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domenica 25 marzo 2012

La mano Criminale di Washington dietro le ultime provocazioni a CUBA/La mano Criminal de Washington tras las últimas provocaciones a CUBA



La mano di Washington dietro le provocazioni durante la visita del Papa a Cuba.
25 marzo 2012 - Iroel Sanchez http://lapupilainsomne.jovenclub.cu/
Il quotidiano messicano La Jornada ha pubblicato un articolo, del suo corrispondente negli Stati Uniti, che documenta il ruolo del governo USA nelle azioni destinate a convertire la visita di Papa Benedetto XVI a Cuba in una piattaforma per promuovere la loro politica di "cambiamento di regime" nell'isola.
Per gli anni fiscali 2009 e 2010 il Congresso degli Stati Uniti ha stanziato 35 milioni di dollari a tal fine, ricorda il giornalista David Brooks e conclude, su La Jornada, che "nel momento della visita del Papa a Cuba, tutto indica che l'obiettivo di Washington e Miami è proprio questo, provocare". Brooks usa come fonte Cuba Money Project, del giornalista nord americano Trace Eaton per osservare che 150 milioni sono stati impiegati al riparo della legge Helms-Burton per i cosiddetti "programmi di promozione della democrazia" a Cuba.
In un altro articolo, nell'ottobre dello scorso anno, il giornalista canadese Jean Guy Allard ha dichiarato che "i dati pubblicati da Eaton implicitamente rivelano il motivo degli scontri tra la FNCA (Cuban American National Foundation) e un'altra "organizzazione non-governativa (ONG)" di Miami, il Direttorio Democratico Cubano, dell'attivista "anticastrista" Orlando Gutiérrez-Boronat".
Allard ha scritto:
"Nel marzo 2008, la Fondazione Nazionale Cubano Americana ha pubblicamente richiesto "una maggiore trasparenza" nell'uso delle sovvenzioni del governo. In un rapporto di 22 pagine, la FNCA ha sostenuto che solo una piccola percentuale dei fondi destinati alle ONG in realtà arrivavano all'isola.
"La FNCA denunciava allora il Direttorio di Gutiérrez-Boronat, di fatto ​​suo concorrente, sostenendo che spendeva solo il 4% del denaro attribuito dall'USAID in sostegno finanziario alla propria clientela di "dissidenti".
"Un Gutiérrez-Boronat furioso ha poi dichiarato di sentirsi "deluso e costernato" da questo tipo di attacchi da parte di "compagni di lotta" e ha chiesto alla FNCA di cessare tale campagna diffamatoria e di divisione "che sicuramente la dittatura cubana sfrutta".
"I dati rivelati dal sito di Tracey Eaton mostrano il sorprendente ritratto di organizzazioni che spendono somme milionarie in viaggi di tutti i tipi, comunicazioni, computer, mobili per ufficio, conferenze, convegni e riunioni, rispetto all' "aiuto umanitario" distribuito alla dissidenza che sembra insignificante.
"Nel caso del Direttorio, è particolarmente importante per la quantità di denaro speso per viaggi. Le spese di questa organizzazione riferite dal 2007 al 2009 includono: 913166 dollari per il viaggio; 2278713 dollari per gli stipendi, salari e benefici ai dipendenti (compresa la moglie del proprietario), 330704 dollari per uffici in Europa, Centro e Sud America 550055 per i programmi all'estero.
"Il costo delle visite e delle delegazioni all'estero, è dettagliato come segue: Repubblica Dominicana, 200557 dollari, Argentina, 126412; Messico, 56936, Costarica, 58988 dollari, Repubblica Ceca, 13968; Slovacchia, 20118; Spagna, 73076$".
La visita del Papa a Cuba sembra essere lo scenario ideale per riprendere la lotta per il denaro tra le organizzazioni con sede a Miami che vivono del contribuente nord americano.
Analizzando le fonti più attive nell'amplificazione delle provocazioni intorno alla visita papale all'isola - sempre con il sostegno di quel portavoce del Dipartimento di Stato in spagnolo che é l'agenzia di stampa EFE, che ha dedicato diversi articoli negli ultimi giorni - evidenzia ancora una volta il Direttorio Democratico Cubano (DDC) che ha anche divulgato, pochi giorni fa, una lettera firmata - secondo loro - da mezzo centinaia di personalità che chiedono di fermare "la repressione" e le "molestie" contro i cosiddetti dissidenti a Cuba. Un discorso che ha anche ottenuto il favore dei portavoce del Dipartimento di Stato e del Consiglio di Sicurezza Nazionale a Washington.
Finanziare provocazioni sull'isola in stile "occupazione" di templi e la mascherata delle Dame in bianco, che si sono verificati giorni fa, che obbligano le autorità cubane ad agire e generano la ripercussione mediatica sul quale si posiziona il dispositivo della propaganda contro l'isola, condito con condanne provenienti da Washington e Miami, sembra essere la logica operativa delle azioni in corso. Ciò persegue il chiaro obiettivo di fornire ai nemici di Cuba un'immagine di caos e di repressione da L'Avana per facilitare i loro piani interventisti in un momento di alta visibilità come lo è la visita del papa.
Il ricercatore Carlos Fazio ha segnalato il DDC come "una creatura della CIA":
"Il DDC è un'organizzazione composta da un nucleo, duro e ristretto, di collaboratori della CIA, a cui non interessa l'attività di proselitismo e il reclutamento di nuovi membri. Il suo leader principale, Orlando Gutiérrez Boronat, é un precoce terrorista dell'esilio di Miami, che inoltre ha sviluppato azioni di propaganda contro Cuba attraverso WSCV Canale 51 di Miami e TV Marti. In Messico, il CDD, ha guidato la creazione della Promozione Internazionale dei Diritti Umani, molto attivo nel chiedere il voto del governo messicano contro Cuba nella ex Commissione dei Diritti Umani delle Nazioni Unite a Ginevra.
