lunedì 8 aprile 2013

VENEZUELA COMPLOTTO KOCH ?? : David Koch, repressore salvadoregno e terrorista al servizio degli USA / David Koch, represor salvadoreño y terrorista al servicio de EEUU


VENEZUELA COMPLOTTO KOCH ??
David Koch, repressore salvadoregno
e terrorista al servizio degli USA

7.04.2013 - Jean Guy  Allard www.contrainjerencia.com/

Il colonnello in pensione delle Forze Armate
Salvadoregne David Koch Arana, legato al terrorista Luis Posada Carriles e denunciato ieri dal ministro degli esteri venezuelano Elias Jaua come parte di un complotto per assassinare il presidente incaricato Maduro e provocare atti di terrorismo in Venezuela, é un veterano del passato di guerra e repressione che ha insanguinato il piccolo paese centroamericano.

Da alcuni anni, Koch Arana, 60 anni, si é legato alle attività cospirative che lo hanno portato al suo arresto il 6 maggio 2010 in una situazione più che sospetta quando una pattuglia della Polizia Nazionale Civile lo intercettò mentre era accompagnato da altre 10 persone, di diverse nazionalità, tra cui uno statunitense (non identificato), sei guatemaltechi, un nicaraguense, un honduregno e un britannico.

Tra i sei guatemaltechi figurava anche un colonnello.

Il britannico, Andrew John Mullen, è stata nazionalizzato in Guatemala nel giugno 2009 con decreto esecutivo ed ha "precedenti criminali" negli Stati Uniti.

Koch e il suo aiutante, Jesus Cruz Menjivar, sostennero che appartenevano all'agenzia di sicurezza Corporate Security Consultants presente su scala centroamericana. Secondo gli archivi, Andrew John Mullen, è direttore esecutivo di questa società.

El Diario de Hoy ha allora rivelato che l'arresto di Koch e del suo gruppo fu eseguito alle 3:00 pm in Sonsonate quando furono sorpresi vicino alla spiaggia di Los Cóbanos. Uscivano da un albergo della zona. I sospetti erano in viaggio in minibus targato P 540-536, di proprietà della
Corporate Security Consultants.

A Koch e Cruz furono confiscati un fucile M-16 A2 rifilato, in perfetto stato di funzionamento, senza numero di serie, oltre ad un caricatore e 120 cartucce.

I catturati ed i loro compagni hanno detto che stavano partecipando a un presunto convegno di agenzie di sicurezza in un hotel della spiaggia non identificato.

Il giornalista del periodico ha detto che le sue fonti "sono state sorprese dal perché non furono arrestati gli stranieri che accompagnavano Koch Arana e Menjivar. Hanno anche trovato strano che anche un alto ufficiale della forza navale di El Salvador arrivasse a  perorare per i detenuti".

El Diario de Hoy è stato in grado di vedere dall'ingresso principale della Delegazione di Sonsonate che alcuni dei detenuti "stavano tranquillamente camminando per il parcheggio dell'installazione di polizia". Nessuno di loro era ammanettato "ma sono stati visti fumare tranquillamente e parlare con gli agenti di polizia e una manciata di avvocati che erano venuti ad intercedere per loro".

Tuttavia per legge, l'ex colonnello non può portare armi, anche se militare in pensione. Il suo rapporto di lavoro per una società di sicurezza privata neppure lo autorizza a circolare con armi.

Il fucile M-16 é di  uso esclusivo delle Forze Armate. Arana Koch ha ammesso alla polizia che il fucile - nascosto in una valigia di vestiti e smontato in due parti - era di sua proprietà. La mancanza del numero di serie rese impossibile determinare l'origine dell'arma.

Com'era prevedibile, Koch e Cruz non sono stati arrestati. Accusati di possesso illegale di armi da guerra in seguito sono stati assolti da un giudice compiacente. Gli stranieri arrestati sono stati immediatamente rilasciati. Cose da El Salvador.

Koch e Cruz hanno sostenuto l'appartenenza all'agenzia di sicurezza Corporate Security Consultants presente su scala centroamericana.
Con la benedizione del "Comando" della destra?

Il Cancelliere Jaua ha rivelato ieri che gruppi destabilizzatori presenti in Venezuela sono legati a Francisco Chávez Abarca, l'ex braccio destro del terrorista cubano Luis Posada Carriles in America Centrale, e Roberto D'Aubuisson, figlio del leader dell'estrema destra salvadoregna, assassino, fondatore del partito fascista ARENA.
Roberto D'Aubuisson padre governò El Salvador tra il 1982 e il 1984, diresse gli squadroni della morte, e fu il massimo responsabile del terrore che é costato 50000 vite in questo paese durante la guerra civile degli anni '80 ed il più sanguinario genocida centroamericano insieme con il generale Efrain Rios Mont in Guatemala.

ARENA consolidò, allora, il dominio statunitense in questa nazione in una misura mai vista prima. Il terrorista Luis Posada Carriles stabilì in El Salvador - con Francisco Chavez Abarca - la sua base di appoggio nella regione le cui ramificazioni sono ora alla sua portata.

Secondo una conversazione telefonica intercettata tra d'Aubuisson e Koch Arana   si coinvolge anche la leadership della Comando di Campagna del candidato della destra Capriles. Il comando ha posto i terroristi stranieri in "luoghi sicuri" in modo che "la nostra gente sta tranquilla", secondo la registrazione.

Dietro tutta la trama del complotto si rileva la "mano pelosa" della CIA, dei due ex funzionari del Dipartimento di Stato, Otto Reich e Roger Noriega, e di Luis Posada Carriles ora stratega a tempo pieno della mafia cubano-venezuelana di Miami nei loro piani destabilizzatori contro la rivoluzione bolivariana.


