidente Hugo Chávez.
El principal promotor de la compra del rotativo de Miami, Mezerhane, involucró en la transacción el diario derechista El Nacional, de Caracas, que se encargará de la “gestión editorial” del periódico que será convertido en órgano de propaganda y desinformación antichavista en el exterior.
Mezerhane, así como la periodista Patricia Poleo, el ex banquero Eligio Cedeño, el general traidor Eugenio Áñez y el ex magistrado Eladio Aponte Aponte, pertenece a la red de prófugos de la justicia venezolana que Capriles Radonski privilegia en sus incursiones en EEUU donde encuentra una importante parte de las contribuciones a su multimillonario fondo de campaña.

VETERANO COLABORADOR DE LA CIA

En el momento de la compra por Mezerhane, la propiedad del Diario Las Américas seguía bajo el control de Horacio Aguirre, un abogado de origen nicaragüense, mientras su hijo se encargaba de su administración.
Nacido en la Nueva Orleans, USA, Aguirre se crió en Nicaragua donde su familia mantenía relaciones con el dictador Anastasio Somoza García, asesino del líder revolucionario Augusto César Sandino. Discrepancias con el dictador lo forzó a exilarse a Panamá, con su hermano Francisco.
Ambos pasaron luego a Estados Unidos donde se vincularon a los circuitos derechistas de Miami, entonces ocupada por la CIA y su gigantesca estación JM/WAVE que llevaba su guerra terrorista contra la Cuba revolucionaria. Ahí fundaron el diario que creció entre los cubanos asociados a la dictadura de Fulgencio.
Hombre de confianza del aparato yanqui de control de la prensa, Horacio Aguirre Baca trabajó con Jules Dubois, “Coronel de las Orejas Peludas” en la recuperación de la SIP, y fue asignado a la junta directiva de la organización a partir de 1964 hasta hoy. Fue presidente de esta asociación y actualmente preside la Comisión de Asuntos Internacionales. Su hijo Alejandro también ocupó la presidencia de este cartel mafioso de la prensa.
En múltiples circunstancias, Horacio Aguirre fue parte de las operaciones de la CIA en organizaciones internacionales. Cuenta en notas publicadas por la SIP, como en 1978 se pasó “cerca de un mes en el Hilton de Paris, trabajando de las 8 am a las 11 pm” para atacar a la Unión Soviética y sus aliados, en especial contra Cuba, ante la UNESCO.
“El hecho es que a mí me tocó el honor providencial de haber sido en esta hermosa batalla, un instrumento operativo esencial”, confesó Aguirre en un discurso ante la SIP.

UNA TROPA DE “COLABORADORES”

Muchos de los colaboradores pasados y presentes del Diario Las Américas han colaborado directamente o indirectamente con los servicios de inteligencia estadounidense en algunas oportunidades o han ejecutado trabajo remunerado por cuenta de Radio y TV Martí, sucursales de los servicios de propaganda del Departamento de Estado de EEUU.
Pablo Alfonso, “ilustre” columnista de El Nuevo Herald, cobró casi 175.000 dólares entre 2001 y 2006 para sus escritos contra Cuba. Una vez conocido su militancia remunerada, escogió refugiarse en la cueva de los Aguirre.
El columnista y reportero Ariel Remos está identificado al grupo anexionista Unidad Cubana Unidad, de Armando Pérez Roura, y el connotado terrorista Antonio Calatayud que reúne a numerosas organizaciones que defienden el uso del terror contra Cuba.
El caso más raro de la colusión del periódico con la CIA es la colaboración “histórica” del terrorista Antonio Tang Báez, radicado en Canadá, que confiesa su pertenencia al grupo terrorista miamense Alpha 66, una criatura de la CIA responsable de un sinnúmero de acciones criminales, que sigue manteniendo oficinas en el “downtown” Miami.