"Uno dei progetti più importanti del DDC, per il quale ha ricevuto ingenti risorse materiali e finanziarie della CIA, é Radio Repubblica. E' una emittente diretta verso gli ascoltatori a Cuba, i cui programmi sono preparati da specialisti in guerra psicologica della centrale dell'agenzia di Langley. Radio Repubblica, che la CIA propaganda come "la voce del DDC" trasmise per la prima volta il 15 agosto 2005, attraverso le onde dell'emittente ufficiale USA Radio Miami International, dalla frequenza di 9955 kHz, banda di 31 metri.
[...]
"Da allora, insieme a Radio Marti, l'emittente costituisce quella di maggior peso nella propaganda radio nemica contro Cuba trasmettendo 116 ore settimanali. Radio Repubblica utilizza ripetitori in territorio di Gran Bretagna, Canada e Germania, paesi alleati degli Stati Uniti. Tuttavia, ci sono fondati sospetti per ritenere che l'emittente intende ampliare il suo lavoro sovversivo e destabilizzante contro il Nicaragua e El Salvador, da una stazione con base in territorio costaricano."
Nel novembre 2011 Boronet Gutierrez è stato accusato a Miami di inviare a Cuba solo il 4% del denaro ricevuto dall'USAID. Questo sarebbe un indicatore di quanto a buon mercato si vendono i servitori del governo degli Stati Uniti sull'Isola ma anche che la maggior parte dei fondi sono investiti in azioni di propaganda all'estero per amplificare il poco, ma molto diffuso, che fanno questi piccoli gruppi a Cuba con il denaro e i mezzi di comunicazione che il DDC gli invia attraverso emissari stranieri in operazioni come quelle recentemente denunciate dal quotidiano Granma.
Ma il denaro non ha usi dubbi solo nel suo viaggio verso Cuba; di recente la madre del prigioniero Orlando Zapata Tamayo, ha accusato Janissett Rivero, di averle voltato economicamente le spalle dopo aver incoraggiato il suicida sciopero della fame di suo figlio al fine di discreditare il governo cubano.
Il DDC è una delle organizzazioni più attive nella cosiddetta "Assemblea della Resistenza" composta dai più reazionari e violenti estremisti di destra in Florida, come il Consiglio per la Libertà di Cuba (CLC) - finanziatore delle azioni di terrorista Luis Posada Carriles -, Alfa 66 - con lunga storia di violenza criminale - e il "Movimento Democrazia", ​​esecutore di incursioni provocatorie nelle acque territoriali cubane attraverso le cosiddette "flottiglie", guidate da un altro terrorista Ramon Saul Sanchez.
L'atmosfera a Miami, con l'incoraggiamento delle dichiarazioni da parte dei portavoce del governo degli Stati Uniti, si è riscaldata. Si parla di "posti di comando" nel ristorante Versailles, la denominata Casa del prigioniero e la sede della Fondazione Cubano-Americana, al seguire il corso di ciò che si aspettano che accada a Cuba nelle prossime ore. Ma ancora una volta rimarranno con il desiderio, tutti i soldi dei loro padroni yankee non saranno sufficienti per vincere l'intelligenza, serenità e fermezza di un popolo che sa cosa ciò che è in gioco con la visita di Benedetto XVI.
La mano de Washington tras provocaciones durante visita papal a Cuba
Iroel Sánchez
El diario mexicano La Jornada ha publicado un artículo de su corresponsal en Estados Unidos que documenta el papel del gobierno norteamericano en acciones que pretenden convertir la visita del Papa Benedicto XVI a Cuba en una paltaforma para promover su política de “cambio de régimen” en la Isla.
Para los años fiscales 2009 y 2010 el Congreso norteamericano destinó 35 millones de dólares para ese objetivo, recuerda el periodista David Brooks y concluye en La Jornada que “en la coyuntura de la visita del Papa a Cuba, todo indica que el objetivo desde Washington y Miami es justo eso, provocar”. Brooks utiliza como fuente al Cuba Money Project, del periodista norteamericano Tracey Eaton para señalar que 150 millones han sido empleados al amparo de la Ley Helms-Burton para los llamados “programas de promoción de la democracia” en Cuba.
En otro artículo, de octubre del pasado año, el periodista canadiense Jean Guy Allard decía que “los datos publicados por Eaton revelan implícitamente el porqué de choques ocurridos entre la FNCA (Fundación Nacional Cubano Americana” y otra “organización no gubernamental (ONG)” de Miami, el Directorio Democrático Cubano, del activista “anticastrista” Orlando Gutiérrez-Boronat”.
Decía Allard:
En marzo del 2008, la Fundación Nacional Cubano Americana exigió públicamente “una mayor transparencia” en el uso de las subvenciones del gobierno. En un informe de 22 páginas, la FNCA proclamó que solo un pequeño porcentaje de los fondos atribuidos a organizaciones no gubernamentales llegaban efectivamente a la Isla.
La FNCA denunciaba entonces al Directorio de Gutiérrez-Boronat, de hecho su competidor, afirmando que solo gastaba el 4 % del dinero atribuido por la USAID en apoyo financiero a su clientela de “disidentes”.
Un Gutiérrez-Boronat furioso declaró entonces sentirse “decepcionado y consternado” por tales ataques de parte de “compañeros de lucha”, y pidió a la FNCA cesar esta campaña de desprestigio y de división “que seguramente la dictadura cubana debe disfrutar”.
Los datos revelados por el sitio web de Tracey Eaton muestran el asombroso retrato de organizaciones que se gastan sumas millonarias en viajes de todo tipo, comunicaciones, computadoras, muebles de oficina, congresos, convenciones y reuniones, cuando en comparación la “ayuda humanitaria” distribuida a la disidencia remunerada parece insignificante.
En el caso del Directorio, resulta particularmente importante la cantidad de dinero dedicado a los viajes. Los gastos de esta organización reportados desde el 2007 hasta el 2009 incluyen: 913 mil 166 dólares para viajes; 2 millones 278 mil 713 dólares para los sueldos, salarios y beneficios para los empleados (incluida la esposa del dueño); 330 mil 704 dólares para oficinas en Europa, América Central y América del Sur y 550 mil 55 para los programas en el extranjero.
