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lunedì 10 febbraio 2014

Il ritorno del rock e l' impegno antagonista. di : M.Cerboneschi


 
Da ricordare che questo pampleth fu scritto dal '90 all'inizio del '93.

Musica&ribellione Da WOODY GUTHRIE 
a THE GANG”

Viaggio culturale/antagonista attraverso la musica folk, rock, punk-reggae, hip hop... e dintorni, troveremo alcuni artisti che sono stati
a fianco di coloro che per generazioni hanno lottato per la libertà, la giustizia, l'autodeterminazione dei popoli, …musicisti/colonna sonora di chi credeva che un mondo diverso era possibile.
Questo blog internazionalista comunista ,sembra il luogo giusto per ricordare artisti antagonisti importanti come Woody Guthrie, The Fugs, Bob Dylan, Clash, Public Enemy, Linton Kwesi Johnson,..attraversando i territori musicali antagonisti arriveremo nelle periferie del rock made in Italy ,dove dalle cantine uscirono tanti validi gruppi musicali, conosceremo meglio il progetto “Franti” del Torinese Stefano Giaccone e termineremo il viaggio chiaccherando con “i Gang” dei fratelli Marino e Sandro Severini di Filottrano nelle Marche, più periferia di così!!!

Nelson Mandela rivolgendosi a Miriam Makeba :
"Hanno cercato di isolarci dal Mondo e tu l'hai impedito, dunque la musica può andare a braccetto con la politica””
Maurizio Cerboneschi (Sandino)


Capitolo 7°

Il ritorno del rock antagonista

se hai il sangue nelle vene
se hai il midollo nelle ossa
son finite le tue pene
con il rock avrai la scossa”

Rock ‘80

Il punk si propagò a macchia d’olio sia oltreoceano che in Europa dell’est . In Italia si concretizzò con notevole ritardo rispetto a quello anglosassone, all’inizio era molto legato al pensiero anarchico, successivamente però si avvicinò alle frange di “Autonomia operaia”, assumendo una fisionomia estremamente politicizzata, buona parte dei militanti si ritroveranno come parte integrante dei CSA centri sociali autogestiti che si svilupperanno in tutto il paese.
I giovani ribelli portavano un look occasionale, che hai perbenisti dava un’immagine distorta della nuova subcultura; per la gente di strada la visione di un punk era avvertita come sintomo di violenza, di degradazione individuale, di emarginazione.
La parte politica che si definisce progressista, quella che dovrebbe essere “aperta” alle avanguardie e ai fermenti di base, rifiutò dal primo istante la nuova tendenza (il PCI negli ultimi 20 anni è stato il distruttore di tutte le situazioni che germinavano alla sua sinistra)
Per i burocrati del PCI quella corrente lacera e anomala era un fenomeno difficile da incastrare o utilizzare per finalità elettorali (Il PCI nel 1976 dopo un trionfo elettorale era ritornato ad indossare la vecchia maschera del collaborazionismo governativo, come nel 1945 con Togliatti, preferiva giocare le sue carte a favore dei centri di potere e piano piano si defilava dai problemi reali del proletariato e sottoproletariato).
Si fecero da parte anche molti intellettuali che nel ’68 si agitarono sull’ondata del cambiamento sociale (Giorgio Bocca, Francesco Alberoni , Giuliano Ferrara, Giampiero Mughini,…etc) loro boicottarono sul nascere le aggregazioni giovanili legate alla nuova cultura.
I punks, insieme alle altre tribù uscite dai sotterranei metropolitani, i mods, gli skinheads (a quel tempo non identificabili su posizioni nazi-fasciste), gli indiani metropolitani…..
Furono le fonti d’ispirazione per la rinascita musicale italiana, il ritrovato impulso creativo e le vitalità giovanile dei fine ’70, portò ad un continuo proliferare di gruppi rock, esplodeva un undergruond di notevoli proporzioni in grado di scardinare l’appiattimento culturale generato da anni di decadente  "cantautorato istituzionale”vicino alla storica  via delle  Botteghe Oscure.
Il cantautorato dei ’70, fu un boom commerciale lanciato dal faccendiere discografico Vincenzo Micocci (RCA), siii quel Vincenzo che da quanto era”  serio e professionale” Alberto Fortis gli dedicò il suo brano più avvelenato che diceva “Vincenzo io ti ammazzerò”.
Tra gli artisti che dominavano la scena musicale nella seconda metà dei '70 troviamo Dalla, De Gregori, Venditti, Ron,…… legati alla sinistra riformista Berlingueriana (che "indirettamente"  gli ha favorito  la strada del successo), sicuramente personaggi in forte contrapposizione con la canzone d’autore che, fuori dal grande mercato, fece da colonna sonora alle lotte del ‘68’.
In quel ’68 dove i trionfi musicali spettavano a canzonette come “Luglio” di Riccardo del Turco,o “La bambola “ di Patty Pravo,….. musicisti come il torinese Fausto Amodei, Sergio Liberovici, Margot,….. sostenuti da artisti e scrittori della forza di Dario Fo, Strehler, Italo Calvino, Pier Paolo Pasolini, …. dettero un notevole contributo espressivo-politico al movimento di lotta.
Fausto Amodei, lo chansonnier di protesta per eccellenza, nel 1960 in occasione dei moti di piazza contro il governo Tambroni scrisse “Per Morti di Reggio Emilia”( un grosso successo popolare , che successivamente sarà cantato nel corso di ogni manifestazione operaia e studentesca. ) fu lui uno degli ispiratori di una nuova ondata di cantautori politicamente impegnati; personaggi del calibro di Ivan della
Mea, Giovanna Marini, Paolo Pietrangeli, Gualtiero Bertelli,.. furono coloro che diedero vita al” Nuovo canzoniere Italiano”, una indimenticabile situazione culturale di cui fecero parte molti altri artisti tra cui anche Pino Masi, attivista di” potere operaio “ e dei “circoli di ottobre”, noto per il suo brano “La ballata di Pinelli” e come arrangiatore di colonne musicali per opere di Dario Fo e film di P. P .Pasolini.
Cantavano canzoni che interpretavano la storia del loro tempo e incitavano ad abbattere ogni forma di dominio, dischi militanti furono incisi per le etichette discografiche “dischi dello Zodiaco”, “Albatros”,…
Nelle fabbriche, nelle università, nelle strade, ovunque c’era la voglia di cambiamento si udivano i ritornelli di “Contessa " di Paolo Pietrangeli  o “il rosso è diventa giallo” di Ivan della Mea”….

