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venerdì 27 febbraio 2015

Basta con le menzogne sul Venezuela del Corriere della sera, RAI,.....comunicato Ambasciata della Repubblica Bolivariana del Venezuela presso la Repubblica Italiana


       

VENEZUELA DENUNCIA COLPO DI STATO E INGERENZA IMPERIALISTA  

L’11 e 12 febbraio 2015 è stato sventato e smontato un nuovo ATTENTATO GOLPISTA CONTRO LA DEMOCRAZIA E LA STABILITÀ GENERALE DELLA PATRIA. Hanno cercato di utilizzare un gruppo di militari attivi e in pensione dell’Aviazione militare e altri componenti della Forza Armata Nazionale Bolivariana per bombardare e attentare contro  obbiettivi strategici, anche civili, quali le sedi del Potere Esecutivo, Legislativo e Giudiziale e di alcuni mezzi di comunicazione. I golpisti hanno chiamato questo piano “Operazione Gericò”. Esso rappresenta una derivazione o rimanenza di un azione simile anche sventata a marzo del 2014.  
Ancora una volta, grazie all’intervento congiunto dei giovani militari della Patria, della gioventù dei barrios, degli organi d’intelligence, controspionaggio e sicurezza, si è riusciti a seguire le tracce di quest’attentato golpista e a smontarlo per tempo.  
Tra la sera dell’11 febbraio e il mattino del 12 febbraio, sono stati arrestati alcuni importanti implicati. Le ricerche  continuano per individuare il resto delle persone coinvolte, anche la volta scorsa. 

  
VENEZUELA SOTTO ASSEDIO  

La Repubblica Bolivariana del Venezuela,  già nel 2014, ha denunciato un attacco incostituzionale da parte della destra venezuelana e di attori esteri che cercano di rovesciare il Governo costituzionale e democraticamente eletto nel paese. Le violente aggressioni contro la democrazia venezuelana provengono da alcuni settori della destra radicale e violenta che ha per obbiettivo minacciare e rovesciare la stabilità del sistema democratico, cercando di imporre piani di destabilizzazione volti a disconoscere la volontà della maggioranza popolare, ratificata a favore del processo Bolivariano nelle diverse elezioni degli ultimi 15 anni. 

"L’Uscita" -  23 gennaio 2014  

Il 31 ottobre 2013 Leopoldo López, assieme ai terroristi José Colina Pulido e Germán Valera López, pianificava attentati contro  le sedi diplomatiche della Colombia e della Spagna. Durante il cosiddetto ”Arepazo”, da Miami dichiarava che era necessario “anticipare l’uscita del governo....e che Nicolás Maduro deve lasciare il prima possibile la Presidenza del Venezuela…come possiamo aspettare altri sei anni, come possiamo aspettare altri sei anni....non possiamo avere un comportamento in linea con un sistema democratico”. 

Dal 23 gennaio 2014 è stato avviato il piano oppositore denominato “L’uscita”, espressione che si riferisce alle dimissioni forzate del Presidente Nicolás Maduro e al rovesciamento del suo Governo attraverso l’organizzazione di manifestazioni “pacifiche” che, diventate di fatto violente, con un saldo doloroso di morti e feriti, hanno generato un ambiente di paura e tensione costante tra la popolazione di alcune regioni e municipi del paese, soprattutto quelli controllati da governatori e autorità locali contrarie al Governo Bolivariano. Uno dei leader che ha promosso il piano “Uscita” è stato proprio Leopoldo López, dirigente del partito Volontà Popolare, che attraverso i social network ha dichiarato: “Consideriamo la necessità di un’uscita dal disastro, un’uscita che richiede la costruzione di una forza popolare  attiva nelle piazze. Ci vediamo nelle piazze del Venezuela”  aggiungendo “il paese si avvicina all’Uscita e al cambiamento”. 
 Le basi del piano si evincono dalle alcune dichiarazioni degli oppositori López e Machado.  

I venezuelani sono tenuti ad esigere l’uscita di un governo corrotto”.  

“...lotteremo con forza e fede per far sì che il Venezuela possa realizzare il cambiamento che i venezuelani meritano”. 

  Questi appelli sono stati raccolti da diversi dirigenti, settori politici della destra venezuelana e movimenti studenteschi delle Università private, i quali il 12 febbraio 2014 hanno avviato un piano di destabilizzazione e azione violenta denominato “La Guarimba”, proprio in occasione della ricorrenza del Bicentenario della Battaglia della Vittoria e la Giornata della Gioventù.  
Il saldo tragico di tale azione, realizzata da diversi gruppi violenti, è stato di 43 morti, centinaia di feriti e  incalcolabili danni materiali al patrimonio pubblico e privato.  
I fatti violenti propiziati da questi settori dell’opposizione ultraradicale sono stati distorti e manipolati dalle grandi corporazioni private dei media nazionali ed internazionali, che li hanno presentanti come manifestazioni “pacifiche” ingiustamente represse dal governo venezuelano, i cui legittimi interventi, attraverso gli ufficiali dell’ordine pubblico, volti a tutelare la proprietà, la vita della maggioranza della popolazione e la pace del paese, non si realizzarono attraverso un uso proporzionale della forza ma per mezzo di atti di presunta violazione massiva dei diritti umani di manifestanti presumibilmente pacifici.   
Prima, durante e dopo la fallita escalation di violenza,  il presidente Nicolás Maduro ha fatto appello, in modo permanente e sincero, al dialogo, alla pace e alla comprensione, promuovendo anche la partecipazione dell’UNASUR nella organizzazione di un tavolo di dialogo cui furono convocati tutti gli attori coinvolti, incontro che fu trasmesso per radio e televisione a livello nazionale. 

Tuttavia a tale impegno di dialogo vennero imposte delle condizioni e mostrato un disinteresse nel perseguimento degli accordi presi. Questo richiamo al dialogo è stato disprezzato dalla opposizione venezuelana, che ha agito su propria iniziativa per non seguire il quadro della Costituzione Nazionale e delle leggi. L’opposizione politica in generale preferì proseguire con le sue azioni di destabilizzazione e di colpo di stato continuato, promuovendo il disconoscimento delle autorità legittimamente costituite  con il sostegno del Governo degli Stati Uniti e di alcuni alleati europei, con l’obiettivo di rovesciare il governo venezuelano. 


  Guerra Economica  


A fronte del fallimento della violenza delle Guarimbas, l’opposizione e alcune componenti della borghesia industriale e commerciale hanno scatenato una guerra economica contro il popolo venezuelano, per cercare di creare un clima di insoddisfazione che provocasse, nei settori popolari, il ripudio al Governo del Presidente Nicolás Maduro e, allo stesso tempo, una rivolta sociale; le principali armi usate sono state l’ accaparramento, la speculazione, il contrabbando e l’uso delle grandi corporazioni dei media, privando il popolo venezuelano dei principali prodotti alimentari e igienici. Tale azione, ancora in corso, è stata sventata dal Governo Bolivariano, il quale ha impiegato ingenti sforzi per frenare una guerra contro l’economia che vuole colpire direttamente il popolo venezuelano nella sua coscienza, nel suo spirito e a livello morale.   Durante questi mesi,  il Governo Bolivariano è riuscito a disattivare numerose azioni di violenza, sproviggionamento, usura, accaparramento;  tuttavia, le azioni di colpo di stato sussistono.  