David Koch, represor salvadoreño y terrorista al servicio de EEUU


El coronel retirado de las Fuerzas Armadas salvadoreñas David Koch Arana, vinculado al terrorista Luis Posada Carriles y denunciado ayer por el canciller venezolano Elias Jaua como parte de un complot para asesinar al
Presidente encargado Maduro y provocar actos terroristas en Venezuela, es veterano del pasado de guerra y represión que ensangrentó el pequeño país centroamericano.
Desde unos años, Koch Arana, de 60 años, se vinculó a actividades conspirativas que llevaron a su arresto el 6 de mayo de 2010 en una situación más que sospechosa cuando una patrulla de la Policía Nacional Civil lo interceptó cuando iba acompañado de 10 personas más de diferentes nacionalidades entre los cuales un estadounidense (no identificado), seis guatemaltecos, un nicaragüense, un hondureños y un británico.
Entre los seis guatemaltecos también figuraba un coronel.
El británico, Andrew John Mullen, fue nacionalizado en Guatemala en junio de 2009 por decreto ejecutivo y tiene “antecedentes delictivos” en Estados Unidos.
Koch y su ayudante, Jesús Cruz Menjívar”, sostuvieron que pertenecen e la agencia de seguridad Corporate Security Consultants, presente a escala centroamericana. Según los archivos, Andrew John Mullen, es director ejecutivo de esta empresa.
El Diario de Hoy reveló entonces que la detención de Koch y su grupo se realizó a las 3.00 p.m. en Sonsonate cuando fueron sorprendidos cerca de la playa Los Cóbanos. Salían de un hotel de la zona. Los sospechosos viajaban en un microbús placas P 540-536, propiedad de Corporate Security Consultants.
A Koch y Cruz se les decomisó un fusil M-16 A2 recortado, en perfecto estado de funcionamiento, sin número de serie, más un cargador y 120 cartuchos.
Los capturados y sus acompañantes dijeron que estaban participando en una supuesta convención de agencias de seguridad en un hotel de playa no identificado.
El reportero del periódico señaló que a sus fuentes “les sorprendió el porqué no fueron detenidos los extranjeros que acompañaban a Koch Arana y a Menjívar. También les pareció raro que hasta un alto oficial de la Fuerza Naval de El Salvador llegara a abogar por los detenidos”.
El Diario de Hoy pudo comprobar desde la entrada principal de Delegación de Sonsonate que varios de los detenidos “se paseaban tranquilamente por el parqueo de las instalaciones policiales”. Ninguno de ellos estaba esposado “sino que se les vio fumar tranquilamente y platicar con policías y un puñado de abogados que llegaron a interceder por ellos”.
Pese a que según la ley, el excoronel no puede portar armas, aunque es militar retirado. Su vinculación laboral a una empresa de seguridad privada tampoco lo autoriza a circular con armamento.
En fusil M-16 es de uso exclusivo de la Fuerza Armada. Koch Arana admitió ante los policías que el fusil – escondido en una maleta de ropa y desarmado en dos partes – era su propiedad. La falta de número de serie imposibilitó determinar la procedencia del arma.
Como se podía prever, Koch y Cruz ni fueron detenidos. Acusados de portación ilegal de armas de guerra fueron luego absueltos por un juez complaciente. Los extranjeros arrestados fueron inmediatamente liberados. Cosas de El Salvador.
Koch y Cruz sostuvieron que pertenecen e la agencia de seguridad Corporate Security Consultants, presente a escala centroamericana.

¿CON LA BENDICIÓN DEL “COMANDO” DERECHISTA?

El Canciller Jaua reveló ayer que grupos desestabilizadores presentes en Venezuela están relacionados con Francisco Chávez Abarca, el exbrazo derecho del terrorista cubanoamericano Luis Posada Carriles en Centroamérica, y Roberto d’Aubuisson, hijo del líder ultraderechista salvadoreño asesino fundador del partido fascista ARENA.
Roberto D’ Aubuisson padre, gobernó El Salvador entre 1982 y 1984, lideró los escuadrones de la muerte, y fue el máximo responsable del terror que costó 50 mil vidas en este país durante la guerra civil de la década de los 80 y el más sanguinario genocida centroamericano junto con el general Efraín Ríos Mont en Guatemala.
ARENA consolidó entonces la dominación norteamericana en esta nación hasta extremos nunca visto. El terrorista Luis Posada Carriles estableció en El Salvador – con Francisco Chávez Abarca – su base de apoyo en la región cuyas ramificaciones quedan hoy a su alcance.
Según una conversación telefónica interceptada entre d’Aubuisson y Koch Arana también se involucra a la dirigencia del Comando de Campaña del candidato derechista Capriles Radonski. El comando ubicó los terroristas extranjeros en “lugares seguros” para que “la gente nuestra esté tranquila”, según la grabación.
Detrás del conjunto del complot se detecta la “mano peluda” de la CIA, de los dos ex funcionarios del Departamento de Estado Otto Reich y Roger Noriega, y de Luis Posada Carriles ahora estratega a tiempo completo de la mafia cubano-Venezolana de Miami en sus planes desestabilizadores contra la revolución Bolivariana.


sabato 6 aprile 2013

PCV: Battaglia politica, ideologica e di massa per una splendida vittoria il 14 Aprile / PCV : batalla politica,ideologica y de masas para la hermosa victoria el 14 de abril

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PCV: Battaglia politica, ideologica e di massa per una splendida vittoria il 14 Aprile

"Il Presidente Chavez merita che gli sia reso omaggio con una splendida vittoria questo 14 Aprile"

Caracas, Tribuna Popular TP -. Il Partito Comunista del Venezuela (PCV), prepara tutta la sua struttura per dare una grande battaglia politica, ideologica e di massa dal 2 aprile, inizio della campagna elettorale, con l'obiettivo di raggiungere una bella e grande vittoria popolare il 14 aprile in onore di Hugo Chavez Frias.

"La concezione che ha il Partito della campagna è di una battaglia ideologica, politica e di massa per la vittoria del processo politico rivoluzionario del 14 aprile", ha detto Pedro Eusse, membro dell'Ufficio Politico del PCV definendo così il lavoro dei comunisti a partire dal 2 aprile.

Per i comunisti, la battaglia elettorale sarà di alto contenuto ideologico; quindi, il lavoro che coinvolgerà tutte le strutture del PCV e della Gioventù Comunista del Venezuela (JCV) è una chiamata ad "andare a discutere con la gente nella battaglia delle idee", ha dichiarato il dirigente.

Eusse non svaluta l'importanza delle grandi concentrazioni, ma il lavoro fondamentale è quello della partecipazione alle assemblee, nel contatto vis-à-vis, di casa in casa, industria per industria, con il popolo e i lavoratori e le lavoratrici.

L'Ufficio Politico del PCV ha dichiarato uno stato di allerta e di mobilitazione permanente a tutte le sue strutture, con un massiccio dispiegamento dal 2 aprile con l'obiettivo di approfondire il contatto diretto con i lavoratori e le lavoratrici.

Il voto per il Gallo Rosso - PCV

"Abbiamo detto che il voto al PCV ha un'importanza qualitativa e strategica, come espressione del progresso della coscienza rivoluzionaria dei lavoratori e lavoratrici e del nostro popolo", ha detto il dirigente.

Per i comunisti, la formazione di una coscienza rivoluzionaria e l'assunzione di questa ideologia sarà il risultato della conoscenza, dell'informazione e dell'acquisizione di elementi di convinzione e "ciò si verifica con lo studio, con il dibattito, con l'organizzazione e la lotta politica del popolo", ha evidenziato.

"Per questa battaglia, abbiamo voluto attivare i collettivi rivoluzionari con il PCV nelle comunità, per difendere il voto e sollecitare la mobilitazione degli elettori; nei centri di lavoro stiamo orientando l'organizzazione dei Gruppi Classisti di Lavoratori e Lavoratrici per svolgere una decisa lotta politica".

Il PCV cerca di aumentare i voti ottenuti, lo scorso 7 ottobre, quasi 500.000 voti, al fine di contribuire al trionfo del candidato della rivoluzione, Nicolás Maduro Moros.

"Percepiamo che ci sono le condizioni perché molti più lavoratori e lavoratrici votino per Nicolas Maduro nella scheda del PCV e lo storico Gallo Rosso", ha detto.

Una splendida vittoria in omaggio al Presidente Chavez

I comunisti invitano a dare una grande battaglia politica in un momento storico decisivo del Paese e "in omaggio a ciò che ha iniziato il presidente Chavez, dandogli continuità e rafforzando e approfondendo questo processo rivoluzionario".

"Il Presidente Chavez merita che gli rendiamo omaggio con una splendida vittoria questo 14 Aprile", ha concluso Eusse.