Compagno
quando il partito finalmente sbaglia
e a tutti è dato scrivere sui muri
la libertà d’interpretare il mondo
di criticare i propri dirigenti
senza tabù del glorioso passato
allora
credi si vincerà

……compagno
quando il tuo soldo di nullatenente
che Agnelli chiama fame comunista
diventa per amore o per forza
uguale a quello d’ogni dirigente
oggi al partito domani al potere
allora credi si vincerà

.. compagno
questa è la voglia di un comunismo
senza dogmi papi e frontiere
un comunismo da costruire
sulle rovine del riformismo
nell’unità della diversità
allora credi si vincerà

io chiedo a voi se oggi vedo giusto
nel mondo il rosso è diventato giallo (1)

Un conto è cantare nella lotta! Un conto è raccontare la lotta! La canzone d’autore dei fine’60 direttamente partecipe alle battaglie sociali si concluse con l’inizio delle “stragi di Stato”, mentre la “Micocciana” nacque da quelle ceneri “ con il decadere rapido del “movimento” e la crisi del politico, diventa poetica del riflusso e gara grottesca alla rincorsa delle banalità. Per precisare ancora, il cantautorismo ha come funzione concreta la trasmissione di ideologia, la santificazione della separatezza fra l’essere e il voler essere, che rappresenta come immutabile. Per dirla con gli Hippies “addormenta le coscienze”.
Il rapporto politica-musica si rivela come rapporto fra merci, spettacolarizzazione del vissuto, rappresentazione di una realtà separata e fittizia. Pura funzione di potere (2)
I giovani del ’77 (prima di essere distrutti dall’eroina di Stato, dal terrorismo, dalle leggi liberticide del post terrorismo con i suoi carceri speciali ), avevano capito che la sinistra storica, in modo particolare il PCI oggi PDS non aveva rapporto con i bisogni degli sfruttati, degli oppressi,…un partito praticamente assente dalle lotte e rivendicazioni, tutto poteva essere ma
non comunismo, anche per questo in piazza Maggiore e dintorni in una Bologna blindata insorsero bruciando “L’Unità”; il Sindaco ”Kompagno “ Zangheri” complice con il ministro dell’interno il DC “Kossiga” (alla maniera di Li Peng qualche anno dopo) li fece massacrare dalla polizia. In quella battaglia urbana provocata dalle forze dell’ordine che fecero uso
inopportuno di armi, un carabiniere uccise Francesco Lo Russo uno studente di medicina membro” Lotta continua”; tanti militanti di sinistra furono arrestati , l’emittente antagonista “Radio Alice” fu completamente distrutta dai militari,…. Successivamente furono quegli stessi ragazzi, ormai lontani anni luce dalla sinistra istituzionale, che non permisero al segretario della CGIL Luciano Lama di parlare all’università occupata di Roma, al grido di slogan come “scemo scemo” e lo cacciarono dalla Università “La Sapienza”( La situazione fornì l'occasione alla Questura di Roma di fare irruzione nell'Università per sgomberare con la forza gli studenti che l'avevano occupata), si quelli erano gli ultimi ragazzi incazzati senza tessere in tasca, che infuocavano ovunque la possibilità di una realtà senza padroni.
Il movimento ribelle anticonformista della seconda metà dei ‘70 come propria colonna sonora preferiva il rock - folk della strada, da sempre la voce dei senza voce, del disagio sociale, un genere che se non serve ad erigere barricate o cambiare il mondo, rimane ugualmente un veicolo importante per aggregare e inviare messaggi (come il cinema, i libri,…), per dare alla gente argomenti su cui pensare, riflettere, discutere.
Nella prima metà dei ’70, il rock mediterraneo era latitante, di solito si assisteva a imitazioni talvolta ben interpretate di hard rock, progressive,…. Di origine Anglo-americana, molti complessi o singoli artisti che erano entrati nella "moda" dell’impegno politico, con l’ondata del riflusso si allontanarono velocemente e alla luce del sole emerse quanta demagogia c’era in gente come “Il Banco del Mutuo Soccorso”, (poi non a caso solo ”Banco”) , Alain Sorrenti (sempre presente nei raduni antagonisti), “News Trolls”,…..
Nel baratro della crisi dopo la fine dei ’60, note positive vennero da una piccola label di estrema sinistra, la “Cramps”, fondata nel 1973 dal contestato Gianni Sassi (la rivista “Prova radicale” lo accusava di trasformare in merce il risultato di iniziative militanti, di ricerche e di lotte), editore di autori o collettivi “Particolari”come “Alfabeta”… , tipografo di “Lotta Continua” ,….della rivista “Re nudo” (una delle principali riviste italiane dedicate alla controcultura alla controinformazione, fondata a Milano nel dicembre 1969 da un gruppo di hippies, tra i quali Andrea Valcarenghi.
Tra le migliori produzioni viniliche dell’etichetta, , figuravano “Eugenio Finardi “, “Claudio Rocchi”“Alberto Camerini”, “Arti e Mestieri”, (Nati intorno a Furio Chirico batterista dei “Trip”) ma soprattutto gli originali, indimenticabili “Area", una band in anticipo sui tempi, sia per le musiche che per i testi, guidata dalla miracolosa voce dell’ex ribelle Dimetro Stratos ,gli ”AREA”, che sono stati la vera e propria guida per l’esplosione del rock italiano de ’70.
Momenti di forte impegno sociale provenivano  da soggettive interpretazioni  di Fabrizio de Andrè, Giorgio Gaber, Enzo Jannacci,“Stormy Six”di Umberto Fiori, e c., da Francesco Guccini, dai Nomadi di Augusto Daolio e Beppe Carletti e da cantautori meno conosciuti, ma non meno capaci, che provenivano dal Folk studio di Roma.
Il cambio di rotta musicale cominciò a Bologna nel settembre 1977; di spalla ad un cantautore anomalo, Claudio Lolli, che presentava il suo ultimo album musicale “Disoccupate le strade dai sogni” (un’ eccellente lavoro vinilico sui fatti repressivi della primavera bolognese con testi duri che lanciavano frecciate e accuse dirette alla sinistra istituzionale), si esibì il gruppo “C.U.M.” (centro d’urlo metropolitano), cantavano :“mamma dammi la benza ; “per la prima volta on stage è il rifiuto, la feccia tout-court, a viso aperto(3).
Alcuni mesi dopo esordivano gli “Skiantos”di “Freak Antoni”, con un Rock-non-sense;
con la loro ironia demenziale, con provocazioni irritanti (famosi i lanci di ortaggi al pubblico),
si definivano” "l'unico gruppo che è partito dalle cantine per arrivare alle fogne!" Senza dubbio furono gli apri pista della nutrita schiera di rockers bolognesi; “Windopen”. “Luti Croma”, “Confusional quartet”, “Gaznevada (già C.U.M.),…..
Bologna “La rossa”, “la dottadiventò la prima capitale dell’inquietudine musicale, disponendo anche di alcune avanguardie nelle etichette discografiche indipendenti (es. Italia records di Oderso Rubini), ne conservò il monopolio per almeno due anni.