 Operazione Gericó  

 Questa operazione è stata concepita sul piano militare, attraverso il coinvolgimento di un gruppo di ufficiali della Forza Armata Nazionale Bolivariana con vincoli politici anche a governi esteri,  per provocare un fatto violento contro il Presidente della Repubblica, contro alcune delle principali istituzioni dello Stato e contro la popolazione civile disarmata. Il nuovo piano golpista, denominato dagli autori “Operazione Gerico” è stato ideato da alcuni settori della destra radicale venezuelana, i quali hanno offerto soldi e una serie di benefici ai militari che avrebbero partecipato nell’azione, tra cui un visto per entrare negli Stati Uniti, svelando così il sostegno di questa nazione ai golpisti (civili e militari).    In particolare, l’ 11 e 12 febbraio 2015, proprio a un anno dalla cosiddetta “Uscita”,  diversi leader dell’opposizione hanno sottoscritto un documento denominato “APELLO AI VENEZUELANI A UN ACCORDO NAZIONALE PER LA TRANSIZIONE”. Il documento è stato firmato dai portavoce dell’opposizione politica della destra radicale venezuelana María Corina Machado, Antonio Ledezma e Leopoldo López, come possibili membri di una Giunta di Governo che rivela l’intenzione di rovesciare il Governo del presidente Nicolás Maduro Moros.
   
Da dove viene il golpe continuato: l’Ufficio delle Iniziative per la Transizione (UIT) degli USA in Venezuela.  

 Nel mese di agosto 2004 (mese del referendum per la revoca del Presidente Chávez) il governo degli Stati Uniti nominò William Brownfield come  Ambasciatore in Venezuela. Secondo il sito web Wikileaks, l’Ambasciatore Brownfield aveva la missione di elaborare un piano a lungo termine per rovesciare il chavismo. In una comunicazione datata 09 novembre 2006, l’Ambasciatore Brownfield ricorda a Washington le linee guida stabilite due anni prima (nel 2004):  

 Un piano di cinque punti contro il Governo Bolivariano:  
1. Rafforzare le istituzioni democratiche
 2. Infiltrarsi nelle basi della politica di Chávez
 3. Dividere il Chavismo 
4. Proteggere gli affari di vitale importanza per gli Stati Uniti 
5. Isolare  Chávez a livello internazionale.  

L’ UIT in Venezuela è stato “chiuso” nel 2010,  ma le sue funzioni sono state trasferite all’Ufficio per l’America Latina e i Caraibi dell’USAID. Quindi l’ UIT, creato per promuovere una transizione in Venezuela,  continua a lavorare per rovesciare il Governo Bolivariano.  

 Numerose dichiarazioni di politici dell’opposizione al Governo venezuelano riflettono una chiara posizione a favore di un cambio di governo, al margine della normativa costituzionale vigente, incluso chiedendo alla Forza Armata Nazionale Bolivariana di alterare il filo costituzionale nel paese; lo stesso si evince anche nel comunicato di un’organizzazione di venezuelani negli Stati Uniti che ha chiesto di “essere liberata dal giogo della mafia totalitaria che esercita il potere e ha portato il Venezuela alla rovina”, o nelle dichiarazioni rilasciate da un socio maggioritario del giornale “El Nacional”, pubblicate lo stesso giorno in cui era previsto l’attentato golpista: “In Venezuela si andrà al voto nel 2018, ma la situazione è cosi catastrofica, il malcontento è cosi grande in tutti i settori, incluso nel chavismo e nelle Forze Armate, che può succedere qualsiasi cosa”.  
       
Denuncia dell’Alto Comando Politico-Militare della Rivoluzione contro il tentativo di assassinio del Presidente Nicolás Maduro 

  Il 27 maggio 2014, l’Alto Comando Politico-Militare della Rivoluzione ha presentato una serie di prove consistenti in messaggi di posta elettronica scambiati tra la Sig.ra Maria Corina Machado e il Sig. Gustavo Tarre, ex deputato di COPEI, in cui si evidenzia che l’Ambasciatore statunitense in Colombia, Kevin Witaker, ha confermato il proprio sostegno alla cospirazione e ha indicato i lineamenti per continuare il piano. La Sig.ra Maria Corina Machado scrive: “Ho deciso che questa lotta durerà fino a quando il regime se ne andrà e potremo fare felici i nostri amici sparsi nel mondo. Sono andata a San Cristobal e mi sono esposta davanti all’OEA: non ho paura di nessuno; anche Kevin Witakermi ha riconfermato il suo sostegno e indicato le prossime azioni. Abbiamo dei sostegni più forti di quelli del regime  per rompere gli anelli di sicurezza”.  
A prova di questo fatto, è stato scoperto che il 27 gennaio 2015 il Capitano di Corvetta Leamsy  Salazar, che faceva parte anche di uno degli anelli di sicurezza del Presidente Chávez, ha disertato dalle FANB e ha dichiarato, davanti ad un tribunale degli Stati Uniti, in qualità di testimone protetto,  che il Governo Bolivariano è un Narco-Stato, accusando il presidente dell’Assemblea Nazionale, Diosdado Cabello, di essere il capo del Cartello della Droga. Tale denuncia acquista notevole rilevanza nel piano cospirativo se si considera  che l’Ambasciatore William Brownfield,  nell’anno 2004, aveva elaborato il “piano dei Cinque” per rovesciare il Chavismo, oltre ad essere Ambasciatore in Colombia durante il periodo (2007-2010), e  oggi  Segretario Aggiunto degli Stati Uniti nel settore Narcotici e Sicurezza Internazionale.   Nelle altre mail presentate come prova dall’Alto Comando Politico-Militare della Rivoluzione, si evidenziano le relazioni tra l’opposizione venezuelana il governo statunitense per la promozione e applicazione delle Sanzioni contro il Venezuela. Pedro Burelli scrive una email a Diego Arria in cui afferma: “mi hai chiesto un’opinione sulla risoluzione di Maria Corina Machado e credo sia quella la posizione. Vogliamo tutto e andiamo contro tutti. Abbiamo il dipartimento e l’Ambasciata,  e adesso arrivano le sanzioni dal senato”.  
E’ importante evidenziare la stretta relazione dell’opposizione venezuelana con i parlamentari cubano-americani Marco Rubio, Ilian Ros Lethinen e Mario Diaz Balart, che hanno promosso le sanzioni contro il Venezuela. Ad esempio, il giorno in cui Ilian Ros Lethinen e Mario Diaz Balart hanno annunciato ufficialmente che avrebbero introdotto questo progetto di legge, sono stati accompagnati da Gisela Parra, rappresentante della MUO a Miami e da Luigi Baria, Sindaco della città Doral al sud della Florida, grande oppositore del Governo venezuelano.

Tutti questi elementi, sono una chiara evidenza di un piano di golpe continuo in Venezuela da parte dei settori destabilizzatori, che hanno come fermo obbiettivo violare l’ordine costituzionale del paese.   
Oltre alla situazione creata nel paese da questi gruppi di destra, si osserva una marcata partecipazione e un constante intervento del Governo degli Stati Uniti d’America negli affari interni del paese. I principali rappresentanti governativi statunitensi, infatti, hanno il compito di emettere giudizi sproporzionati ed errati sulla situazione del Governo del presidente Nicolás Maduro Moros, con l’obiettivo di creare una matrice d’opinione internazionale che giustifichi il Colpo di Stato, l’intervento straniero e la cosiddetta “transizione pacifica” verso la democrazia.   
Il Governo degli USA, ostentando la sua presunta egemonia, ha sistematicamente infranto l'obbligo internazionale di non - ingererenza negli affari interni del Venezuela, sviluppando una linea d’ azione dichiarativa e legislativa finalizzata a screditare e minare il governo bolivariano del presidente Nicolas Maduro e le istituzioni democratiche venezuelane, e quindi sovvertire il sistema partecipativo e protagonistico costituzionalmente   In effetti, il Governo statunitense, attraverso dichiarazioni ufficiali, ha portato avanti, dal 2014,un comportamento perverso volto a screditare pubblicamente le politiche sviluppate dal governo venezuelano per affrontare la crisi promossa dall’ultra destra politica venezuelana.  
Lo stesso presidente Barack Obama ha riconfermato la strada intervenzionista lo scorso  5 maggio 2014 attraverso una  dichiarazione sulla rete televisiva Univisión:  
“Non è il Venezuela che preoccupa gli Stati Uniti. L’emisfero intero ha osservato la violenza, le manifestazioni, la situazione con l’opposizione. La nostra percezione  generale è che la scelta dei propri leader attraverso elezioni legittime spetti al popolo venezuelano. Il nostro approccio in tutto l’emisfero non è ideologico.  Non fa capo alla guerra fredda. Si basa su alcuni principi fondamentali come i diritti umani, la democrazia, la libertà di stampa e la libertà di associazione. Tutto questo avviene? Viene rispettato? Alcune segnalazioni dimostrano che questi principi non sono stati rispettati dopo  le elezioni. E credo che il nostro unico interesse in questo momento sia assicurarci che il popolo del Venezuela possa determinare il proprio destino, libero dalle pratiche da cui  l’emisfero intero si è allontanato. In Centro e Sudamerica abbiamo assistito ad una delle più grandi storie di sviluppo, ed essa è radicata in quel grande cambiamento verso la democrazia e la libertà. Lo vediamo qui, in Messico, dove si è verificata una transizione pacifica da un partito all’altro dopo le elezioni;  l’abbiamo visto in Colombia, Cile, Peru. Credo che il popolo venezuelano voglia lo stesso”. 