El costo de las visitas y representaciones en el extranjero se detalla así: República Dominicana, 200 mil 557 dólares; Argentina, 126 mil 412; México, 56 mil 936; Costa Rica, 58 mil 988 dólares, República Checa, 13 mil 968; Eslovaquia, 20 mil 118; España, 73 mil 76 dólares.”
La visita del Sumo Pontífice a Cuba parece ser el escenario ideal para retomar la lucha por el dinero entre las organizaciones radicadas en Miami que viven del contribuyente norteamericano.
Revisando las fuentes más activas en la amplificación de las provocaciones alrededor de la visita papal a la Isla -siempre con el apoyo de esa vocera del State Department en español que es la agencia de prensa EFE, que les ha dedicado varias notas en los últimos días- resalta nuevamente el Directorio Democrático Cubano (DDC) que incluso ha llegado a divulgar días atrás una carta firmada -según ellos- por medio centenar de personalidades pidiendo que frene “la represión” y el hostigamiento” contra los llamados disidentes en Cuba. Un discurso que también ha tenido el favor de los voceros del Departamento de Estado y el Consejo de Seguridad Nacional en Washington.
Financiar provocaciones en la Isla al estilo de la “ocupación” de templos y la mascarada de las llamadas Damas de blanco, ocurridas días atrás, que obliguen a actuar a las autoridades cubanas y generen la repercusión mediática sobre la que se posicione el aparato de la propaganda contra la Isla, aderezado con condenas desde Washington y Miami, parece ser la lógica operacional de las acciones en curso. Esto persigue el claro objetivo de proporcionar a los enemigos de Cuba una imagen de caos y represión desde La Habana que facilite sus planes injerencistas en un momento de alta visibilidad como lo es la visita del Papa.
El investigador Carlos Fazio ha señalado al DDC como “un engendro de la CIA”:
El DDC es una organización compuesta por un núcleo duro y pequeño de colaboradores de la CIA, a quienes no les interesan las actividades proselitistas y la captación de nuevos miembros. Su principal cabecilla, Orlando Gutiérrez Boronat, es un terrorista precoz del exilio miamense, que además ha desarrollado acciones de propaganda contra Cuba a través de la WSCV Canal 51 de Miami y Tv Martí. En México, el DDC impulsó la creación de la Promotora Internacional de Derechos Humanos, muy activa en la exigencia del voto del gobierno mexicano contra Cuba en la ex Comisión de Derechos Humanos de la ONU en Ginebra.
Uno de los proyectos más importantes del DDC, para el cual ha recibido cuantiosos medios materiales y financieros de la CIA, es Radio República. Se trata de una emisora dirigida hacia los radioescuchas en Cuba, cuyos programas son preparados por especialistas en guerra sicológica de la central de la agencia en Langley. Radio República, que la CIA promociona como “la voz del DDC”, transmitió por primera vez el 15 de agosto de 2005, a través de las ondas de la emisora oficial estadunidense Radio Miami Internacional, por la frecuencia 9955 KHZ, banda de 31 metros.
[...]
Desde entonces, junto a Radio Martí, la emisora constituye la de mayor peso en la propaganda radial enemiga por onda corta contra Cuba, transmitiendo 116 horas semanales. Radio República utiliza transmisores situados en territorios de Gran Bretaña, Canadá y Alemania, países aliados de Estados Unidos. Sin embargo, existen fundadas sospechas de que la emisora pretende ampliar su trabajo subversivo y desestabilizador contra Nicaragua y El Salvador, desde una estación con base en territorio costarricense.”
En noviembre de 2011 Gutiérrez Boronet fue acusado en Miami de enviar a Cuba sólo el 4% del dinero recibido de de la USAID. Esto sería un indicador de lo barato que se venden los servidores del gobierno norteamericano en la Isla pero también de que el grueso de los fondos se invierten en acciones propagandísticas en el exterior para amplificar lo poco pero muy difundido que hacen estos pequeños grupos en Cuba con el dinero y los medios de comunicación que el DDC les envía a través de emisarios extranjeros en operaciones como las que denunció recientemente el diario Granma.
Pero el dinero no tiene usos turbios sólo en su viaje hacia Cuba, recientemente la madre del recluso Orlando Zapata Tamayo, denunció a Janissett Rivero, por haberle dado la espalda enconómicamente en Miami después de alentar la suicida huelga de hambre de su hijo con el fin de desactreditar al gobierno cubano.
El Directorio Democrático Cubano es una de las organizaciones más activas dentro de la llamada “Asamblea de la Resistencia”, integrada por lo más reaccionario y violento de la ultraderecha en La Florida, como el Consejo por la Libertad de Cuba -financista de las acciones del terrorista Luis Posada Carriles-, Alpha 66 -con largo historial de actos criminales violentos- y el “Movimiento Democracia”, ejecutor de incursiones provocadoras en las aguas territoriales cubanas a través de las llamadas “flotillas”, liderado por el también terrorista Ramón Saúl Sánchez.
El ambiente en Miami, con el estímulo de las declaraciones de los portavoces del gobierno norteamericano, se ha caldeado. Se habla de “puestos de mando” en el restaurante Versalles, la llamada Casa del preso y la sede de la Fundación Cubano Americana, para seguir el curso de lo que esperan suceda en Cuba en las próximas horas. Pero una vez más se quedarán con las ganas, todo el dinero de sus amos yanquis no alcanzará para vencer la inteligencia, serenidad y firmeza de un pueblo que sabe lo que está en juego con la visita de Benedicto XVI.