Nel resto del paese le cantine traboccavano rock e sporcizia, la periferia dell’impero si stava svegliando. A Milano, il centro sociale S. Marta fu una fucina di talenti musicali; da li uscirono i “Kaos rock“, gli “X rated”, le ”candeggina gang” di Joe Squillo, le “Clito” con Rubi Scass; il miglior gruppo lombardo gli “Underground life “ di Giancarlo Onorato proveniva comunque da Monza, (nel centro sociale S.Marta Demetrio Stratos ha insegnato canto)
Da altre province sbucarono i “Sorella maldestra” (Vercelli), i “Dirty Actions” (Savona), I “Rats” (Modena) prodotti da Red Ronnie (prima di fare il clown televisivo), quest’ultimi si fecero conoscere in altri paesi europei con l’album “C’est disco” grazie alla distribuzione dalla mitica “Rough Trade” e grazie ai numerosi passaggi radiofonici curati da John Pell della BBC, il DJ rock inglese più popolare  Inghilterra.
Gli occhi degli affamati di rock, si puntarono su Pordenone e dintorni (alla fine degli anni settanta la rivista alternativa “Re nudo” citava Pordenone come "l'avamposto della controcultura freak nel nord-est d'Italia”) che vantava un’incredibile quantità di gruppi improntati sull’uso dell’elettronica, rimane negli annali la storica uscita di “The great complotto” una compilation collettiva con “ “Sexy angels” “Cancer,””Mind invaders”. “Walt dysney production”, “musique mecanique”….., il momento rock Friulano pur con qualche risonanza in campo nazionale grazie a qualche passaggio televisivo curato dai soliti padroni della musica Red Ronnie , Roberto D’Agostino o “Mister fantasy” esaurì la sua spinta e lasciò il ruolo guida ad una realtà emergente che proveniva da Firenze e dintorni.
Il panorama musicale fiorentino, impostato sullo stile New wave, post Punk-dark, primeggerà nel circuito indipendente italiano fino oltre metà degli anni '80, otterrà riscontri anche in altre realtà Europee, dietro al susseguirsi di piccole etichette( alcune filiali di multinazionali del disco), a Firenze nacque la etichetta I.R.A.
Immmortal Rock Alliance, la I.R.A. Records una casa discografica indipendente fondata nel 1984 dal produttore Alberto Pirelli, insieme alla moglie Anne Marie Parrocel. In principio Pirelli aveva scelto I.R.A. per riferirsi all'Irish Republican Army, esercito militante di liberazione Irlandese in lotta per l'indipendenza dall'Inghilterra. Il nuovo rock italiano incantava Pirelli e l'etichetta IRA si adattava bene a quella forma di ribellione che proveniva dall'Inghilterra anni '80, Alla IRA approdarono i“Litfiba “di Gianni Maroccolo - Federico Renzulli e il carismatico cantante Piero Pelù, i “Diaframma” guidati dall'estro poetico di Federico Fiumani ,Nicola Vannini (in seguito nei “Soul Hunter”) e la stupenda voce di Miro Sassolini, ma anche Moda, Bisca, Underground Life, Detonazione, Joe Perrino...... in Toscana c'erano anche altre valide formazioni che la aiutarono a farla diventare capitale del Rock, basta ricordare : I Neon “ leader del dark elettronico, trasportati dalla professionalità di Marcello Michelotti, "Not Moving"di Dome la Muerte,"Rinf,Birdmen of Alcatraz”, “Steplejack” “Sik Rose”, “Pikes in Panic””Cudu”, Limbo”..
al rock, “Faro", d'impronta Toscana si contrapponeva uno molto più incazzato, molto underground, strettamente unito alla sub cultura post  Punk (diffusa nel triennio '81' 84). La crudezza de brani lo rese più vicino alle origini di espressione popolare.
Lo usavano una minoranza di insubordinati, che pur decimati dal riflusso, persistevano nel rifiuto delle idee dominanti e contrastavano l'esistente per dissacrarlo, distruggerlo, formavano collettivi, occupavano case e spazi sociali, creavano circuiti autogestiti dove autoproducevano : fanzines, dischi, bootlegs, demotapes ,..era l'ultimo impulso di cratività ereditato dal '77.
Queste Tribù del disagio metropolitano, consideravano la musica un elemento indispensabile per l'aggregazione e la ricomposizione di un minimo di movimento antagonista. L'onda mondiale del consenso a questa rabbia, giungeva attraverso i “Crass”, gli” Zounds” i Primi ”Clash”, “Disharge”, “PIL”...il reggae Giamaicano, il rap nero metropolitano, e l'irruente hardcore Californiano diretta emanazione del Punk, caratterizzato da una notevole potenza e velocità, con testi acidi, impegnati e tendenzialmente anarchici.
Ci sono innumerevoli micidiali bands hardcore Statunitensi che hanno lasciato il segno come : I
Dead Kennedy” (con Jello Biafra spirito guida ), Black Flag, “Germs”, “Governement Issue”, Meat Puppets” “Scream”, Bad BriansHusker Du” e tanti altri vicine alle etichette “Alternative Tentacle” e SST (vere spine nel fianco dell'imperialismo reaganiano), su tale scia si costituì una indescrivibile area di gruppi “incazzati” of Italy, si autoproducevano come garanzia del proprio lavoro (le label minori erano considerate una caricatura in scala ridotta delle Major), la distribuzione dei loro lavori avveniva mediante i canali dei collettivi o durante i concerti nei CSAO (Centri sociali autogestiti occupati) o in manifestazioni contro il nucleare, l'antimilitarismo, pacifismo, contro l'autoritarismo dello Stato.
I Centri sociali autogestiti occupati come il Leocavallo e il Virus (Milano), Victor Charlie (Pisa), Prenestino (Roma),.... erano i capisaldi dell'impegno anticonformista anticapitalista, altre realtà occupate stavano emergendo in
tutta la penisola CPA Firenze, Murazzi Torino, Godzilla Livorno, Macchia nera Pisa, officina 99 Napoli, tutti luoghi ideali per fare contronformazione  e  live elettrici com “CCM
(Cheath Crome Motherfuckers), “Kina”, “Uns”, Wretched”, “Putrid fever”, “Cani” “JuggernautRaw Power”,Contrazione” ”Negazione” “Raff punk”.......
L'hardcore punk, schizoide, e coinvolgente per i giovani disubbidienti, veniva rigettato in blocco dai mass media e di conseguenza dalla maggioranza della gente ormai asservita al motto “mirare all'avere e non all'essere
Va detto che alcune collettività si muovevano dentro una dialettica autolesionistica, convinti forse di avere la verità in tasca, rifiutavano un qualsiasi dialogo con l'esterno e talvolta anche con le marginalità vicine a loro, se non altro per progetti comuni, con il loro atteggiamento non favorirono certo una più ampia diffusione della musica Punk/hardcore.
Non a caso i migliori lavori vinilici degli '80 sono arrivati da formazioni che pur influenzate dall'onda d'urto della sottocultura Punk, usarono un linguaggio differenziato, musicalmente più accessibile per far arrivare i loro messaggi radicali
alle nuove generazioni e non solo, per citarne qualcuno sul fronte Rock/punk basta ricordare gli Emiliani “CCCP” di Lindo Ferretti e Fatur e Annarella, The GanG, dei Fratelli Severini, i “ Franti” di Stefano Giaccone Torino, sul fronte Dub/reggae troviamo Africa United di Pinerolo, Different Style di Bari, Puff Bong di Venezia e dintorni, IRHA,....
.


