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domenica 21 settembre 2014

Castiglion della Pescaia (GR) 20/09/014 : militanti antifascisti e internazionalisti ricordano lo scrittore Partigiano "Italo Calvino".



Il 20 settembre 2014  presso il cimitero di Castiglion della Pescaia (GR) in alta  Maremma Toscana : una delegazione rappresentante  Rifondazione Comunista di Piombino, Campiglia M.ma, Follonica, Castiglion della Pescaia, gli Amici di Cuba  gruppo“ Italo Calvino” il Circolo Bolivariano “Alessio Martelli” Piombino, il Movimento alta Maremma libertà per i Cinque Eroi  cubani, con l’adesione di ANPI  di Piombino e Follonica e con la presenza del Presidente del consiglio Comunale di Castiglion della Pescaia, ha ricordato lo scrittore “ Resistente “Italo Calvino e i valori della Resistenza a cui era legato e conosciuto come il partigiano   “Santiago”, alcuni attimi prima della commemorazione con un veloce scambio di idee sono state gettate le basi per organizzare iniziative concrete in occasione del 30° anniversario del morte nel 2015,  iniziative che dovranno venire alla luce con la partecipazione dell’amministrazione Comunale di Castiglion della Pescaia  (GR) e  l’ambasciata di Cuba in Italia, non deve essere  mai dimenticato che Calvino nacque a Cuba a Santiago de Las Vegas a l’Avana,  Il governo Cubano  è un sostenitore della figura e del pensiero di Italo Calvino, tanto che  il 2013 è stato  a lui dedicato , ...infatti è stato ricordato  nelle scuole e in numerose iniziative in tutta l’isola caraibica. Ricordare Calvino vuol dire salvaguardare la memoria storica  e diffondere i valori della Resistenza, la unica  forma positiva che durante la seconda guerra mondiale riuscì a ridare un poco di dignità a una Italia complice nella morte di più di 50.000.000 di persone.

*****
Ecco "Oltre il ponte", un canto scritto da Calvino e musicato da Sergio Liberovici mezzo secolo fa, nel 1959.

Per Calvino è  un tentativo di tramandare alle nuove generazioni la speranza di un «avvenire più umano, e più giusto, più libero e lieto» lo rende più che mai attuale. Nelle parole di “oltre il ponte” Calvino rievoca il tempo della Resistenza, del suo impegno e quello di tanti giovani per liberare il proprio Paese dal nazifascismo, con la nostalgia dolce-amara dell’ingenuo manicheismo tipico dei giovani.

Oltre il Ponte

O ragazza dalle guance di pesca
o ragazza dalle guance d’aurora
io spero che a narrarti riesca
la mia vita all’età che tu hai ora.
Coprifuoco, la truppa tedesca
la città dominava, siam pronti:
chi non vuole chinare la testa
con noi prenda la strada dei monti.

Avevamo vent’anni e oltre il ponte
oltre il ponte ch’è in mano nemica
vedevam l’altra riva, la vita
tutto il bene del mondo oltre il ponte.
Tutto il male avevamo di fronte
tutto il bene avevamo nel cuore
a vent’anni la vita è oltre il ponte
oltre il fuoco comincia l’amore.

Silenziosa suglia aghi di pino
su spinosi ricci di castagna
una squadra nel buio mattino
discendeva l’oscura montagna.
La speranza era nostra compagna
a assaltar caposaldi nemici
conquistandoci l’armi in battaglia
scalzi e laceri eppure felici.

Avevamo vent’anni e oltre il ponte
oltre il ponte ch’è in mano nemica
vedevam l’altra riva, la vita
tutto il bene del mondo oltre il ponte.
Tutto il male avevamo di fronte
tutto il bene avevamo nel cuore
a vent’anni la vita è oltre il ponte
oltre il fuoco comincia l’amore.






