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martedì 12 ottobre 2021

Uno sguardo sul rock antagonista italiano prima e dopo il ‘77



se hai il sangue nelle vene

se hai il midollo nelle ossa

son finite le tue pene

con il rock avrai la scossa”

Rock ‘80

Capitolo 7° 

La subcultura punk si propagò a macchia d’olio sia oltreoceano  che in Europa dell’est . In Italia si concretizzò con notevole  ritardo  rispetto a quella anglosassone, all’inizio era molto legata al pensiero anarchico, successivamente però si avvicinò a frange di “Autonomia operaia”, assumendo una fisionomia estremamente politicizzata, buona parte dei militanti si ritroveranno come parte integrante dei CSA centri sociali autogestiti che si svilupperanno in tutto il paese.

I giovani ribelli portavano capelli verdi, fucsia,.. vestiti strappati..un look comunque di rottura, che ai perbenisti dava un’immagine distorta della nuova subcultura; per la gente di strada la visione di un punk era avvertita come sintomo di violenza, di degradazione individuale, di emarginazione.

La parte politica che si definiva progressista, quella che avrebbe dovuto essere “aperta” alle avanguardie e ai fermenti di base, rifiutò dal primo istante la nuova tendenza, (il PCI negli ultimi 20 anni mai si era aperto alle situazioni che germinavano alla sua sinistra anzi le combatteva)

Per i burocrati del PCI quella corrente lacera, anomala con borchie, tatuaggi,… era un fenomeno difficile da incastrare o utilizzare per finalità  elettorali (Il PCI nel 1976 dopo un trionfo elettorale era ritornato ad indossare la vecchia maschera del collaborazionismo governativo, come nel 1945 con Togliatti, preferiva giocare le sue carte a favore dei centri di potere e pian piano si defilava dai problemi reali del proletariato e sottoproletariato).

Si fecero da parte anche molti intellettuali che nel ’68 si agitarono sull’ondata del cambiamento sociale (Giorgio Bocca, Francesco  Alberoni, Giuliano Ferrara, … etc) loro boicottarono sul nascere  le aggregazioni giovanili legate alla nuova cultura.

I punks, insieme alle altre tribù uscite dai sotterranei metropolitani, gli skinheads (a quel tempo non identificabili su  posizioni nazi-fasciste), gli indiani metropolitani ….

Una miscela di movimenti  che furono  fonti d’ispirazione per la rinascita musicale italiana, il ritrovato impulso creativo e la vitalità giovanile dei fine ’70, portò ad un continuo proliferare di gruppi rock, esplodeva un’ underground di notevoli proporzioni in grado di scardinare l’appiattimento culturale generato da anni di cantautorato decadente”istituzionale”.

Il cantautorato dei ’70, fu un boom commerciale lanciato dal faccendiere discografico Vincenzo Micocci (RCA), si quel  Vincenzo che da quanto era” serio e professionale” Alberto Fortis gli dedicò il suo brano più avvelenato  che diceva “Vincenzo  io ti ammazzerò”.

Tra  gli artisti che dominavano la scena musicale troviamo Dalla, De Gregori, Venditti, Ron,…… legati alla sinistra riformista Berlingueriana, sicuramente personaggi in forte contrapposizione con la canzone d’autore, che, fuori dal grande mercato, era stata la vera colonna sonora alle lotte del ‘68’.

In quel ’68, dove i trionfi musicali spettavano a canzonette come “Luglio” di Riccardo del Turco, o “La bambola “ di Patty Pravo,….. musicisti come il torinese Fausto Amodei, Sergio Liberovici, Margot,….. sostenuti da artisti e scrittori della forza di Dario Fo, Strehler, Italo Calvino, Pier Paolo Pasolini, Umbert Eco,  ….dettero un notevole contributo espressivo-politico al movimento di lotta.