Il Segretario di Stato, Jhon Kerry, il 21 maggio 2014 travisa situazioni specifiche di violenza accadute in Venezuela definendole manifestazioni pacifiche, insistendo sulla falsa violazione dei diritti politici nel nostro paese e chiedendo persino la liberazione di personaggi che hanno promosso atti vandalici e criminali, giustificandoli con il fatto che "volevano solo esercitare il proprio diritto democratico di esprimere dissenso".  
Allo stesso modo, il vicepresidente americano, Joe Biden, in occasione di una visita in Brasile [16 e 17/06/2014] ha dichiarato apertamente che il governo USA crede si stia verificando un indebolimento delle istituzioni democratiche del Venezuela, che sta portando alla mancanza di democrazia e di garanzia dei diritti umani.   Il 30 luglio 2014 il Dipartimento di Stato ha imposto delle restrizioni alla concessione di visti per alcuni funzionari venezuelani, con il pretesto dell’esistenza di un’ intimidazione giudiziaria del dissenso politico venezuelano e di un uso eccessivo della forza nel controllo delle situazioni di violenza che, all’epoca, si stavano verificando in modo isolato in alcune zone urbane, e venivano definite come proteste pacifiche: l’obiettivo era garantire che i violatori dei diritti umani si rendessero responsabili.  
l Dipartimento di Stato, attraverso la sua portavoce, Jen Psaki, ha fornito e ribadito dichiarazioni a sostegno di false matrici di opinione sulla situazione economica nel nostro Paese, costruendo un’ipotesi di presunta criminalizzazione del dissenso politico venezuelano ed ovviando gli atti criminali e vandalici che alcuni leader politici della destra venezuelana hanno caldeggiato o promosso, direttamente e pubblicamente, essendo questa la vera ragione dei loro processi in corso.   Il 3 febbraio 2015, il Tenente Generale Vincent Stewart, Direttore dell’Agenzia d’Intelligence per la Difesa, ha dichiarato, in occasione di una Conferenza sulle Minacce nel Mondo che “il Presidente venezuelano Nicolás Maduro non ha risolto i fattori che hanno portato alle proteste contro il governo nel 2014, includendo un’economia insufficiente, la carenza  di   prodotti di prima necessità, il  mancato controllo dei crimini violenti e le tattiche autoritarie del governo contro l’opposizione politica. Anticipiamo che alcune organizzazioni studentesche e dell’opposizione politica realizzeranno proteste durante i mesi precedenti alle elezioni legislative del 2015. I dirigenti militari sono rimasti fedeli e continueranno a soffocare le proteste contro il governo. Anticipiamo che le forze di sicurezza utilizzeranno ancora tattiche di repressione per ristabilire l’ordine”.   E' inoltre importante ricordare che il governo degli Stati Uniti, nella sua Strategia per la sicurezza nazionale 2015, mantiene una linea d’opinione distorta sulla violazione dei diritti umani, la criminalizzazione del dissenso politico e il divieto 
alla libertà di espressione in Venezuela: ciò con l’aggravante di promuovere, come linea d’azione, il sostegno all'opposizione politica venezuelana per un cambiamento di regime costituzionale democratico,  partecipativo e protagonistico nel paese.   
In tal senso, il governo degli Stati Uniti non ha mai perso l’opportunità di mettere in discussione l'integrità del sistema di giustizia venezuelano, con particolare riferimento al processo giudiziario di Leopoldo López, uno dei principali promotori del piano “Uscita”.  
E’ opportuno ricordare che il governo statunitense ha mantenuto una linea di opinione travisata sui diritti umani in Venezuela e sulla presunta criminalizzazione della dissidenza politica. Le dichiarazioni del governo degli Stati Uniti appena riportate, oltre a quelle previamente indicate,  si  evidenziano in diversi comunicati e dichiarazioni del Dipartimento di Stato (30 luglio 2014 e 30 gennaio 2015) così come nelle dichiarazioni rilasciate dallo stesso presidente Barack Obama il 23 settembre 2014, a sostegno del Sig. Leopoldo López. Tutto questo viene fissato dal governo statunitense come espressione di una linea d’azione per il sostegno dell’opposizione politica venezuelana nella promozione di un cambiamento del  governo costituzionale, democratico, partecipativo e protagonico in Venezuela.  

STATI UNITI E  FINANZIAMENTO ALLA OPPOSIZIONE
Un altro elemento chiave che mostra l'ingerenza del governo statunitense è il costante sovvenzionamento dell’opposizione venezuelana. Sin dall'inizio della Rivoluzione Bolivariana, il governo degli Stati Uniti ha stanziato fondi del proprio bilancio per finanziare gruppi oppositori e ONG venezuelane, con il fine di destabilizzare e far cadere il governo bolivariano.  
In linea con il primo obiettivo del Piano dei cinque punti preparato dall’ambasciatore William Brownfield nel 2004, il governo degli Stati Uniti ha continuato a destinare risorse per "difendere e rafforzare le pratiche democratiche, le istituzioni e i valori che promuovono i diritti umani e la partecipazione della società civile ": ciò si traduce in una continua assistenza monetaria alle ONG  e alle fondazioni venezuelane.  
L'attuale bilancio degli Stati Uniti (ottobre 2014-ottobre 2015) destina un importo di $ 5 milioni di dollari all’azione in Venezuela, mentre nel bilancio per il prossimo anno (ottobre 2015-ottobre 2016) la dotazione è stata aumentata a 5 millioni e 500 mila  dollari.  
Tuttavia, per non  essere scoperti così facilmente, come accadde nel 2002, gli Stati Uniti al momento sembrano molto più discreti nel finanziamento di tali gruppi. Il nuovo metodo è quello di registrare le ONG dell'opposizione 
venezuelana come imprese negli Stati Uniti. Così, tali gruppi ricevono, senza problemi, fondi da alcune agenzie degli Stati Uniti e, a causa del loro carattere aziendale, posso anche essere subcontrattate da altre società statunitensi, facilitando cosi i trasferimenti monetari dalle Società degli Stati Uniti alle ONG.  
Tra le associazioni civili, fondazioni e ONG venezuelane registrate come aziende negli Stati Uniti, ci sono:  

1. Nueva Conciencia Nacional, 
 2. Fundación Futuro Presente, 
3. Humano y Libre, 
 4. Súmate,
  5. Asociación Civil Espacio Civil, 
6. Operación Libertad (registrata in Costa Rica), 
7. Mujer y Ciudadanía, 
 8. Ventana por la libertad y  
9. Asociación Civil Consorcio Desarrollo y Justicia. 