Foto della iniziativa del 20/09/2014












Foto PRC Piombino, PRC Follonica



sabato 21 settembre 2013

ITALO CALVINO commemorato a Castiglion della Pescaia (GR) da associazioni e partiti di Piombino – Elba, Follonica , Monterotondo M.Mo, Alta Maremma e Colline Metallifere/Qualsiasi cosa cerchi di scrivere * di Italo Calvino Pensando a Che Guevara



Associazioni  e partiti di Piombino – Elba, Follonica , Monterotondo M.Mo, Alta Maremma e Colline Metallifere Hanno ricordato Italo Calvino a Castiglione della Pescaia (GR)



Il 19 settembre in occasione del 28 ° anniversario della morte di Italo Calvino rappresentanti  antifascisti e militanti internazionalisti  dell’ Alta Maremma si sono  recati  presso il cimitero Comunale di Castiglione della Pescaia (GR) per ricordare l’ultimo grande autore del ’900, il partigiano  “Santiago”della 2a divisione d’assalto “Garibaldi”  Felice Cascione che operava nelle Alpi Marittime.  Calvino, cresciuto con un pensiero  Anarco-comunista, grazie all’esperienza partigiana, consolidò una già radicata e profonda consapevolezza di se stesso e della realtà che lo circondava che contribuì, insieme all’entusiasmo che lo accompagnava, a determinare la sua formazione umana, politica e letteraria.

Anche dopo la rottura con il PCI nell’agosto 1957 per i fatti d’Ungheria rimase legato alla sinistra e  in una lettera scrisse “…..non rinnego il passato, vorrei rivolgere un saluto anche ai compagni più lontani dalle
mie posizioni che rispetto come combattenti anziani e valorosi, al cui rispetto, nonostante le opinioni diverse, tengo immensamente e a tutti; e a tutti i compagni lavoratori, alla parte migliore del popolo italiano dei quali continuerò a considerarmi il compagno.”


Italo Calvino nacque a Santiago de Las Vegas all’Avana Cuba nel 1923 , paese che sempre ha tenuto nel cuore. Nel 1964 vi tornò per sposarsi all’Avana con
argentina Esther Judit Singer detta” Chichita “e, in quell’occasione, fu invitato a far parte della giuria del Premio letterario Casa Las Americas. Lì conobbe e fece amicizia con il Comandante  Ernesto Che Guevara, allora Ministro dell’industria cubana. Quando nel 1967  in Bolivia il” CHE” fu ucciso, per ricordarlo, gli dedicò la bellissima lettera : *“Qualsiasi cosa cerchi di scrivere…….”,che in Italia fu diffusa solo nel 1998. Sempre nel 1964 si attivò per
co-fondare l’associazione amicizia Italia Cuba, ma già nel 1961 era presente a sostenere  Aldo Capitini nella  1a edizione della marcia pacifista Perugia-Assisi.



Nel 1995, nel decennale della sua morte, la figlia Giovanna Calvino fu contattata dalle autorità cubane al fine di inaugurare, nel 1996, una grande lapide-ricordo nella casa natale di Italo Calvino, nel Giardino Botanico di Santiago de las Vegas, alla periferia dell'Avana. In tale occasione a Cuba sorse il comitato "Pro-Fondazione-Calvino". Tale istituzione nel 1996 dette vita al Premio Letterario Biennale Cubano Italo Calvino, riservato a
giovani talenti cubani, per teatro, poesia, narrativa e saggistica. Entrambi i suddetti Premi (in Italia e a Cuba)
sono tuttora esistenti. Nel 2000 (ma anche nel 2003, 80º anniversario della sua nascita) nel Castello del Morro dell'Avana, il governo cubano ha esposto una mostra fotografica bilingue (italo-spagnola) dedicata alla vita di Italo Calvino, il governo Cubano ha dichiarato l'anno 2013 "Anno di Italo Calvino a Cuba", in occasione della sua "Fiesta del 90º compleanno".



A ricordare Italo Calvino con un omaggio floreale  erano presenti  esponenti  in rappresentanza di :



PRC Piombino-isola D’Elba, , PCL Follonica, ANPI 
Monterotondo  Mmo.- Montieri, Comune di Monterotondo M.mo (gr) ,CSIAM (centro solidarietà  internazionalista Alta Maremma), C.lo Bolivariano alta Maremma “Alessio Martelli”,  Amici di  Cuba gruppo  “Italo Calvino”Piombino Val di Cornia, Coordinamento alta Maremma per la libertà dei cinque eroi Cubani.



Si ringraziano tutti i partecipanti, un grazie particolare al Sindaco di Monterotondo  M.mo (GR) che è stato parte attiva dell’iniziativa .