PCV : batalla politica,ideologica y de masas para la hermosa victoria el 14 de abril

Por Tribuna Popular

El Presidente Chávez merece que le rindamos un homenaje con una hermosa victoria este 14 de abril”
«ir a discutir con el pueblo en la lucha de las ideas»
 
Caracas, Tribuna Popular TP.- El Partido Comunista de Venezuela (PCV) prepara todo su estructura para dar una gran batalla política, ideológica y de masas a partir del 2 de abril, inicio de la campaña legal, con el objetivo de alcanzar una hermosa y gran victoria popular el 14 de abril en homenaje al Comandante Hugo Chávez Frías.

“La concepción que tiene el Partido para la campaña es de una batalla ideológica, política y de masas por la victoria del proceso político revolucionario del 14 de abril”, señaló Pedro Eusse, miembro del Buró Político del PCV definiendo así el trabajo de los comunistas a partir del 2 de abril.
Para los comunistas, la batalla electoral será de un alto contenido ideológico, por lo tanto su trabajo dirigido a todas las estructuras del PCV y de la Juventud Comunista de Venezuela (JCV) es una llamado a “ir a discutir con el pueblo en la lucha de las ideas”, señaló el dirigente.
Eusse no descartó la importancia de las grandes concentraciones, pero el trabajo fundamental es participar en asambleas, contacto persona a persona, casa a casa, industria a industria con el pueblo y las y los trabajadores.
El Buró Político del PCV declaró un estado de alerta y movilización permanente a todas sus estructuras, con un despliegue masivo a partir de 2 de abril con el objetivo de profundizar el contacto directo con las y los trabajadores.
EL VOTO POR EL GALLO ROJO – PCV“Nosotros hemos dichos que votar por la Tarjeta del PCV-Gallo Rojo, tiene una importancia cualitativa y estratégica, como una expresión del avance de la conciencia revolucionaria de los trabajadores y trabajadoras y de nuestro pueblo”, precisó el dirigente.
Para los comunistas, la formación de una conciencia revolucionaria y asumir esa ideología será el resultado del conocimiento, de la información y tener elementos de convicción y “ello se produce con el estudio, con el debate, con la organización y la lucha política del pueblo”, enfatizó.
“Para esta batalla, hemos orientado que se activen los colectivos revolucionarios con el PCV en las comunidades, para la defensa del voto, la movilización de los electores y en los centros de trabajo estamos orientando la organización de los Grupos Clasistas de Trabajadores y Trabajadoras para dar una decisiva lucha política”
El PCV busca elevar la votación obtenida el pasado 7 de octubre, de cerca de 500 mil votos, con el fin de aportar al triunfo del candidato de la revolución, Nicolás Maduro Moros.
“Percibimos que hay condiciones para que muchos más trabajadores y trabajadoras voten por Nicolás Maduro en la tarjeta del PCV y el histórico Gallo Rojo”, indicó.
UNA HERMOSA VICTORIA EN HOMENAJE AL PRESIDENTE CHÁVEZ
Los comunistas llaman a dar una gran batalla político en un momento histórico decisivo que vive el país y “en homenaje a lo que emprendió el Presidente Chávez, dándole continuidad y fortaleciendo y profundizando este proceso revolucionario”.
“El Presidente Chávez merece que le rindamos un homenaje con una hermosa victoria este 14 de abril”, destacó Eusse.

martedì 2 aprile 2013

Intenta la oposición apropiarse del mito Chávez y enfrentarlo a Nicolás Maduro


El chavismo busca hacer de estos comicios un referendo sobre la continuidad de su proyecto

Intenta la oposición apropiarse del mito Chávez y enfrentarlo a Nicolás Maduro

Organiza la operación mediática Juan José Rendón, especialista en campañas negativas y guerra sucia


