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martedì 7 aprile 2015

LETTERA DEI MOVIMENTI SOCIALI ITALIANI AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI BARACK HUSSEIN OBAMA



Presidente,
noi, rappresentanti dei movimenti sociali in Italia, abbiamo accolto con sconcerto e indignazione la Sua decisione di decretare, il 9 marzo 2015, un’emergenza nazionale nei confronti della Repubblica bolivariana del Venezuela, definendo questo paese «una minaccia inusuale e straordinaria alla sicurezza nazionale e alla politica estera degli Stati uniti».
Questo decreto è un atto di aggressione che calpesta il diritto internazionale, ed è il tentativo più grave di violare la volontà democratica del popolo venezuelano.
Noi crediamo inoltre che il Suo decreto metta a repentaglio la pace nel continente, perché indica con chiarezza che il Suo governo è disposto a contrastare le conquiste sociali che l’America latina ha realizzato nell’ultimo decennio.
Lei, presidente Obama, sta isolando il Suo paese, facendone un vero «Stato canaglia». Lei tratta come nemico il Venezuela, un paese che ha una tradizione di pace internazionale antica di due secoli.
Lei sta agendo come un «bandito internazionale» (o, più blando,  «bullo internazionale») che pretende di imporre la propria forza contro la legge, e contro la sovranità dei popoli.
Il potere militare ed economico degli Stati uniti non può calpestare i diritti del resto dell’umanità.
Lei, presidente Obama, vuole cambiare il governo del Venezuela per distruggere i progressi sociali nel continente.
Il governo degli Stati uniti vuole «torcere il braccio» (*) alle donne e agli uomini del Venezuela perché hanno deciso, democraticamente e in pace, di correggere le enormi disuguaglianze accumulate in secoli di razzismo contro i popoli originari e gli afro-discendenti, di violenza contro le donne, di oppressione dei lavoratori delle campagne e degli abitanti delle città, di discriminazione contro le minoranze sessuali, di esclusione delle minoranze con necessità speciali e di devastazione dell’ambiente.
Negli ultimi quindici anni, milioni di donne e uomini in Venezuela, come in America latina e nei Caraibi, hanno visto migliorare le proprie condizioni di vita grazie alla lotta contro la povertà, l’analfabetismo e la mancanza di cure sanitarie, e grazie al riconoscimento dei propri diritti culturali, ambientali e di genere.
Tutto questo è dovuto a un grande cambiamento storico che ha reso i movimenti sociali attori politici fondamentali, erodendo il potere delle élites tradizionali.
Lei presidente Obama usa il potere del Suo paese per proteggere i privilegi di quell’1% della popolazione, formato da gruppi di potere, che ha oppresso il 99% dei popoli dell’America latina.
Il Suo governo, cercando di riportare indietro l’orologio storico dell’intera regione, cospira contro la democrazia, le maggioranze popolari e la pace con giustizia che sono costati tanto sacrificio a milioni di venezuelani e latinoamericani.
La Repubblica bolivariana del Venezuela non è sola.
In questa lotta per la pace e la giustizia, il popolo del Venezuela ha il diritto di decidere liberamente del proprio futuro; e ha anche il diritto di commettere errori.
Noi intendiamo accompagnare il Venezuela nel suo sforzo di liberazione. Le lotte delle maggioranze popolari venezuelane sono le nostre lotte. Le loro vittorie e le loro sconfitte sono le nostre.
Il Venezuela sarà inusuale e straordinario, ma la minaccia, presidente Obama, è Lei.
Lei è convinto che sconfiggendo il Venezuela potrà creare un «effetto domino» in tutto il continente, frenando l’onda di cambiamento sociale che lo percorre. E’ un errore che nasce dalla incomprensione e dal disprezzo che le élites del Suo paese nutrono nei confronti dei movimenti sociali latinoamericani. La Sua ingiustificata aggressione è destinata al fallimento.
Mentre il Venezuela offre pace, solidarietà, amicizia ai popoli del mondo, il Suo governo, presidente Obama, offre solo un ritorno al passato, con l’uso illegale della forza, basi militari, minacce e intimidazioni.
Per noi, la scelta è chiara: il Venezuela può essere inusuale e straordinario, ma siete voi, Lei presidente Obama e il governo degli Stati uniti, la minaccia per la democrazia, la pace, la giustizia in America latina.
Invitiamo alla riflessione, alla fine dell’arroganza, al rispetto dei diritti umani dei popoli di tutto il mondo e al massimo di organizzazione e mobilitazione da parte delle maggioranze sociali, per difendere le vittorie già ottenute e progredire sempre più sul cammino dell’aspirazione alla giustizia e alla pace.
Per questo, presidente Obama, “revochi subito il decreto!”