Molte di queste ONG hanno vincoli diretti con i piani di destabilizzazione  e di golpe nel paese. Ad esempio, Sumate e l’ Associazione civile Consorcio Desarrollo y Justicia, sono strettamente legate a Maria Corina Machado, direttamente coinvolta nell’attentato golpista del 12 febbraio 2015.  
Allo stesso modo, la fondazione Humano y Libre è guidata da Gustavo Tovar Arroyo, che organizzó nel 2010 l’incontro conosciuto come la Festa Messicana, che aveva come finalità addestrare alla destabilizzazione studenti leader di estrema destra venezuelana. Inoltre, la Fundación Humano y Libre  è quella che ha promosso la campagna SOS Venezuela sulle reti sociali.   Infone, la presidente dell’ ONG Nueva Conciencia Nacional, Tamara Sujú, è anche membro del Foro Penale Venezuelano. Secondo le denunce dell’ ex Ministro degli Interni, la Giustizia e la Pace, Rodríguez Torrez, la signora Sujú ha partecipato ad un incontro di ONG ad aprile 2012, in cui sarebbero state pianificate le operazioni di piazza volte a rovesciare il Governo del presidente Hugo Chávez.  
Un’altro elemento importante da considerare, e che in qualche modo lascia allo scoperto l’ intenzionalità del Governo degli Stati Uniti nel suo stanziamento di risorse nei vari paesi del mondo come parte del suo “aiuto internazionale”, è che secondo il Presidente Barak Obama l’utilizzo di queste risorse in diversi paesi evita che gli USA debbano fare uso delle proprie forze militari.  
Obama, durante un’intervista rilasciata lo scorso 9 febbraio 2015 al portale web di notizie statunitense Vox.com, ha dichiarato : (http://www.vox.com/2015/2/9/8008567/sentences-interview-obama)  
“Credo che la domanda piú interessante è se lei osserva o meno la nostra assistenza a livello internazionale come strumento per la nostra sicurezza nazionale, e non semplicemente come azione di carità.Se lei abbina il nostro budget per la difesa con quello diplomatico e il nostro budget di aiuti internazionali, in quella combinazione esistono tante altre cose che dovremmo fare. Per esempio, si tratterebbe di aiutare Honduras e Guatemala a ricostruire effettivamente il loro sistema di giustizia penale, le forze di polizia così come i sistemi economici per la creazione effettiva di posti di lavoro”.  

LA GUERRA MEDIATICA CONTRO IL VENEZUELA  

Da quando Hugo Chávez annunció, nel 1998, la sua candidatura alla presidenza associata ad un programma di discontinuità con il passato, la cui bandiera era la lotta contro la povertà (stimata allora al 49% della popolazione), la giustizia sociale e l’inclusione, da subito ebbe inizio una campagna politico- mediatica a livello internazionale, orientata a creare la “paura di Chávez”  nella popolazione venezuelana.  
Quest’operazione psicologica, avviata su un popolo che appena nove anni prima aveva vissuto  la ribellione popolare nota come il Caracazo, si basava sull’idea che una scelta “sbagliata” avrebbe potuto portare il paese a una fase di auto-punizione, in cui si sarebbero violate le libertà politiche, sociali ed economiche, al punto di presagire la scomparsa di beni personali quali case e automobili. Tale operazione venne sconfitta dal popolo attraverso le elezioni del 1998.   Tuttavia, nonostante la perdita del suo leader principale, 16 anni dopo la prima vittoria elettorale della Rivoluzione il processo bolivariano mantiene la legittimità del potere politico. L’insieme di bugie e distorsioni continua, anzi, negli ultimi mesi (2014 - 2015) alla già tradizionale campagna di vessazione mediatica è stato aggiunta anche una dura guerra economica, oltre alle azioni politiche e alle minacce dirette da parte del governo degli Stati Uniti.  
Traendo vantaggio dall’abitudine che tradizionalmente gli inventari nella distribuzione di alimenti sono inferiori nei primi giorni dell'anno, i media privati, venezuelani e di tutto il mondo, hanno mostrato ogni giorno lunghe code nei supermercati che, secondo loro, preannunciavano la fine del modello Chavista e del socialismo in Venezuela, dando colpa alla  Rivoluzione per avere provocato una carestia nel paese con le maggiori riserve di petrolio al mondo. Gli stessi media sono rimasti in attesa di immagini di violenza, saccheggi e repressione, offerte anteriormente da rappresentanti politici dell’opposizione e pronosticate dall’ agenzia Stratfor, con l’approvazione degli Stati Uniti.

Il 26 gennaio, il New York Times, quotidiano influente, dedica il suo editoriale al Venezuela. Nel documento, intitolato "Maduro nel suo Labirinto", sviluppa le matrici di persecuzione, incompetenza e mancanza di libertà di espressione tanto ripetute in tutto il  mondo e sulle quali il Congresso degli Stati Uniti ha sollevato il caso Venezuela. L’articolo descrive il presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela come “l'uomo alla guida della nazione con le più grandi riserve di petrolio, che ha girato il mondo per pregare di ricevere aiuti economici”.  

L’ editoriale del New York Times non trascura i suoi complici all'interno del paese e mette in risalto la figura del signor Leopoldo López. Definisce, inoltre, come assurde e infondate, le accuse contro la signora María Corina Machado, legittimamente accusata dal Governo di essere parte di un complotto per uccidere il presidente Maduro.  

Il giorno dopo, con una classica mossa di inoculazione velenosa, il giornale spagnolo ABC, (per mano del suo corrispondente a Washington Emili J.Blasco), rivive l’ apatica  campagna mediatica che coinvolge funzionari venezuelani nel traffico di droga. Questa matrice di scredito, ripetutamente smentita, all’inizio coinvolse anche  il Comandante Chávez (nell’ aprile 2012) come strategia per arrestare il sostegno internazionale ricevuto dalla Rivoluzione Bolivariana.  

Questa volta il giornale ABC agisce come riattivatore delle matrici d’opinione contro il Venezuela, accusando il Presidente dell’Assemblea Nazionale, Deputato Diosdado Cabello, di narcotreffico. La finalità reale non è altro che quella di distruggere la relazione politica Maduro-Cabello.  
Anche se a gennaio il Colpo di Stato "annunciato" da Stratfor non si è verificato, il tentativo di destabilizzazione continua. L'urgenza che hanno i media oppositori di propinare nuovi “golpes” mediatici e ottenere dichiarazioni da portavoci internazionali, soprattutto negli Stati Uniti, è continuo e vergognoso.  

Come dimostrato, nella politica americana e nell’opinione pubblica vengono create le condizioni per mostrare il governo venezuelano come un violatore dei diritti umani, sulla base della bugia, ripetuta mille volte sui media, secondo cui negli episodi di violenza del 2014, dei quali fu protagonista la destra venezuelana, denominati "L’Uscita” e che provocarono distruzione e morte nel paese, la vittima sarebbe la "dissidenza politica" e il carnefice il governo democratico del Venezuela.  