Fausto Amodei,  lo  chansonnier di protesta per eccellenza , nel 1960 in occasione  dei  moti di piazza contro il governo assassino/armato di Tambroni , scrisse : “Per Morti di Reggio Emilia”( un brano intenso,che successivamente sarà  cantato nel corso di ogni manifestazione operaia e studentesca ), fu lui uno degli ispiratori di una nuova ondata di cantautori politicamente impegnati; personaggi del calibro di  Ivan della Mea, Giovanna Marini, Paolo Pietrangeli, Gualtiero Bertelli, Alfredo Bandelli furono parte integrante del ” Nuovo canzoniere Italiano”, una indimenticabile situazione culturale  in cui entrarono  anche gli etnomusicologi  Alessandro Portelli e Hana Roth e  altri artisti tra cui non è possibile dimenticare   Pino Masi, attivista di” potere operaio “ e dei “circoli di ottobre”, noto per il suo brano “La ballata di Pinelli  e come arrangiatore di colonne musicali per opere di Dario Fo e film di P. P . Pasolini.

Un insieme di personaggi che cantavano canzoni che interpretavano la storia del loro tempo e incitavano ad abbattere ogni forma di dominio, dischi militanti furono incisi per le etichette discografiche  dischi dello Zodiaco” , “Albatros”, dischi del sole,..

Nelle fabbriche, nelle università, nelle strade, ovunque c’era la voglia di cambiamento si udivano i ritornelli di “Contessa di Paolo Pietrangeli  o “il rosso è diventa giallo” di Ivan della Mea”….

Compagno

quando il partito finalmente sbaglia

e a tutti è dato scrivere sui muri

la libertà d’interpretare il mondo

di criticare i propri dirigenti

senza tabù del glorioso passato

allora

credi si vincerà

……compagno

quando il tuo soldo di nullatenente

che Agnelli chiama fame comunista

diventa per amore o per forza

uguale a quello d’ogni dirigente

oggi al partito domani al potere

allora credi si vincerà

.. compagno

questa è la voglia di un comunismo

senza dogmi papi e frontiere

un comunismo da costruire

sulle rovine del riformismo

nell’unità della diversità

allora credi si vincerà

io chiedo a voi se oggi vedo giusto

nel mondo il rosso è diventato giallo (1)

Un conto è cantare nella lotta! Un conto è raccontare la lotta! La canzone d’autore dei fine’60 direttamente partecipe alle battaglie sociali si concluse con  l’inizio delle “stragi di Stato”, mentre la “Micocciana” nacque da quelle ceneri “ con il decadere rapido del “movimento” e la crisi del politico, diventa poetica del riflusso e gara grottesca alla rincorsa delle banalità. Per precisare ancora, il cantautorismo ha come funzione concreta la trasmissione di ideologia, la santificazione della separatezza  fra l’essere e il voler essere, che rappresenta come immutabile. Per dirla con gli Hippies  “addormenta le coscienze”.

Il rapporto politica-musica  si rivela come rapporto fra merci, spettacolarizzazione del vissuto, rappresentazione di una realtà separata e fittizia. Pura funzione di potere (2)

I giovani del ’77 (prima di essere distrutti dall’eroina di Stato, dal terrorismo,  dalle leggi liberticide del post terrorismo con i suoi carceri speciali ), avevano capito che la sinistra storica, in modo particolare il PCI poi PDS non aveva rapporto con i bisogni degli sfruttati, degli oppressi,…un partito praticamente  assente dalle vere lotte e rivendicazioni, tutto poteva essere ma non comunismo, anche per questo nella stupenda piazza Maggiore di una  Bologna blindata insorsero bruciando “L’Unità”; il Sindaco ”compagno “ Zangheri”, complice  con il ministro dell’interno il DC “Kossiga”, li fece massacrare  dalla polizia. In quella battaglia urbana provocata dalle forze dell’ordine fecero un uso inopportuno  di armi, un carabiniere uccise Francesco Lo Russo, uno studente di medicina  membro” di Lotta continua”; tanti militanti di sinistra furono arrestati , l’emittente antagonista “Radio Alice” fu  completamente distrutta dai militari,….   Successivamente  quegli stessi ragazzi, ormai lontani anni luce  dalla sinistra istituzionale, non permisero  al segretario della  CGIL Luciano Lama di parlare all’università, tra slogan tipo “scemo scemo” e sputi lo cacciarono dalla Università “La  Sapienza”( La situazione  fornì l'occasione alla Questura di Roma di fare irruzione nell'Università per sgomberare con la forza gli studenti che l'avevano occupata), si  quelli erano gli ultimi ragazzi incazzati senza tessere in tasca, che infuocavano ovunque la possibilità di una realtà senza padroni.