ALBAinformazione Italia
Amici Cuba “Italo Calvino” Alta Maremma – Toscana
ANROS – Italia
Associazione ALMA REBELDE - Ravenna
Associazione delle Donne della Regione Mediterranea (AWMR) - Italia
Associazione di Amicizia Italia-Nicaragua
Associazione e Rivista “Nuestra America” - Italia
Associazione Marxista “Polìtica e Clase” - Italia
Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba
Associazione Nazionale “Marx XXI” e Rivista “MarxVentuno” – Bari
Associazione Ricreativa e Culturale Italiana (ARCI) - Italia
Associazione "SIMON BOLIVAR" - Bari
Banda Bassotti - Italia
Brigada do MST “ANTONIO GRAMSCI” -  Viterbo
Capitolo Italiano Intellettualli, Artisti, Movimenti Spciali in Difesa dell’Umanità
Casa delle Culture - Ancona
Centro Culturale Marchigiano “La Città Futura” - Ancona
Centro di Informazione Ricerca e Cultura Internazionale - Roma
Centro di Iniziativa Popolare,  Alessandrino - Roma
Cestes Proteo Centro Studi Unione Sindacale di Base - Italia
Circolo Bolivariano “Alessio Martelli” Piombino, Alta Maremma - Toscana
Circolo Bolivariano “Antonio Gramsci”  Italovenezolanos - Caracas
Circolo Bolivariano “Hugo Chàvez” - Ostia
Circolo Bolivariano “José Carlos Mariategui” - Napoli
Circolo Bolivariano “Simon Rodriguez” - Napoli
Circolo “Julio Antonio Mella”,  Associazione di Amicizia Italia-Cuba - Ostia
Circolo “R. Foresti”, Associazione di Amicizia Italia-Cuba - Genova
Circolo “Roma”, Associazione di Amicizia Italia-Cuba - Roma
Circolo “Vilma Espìn”,  Associazione di Amicizia Italia-Cuba - Ravenna
Comitato di Solidarietà col Popolo Palestinese in Terra di Bari - Bari
Comitato Immigrati Italia
Comitato Sankara XX – Chieri
Confederazione Sindacali COBAS Publico Impiego - Pisa
Contropiano (quotidiano comunista) - Italia
Cooperativa Sociale Integrata “Assalto al Cielo” - Roma
Fronte dei Giovani Comunisti - Italia
Laboratorio Europeo per la Crìtica Sociale - Italia
Lega Internazionale delle Donne per la Pace e la Libertà - Italia
LiberaTV - Italia
Movimiento País Ecuador en Italia
Natura Avventura Edizioni - Italia
Radio Città Aperta - Roma
Red de Amigos de la Revolución Ciudadana en Italia
Red Por Ti América - Cuba (sede en Italia)
Red Por Ti América - Italia
Rete dei Comunisti - Italia
Rete Italiana di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana “Caracas ChiAma”
Rete No War - Italia
Rivista digital labussola.org - Italia




sabato 28 febbraio 2015

AL DIRETTORE DEL CORRIERE DELLA SERA E AI LETTORI: PROTESTA PER L’ARTICOLO DI SARA GANDOLFI SUL VENEZUELA / RISPOSTA DI UN ITALIANO DA 40 ANNI IN VENEZUELA





