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domenica 5 agosto 2012

Le lezioni di Taranto e di Palermo - comunicato Nuovo PCI del 4 agosto 2012


Le lezioni di Taranto e di Palermo

Comunicato CC 29/12 - 4 agosto 2012


Lavoro, sicurezza e salute per i lavoratori e per tutta la popolazione, salvaguardia dell’ambiente sono valori non solo compatibili ma connessi tra loro e con tutti gli altri diritti dei lavoratori e delle masse popolari! È impossibile difenderne uno se si lasciano in mano ai capitalisti gli altri! Peggioramento delle pensioni, abolizione dell’articolo 18, riduzione dei servizi, inquinamento e licenziamenti vanno di pari passo! Che gli operai dell’ILVA e tutte le masse popolari di Taranto e provincia si organizzino per difendere tutti i loro interessi e si uniscano alla lotta per costituire il Governo di Blocco Popolare!

In questi giorni nel nostro paese sono successi alcuni fatti su cui è bene che rifletta ogni comunista, ogni operaio avanzato, ogni esponente avanzato delle masse popolari. Perché in ognuno di questi fatti si riflette la situazione generale del nostro paese, la situazione generale delle masse popolari del nostro paese. Riflettere con cura su di essi e sul loro insieme aiuta a orientarsi sul da farsi, mille volte più delle chiacchiere, dei discorsi, delle interviste e dei blog dei personaggi famosi e autorevoli. Un personaggio famoso è anche autorevole se non altro perché quello che dice lo ascoltano in molti: ma proprio perché autorevole, è responsabile non solo di quello che ha fatto, ma anche di quello che non ha fatto e poteva fare. Quando in una situazione di sommovimento popolare uno di loro giura e fa promesse, bisogna sempre chiedersi cosa ha fatto e non ha fatto finora.
Di fatti come quelli richiamati qui appresso ne succedono in realtà ogni giorno. Ma i fatti di questi giorni su cui a nome del CC del (n)PCI richiamo l’attenzione, hanno di particolare che i portavoce della stessa classe dominante, sia pure per motivi e con ruoli diversi, li hanno messi al centro dell’attenzione: quindi “tutti” li conoscono.
Un Giudice delle Indagini Preliminari di Taranto, Patrizia Todisco, giovedì 26 luglio ha ordinato il sequestro dei principali impianti dell’ILVA e l’arresto (in realtà il confino nelle loro lussuose abitazioni) del proprietario Emilio Riva e di alcuni dirigenti dello stabilimento che da circa 50 anni avvelena la popolazione della provincia di Taranto, ha causato migliaia di malati e di morti e ha prodotto grandi profitti. Perché la Todisco lo ha finalmente fatto, perché lo ha fatto solo ora, perché è stata così tenera e piena di riguardi con noti stragisti, perché solo ora la magistratura interviene contro un’attività criminale e omicida che dura da 50 anni alla luce del sole, tutto questo fa parte della natura della Repubblica Pontificia: i ricchi sono chiamati a rispondere dei loro crimini, se mai lo sono, solo quando si acuiscono i contrasti ai vertici della Repubblica Pontificia. Questo è un momento di crisi politica acuta. I vertici devono trovare una soluzione politica, perché la giunta Monti-Napolitano traballa. Per la stessa ragione se la protesta generale scatenata dal provvedimento della Todisco dovesse arrestarsi, lo scandalo dell’ILVA che avvelena un’intera provincia rientrerà nel silenzio appena i vertici della Repubblica Pontificia avranno trovato un accordo sia pure provvisorio.
Lo stesso giovedì 26 luglio esecutori ignoti hanno eliminato Loris D’Ambrosio, il consigliere giuridico del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (sarebbe più esatto dire del figurante presidente della Repubblica, perché l’effettivo capo dello Stato sta in Vaticano, è Benedetto XVI con la sua Corte). “Eliminato? - insorgeranno alcuni lettori - Su quali basi voi potete affermarlo?”. E noi diciamo: “Vi pare normale che una personalità coinvolta in uno scandalo muoia di colpo, come Sindona e altri prima di lui, e che nessuna commissione indipendente dai possibili mandanti e zelanti celebratori dei funerali, faccia l’autopsia e certifichi le condizioni della sua repentina dipartita nel bel mezzo di uno scandalo di cui era diventato protagonista in quanto portavoce di Napolitano? Non vi dice niente che sulle cause della morte improvvisa dell’incauto consigliere di Napolitano, concordino senza batter ciglia tante personalità del regime (terza repubblica? seconda repubblica? zeppa di “misteri analoghi” era anche quella che ora i gazzettieri del regime chiamano prima repubblica mentre proprio decretandone la fine ne archiviano i misteri e i suoi protagonisti diventano protagonisti delle nuove repubbliche)? Non vi dice niente tanto unanime zelo nell’esaltare le virtù del defunto e rapidamente archiviare il caso, mentre parte per il Guatemala (per un anno, poi si vedrà) Antonio Ingroia, il pubblico ministero di Palermo che aveva creato lo scandalo mettendo in piazza il ruolo di Napolitano nel depistare le indagini sugli attentati che all’inizio degli anni ’90 portarono il governo della banda Berlusconi a prendere il posto dei governi del CAF, mandando a monte l’operazione Agnelli-Scalfari-Occhetto?”.
A Taranto, di fronte all’esplodere della protesta universale delle vittime dell’avvelenamento di regime, i tre capi dei sindacati di regime Susanna Camusso, Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti hanno cercato di imporsi come portavoce della protesta degli operai dell’ILVA e delle masse popolari di Taranto, per neutralizzarla e incanalarla nel nulla degli anni passati, quando i tre e i loro predecessori non si interessavano delle attività criminali dei padroni dell’ILVA e dei loro protettori. “Ma come fate a essere sicuri che il loro proposito è neutralizzare e incanalare?”. Vi diciamo: “Si sono accorti dell’avvelenamento dell’ambiente solo ora grazie alla decisione di Patrizia Todisco? Eppure sono dirigenti di sindacati che da sempre percepiscono quote mensili dai lavoratori dell’ILVA!”. Vero invece è che i vertici della Repubblica Pontificia devono distruggere ogni autorevolezza delle organizzazioni sindacali non complici, mostrando che sono impotenti e inconcludenti. Se dallo scontro alla FIAT di Pomigliano nel 2010 la FIOM era uscita in forze, dallo scandalo ILVA esce ridimensionata.
Il ministro dell’Ambiente del governo Monti-Napolitano, Corrado Clini, fa stanziare dal governo centinaia di milioni di euro con cui giura che ora saranno bonificati gli impianti dell’ILVA che come direttore generale del Ministero dell’Ambiente per dieci anni proprio lui ha assistito perché producessero veleni per i lavoratori e per il resto delle masse popolari di Taranto e grandi profitti per Riva & C. Se la protesta delle masse popolari di Taranto dovesse arrestarsi, i milioni certamente defluiranno dalle casse dello Stato ma per finire nei conti correnti di qualche personalità, come è successo con i miliardi della Protezione Civile e dell’Ambiente negli anni passati.