 Documento tratto dal documento originale :


immagini tratte da internet usate dal blogger

giovedì 15 marzo 2012

CUBA_PAPA :"Perdona loro Signore, non sanno ciò che fanno"/"Perdónalos señor, no saben lo que hacen"/" Chi incontrerà il Papa Benedetto XVI?" /¿A quién visitará el Papa Benedicto XVI ?


Perdona loro Signore, non sanno ciò che fanno
15 marzo 2012 - Iroel Sanchez http://lapupilainsomne.jovenclub.cu/
Vedendo la performance degli individui che a Cuba ricevono ordini e denaro dal governo degli Stati Uniti per destabilizzare la situazione nell'isola, dà l'impressione che coloro che li dirigono sono agenti del governo cubano o agiscono con una stupidità tale che finiscono per pregiudicare gli obiettivi per cui gli Stati Uniti destinano, ogni anno, oltre venti milioni di dollari.
Il fatto che alcune di queste persone si siano introdotte in una chiesa cattolica e cercano di rimanere lì contro la volontà della Chiesa, alla vigilia della visita di Papa Benedetto XVI a Cuba, è un enorme errore che non farà se non discreditare, ancor più, tra i credenti i minuscoli gruppi al servizio della campagna di Washington contro l'isola e rafforzare le relazioni delle istituzioni religiose con il governo cubano.
La dichiarazione da parte delle autorità ecclesiastiche cubane al riguardo non può essere più chiara: "Si tratta d’una strategia preparata e coordinata da gruppi in varie regioni del paese. Non è un fatto fortuito ma ben pensato, apparentemente con il proposito di creare situazioni critiche durante la visita del Papa Benedetto XVI. Abbiamo ricevuto la comunicazioni che altri gruppi e persone dissidenti sono state invitate ad occupare chiese in altre diocesi, ma che non lo hanno voluto fare perchè lo considerano ‘un atteggiamento irrispettoso verso la chiesa’ aggiungendo che "Per questo ogni azione che vuole trasformare la chiesa in un luogo di dimostrazione politica pubblica senza riconoscere l’autorità del sacerdote o il diritto della maggioranza che va lì in cerca di pace spirituale e dello spazio per l’orazione, è certamente un’azione illegittima e irresponsabile".
Nessuno statista che si consideri come tale si lascia manipolare così maldestramente. Il risultato di questa strategia per fare pressioni sul Papa durante il suo viaggio a Cuba sarà simile a quello ottenuto da chi ha cercato di molestare la presidentessa brasiliana durante la sua recente visita all'isola. Dilma Rousseff ha rifiutato l'uso politico della questione dei diritti umani e ha ricordato il 'tetto di vetro' che hanno coloro che pretendono giudicare Cuba alludendo esplicitamente al carcere senza legge che gli Stati Uniti gestiscono in territorio cubano - occupato illegalmente - in Guantanamo.
A peggiorare le cose, il tentativo di costruire un falso martirologio intorno ad un invito a viaggiare in Brasile per la sempre più screditata blogger Yoani Sanchez, si é convertito in un boomerang quando poco dopo - e grazie alla vasta promozione che della signora Sanchez ha fatto la stampa oligarchica del Brasile - il paese sudamericano é stato il luogo dove maggior diffusione ha avuto la dimostrazione della natura fraudolenta della "popolarità" di questo personaggio nel social network Twitter realizzata dal quotidiano messicano La Jornada.
Non bisogna essere un indovino per sapere che lo stesso succederà con coloro che tentano di creare situazioni imbarazzanti per Papa Benedetto XVI durante la sua visita a Cuba. Forse, per loro, vale come anello al dito la frase che Gesù dedicò a coloro che lo colpivano nella sua crocifissione: "Signore perdona loro, perché non sanno ciò che fanno".
Perdónalos señor, no saben lo que hacen
Iroel Sánchez
Viendo el desempeño de los individuos que en Cuba reciben órdenes y dinero del gobierno norteamericano para desestabilizar la situación en la Isla, da la impresión de que quienes los dirigen son agentes del gobierno cubano o actúan con una torpeza tal que terminan perjudicando los objetivos para los que Estados Unidos destina cada año más de veinte millones de dólares.
El hecho de que varias de estas personas se haya introducido en un templo católico e intenten permanecer allí en contra de la voluntad de la Iglesia, en vísperas de la visita del Papa Benedicto XVI a Cuba, es un enorme disparate que no hará sino desacreditar aún más entre los creyentes a los minúsculos grupos al servicio de las capañas de Washington contra la Isla y fortalecer las relaciones de las instituciones religiosas con el gobierno cubano.
La declaración realizada por las autoridades eclesiásticas cubanas al respecto no puede ser más clara: “Se trata de una estrategia preparada y coordinada por grupos en varias regiones del país. No es un hecho fortuito, sino bien pensado y al parecer con el propósito de crear situaciones críticas a medida que se acerca la visita del Papa Benedicto XVI a Cuba. Hemos recibido comunicación de que otros grupos y personas disidentes fueron convocados a ocupar templos en otras diócesis pero se negaron a hacerlo por considerarlo “una actitud irrespetuosa hacia la Iglesia””, añadiendo que “todo acto que pretenda convertir el templo en lugar de demostración política pública, desconociendo la autoridad del sacerdote, o el derecho de la mayoría que va allí en busca de la paz espiritual y el espacio para la oración, es ciertamente un acto ilegítimo e irresponsable”.
Ningún estadista que se estime en calidad de tal se deja manipular tan torpemente. El resultado de esta estrategia para presionar al Sumo Pontífice durante su viaje a Cuba será similar al obtenido por quienes intentaron acosar a la presidenta brasileña en su reciente visita a la Isla. Ante ello, Dilma Rouseff rechazó la utilización política del tema de los derechos humanos, recordó el tejado de vidrio que tienen quienes pretenden juzgar a Cuba y aludió explicitamente al penal sin ley que mantiene EE.UU. en el territorio cubano que ocupa ilegalmente en Guantánamo.
Para colmo, el intento de construir un falso martirologio alrededor de una invitación para viajar a Brasil de la cada vez más desprestigiada bloguera Yoani Sánchez, se convirtió en un boomerang cuando poco después -y gracias a la abundante promoción que de la señora Sánchez hiciera la prensa oligárquica brasileña- el país suramericano fue el lugar donde mayor difusión tuvo la demostración del carácter fraudulento de la “popularidad” de este personaje en la red social Twitter realizada por el diario mexicano La Jornada.