Il  movimento ribelle anticonformista  della seconda metà dei ‘70 come propria colonna sonora preferiva  il rock - folk  della strada, da sempre la voce dei senza voce, del disagio sociale, un genere che se non serve ad erigere barricate o cambiare il mondo, rimane ugualmente un veicolo importante per aggregare e inviare messaggi (come il cinema, i libri,…), e dare alla gente argomenti su cui pensare, riflettere, discutere.

Nella prima metà dei ’70, il rock mediterraneo era latitante, di solito si assisteva a imitazioni talvolta ben interpretate di hard rock, progressive,….   di  origine Angloamericana, molti complessi o singoli artisti nostrani che erano entrati nella “moda” dell’impegno politico, con  l’ondata del riflusso si allontanarono velocemente e venne alla luce del sole quanta demagogia c’era in gente come “Il banco del mutuo soccorso”, (poi solo”Banco”) , Alain Sorrenti (sempre presente nei raduni antagonisti), “News Trolls”,…..

Nel baratro della crisi dopo la fine dei ’60, note positive vennero da una piccola  label di estrema sinistra, la “Cramps”, fondata nel 1973 dal contestato Gianni Sassi (la rivista “Prova radicale” lo accusava di trasformare in merce il risultato di iniziative militanti, di ricerche e di lotte), editore di autori o collettivi “Particolari”come “Alfabeta”… , tipografo di “Lotta Continua” ,….della rivista “Re nudo” (una delle principali riviste italiane dedicate alla controcultura e controinformazione, fondata a Milano nel dicembre 1969 da un gruppo di hippies, tra i quali Andrea Valcarenghi.

Tra le migliori produzioni viniliche dell’etichetta, figuravano “Eugenio Finardi “, “Claudio Rocchi”,“Alberto Camerini”, “Arti e Mestieri”, (Nati intorno a Furio Chirico già batterista dei “Trip “)ma soprattutto gli originali, indimenticabili “Area”, una band in anticipo sui tempi, sia per le musiche che per i testi, cantati dalla miracolosa voce di Demetrio Stratos, già voce dello storico gruppo “I Ribelli” di “pugni chiusi. Gli ”AREA  sono stati la vera e propria guida  per l’esplosione del Jazz- rock italiano dei ’70.

Momenti di forte impegno sociale con soggettive interpretazioni provenivano da  Fabrizio de Andrè, Giorgio Gaber, dagli “Stormy Six”di  Umberto Fiori,  da Francesco Guccini, dai Nomadi di Augusto Daolio e Beppe Carletti,  , Pierangelo Bertoli e seguiti da altri molto validi ma meno conosciuti  :Renzo Zenobi, Luigi Grechi, Stefano Rosso,il suo grande amico Rino Gatetano, Mimmo LocasciulliI Tarantolati di Tricarico ………quest’ultimi, tutti provenienti  dal Folk studio di Roma.

 Il cambio della rotta musicale italiana cominciò a Bologna nel settembre 1977; di spalla ad un cantautore anomalo, Claudio Lolli  (uno de migliori  cantautori in assoluto) che presentava il suo ultimo album  “Disoccupate le strade dai sogni” (un eccellente lavoro vinilico sui fatti repressivi della primavera bolognese, con  testi duri che lanciavano  frecciate e accuse dirette alla sinistra istituzionale), si esibirono i “C.U.M.” (Centro d’Urlo metropolitano), cantavano : “mamma dammi la benza ; “per la prima volta on stage è il rifiuto, la feccia tout-court, a viso aperto(3).

Alcuni mesi dopo esordivano gli “Skiantos”di “Freak Antoni”, con un Rock-non-sense; con la loro ironia demenziale, con provocazioni irritanti (famosi i lanci di ortaggi al pubblico), si definivano” "l'unico gruppo che è partito dalle cantine per arrivare alle fogne!" Senza dubbio furono loro gli apri pista della nutrita schiera di rockers bolognesi; “Windopen”. “Luti Croma”, “Confusional quartet”, “Gaznevada (già C.U.M.),…..

Bologna “La rossa”, “la dottadiventò la prima capitale dell’inquietudine musicale, disponendo anche di alcune avanguardie nelle etichette discografiche indipendenti (es. Italia records di Oderso Rubini), ne conservò il monopolio per almeno due anni.