Nei prossimi anni gli organizzatori cercheranno di ampliare la presenza

a questa importante ricorrenza, che oltre a rendere omaggio ad un grande letterato del ‘900, è anche  un modo per salvare la nostra memoria storica.

Si ringrazia il  Granma internacional curato da Gioia Minuti e anche Gianfranco Ginestri con cui speriamo di collaborare per il 2014

 
Qualsiasi cosa cerchi di scrivere *

di Italo Calvino

Pensando a Che Guevara

Lettera scritta da Calvino nel 1967 quando ha avuto notizia della morte di Ernesto Che Guevara, in Italia il documento è apparso solo nel 1998



Qualsiasi cosa io cerchi di scrivere per esprimere la mia ammirazione per Ernesto Che Guevara, per come visse e per come morì, mi pare fuori tono. Sento la sua risata che mi risponde, piena d'ironia e di commiserazione. Io sono qui, seduto nel mio studio, tra i miei libri, nella finta pace e finta prosperità dell'Europa, dedico un breve intervallo del mio lavoro a scrivere, senza alcun rischio, d'un uomo che ha voluto assumersi tutti i rischi, che non ha accettato la finzione d'una pace provvisoria, un uomo che chiedeva a sè e agli altri il massimo spirito di sacrificio, convinto che ogni risparmio di sacrifici oggi si pagherà domani con una somma di sacrifici ancor maggiori.

Guevara è per noi questo richiamo alla gravità assoluta di tutto ciò che riguarda la rivoluzione e l'avvenire del mondo, questa critica radicale a ogni gesto che serva soltanto a mettere a posto le nostre coscienze.

In questo senso egli resterà al centro delle nostre discussioni e dei nostri pensieri, così ieri da vivo come oggi da morto. E' una presenza che non chiede a noi né consensi superficiali né atti di omaggio formali; essi equivarrebbero a misconoscere, a minimizzare l'estremo rigore della sua lezione. La "linea del Che" esige molto dagli uomini; esige molto sia come metodo di lotta sia come prospettiva della società che deve nascere dalla lotta. Di fronte a tanta coerenza e coraggio nel portare alle ultime conseguenze un pensiero e una vita, mostriamoci innanzitutto modesti e sinceri, coscienti di quello che la "linea del Che" vuol dire -una trasformazione radicale non solo della società ma della "natura umana", a cominciare da noi stessi- e coscienti di che cosa ci separa dal metterla in pratica.

La discussione di Guevara con tutti quelli che lo avvicinarono, la lunga discussione che per la sua non lunga vita (discussione-azione, discussione senz'abbandonare mai il fucile), non sarà interrotta dalla morte, continuerà ad allargarsi. Anche per un interlocutore occasionale e sconosciuto (come potevo esser io, in un gruppo d'invitati, un pomeriggio del 1964, nel suo ufficio del Ministero dell'Industria) il suo incontro non poteva restare un episodio marginale. Le discussioni che contano sono quelle che continuano poi silenziosamente, nel pensiero. Nella mia mente la discussione col Che è continuata per tutti questi anni, e più il tempo passava più lui aveva ragione.

Anche adesso, morendo nel mettere in moto una lotta che non si fermerà, egli continua ad avere sempre ragione.

* ottobre 1967
inizio commemorazione 19 settembre 2013 Cimitero Castiglion della Pescaia-Gr

 Rappresentanza Prc Federazione  Piombino-Isola- D'elba
Rappresentanza PCL Follonica colline metallifere

 Sempre e comunque antifascisti

membri  del Circolo Bolivariano Alta Maremma "Alessio Martelli" con il Sindaco Monterotondo M.mo (gr)-( bandiera non conforme ma unica disponibile)