L’INGERENZA GIURIDICA: LEGGE PER LA DIFESA DEI DIRITTI UMANI E DELLA SOCIETÀ CIVILE IN VENEZUELA  

E’ doveroso fare riferimento anche alla famosa"Legge per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e della società civile in Venezuela ", approvata dal Congresso e promulgata dal presidente Barack Obama nel mese di dicembre 
2014. Tale "legge", di natura eminentemente interventista, trova sostegno nella convinzione del governo statunitense che il governo bolivariano stia violando i diritti umani per far rispettare la legge e mantenere la pace e la sicurezza di tutti i venezuelani, anche quando questo significhi impedire che fazioni violente pagate dalla destra venezuelana commettano atti di vandalismo e azioni criminali.  
Durante l’ iter parlamentare di tale legge, il governo degli Stati Uniti d'America ha dichiarato, davanti al Congresso, che le sanzioni previste all’interno di essa favoriscono le richieste dell’opposizione politica venezuelana.   
La legge impone, contro gli interessi del Venezuela, sanzioni unilaterali non autorizzate dal diritto internazionale che, secondo la dottrina internazionalistica contemporanea, basata sulla recente giurisprudenza della Corte Internazionale di Giustizia e degli organi del sistema delle Nazioni Unite, costituiscono una violazione del principio fondamentale di non ingerenza negli affari interni di un altro stato, sancito come obbligo universale di diritto internazionale che disciplina le relazioni internazionali tra gli Stati, al fine di garantire la pace e la sicurezza internazionale.  
Inoltre, tale legge vuole costringere il governo bolivariano del Venezuela, attraverso un "attacco mirato"agli interessi patrimoniali di cittadini venezuelani sommariamente e segretamente segnalati dal Dipartimento di Stato (organo del potere esecutivo),a realizzare azioni di confisca in violazione dei diritti fondamentali riconosciuti dal mondo civilizzato. 

CONDANNA INTERNAZIONALE CONTRO L’INGERENZA DEGLI STATI UNITI  

Le azioni ingerensiste del governo degli Stati Uniti d'America sono state riconosciute e fortemente condannate dal G77 e dalla Cina, dal Movimento dei Paesi Non Allineati(MNOAL), dagli Stati dell'America Latina e dei Caraibi ragruppati nel MERCOSUR, ALBA-TCP e UNASUR, così come da diversi governi nazionali, personalità e movimenti sociali, e numerosi sono stati gli appelli al Governo degli Stati Uniti a rispettare, nel suo rapporto con i paesi dell'America Latina e dei Caraibi, l'impegno di non intervenire, direttamente o indirettamente, negli affari interni di un altro Stato e di osservare i principi di sovranità nazionale, parità di diritti e libera determinazione dei popoli (CELAC), evitando di imporre sanzioni unilaterali che vanno contro il principio di non intervento negli affari interni di altri Stati (UNASUR e MERCOSUR).  
Tuttavia, il governo degli Stati Uniti ha ignorato gli appelli degli organismi internazionali e di almeno altri 134 Stati membri delle Nazioni Unite, che hanno più volte ricordato e ribadito l‘osservanza del diritto internazionale, il rifiuto di misure punitive contro funzionari del governo venezuelano, evidenziati ancora una volta dalle organizzazioni regionali di cui sopra, mettendo in evidenza il 
pronunciamento della comunità internazionale attraverso il MNOAL, che ha invitato "ad abrogare tali misure  coercitive ed illegali che danneggiano lo spirito di dialogo e di comprensione politica tra il Venezuela e gli Stati Uniti d'America”.
  
NORMATIVA INTERNAZIONALE SULLA NON INGERENZA NEGLI AFFARI INTERNI DEGLI STATI VIOLATA DAL GOVERNO DEGLI STATI UNITI. 

 Il comma 7 dell’articolo 2 della Carta delle Nazioni Unite stabilisce come principio fondamentale, che regola l’operato sia dell’Organizzazione che dei suoi paesi membri, l’obbligo di non intervenire negli affari che appartengono sostanzialmente alla giurisdizione interna degli Stati. Tale principio viene ripreso in pieno nella “Dichiarazione sui Principi di Diritto Internazionale relativi alle Relazioni di Amicizia e Cooperazione tra gli Stati, in conformità con la Carta delle Nazioni Unite” (Risoluzione dell’Assemblea  Generale dell’ ONU N° 2625 (XXV) del 24 ottobre 1970), che stabilisce quanto segue:  

“Nessuno Stato o gruppo di Stati ha il diritto di intervenire, direttamente o indirettamente, per qualunque ragione, nelle questioni interne o esterne di un altro Stato. Di conseguenza, non solo l’intervento armato, ma anche ogni altra forma di ingerenza o di minaccia, diretta contro la personalità di uno Stato o contro le sue strutture politiche, economiche e culturali, sono contrarie al diritto internazionale”.

  Allo stesso modo, l’articolo 3 (e) della Carta dell’Organizzazione degli Stati Americani stabilisce, come dovere di tutti i membri dell’organizzazione, “l’obbligo di non intervenire negli affari di altri Stati”, e nell’articolo 19 della stessa Carta dispone espressamente che:

  
“Nessuno Stato o gruppo di Stati ha il diritto di intervenire, direttamente o indirettamente, per qualunque ragione, nelle questioni interne o esterne di un altro Stato. Di conseguenza, non solo l’intervento armato, ma anche ogni altra forma di ingerenza o di minaccia, diretta contro la personalità di uno Stato o contro le sue strutture politiche, economiche e culturali, sono contrarie al diritto internazionale”. 

 La codifica normativa di tale principio rende indubitabile la sua applicazione in tutti i paesi della regione, con il fine di mantenere delle buone relazioni necessarie a garantire la pace e la sicurezza .  

 Un’altra manifestazione del fatto che tale principio universale costituisce una consuetudine emisferica, praticata con pieno obbligo da tutti i paesi della regione Americana, può essere rinvenuta al paragrafo 23 della Dichiarazione di Caracas del 2 e 3 dicembre 2011, sottoscritta dal Vertice della Comunità degli Stati dell'America Latina e dei Caraibi(CELAC) , in cui tale organismo politico e di integrazione riconosce come propri valori e principi guida il rispetto della sovranità, il rispetto dell'integrità territoriale e la non interferenza negli affari interni dei paesi.

  
 Tale posizione è stata successivamente confermata anche nella Dichiarazione Speciale sulla Democrazia e l’Ordine Costituzionale nella Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici (CELAC) del 3 dicembre 2011, che riporta quanto segue:  
"Ratifichiamo che la vigenza dello stato di diritto, il rispetto alle autorità legittimamente costituite come espressione della volontà sovrana dei popoli, la non ingerenza negli affari interni e la difesa delle istituzioni democratiche costituiscono elementi indispensabili per garantire la pace, la stabilità, la prosperità economica e la giustizia sociale ... " 

• Allo stesso modo, a livello regionale, l' Unione delle Nazioni Sudamericane (UNASUR), ha ribadito in più occasioni la convinzione degli Stati membri in relazione all'obbligo dell'intera comunità internazionale di rispettare il principio di non ingerenza negli affari interni e la sovranità degli Stati. Questo, al fine di mantenere la sicurezza regionale e la pace internazionale.  


 Nella Decisione per l’istituzione del Consiglio di Difesa sudamericano di UNASUR, del 16 dicembre 2008, l' Unione ha posto enfasi, all'articolo 3, su alcuni principi guida per la difesa sudamericana:  

̵ «(a)  Il rispetto incondizionato della sovranità, l'integrità territoriale, l'inviolabilità degli Stati, il non intervento negli affari interni e l'autodeterminazione dei popoli».  

̵ «(e) [...]La tutela della piena vigenza del Diritto Internazionale, oltre ai principi e le norme contenuti nella Carta delle Nazioni Unite, nella Carta dell'Organizzazione degli Stati Americani e nel Trattato Istituitivo dell’ UNASUR». 
̵ « (m)[...]La riaffermazione della convivenza pacifica dei popoli, il rispetto dei sistemi democratici di governo e la loro tutela, in materia di difesa, contro minacce o azioni esterne o interne, nel quadro della legislazione nazionale ... » 
La Dichiarazione Congiunta a seguito della Riunione Speciale del Consiglio dei Capi di Stato dell'Unione delle Nazioni Sudamericane, del 28 Agosto 2009, ha posto nuovamente enfasi sul fatto che "Il pieno rispetto della sovranità, dell'integrità territoriale, dell'inviolabilità degli Stati, della non- interferenza negli affari interni e l'autodeterminazione costituiscono elementi essenziali per rafforzare l'integrazione regionale”, 
 e, in tale ottica, ha espresso "La volontà di consolidare in Sud America una zona di pace, come base per lo sviluppo integrale dei nostri popoli e per la conservazione delle risorse naturali, attraverso la prevenzione dei conflitti, la risoluzione pacifica delle controversie e l’astensione dalla minaccia o dall'uso della forza".  