Inutile quindi la sentenza di Patrizia Todisco? Tutt’altro, ma solo perché ha scatenato la grande mobilitazione popolare di questi giorni. Questo è il vero passo avanti fatto, su cui sta a noi comunisti, agli operai avanzati e agli altri esponenti avanzati delle masse popolari costruire il passo successivo. Sta a noi approfittare della sua operazione. Dipende da noi il seguito che essa avrà.
Non importa quali siano state le motivazioni della Todisco. Del resto non è dato sapere perché un magistrato ha finalmente posto il problema dello sterminio non dichiarato in atto da decenni a Taranto. Come non è dato sapere perché Antonio Ingroia a vent’anni di distanza dai fatti ha messo in piazza il ruolo di Napolitano nello scontro sanguinoso e criminale avvenuto all’inizio degli anni ’90 ai vertici della Repubblica Pontificia. Rientra nei segreti della Repubblica Pontificia che chiariremo quando l’avremo eliminata. Il ruolo di ogni individuo, perché proprio l’individuo tal dei tali esercita quel ruolo, è il risultato della sua formazione e della sua storia. Ma quale sia il ruolo di cui la società (la sua classe dominante) ha bisogno e che il tal dei tali svolge, è definito dalla storia della società. Ora la crisi politica è tale che la Corte Pontificia ha nominato un governo di chierichetti, mancate suore e banchieri di fiducia. Il cardinal Bagnasco li ha riuniti l’ottobre scorso in tutta fretta a Todi alcuni giorni prima di far dare le dimissioni alla banda Berlusconi, per mettere insieme la nuova squadra di governo. Ma la Giunta Monti-Napolitano traballa già e i vertici della Repubblica Pontificia litigano alla ricerca di una soluzione più stabile.
La lezione di tutti i fatti citati è semplice anche se per applicarla occorrono molta determinazione e molto coraggio. O prendiamo noi l’iniziativa e diamo una svolta al corso delle cose, o al massimo il cambiamento sarà che cambieranno gli individui che eserciteranno lo stesso ruolo di carnefici delle masse popolari e anche la mobilitazione delle masse popolari resterà un’arma nelle loro mani.
Gli operai più avanzati dell’ILVA e delle altre aziende di Taranto devono organizzarsi e devono spingere gli elementi più avanzati delle masse popolari di Taranto e provincia a organizzarsi. Devono unirsi alle altre Organizzazioni Operaie e Popolari e mobilitarsi in tutta Italia per imporre ai vertici della Repubblica Pontificia un proprio governo d’emergenza, il Governo di Blocco Popolare. Organizzarsi e mobilitarsi per costituire il GBP è anche la forma più efficace di protesta e di pressione perché le autorità della Repubblica Pontificia, i Corradi Clini e le Patrizie Todisco di turno, le Susanne Camusso e le altre autorità complici o succubi, facciano il massimo di cui sono capaci per far fronte alla situazione, benché sia contro la loro natura di servitori e ingranaggi del regime. Chi crede che lo faranno anche se non sono incalzati dalle proteste e dalla minaccia del GBP, si illude. Se la protesta si interrompe, i provvedimenti di questi giorni diventeranno carta straccia. Saranno serviti solo a portare un po’ più di soldi pubblici nelle tasche di Riva, dei politicanti, delle autorità e dei sindacalisti complici. Parimenti si illude chi spera che sia pure incalzata, questa gente vada lontano. Cercherà di fare il meno possibile, mentre per porre fine al marasma attuale, occorrono provvedimenti combinati su vari terreni e prolungati nel tempo. Se ci accontentiamo di richieste, petizioni e proteste, ci ritroveremo come da 32 anni in qua ci ritroviamo ogni 2 agosto a Bologna a deplorare la strage e chiedere giustizia e verità, magari con la partecipazione del Napolitano o della Cancellieri di turno che largheggeranno in promesse e giuramenti.
Certamente è possibile combinare il lavoro industriale con la sicurezza, l’igiene e la conservazione dell’ambiente. Ha torto che spiega che per evitare l’inquinamento, bisogna delocalizzare altrove gli impianti industriali e ritornare all’agricoltura primitiva. Ma non è possibile combinare il lavoro industriale, la sicurezza, l’igiene e la conservazione dell’ambiente con il capitalismo. Diritti e dignità dei lavoratori non sono compatibili con il capitalismo. È di tutta evidenza, a Taranto e in mille altri posti. Non è neanche possibile far sparire di colpo il disastro in cui la Repubblica Pontificia ci ha messo. Chi lo promette, è un imbroglione. Ma gli operai e le masse popolari organizzate, le OO e OP unite possono avviare e portare a compimento il risanamento. Se la protesta di questi giorni diventa un movimento che si dà un obiettivo politico proprio, la costituzione del Governo di Blocco Popolare, e si prolunga nel tempo fino a realizzarlo, allora la combinazione di fattori che ha portato alla protesta di questi giorni avrà impresso effettivamente una svolta alla storia del nostro paese e con questo anche alla storia delle masse popolari di Taranto e provincia. Questa è la sola vera via d’uscita e sta tutta e solo nelle mani di noi comunisti, degli operai avanzati e degli altri esponenti avanzati delle masse popolari.
Non dare tregua alla Giunta Monti-Napolitano che traballa!
Rompere con le istituzioni e le imposizioni degli inquinatori, degli speculatori, degli uomini della finanza, dei banchieri e delle istituzioni della Repubblica Pontificia e dell’UE! Con la mobilitazione, con le proteste, con le nostre iniziative impediamo alla destra moderata (PD) e alla destra sindacale (Camusso) di collaborare con il governo Monti! Impediamo alle amministrazioni locali di sottomettersi al
Patto di Stabilità e alla Giunta Monti-Napolitano! È legittimo solo quello che è conforme agli interessi delle masse popolari!
Abolire il Debito Pubblico! Rimettere in moto l’economia nazionale! Dalla Puglia alla Valle di Susa, alla Sicilia, alla Sardegna;
da Palermo, a Taranto, a Napoli, a Roma, a Milano;
da un capo all’altro del paese un solo grido:
Governo di Blocco Popolare!
Sono le masse popolari che organizzandosi fanno la loro storia!
Chi ha una concezione comunista del mondo è in prima fila alla loro testa! Formare Organizzazioni Operaie in ogni azienda e Organizzazioni Popolari
in ogni zona e quartiere!
Costituire clandestinamente Comitati del Partito comunista in ogni azienda
e in ogni centro abitato!
Fare di ogni lotta una scuola di comunismo!
(nuovo)Partito comunista italiano
e.mail: lavocenpci40@yahoo.com
Immagine Ilva Taranto inserita da autore Blog