Come  coordinatore del Circolo Bolivariano"Alessio Martelli "Piombino - alta Maremma Toscana, nel giugno 2014  partecipe a Roma alla nascita della rete Italiana di Solidarietà con la rivoluzione Bolivariana "Caracas ChiAma", con vivo piacere  pubblico in questo blog  la risposta redatta da una attivista militante della rete al direttore del  quotidiano “Corriere della sera” ormai da anni non nuovo a sparare menzogne fasciste sul Venezuela Bolivariano, su Cuba, sui Cinque eroi Cubani. prima della loro liberazione e dopo,....e  su tutto quello che si muove a sinistra nel mondo,  è il classico giornale servo del potere, servo indiscusso degli USA.. come del resto lo è quasi tutta l’informazione italiana, “La Repubblica”, "la Stampa"….. la RAI, Mediaset, L7,…. Farei certamente prima a scrivere le rare testate giornalistiche, le rare network, che sono un poco più obbiettive nel dare informazione,……. La risposta in merito di riferisce all’articolo di Sara Gandolfi  “Lilia, Maria, Mitzi, tre madri contro Maduro”, a Sara Gandolfi  replica anche un italiano da 40 anni in Venezuela.
                                                By Sandino
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Direttore, mi riferisco all’incredibile pubblicazione - in prima pagina!– sul Corriere della Sera dell’articolo di Sara Gandolfi  “Lilia, Maria, Mitzi, tre madri contro Maduro”. Fra il colore e la menzogna, UNO STRAVOLGIMENTO DELLA REALTA’. Chiedo che la mia lettera pubblicata. Ecco a seguire alcuni punti, posso mandarvi informazioni più dettagliate. Suggerisco maggiore attenzione alle fonti per evitare i macroscopici errori compiuti su altri scenari internazionali, con gli effetti tragici che adesso sono sotto gli occhi di tutti.

 1) “Centinaia di giovani uccisi e in carcere”:come risulta anche dagli appelli rivolti al Parlamento europeo dal Comitato venezuelano familiari delle vittime delle guarimbas (i blocchi stradali con filo spinato e altro realizzati dall’opposizione), la gran parte delle 43 vittime - più centinaia di feriti - dell’anno scorso sono il risultato appunto di azioni di piazza violente di varia natura (altro che manifestazioni pacifiche). Quanto alle vittime imputabili a forze di polizia, comprese quelle agli ordini di istituzioni locali in mano all’opposizione, i presunti autori sono detenuti, o sotto processo (più di quanto non avvenga in Italia, ad esempio; per non dire degli Stati uniti)-

2) Il ragazzino di 14 anni ucciso da un agente antisommossa: l’agente – che ha sparato un proiettile di gomma e ha sostenuto di essersi difeso una volta accerchiato - è in carcere.

3) “Leopoldo è un caso fra centinaia di migliaia di altri” dice la moglie di Lópezcentinaia di migliaia è un dato semplicemente ridicolo. E López è in carcere per aver istigato l’ondata di violenze dell’anno scorso nell’ambito di un piano di destabilizzazione. I venezuelani incarcerati non erano «manifestanti pacifici» ma materialmente esecutori o istigatori di fatti di violenza.

 4) María Corina Machado, lungi dall’essere una madre coraggio, ha partecipato al piano di destabilizzazione del 2014.

 5) Le tre oppositrici vantano  l’appoggio di papa Francesco: semplicemente assurdo. Il papa come sempre invoca il dialogo.

6) Antonio Ledezma, secondo sua moglie Mitzi Capriles è stato arrestato con false accuse di incitazione al golpe: in realtà ad accusarlo sono alcuni ufficiali in carcere per il tentato golpe sventato l’11 febbraio che prevedeva anche bombardamenti contro obiettivi militari e civili.  Secondo gli ufficiali, Ledezma avrebbe fatto anche da raccordo con funzionari statunitensi. Egli è accusato inoltre da Lorenz Saleb, un altro indagato per i fatti dell’anno scorso, che la Colombia ha estradato in Venezuela. 