PETIZIONE AI PAESI E ORGANISMI DEL MONDO 

Sulla base di quanto precede, il governo della Repubblica Bolivariana del Venezuela esorta la comunità internazionale a rifiutare e condannare fortemente l'ingerenza sistematica e continuata che il governo degli Stati Uniti d'America mette in atto nei nostri affari interni, in quanto essa viola i valori fondamentali della convivenza pacifica tra gli Stati, contravvenendo ad un diritto internazionale universale stabilito nella Carta delle Nazioni Unite. 

ANTONIO LEDEZMA

̵ Il 19 febbraio 2015 la Procura Generale del Venezuela ha chiesto al Tribunale penale la misura di custodia cautelare per Antonio Ledezma, Sindaco di Caracas, per il suo coinvolgimento nel tentato colpo di stato contro il governo costituzionale e democratico della Repubblica Bolivariana del Venezuela.

̵ Gli ufficiali detenuti in occasione del tento golpe dello scorso febbraio lo indicano come punto di contatto tra alcuni funzionari dell’Ambasciata degli USA e altri militari che hanno partecipato al piano.

̵ Al tempo stesso, è stato segnalato dagli stessi ufficiali come ideatore del piano di bombardamenti che avrebbe dovuto colpire, da un aereo Tucano armato, il Palazzo del governo Nazionale, l’Assemblea Nazionale, il Consiglio Nazionale Elettorale, il canale televisivo Telesur e altre istituzioni rilevanti con sede nella città di Caracas.

̵ A questa indagine, aperta dalla Procura già nel primo trimestre 2014, si aggiungono gli indizi su di lui apportati da Lorenz Saleb, indagato per i fatti violenti accaduti in Venezuela tra febbraio e aprile 2014,  che causarono la morte di 43 persone.

̵ Va inoltre ricordato che Lorenz Saleb è stato consegnato alla giustizia venezuelana dal governo colombiano affinchè venisse giudicato per i medesimi fatti.

̵ A questo, la Procura venezuelana ha sommato la recente firma, da parte di  Antonio Ledezma, di un manifesto che incita alla ribellione e in cui si annuncia un governo di transizione. Il manifesto sarebbe stato firmato anche da  Leopoldo López e María Corina Machado, entrambi imputati dalla Procura come responsabili dei fatti violenti finalizzati a destabilizzare il governo democratico.

̵ Antonio Ledezma, al momento della detenzione, svolgeva l’incarico di Sindaco di Caracas.

̵ Ha partecipato attivamente al piano sovversivo chiamato “L’Uscita”, ideato da Leopoldo López e María Corina Machado, che prevedeva azioni di piazza violente e che ha provocato la morte di 43 venezuelani.

̵ Infine, è stato indicato come co-autore e co-organizzatore del piano ideato per assassinare di Leopoldo López, con la volontà di attribuire tale crimine al governo venezuelano per la caduta dello stesso.

Basta con le menzogne sul Venezuela del Corriere della sera RAI, ……comunicato  Ambasciata della Repubblica Bolivariana del Venezuela presso la Repubblica Italiana



Via Nicolò Tartaglia N° 11, 00197 Roma - Italia - Tel: (0039) 06-807-9797/9464 / Fax: (0039) 06-808-4410  Web: http://italia.embajada.gob.ve/ - e-mail: embve.itrom@mppre.gob.ve



domenica 30 dicembre 2012

Lettera aperta del Covenpri al Comandante Chávez-Carta abierta del Covenpri al Comandante Chávez


Lettera aperta del Covenpri al Comandante Chávez

Caro Hugo Chávez Frías,
nell’esercizio delle nostre professioni e nelle responsabilità di analisti e soggetti che operano nella trasformazione delle relazioni internazionali e della nuova geopolitica globale, ci siamo uniti nella Comunidad Venezolana de Profesionales de las Relaciones Internacionales y Defensores de la Solidaridad Mundial (COVENPRI). Ci rivolgiamo a te, Comandante Presidente, leader della Rivoluzione Bolivariana, per esprimere la nostra solidarietà per le tue condizioni di salute. Siamo sicuri che puoi di nuovo vincere con la spinta del tuo popolo, come Bolívar vinse nella Campaña Admirable, come Sucre vinse in Pichincha ponendo le basi per l’indipendenza dell’Ecuador e poi nella grande battaglia di Ayacucho che ha reso libera l’America Meridionale, così come vinse José Félix Ribas nella battaglia di La Victoria o Zamora nella battaglia di Santa Inés.
Presidente, vi è una tensione all’impegno etico, politico, spirituale e profondamente patriottico che ci spinge a riconoscerci in te e a riaffermare la certezza che puoi contare su un popolo convinto della necessità di continuare nel processo di trasformazione e di emancipazione di questa società e dei popoli del mondo. I fatti attuali della scena mondiale ti hanno dato ragione e la Rivoluzione Bolivariana, che è da considerare un evento di grande importanza per tutta l’America Latina, i Caraibi, l’Africa, l’Asia e l’Europa, continuerà la sua marcia trionfale con te come è stato fin ora.
Dopo il riconoscimento dei progressi evidenti nelle relazioni internazionali, oltre ai risultati significativi in campo sociale, economico e politico, questo colectivo hermanado, fedele ai principi primi del paradigma da te elaborato, desidera esprimerti la sua fedeltà incondizionata, partendo dalla considerazione che hai posto sulla scacchiera i pezzi necessari per ottenere i risultati del processo di trasformazione che a gran voce reclamano le nostre società e per far sì che possa formarsi una nuova coscienza strutturata partendo da un approccio olistico. Questa è la conditio sine qua non per poter parlare di una vera e propria Rivoluzione. E tu sei il protagonista, il leader del popolo, il costruttore della nuova società.
Tu costituisci il nodo dialettico fondamentale di questa vita in Rivoluzione, perciò  si sente dire ogni giorno che “Chávez è il popolo e il popolo è Chávez” e per questo motivo sarai sempre presente, al di là di ogni circostanza, perché sei in ogni angolo, in ogni luogo, in ogni spazio del popolo venezuelano e degli altri popoli del pianeta che vedono nella tua persona la possibilità della rinascita di un mondo nuovo e  prospettano un futuro pieno di speranza e di fede. In definitiva, sei da considerare il cuore imprescindibile della gente del popolo perché hai lottato tutta la vita per la sua emancipazione.
Siamo convinti, noi venezuelani e latinoamericani, dell’imprescindibile importanza del tuo lavoro che sembra superare qualsiasi limite della ragione. Un lavoro che ha significato un taglio netto con le convenzioni, i leguleismi e rispetto ad una visione tradizionale che non ci permetteva di avanzare ad un ritmo più rapido per raggiungere il più alto livello possibile di felicità.
Risulta necessario mettere in guardia i controrivoluzionari; che non confondano il sentimento che professa il popolo venezuelano per la tua salute con un qualche tipo di debolezza. Essere profondamente umani è la caratteristica essenziale dei rivoluzionari, quindi è così che siamo noi che andiamo a comporre questo blocco storico bolivariano. Che la controrivoluzione non osi avventurismi! Saranno spazzati via dalla indignazione dell’amorevole gente di Bolívar che difende il suo impegno nella storia e nella grande patria latinoamericana per preservare le conquiste del popolo ed andare più in profondità nei cambiamenti rivoluzionari necessari.
Cogliamo l’occasione per esprimere il nostro sostegno al compagno di Nicolás Maduro che ha assunto con passione, con coraggio e con modestia le sue responsabilità in questo frangente storico per perseguire la gestione collettiva del processo di cambiamento, durante la fase del tuo recupero fisico e nella prospettiva della riassunzione del tuo incarico.
Pertanto, ci uniamo in un solo pensiero, in un solo corpo, in una sola voce, evidenza dell’ unità che hai invocato per continuare a percorrere la strada del Socialismo bolivariano, proposta che hai lanciato nel Gennaio 2005 ma già a partire dal 1999 la nuova Costituzione Bolivariana riflette i valori socialisti in molti dei suoi articoli.
Con l’obiettivo di raggiungere una tale società non ci potrà essere alcun cedimento, perché il popolo, il tuo popolo, è la garanzia principale per la realizzazione di questo nobile scopo.
Noi siamo con te Chávez. Ci sono più di 8 milioni di anime in Venezuela, molti di più, milioni in tutto il mondo che confidano in una tua pronta guarigione. Noi ci siamo rafforzati nella fede e nell’ottimismo. Sappiamo che presto sarai di nuovo tra noi, amico, fratello d’armi e compagno di lotte.
Noi, gli uomini e le donne che popolano questo emisfero, siamo consapevoli di quale sia il significato della tua lotta contro i processi del “libero mercato” che hanno saccheggiato i paesi delle loro ricchezze e coscienze. Grazie a te non siamo caduti nelle grinfie dell’ALCA  e della visione capitalista e imperialista che nel passato ha condizionato i meccanismi di integrazione.
Tu hai alzato le bandiere dell’ALBA, dell’UNASUR, della CELAC, del MERCOSUR, con la ferma intenzione di rafforzare l’unità e lo sviluppo della nostra America, sostenute dalle premesse di solidarietà, complementarità e cooperazione. Il tutto con il fine ultimo di rafforzare l’indipendenza e la sovranità nonché di garantire l’autodeterminazione dei nostri popoli, nell’orizzonte di senso del Socialismo del XXI secolo che gradualmente supera il capitalismo e la sua dottrina neoliberista, che va qualificata come il tentativo fallito di un sistema in crisi che disconosce, di fatto, le legittime esigenze sociali.
Il COVENPRI vede questo momento come una congiuntura in cui il popolo e le base sociale, così come le molteplici organizzazioni, hanno espresso il loro impegno a favore della Rivoluzione e del Socialismo Bolivariano. Non può essere altrimenti, perché abbiamo deciso, insieme a te, di conquistare la definitiva indipendenza.
Amato e unico Chávez,
siamo pienamente convinti che uscirai vittorioso ancora una volta, perché la tua gente, all’unisono, ti ha benedetto con un miracoloso mantello protettivo. Il tuo amato paese aspetta con l’amore di sempre e con il tuo Cristo Redentore, affinché tu possa continuare, pieno di luce, ad illuminare il nostro cammino.
I nostri più sinceri ringraziamenti ai fratelli cubani che ogni giorno mettono il loro impegno e la loro intelligenza al servizio del popolo venezuelano, e ora, in particolare della tua persona, con un profondo atto di umanità, di amicizia e di solidarietà senza precedenti nella storia.
Siamo concordi nel ritenere che l’uomo è il centro della prassi. Condividiamo, inoltre, l’ideale socialista, anti-imperialista; condanniamo le pratiche antipopolari dello sfruttamento. Siamo stati con te in passato, ti accompagniamo nel presente e saremo con te domani e per sempre, poiché questa Rivoluzione ha avuto un inizio, ma non ha fine.
¡Hasta la vida siempre¡ ¡Viviremos y Venceremos!
[Versione in italiano a cura di Massimo Scotti Galletta

