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giovedì 9 maggio 2013

Fascismo è



Fascismo

Luis Britto Garcia | luisbrittogarcia.blogspot.it
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

05/05/2013

1 - Hollywood, rappresenta il fascismo come una banda di scorbutici in uniforme che sventolano stendardi e gridano ordini. La realtà è più perversa. Secondo Franz Leopold Neumann in Behemoth: La Struttura e pratica del nazionalsocialismo, 1933-1944, il fascismo è la complicità assoluta tra il grande capitale e lo Stato. Quando gli interessi del grande capitale passano ad essere quelli della politica, il fascismo è nelle vicinanze. Non è un caso che sia sorto in risposta alla Rivoluzione comunista in Unione Sovietica.

2 - Il fascismo nega la lotta di classe, ma è il braccio armato del capitale in essa. Terrorizza la piccola borghesia e gli emarginati con la paura della crisi economica, della sinistra e della proletarizzazione e li arruola come paramilitari per indebolire con forza bruta i socialisti, sindacalisti, operai e movimenti sociali. Mussolini è stato sostenuto dalla fabbrica di armi Ansaldo e dal Servizio segreto inglese; Hitler, finanziato dalle industrie di armi della Ruhr; Franco, appoggiato da proprietari terrieri e industriali, Pinochet dagli Stati Uniti e dall'oligarchia cilena.

3 - La crisi economica, figlia del capitalismo, è a sua volta la madre del fascismo. Nonostante sia dalla parte dei vincitori nella Prima guerra mondiale, l'Italia esce distrutta da questa tanto che la classe media è rovinata e partecipa massicciamente alla Marcia su Roma di Mussolini. Nelle elezioni del maggio 1924, Hitler riceve solo il 6,5% dei voti. Nel dicembre dello stesso anno, solo il 3,0%. Ma in quelle del 1928, quando sta scoppiando la grande crisi capitalista ottiene il 2,6%, nel 1930 raggiunge il 18,3% e nel 1932, il 37,2%, percentuale con la quale accede al potere che utilizza per annullare il resto dei partiti. Ma il fascismo non pone rimedio alla crisi: la aggrava. Con Mussolini il costo della vita triplicò, senza alcuna compensazione né salariale, né sociale. Hitler usò i disoccupati per la fabbricazione di armi che portarono alla Seconda guerra mondiale, che devastò l'Europa e causò sessanta milioni di morti. Franco iniziò una guerra civile che è costata più di un milione di morti e diversi decenni di rovina; i fascisti argentini eliminano circa trentamila compatrioti, Pinochet assassinò circa tremila cileni. Così maligna è la cura come la malattia.

4 - Il fascismo invoca le masse, ma è elitario. Corteggia e serve le aristocrazie, i suoi dirigenti provengono dalle classi superiori e instaurano sistemi gerarchici e autoritari. Charles Maier, storico, fa notare che dal 1927, il 75% dei membri del partito fascista italiano provengono dalla media e piccola borghesia; solo il 15% erano lavoratori e il 10% proveniva dall'élite che occupava però le posizioni alte ed era quella che in definitiva fissava gli obiettivi e le politiche. Hitler stabilisce il "Fuhrer-Prinzip": ogni ufficiale usa i suoi subordinati come gli pare per raggiungere l'obiettivo e rende conto solo al superiore. Il falangista Caudillo risponde solo a Dio e alla storia, vale a dire, a nessuno.

5 - Il fascismo è razzista. Hitler postulò la superiorità della "razza" ariana, Mussolini devastò libici e abissini, e pianificò il massacro di mezzo milione di slavi "barbari e inferiori" a favore di 50.000 italiani superiori. Il fascismo sacrifica ai suoi fini popoli e culture che disprezza. I falangisti presero la Spagna con truppe marocchine di Melilla. Alber Speer, ministro dell'Industria di Hitler, ha allungato la Seconda guerra mondiale da due a tre anni con la produzione di armi resa possibile da tre milioni di schiavi di razze "inferiori".

6 - Il fascismo e il capitalismo hanno abominevoli facce che hanno bisogno di maschere. I fascisti copiano slogan e programmi rivoluzionari. Mussolini si diceva socialista, il nazismo usurpò il nome di socialismo e si proclamava partito operaio (Arbeite); nel suo programma sosteneva che non si deve tollerare altra rendita oltre quella del lavoro. Per la loro mancanza di creatività, rubano simboli dei movimenti di segno opposto. Le bandiere rosse comuniste e la svastica, il simbolo solare che in Oriente rappresenta la vita e la fortuna fu confiscato dai nazisti per il loro culto della morte.