Nevado husmea los pies de los visitantes del
Cuartel de la Montaña. Su cuerpo está cubierto con un chaleco con la imagen de una bandera venezolana y un rótulo: Guardia Nacional Bolivariana CR-5. Un elemento del Comando Regional número 5 lo cuida.
Nevado es un perro blanco de manchas cafés, de raza macuchíes, originaria de Venezuela, que el 15 de marzo acompañó, durante más de 12 kilómetros, el cortejo que trasladó los restos de Hugo Chávez desde los Próceres hasta el Cuartel de la Montaña. La milicia lo adoptó y desde entonces lo cuida.
Nevado fue así nombrado en honor al can que siguió a Simón Bolívar a través de varios países durante la guerra de Independencia de la corona española, que murió atravesado por una lanza en la Batalla de Carabobo, en la que se abrieron las puertas de la independencia a Venezuela.
En el Cuartel de la Montaña, al lado de Nevado, acompañado por una hilera de banderas latinoamericanas, se encuentra el féretro del comandante, con una flor de los cuatro elementos, diseñada por el artista venezolano Fruto Vivas, que le sirve de base y una escolta que hace guardia. A su lado, hay una sobria capilla con dos imágenes de Chávez sonriendo, las palmas del Domingo de Ramos, un Cristo y una Virgen de la Rosa Mística.
El Cuartel de la Montaña, donde estuvo la Academia Militar de Venezuela, tuvo especial importancia para Hugo Chávez. Desde allí dirigió el intento de levantamiento cívico militar el 4 de febrero de 1992, y desde allí asumió la responsabilidad de su fracaso.
Culto laico
El cuartel se ha convertido en uno de los destinos más visitados de Caracas. Cada día miles de personas hacen largas colas para despedir al comandante. Le rezan, le llevan flores y velas, le lloran.
Las procesiones al Museo Histórico de la Revolución son parte del inicio de un culto laico al mandatario, que comenzó el mismo día de su muerte, cuando el cielo de Caracas se pintó de rojo. Fuera de las iglesias y calles han comenzado a venderse estampas y bustos suyos.
Celosa de la competencia, pero prudente ante el dolor de los fieles, la jerarquía religiosa llamó a no confundir lo humano con lo divino. El pasado Miércoles Santo, el cardenal Jorge Urosa Sabino advirtió en su sermón: La religión católica no es guiada por un ser humano cualquiera o líder, sino por Jesús. No se trata de ningún líder social ni líder político ni artista, se trata del mismo Dios hecho hombre. Nuestra santa religión está basada en Jesucristo, en Dios, y no podemos rebajarlo a la condición de una persona humana cualquiera. Para que no quedara duda, remató: No se puede igualar a Jesucristo con ningún gobernante ni persona por más amor que se le profese, por lo que hay que rechazar cualquier nivelación de Jesucristo con personalidades humanas.
La fuerza del mito es tan grande que ni siquiera la oposición que lo maldijo durante más de 14 años puede escapar de la seducción del comandante después de muerto. Un país que, como ha dicho el escritor Luis Britto, volvió sus ojos hacia los ídolos privados y tuvo en campeones de boxeo, misses, beisbolistas, motociclistas e ídolos de la canción a los venezolanos con mayor fama nacional e internacional, en lugar de libertadores y filósofos de la educación que fueron su sello en el pasado, encontró con Hugo Chávez un nuevo lugar en el mundo. Con él se recuperó no sólo el petróleo y la soberanía nacional, sino el aparato consagrador de mitos.
Así lo reconoció Guillermo Aveledo, coordinador del bloque opositor Mesa de la Unidad Democrática. “Nuestro candidato, Henrique Capriles –di­jo– ya no tendrá como adversario a un mito político como Chávez. Se trata de una relación entre iguales.”
Como parte de esta operación de disputa por el legado del fundador de la quinta República, Capriles, el candidato opositor que fue derrotado por Chávez en las elecciones de octubre pasado por más de 11 puntos de diferencia, que ahora busca enfrentarse en las urnas al heredero del fallecido presidente, declaró, a pesar de que una y otra vez lo vilipendió y ofendió en vida: Fuimos ad­versarios, nunca enemigos. Lo cierto es que a pesar de ser su acérrimo enemigo, Capriles había tratado ya de apropiarse de buena parte del discurso de Chávez cuando éste todavía estaba al frente del Estado. A pesar de ser el candidato de la derecha, durante 2012 habló, por ejemplo, de socialismo y de continuar los programas sociales conocidos como Misiones (institucionalizándolas y dándoles una buena administración).
Pero no se crea que el reconocimiento opositor de la herencia del comandante proviene de una genuina aceptación de su trascendencia histórica, o de que no hay muerto malo, o de un tardío arrepentimiento. No, sus intereses son estrictamente electorales. Lo que está en marcha, por más descabellado que parezca, es una enorme operación político mediática para apropiarse del mito Chávez y enfrentarlo a Nicolás Maduro.
Ejemplo de ello es lo que el artículista opositor Andrés F. Schmucke G. escribió en El Universal: Valga aquí la confesión, debo decir que extraño a Chávez, y creo que la mayoría de la oposición también lo extraña. Chávez era un tipo con una personalidad magnética, cantaba, bailaba, echaba cuentos, le decía a su esposa que le iba a dar lo suyo e impulsaba a las mujeres embarazadas a darle la teta a sus muchachos... Todo lo contrario a Nicolás Maduro.
El mimetismo de la oposición con el follaje chavista, o más bien, el intento por despojarlo de sus símbolos, la ha llevado a nombrar a su comando de campaña como Simón Bolívar, el prócer patrio inspirador de Chávez, y a dar el banderazo de salida de su cruzada por el voto en el estado de Barinas, donde nació el comandante. Inventen lo que inventen, no podrán detener el huracán bolivariano en Sabaneta, cuna de Chávez, y luego en ciudad de Barinas, respondió el ministro de Comunicación, Ernesto Villegas.
El anuncio de que Capriles arrancará su gira electoral en la ciudad natal de Chávez y su pretensión de presentarlo como el hombre de los cubanos en Venezuela, sentó mal a su sucesor. “Viene aquí –dijo hoy en Barinas durante la juramentación de su comité de campaña– a generar violencia, es un muchacho caprichoso, un burguesito caprichoso, inmaduro”. Añadió: La campaña contra Cuba es igualita a la campaña que se hacía contra los judíos en la Alemania de Hitler... Los herederos de Hitler dirigen una campaña en Venezuela contra el pueblo de Cuba.
Según denunció el mismo Villegas, el responsable de esta es­trategia es un viejo conocido de los políticos mexicanos y del PRI: Juan José Rendón. Publicista y sicólogo, venezolano, vestido siempre de negro, experto en distorsionar la realidad, asegura que su vocación es hacer presidentes. Especialista en campañas negativas y guerra sucia, colaboró en la segunda elección de Carlos Andrés Pérez. Ahora, regresa a su país después de una larga ausencia, después de que en 2004 dirigió fallidamente el referendo revocatorio que buscó destituir a Chávez. Al perder, organizó una ruidosa ofensiva publicitaria que denunció fraude, a pesar de que el ex presidente estadunidense Jimmy Carter avaló la justeza y transparencia del comicio.
La influencia de J. J. Rendón ha causado cambios notables en Capriles. El candidato opositor se ha vuelto mucho más agresivo y frontal. Además de tratar de apropiarse de la simbología chavista, externa dudas sobre las fechas y las circunstancias de la muerte de Chávez (lo que hirió profundamente la sensibilidad de los familiares y los dolientes del mandatario), cuestiona el uso de su imagen y el manejo político de su funeral. Quiere fijar la agenda, llevar la iniciativa y mo­vilizar a unos seguidores desinflados por dos sonoras derrotas en menos de seis meses. Presenta su lucha como una cruzada, se envuelve en la bandera nacional y e insulta a Maduro llamándolo toripollo, esto es, alguien con cuerpo de toro y mente de pollo, una persona grande, robusta pero con su comportamiento inmaduro.
Capriles necesita desesperadamente persuadir a sus simpatizantes de que tienen que salir a votar y que el rival que está enfrente de ellos es Nicolás Maduro y no el comandante. Es una cuestión de vida o muerte política. Si no lo hace, su futuro político tiene los días contados. Por eso, sus publicistas, a pesar de lo que marcan las encuestas, tratan de convencer a sus simpatizantes de que si logran reproducir lo sucedido el pasado 7 de octubre, y van 7 millones de personas a votar, pueden ganar las elecciones del 14 de abril, pues, históricamente, el chavismo siempre disminuyó su votación cuando el fallecido mandatario no compitió en los comicios.
Capriles, asesorado por Rendón, quiere enfilar las baterías no contra el difunto presidente, sino en contra del candidato. Por eso, una y otra vez, dispara: No te escondas, no te disfraces, Nicolás. No es Chávez, eres tú.
Por el contrario, la intención del chavismo es hacer de estos comicios un referendo sobre la continuidad de su proyecto y el legado de su líder. Así, Maduro responde a Capriles, ante las carcajadas de sus seguidores, que el pelucón (en alusión al gusto de la aristocracia conservadora por las pelucas) está obsesionado con él.
La presencia de Rendón en la campaña de
Capriles anuncia que cualquier cosa puede pasar durante y después de la contienda electoral. La posibilidad de que la oposición se retire antes del 14 de abril o que denuncie fraude y desconozca los resultados después de los comicios no es algo improbable. Ya lo hizo en 2004. Nada garantiza que no lo repita en 2013.
tratto da  la jurnada

giovedì 28 marzo 2013

VENEZUELA : MANIFESTO DEL CONSIGLIO PATRIOTTICO NAZIONALE DEI PARTITI POLITICI / MANIFIESTO DEL CONSEJO PATRIÓTICO NACIONAL DE PARTIDOS POLÍTICOS




Manifesto del Consiglio Patriottico Nazionale dei Partiti Politici

Caracas, 20 marzo 2013, Tribuna Popular TP - Nella mattinata di oggi, al Teatro Municipal della capitale, si è celebrato l'atto di proclamazione del candidato alla presidenza della rivoluzione bolivariana, Nicolás Maduro Moros, da parte del Consiglio dei Partiti Politici del Grande Polo Patriottico. Nel corso della seduta è stato lanciato il Manifesto proposto al popolo venezuelano da queste organizzazioni per confermare il sostegno alla candidatura della Rivoluzione e ai compiti che l'attendono.

Di seguito la versione integrale di questo documento.

Grande Polo Patriottico - GPP

Manifesto del Consiglio Patriottico Nazionale dei Partiti Politici

Il Consiglio Patriottico Nazionale dei Partiti Politici, emerso come necessità storica e con il forte impulso creativo del Presidente Hugo Rafael Chávez Frías, si è costituito il 2 maggio 2012 come blocco conseguente e indissolubile del Grande Polo Patriottico.