Carta abierta del Covenpri al Comandante Chávez

Querido Hugo Chávez Frías:
En el ejercicio de nuestras profesiones y responsabilidades como analistas y transformadores de las relaciones internacionales y de la nueva geopolítica global, nosotros, agrupados en la Comunidad Venezolana de Profesionales de las Relaciones Internacionales y Defensores de la Solidaridad Mundial (COVENPRI), nos dirigimos a ti Comandante Presidente, líder de la Revolución Bolivariana, para solidarizarnos por tu situación de salud que, seguros estamos, podrás vencer con el impulso de tu pueblo, como venció Bolívar en la Campaña Admirable, como venció Sucre en Pichincha que selló la independencia de Ecuador y luego en la gran batalla Ayacucho que hizo libre a la América Meridional, como venció José Félix Ribas en la Batalla de La Victoria o como venció Zamora en la batalla de Santa Inés.
Presidente, nos moviliza el compromiso ético, político, profundamente espiritual y patriótico, para reconocer contigo y reafirmarte que cuentas con un pueblo convencido de la necesidad de continuar con la transformación y emancipación de esta sociedad y de los pueblos del mundo. Los hechos actuales en la escena mundial te han dado la razón y la Revolución Bolivariana, acontecimiento trascendental para toda América Latina, El Caribe, África, Asia y Europa, continuará contigo su marcha triunfal como hasta ahora.
Desde el reconocimiento de los evidentes avances en materia de las Relaciones Internacionales, amén de los significativos logros en las áreas social, económica y política, este colectivo hermanado, basado en el paradigma por ti enarbolado, desea ratificarte la fidelidad incondicional, en virtud de que has puesto en el tablero del ajedrez piezas necesarias para lograr la trasformación que demandan a gritos nuestras sociedades y la activación de una nueva conciencia en torno a la realidad desde una concepción holística Esto es condición sine qua non para hablar de una verdadera Revolución. Y en ello tú eres el protagonista que lidera al pueblo constructor de la nueva sociedad.
Constituyes un eslabón crucial en la dialéctica de esta vida en revolución, por ello se escucha a diario que “Chávez es el pueblo y el pueblo es Chávez” y por tal razón siempre estarás presente, por encima de cualquier circunstancia, porque estás en cada rincón, en cada lugar, en cada espacio del pueblo venezolano y de otros pueblos del mundo que sienten el resurgimiento de un nuevo mundo en tu persona y ven un porvenir lleno de esperanza y fe. En definitiva, eres el corazón imprescindibledel pueblo porque has luchado toda una vida por su emancipación.
Convencidos estamos los venezolanos y los latinoamericanos de lo trascendental de tu obra, que pareciera rebasar cualquier límite de la razón. Obra que ha dado al traste con los convencionalismos, con los leguleyismos, con las visiones tradicionales que no nos dejaban avanzar a un mayor ritmo para lograr la mayor suma de felicidad.
Resulta necesario advertir a los contrarrevolucionarios que no confundan el sentimiento que profesa el pueblo venezolano por tu salud con algún tipo de debilidad. Ser profundamente humanos es el rasgo esencial de los revolucionarios, y así somos en este bloque histórico bolivariano. ¡Que la contrarrevolución no se atreva a intentar aventuras! porque serán arrasados por la indignación del pueblo amoroso de Bolívar que defiende su compromiso con la historia, y con la gran patria latinoamericana para preservar los logros del pueblo y profundizar los cambios revolucionarios necesarios.
Aprovechamos para expresar nuestro apoyo al compañero Nicolás Maduro ante la responsabilidad asumida con pasión, valentía y modestia en esta coyuntura histórica para proseguir dirigiendo colectivamente el proceso de cambios mientras te recuperas y reasumes tus responsabilidades.
Por tal motivo, nos unimos a tí en un solo pensamiento, en un solo cuerpo, en una sola voz, evidencia de la unidad que has invocado, para seguir transitando por la vía del Socialismo Bolivariano, propuesta que lanzaste al ruedo desde enero del 2005, pero ya desde 1999 la nueva Constitución Bolivariana plasmó valores socialistas en muchos de sus artículos.
Con el objetivo de lograr alcanzar tal sociedad no habrá desmayo alguno, pues el pueblo, tu pueblo, es la principal garantía para la consumación de este noble propósito.
Estamos contigo Chávez. Somos más de 8 millones de almas en Venezuela, muchas más, millones por el mundo, que apostamos por tu pronta recuperación. Nos hemos afianzado en la fe y en el optimismo. Sabemos que pronto estarás de vuelta entre nosotros, amigo, camarada, compañero de luchas.
Los hombres y mujeres que habitamos este Hemisferio estamos conscientes de lo significativa que ha sido tu lucha contra procesos de “libre mercado” que expolian a los países de sus riquezas y de su conciencia. Gracias a tí no caimos en las garras del ALCA y de la visión imperialista y capitalista que en el pasado cobijó los mecanismos de integración.
Has alzado las banderas de la ALBA, UNASUR, CELAC, MERCOSUR con el firme propósito de fortalecer la unidad y desarrollo integral de Nuestra América, soportadas en las premisas de solidaridad, complementariedad y cooperación. Todo ello con el fin supremo de consolidar la independencia y de garantizar la soberanía y autodeterminación de nuestros pueblos, en el marco del Socialismo del siglo XXI, el cual sobrepasará paulatinamente al capitalismo y a su doctrina neoliberal, por tratarse de un fallido intento de un sistema en crisis, al desconocer, de facto, las legítimas demandas sociales.
COVENPRI ve este momento como una coyuntura en la que el pueblo y las bases, así como las innumerables organizaciones sociales, expresan su compromiso con la Revolución y el Socialismo bolivarianos. No puede ser de otra forma, pues hemos decidido,junto contigo, lograr la independencia definitiva.
Dilecto y único Chávez:
Estamos totalmente persuadidos de que saldrás nuevamente victorioso, pues tu pueblo, al unísono, te ha bendecido con un manto de salud. Tu Patria querida te espera con el mismo amor de siempre y con tu Cristo Redentor, para que sigas, lleno de luz, iluminando nuestro camino
Nuestros sinceros agradecimientos a los hermanos cubanos y cubanas que entregan a diario su esfuerzo e inteligencia al pueblo venezolano y, ahora, especialmente a tí, en un profundo acto de humanidad, amistad y solidaridad sin parangón en la historia.
Quienes compartimos la visión de que el ser humano es el centro de la praxis. Quienes además comulgamos con la noción socialista, antiimperialista y condenatoria de las prácticas explotadoras contra los pueblos, te acompañamos ayer, hoy, mañana y siempre. Porque esta Revolución tuvo un principio, pero no tiene fin.
¡Hasta la vida siempre¡ ¡Viviremos y Venceremos!
Comunidad Venezolana de Profesionales de las Relaciones Internacionales y Defensores de la Solidaridad Mundial (Covenpri)