HEREDERO DE LA “OBRA” DE “CIA” AGUIRRE

Nelson Mezerhane quien desapareció de Caracas robándose siete millones de dólares, no ha dejado desde entonces de conspirar contra el gobierno bolivariano de Venezuela, vinculándose con los elementos más recalcitrantes del mundo político norteamericano, notablemente con personajes identificados como connotados colaboradores de la llamada comunidad de inteligencia.
Auténtico estafador que arruinó a miles de venezolanos al robarles descaradamente sus ahorros, recibió la mejor de las acogidas del Departamento de Estado cuyos órganos de seguridad lo reclutaron para sumarle a sus operativos públicos o secretos contra Venezuela.
Al estar el Diario Las Américas en una situación desastrosa, tanto en lo administrativo como en sus ventas, Mezerhane y los demás socios de Capriles Radonski, fueron identificados como los herederos idóneos de la “obra” de Horacio Aguirre, veterano combatiente de la guerra sucia contra América Latina.


Tratto da :

Foto iniziale inserita da autore blog  siempre resistencia

sabato 27 aprile 2013

Stati Uniti : L'incongruenza di una politica / EE.UU. : La incongruencia de una política


Stati Uniti :
L'incongruenza di una politica

27.04.2013 - Arthur Gonzalez

Barack Obama dovrebbe annunciare, nei prossimi giorni, una serie di misure finanziarie, tra cui ulteriori tagli alla sicurezza sociale e ad altri programmi di benefici per la popolazione. Come compensazione propagandistica tornerà a proporre di alzare le tasse ai più ricchi.  Tra i tagli che colpiranno gran parte del popolo nord americano, ci sono la Social Security e Medicare, i programmi di assistenza federali.

Tuttavia, pur avendo problemi con il bilancio, mantiene l'assegnazione di 20 milioni di dollari all'anno per le azioni sovversive contro Cuba, che cercano di rovesciare la Rivoluzione socialista, ciò che non gli è riuscito nel suo precedente mandato né alle precedenti amministrazioni yankee, dal 1959, senza contare gli altri centinaia che sono mal spesi per le cosiddette radio e TV Martí che né si sentono né si vedono sull'isola, ciò che è più che comprovato dalla Sezione di Interessi degli Stati Uniti all'Avana, ma che soddisfa la mafia anticubana di
Miami e dà lavoro agli amici e famigliari di questa.

In altre parole, mentre il presidente Obama stringe la cinghia al suo popolo, allo stesso tempo regala soldi ai mercenari cubani perché si godano una bella vita senza lavorare, solo facendo due o tre attività per soddisfare i loro sponsor, ma non intaccando il processo rivoluzionario del popolo cubano.

Lo sa questa verità il popolo nord americano che soffre le conseguenze dei tagli nella sua assicurazione sanitaria? Ne dubito, questo è nascosto e non divulgato come dovrebbe essere dovuto dalla stampa "libera" nord americana. Al saperlo, sarebbero enormi le manifestazioni degli Occupanti di Wall Street.

    EE.UU. :
La incongruencia de una política
 
Arthur Gónzalez 


Barack Obama tiene previsto anunciar en los
próximos días varias medidas financieras, entre ellas más recortes a la seguridad social y a otros programas de prestaciones a la población. Como compensación propagandística, volverá a proponer elevarles los impuestos a los más ricos.
Entre los recortes que afectarán a gran parte del pueblo norteamericano, están la social security y el medicare, los programas de asistencia federales.
Sin embargo, a pesar de tener problemas con el presupuesto, mantiene la asignación de 20 millones de dólares anuales para acciones de subversión contra Cuba, que buscan derrocar a su Revolución socialista, algo que no ha logrado en su mandato anterior ni las anteriores administraciones yanquis desde 1959, sin contar otros cientos que se mal gastan en la llamada radio y TV Martí que ni se escuchan ni se ven en la Isla, lo que está más que comprobado por su Sección de Intereses en la Habana, pero complace a la mafiaa anticubana de Miami y le da empleo a los amigos y familiares de estos.
O sea, que mientras el presidente Obama le aprieta el cinturón a su pueblo, a la vez regala dinero a los mercenarios cubanos para que disfruten de una buena vida sin trabajar, solo haciendo dos o tres actividades para satisfacer a sus patrocinadores, pero que no hacen mella en el proceso revolucionario del pueblo cubano.
¿Sabrá esta verdad el pueblo norteamericano que sufre las consecuencias de los recortes de su seguridad médica? Lo dudo, esto se lo escamotean y no se divulga como es debido por la prensa “libre” norteamericana. De saberlo, serían enormes las manifestaciones de los Ocupantes de Wall Street.