Quel giorno venne sottoscritto il Proclama, che è stato e rimarrà la bussola del nostro lavoro e della nostra lotta, in continuità generazionale con "una tradizione eroica di abnegazione e sacrificio contro il colonialismo, la schiavitù, la servitù e tutte le forme di sfruttamento", con un risultato politico e sociale che ha portato alla "mobilitazione entusiastica del popolo venezuelano per la grande vittoria popolare del dicembre 1998, che diede inizio a una fase qualitativamente nuova del processo rivoluzionario, con la leadership indiscussa del comandante Hugo Chávez, il quale ha incarnato gli aneliti secolari per una patria liberata e colma di giustizia".

Il presidente Chávez, di fronte al popolo, indicò con chiarezza esemplare che "la contraddizione principale del Venezuela, per poter avanzare sulla via della liberazione definitiva, resta ancora oggi il confronto espresso dagli interessi della nostra Nazione con l'imperialismo statunitense", per cui le forze politiche progressiste, democratiche e rivoluzionarie del Venezuela sono impegnate "nell'approfondire il cambiamento sociale iniziato, nella liberazione del nostro popolo da tutte le catene del dominio imperialista, con il popolo lavoratore per la liberazione da tutte le forme di sfruttamento capitalistico e con l'obiettivo finale della costruzione di una nuova società basata sul lavoro di tutti, la giusta distribuzione della ricchezza sociale in cui ci sia autentica democrazia, libertà e progresso: il Socialismo".

Il 5 marzo 2013 è sopraggiunta la dolorosa morte del Comandante Chávez, l'uomo che è riuscito a guadagnare dinanzi al popolo venezuelano e ai popoli di tutto il mondo una leadership legittima e una enorme credibilità, che si è convertito nel principale fattore di unità patriottica, lasciando incompiuta l'opera di "costruzione della direzione collettiva del processo rivoluzionario, una direzione collettiva con sufficiente autorità morale nei confronti delle masse per spingere le necessarie correzioni, contribuire a garantire la continuazione e l'approfondimento della rivoluzione venezuelana e aprirle una via verso una prospettiva socialista".

Le organizzazioni politiche e sociali che promuovono il processo rivoluzionario e le forze coscienti del popolo sono di fronte a nuove sfide, minacce e compiti impegnativi che richiedono un aumento delle nostre capacità per ottenere, come ci chiedeva il Comandante Chávez, "la risposta da tutte e tutti i patrioti, rivoluzionari, da tutti coloro che sentono la patria nelle viscere (...), di unità, lotta, battaglia e vittoria".

Uno dei primi compiti da affrontare è quello di concretizzare le condizioni favorevoli esistenti per una clamorosa vittoria popolare-rivoluzionaria nelle elezioni presidenziali del prossimo 14 aprile, in modo che il compatriota Nicolás Maduro assuma la guida dello Stato e del governo, per completare il mandato presidenziale 2013-2019 e con le sue capacità, correttamente segnalate dal Comandante Chávez, assuma l'alta responsabilità politica di favorire la continuazione e l'approfondimento del processo rivoluzionario venezuelano.

Nicolás Maduro è un quadro che ha le credenziali e l'esperienza per svolgere il ruolo assegnatogli. Proviene dal seno della classe lavoratrice, ha militato fin dalla gioventù nelle organizzazioni politiche e sociali di avanguardia, in particolare nelle file del movimento operaio-sindacale impegnato nell'organizzazione e difesa dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. E' stato un membro di spicco della squadra politica e del governo del presidente Chávez. Ha dimostrato la sua convinzione circa la necessità di mantenere e sviluppare l'alleanza fra i diversi fattori politici e sociali grazie alla quale sono state inflitte grandi sconfitte alla reazione venezuelana e ai suoi alleati internazionali.

Il popolo venezuelano, in particolare i suoi ampi settori popolari e la classe lavoratrice, come il movimento progressista mondiale, meritano che le forze popolari, rivoluzionarie e genuinamente democratiche della società venezuelana esprimano, con chiarezza e fermezza, la volontà e la determinazione a continuare e intensificare il cammino sulla via dell'unità popolare rivoluzionaria e ad assumere azioni di carattere strategico in tal senso. Quindi, come Consiglio Patriottico dei Partiti Politici, ESPRIMIAMO la nostra ferma, piena e totale disponibilità a veder realizzata l'elezione di Nicolás Maduro a Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela il prossimo 14 aprile.

Con la sua direzione politica, in linea con l'eredità storica e la pratica rivoluzionaria del Comandante Chávez, ribadiamo i principali obiettivi generali assunti il 2 maggio 2012:

a) Costruzione dello Stato rivoluzionario, popolare e democratico, libero da burocratismo, inefficienza e corruzione, mediante il rafforzamento dei meccanismi di applicazione del Potere popolare, del controllo sociale, dell'efficacia politica e qualità rivoluzionaria;

b) Sviluppo pianificato dell'economia e delle forze produttive, sulla base della sua diversificazione, modernizzazione e industrializzazione;

c) Avanzamento nella socializzazione della proprietà dei mezzi di produzione e nelle forme di produzione alternative al capitalismo e nello sradicamento dei rapporti di produzione latifondisti nelle campagne;

d) Dispiegamento di un'ampia rivoluzione culturale, che abbia come fulcro l'ideologia rivoluzionaria e gradualmente sostituisca i valori della morale borghese;

e) Lotta intransigente per i diritti integrali delle lavoratrici e i lavoratori, dei contadini, degli indigeni, delle donne, degli studenti, dei giovani, dei bambini e degli altri settori oppressi e sfruttati dal capitalismo;

f) Difesa senza riserve della patria e della Rivoluzione contro i nemici interni ed esterni;

g) Unità dei popoli latinoamericani e caraibici sulla base dell'uguaglianza, della solidarietà e del rispetto reciproco e difesa comune contro l'imperialismo.

Indipendenza e Patria Socialista! 
Vivremo e Vinceremo!

Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV) 
Partito Comunista del Venezuela (PCV) 
Movimento Elettorale del Popolo (MEP) 
Patria per Tutti (PPT) 
Movimento Rivoluzionario Tupamaro (MRT) 
Unità Popolare Venezuelana (UPV) 
Per la Democrazia Sociale (PODEMOS) 
Indipendenti per la Comunità Nazionale (IPCN) 
Nuovo Cammino Rivoluzionario (NCR) 
Correnti Rivoluzionarie Venezuelane (CRV) 
REDES 
Partito Rivoluzionario del Lavoro (PRT)

Caracas, 20 marzo 2013.




Encuentro del Consejo Patriótico de los Partidos Políticos del Gran Polo Patriótico con el candidato presidencial, Nicolás Maduro Moros.