Olimpiadi 2012 Il danese Anders Golding, dedica l’argento ai lavoratori dell’Ilva


Austerità, aggiustamento e genocidio sociale


Austerità, aggiustamento e 

genocidio sociale

luglio 2012
 
 Il linguaggio politico & la crisi del debito europea


Il linguaggio politico, è progettato per fare sembrare sincere le menzogne e rispettabile l'omicidio e per dare l'apparenza di solidità al puro vento.-- George Orwell, “La politica e la lingua inglese,” 1946
significato della retorica. Quindi, la retorica ha significato, ma non dalle apparenze.
bisogno di una migliore assistenza sanitaria, proprio il sistema che viene smantellato quando è più necessario. Le persone sono sempre più immerse nei debiti e destinate all'indigenza. L'obiettivo, ci viene raccontato, è di ridurre la spesa pubblica in modo che lo stato possa ridurre il suo deficit (il debito annuo).
Financial Times si è riferito come “altamente sensato”. Nell'aprile del 2010, la Banca dei Regolamenti Internazionali (BRS) – la banca centrale delle banche centrali del mondo – ha richiesto ai paesi europei di iniziare ad implementare misure d'austerità. Nel giugno del 2010, i ministri delle finanze del G20 hanno acconsentito. Era tempo di entrare nell'era dell'austerità! Il cancelliere tedesco Angela Merkel, l'ostetrica europea dell'austerità, ha dato il buon esempio nella UE imponendo misure d'austerità all'interno in Germania. I leader del G20 si sono incontrati ed hanno accettato che il tempo dello stimolo era giunto alla fine ed era imminente il tempo della povertà dell'austerità. Naturalmente ciò è stato appoggiato dal presidente tecnocratico non eletto della Commissione Europea, José Manuel Barroso. Anche il presidente non eletto del Consiglio Europeo, Herman Van Rompuy, ha concordato, spiegando nella sua inesorabile saggezza economica che l'austerità “non ha nessun effetto reale sulla crescita economica”. Anche Jean-Claude Trichet, presidente della Banca Centrale Europea (BCE), è balzato sul treno dell'austerità, scrivendo sul Financial Times che, “ora è il momento di ripristinare la sostenibilità fiscale”. Jaime Caruana, direttore generale della Banca dei Regolamenti Internazionali (BRS), nel giugno del 2011 ha dichiarato che il bisogno di austerità era “più urgente” che mai, mentre il presidente della BRS, Christian Noyer, anche governatore della Banca di Francia (e membro del consiglio di amministrazione della BCE), ha dichiarato che, a parte l'austerità, per la Grecia “non vi è nessuna possibile soluzione.
Barroso e Van Rompuy –sbagliata), che: "Alcune persone temono questa opera sia per smantellare lo stato sociale e la protezione sociale... Niente affatto ... E' per salvare questi aspetti fondamentali del modello europeo... Vogliamo assicurarci che le nostre economie siano sufficientemente competitive per creare posti di lavoro e per sostenere il benessere di tutti i nostri cittadini e questo è quello su cui è il nostro lavoro". Comunque, l'anno seguente, il nuovo presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi (ex governatore della Banca d'Italia), in un'intervista al Wall Street Journal ha dichiarato che, "non vi era nessuna alternativa al consolidamento fiscale", intendendo l'austerità, e che il contratto sociale dell'Europa era "obsoleto" ed il modello sociale era "già morto”. Comunque, ha spiegato Draghi, adesso era necessario promuovere la "crescita", aggiungendo, “ed è per questo che le riforme strutturali sono così importanti”.
sfruttamento. Dopo tutto, niente va meglio con la povertà che lo sfruttamento! Come l'"aggiustamento strutturale" diventa sfruttamento? Ben attraverso la competitività e la crescita, naturalmente! Aggiustamento strutturale significa che lo stato liberalizza l'economia, così tutto viene deregolamentato, tutti i beni statali sono privatizzati, come strade, ospedali, aeroporti, fiumi, sistemi idrici, minerali, risorse, aziende statali, servizi ecc. Questo, come dice il racconto, incoraggerà gli "investimenti" nel paese quando esso "ne ha più bisogno". Questa idea suggerisce che le banche e le società straniere entreranno nel "mercato" e quindi con i loro nuovi investimenti creeranno nuove industrie, impiegheranno gente locale, rianimeranno l'economia e con il "gocciolamento" dalle più produttive e redditizie, tutta la società si eleverà in livelli di vita ed opportunità.
aggiustamento strutturale competitività della forza lavoro. Posto semplicemente, se meno denaro va al lavoro durante il processo di produzione, quello che viene prodotto in definitiva sarà più conveniente "sul mercato" e così diventerà più allettante per i potenziali compratori. In questo modo, con salari più bassi arrivano profitti maggiori. Lo stesso presidente della BCE Mario Draghi ha enfatizzato che le "riforme strutturali" di cui l'Europa ha bisogno sono "le riforme di mercato dei prodotti e dei servizi" e quindi "la riforma del mercato del lavoro che assume forme diverse in paesi diversi". Ha aggiunto che il punto era "rendere più flessibili ed anche più giusti di quanto lo siano oggi i mercati del lavoro". Non è questo piacevole? Vuole rendere "più giusti" i mercati del lavoro. Quello che questo significa è che, dal momento che alcuni paesi hanno delle protezioni per vari lavoratori, ciò è ingiusto per i lavoratori che non hanno nessuna protezione, perché, come ha spiegato Draghi, "in questi paesi vi è un mercato del lavoro duale: altamente flessibile per la parte giovane della popolazione... [e] altamente inflessibile per la parte protetta della popolazione". Quindi, “al presente i mercati del lavoro sono ingiusti in tale regolazione perché mettono tutto il peso della flessibilità sulla parte giovane della popolazione". Così per rendere "giusti" i mercati del lavoro, tutti dovrebbero essere ugualmente sfruttabili e quindi ugualmente flessibili.
non i loro salari. Questo viene lasciato al "gocciolamento" da coloro i cui salari sono aumentati, le aziende, le banche e gli alti funzionari e dirigenti governativi. Questo perché loro si assumono tutto il rischio (ricordate che non si rischia nulla quando si accetta passivamente che il salario ed il livello di vita siano diminuiti rapidamente), e così loro dovrebbero prendere tutta la ricompensa. E poiché la loro ricompensa è così enorme, grandi avanzi cadranno dalla loro tavola e sul pavimento, per i quali possono lottare gli schiavi salariati di sotto. Secondo le leggi di quello che posso soltanto assumere sia "magico", questo alla fine solleverà gli oppressi
molto a buon prezzo, centesimi di dollaro. Questo perché le grandi società e le banche stanno facendo al governo ed al popolo un favore investendo in un paese che è un grande rischio. Il denaro che lo stato ottiene da queste vendite viene registrato come "entrata" e contribuisce a ridurre il debito annuo (deficit). Comunque, il risultato per il popolo è che hanno luogo licenziamenti di massa, i prezzi dei prodotti aumentano, i costi dei servizi si incrementano e così aumenta la povertà. Ma le privatizzazioni hanno dei benefici, ricordate, essa incoraggia la "competitività". Se tutto viene privatizzato, tutti competerebbero con ciascun altro per produrre i beni migliori ai costi più bassi e tutti possono successivamente prosperare assieme in una società dell'abbondanza.