sabato 9 marzo 2013

50 verità su Hugo Chávez e la Rivoluzione Bolivariana


50 verità su Hugo Chávez e la 

Rivoluzione Bolivariana

Salim Lamrani*
Il Presidente Hugo Chávez, scomparso il 5 marzo 2013 a causa di un cancro, a 58 anni, ha segnato per sempre la storia del Venezuela e dell’America Latina.
1. Mai nella storia dell’America Latina un leader politico aveva raggiunto una legittimità democratica così incontestabile. Dal suo arrivo al potere, nel 1999, ci sono state 16 elezioni in Venezuela. Hugo Chávez ne ha vinte 15, fra cui l’ultima il 7 ottobre 2012. Ha sempre sconfitto i suoi rivali con uno scarto fra i 10 e i 20 punti.
2. Tutti gli organismi internazionali, dall’Unione Europea fino all’Organizzazione degli Stati Americani, passando per l’Unione delle Nazioni Sudamericane e il Centro Carter, si sono dimostrate unanimi nel riconoscere la trasparenza degli scrutini.
3. James Carter, ex presidente degli Stati Uniti, ha perfino dichiarato che il sistema elettorale del Venezuela era “il migliore al mondo”.
4. L’universalizzazione dell’accesso all’istruzione instaurata nel 1998 ha avuto risultati eccezionali. Circa un milione e mezzo di venezuelani hanno imparato a leggere e scrivere grazie alla campagna di alfabetizzazione denominata Missione Robinson I.
5. Nel dicembre del 2005, l’UNESCO ha dichiarato che era stato sradicato l’analfabetismo in Venezuela.
6. Il numero di bambini scolarizzati è passato da 6 milioni nel 1998 a 13 milioni nel 2011, e il tasso di scolarizzazione è adesso del 93,2%.
7. La Missione Robinson II è stata lanciata per portare la popolazione nel suo insieme al raggiungimento del livello di istruzione secondario. Così il tasso di scolarizzazione nella scuola secondaria è passato dal 53,6% nel 200 al 73,3% nel 2011.
8. Le missioni Ribas e Sucre hanno permesso a decine di migliaia di giovani adulti di intraprendere studi universitari. Così il numero di studenti è passato da 895.000 nel 2000 a 2,3 milioni nel 2011, con la creazione di nuove università.
9. Per quanto riguarda la sanità, si è creato il Sistema Pubblico Nazionale (Sistema Público Nacional de Salud) per garantire l’accesso gratuito alle cure mediche a tutti i venezuelani. Fra il 2005 e il 2012 si sono creati 7.873 presidi medici in Venezuela.
10. Il numero di medici è passato da 20 per 100.000 abitanti nel 1999 a 80 per 100.000 abitanti nel 2010, ovvero un aumento del 400%.
11. La Missione Barrio Adentro I ha permesso di realizzare 534 milioni di consultazioni mediche. Circa 17 milioni di persone hanno potuto essere visitate, mentre nel 1998 meno di 3 milioni di vite avevano accesso regolare alla sanità. Si sono salvate 1,7 milioni di vite fra il 2003 e il 2011.
12. Il tasso di mortalità infantile è passato dal 19,1 per mille nel 1999 al 10 per mille nel 2012, ovvero una riduzione del 49%.
13. L’aspettativa di vita è passata da 72,2 anni nel 1999 a 74,3 anni nel 2011.
14. Grazie all’Operación Milagro, lanciata nel 2004, 1,5 milioni di venezuelani affetti da cataratte o altre patologie oculari hanno recuperato la vista.
15. Dal 1999 al 2011 il tasso di povertà è passato dal 42,8% al 26,5%, il tasso di povertà estrema dal 16,6% nel 1999 al 7% nel 2011.
16. Nella classifica dell’Indice di Sviluppo Umano del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, il Venezuela è passato dall’ottantatreesimo posto nell’anno 2000 (0,656) al settantatreesimo posto nel 2011 (0,735), ed è entrato nella categoria delle nazioni con un indice di sviluppo umano elevato.
17. Il coefficiente GINI, che permette di calcolare la disuguaglianza in un paese, è passato dallo 0,46 nel 1999 allo 0,39 nel 2011.
18. Secondo il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, il Venezuela mostra il coefficiente GINI più basso dell’America Latina, essendo il paese della regione dove c’è meno disuguaglianza.
19. Il tasso di denutrizione infantile si è ridotto del 40% dal 1999.
20. Nel 1999, l’82% della popolazione aveva accesso all’acqua potabile. Ora è il 95%.
21. Durante la presidenza di Chávez, la spesa sociale è aumentata del 60,6%.
22. Prima del 1999, solo 387.000 anziani ricevevano una pensione. Ora sono 2,1 milioni.
23. Dal 1999 si sono costruite 700.000 alloggi in Venezuela.
24. Dal 1999, il governo ha consegnato più di un milione di ettari di terra ai popoli aborigeni del paese.
25. La riforma agraria ha permesso a decine di migliaia di agricoltori di essere padroni della propria terra. In totale, si sono distribuiti più di tre milioni di ettari.
26. Nel 1999, il Venezuela produceva il 51% degli alimenti che consumava. Nel 2012 la produzione è del 71%, mentre il consumo di alimenti è aumentato dell’81% dal 1999. Se il consumo del 2012 fosse simile a quello del 1999, il Venezuela produrrebbe il 140% degli alimenti consumati a livello nazionale.