No hay que ser adivino para saber que lo mismo sucederá con quienes intenten crear situaciones embarazosas para el Papa Benedicto XVI durante su visita a Cuba. Tal vez, a ellos, les venga como anillo al dedo aquella frase que dedicó Jesús a quienes atizaban su crucifixión: “Perdónalos señor, no saben lo que hacen”.
 Chi incontrerà il Papa Benedetto XVI durante il suo viaggio a Cuba?
14 marzo 2012 - M. Fernandez Martinez è un giornalista cubano residente a Miami. Il suo blog: Cuba, la isla infinita
La prossima visita di Papa Benedetto XVI a Cuba, dal 26 marzo, è una delle preoccupazioni più immediate che hanno i leader del geriatrico esilio cubano di Miami, anche sotto la visiera dell'USAID, CIA, Dipartimento di Stato e quanti enti federale degli Stati Uniti continuano a sognare di recuperare il potere perduto oltre 50 anni fa nell'isola
Anche i loro condottieri nell'isola caraibica sono preoccupati, poiché é in gioco la paga di aprile. Non riescono a "mobilitare" le masse popolari in modo che il Santo Padre arrivi in un Caribe in subbuglio e furioso, come uno specchio delle recenti rivolte che hanno scosso il Nord Africa e il Vicino Oriente.
Armati dei più sofisticati mezzi tecnologici e utilizzando i social network, l'orda di mercenari sparsi nei punti chiave della geografia cubana, cercano senza successo di compiere pienamente gli ultimi ordini ricevuti nella Sezione di Interessi degli Stati Uniti a L'Avana (SINA). Erodere la tranquillità civica, scuotere l'opinione pubblica e "convincere" il mondo che si vive nel mezzo di una situazione insostenibile. Questa è la missione dei "pacifici" difensori dei diritti umani.
La blogger Yoani Sanchez, uno dei pezzi chiave in questa operazione di destabilizzazione, da diversi giorni inonda la rete con i suoi "innocui" messaggi via Twitter. Il suo messaggio ripetuto di: #Cuba Twitter, i cellulari, i blog e i social network ci aiuteranno a riportare dalla strada la visita di #PapaCuba @news_va_es, avverte che sono già pronti gli stipendiati della SINA per fare la loro "propria" copertura, con sicuri spazi sulla stampa mainstream.
Solo un breve campione dei suoi ultimi tweet: #cuba Penso che il #PapaCuba troverà un popolo affogato nei problemi materiali, nella mancanza di aspettative e assenza di #DDHH (diritti umani ndt); o qualcosa del genere: #cuba Continuiamo prigionieri nella mancanza di connettività. Secondo #RSF sotto un governo "nemico di Internet" - gli errori di ortografia sono della "filologa" multi premiata, non del redattore - che dimostra che lo scenario disegnato per questa nuova campagna mediatica contro il governo e il popolo cubano, è progettato e ha luce verde da Washington.
Per questa macabra e sleale impresa, Yoani non è sola. Si é unito a lei anche lo scioperante professionista Guillermo "Coco" Fariñas, un esperto nel fare lunghi digiuni che gli hanno consentito di uscire dalla difficile situazione economica in cui viveva, essendo allergico al lavoro onesto, e tra l'altro, a saltare dal provincialismo anonimo alla ribalta dei premi manipolati con la forza del denaro sporco.
Il "Coco", che recentemente si mette le camicie per apparire nelle foto sui giornali, nella sua demenziale audacia protagonista - cosa che ha portato gravi conflitti con altri "leader" dissidenti che hanno visto tremare le loro quote da parte dell'esperto in carnevaleschi scioperi - si é preso l'attribuzione di "organizzare" la visita del Papa, chiedendo cinque azioni a Benedetto XVI durante la sua permanenza sull'isola. E come se fosse poco per questo multi impiegato - dice di essere giornalista, psicologo, bibliotecario, e quanto aiuti a far crescere il suo discutibile curriculum vitae - ha avuto l'audacia di parlare a nome di "tutti i cubani", anche se a malapena lo riconoscono nel quartiere santaclareño dove riposa nel suo abituale vagabondare.
Le Dame in Bianco - con le tasche piene di verdi dollari dollari USA - non poteva mancare nella prima trincea anticubana e al loro capitana, Berta Soler, che deve ancora risolvere la crisi post veglia funebre con i dolenti della defunta Laura Pollan e continua la controversia delle migliaia di dollari "mancanti" dalle casse delle signore di strada, si pongono come sofferenti e maltrattate e pregano il Papa, che presti attenzione alla sua comitiva, con gladioli inclusi, anche per un minuto.
Sebbene le pretese della Signora Soler è "esporre la situazione critica dei prigionieri politici nell'isola" chiede solo il minuto necessario perché i flash risuonino e la sua immagine appaia ripetuta centinaia di volte sui giornali destinati a denigrare e mentire sulla realtà cubana. Questo è il lavoro di queste signore e senza alcun dubbio lo sanno fare molto bene.
La cosa triste di questa storia è che questa truppa pagata e finanziata dalle terre del nord, non sa a quale menzogna far ricorso per ottenere l'attenzione delle autorità ecclesiastiche, sia sull'isola che in Vaticano, e come annunciano i pronostici, ancora una volta rimarranno nella categoria degli inadempienti nell'emulazione, senza raggiungere l'ambito premio di Mercenari d'Avanguardia.
Mentre Yoani, Fariñas, le Dame in Bianco e il resto della malconci salariati della SINA si disperano davanti all'impotenza del non riconoscimento, Cuba e il suo popolo, riceverà il prossimo lunedì 26, con affetto e rispetto, Papa Benedetto XVI, Sommo Pontefice della Chiesa Cattolica e Capo di Stato della Santa Sede, come ospite del Governo e della Conferenza dei Vescovi Cattolici di Cuba, come reso noto in un recente editoriale pubblicato dal quotidiano Granma.
Il nostro paese sarà onorato di accogliere Sua Santità con ospitalità e mostrargli il patriottismo, la cultura e la vocazione solidale e umanista dei cubani, in cui si sostentano la storia e l'unità della Nazione.
Questa visita del Papa a Cuba e Messico, sarà un riconoscimento della dignità dell'America Latina, da dove Benedetto XVI abbraccerà tutto il continente americano, ha detto questo lunedì nella capitale azteca il Padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede, e se di dignità si tratta, allora vedremo alcuni nomi scomparire, di fronte alla voce di un popolo povero, ma onesto, che sa ricevere con affetto i suoi ospiti.