 7) La moglie di Antonio Ledezma sarebbe, per l’autrice dell’articolo, una “esponente della borghesia illuminata”: la borghesia illuminata venezuelana non sopporta che dal 1999 – anno dell’arrivo al potere di Hugo Chavez -  i proventi del petrolio siano distribuiti e servano a processi sociali; e sfodera un odio perfino razziale più volte dimostrato anche nei confronti di Chavez – chiamato scimmia – e Maduro – asino). 

8) “Non siamo golpisti come Chavez”dice la moglie di Ledezma:  la destra che le tre damasrappresentano ha tentato diverse destabilizzazioni, a partire dal colpo di Stato (con appoggio statunitense) nel 2002, fallito grazie ai milioni di venezuelani scesi in piazza. Anche l’anno scorso, le tecniche da guerriglia urbana e gli scontri con le forze dell’ordine erano fatti per provocare una destabilizzazione. Altro che teli bianchi simbolo di pace alle finestre!

9) “Il governo è in crisi per caduta prezzi del petrolio, corruzione e crollo dell’economia”:  il Venezuela è anche da tempo vittima di una evidente guerra economica e mediatica e di continue ingerenze da parte degli Stati uniti, con organizzazioni estere a finanziare l’opposizione, malgrado la condanna di oltre cento paesi. Secondo il sito web Wikileaks, già nel 2004 l’allora Ambasciatore Brownfield aveva la missione di elaborare un piano a lungo termine per rovesciare il chavismo.

Marinella Correggia, ecologista e giornalista, Torri in Sabina (Ri)


Risposta (domanda) di un italiano da 40 anni in Venezuela a Sara Gandolfi del Corriere della Sera


"... L’informazione sul Venezuela ha superato ogni limite di cecità dei media contro un governante, polverizzando i libri di stile, i codici di etica e i principi deontologici del giornalismo."


Pascual Serrano


Sono un italiano che vive da 40 anni in Venezuela nel Este di Caracas nella zona dove si sono svolti l'anno scorso per due mesi manifestazioni “pacifiche” di protesta contro la “dittatura” e dove sono morte 3 persone: 2 motorizzati e un soldato. SONO UN TESTIMONE OCULARE. 

Vorrei chiedere alla giornalista: Dove sono le altre mamme quelle dei 43 morti e 800 feriti, in gran parte vittime delle trappole da strada (le guarimbas) messe in atto dai gruppi di estrema destra nei quartieri bene della capitale, tecniche di guerriglia violenta che, con barricate di chiodi, detriti e fil di ferro hanno sgozzato diverse persone?

Tutte manifestazioni violente organizzate e finanziate da Ledezma, Maria Corina Machado, Leopoldo Lopez ed i loro amici della MUD, chiamate LA SALIDA (l’uscita).


Dove sono, che pensano le mamme del giovane motorizzato sgozzato, dei soldati e dei funzionari uccisi dai cecchini, dei cittadini morti per rimuovere gli ingombri dalle strade, dell'autista del pulmino bruciato per trovarsi sui luoghi della protesta “pacifica" delle donne incinte o malati che non hanno potuto raggiungere l’ospedale a causa dei blocchi stradali?


Dove stanno in un articolo serio le opinioni della controparte, la voce dell’avversario? Non sono un giornalista ma qui abbiamo imparato che una informazione seria fa sentire anche un’altra opinione, intervista anche l’avversario, che poi in Venezuela è la maggioranza della popolazione.


Cosa pensare? O non siete giornalisti seri o siete pagati per scrivere i fatti solo dal punto di vista del firmante dei vostri assegni.


Per questi sindaci italiani arrestati negli ultimissimi anni per reati inferiori al tradimento e al colpo di stato sanguinario, nessun governo del mondo ha protestato o ripudiato nessuno si e indignato ne preoccupato.