1): Album “il rosso è diventato Giallo “1969 Ivan della Mea
dischi dello Zodiaco
2) :vedi musica rock'80
3)Musica rock 80 op.cit.

 
Da WOODY GUTHRIE a THE GANG” 
In blu i capitoli a seguire :


Capitolo 1°:“La rivoluzione desiderata” (Woody Guthrie).
Capitolo 2°:”L'amato e odiato Bob Dylan  ....
Capitolo 4°:”La fine dei dinosauri”. 

Capitolo 5°:Il trionfo della subcultura nihil-punk.
Capitolo 6°:THE CLASH (lo scontro)”



Capitolo 7°:”Il ritorno del rock”.
Capitolo 8°:Linton kewsi Johnson” (Dub poetry)
Capitolo 9°:”Public Enemy “:Musica nera rabbia e politica
Capitolo 10°:Il“Franti”: Rock e utopia
Capitolo11°:”La Pantera”e il nuovo linguaggio del villaggio
Capitolo 12°:” I Gang “: La Band ribelle di Filottrano

Ringrazio i compagni che mi hanno permesso di poter scrivere queste righe attraverso contatti, interviste e chiaccherate varie sul tema :"Musica antagonista", : Marino e Sandro Severini (The Gang), Stefano Giaccone (Franti), Billy Bragg incontrato a Reggio Emilia '90, lo staff di” Arezzo wave” '91 '92 ,un grazie anche a Bunna  Africa unite per la lunga chiaccherata in un podere di Montioni quando nel 1991 venne a fare il concerto gratis per il FMLN Salvador) e poi a Sergio Messina (Radio gladio), Luca "Zulu" e Marco" kaja"(99 posse), Fumo e Lele Prox (Lionhorse Posse ), Luca Morino Fabio Barovero (Mau Mau&Loschi Dezi), Enrico Capuano che tra il '92 inizio '93 per ben tre volte venne a suonare gratis per i Lavoratori Piombinesi in Lotta a difesa del posto di lavoro.
Foto tratte da :



 

martedì 4 febbraio 2014

Musica&ribellione: la rivoluzione desiderata /l'odiato amato Bob Dylan - di Maurizio Cerboneschi





Musica&ribellione Da WOODY GUTHRIE 
a THE GANG”

Viaggio culturale/antagonista attraverso la musica folk, rock, punk-reggae, hip hop... e dintorni, troveremo alcuni artisti che sono stati a fianco di coloro che per generazioni hanno lottato per la libertà, la giustizia, l'autodeterminazione dei popoli, …musicisti/colonna sonora di chi credeva che un mondo diverso era possibile.
Questo blog internazionalista comunista ,sembra il luogo giusto per ricordare artisti antagonisti importanti come Woody Guthrie, The Fugs, Bob Dylan, Clash, Public Enemy, Linton Kwesi Johnson,..attraversando i territori musicali antagonisti arriveremo nelle periferie del rock made in Italy ,dove dalle cantine uscirono tanti validi gruppi musicali, conosceremo meglio il progetto “Franti” del Torinese Stefano Giaccone e termineremo il viaggio chiaccherando con “i Gang” dei fratelli Marino e Sandro Severini di Filottrano nelle Marche, più periferia di così!!!

Nelson Mandela rivolgendosi a Miriam Makeba :
"Hanno cercato di isolarci dal Mondo e tu l'hai impedito, dunque la musica può andare a braccetto con la politica””
Maurizio Cerboneschi (Sandino)

 
capitolo 1°

La rivoluzione desiderata

non sono mai stato
un buon Stalinista
ma non sono mai
uscito dal rosso”

Woody Guthrie

Nella musica come altrove, la rivoluzione dello stato delle cose esistenti è stata dimenticata; le ultime occasioni mancate, il ’68, il ’77 e dintorni, lasciano il posto alla disgregazione degli anni ’80 -’90. E’ un malessere che deriva da un sistema sociale egoista e corporativo.
Ovunque si cerca di reprimere le ultime individualità o comunità di irriducibili ribelli, ma i desideri di libertà e “democrazia” non potranno mai essere soppressi e poco importa se i rivoluzionari impugnino, una pistola, una penna, una chitarra,…Libertà e democrazia sono alla base di qualsiasi comunità che privilegia i bisogni di tutti ai privilegi di pochi.