Foto inserite da autore  blog siempreresistencia


domenica 20 maggio 2012

La mafia di Miami comanda in "Radio Martí" / La mafia de Miami comanda en “Radio Martí”




La mafia di Miami comanda in "Radio Martí"
20 maggio 2012 - Omar Perez Solomon

Come ai vecchi tempi, l'organizzazione terrorista Fondazione Nazionale Cubano Americana (FNCA) continua a dettare la politica editoriale della mal chiamata Radio Martì.
Lo scorso 10 maggio la mal chiamata Radio Marti ha trasmesso e pubblicato sul suo sito web, un editoriale di Carlos Garcia Perez, direttore dell'Office of Cuba Broadcasting (OCB) - che include Radio e TV Marti - dove attacca il cardinale Jaime Ortega Alamino, arcivescovo dell'Avana, apostrofandolo di lacchè del governo cubano.
Immediatamente, i dirigenti dell'emittente hanno ricevuto il sostegno della Fondazione Nazionale Cubano Americana, che in un comunicato ha dichiarato: "L'editoriale è mostra dell'obiettività, indipendenza di pensiero e credibilità che hanno raggiunto le trasmissioni di Radio/TV Martí durante la presente amministrazione. L'opinione editoriale espressa dal suo direttore in questa occasione ha compiuto completamente la sua missione".
Nel gennaio del 1982, prima dell'inizio delle trasmissioni dell'emittente, il presidente Ronald Reagan nominò la Giunta Direttiva della nuova impresa radiofonica, tra i cui membri c'erano milionari di estrema destra, funzionari della CIA e Jorge Mas Canosa, presidente della FNCA .
Nel settembre dello stesso anno, il Diario de Las Americas rese nota un'intervista che realizzò a Jorge Mas Canosa, che questa volta fu presentato non solo come presidente del Fondazione Cubano-Americana, ma anche come membro esecutivo della Commissione presidenziale di Radio Marti. L'intervistato affermò: "Io considero che questa sia una delle vittorie più importanti e rilevanti dell'esilio cubano che, purtroppo, ne ha avuto pochissime. Sono sicuro che Castro e i suoi seguaci hanno tremato di paura, ieri, quando hanno ricevuto la notizia che Radio Marti era stata approvata dal Comitato più ostile alla causa di una Cuba Libre in cui Fidel Castro ha il maggior numero di simpatizzanti (...) Penso che sia giusto e opportuno che i cubani liberi manifestino la nostra gratitudine al Presidente Reagan e al vicepresidente George Bush, con cui ci siamo incontrati con i dirigenti della Fondazione, lunedì scorso, e ci ha offerto tutto il suo sostegno e collaborazione, e con cui stetti fino all'ultimo minuto parlando con i senatori membri del Comitato".
Da quel momento l'intrusione della FNCA nella gestione e programmazione della stazione anticubana non ha smesso, grazie alla potenza finanziaria di questa organizzazione terroristica.
Come è accaduto in passato, il governo degli Stati Uniti si é tenuto lontano dalle irriverenze e attacchi contenuti nello scritto. Anche se il Dipartimento di Stato é il coordinando delle politiche delle trasmissioni dell'OCB a Cuba, il suo portavoce per gli affari emisferici, Neda Brown, ha espresso che "i suoi editoriali rappresentano le opinioni solamente della stazione".
Nel frattempo, Lynne Beh, portavoce della Giunta dei Governatori delle Trasmissioni (BBG), ha dichiarato che "i direttori di Radio e TV Martí possono esprimere pareri editoriali senza consultare un'autorità superiore e questo non implica che parlino a nome del Governo degli Stati Uniti".
Tuttavia, Phil Peters, esperto sul tema di Cuba del Lexington Institute di Washington, ha espresso al The Washington Post: "direi che ciò é equivalente ad una dichiarazione del governo degli Stati Uniti e che la gente può concludere, a torto o ragione, che questa è una posizione del governo degli Stati Uniti".