¿A quién visitará el Papa Benedicto XVI durante su viaje a Cuba?

Miguel Fernández Martínez*
La próxima visita del Papa Benedicto XVI a Cuba, a partir del 26 de marzo, es una de las preocupaciones más inmediatas que tienen los líderes del geríatrico exilio cubano de Miami, aún bajo la visera de la USAID, la CIA, el Departamento de Estado y cuanta institución federal norteamericana siga soñando con recuperar el poder perdido hace más de cincuenta años en la Isla.
También sus condotieros dentro de la ínsula caribeña están preocupados, pues la paga de abril está en juego. No consiguen “movilizar” las masas populares para que el Santo Padre llegue a un Caribe revuelto y furioso, como espejo de las recientes revueltas que conmovieron al Norte africano y al Cercano Oriente.
Armados de los más sofisticados medios tecnológicos y haciendo uso de las redes sociales, la caterva de mercenarios diseminados en puntos claves de la geografía cubana, tratan infructuosamente de cumplir a cabalidad las últimas órdenes recibidas en la Sección de Intereses de Estados Unidos en La Habana (SINA). Erosionar la tranquilidad ciudadana, convulsionar a la ciudadanía y “convencer” al mundo, que se vive en medio de una situación insostenible. Esa es la misión de los “pacíficos” defensores de los derechos humanos.
La bloguera Yoani Sánchez, una de las piezas claves en esta operación desestabilizadora, lleva varios días inundando la red con sus “inofensivos” mensajes a través de Twitter. Su mensaje reiterado de: #cuba Twitter, los moviles, los blogs y redes sociales nos ayudaran a reportar desde la calle la vista de #PapaCuba @news_va_es, advierte que ya están listos los asalariados de la SINA para hacer su “propia” cobertura, con espacios asegurados en la gran prensa.
Solo un breve muestrario de sus últimos twitts: #cuba Yo creo que el #PapaCuba encontrara un pueblo ahogado en los problemas materiales, en la falta de expectativas y la ausencia de #DDHH; o algo así como: #cuba Seguimos atrapados en la falta de conectividad. Segun #RSF bajo un gobierno “enemigo de Internet”, -las faltas ortográficas son de la “filóloga” multipremiada, no de este redactor- lo que evidencia que el guión diseñado para esta nueva campaña mediática contra el gobierno y el pueblo cubano, está diseñado y tiene luz verde desde Washington.
Para esta macabra y desleal empresa, Yoani no está sola. También se le ha unido el huelguista profesional Guillermo “Coco” Fariñas, todo un experto en hacer prolongados ayunos, que le han permitido salir de la dificil situación económica en que vivía, por ser alérgico al trabajo honrado, y de paso, saltar del provincianismo anónimo a las candilejas de los premios manipulados con la fuerza del dinero sucio.
El “Coco”, que últimamente se pone camisas para salir en las fotos de los periódicos, en su demencial desfachatez protagónica, -algo que le ha traído serios conflictos con otros “líderes” disidentes que han visto temblar sus mesadas por los ataquitos del experto en carnavalezcas huelgas- se tomó la atribución de “organizar” la visita Papal, exigiéndole cinco acciones a Benedicto XVI durante su estancia en la Isla. Y por si fuera poco para este multiempleado –dice ser periodista, psicólogo, bibliotecario, y cuánto oficio ayude a crecer su cuestionable curriculum vitae-, tuvo la osadía de hablar a nombre de “todos los cubanos”, aún cuando a él apenas lo reconocen en el barrio santaclareño donde descansa su vagancia habitual.
Las Damas de Blanco –con los bolsillos cargados de verdes dólares norteamericanos- tampoco podían faltar en la primera trinchera anticubana y su capitana, Berta Soler, que aún no termina de solucionar las crisis postvelorio con los dolientes de la finada Laura Pollán y continúa la controversia de los miles de dólares “desaparecidos” de las arcas de las callejeras señoras, toma pose de sufrida y maltratada y ruega al Papa, que atienda a su comitiva, con gladiolos incluidos, aunque sea un minuto.
Aunque la pretensión de Madame Soler es “exponer la crítica situación de los presos polìticos en la Isla”, solo pide el minuto necesario para que los flashes resuenen y su imagen salga repetida cientos de veces en los periódicos destinados a denigrar y mentir acerca de la realidad cubana. Ese es el trabajo de estas señoras y sin lugar a dudas, lo saben hacer muy bien.
Lo triste de esta historia es que esta tropilla pagada y financiada desde las tierras del Norte, ya no sabe a qué patraña recurrir para conseguir la atención de las autoridades eclesiales, tanto en la isla como en el Vaticano, y según anuncian los pronósticos, se quedarán una vez más en la categoría de incumplidores en la emulación, sin alcanzar el preciado galardón de Mercenario Vanguardia.
Mientras Yoani, Fariñas, las Damas de Blanco y el resto de la maltrecha nómina de la SINA se desesperan ante la impotencia del no reconocimiento, Cuba y su pueblo, recibirá el próximo lunes 26, con afecto y respeto, al Papa Benedicto XVI, Sumo Pontífice de la Iglesia Católica y Jefe de Estado de la Santa Sede, como invitado del Gobierno y de la Conferencia de Obispos Católicos de Cuba, según dejó conocer un reciente editorial publicado por el diario Granma.
Nuestro país se sentirá honrado en acoger a Su Santidad con hospitalidad y mostrarle el patriotismo, cultura y vocación solidaria y humanista de los cubanos, en que se sustentan la historia y la unidad de la Nación.
Esta visita papal a Cuba y México, será un reconocimiento a la dignidad de América Latina, desde donde Benedicto XVI abrazará a todo el continente americano, declaró este lunes en la capital azteca el padre Federico Lombardi, vocero de la Santa Sede, y si de dignidad se trata, entonces veremos algunos nombres desaparecer, ante la voz de un pueblo pobre, pero honrado, que sabe recibir con afecto a sus invitados.
*Miguel Fernández es periodista cubano residente en Miami. Su blog: Cuba, la isla infinita