La musica è stata un punto di riferimento importante nei fermenti libertari della società Statunitense degli anni ’60 quella del movimento di Berkeley, degli hippies, del pacifismo radicale, delle Black panters , di Malcom x , Eldrige Cleaver, Martin Luther King,….
Il rock trasgressivo degli anni ’50 che si rivolgeva limitatamente alla sfera privata dei giovani, subì una trasformazione radicale che lo portò in prima linea nelle contestazioni e rivendicazioni sociali. Il folk-rock- blues,…la rivolta generazionale e il movimento socio-politico che inondarono le strade si saldarono insieme fino al 1968, anno in cui terminò la parabola ascendente dell’”Ideologia Rock” e di tutta la controcultura USA.
Il movimento, diventato arido, praticamente una parodia di se stesso, confluirà nel megaraduno di Woodstock; nella fattoria Yasgur, giovani e meno giovani arrivarono con ogni mezzo e con la speranza di vivere un’esperienza collettiva di grande emotività, si contarono oltre 500.000 persone da ogni parte degli States e non solo .
Già il festival rock di Monterey del ’67 mostrò evidenti screpolature, se da una parte interpretava i sogni e i desideri della generazione radicale americana, dall’altra era impostato secondo i più meticolosi insegnamenti commerciali……”i musicisti si dibattevano confusi prigionieri tra due poli: incerti tra la simpatia che nutrivano verso le speranze dei loro ammiratori e desiderosi di esaudirle, e la loro impazienza, talora velata dal senso della vergogna, per arrivare a godere al più presto dell’adorazione del pubblico e di tutti i palesi vantaggi che il solo denaro può procurare…..il festival infatti fu seguito immediatamente da una valanga di contratti discografici, fruttuose uscite e tournèes di gran successo, di conseguenza il principale beneficiario di questi nuovi risentimenti fu l’industria della musica (1)”
In breve tempo molti si accorsero di essere stati beffardamente usati per un gigantesco esperimento di business, la loro musica, le loro aspirazioni, i loro sogni si trasformarono di li a poco in un immenso e sterminato mercato della cultura rock.
Il rock veniva usato nelle pubblicità per reclamizzare: scarpe, jeans, birra,…ovunque nascevano boutiques che vendevano camicie a fiori, monili, .. a tutte le frange marginali (non solo americane) degli anni’60 ,ormai il rock era diventato comunicazione di massa.
Se da un lato c’erano artisti ben adattati all’ordine costituito dall’altro si vedevano personaggi che continuavano ad essere una spina nel fianco al sistema dominante.
Nel folk americano in modo particolare, ci sono stati musicisti, che pur vivendo di stenti,persecuzioni,carcere, hanno portato avanti le loro idee. Il padre della generazione folk-rock dei primi ’60 è stato Woodrow Wilson
(Woody) Guthrie, un folksinger da sempre impegnato nel sociale, uno degli “hoboes(2) irriducibili, un”comunista” che non aveva più posto nella società USA e doveva perciò essere schiacciato e isolato. Woody non abbandonò mai il suo spirito di libertà e continuò la sua vita di menestrello-poeta.
Il folk USA negli anni 30-40 era diventato uno strumento politico del CPUSA (partito comunista degli Stati uniti) e fu usato per la propaganda e per i lavori della Terza internazionale.

I folksingers del CPUSA evitavano i circuiti commerciali, partecipavano attivamente agli scioperi, alle riunioni del partito, alla vita quotidiana dei lavoratori; Woody si distingueva per un grado di coscienza e senso di libertà particolari. “il suo essere artista, caso più unico che raro nella storia della nostra musica, coincideva esattamente nel sentirsi,uomo tra gli uomini,
lavoratore tra i lavoratori, disoccupato tra i disoccupati, e, ancora lavoratore e disoccupato con gli amici intellettuali, con i direttori delle emittenti radiofoniche, con i dirigenti delle etichette discografiche (3).
Guthrie parlava al cuore della gente,era uno di loro e tutti si riconoscevano nelle sue canzoni..
con lui l’arte popolare esce dal ghetto della cultura subalterna, non teme di confrontarsi con la cultura “ufficiale”, non ha paura di “contaminarsi” e anzi opera uno scambio continuo, in attivo tra cultura “alta” e”bassa” impara dal cinema, dai cartoni animati, dalla letteratura, dal giornalismo, succhia sapere dappertutto e se ne serve per un suo progetto……si tratta quindi di un autore importante, non solo per la cultura popolare statunitense,ma direi di quella mondiale,in quanto costituisce un esempio non tanto di” sopravvivenza” del canto popolare, nella realtà urbana e industriale, quanto di rinascita sostanziale dell’espressività popolare (4)
A Woody Guthrie sono stati avvicinati altri cantori della libertà come la cilena Violeta Parra e l’italiana Giovanna Marini.
Guthrie faceva il cantastorie perché era l’unica cosa che sapeva fare e gli permetteva di mangiare. Non gli mancarono le possibilità di lavorare con radio e televisione; non accettò
compromessi, da rivoluzionario dell’emarginazione, visse nella strada, cosciente che sarebbe stato difficile e con alcuni momenti in estrema miseria. Lui stesso affermava: “se suoni il piffero in una banda militare ti pagano un regolare stipendio dell’esercito, se fai roteare una mazza ad una sfilata di hip-hip-hurrà ti pagano come un soldato, ma non c’è verso di mettere la mani su un becco di un quattrino se fai della musica popolare (5).
Woody era felice quando si trovava insieme alla sua gente e impugnando la chitarra con su scrittoQUESTA MACCHINA AMMAZZA I FASCISTI” e cantava brani come:
Nato per vincere