Senza dubbio, ancora una volta si dimostra manifestamente che la mafia di Miami comanda in "Radio Martí".
La mafia de Miami comanda en “Radio Martí”
Omar Pérez Salomón
Como en los viejos tiempos, la organización terrorista Fundación Nacional Cubano- Americana (FNCA) continúa dictando la política editorial de la mal llamada Radio Martí.
El pasado 10 de mayo la mal llamada Radio Martí transmitió y publicó en su página de Internet, un editorial firmado por Carlos García Pérez, director de la Oficina de Transmisiones a Cuba (OCB) – que incluye Radio y TV Martí - donde arremete contra el cardenal Jaime Ortega Alamino, arzobispo de La Habana, tildándolo de lacayo del gobierno cubano.
De inmediato los directivos de la emisora recibieron el respaldo de la Fundación Nacional Cubano Americana, que en un comunicado declararó: “El editorial es muestra de la objetividad, independencia de criterio y credibilidad que han ganado las transmisiones de Radio/TV Martí durante la presente administración. La opinión editorial expresada por su director en esta ocasión ha cumplido a cabalidad su misión”.
En enero de 1982, antes de que saliera al aire la estación, el presidente Ronald Reagan designó la Junta Directiva de la nueva empresa radial; entre sus miembros estaban millonarios de extrema derecha, funcionarios de la CIA y Jorge Mas Canosa, presidente de la FNCA.
En septiembre de ese año, el Diario de Las Américas daba a conocer una entrevista que realizó a Jorge Mas Canosa, a quien esta vez presentó no solo como presidente de la Fundación Cubano–Americana, sino también como miembro ejecutivo de la comisión presidencial de Radio Martí. El entrevistado aseveró: “Yo considero que esta es una de las victorias más importantes y trascendentales del exilio cubano que, lamentablemente, ha tenido muy pocas. Estoy seguro que Castro y sus secuaces temblaron ayer de miedo cuando recibieron la noticia de que Radio Martí había sido aprobada por el Comité más hostil a la causa de una Cuba Libre y en el que Fidel Castro cuenta con el mayor número de simpatizantes (…) Creo que es justo y oportuno que los cubanos libres manifestemos nuestra gratitud al presidente Reagan, y al vicepresidente George Bush, con quien nos reunimos los directores de la Fundación el lunes pasado, y nos brindó todo su apoyo y colaboración y quien estuvo hasta el último minuto hablando con los senadores miembros del Comité.”
A partir de ese momento la intromisión de la FNCA en la administración y programación de la emisora anticubana no ha cesado, gracias al poder financiero de esta organización terrorista.
Como ha sucedido en ocasiones anteriores, el gobierno de Estados Unidos guardó distancia de las groserías y ataques contenidos en el escrito. A pesar de que el Departamento de Estado es el coordinador de las políticas de las transmisiones de la OCB a Cuba, su portavoz de asuntos hemisféricos, Neda Brown, expresó que, “sus editoriales representan las opiniones de las emisoras solamente”.
Por su parte, Lynne Well, portavoz de la Junta de Gobernadores de Transmisiones (BBG, por sus siglas en inglés), declaró que “los directores de Radio y TV Martí pueden emitir comentarios editoriales sin consultar una autoridad superior y esto no implica que hablen en nombre del Gobierno de Estados Unidos”.
No obstante, Phil Peters, experto en el tema Cuba del Instituto Lexington, en Washington, expresó a The Washington Post: “yo diría que esto es equivalente a una declaración del gobierno de EEUU y que la gente puede concluir, con o sin razón, que esta es una posición del gobierno de EEUU”.
Sin dudas, nuevamente se pone de manifiesto que la mafia de Miami manda en “Radio Martí”.