controllo. Così se l'economia ha bisogno di diventare più competitiva, quello che viene detto realmente è che ha bisogno di trovarsi più sotto controllo e, naturalmente, in mani aziendali e finanziarie private.
rischi in questo intero processo (ricordate: le persone non contano, avevano molto poco con cui cominciare, così perdono molto poco. Loro hanno molto e così molto di più da perdere. Questo è ciò che significa rischio). Se i lavoratori tentano di formare dei sindacati o di organizzarsi e domandare salari più alti, l'impresa può semplicemente minacciare di chiudere lo stabilimento e di trasferire i posti di lavoro in qualche altro posto con una forza lavoro più "flessibile". Oppure l'impresa può semplicemente assumere immigrati locali (o mandarne dentro altri) e pagarli meno per più ore e lasciare i locali senza lavoro. Questa viene chiamata "flessibilità del lavoro". Flessibilità del lavoro si traduce come lavoro a buon mercato per portare tutti giù ad un livello ugualmente basso di standard del lavoratore e, così, incoraggiare l'"utilizzazione", che significa sfruttamento.
nelle EPZ da dove sono poi esportati all'estero, liberi della fastidiosa tassazione e regolamentazione nazionale. In definitiva, le EPZ sono delle mini colonie aziendali. Alla fine del maggio 2012, è stato riportato che la Germaniagli investitori stranieri potrebbero essere attratti in quelle zone attraverso incentivi fiscali e norme più allentate.  Sostanzialmente, sono delle EPZ per l'eurozona. Il piano richiede anche la costituzione di amministrazioni fiduciarie che organizzerebbero la svendita dei beni statali in schemi di privatizzazione massiccia. Inoltre, ciò che è necessario, secondo Berlino, si doveva istituire un "sistema educativo duale, che combina un'istruzione pratica standardizzata in una scuola professionale con un apprendistato nello stesso campo in un'impresa allo scopo di combattere l'alta disoccupazione giovanile". In altre parole, più nessuna istruzione accademica o intellettuale per i giovani, ma piuttosto "professionale" ovvero istruzione orientata al lavoro, per non permettere che le aspettative dei giovani si levino troppo lontano e semplicemente per prepararli ad una vita di 'lavoro' conseguendo le necessarie abilità professionali. E, naturalmente, il piano per la "crescita" della Germania include anche più sforzi nell'istituire la "flessibilità del lavoro", che comprenderebbe "l'allentamento delle misure che rendono difficile licenziare i dipendenti permanenti e creare relazioni di impiego con carichi fiscali e contributi alla sicurezza sociale inferiori". In altre parole, rendere facile licenziare i lavoratori, avere salari più bassi ed eliminare i sussidi.
Lucas Papademos è stato installato (non eletto) come primo ministro "tecnocratico"della Grecia nel novembre 2011, allo scopo di "aiutare" la Grecia ad intraprendere delle "riforme" imperative. Papademos Federal Reserve Bank di Boston, Jean-Claude Trichet.
Financial Times nel 2005 mentre era vicepresidente della Banca Centrale Europea (BCE), Lucas Papademos ha affermato che il potenziale di "crescita" europea sembrava buono, ma, ha aggiunto: "Vi è il rischio che, a meno che vi siano dei cambiamenti nelle politiche – più riforme nei mercati del lavoro e dei prodotti – come pure nel comportamento degli agenti economici privati, questa scala [di crescita] può dover essere riveduta verso il basso". Ha spiegato che "il modo principale in cui questa crescita potenziale possa aumentare è attraverso politiche che accrescano la crescita della produttività ed aumentino l'utilizzazione del lavoro aumentando le ore medie lavorate ed il tasso di partecipazione del mercato del lavoro e rendendo questo mercato più flessibile ed adattabile. Nel maggio del 2010, il governatore della Banca d'Inghilterra Mervyn King ha dichiarato che l'eurozona aveva bisogno di “riforme strutturali, cambiamenti nei salari e nei prezzi nei paesi che necessitano di ricuperare competitività". Anche l'ex presidente della BCE Jean-Claude Trichet aveva enfatizzato che ciò che era necessario era un programma di austerità fiscale, “accompagnato da riforme strutturali, per promuovere la crescita a lungo termine. In altre parole, ciò che era necessario era l'impoverimento, accompagnato dallo sfruttamento per promuovere i profitti a lungo termine.
(EFSF), il fondo di salvataggio dell'area euro, era diretto da un uomo di nome Klaus Regling. In un articolo che ha scritto per The Banker, Regling allo scopo di incrementare la competitività ed il potenziale di crescita di un paese. In (“austerità”),
Mario Draghi, come presidente della BCE, ha richiesto un "patto per la crescita" (ovvero un "patto per il profitto") per l'Europa, che vada a fianco del "patto fiscale" (ovvero "patto della povertà"). Questo ha raccolto le adesioni del nuovo presidente della Francia Francois Hollande, di Angela Merkel e di José Manuel Barroso. La Merkel nella forma di riforme strutturali
Allandare in default sul proprio debito e per fare ritornare il paese ad un periodo di crescita; e, dall'altra parte, "ristrutturazione" viene utilizzato per descrivere ciò che accade dopo che un paese default siano inflitte più severamente. Proprio il processo che, ci viene raccontato, dobbiamo sopportare per prevenire un default è esattamente lo stesso che dobbiamo subire dopo un default. Così, la combinazione di austerità fiscale ed aggiustamento strutturale è, in realtà, un lento e doloroso default.
austerità e aggiustamento equivale ad un programma e ad un effetto di devastazione sociale. Così, i termini "programma di aggiustamento strutturale", "ristrutturazione" e default” in realtà si traducono in genocidio sociale. Questi tre termini ristrutturato, poiché le classi medie vengono eliminate e spinte nella povertà, i poveri sono resi indigenti e l'elite diventa concentrata ed in controllo totale; il sistema politico ed economico viene aggiustato per adattarsi a questa ristrutturazione e la promessa che è stata raccontata dovunque al popolo, che i suoi leader e la società esistono per servire i suoi interessi, è ciò su cui si va in default. Lo stato non va in default, è il 'contratto sociale' che è andato in default. Proprio come ha dichiarato Mario Draghi al Wall Street Journal, “il modello sociale europeo è già perdutogenocidio sociale.
George Orwell nel suo saggio del 1946, "il linguaggio politico deve consistere in gran parte di eufemismi, di tesi indimostrate e di vaghezza nebulosa assoluta". Ma dietro alle parole che sono utilizzate rimangono l'intenzione ed il significato.
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Andrew Gavin Marshall è un ricercatore e scrittore indipendente residente a Montreal, Canada, che scrive di numerose questioni sociali, politiche, economiche e storiche. E' inoltre direttore di progetto di The People’s Book Project Presenta inoltre un programma podcast settimanale, Empire, Power, and People,” su BoilingFrogsPost.com.
tratto da :