Caracas, 20 mar. 2013, Tribuna Popular TP.- En la mañana de hoy, desde el Teatro Municipal de esta capital, se celebró el acto de proclamación del candidato presidencial de la revolución bolivariana, Nicolás Maduro Moros, por parte del Consejo Patriótico de los Partido Políticos del Gran Polo Patriótico. En él se dio a conocer el Manifiesto que dichas organizaciones lanzaron al pueblo venezolano para confirmar el apoyo a la candidatura de la Revolución y las tareas que vendrán por delante.
A continuación publicamos en forma íntegra dicho documento:
GRAN POLO PATRIÓTICO – GPP

MANIFIESTO DEL CONSEJO PATRIÓTICO NACIONAL DE PARTIDOS POLÍTICOS
El Consejo Patriótico Nacional de Partidos Políticos, surgido como necesidad histórica y con el decidido impulso creador del Presidente Hugo Rafael Chávez Frías, se constituyó el 2 de mayo de 2012 como bloque consecuente e indisoluble del Gran Polo Patriótico.
Ese día se suscribió la Proclama que ha sido y seguirá siendo la brújula de nuestro trabajo y nuestra lucha, asumiendo la continuidad generacional de “una heroica tradición de abnegación y sacrificio contra el coloniaje, la esclavitud, la servidumbre y toda forma de explotación”, con un acumulado político y social que logró la “movilización entusiasta del pueblo venezolano para la gran victoria popular de diciembre de 1998, con la que dio inicio a una etapa cualitativamente nueva del proceso revolucionario, con el indiscutible liderazgo del comandante Hugo Chávez, quien ha encarnado centenarios anhelos por una patria liberada y plena de justicia.”
El presidente Chávez, al frente del pueblo, entendió con claridad medular que “La contradicción principal de Venezuela, para poder avanzar en el camino de su liberación definitiva, sigue siendo hoy la que expresa el enfrentamiento de los intereses de nuestra Nación con los del imperialismo estadounidense”, por lo que las fuerzas políticas progresistas, democráticas y revolucionarias venezolanas asumimos el compromiso “con la profundización del cambio social iniciado; con la liberación de nuestro pueblo de todas las cadenas de dominación imperialista; con el pueblo trabajador para que se libere de toda forma de explotación capitalista; y, con el objetivo supremo de construir una nueva sociedad basada en el trabajo de todos, en la justa distribución de la riqueza social y en la que exista la auténtica democracia, libertad y progreso: el Socialismo.”
El 5 de marzo de 2013 se produjo el lamentable fallecimiento del Comandante Chávez, el hombre que se supo ganar ante el pueblo venezolano y los pueblos del mundo un legítimo liderazgo y una enorme credibilidad, que se convirtió en el principal factor de unidad patriótica, dejando inconclusa la tarea de la “construcción de la dirección colectiva del proceso revolucionario, una dirección colectiva con la suficiente autoridad moral ante las masas para impulsar los correctivos necesarios, ayudar a garantizar la continuidad y profundización de la revolución venezolana y abrirle cauce a su perspectiva socialista.”
Las organizaciones políticas y sociales que impulsamos el proceso revolucionario, y las fuerzas conscientes del pueblo, nos encontramos con nuevos retos, amenazas y tareas que reclaman incrementar nuestras capacidades para lograr, como nos lo planteara el Comandante Chávez: “la respuesta de todas y de todos los patriotas, los revolucionarios, los que sentimos a la patria hasta en las vísceras (…), es unidad, lucha, batalla y victoria.”
Una de las primeras tareas a cumplir es lograr materializar las condiciones favorables existentes en contundente triunfo popular-revolucionario el próximo 14 de abril en las elecciones presidenciales, para que el compatriota Nicolás Maduro asuma la jefatura de Estado y Gobierno para completar el periodo presidencial 2013-2019 y con las capacidades, que correctamente señaló de él el Comandante Chávez, asuma la alta responsabilidad política de ayudar a que el proceso revolucionario venezolano continúe y se profundice.
Nicolás Maduro es un cuadro que cuenta con las credenciales y la experiencia para cumplir el papel encomendado: proviene del seno de la clase trabajadora; ha militado desde su juventud en organizaciones políticas y sociales de avanzada, y en particular en las filas del movimiento obrero-sindical comprometido con la organización y defensa de los derechos de las y los trabajadores; fue un miembro destacado del equipo político y de gobierno del presidente Chávez; ha demostrado su convicción de la necesidad de mantener y desarrollar la alianza de diversos factores políticos y sociales gracias a la cual se le han propinado importantes derrotas a la reacción venezolana y a sus aliados internacionales.
El pueblo venezolano, particularmente sus amplios sectores populares y la clase trabajadora, al igual que el movimiento progresista mundial, merecen que las fuerzas populares, revolucionarias y genuinamente democráticas de la sociedad venezolana expresemos, con claridad y firmeza, la disposición y decisión a continuar transitando y fortaleciendo caminos de unidad popular revolucionaria, y asumamos acciones de carácter estratégico, por lo que, como Consejo Patriótico de Partidos Políticos, MANIFESTAMOS nuestra firme, plena y absoluta disposición de lograr la elección de Nicolás Maduro como Presidente de la República Bolivariana de Venezuela el próximo 14 de abril.
Con su liderazgo político, consecuentes con el legado histórico y la práctica revolucionaria del Comandante Chávez, reiteramos igualmente los objetivos generales fundamentales que asumimos el 2 de mayo de 2012:
a)    Construcción del Estado revolucionario, popular y democrático, libre de burocratismo, ineficiencia y corrupción, mediante la profundización de los mecanismos de ejercicio del Poder Popular, la contraloría social, eficacia política y calidad revolucionaria;
b)    Desarrollo planificado de la economía y de las fuerzas productivas, sobre la base de su diversificación, modernización e industrialización;

c)    Impulso de la socialización de la propiedad sobre los medios de producción y a formas de producción sustitutivas del capitalismo, y erradicación de las relaciones de producción latifundistas en el campo;

d)    Despliegue de una amplia revolución cultural, que tenga como centro la ideología revolucionaria, y sustituya paulatinamente los valores de la moral burguesa;

e)    Lucha intransigente por los derechos integrales de las y los trabajadores, campesinos, indígenas, mujeres, estudiantes, jóvenes, niños y demás sectores oprimidos y explotados por el capitalismo;

f)     Defensa irrestricta de la patria y de la Revolución ante los enemigos internos y externos;

g)    Unidad de los pueblos latinoamericanos y caribeños sobre la base de la igualdad, la solidaridad y el respeto mutuo, y la común defensa contra el imperialismo.

¡Independencia y Patria Socialista!
¡Viviremos y Venceremos!
Partido Socialista Unido de Venezuela (PSUV)
Partido Comunista de Venezuela (PCV)
Movimiento Electoral del Pueblo (MEP)
Patria para Todos (PPT)
Movimiento Revolucionario Tupamaro (MRT)
Unidad Popular Venezolana (UPV)
Por la Democracia Social (PODEMOS)
Independientes por la Comunidad Nacional (IPCN)
Nuevo Camino Revolucionario (NCR)
Corrientes Revolucionarias Venezolanas (CRV)
REDES
Partido Revolucionario del Trabajo (PRT)
Caracas, 20 de Marzo de 2013.

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mercoledì 27 marzo 2013

Gli USA hanno reclutato 30 funzionari pubblici venezuelani / EEUU reclutó a 30 funcionarios públicos venezolanos


 Gli USA hanno reclutato 30
funzionari pubblici venezuelani
26-03-2013 - Patria Grande www.cubadebate.cu
Il giornalista venezuelano José Vicente Rangel ha rivelato, domenica, che il governo degli Stati Uniti, attraverso le sue ambasciate nei paesi della regione, è riuscita a reclutare 30 funzionari pubblici venezuelani perché forniscano informazioni, attraverso una rete di intelligence, agli organismi spionistici degli Stati Uniti.

Nella sezione 'Confidenziale' del suo programma di José Vicente Hoy, in onda sul canale televisivo privato Televen, Rangel ha riferito che questi funzionari "lavorano in istituzioni chiave dello Stato venezuelano e, utilizzando vari codici, inviano dati relativi alla difesa nazionale, politica estera e all'economia".