27. Dal 1999, le calorie consumate dai venezuelani sono aumentate del 50% grazie alla Misión Alimentación, che ha creato una catena di distribuzione di 22.000 magazzini alimentari (MERCAL, Casas de Alimentación, Red PDVAL), in cui i prodotti sono sovvenzionati fino al 30%. Il consumo di carne è aumentato del 75% dal 1999.
28. Cinque milioni di bambini ricevono adesso alimentazione gratuita attraverso il Programa de Alimentación Escolar. Erano 250.000 nel 1999.
29. Il tasso di denutrizione è passato dal 21% nel 1998 a meno del 3% nel 2012.
30. Secondo la FAO, il Venezuela è il paese dell’America Latina e dei Caraibi che è più avanti nella lotta per eliminare la fame.
31. La nazionalizzazione dell’ente petrolifero PDVSA nel 2003 ha permesso al Venezuela di recuperare la sua sovranità energetica.
32. La nazionalizzazione del settore dell’elettricità e di quello delle telecomunicazioni (CANTV e Electricidad de Caracas) ha permesso di porre fine a situazioni di monopolio e di universalizzare l’accesso a questi servizi.
33. Dal 1999 si sono create più di 50.000 cooperative in tutti i settori dell’economia.
34. Il tasso di disoccupazione è passato dal 15,2% nel 1998 al 6,4% nel 2012, con la creazione di oltre 4 milioni di posti di lavoro.
35. Il salario minimo è passato da 100 bolívares (16 dollari) nel 1998 a 247,52 bolívares (330 dollari) nel 2012, ovvero un aumento di oltre il 2.000%. Si tratta del salario minimo più alto dell’America Latina.
36. Nel 1999, il 65% della popolazione attiva percepiva il salario minimo. Nel 2012 solo il 21,1% dei lavoratori si trovano a questo livello salariale.
37. Gli adulti che non hanno mai lavorato dispongono di un reddito di protezione equivalente al 60% del salario minimo.
38. Le donne sole, così come le persone portatrici di handicap, ricevono un aiuto equivalente all’80% del salario minimo.
39. L’orario di lavoro è stato ridotto a 6 ore al giorno e a 36 ore settimanali, senza diminuzione salariale.
40. Il debito pubblico è passato dal 45% del PIL nel 1998 al 20% nel 2011. Il Venezuela si è ritirato dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca Mondiale, rimborsando con anticipo tutti i suoi debiti.
41. Nel 2012 il tasso di crescita del Venezuela è stato del 5,5%, uno dei più elevati del mondo.
42. Il PIL pro capite è passato da 4.100 dollari nel 1999 a 10.810 dollari nel 2011.
43. Secondo il rapporto annuale World Happiness del 2012, il Venezuela è il secondo paese più felice dell’America Latina, dietro il Costa Rica, e il diciannovesimo a livello mondiale, davanti a Germania o Spagna.
44. Il Venezuela offre un appoggio diretto al continente americano più importante di quello fornito dagli Stati Uniti. Nel 2.700 Chávez ha destinato più di 8.800 milioni di dollari a donazioni, finanziamenti e aiuti energetici, a fronte dei soli 3.000 milioni dell’amministrazione Bush.
45. Per la prima volta nella sua storia, il Venezuela dispone dei suoi satelliti (Bolívar e Miranda) ed ha ora la sovranità nel campo della tecnologia spaziale. Internet e le telecomunicazioni coprono tutto il territorio.
46. La creazione di Petrocaribe nel 2005 permette a 18 paesi dell’America Latina e dei Caraibi, ovvero 90 milioni di persone, di acquistare petrolio sovvenzionato fra il 40% e il 60%, e di assicurarsi il proprio fabbisogno energetico.
47. Il Venezuela porta aiuto anche alle comunità svantaggiate degli Stati Uniti, fornendo loro combustibile a tariffe agevolate.
48. La creazione della Alianza Bolivariana para los Pueblos de Nuestra América (ALBA) nel 2004 fra Cuba e Venezuela ha posto le basi di un’alleanza di integrazione basata sulla cooperazione e la reciprocità, che raggruppa 8 paesi membri, e che pone l’essere umano al centro del progetto di società, con l’obiettivo di lottare contro la povertà e l’esclusione sociale.
49. Hugo Chávez è stato l’artefice della creazione nel 2011 della Comunidad de Estados Latinoamericanos y Caribeños (CELAC), che raggruppa per la prima volta le 33 nazioni della regione, che così si emancipano dalla tutela di Stati Uniti e Canada.
50. Hugo Chávez ha svolto un ruolo chiave nel processo di pace in Colombia. Secondo il presidente Juan Manuel Santos, «se stiamo avanzando in un progetto solido di pace, con progressi chiari e concreti, progressi mai raggiunti prima con le FARC, è anche grazie alla dedizione e all’impegno di Chávez e del governo del Venezuela».
*Dottore in Studi Iberici e Latinoamericani dell’Università Paris IV-Sorbone, Salim Lamrani è un cattedratico dell’Universidad del Reunión e giornalista, specializzato in rapporti fra Cuba e Stati Uniti. Il suo ultimo libro si intitola Etat de siège. Les sanctios économiques des Etats-Inis contre Cuba, Parigi, Ediciones Estrella, 2011, con prologo di Wayne S. Smith e prefazione di Paul Estrade.
[traduzione dal castigliano di Pier Paolo Palermo]
Immagine inserita da autore Blog