Andrew Gavin Marshall a scritto il testo

Super Mario Monti e la dittatura dell’austerity in Italia”

Tradotto da Cecilia Pirovano 
info su :
 
Immagini da internet inserite da autore blog

mercoledì 13 giugno 2012

Fornero “io non mi suiciderò”:Lettera aperta di un operaio metalmeccanico (Arcelor Mittal ),esodato novembre 2011 Incazzato a Bestia con quella bugiarda,indisponente“signora“ Fornero


Fornero “io non mi suiciderò”

Lettera aperta di un operaio metalmeccanico (Arcelor Mittal ), esodato novembre 2011, Incazzato a Bestia con quella Bugiarda , Indisponente “signora“ Elsa Fornero

Tanti anni fa Alberto Fortis un cantautore dell' estremo nord d'Italia (Domodossola), subì un grande sopruso da Vincenzo Micocci un noto faccendiere musicale (RCA) dell'area folk romana anni '70, il sopruso fu così forte che Fortis gli dedicò la dura canzone “Vincenzo io ti ammazzerò”, altre canzoni successive misero in risalto l'odio e la rabbia che si erano scatenate in Fortis verso Roma in generale....la Lega era lungi da venire ….......vede “signora” Fornero, sono corretto e ho cambiato il titolo scrivendo “io non mi suiciderò” , ..sono un operaio di 58 anni che ha lavorato 39 anni in una grande azienda metalmeccanica di Piombino (Arcelor Mittal) che nell'ultimo ventennio con le periodiche ristrutturazioni non indolori si è liberata di almeno mille dipendenti, prima con prepensionamenti, poi con la cig, licenziamenti e mobilità, …..Il mio nome è Maurizio detto “Sandino “perchè negli anni 80 sostenevo la rivoluzione Sandinista in Nicaragua dall'attacco imperialista USA, comunque sia chiaro sostengo anche la rivoluzione Cubana, quella Bolivariana e chiunque lotti contro i soprusi dell'imperialismo capitalista , ...si “signora” sono quei soprusi che lei, Monti e company state attuando da quel maledetto giorno in cui la Merkel, le banche e Napolitano,.. con vero e proprio un golpe vi hanno insediato.....ritornando alla questione personale , sono andato in mobilità nel novembre 2011 in virtù di un accordo (con un incentivo aziendale), firmato il 13-09-2011 tra azienda, INPS, sindacati e Confindustria , dai documenti che ho in mano il 1° maggio del 2014 “dovrei” percepire la pensione con il vecchio sistema di 41 anni e 3 mesi ( già prolungato dal governo Berlusconi) , ... in fabbrica sono sempre stato impegnato verso la FIOM, anche se non nego di aver avuto simpatie verso i movimenti autorganizzati dei COBAS , in politica invece riferendomi ad una citazione del cantautore statunitense Woody Guthrie le dico “non sono mai stato un buon stalinista ma non sono mai uscito dal Rosso”, nel 77 ho abbandonato incazzato il PCI di Berlinguer , che andava a braccetto con la DC di Andreotti, non nego che successivamente sono stato attratto dall'area di Autonomia e di avere avuto come punto di riferimento vari CSOA (centri sociali occupati autogestiti ), che via via nascevano in Italia..
Adesso mi trovo davanti al peggiore, il più criminale (do ragione a Paolo Barnard ) dei governi che la mia mente avesse potuto immaginare, credevo che Berlusconi fosse il peggio, ma è proprio vero non c'è limite al peggio,...“signora” Fornero per colpa sua e tutti suoi viscidi complici (compreso il presidente Napolitano , il PD, sindacati CISL-UIL , più Camusso e buona parte della CGIL ), tutti i giorni assistiamo a gesti disperazione estrema, infatti dall'inizio dell'anno non si contano più coloro che si sono suicidati per disperazione (pensionati,disoccupati, piccoli imprenditori, immigrati,disoccupati...), so che lei, come il suo capo Monti (senza anima e umanità) se ne sbatte dell'Italia dei lavoratori, pensionati, giovani, disoccupati, disabili,... così come detto sopra se ne frega di coloro che si suicidano perchè non riescono a trovare vie d'uscita dalle strade che lei e il suo governo le "sue "banche gli avete sbarrato, …. a lei, (e tutto il marciume corrotto che rappresenta, interessa solo dare fiato ad un'agonizzante capitalismo, salvare le banche , cancellare diritti e stato sociale e in stile America latina anni '70 mettere il paese nelle mani di poche famiglie aristocratiche (sempre più ricche), nel fare questo lei è pienamente cosciente di avere iniziato una guerra di classe ed è consapevole che strada facendo lascerà a terra moltissime vittime degli strati sociali più deboli, incapaci di reagire a causa del nulla che gli avete generato nella testa negli ultimi 25 anni , …. è proprio vero che da un governo di dilettanti allo sbaraglio siamo passati a un governo di killer professionisti!!, assassini senza scrupoli!!.