Nel resto del paese le cantine traboccavano rock e sporcizia, la periferia dell’impero si stava svegliando. A Milano, il centro sociale S. Marta  fu una fucina di  talenti musicali; da li uscirono i “Kaos rock“, gli  X rated”, le ”Candeggina Gang” di Joe Squillo, le “Clito” con Rubi Scass; il miglior gruppo lombardo gli “Underground life “ di Giancarlo Onorato si trovava comunque a Monza.

Da altre province sbucarono i “Sorella maldestra” (Vercelli), i “Dirty Actions” (Savona), I “Rats” (Modena) prodotti da Red Ronnie (prima di fare il clown televisivo), quest’ultimi  si fecero conoscere in altri paesi europei con l’album “C’est disco” grazie alla distribuzione  dalla mitica “Rough Trade” e  grazie ai numerosi passaggi radiofonici curati da John Pell della BBC, il DJ rock più popolare dell’ Inghilterra.

Gli occhi degli affamati di rock, si puntarono su Pordenone e dintorni (alla fine degli anni settanta la rivista alternativa “Re nudo” citava Pordenone come "l'avamposto della controcultura freak nel nord-est d'Italia”) che vantava un’incredibile quantità di gruppi  improntati sull’uso dell’elettronica, rimane negli annali la storica uscita di “The great complotto” una compilation collettiva con “ “Sexy angels” “Cancer,””Mind invaders”. “Walt Dysney production”, “musique mecanique”….., il momento rock Friulano pur  con qualche risonanza  in campo nazionale grazie a qualche passaggio  televisivo curato dai soliti padroni della musica Red Ronnie , Roberto D’Agostino o “Mister fantasy  esaurì la sua spinta e lasciò il ruolo guida ad una realtà emergente che proveniva da Firenze e dintorni.

Il panorama musicale fiorentino, impostato sullo  stile New wave, post Punk-dark, primeggerà nel circuito indipendente italiano ben oltre metà degli anni '80, otterrà riscontri anche in altre realtà Europee, dietro al susseguirsi di piccole etichette ( alcune filiali di multinazionali del disco), a Firenze  nacque la etichetta I.R.A. Immmortal Rock Alliance, la I.R.A. Records, una casa discografica indipendente fondata nel 1984 dal produttore Alberto Pirelli, insieme alla moglie Anne Marie Parrocel. In principio Pirelli aveva scelto  I.R.A. per  riferirsi  all'Irish Republican Army, esercito militante di liberazione Irlandese in lotta per l'indipendenza dall'Inghilterra. Il nuovo rock italiano incantava Pirelli e l'etichetta IRA si adattava bene a quella forma di ribellione che proveniva dall'Inghilterra anni '80. Alla IRA approdarono  i“Litfiba “di Gianni Maroccolo - Federico Renzulli e il carismatico cantante  Piero Pelù, i “Diaframma” guidati dall'estro poetico di Federico Fiumani e Nicola Vannini (in seguito nei “Soul Hunter”), ma anche Moda, Bisca, Underground Life, Detonazione, Joe Perrino..  in Toscana però c'erano altre valide formazioni che la aiutarono a farla diventare capitale del Rock, basta ricordare : Neon “ leader del dark elettronico, trasportati dalla professionalità di Marcello Michelotti, Not Moving di Dome la Muerte, Rinf,“Birdmen of Alcatraz”, “Steplejack” “Sik Rose”, “Pikes in Panic””Cudu”, Limbo”..

al rock emergente d'impronta Toscana metà ’80 si contrapponevano ritmi  molto più incazzati, molto underground, strettamente legati alla declinante  sub cultura Punk. Tali ritmi e brani duri, li usavano una minoranza di insubordinati, che se pur decimati dal riflusso, persistevano nel rifiuto delle idee dominanti e contrastavano l'esistente per dissacrarlo, distruggerlo, formavano collettivi, occupavano case, spazi sociali, creavano circuiti autogestiti dove autoproducevano : fanzines, dischi, bootlegs, demotapes ,..era l'ultimo impulso di cratività ereditato dal '77.