MIEMBROS
INTERNACIONALISTAS: Ernesto Wong, Taibis Castillo, Francisco Torrealba, Omar Berroterán, Moisés Antonio Hernández Pantaleo, Ana C. Da Silva, Eva Golinger, Sergio Rodríguez, Katy Pinto Fernández, Luisana Hernández Melo, Oscar Lloreda, Yurlen Rondon de Gabay, Georalberth Oliver Castillo, Yolanda Brito Navarro, Marianny Rosado Prieto.POLITOLOGOS: Rodney Coronado, Tony Ugarte, Richard Vélez, Menry Fernández, Francesco Misticoni, Roberto Márquez Orozco, Attilio Folliero.
PERIODISTAS: Leandro Albani, Kendy Cortés, Lourdes Zuazo, Lorena Díaz, Ilse Villarroel, Jesús Hernández, Melquiades Rondón, Verónica Morales, Edixon Plaza, Rosangela Martínez, Arturo Jaimes, Pedro Marillán, José Manuel Cintrón, Rossangel Hernández, Neirlay Andrade, César Rivero, Leandro Varela, Carlos Revette Solarte, Carlos Eduardo Lucero, Jean-Guy Allard, Andreina Piña, Percy Alvarado, Gaspar Velásquez Morillo, Castor Díaz D., Mariel Ariana Carrillo, Nathaly del Carmen Blanco Bastidas, Manuel A.Rodríguez Salas, Marbelys Mavarez Laguna, Francis Elena Zambrano Espinoza, Sergio J. Duque Z., Cristina González Quintana, Nubia Mendoza Lobo, Ingo Niebel, Edwin Urdaneta, Aurelio Gil.
JURISTAS: Yusmari Peña, Enrique Sánchez, Gustavo Claret Vásquez Quintero, Olga Nereida Rojas Díaz, Ernesto Amesquita, Aura Piña, Jesús D. Rojas H., Verónica Isabel González, Edilia Mata de Heredia, Leonardo Rafael Heredia Mata, Brenda Isabel Ojeda, Matteo Carbonelli, Ivett Adelaida Manosalva Romero, Jesús Millán Alejos.
EDUCADORES: Thais Marrero, Aura Contreras, Ramón Artiles, Pablo Barreto Marrero, Omar Lopez Pérez, Rafael E. Padilla Vásquez, Pedro M. Arias Palacios, Mireya Otero Silva, César Augusto Oviol Tuozzo, Gladys Revilla, Edelmira García La Rosa, Keila Maffi Fernández, Eleazar José Sánchez Viloria, María Narea, Boris Danilo Benedetti Abelló, Elizabeth Josefina Sequera.
SOCIOLOGOS: Romain Mingus, Dayana Vega Furet, Esther Maria Macias Añez, Guillermo Adrián Pini de Kroon, Franklyn González, Alberto Lovera, Tito Pulsinelli Delfini, Hernando Antonio Romero Pereira, María Engracia Páez de Victor, Eduardo Medina Rubio, Lina Arregocés.
ESCRITORES: Coral Bujanda Misle.
GERENTES Y ADMINISTRADORES: Jorge Pérez, Jaime Carranza Natera, Mineyomar Maritza Romero, Herlinda Guerrero Chacón, Adrián Figueroa.
PSICOLOGOS: Brayner López Sarmiento, Carlos Feo Acevedo.
INGENIEROS: Alfredo Viloria Pérez, Víctor Novo, Dozhtor Zurlent Hernand, Rocio Jiménez Rodríguez, Germán Alfardy Contreras Rodríguez, My. Eddy José Ramírez Useche, Miriam Otero Silva.
HISTORIADORES: Talía Ruiz, Desirée Pérez, Miguel Angel del Pozo Rosquete.
LETRAS Y ARTES: Pedro Torres Moré, Melaneo Maden Betancourt.
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TRABAJADOR POR CUENTA PROPIA: Víctor M. Quintero.
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ANALISTAS: Moraima del C. Manjarrez Garmendia.
INSTRUCTORES DE ARTE: Juan Miranda Trejo.
GESTION SOCIAL DEL DESARROLLO LOCAL: Gustavo A. Palencia. ANTROPOLOGO: Ronny Velásquez.
MATEMÁTICOS: Rafael José Orellana Chacin.
BACHILLERES Y UNIVERSITARIOS: Dubraska Hernández, Mariana Castro, Erika Castro, Roosvelys Nain Aguilar, Luis Alfredo Vizcaino Romero.
LICEISTAS: Amilcar Antonio García Noguera.
CONTADORES PÚBLICOS: José Luis Mora Méndez.
DISEÑADOR INDUSTRIAL: Manuel Alfredo Henao Nieto.
Rompa el aislamiento. Vuelva a sentir la satisfacción moral de un acto de libertad… Haga circular esta información”
 Rodolfo Walsh
 “Ser internacionalista es saldar nuestra propia deuda con la humanidad. Quien no sea capaz de luchar por otros, no será nunca suficientemente capaz de luchar por sí mismo”
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