signora fornero” comunque la tranquillizzo, nostante il suo odio, e le minacce verso la mia classe sociale, le dico che non mi suiciderò!!!!, ne lei, ne nessuno essere immondo come lei è riuscito a cancellare i miei valori, i miei ideali, la mia dignità , il mio orgoglio, …. tutte le nefandezze che farà o meglio farete nei prossimi mesi per preparare la strada fascista del  nuovo Medio Evo, giorno dopo giorno non faranno altro che aumentare la mia rabbia, così come credo quella di tante altre persone non omologate, che non si arrendono, quindi fin da ora le dico seriamente, non come sfogo di un “pazzo” comunista, non per egoismo .... se il primo maggio 2014, finita la mobilità sarò senza pensione, quindi in una situazione tale da non poter far vivere la mia famiglia, mi creda non so come potrei reagire, è probabile che abbandoni questo imbarbarito paese , così come nella mia mente potrebbe affacciarsi qualche altra "strana" tentazione, …. ammetto che ho avuto simpatia per quella signora (diffamata in internet e non solo ) che durante una manifestazione indossò la maglietta con la scritta “fornero al cimitero” ,....si ”Signora “ fornero la sua ipocrisia, la sua arroganza, le sue minaccie quotidiane, il suo essere cosciente di aver iniziato una guerra di odio verso le fasce sociali più deboli, sarà il sale per convincermi ancor di più a non suicidarmi, a resistere con ogni mezzo necessario alle sue, vostre nefandezze, si ricordi che nel 2014 , lei molto probabilmente sarà rientrata alla normalità (se non riciclata per “meriti” da qualche partito di destra compreso il PD ) perchè il capitalismo l'avrà già usata e scaricata (anche lei è una merce , al servizio della corte , ma pur sempre merce), mi sembra giusto, anzi le auguro. che per il male che ha fatto e sta facendo non riesca più dormire sonni tranquilli per il resto della vita, mi perdoni ma non passa giorno che non gli invii gli accidenti, forse prima o poi qualcuno gli arriverà e per me quello sarà un giorno felice,  lei dirà che mi accontento di poco, è vero!! ma chi si accontenta gode!!!
Sicuramente viaggerò con la fantasia e l'immaginazione, ma voglio credere, sperare vivamente che ci siano nuove prese di coscienza e un qualcuno a cui lei ha rovinato il futuro, la vita, la speranza...tutto.!!!..un giorno se lo trovi davanti e con i suoi occhi veda finalmente come è lo sguardo della disperazione, della rabbia... chissà !! forse in quel momento le sue lacrime saranno vere.!!... daltronde lei sa che la guerra e guerra !!! …...Guardi bene questo scritto non è un'istigazione alla violenza ma bensì un'istigazione alla sopravvivenza, uno stimolo a ragionare prima di un'inutile suicidio, (che farebbe comodo solo a voi). Quando  in Colombia padre Camillo Torres capì che l'unico modo per difendere i suoi fedeli era quello di imbracciare un  fucile non esitò e morì combattendo.
Dunque, la sera prima di andare a dormire pensi a quanto male ha fatto e sta facendo alla povera gente per non voler far pagare i suoi amici aristocratici e coloro che hanno veramente generato questa crisi.....ah, mi scusi di nuovo!!!, dimenticavo! chi non ha coscienza non ha nemmeno sentimenti , quindi per lei tutto rientra nell'ordine costituito, nella normalità delle cose, e per questo mi sento in sintonia con quello che scrisse Steven Patrick Moressey degli “SMITHS un famoso cantante inglese degli anni 80 : “L’unica cosa che potrebbe salvare la politica Britannica è l’assassinio di Margaret Thacther, la violenza, in questo caso, sarebbe giustificata: Si tratta di salvare la civiltà… il guaio dell’attentato di Brighton è che laThacther è scampata. Il guaio è che è ancora viva (1)”