domenica 11 marzo 2012

Il Papa a Cuba-El Papa en Cuba


Il Papa a Cuba
marzo 2012 - Frei Betto http://www.freibetto.org/

Per la delusione e fallimento delle pressioni diplomatiche della Casa Bianca, Papa Benedetto XVI arriverà a Cuba il 26 marzo. Rimarrà sull'isola tre giorni, dopo l'ingresso in America Latina dal Messico. Il 28 marzo celebrerà una messa nella Piazza della Rivoluzione a L'Avana.
Benedetto XVI celebrerà a Santiago de Cuba - la storica città della caserma Moncada, dove Fidel Castro iniziò la sua lotta rivoluzionaria nel 1953 - il 400° anniversario dell'apparizione della Vergine della Carità del Cobre.
Nel 1988, dopo che il Papa Giovanni Paolo II concluse la sua visita a Cuba, partecipai ad un pranzo offerto da Fidel ad un gruppo di teologi. Ad un certo punto un teologo italiano manifestò, dall'alto del suo sinistrismo, la sua indignazione per il fatto che il Papa avesse esposto la Vergine della Carità ornata da una corona d'oro.
Fidel non nascose il suo disappunto. E reagì dicendo: "La Vergine del Cobre non è solo la patrona dei cattolici di Cuba. Lei è la patrona della nazione cubana". E raccontò di come sua madre, Lina Ruz, cattolica devota, fece sì che lui e Raul promettessero che se fossero usciti vivi dalla Sierra Maestra, andassero a depositare le loro armi nel santuario, allo scopo di realizzare la promessa che lei aveva fatto. Nel 1983, durante la visita al santuario per la prima volta ho visto lì le armi.
Per queste "cristocoincidenze" che solo la fede spiega e le ricerche chiariscono, la Vergine della Carità e Nostra Signora Aparecida hanno molto in comune, come Cuba e Brasile. Come disse Ignacio de Loyola Brandão: "Cuba è un Bahia fortunata". Entrambe le immagini furono trovate durante la colonizzazione: lì, nel 1612, la spagnola, qui nel 1717, la portoghese: le due in acqua. Le due trovate da tre pescatori. Là nel mare, qui nel fiume Paraiba. Ed entrambe sono negre.
Il Papa arriverà a Cuba nel momento in cui il paese attraversa cambiamenti sostanziali, ma senza abbandonare il suo progetto socialista. Si sta dando un progressivo processo di de statalizzazione, di apertura all'iniziativa privata, e negli ultimi mesi sono stati rilasciati più di duemila prigionieri.
Ora i rapporti tra il governo e la Chiesa cattolica possono essere qualificati come eccellenti. Non rimangono, nell'isola, residui di clero di origine spagnola e formazione franchista, che tanto fomentò l'anticomunismo durante i primi anni della Rivoluzione, in cui un sacerdote promosse l'obbrobriosa Operazione Peter Pan: convinse i genitori di più di 14000 bambini che avrebbero perso la patria potestà e che i loro figli sarebbero passati nelle mani dello Stato... Portò i bambini a Miami, senza padri o madri, e il risultato, come si può immaginare, fu catastrofico. La Rivoluzione non fu sconfitta dalla Baia dei Porci, promossa dall'amministrazione Kennedy, e molti di questi bambini non poterono sfuggire ad un futuro di criminalità, droga ed altri disturbi. Migliaia di loro non poterono mai essere localizzati dalle loro famiglie.
Sia il Vaticano come i vescovi cubani si oppongono al blocco che gli Stati Uniti impongono all'isola. Si potrà essere in disaccordo con molti aspetti del socialismo in quel paese, ma nessuno mai ha visto la foto di un ragazzo cubano che vive per la strada, o famiglie sotto i ponti, o bande di narcotrafficanti. In Havana un manifesto mostra un bambino sorridente con questa frase sotto la foto: "Stasera 200 milioni di bambini dormiranno per le strade del mondo. Nessuno di loro è cubano".
Cuba ha molti difetti ma non di rifiutare ad undici milioni di abitanti i diritti umani fondamentali: cibo, salute, istruzione, alloggio, lavoro e arte (tra cui il cinema e il Buena Vista Social Club). Ciò che ha meritato gli elogi di Giovanni Paolo II durante la sua visita di sette giorni, una delle più prolungate del suo pontificato.
Oggi Cuba riceve, in proporzione, più turisti del Brasile. Che è una vergogna per il nostro paese di dimensioni continentali e con tante attrattive. La differenza è che Cuba promuove non solo il turismo di ristoro (ha spiagge paradisiache), ma anche il turismo scientifico, culturale, artistico e sportivo.
La Rivoluzione cubana resiste da 54 anni, nonostante gli atti terroristici nel paese, descritti in dettaglio nel best-seller di Fernando Morais, 'Gli ultimi cinque soldati della Guerra Fredda' (2011) ed al fatto di dover sopportare sul suo litorale la base USA di Guantanamo, che le ruba parte del suo territorio per usarlo come prigione per presunti terroristi sequestrati in luoghi lontani.
Forse la resistenza cubana è un altro miracolo della Vergine della Carità...