Egli ha segnalato che prima che il ministro degli Esteri, Elias Jaua, avesse annunciato la sospensione del canale di comunicazione con Washingthon, in seguito alle dichiarazioni interventiste contro il potere elettorale emesse da Roberta Jacobson, era prevista l'applicazione due passi per normalizzare le relazioni bilaterali.

Ha detto che la prima delle azioni era relazionata con "la verifica dello stato e le misure di sicurezza degli aeroporti del paese", mentre la secondo comprendeva "la visita di un alto funzionario dell'ufficio di Federal Drug Administration (DEA)"

EEUU reclutó a 30 funcionarios públicos venezolanos
El periodista venezolano José Vicente Rangel reveló este domingo que el gobierno de los Estados Unidos, a través de sus embajadas en países de la región, ha logrado reclutar 30 funcionarios públicos venezolanos para que suministren información, a través de una red de inteligencia, a los organismos de seguridad norteamericano.
En la sección Confidenciales de su programa José Vicente Hoy, transmitido por el canal de televisión privado Televen, Rangel informó que estos funcionarios “trabajan en instituciones claves del Estado venezolano y, utilizando diversos códigos, envían datos relacionados con la defensa nacional, política exterior y marcha de la economía”.
Asimismo, señaló que antes de que el canciller de la República, Elías Jaua, anunciara la suspensión del canal de comunicación con Washingthon, como consecuencia de las declaraciones injerencistas contra el poder electoral emitidas por Roberta Jacobson, estaba prevista la aplicación de dos pasos para normalizar las relaciones binacionales.
Indicó que la primera de las acciones estaba realacionada con “la
verificación del estado y medidas de seguridad de los aeropuertos del país”, mientras que la segunda comprendía “la visita de un alto funcionario de la oficina de Administración Federal de Drogas (DEA, por sus siglas en inglés)”.
(Con información de Patria Grande)



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lunedì 18 marzo 2013

¿Cáncer inoculado? / Cáncer, ¿arma secreta?


¿Cáncer inoculado?

Eleazar Díaz Rangel

17/03/2013 07:14 PM |

Julián Assange es hoy otro personaje invisibilizado. No se crean que sólo lo hacen con los pobres, como durante tantos años ocurrió aquí y sucede en países latinoamericanos.

También desaparecen de los medios a personajes que en algún momento estuvieron en el epicentro de la atención mediática de todo el mundo y, de pronto, "dejan de ser noticia". En nuestro caso, Assange fue el hombre que entregó a cinco de los diarios más famosos del mundo centenares de miles de mensajes que enviaron las embajadas de EEUU al Departamento de Estado desde decenas de países, incluido Venezuela, pero hubo dos circunstancias que lo bajaron del pedestal: una, que cuando Assange observó que en esos diarios dejaban de publicar cables que afectaban determinados intereses, políticos y de empresas transnacionales, cortó sus relaciones con ellos y, la otra, que EEUU comenzó a perseguirlo y debió asilarse en la Embajada de Ecuador en Londres, donde aún se encuentra.

Hace muy poco concedió una entrevista a Elizabeth Carvallo para Globo News y denunció que "la Agencia de Seguridad Nacional de EEUU, que es la principal agencia de espionaje electrónico de EEUU, admitió ante el Congreso que intercepta 1,6 mil millones de unidades de comunicación al día", y fue más allá, dijo también que Internet es "la máquina de espionaje más importante que jamás se haya inventado" y que Google y Facebook "se ven parte del sistema".

Un país con esa capacidad de nutrirse de información de todos los mortales sobre la Tierra y de interceptar casi todas las llamadas telefónicas que hacemos y los mensajes que enviamos o recibimos, es capaz de cosas mayores.

"…En el caso particular del cáncer, se conoce que, desde 1975, se ha empleado el Fuerte Detrick como instalación donde radica una sección especial dentro del Departamento Virus del Centro para la Investigación de Guerra Biológica, conocida como "Instalaciones Fredrick para la Investigación del Cáncer", bajo supervisión del Departamento de Defensa, de la CIA y del Instituto Nacional del Cáncer.

"Las investigaciones ultrasecretas están encaminadas a desarrollar un programa especial del virus del cáncer, sumamente agresivo y letal, para el que existe inmunidad y fue identificado como Virus Humano de la célula T de Leucemia (Htlv). La insistencia de estos laboratorios de lograr los mecanismos para elaborar artificialmente células malignas o cancerígenas, sumamente invasivas y capaces de propagarse en el organismo desarrollando una metástasis incontenible, se ha mantenido a lo largo de más de cuatro décadas. De acuerdo con estos proyectos, las enfermedades cancerígenas serían capaces de inhibir cualquier defensa ante su ataque al organismo humano, diseminándose a través de la sangre o de la linfa luego de ser inoculadas en el mismo mediante diversas vías. La alteración del material genético de las células humanas que provoca el cáncer por vía artificial en estos laboratorios, son la premisa básica de esta arma desarrollada con la venia del Gobierno norteamericano. Para ello se elaboran células madres o stem cells, mediante mutaciones monitoreadas y preconcebidas, convirtiéndolas en un fenotipo maligno más heterogéneo de rápido desarrollo", según escribió Percy Alvarado Godoy, luchador e investigador antiterrorista.

http://autohrermes.ning.com/profiles/blogs/c.ncer-inducido-un-arma.de.la.cia?xq_source=activity

Ahora lean el comienzo de un informe escrito por Robert Burns en 2007, de la agencia AP: "En uno de los secretos más duraderos de la Guerra Fría, el Ejército de Estados Unidos exploró la posibilidad de utilizar venenos radioactivos para asesinar a 'personas importantes', como líderes militares o civiles, según documentos desclasificados obtenidos por The Associated Press".

Seguramente el presidente Hugo Chávez no conocía esos informes cuando, a fines de 2011, expresó su extrañeza de que personalidades como Cristina Fernández, Dilma Rousseff, Fernando Lugo, Lula da Silva y él, hubiesen tenido cáncer, y señaló que no podía ser casual que algunos poderes foráneos pudiesen tener responsabilidad.

Muerto Chávez, enterado el alto gobierno de que muestras de la biopsia enviadas a laboratorios especializados de Brasil, China, Rusia, y con nombre supuesto, EEUU, coincidieron en que se trataba de células únicas, de un cáncer extremadamente agresivo, y aparentemente desconocido, es cuando el presidente encargado Nicolás Maduro, anunció que se designará una comisión de científicos de varios países del mundo para conocer del caso. Más recientemente, el ministro Rafael Ramírez declaró estar convencido de que Chávez fue víctima de un complot y fue asesinado. Dijo a BBC Mundo que "Estamos seguros de que el imperialismo y lo más oscuro de las agencias de inteligencia… tienen el manejo de tecnologías que nosotros desconocemos", y le pidió al periodista que no le pidiera "que te demuestre en este momento la profunda convicción que tengo, lo estudiaremos y evaluaremos. No se ha podido demostrar cómo asesinaron a Yaser Arafat, pero a Yaser Arafat lo asesinaron".

Ante esos hechos y opiniones, hay razones para la duda y parece lógica la designación de esa comisión de científicos, y esperar sus resultados para despejar las dudas.