       OBAMA  PARLA DAL PULPITO DELLA MAFIA CUBANA A MIAMI

mercoledì 8 febbraio 2012

Aggressioni USA a CUBA-"Radio Martí": l'impotenza della potenza/Radio Martí”: la impotencia de la potencia"




"Radio Martí": l'impotenza della potenza
7 febbraio 2012 - Omar Perez Solomon http://lapupilainsomne.jovenclub.cu/

Uno dei disegni di legge che più preparazi one, analisi e discussione hanno avuto alla Camera e Senato degli Stati Uniti è senza dubbio quello presentato, nei primi anni '80 del secolo scorso, che prevedeva la creazione, finanziamento e gestione da parte del governo USA di una stazione radio destinata a trasmettere esclusivamente verso Cuba.
Lo stesso presidente Ronald Reagan firmò l'ordine esecutivo 12323, il 22 settembre 1981, con il quale creava la "Commissione Presidenziale per la Radiodiffusione verso Cuba" che aveva come scopo di analizzare la creazione di un nuovo "servizio radio" specificatamente diretto verso Cuba. Va notato che uno dei suoi membri era Jorge Mas Canosa, presidente dell'organizzazione controrivoluzionaria e terrorista Fondazione Nazionale Cubano Americana.
I progetti di legge presentati furono trattati da diversi sottocomitati e comitati di entrambe le camere, durante l'anno 1982, che convocarono numerose audizioni pubbliche in cui relazionarono esperti di programmazione radio, politiche internazionali, ingegneria, membri di varie associazioni delle emittenti, insieme a funzionari del governo degli Stati Uniti.
Nel maggio 1985, dopo un tortuoso cammino di controversie giuridiche formali, vi fu l'avvento della stazione radio anticubana con il nome dell'apostolo dell'indipendenza di Cuba, materializzando una nuova aggressione alla sovranità dello spazio radioelettrico cubano.
Hanno pensato che queste trasmissioni sarebbero state efficaci come quelle fatte da Radio Europa Libera e Radio Libertà ai paesi dell'Europa orientale, nel senso di promuovere la sovversione politico ideologica per distruggere la Rivoluzione cubana.
Dopo quasi 27 anni di fallimentari trasmissioni della mal denominata Radio Marti verso Cuba da parte di cinque amministrazioni degli Stati Uniti, si mostra manifesta l'impotenza della potenza più poderosa del mondo, a realizzare i suoi obiettivi imperiali in relazione a Cuba. Tale è l'arroganza che ignorano i ripetuti richiami al governo di Washington da parte dell'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni, un'agenzia delle Nazioni Unite.
In questi giorni, la Conferenza Mondiale delle Radiocomunicazioni, tenutasi a Ginevra, ha ribadito che gli Stati Uniti violano le norme, a cui sono soggetti, per invadere il territorio cubano con radiofrequenze inviate da un aereo, che interferiscono con canali televisivi e frequenze radio a onde medie e FM che sono in servizio nell'isola.
L'impiego di aerei per le trasmissioni illegali è una delle azioni più provocatorie e pericolose. Una misura come questa è stata presa, in precedenza, in situazioni di guerra, come Vietnam e Iraq, e significa una chiara violazione della sovranità cubana.
Le trasmissioni di "Radio e TV Martí" da un aereo cominciarono nell'agosto 2004 sino ai nostri giorni, spendendo una notevole quantità di denaro dei contribuenti statunitensi. Ogni emissione contro Cuba costa più di 100000 $. Tali emissioni sono finanziate con un budget approvato dal Congresso, USA, che quest'anno fiscale prevede più di 30 milioni di $.
In oltre cinque decenni, le sanzioni e le restrizioni economiche contro Cuba sono state accompagnate da operazioni diversive e iniziative per creare, finanziare e gestire una quinta colonna contro l'ordine costituzionale cubano.
L'emissione di trasmissioni radio e televisive verso Cuba dal territorio degli Stati Uniti, che oggi raggiunge più di 2000 ore settimanali di programmazione anticubana, compresi interventi che invocano atti terroristici, è stata una vera e propria guerra in ordine tecnico, diplomatico e di intelligence, in cui la potenza imperiale ne ha fatto le spese, dal momento che, ogni giorno, si neutralizza il segnale televisivo del nemico nelle sue diverse forme e si mantiene un basso profilo di ricezione della RM.
Forse è per questo che l'attuale amministrazione di Barack Obama insiste nell'incrementare queste trasmissioni, nonostante le accuse della Conferenza Mondiale delle Radiocomunicazioni.