Ho avuto la mia parte di gioie e di guai
Di scalogna e di malinconia
Risono sentito su e giù, e sono stato sobrio e sbronzo
Ma so di certo che non sono nato per perdere
Nato per vincere so che sono nato per vincere
È uno strano porco mondo quello in cui campo
E mi batterò per cambiarlo in quello che dovrebbe essere
Nato per vincere, So che sono nato per vincere
Ho avuto donne di ogni genere e di ogni colore
In ogni terra dove sono stato
Ho visto che per tutta la gente erano guai come me
E so che non siamo nati per perdere.
Ci avete derubato, pestato e succhiato il sangue
Ci avete sfruttato pagandoci come schiavi
Ma io so che tutti noi siamo nati per lavorare e per combattere
E per vincere, o scendere nelle fosse.
La volta che mi sono arrabbiato di più in vita mia è stato quando ero imbarcato su una nave militare insieme a più di tremila uomini in rotta verso la Francia. Mentre ci troviamo a metà strada in mezzo all’oceano scoppia una tempesta .La nave rullava e beccheggiava e molti di noi si sentivano male. Era la prima volta che facevamo la traversata. A un certo punto accendiamo la radio, e l’altoparlante comincia a mugolare una canzone “ Born to win” (nato per vincere) (6)

Guthrie, insieme ad altri musicisti, come Cisco Huston (con il quale formò un lungo sodalizio), girovagava nei ghetti urbani, nelle campagne, nelle stazioni ferroviarie, ovunque vi fossero diseredati e disoccupati (in aumento vertiginoso dopo il crollo della borsa nel ’29), a tutti coloro che vivevano in condizioni disperate nel paese che si diceva il…. più ricco del mondo, si rivolgeva così: “Forse vi hanno insegnato a chiamarmi poeta, ma io non sono poeta più di voi. Non sono più di voi un autore di canzoni, né cantante migliore. La sola storia che ho cercato di scrivere siete voi. Non ho mai scritto una ballata e nemmeno una storia che dicesse tutto quello che c’è da dire su di voi. Voi siete il poeta e il vostro parlare di ogni giorno è la nostra poesia migliore, scritta dal nostro migliore poeta. Io sono una specie di notaio e di meteorologo e il mio laboratorio è il marciapiede, le vostre vie e il vostro palazzo, il vostro campo e la vostra strada, non sono niente di più o di meno che un fotografo senza macchina fotografica”(7).

Il folk d’impegno sociale sullo stile di Guthrie, così come quello di Pete Seeger, Cisco Huston, dopo un breve periodo di silenzio riesplose di nuovo sul finire dei ’50 grazie a una miriade di giovani cantautori, appartenenti alla sinistra non comunista, più ampia, libertaria. Ragazzi che esprimevano la voce diretta di una nuova generazione votata al cambiamento sociale e culturale che dilagò nel mondo e contribuì a cambiare la storia.
Le ballate per i braccianti e i senza tetto abbandonarono la loro dimensione rurale per parlare di agglomerati urbani, riserva-residenza dei nuovi sfruttati ed emarginati della trasformazione sociale. I testi erano veri e propri slogan contro le barriere razziali, lo sfruttamento, l’imperialismo nord americano; i nuovi folksinger, dopo aspri dibattiti e fratture abbandonarono la “Marginalità” dei padri (fermamente intenzionati a mantenere la musica popolare al di fuori dei circuiti commerciali), incisero dischi per grosse case discografiche e accettarono la corte dei media.
Il nuovo corso folk fece emergere altri grandi personaggi e le loro storie divennero pubbliche. Vedi: Tom Paxton, Pete Seeger, Judy Collins, Phil Ochs, Jack Elliot (Per anni compagno d’avventura di Guthrie), e Bob Dylan; fu proprio quest’ultimo il principale artefice delle trasformazioni del folk, proprio lui che come Woody , suo padre ispiratore, era convinto dell’importanza di “Cercare di essere un cantante senza vocabolario e un poeta senza essere condizionato dagli scaffali dei libri”. Dylan fu aspramente contestato fino a farsi coprire di fischi e costretto a interrompere l’esibizione quando al festival di Newport del 1965, abbandonò la chitarra acustica per quella elettrica. Dietro le quinte l’indignazione fu enorme, fonti attendibili raccontano che Pete Seeger, che aveva aperto la serata conficcando un’ascia in un ceppo di legno per fissare il ritmo di un canto di lavoro, dovette essere trattenuto a forza nel tentativo di tagliare con quella stessa ascia il filo elettrico degli strumenti di quello che un tempo era il suo pupillo (8).
Dylan fu imitato da molti e l’uso di chitarre amplificate ed altri strumenti elettronici si intensificò, sia durante i concerti live che nelle incisioni, il folk e il rock si fusero in una sola cosa.


1) Gary Herman: rock’n’roll babylon, Gammalibri 1983 pag 12/20

2) “Hobo, termine che nasce durante la crisi degli anni ’30, designa il vagabondo senza fissa dimora ma anche il lavoratore stagionale. Dove c’è una ferrovia, un treno, li ci sono gli hoboes aggrappati ai vagoni, attaccati a tutte le sporgenze, i “vagabondi” rischiano la vita per giungere al nuovo lavoro o alla speranza di una vita migliore. Partire per loro vuol dire lasciarsi dietro le asprezze e le delusioni del quotidiano. Gli hoboes, con vecchi abiti sporchi e rattoppati, con barattoli per scaldare la minestra, e con gli ospizi come casa diventano un elemento di folklore americano. Intorno a queste figure cresce un misto di crudeltà e di solidarietà, di amore per l’indipendenza, di antiautoritarismo e di fame e di feroce repressione poliziesca del perbenismo STELLE A STRISCE.

3) Storia del Rock, di AA.VV , Curcio ed………pag 511
4) Vedi: “Questa è la mia terra”, di Woody Guthrie, Savelli 1977, pag 10
5) Woody Guthrie: Nato per vincere, di Robert Shelton, Ed Mazzotta 1979 pag 27
6) “ “ “ “ pag 90 op. cit.
7)“ “ “ pag 21 op. cit.
8) La storia del rock 5, suppl. al “messaggero” del 13/04/90