La smentita dello stesso sindaco Ledezma confermando che in nessun momento si sono violati i suoi diritti umanihttps://www.youtube.com/watch?v=PagWk_7lh-E 


Non è stata riportata de nessun giornale italiano. Le confessioni di ufficiali implicati nel golpe, innumerevoli intercettazioni, nemmeno sono notizie per la stampa.


 E allora bisogna pensare che è vero quello che dice Gianni Minà: “Nel giornalismo italiano attuale, specie in quelli che furono i grandi media, sembra ormai tramontato il dovere di suffragare con la realtà indiscutibile i fatti che si raccontano. In particolare se, come nel caso del Venezuela, la verità deve essere per forza quella che fa comodo agli Stati Uniti d’America e alle loro multinazionali”. 


Respuesta (y pregunta) de un italiano con 40 anos en Venezuela a Sara Gandolfi, periodista de Corriere della Sera

(traducción libérrima de AVP)
                                                
"... La información sobre Venezuela ha superado todos los límites de la ceguera de los medios de comunicación en contra de un gobernante, pulverizando los libros de estilo, los códigos de ética y los principios deontològicos del periodismo."

Pascual Serrano

Soy un italiano que ha vivido durante 40 años en Venezuela, enel este de Caracas,  la zona en la que se llevaron a cabo el ano pasado y durante dos meses manifestaciones "pacíficas" de protesta contra la "dictadura" y donde murieron tres personas: dos motorizados y un soldado . SOY TESTIGO PRESENCIAL.

Quisiera preguntar a la periodista: ¿Dónde están las madres de los 43 muertos y los 800 heridos, en su mayoría víctimas de las trampas de la carretera (las guarimbas) implementadas por grupos de extrema derecha en los barrios altos de la capital,usando técnicas de guerrilla violenta, con barricadas de clavos, escombros y alambres que han sacrificado a varias personas?

Todas fueron manifestaciones violentas organizadas y financiadas por Ledezma, María Corina Machado, Leopoldo López y sus amigos de la MUD, dentro de una estrategia denominada  LA SALIDA.

¿Dónde están, qué piensan, las madres del joven motorizado sacrificado, de los soldados y de los funcionarios muertos por francotiradores, de los ciudadanos asesinados porque se atrevieron a remover los escombros de las calles, del conductor de la camioneta quemada solo porque tuvo la “suerte” de encontrarse en el lugar de la protesta "pacífica";  de las mujeres embarazadas o los enfermos que no pudieron llegar al hospital debido a las barricadas?

¿Dónde están, como se espera de un artículo serio, las opiniones de la otra parte, la voz del adversario? No soy periodista, pero aquí hemos aprendido que una información seria también se hace eco de otras opiniónes y entrevista incluso al oponente que, en Venezuela, es la mayoría de la población.

¿Qué pensar? O no son periodistas serios o son pagados porescribir los hechos sólo desde el punto de vista de la persona que firma los cheques de su nómina.

Por los alcaldes italianos arrestados en los últimos años por delitos menores a la traición y al golpe de estado sangriento, ningún gobierno en el mundo ha protestado o repudiado la medida. Nadie se ha indignado ni preocupado.

El desmentido que el propio alcalde Ledezma hizo, confirma que en ningún momento se han violado sus derechos humanos (https://www.youtube.com/watch?v=PagWk_7lh-E )

No han sido reportadas por ningún periódico italiano las confesiones de los oficiales involucrados en el golpe de Estado; y el sinnúmero de  intercepciones telefónicas grabadas, no han sido noticia para la prensa.

Entonces debemos pensar que es verdad lo que dice Gianni Mina: "En el actual periodismo italiano, especialmente en aquellos que fueron los grandes medios de comunicación, ahora parece haberse perdido el deber de fundamentar la indiscutible realidad con los hechos que se cuentan. Sobre todo si, como en el caso de Venezuela, la verdad tiene que ser, necesariamente, aquella que es conveniente a los Estados Unidos y a sus empresas multinacionales.