giovedì 28 febbraio 2013

Romania:In preparazione un nuovo disegno di legge per proibire le organizzazioni e i simboli comunisti

 

Romania:In preparazione un nuovo disegno di legge per proibire le organizzazioni e i simboli comunisti

Andrei Muraru, nominato presidente dell'Istituto per l'investigazione dei crimini del comunismo e la memoria dell'esilio romeno [IICCMER], nome altisonante che nasconde solo un buco di denaro pubblico diretto nelle tasche delle sue alte cariche, ha annunciato di stare preparando un nuovo progetto di legge per cercare di proibire le organizzazioni e i simboli comunisti in Romania, così come la diffusione dei nomi delle persone colpevoli di quelli che loro chiamano "atti di repressione del periodo compreso tra il 1945 e il 1989". Secondo la fonte, verrà presentato in parlamento il prossimo marzo o, al massimo, nel mese di aprile.

Come abbiamo detto, questo IICCMER è un organo ufficiale creato poco dopo il colpo di Stato contro i lavoratori rumeni del dicembre 1989, col fine di criminalizzare il passato comunista, falsare e nascondere le sue conquiste sociali ed economiche e trasformare la lotta contro i criminali economici e i residui del fascismo nel paese, in "repressione" e "dittatura".

In realtà, l'istituzione è un buco nero di denaro pubblico nonché luogo ambito dagli amici dei governi di turno per riempire i propri conti bancari con le tasse dei romeni. Nel frattempo serve da avanguardia ideologica per sostenere la dittatura capitalista attraverso la falsificazione e la criminalizzazione del passato comunista, soprattutto in momenti come questo in cui i lavoratori rumeni lamentano sempre più passività di fronte alla presa del potere della classe capitalista da 22 anni, attraversando due decenni di miseria economica e peggio, la perdita costante di benessere e diritti sociali.

Nel 2007 è stata presentata dal presidente dell'IICCMER, Vladimir Tismaneanu, (per inciso, figlio di un importante leader comunista nel periodo tra le due guerre ed importante personaggio durante gli anni del socialismo in Romania), una relazione dal titolo "Risultati finali della Commissione presidenziale per l'analisi della dittatura comunista in Romania", in cui hanno indicato una serie di "crimini", ma con poche prove a dimostrazione. Inoltre, in molti casi, quello che chiamavano "crimine" era semplicemente il rinchiudere in prigione un "fascista" o un gruppo terrorista responsabile del boicottaggio delle fabbriche o della produzione economica della Romania.