Por supuesto que la Asamblea General de las Naciones Unidas nunca rindió un homenaje parecido a ningún otro Presidente venezolano ni de América Latina. Hoy, es otra expresión de la trascendencia de su personalidad y de su acción de gobierno en todos los países del mundo. Las palabras de Ban Ki-moon son un buen reflejo del significado de Chávez en el exterior. Nadie impidió el homenaje, ni siquiera quienes se sintieron ofendidos por su famoso discurso que comenzó diciendo que olía a azufre, pues el diablo Bush había estado hacía poco en la misma tribuna. Después la OEA e Insulza, su secretario general, hicieron lo propio.

Centenares de miles pudieron verlo en la urna, fui uno de ellos. Otros centenares de miles no alcanzaron a verlo, pero fueron millones los movilizados desde la mañana del 6 de marzo hasta el viernes 15. Creo que en el mundo nunca ha habido una manifestación de pesar y de afecto, de identificación política y compromiso de seguir adelante, como esta demostración del pueblo venezolano. El 14 de abril veremos sus efectos, así como el de la infame y perversa campaña inventando el cuento de las dos urnas, que de Cuba llegó cadáver y que las largas filas es la misma gente a quienes ¡mandaron a desfilar dos veces! ¿Hasta dónde llegarán?

Cáncer, ¿arma secreta?

Internacional • 15 Marzo 2013 - 9:55pm — Charles Kong Soo
Un artículo publicado a principios de 2012 por The Guardian, revela que la CIA desarrolló una pistola para generar células cancerosas y hace un largo recuento de los líderes de la izquierda, adversarios de EU, que han muerto por dicha enfermedad

Caracas asegura que Hugo Chávez murió a causa de una enfermedad inducida.
EU • Cuando el presidente de Venezuela, Hugo Chávez, especuló que Estados Unidos podría haber desarrollado una manera para hacer un arma con el cáncer, parecía un caso para los Expedientes X y los teóricos de conspiraciones.
Esto sucedió después de que varios líderes latinoamericanos fueron diagnosticados con la enfermedad. La lista incluye al ex presidente argentino Néstor Kirchner (de colon); Dilma Rousseff, de Brasil (linfoma); su predecesor Luiz Inacio Lula da Silva (de garganta); el propio Chávez (desconocido); ex mandatario de Cuba Fidel Castro (de estómago); Evo Morales, de Bolivia (nasal), y Fernando Lugo, de Paraguay (linfoma).
¿Qué tienen en común todos además del cáncer? Son líderes de izquierda. ¿Coincidencia? En su discurso del 28 de diciembre de 2011 a las Fuerzas Armadas venezolanas, Chávez sugirió que EU podría haber encontrado una manera de producirles cáncer a los líderes latinoamericanos.
¿Sería tan extraño que hayan inventado la tecnología para difundir el cáncer y que no nos enteremos hasta dentro de 50 años?” preguntó Chávez. “Es muy difícil de explicar, hasta con la ley de las probabilidades, lo que les ha estado pasando a algunos líderes en América Latina. Es muy extraño por decir lo menos” añadió.
Chávez dijo que recibió una advertencia del ex líder de Cuba, Fidel Castro, que ha sobrevivido a cientos de intentos de asesinato fallidos. “Fidel siempre me ha dicho ‘Chávez, ten cuidado. Esta gente ha desarrollado tecnología. Has sido muy descuidado. Cuida lo que comes, lo que te dan de comer... una pequeña aguja y te inyectan no sé qué’” dijo.
¿Suena exagerado? WikiLeaks reportó que en 2008 la CIA le pidió a su embajada en Paraguay que obtuviese todos los datos biométricos, incluyendo el ADN, de los cuatro candidatos presidenciales.
Los teóricos en conspiraciones caribeños creen que la CIA también tuvo que ver en las muertes del activista por los derechos civiles de Trinidad y Tobago y pan-africanista Kwame Ture, el legendario icono del reggae Bob Marley y el primer ministro dominico Rosie Douglas.
Durante la investigación del Comité Selecto del Senado de EU, sobre los complots de asesinato de la CIA a líderes del extranjero en 1975, se reveló que la agencia había desarrollado una pistola con dardos venenosos que causaban ataques cardiacos y cáncer.
La pistola disparaba un dardo con una punta con veneno líquido congelado, del grueso de un cabello humano y de un cuarto de pulgada de largo, que podía penetrar la ropa, era casi imposible de detectar y no dejaba rastros en el cuerpo de la víctima.
Kwane Ture, o Stokely Carmichael, el radical ex líder de los Pantera Negra que inauguró el Movimiento del Poder Negro de 1960, murió afirmando que la CIA lo había envenenado con cáncer. Ture murió de cáncer de próstata a los 57 años, en 1998. Su amigo, artista multimedia y activista Wayne Rafiki Morris afirmó que Ture dijo “sin duda” que la CIA le indujo el cáncer.
Bob Marley murió de melanoma en 1981. Tenía 36 años. El reporte oficial es que contrajo cáncer en 1977 después de lastimarse un dedo del pie, que nunca sanó, mientras jugaba futbol. Los teóricos de conspiraciones alegan que Marley recibió de Carl Colby, hijo del ex director de la CIA William Colby, un par de botas con un trozo de alambre de cobre en su interior, que estaba cubierto con una sustancia carcinogénica que pinchó su dedo gordo.
En lo referente a zapatos envenenados hay una atemorizante similitud entre Marley y Castro. En el caso de Marley, presuntamente la CIA utilizó cáncer en sus botas; para Castro, colocó las altamente venenosas sales de talio en sus zapatos.
Después de solo ocho meses de haber sido electo primer ministro de Dominica, el político radical Rosie Douglas fue encontrado muerto en el piso de su residencia en 2000.
La causa de muerte fue dictaminada como el resultado de un ataque masivo al corazón. Su corazón era del doble de su tamaño normal. Como en el caso de Ture y Marley, hacía ejercicio con regularidad.
El hijo mayor de Douglas, Cabral, insistió en que su padre había sido asesinado y también sugirió la participación de la CIA. En 1998, se reportó que Moshood Abiola, el hombre que se piensa que ganó las elecciones de 1993 en Nigeria, había muerto de un ataque al corazón después de que le dieron un coctel que expandió su corazón al doble de su tamaño.
Jack Ruby, asesino de Lee Harvey Oswald, el presunto asesino del presidente de EU John F. Kennedy, murió de cáncer pulmonar en 1967. Lo extraño es que las células cancerosas no eran del tipo que se origina en el sistema respiratorio. Le dijo a su familia que le habían inyectado células de cáncer en prisión, cuando había sido tratado con inyecciones por un resfriado. Murió justo antes de testificar ante el Congreso.
El bombardero de Lockerbie, Abdelbaset al-Megrahi, desarrolló cáncer terminal. El líder del partido de oposición canadiense, de tendencias izquierdistas, el Nuevo Partido Democrático (NPD), Jack Layton, murió —de una forma de cáncer no dada a conocer— en 2011. Parecería que tener tendencias de izquierda puede ser peligroso para la salud.
Desde 1953, los rusos usaron microondas para atacar al personal de la embajada de EU en Moscú, Rusia. Un tercio del personal eventualmente murió de cáncer a causa de la irradiación de microondas. Imagine lo avanzada y sofisticada que se ha vuelto en el presente la tecnología del asesinato.
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Texto publicado el 27 de febrero de 2012
The Guardian
Traducción: Franco Cubello

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