Capitolo 2°

L'amato e odiato Bob Dylan poeta menestrello dell’America che cambia

Il primo Dylan, poeta menestrello sincero fino alla nevrosi. “va in giro con i suoi capelli cotonati, i suoi stivaletti da cow-boy col tacco alto, i suoi maglioni intercambiabili: mentre gira, per usare parole sue,” guarda la gente, la polvere, i fossi, i campi, e gli steccati”; legge i giornali, in cerca di nuovi soprusi contro i privilegiati, i discriminati, i poveri diavoli che faranno da sottofondo alle nuove canzoni (1). Era dunque il legittimo erede del *grande maestro* si incamminò sugli stessi sentieri e in breve tempo diventò la stella della protesta giovanile, del movimento studentesco “Beatniks”, fu l’espressione autentica delle giovani coscienze americane, le sue poesie terribili cantate con voce dura, nasale, a volte raschiante,sprigionavano quello che migliaia di suoi coetanei sognavano, sotto i suoi attacchi violenti la società degli States subì uno shock; i giornali del potere arrivarono a scrivere che Bob Dylan fosse un’esponente di una congiura antiamericana provocata da Mosca, né più nemmeno come il rock ‘n’roll, che anni prima (in piena “guerra fredda”) era stato giudicato un complotto “comunista”.
Con il passare del tempo, Dylan prese le distanze dai movimenti politicizzati statunitensi e internazionali, criticò fortemente l’emergente realtà dei figli dei fiori, assunse un atteggiamento gretto e intollerante, Robbie Robertson, componente del gruppo The Band” disse di lui: “poteva farsi detestare dopo un minuto di dialogo; sempre ubriaco e isterico abbandonò e fu abbandonato da numerosi compagni di strada, tra i quali Joan Baez . Ad un certo momento “ scomparve, non si capì da dove fosse uscito cosi come non si era capito da dove era entrato. Qualche mese dopo arrivò la notizia che aveva sposato Sara Lownds, poi si era rotto l’osso del collo in un ’incidente con la motocicletta (29 luglio ’66..), che aveva comprato una casa a Manhattan, che si era ritirato su una collina di una specie di repubblica indipendente, poi si mostrava coi capelli corti e vestiti da miliardario; le piante nascono, crescono e aspettano di morire” (2).
Quando Bob ritornò sulla scena musicale, del ribelle del Greenwich Village non esisteva più traccia. Il ragazzotto “sputaverità” dei primi tempi, quello di “Don’t follow leaders”
(non seguire i leaders), quello di blowin’ in the wind”, quello dell’inno pacifista “Masters of War” (padroni della Guerra) che fine aveva fatto?
Si ripresentò al pubblico con “un’azzimata voce da Broadway con singulti canzonettistici,
parlava di mattini argentati e amori eterni, chiudi –gli –occhi- e-baciami- bambina-……era nato mister Robert Zimmerman, di professione musicista, laureato honoris causa in qualche magniloquente università americana”(3).
Nel 1971 il cinema si interessò di lui e in merito fu scritto:” il film che vedrete e sul vecchio Dylan ,un giovane integro-che cantava la verità e donava una parte del suo denaro alla S.N.C.C. (student non violent coordinating committee). Il Dylan di adesso, al contrario, non è che un porco, un drogato, un cretino. Alan J.Webwrman, professore di Dylanologia approfittando della controcultura, non potè fare a meno di concludere un’intervista con il suo idolo con questo giudizio: tu hai tutto questo denaro la maggior parte della gente ha solo merda; sei un nemico, un maiale. Bobby sei un capitalista, ma invece di produrre armi, macchine etc…. produci cultura del consenso(4).
Anche se la generazione progressista della prima metà dei ’60., aveva eletto Dylan giudice supremo delle ingiustizie umane, altri personaggi della musica internazionale furono alla sua altezza. Non è possibile dimenticare Joan Baez, portabandiera del folk tradizionale, Peter Paul and Mary, oppure Phil Ochs uno dei più incisivi cantautori impegnato contro la guerra del Vietnam al suon di ballate; con la fine del movimento alternativo, fu sempre più emarginato dai “Nuovi padroni”, si rifugiò nell’alcool e morì suicida.
Occorre ricordare anche gruppi rock di forte impronta e impegno politico come gli “MC5” di Detroit :”esponenti del rock più duro dal punto di vista dei suoni, ritmi, testi, una della formazioni più coinvolte nelle rivolte
dell’epoca. Jhon Sinclair, leader delle pantere bianche, era il loro ispiratore politico e poetico, le loro esibizioni erano oltraggiose e” sovversive”. Nel 1968 parteciparono alla” marcia” su Chicago durante la convenzione democratica. (5), Gli MC5,con gli Stooges di Iggy Pop, furono il prodotto più vero, rude e aggressivo della Detroit in Michigan degli anni ‘60 di recente Wayne Kramer uno dei membri storici degli MC5 (motor city five) ha dichiarato Eravamo convinti che davvero ci sarebbe stata una rivoluzione ………cantavamo tutto quello che vedevamo di negativo nella vita intorno a noi, nel modello sociale americano. Purtroppo in questo periodo, che va dal ’68 ad oggi non è che le cose siano migliorate,oggi continuo ad avere uno sfogo perché faccio ancora dischi,… Per me essere cittadino degli Stati Uniti rimane ancora una questione di lotta, la gente viene ingannata da un’immagine artificiale e falsa che si crea di questo paese e i problemi che c’erano allora vengono ancora allo scoperto in tutta la loro drammaticità proprio in questi giorni . La guerra in Vietnam ci avrebbe dovuto insegnare che non puoi sconfiggere la gente indigena sulla propria terra,le celebrazioni della scoperta del continente del 1992 dimostrano la stessa cosa: si vuole creare un avvenimento di dominazione culturale sui nativi americani, ma non è questo il modo di affrontare un problema che riguarda direttamente una questione politica e sociale di rispetto della popolazione. L’America è governata da persone che non hanno nessun interesse verso il destino della gente e la situazione rischia di arrivare a livelli drammatici………la musica per me rimane un mezzo di coinvolgimento incredibile: avvicina la gente,invece di allontanarla come fa la politica, crea un’energia che noi come MC5 e io come artista cercavamo e cerco sempre di spingere in aree costruttive. Nei momenti brutti come quello odierno, credo stia proprio nella forza dell’espressione artistica l’energia attorno alla quale coagulare la voglia di cambiamento”(6) C’erano anche iJEFFERSON AIRPLANE” sostenitori delle lotte studentesche dell’università di Berkeley, celebre la loro frase:Noi siamo le forze del caos e dell’anarchia- e lo slogan-abbattiamo i muri-; Furono i portavoce del vento del rinnovamento che soffiava nella west coast della metà dei ’60. I loro inni alla fratellanza, le loro parole, erano estremamente importanti soprattutto per i giovani psichedelici californiani, che più di altri si impegnarono nella lotta per una società alternativa, gli unici che abbiano ottenuto buoni risultati realizzando centinaia di comuni libere e la prima etichetta musicale del movimento freak (LAGRUNT).
Sullo stesso versante dei”Jefferson” emersero altre bands esoteriche come
“GRATEFUL DEADdi Jerry Garcia, i QUICKSILVER MESSENGER SERVICE” o gruppi poetici