1) rivista “mucchio selvaggio” n° 106 novembre 1986

                                                      Sandino

martedì 27 marzo 2012

Occupyamo piazza affari il 31 marzo a Milano ci proviamo



 
Credo che oramai sia evidente che tutti i movimenti, tutte le lotte in corso in questo paese, per quanto differenti negli obiettivi e nelle storie, hanno di fronte lo stesso avversario che argomenta allo stesso modo. I metalmeccanici, da poco scesi in piazza con rabbia e orgoglio, sono di fronte alla devastazione del contratto nazionale e delle più elementari libertà nei luoghi di lavoro. Milioni di altri lavoratori subiscono le stesse aggressioni senza avere la stessa forza o senza essere chiamati alla lotta da un sindacalismo confederale sempre meno capace di reagire. In Valle Susa nel nome degli affari, della competitività, del “lo vuole l’Europa”, si sta procedendo a una sopraffazione democratica e ambientale tra le più gravi della storia della Repubblica. Sulle pensioni il governo ha realizzato il sistema previdenziale più feroce d’Europa, lo dice la stessa Unione. Il decreto sulle liberalizzazioni reinterpreta l’articolo 41 della Costituzione, rovesciandone il significato e i limiti vengono così posti al pubblico e non al privato. Alla faccia del referendum sull’acqua e dei beni comuni. Che anzi, con il patto di stabilità e con i vincoli agli enti locali diventeranno la principale fonte di affari dei prossimi anni.
Con il pareggio in bilancio assunto a norma costituzionale e con l’intreccio di questa norma con il fiscal compact europeo, cioè con l’impegno ventennale a restituire metà del debito pubblico complessivo, lo stato sociale viene posto al di fuori della Costituzione della Repubblica. Ed è stupefacente che un parlamento di nominati possa decidere del nostro futuro senza alcuna
consultazione democratica e sono pesanti anche le responsabilità del Presidente Napolitano. Infine l’articolo 18. Che verrà colpito dal governo, proprio perché così vogliono quei mercati e quella finanza internazionale che questo governo rappresenta e rassicura.
Cosa devono farci ancora? Questo governo è ormai chiaramente, anche nelle battute volgari con cui si esprimono i ministri, un governo di destra. Di quella destra europea che attorno a Monti, Merkel e Sarkozy, affronta la crisi con un’operazione tecnicamente reazionaria. Cioè con lo smantellamento dello stato sociale, con le privatizzazioni, con il ritorno a un liberalismo ottocentesco,
Chi decide?
Per apporre la firma online clicca qui
Per andare alla pagina sulla petizione clicca quiaccompagnato dai poteri dello stato degli anni Duemila. Quando il capo della Banca europea Mario Draghi dice che il sistema sociale europeo è finito, propone una soluzione devastante alla crisi, con l’imitazione di quel modello sociale ed economico degli Stati Uniti, che è la prima causa della crisi mondiale.
Dieci anni fa a Genova e in tutta Europa un grande movimento di lotta e di coscienze contestava il liberismo, il mercato e la globalizzazione, che allora sembravano vincenti ovunque. Oggi che siamo dentro la crisi della globalizzazione e del dominio finanziario su di essa, quelle politiche liberiste che l’hanno provocata paiono avere più consenso di dieci anni fa. E' giusto cercare spiegazioni culturali, sociali ed economiche approfondite. Però bisogna farlo mentre ci si rimette in moto. A differenza di Alberto Asor Rosa, quando Monti va all’estero e si vanta di aver attuato nel nostro paese brutali riforme sociali senza nessuna reale contestazione, io mi vergogno. Cosi come mi vergogno quando vedo il concerto europeo massacrare la Grecia e usarla come minaccia verso tutti popoli.
In Italia abbiamo qualche problema in più che altrove perché, come in Grecia, le principali forze politiche di centrodestra e centrosinistra sostengono il governo ispirato dalla Bce. E deve fare le capriole Bersani, quando dichiara di sostenere Hollande che in Francia vuol mettere in discussione i patti europei, mentre in Italia sostiene Monti che appoggia apertamente Sarkozy.
Dobbiamo provare a ripartire per ricostruire. Dopo il 15 ottobre ci siamo fermati e loro sono andati avanti come treni, anzi come tav... L’appello che lancia la manifestazione a Milano, Occupyamo Piazza Affari, è sottoscritto da militanti sindacali e politici, da movimenti ambientali e civili, da sindacati e partiti, da protagonisti delle lotte di fabbrica e nel territorio. La decisione di lottare e di essere alternativi senza remore a monti e alla sua politica, questo è ciò che unisce.

martedì 21 febbraio 2012

Se il Fondo Monetario fa fallire gli Stati, ma l’Italia non lo sa.(Di Gianni Minà)