El Papa en Cuba
Frei Betto
Para disgusto y fracaso de las presiones diplomáticas de la Casa Blanca, el papa Benedicto XVI llegará a Cuba el 26 de marzo. Se quedará tres días en la isla, después de entrar en América Latina por México. El 28 de marzo celebrará una misa en la plaza de la Revolución, en La Habana.
Benedicto XVI celebrará en Santiago de Cuba -la histórica ciudad del cuartel Moncada, donde Fidel Castro inició su lucha revolucionaria en 1953- los 400 años de la aparición de la Virgen de la Caridad del Cobre.
En 1988, después que el papa Juan Pablo II terminase su visita a Cuba, participé en un almuerzo ofrecido por Fidel a un grupo de teólogos. En cierto momento un teólogo italiano manifestó, desde lo alto de su izquierdismo, su indignación por el hecho de que el pontífice hubiera expuesto a la Virgen de la Caridad adornada con una corona de oro.
Fidel no escondió su malestar. Y reaccionó diciendo: “La Virgen del Cobre no es sólo la patrona de los católicos de Cuba. Es la patrona de la nación cubana”. Y relató cómo su madre, Lina Ruz, católica devota, hizo que él y Raúl prometieran que si salían vivos de la Sierra Maestra, vendrían a depositar sus armas en el santuario, a fin de pagar la promesa que ella había hecho. En 1983, al visitar el santuario por primera vez, vi allí las armas.
Por esas “cristicoincidencias” que sólo la fe explica y las encuestas aclaran, la Virgen de la Caridad y Nuestra Señora Aparecida tienen tanto en común como Cuba y Brasil. Como dijo Ignacio de Loyola Brandão: “Cuba es una Bahía con suerte”. Ambas imágenes fueron encontradas durante la colonización: allí, en 1612, la española; aquí, en 1717, la portuguesa: Las dos en el agua. Las dos encontradas por tres pescadores. Allá, en el mar; acá, en el río Paraiba. Y ambas son negras.
El papa llegará a Cuba en el momento en que el país pasa por cambios sustanciales, aunque sin abandonar su proyecto socialista. Se está dando un proceso progresivo de desestatización, de apertura a la iniciativa privada, y en los últimos meses fueron liberados más de dos mil presos.
Ahora las relaciones entre el gobierno y la Iglesia Católica pueden ser calificadas de excelentes. Ya no quedan en la isla residuos del clero de origen español y formación franquista, que tanto fomentó el anticomunismo durante los primeros años de la Revolución, en que un sacerdote promovió la oprobiosa Operación Peter Pan: convenció a los padres de 14 mil niños de que iban a perder la patria potestad y de que sus hijos pasarían a manos del Estado… Llevó a los niños para Miami, sin padres ni madres, y el resultado, como se puede imaginar, fue catastrófico. La Revolución no fue derrotada por la invasión de Bahía Cochinos, patrocinada por el gobierno de Kennedy, y muchos de aquellos niños no pudieron escapar de un futuro de delincuencia, drogas y otros trastornos. Miles de ellos nunca pudieron ser localizados por sus familias.
Tanto el Vaticano como los obispos cubanos son contrarios al bloqueo que los EE.UU. imponen a la isla. Se podrá estar en desacuerdo con muchos aspectos del socialismo de aquel país, pero nadie nunca ha visto la foto de un niño cubano viviendo en la calle, o familias bajo los puentes, o mafias de narcotraficantes. En La Habana un cartel exhibe a un niño sonriendo con esta frase bajo la foto: “Esta noche 200 millones de niños dormirán en las calles del mundo. Ninguno de ellos es cubano”.
Cuba tiene muchos defectos, pero no el de negar a once millones de habitantes los derechos humanos fundamentales: alimentación, salud, educación, vivienda, trabajo y arte (incluyendo el cine y el Buena Vista Social Club). Lo cual mereció elogios de Juan Pablo II durante su visita de siete días, una de las más prolongadas de su pontificado.
Hoy Cuba recibe, proporcionalmente, más turistas que el Brasil. Lo que es una vergüenza para nuestro país de dimensiones continentales y con tantos atractivos. La diferencia es que Cuba promueve no sólo el turismo de solaz (tiene playas paradisíacas) sino también el turismo científico, cultural, artístico y deportivo.
La Revolución Cubana resiste desde hace 54 años, a pesar de los actos terroristas con el país, descritos al detalle en el best-seller de Fernando Morais, Los últimos cinco soldados de la guerra fría (2011). Y al hecho de tener que soportar en su litoral la base estadounidense de Guantánamo, que le roba parte de su territorio para usarlo como cárcel de supuestos terroristas secuestrados en lugares lejanos.
A lo mejor la resistencia cubana es otro milagro más de la Virgen de la Caridad…
[Frei Betto es escritor, autor de "Sinfonía universal. La cosmovisión de Teilhard de Chardin”, entre otros libros].

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