7 - Il fascismo è benedetto. I sacerdoti supportarono i falangisti che andavano a uccidere il prossimo e fucilare poeti. Il Papa benedisse le truppe che Mussolini inviò in guerra; mai denunciò le ingiustizie di Hitler. Franco e Pinochet furono idolatrati dalla Chiesa.

8 - Il fascismo è misogino. La missione delle donne si riassume in Kirche, Kuchen, Kinder, vale a dire chiesa, cucina, bambini. Mai è apparsa pubblicamente una donna al fianco dei suoi leader; quelli che le avevano, le nascondevano o le isolavano scrupolosamente. Mai accettarono che una donna salisse per proprio merito o iniziativa. Hitler le bloccò in allevamenti per figliare ariani; Mussolini gli assegnò il ruolo di pance per incrementare la demografia italiana, Franco e Pinochet le confinarono nella chiesa e nella sala parto.

9 - Il fascismo è anti-intellettuale. Tutte le avanguardie del
secolo scorso furono progressiste: la relatività, l'espressionismo, il dadaismo, il surrealismo, il costruttivismo, il cubismo, l'esistenzialismo, la nuova figurazione. Tutte, salvo il futurismo, vennero trattate come "arte degenerata". Il fascismo non inventa, ricicla. Crede solo nel passato, un passato immaginario che non è mai esistito. Il fascismo assassinò Matteotti, imprigionò Gramsci, fucilò García Lorca e fece morire in carcere Jose Hernandez. Pinochet assassinò Victor Jara. Quando sento parlare di cultura, tiro fuori la pistola, diceva Goering. Quando sentiamo parlare di fascismo, tiriamo fuori la nostra cultura

giovedì 28 febbraio 2013

Romania:In preparazione un nuovo disegno di legge per proibire le organizzazioni e i simboli comunisti

 

Romania:In preparazione un nuovo disegno di legge per proibire le organizzazioni e i simboli comunisti

Andrei Muraru, nominato presidente dell'Istituto per l'investigazione dei crimini del comunismo e la memoria dell'esilio romeno [IICCMER], nome altisonante che nasconde solo un buco di denaro pubblico diretto nelle tasche delle sue alte cariche, ha annunciato di stare preparando un nuovo progetto di legge per cercare di proibire le organizzazioni e i simboli comunisti in Romania, così come la diffusione dei nomi delle persone colpevoli di quelli che loro chiamano "atti di repressione del periodo compreso tra il 1945 e il 1989". Secondo la fonte, verrà presentato in parlamento il prossimo marzo o, al massimo, nel mese di aprile.

Come abbiamo detto, questo IICCMER è un organo ufficiale creato poco dopo il colpo di Stato contro i lavoratori rumeni del dicembre 1989, col fine di criminalizzare il passato comunista, falsare e nascondere le sue conquiste sociali ed economiche e trasformare la lotta contro i criminali economici e i residui del fascismo nel paese, in "repressione" e "dittatura".

In realtà, l'istituzione è un buco nero di denaro pubblico nonché luogo ambito dagli amici dei governi di turno per riempire i propri conti bancari con le tasse dei romeni. Nel frattempo serve da avanguardia ideologica per sostenere la dittatura capitalista attraverso la falsificazione e la criminalizzazione del passato comunista, soprattutto in momenti come questo in cui i lavoratori rumeni lamentano sempre più passività di fronte alla presa del potere della classe capitalista da 22 anni, attraversando due decenni di miseria economica e peggio, la perdita costante di benessere e diritti sociali.

Nel 2007 è stata presentata dal presidente dell'IICCMER, Vladimir Tismaneanu, (per inciso, figlio di un importante leader comunista nel periodo tra le due guerre ed importante personaggio durante gli anni del socialismo in Romania), una relazione dal titolo "Risultati finali della Commissione presidenziale per l'analisi della dittatura comunista in Romania", in cui hanno indicato una serie di "crimini", ma con poche prove a dimostrazione. Inoltre, in molti casi, quello che chiamavano "crimine" era semplicemente il rinchiudere in prigione un "fascista" o un gruppo terrorista responsabile del boicottaggio delle fabbriche o della produzione economica della Romania.