In effetti, la relazione, poi approvata dal parlamento, che ha portato il presidente Traian Basescu (anche lui figlio di una importante funzionario comunista) a condannare pubblicamente e ufficialmente il comunismo, è stato criticato anche da alcuni media rumeni meno radicali, anche se generalmente e all'unanimità tutti sono anticomunisti, come vuoto e superficiale (vedere la dichiarazione di molti intellettuali del regime capitalista romeno, Anti-comunismo, malattia senile del capitalismo).

Vladimir Tismaneanu è stato membro di quello che egli stesso chiama "il clan di Ceausescu", amico intimo di Nicu, figlio maggiore e membro di quella élite filocapitalista che si andò forgiando in Romania, d'accordo nell'abbandonare la lotta di classe ed uno dei primi che, dopo essere fuggito negli Stati Uniti direttamente verso un posto ben pagato come professore universitario ed ideologo anti-Ceausescu, si unì al trionfo di quelle élites che si impadronirono del potere negli anni '90 e si spartirono la ricchezza una volta di proprietà di tutti i lavoratori. Proprio in questi ultimi mesi si è scoperto che durante il suo mandato nel IICCMER, aveva ben munto e utilizzato milioni di denaro pubblico in privilegi personali, telefonate, viaggi, ecc... (Vale a dire, ciò che fa un politico capitalista con il denaro dei lavoratori, lo ruba).

L'obiettivo di IICCMER, di Tismaneanu e di tutti coloro che detengono il potere oggi in Romania, vale a dire i grandi capitali e le grandi aziende capitalistiche arricchitesi in questi ultimi due decenni con la spoliazione, il saccheggio e lo sfruttamento a proprio vantaggio della ricchezza rumena e con le leggi che essi stessi fanno, è di mantenere distante la possibilità, il grande incubo dei grandi mafiosi capitalisti, ovunque nel mondo e ancor di più nei paesi in cui un giorno questo era realtà: che i lavoratori tornino ad organizzarsi per prendere il potere e colgano l'occasione di vivere del lavoro e della ricchezza prodotta dalla classe lavoratrice.

Per questo motivo si tenta molto e sovente, in Polonia, in Ungheria, in Cechia e nella Repubblica Moldova, ecc... L'obiettivo è quello di ostacolare comunque una rinascita del movimento operaio e delle organizzazioni comuniste e di ogni focolaio di lotta sociale che possa dar vita alla mera possibilità che i grandi parassiti economici, la classe capitalista, perda i propri privilegi economici, smetta di vivere nel lusso a spese della miseria dei lavoratori e sia costretta persino a lavorare per il bene collettivo.

E così passerà non solo sotto il regime della tirannia capitalista, dove si trova quella classe che ostenta con il pugno di ferro e lo mantiene con tutte le forme di violenza e repressione, ma anche, e questo è stato il grande errore della maggior parte degli stati comunisti nel mondo, all'interno delle società socialiste stesse, nelle quali un giorno si abbassò il livello di guardia, senza tener conto che i capitalisti sono come le zecche e aspettano, sempre preparati, sempre pronti a tutto, per calpestare il prossimo, la compagna o il compagno, il momento giusto per tornare a succhiare il sangue dei lavoratori e la vita del suo popolo (e, se possibile, anche di altri).

Vi lascio con un video che mostra le immagini dell'estrema povertà oggi in Romania (il servizio è della televisione Antena3 del dicembre 2012, due mesi fa), immagini che prima del 1989 erano fantascienza e a cui nessuno avrebbe mai creduto se un viaggiatore del futuro gliele avesse mostrate (per vedere come la Romania è cambiata dal colpo di stato, si può leggere l'articolo di questo blog Cosa ha significato la "rivoluzione?").


Il video ci mostra ciò che è la Romania che questo Istituto difende e sulla quale si reggono gli straordinari privilegi ed il sontuoso livello di vita, tanto delle sue alte cariche, come di tutta la classe politica del regime, per non dire di quelli che lo controllano, i grandi miliardari ed i proprietari delle grandi corporazioni locali ed internazionali.

E' in rumeno, ma le immagini parlano da sole.



 


Immagine da internet  inserita da Sandino autore blog