come i “DOORS di Jim Morrison il quale affermava:” siamo politici erotici, ecco cosa siamo, ci interessiamo di tutto ciò che riguarda la rivolta, il disordine, il caos e l’attività che sembra non avere significato “(7).
In tale periodo musicale si esibiva anche un chitarrista , un genio innovatore del rock, JOHN ALBERT HENDRIX (Jimmy). Sostenitore delle minoranze native conosciute come indiane, riusciva con la sua musica a trasmettere la volontà di cambiamento in maniera diretta. In alcune performances riuscì a far diventare l’inno nazionale USA in un brano pacifista, simulando con la chitarra, sirene, colpi di pistola, addirittura l’esplosione delle bombe che venivano lanciate in Vietnam.
Era un continuo proliferare di formazioni pop-rock-.folk-blues- psichedeliche- dadaiste-…. Gruppi che andavano a sovvertire i vizi e le virtù della”buona coscienza “degli Stati Uniti.
La rivista”LIFE”, a riguardo del rock politicizzato scrisse: “Il rock è sovversivo. Non tanto perché sembra giustificare il sesso, la droga e i dozzinali racconti di terrore, quanto perché porta il pubblico a farsi una opinione propria sui tabù sociali”(8)
Era un periodo di proliferazione creativa -culturale non solo musicale ma di tutte le espressioni artistiche, un fenomeno di costume che riuscì a penetrare in molti sistemi di capitalismo avanzato.””Erano anni davvero magici…..rappresentavano l’illusione di un mondo migliore: un mondo liberato dalla violenza, senza più competizione economica, barriere razziali, discriminazioni di sesso , confini nazionalistici : il suo esperanto doveva essere il rock, la sua meta un’esistenza che superasse il veleno del denaro.
Il suo mezzo espressivo la poesia, il suo emblema l’energia vitale (9) sembrò davvero che l’immaginazione andasse al potere e in tale contesto sociale “Nacquero le prime forme del movimento hippie, nel maggio del 1965 nel Colorado (a qualche chilometro da Trinidad)
Un gruppo di studenti di facoltà diverse (architettura, psicologia,arte) fondarono la prima comunità, Drop City con lo scopo di sviluppare la loro creatività mediante un ritorno alla natura.
Questi studenti rifiutavano l’idea della proprietà privata, dichiararono Drop City aperta a tutti, si distinguevano per il rifiuto di qualsiasi leader o di lavoro organizzato, ovvero alle regole sociali dominanti, essi diventarono un esempio per gli studenti e più in generale per quei giovani che erano esasperati dalla vita in famiglia (10) In breve tempo le comunità hippie dilagarono, la sola New York alla fine del 1965 ne contava 23, diverse avevano il nome di tribù ed erano autogestite; una aveva tra i “capi” Allen Ginsberg, quel Ginsberg già leader del movimento controculturale che ritroveremo amico e sostenitore del gruppo Dadaista “THE FUGS” che stiamo per andare a trovare.

1)Fernanda Pivano: “best hippie yppie” Bompiani 1990 pag. 60
2)    "           "             "        "      pag. 78.
(3) Vedi:” Get Ready” periodico fatto a mano da M.Baraghini n°1 -1972 pag. 12
(4) Vedi: rock’n’roll Karl Marx di Massimo Bissoli “ ed Gammalibri “ 1981 pag. 125/126
(5) F. Liberi, in : “i giorni cantati” settembre 1986 n°0 pag. 17.
(6) vedi :Quotidiano “Il Tirreno” 31 gennaio 1992 pag. 23 Davide Sapienza intevista Wayne Kramer degli MC5
(7) Vedi :“La Cultura underground vol. 2° di M. Maffi. Ed.Laterza 1980 pag. 142
(8) Vedi “i giorni cantati” pag. 18 op. cit.
(9 )Fernanda Pivano: pag. 5, op. cit.
(10) In : Rock ‘n’ roll Karl Marx, pag. 74
 
Musica&ribellione Da WOODY GUTHRIE a THE GANG”

In blu i capitoli a seguire

Capitolo 1°:“La rivoluzione desiderata” (Woody Guthrie).
Capitolo 2°:”L'amato e odiato Bob Dylan …..”
Capitolo 3°:”L'anarco-comunismo dei “THE FUGS”.
Capitolo 4°:”La fine dei dinosauri”.
Capitolo 5°:”Nihl: il trionfo di una subcultura (punk).
Capitolo 6°:”THE CLASH (lo scontro)”
Capitolo 7°:”Il ritorno del rock”.
Capitolo 8°:”Linton kewsi Johnson” (Dub poetry)
Capitolo 9°:”Public Enemy “:Musica nera rabbia e politica
Capitolo 10°:Il“Franti”: Rock e utopia
Capitolo11°:”La Pantera”e il nuovo linguaggio Musicale del villaggio
Capitolo 12°:” I Gang “: La Band ribelle di Filottrano

Ringrazio i compagni che mi hanno permesso di poter scrivere queste righe attraverso contatti, interviste e chiaccherate varie sul tema :"Musica antagonista", : Marino e Sandro Severini (The Gang), Stefano Giaccone (Franti), Billy Bragg a Reggio Emilia '90, lo staff di” Arezzo wave” 91 '92 ,un grazie anche a Bunna  Africa unite per la lunga chiaccherata a Montioni quando nel 1991 venne a fare il concerto gratis per il Salvador) e poi a Sergio Messina (Radio gladio), Zulu (99 posse), Fumo e Lele Prox (Lionhorse Posse ), Luca Morino Fabio Barovero (Mau Mau&Loschi Dezi), Enrico Capuano che tra il '92 inizio '93 per ben tre volte venne a suonare gratis per i Lavoratori Piombinesi in Lotta a difesa del posto di lavoro.


Da ricordare che questo pampleth di 120 pagine fu scritto dal '90 all'inizio del '93.