Radio Martí”: la impotencia de la potencia
7 febrero, 2012 (Origina espanol)
Omar Pérez Salomón

Uno de los proyectos de ley que más preparación, análisis y discusión ha tenido en la Cámara y Senado norteamericano es sin dudas el presentando a principio de los años 80 del siglo pasado, que contemplaba la creación, financiamiento y operación por parte del gobierno de Estados Unidos, de una estación de radio destinada a transmitir exclusivamente hacia Cuba.
El propio presidente Ronald Reagan firmó la orden ejecutiva 12 323, el 22 de septiembre de 1981, mediante la cual creaba la “Comisión Presidencial para la Radiodifusión hacia Cuba”, la que tendría como objetivo analizar la creación de un nuevo “servicio radial” dirigido específicamente a Cuba. Habría que destacar que uno de sus miembros era Jorge Mas Canosa, presidente de la organización contrarrevolucionaria y terrorista, Fundación Cubano Americana.
Los proyectos de ley presentados fueron tratados por varios subcomités y comités de ambas cámaras durante todo el año 1982, los cuales convocaron a numerosas audiencias públicas en las que declararon expertos en programación radial, relaciones políticas internacionales, ingeniería, integrantes de las distintas asociaciones de radiodifusores, junto a funcionarios de la administración norteamericana.
En mayo de 1985, luego de un torcido camino de formales disputas legislativas, tiene lugar el advenimiento de la emisora anticubana con el nombre del apóstol de la independencia de Cuba, materializándose una nueva agresión a la soberanía del espacio radioeléctrico cubano.
Pensaron que estas transmisiones tendrían la misma efectividad que las realizadas por Radio Europa Libre y Radio Libertad a los países de Europa del Este, en el sentido de favorecer la subversión político ideológico para destruir la Revolución Cubana.
Luego de casi 27 años de fracasadas transmisiones de la mal llamada Radio Martí hacia la mayor de las Antillas, por parte de cinco administraciones norteamericanas, se pone de manifiesto la impotencia de la potencia más poderosa del planeta, para cumplir sus objetivos imperiales con relación a Cuba. Es tanta la soberbia, que desconocen las reiteradas llamadas de atención realizadas al gobierno de Washington por la Unión Internacional de Telecomunicaciones, organismo de la ONU.
Por estos días, la Conferencia Mundial de Radiocomunicaciones, que se celebra en Ginebra, ha reafirmado que Estados Unidos viola las normas a las que está sujeta por invadir el territorio cubano con frecuencias radioeléctricas enviadas desde aeronaves, que interfieren canales de televisión y frecuencias de radio en ondas medias y FM que se encuentran en servicio en la isla.
El despliegue de aviones para las trasmisiones ilegales constituye una de las acciones más provocativas y peligrosas. Una medida como esta solo se ha tomado anteriormente durante situaciones de guerra, como Viet Nam e Irak, y significa una clara violación de la soberanía cubana.
Las transmisiones de “Radio y TV Martí” desde una aeronave comienzan en agosto de 2004 y llegan a nuestros días, gastando una cifra considerable de dinero de los contribuyentes norteamericanos. Cada emisión contra Cuba cuesta más de 100 000 dólares. Tales emisiones son sufragadas con un presupuesto aprobado por el Congreso estadounidense, que este año fiscal prevé más de 30 millones de dólares.
A lo largo de más de cinco décadas, las sanciones y restricciones económicas contra Cuba han estado acompañadas de operaciones diversionistas e iniciativas para crear, financiar y dirigir una quinta columna contra el orden constitucional cubano.
La emisión de señales de radio y televisión hacia Cuba desde territorio norteamericano, que hoy alcanza más de 2 000 horas semanales de programación anticubana, incluidas alocuciones que convocan actos terroristas, ha sido una verdadera guerra en los órdenes técnico, diplomático y de inteligencia, donde la potencia imperial ha llevado la peor parte, pues se neutraliza cada día la señal de la televisión enemiga en sus distintas variantes y se mantiene en un bajo perfil la recepción de la RM.
Quizás por eso la actual administración de Barack Obama se empecina en incrementar estas transmisiones, a pesar de las acusaciones de la Conferencia Mundial de Radiocomunicaciones.