Se il Fondo Monetario fa fallire gli Stati, ma l’Italia non lo sa.
Venerdì 17 Febbraio 2012
Editoriale di Latinoamerica 117 ott-dic 2011
di Gianni Minà
Il 2 e il 3 dicembre scorso i presidenti e i premier di 33 paesi dell’America Latina e dei Caraibi [praticamente, tutte le nazioni americane tranne Stati Uniti e Canada], si sono riuniti a Caracas per dare compimento alla fondazione della Celac, [Comunidad de Estados Latinoamericanos y Caribeños] un organismo intergovernativo che si rifà all’idea della Comunità Europea.
L’iniziativa, che ha la sua Germania e la sua Francia nel Brasile, prossima quinta potenza economica del mondo, nell’Argentina di sinistra di Cristina Kirchner e nel ricco Venezuela petrolifero di Hugo Chávez, decreta il tramonto della vecchia Osa, l’Organizzazione degli stati americani che mezzo secolo fa Raul Roa, ministro degli esteri della Rivoluzione cubana, definiva “il ministero delle colonie yanqui” e che oggi Rafaél Correa, giovane presidente dell’Ecuador, economista con un master all’Università cattolica di Lovanio in Belgio, definisce lo “strumento di Washington per perseguitare i governi progressisti del continente a sud del Texas”.
È chiaro che la crisi economica mondiale, causata dagli spregiudicati maneggi finanziari dell’economia neoliberale, ha spaventato e sollecitato un continente oggi in crescita dopo decenni di sofferenze e vessazioni di istituti come il Fondo monetario internazionale e la Banca mondiale. Questi organismi hanno sempre lavorato per soddisfare solo le mire dei paesi più ricchi e potenti, tesi ad accaparrarsi le ricchezze di nazioni piene di risorse naturali ma condannate all’indigenza e alla repressione dalle logiche di prestiti “inumani e impagabili”, come li definì papa Giovanni Paolo II.
Per questo è sintomatico il fatto che alla Celac abbiano aderito anche i rappresentanti di governi conservatori e fino a ieri proni solo agli interessi degli Stati Uniti, come Juan Manuel Santos, neo presidente della Colombia, uno stato che “ospita” ben sette basi militari nordamericane, Felipe Calderón, presidente del Messico che a breve dovrà addirittura accettare che la lotta ai cartelli dei narcos venga diretta nel suo paese dai Seals, le teste di cuoio della Marina americana, che recentemente hanno fatto fuori in modo spiccio Osama bin Laden, e il cileno Sebastian Piñera, ultraliberista, eletto addirittura presidente del nuovo organismo.
La sopravvivenza è la sopravvivenza, e il fatto che molte di queste nazioni sudamericane stanno soffrendo un po’ meno la crisi economica in atto nel mondo perché hanno un rapporto meno dipendente con banche, assicurazioni e agenzie di rating nordamericane ha certamente avuto il suo peso nella decisione di dare vita a questo organismo. Tanto per capirci, infatti, a questo summit c’era anche Raúl Castro, presidente di Cuba, il paese ancora sottoposto a embargo e provocazioni varie da parte degli Stati Uniti per avere scelto, cinquant’anni fa, di governarsi con una sorta di socialismo caraibico e di essere quindi un cattivo esempio per tutte quelle nazioni nel continente sfruttate e depauperate per decenni dalle multinazionali del nord e che, ancora recentemente, sono state obbedienti nell’accettare il famoso Alca, trattato di libero commercio con gli Usa, che le fa ancora penare per restituire i debiti e recuperare uno straccio di sofferta autonomia.
Forse è per questa realtà, che smentisce molte delle certezze del mondo capitalista, del mercato, che la quasi totalità degli organi di informazione italiani hanno nascosto o addirittura ignorato, la notizia della nascita della Celac.
Come avrebbero potuto spiegare, infatti, dopo aver cantato senza ritegno le lodi dell’economia globalizzata e la favola del mercato che si autoregola, che queste realtà nascondono una cinica fregatura?
I nostri media sono arrivati al punto di sottolineare come notizia rassicurante quella che il Fondo monetario avrebbe intenzione di “aiutare” con un prestito la sofferente Italia di Monti. Dimenticano, però, che questo organismo, nato come la Banca mondiale a Bretton Woods [New Hampshire] nel 1944 per sovrintendere alla bilancia dei pagamenti fra stati dopo il fallimento del cosiddetto “Gold standard” [la convertibilità in oro di tutte le banconote circolanti, complice di un sistema che precipitò l’economia planetaria in due guerre mondiali] ha guadagnato una fama nefasta. La fama di aver annientato, a causa di debiti impagabili, tutte le nazioni dove, chissà perché, era stato richiesto il suo intervento.
Un primato rotto recentemente soltanto da nazioni latinoamericane come il Brasile di Lula o l’Argentina dei Kirchner, che hanno semplicemente detto, a un certo momento, “Adesso pagheremo quando potremo farlo” e, in pochi anni l’hanno fatto, avvisando poi i funzionari dell’Fmi, ancora impegnati, come Totò quando cercava di vendere la Fontana di Trevi, a proporre a queste nazioni presunti affari e - soprattutto - altri prestiti: “Con voi il discorso è chiuso, non vogliamo più vedervi da queste parti”.
La realtà poi è ancora più grottesca se si considera che, per esempio, come esperto di geopolitica latinoamericana, giornali progressisti come La Repubblica e l’Espresso, o come lo stesso El País in Spagna, scelgono l’ex direttore esecutivo della Banca mondiale, Moisés Naím, l’economista venezuelano che quando era ministro dell’industria e del commercio dell’imbarazzante governo di Carlos Andres Perez fu tra i responsabili, nel 1989, del caracazo, protesta di piazza contro le privatizzazioni selvagge repressa nel sangue con più di 500 morti. I suoi articoli, sempre avversi ai protagonisti del rinascimento dell’attuale America latina progressista, sono capaci di sostenere che non bisogna plaudire Lula, che ha portato il Brasile a essere quello di oggi, ma semmai gli incredibili successi del povero presidente messicano Felipe Calderón, creatura politica degli Stati Uniti, che nei suoi quasi sei anni di governo e di presunta guerra ai cartelli della droga, ha già messo in fila 50mila morti [quanto il conflitto in Iraq] e l’assassinio di una trentina di giornalisti.
Credo che in questo atteggiamento sia palese un grande equivoco: quello sulla capacità del modello politico neoliberale di salvare il mondo, o anche soltanto di tirarlo fuori dall’attuale corsa verso il nulla. Anche se pervicacemente perfino l’informazione che fu progressista cerca pateticamente di dimostrare che il mercato metterà tutto a posto.
Nel 1989 è imploso, per i suoi fallimenti, il comunismo. Adesso sta vivendo lo stesso destino il capitalismo. Solo che non si ha il coraggio di dirlo o non si permette di sottolinearlo, di farlo sapere e di porre riparo a questa deriva, perché sennò si perdono copie o punti di rating.
Tutto questo è pericoloso e triste, perché con questo andazzo, che si è limitato a proteggere banche, banchieri e nazioni potenti, non si va da nessuna parte se non verso pericolose stagioni di scontro e di ribellione. Guardate l’Italia: lo stesso Monti, condizionato della vecchia politica e sicuro solo dei consunti metodi del neoliberismo, non ha saputo far pagare i guasti economici a chi li aveva causati o, con i suoi modi di essere [evasione fiscale, corruzione eccetera], ne era responsabile. Perché dovremmo credere che adesso possa cambiare qualcosa, non avendo avuto il coraggio di girare pagina e di battere nuove vie, più eque e più sociali, per assicurare a tutti, ma proprio tutti gli esseri umani, il diritto di vivere?

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