In effetti, la relazione, poi approvata dal parlamento, che ha portato il presidente Traian Basescu (anche lui figlio di una importante funzionario comunista) a condannare pubblicamente e ufficialmente il comunismo, è stato criticato anche da alcuni media rumeni meno radicali, anche se generalmente e all'unanimità tutti sono anticomunisti, come vuoto e superficiale (vedere la dichiarazione di molti intellettuali del regime capitalista romeno, Anti-comunismo, malattia senile del capitalismo).

Vladimir Tismaneanu è stato membro di quello che egli stesso chiama "il clan di Ceausescu", amico intimo di Nicu, figlio maggiore e membro di quella élite filocapitalista che si andò forgiando in Romania, d'accordo nell'abbandonare la lotta di classe ed uno dei primi che, dopo essere fuggito negli Stati Uniti direttamente verso un posto ben pagato come professore universitario ed ideologo anti-Ceausescu, si unì al trionfo di quelle élites che si impadronirono del potere negli anni '90 e si spartirono la ricchezza una volta di proprietà di tutti i lavoratori. Proprio in questi ultimi mesi si è scoperto che durante il suo mandato nel IICCMER, aveva ben munto e utilizzato milioni di denaro pubblico in privilegi personali, telefonate, viaggi, ecc... (Vale a dire, ciò che fa un politico capitalista con il denaro dei lavoratori, lo ruba).

L'obiettivo di IICCMER, di Tismaneanu e di tutti coloro che detengono il potere oggi in Romania, vale a dire i grandi capitali e le grandi aziende capitalistiche arricchitesi in questi ultimi due decenni con la spoliazione, il saccheggio e lo sfruttamento a proprio vantaggio della ricchezza rumena e con le leggi che essi stessi fanno, è di mantenere distante la possibilità, il grande incubo dei grandi mafiosi capitalisti, ovunque nel mondo e ancor di più nei paesi in cui un giorno questo era realtà: che i lavoratori tornino ad organizzarsi per prendere il potere e colgano l'occasione di vivere del lavoro e della ricchezza prodotta dalla classe lavoratrice.

Per questo motivo si tenta molto e sovente, in Polonia, in Ungheria, in Cechia e nella Repubblica Moldova, ecc... L'obiettivo è quello di ostacolare comunque una rinascita del movimento operaio e delle organizzazioni comuniste e di ogni focolaio di lotta sociale che possa dar vita alla mera possibilità che i grandi parassiti economici, la classe capitalista, perda i propri privilegi economici, smetta di vivere nel lusso a spese della miseria dei lavoratori e sia costretta persino a lavorare per il bene collettivo.

E così passerà non solo sotto il regime della tirannia capitalista, dove si trova quella classe che ostenta con il pugno di ferro e lo mantiene con tutte le forme di violenza e repressione, ma anche, e questo è stato il grande errore della maggior parte degli stati comunisti nel mondo, all'interno delle società socialiste stesse, nelle quali un giorno si abbassò il livello di guardia, senza tener conto che i capitalisti sono come le zecche e aspettano, sempre preparati, sempre pronti a tutto, per calpestare il prossimo, la compagna o il compagno, il momento giusto per tornare a succhiare il sangue dei lavoratori e la vita del suo popolo (e, se possibile, anche di altri).

Vi lascio con un video che mostra le immagini dell'estrema povertà oggi in Romania (il servizio è della televisione Antena3 del dicembre 2012, due mesi fa), immagini che prima del 1989 erano fantascienza e a cui nessuno avrebbe mai creduto se un viaggiatore del futuro gliele avesse mostrate (per vedere come la Romania è cambiata dal colpo di stato, si può leggere l'articolo di questo blog Cosa ha significato la "rivoluzione?").


Il video ci mostra ciò che è la Romania che questo Istituto difende e sulla quale si reggono gli straordinari privilegi ed il sontuoso livello di vita, tanto delle sue alte cariche, come di tutta la classe politica del regime, per non dire di quelli che lo controllano, i grandi miliardari ed i proprietari delle grandi corporazioni locali ed internazionali.

E' in rumeno, ma le immagini parlano da sole.



 


Immagine da internet  inserita da Sandino autore blog