Queste Tribù del disagio metropolitano, consideravano la musica un elemento indispensabile per l'aggregazione e la ricomposizione di un minimo di movimento antagonista. L'onda mondiale del consenso a questa rabbia, giungeva attraverso i “Crass”, gli” Zounds” i primi ”Clash”, “Disharge”, “PIL”...il reggae Giamaicano, il metropolitano rap nero , e l'irruente hardcore Californiano diretta emanazione del Punk, caratterizzato da una notevole potenza e velocità, con testi acidi, impegnati e tendenzialmente anarchici.I punks USA odiavano il Presidente conservatore Ronald  Reagan e Reagan odiava i Punks perchè  loro erano sempre in trincea contro le guerre, contro il nucleare, per il diritto alla casa….. alla fine del 1985, la polizia di San Francisco fece irruzione nella casa di Jello Biafra leader dei Dead Kennedys e nella sede della loro etichetta discografica, Alternative Tentacles (gestita dallo stesso Biafra). Con la forza gli agenti  perquisirono tutto e si impossessarono della  posta personale di Biafra, e di molto materiale, tra cui  copie dell’album Frankenchrist, …Biafra  successivamente vinse  il processo,ma le spese affossarono la etichetta discografica, oltre ai Dead Kennedys tante furono le micidiali bands hardcore Statunitensi  che hanno lasciato il segno come : Black Flag, “Germs”, “Governement Issue”, Meat Puppets” “Scream”, Bad BriansHusker Du” … vicine alle etichette “Alternative Tentacle” e SST (vere spine nel fianco dell'imperialismo reaganiano), su tale scia si costituì una indescrivibile area di gruppi “incazzati” of Italy, si autoproducevano come garanzia del proprio lavoro  (le label minori erano considerate una caricatura in scala ridotta delle Major), la distribuzione dei loro lavori avveniva mediante i canali dei collettivi o durante i concerti nei CSAO (Centri sociali autogestiti occupati) o in manifestazioni contro il nucleare, l'antimilitarismo, pacifismo, contro l'autoritarismo dello Stato.

I Centri sociali autogestiti occupati come il Leocavallo e il Virus (Milano), Victor Charlie (Pisa), Twat (Modena, Prenestino (Roma),....Il CPA  Firenze Sud,---- erano  capisaldi dell'impegno anticonformista anticapitalista, (altre realtà occupate stavano emergendo in tutta la penisola), luoghi ideali per i live elettrici dei “CCM” (Cheath Crome Motherfuckers), “Kina”, “Uns”, “Wretched”, “Putrid fever”, “Cani” “Juggernaut”, Raw Power”,Contrazione””Negazione” “Raff punk”...

L'hardcore punk, schizoide, e coinvolgente per i giovani disubbidienti, veniva rigettato in blocco dai mass media e di conseguenza dalla maggioranza della gente che negli oscuri anni’80, diventava sempre più asservita al potere dominante.

Va detto che alcune collettività si muovevano dentro una dialettica autolesionistica, credendo forse di avere la verità in tasca, rifiutavano un qualsiasi dialogo con l'esterno e talvolta anche con le marginalità vicine a loro, se non altro per progetti comuni, con il loro atteggiamento non favorirono certamente una diffusione più ampia della musica Punk/hardcore.

Non a caso i più apprezzati  lavori vinilici degli '80 sono arrivati da formazioni che pur influenzate dall'onda d'urto della sottocultura Punk, per inviare messaggi  antagonisti alla gente usarono un linguaggio differenziato, musicalmente più accessibile, per citarne qualcuno sul fronte Rock/punk, … basta ricordare gli Emiliani “CCCP” di Lindo Ferretti, Fatur , Annarella, ..The Gang, dei Fratelli Severini di Filottrano, “ Franti” di  Giaccone/Lalli Torino, Banda Bassotti  di Roma, sul fronte Dub/reggae troviamo Africa United di Pinerolo, la comune  Different Style di Bari, Puff Bong di Venezia e dintorni, IRHA,... 

 “il rosso è diventato Giallo “1969 Ivan della Mea

1): Album dischi dello Zodiaco

2) :vedi musica rock'80

3) :Musica rock 80 op.cit.


 Riepilogo link : Musica&ribellione Da WOODY GUTHRIE a THE GANG” scritto da Maurizio Cerboneschi (Sandino)tra fine ’91 e inizio ‘93

Si tratta di un viaggio culturale/antagonista attraverso la musica folk, rock, punk-reggae, hip hop...  e dintorni, troveremo alcuni artisti che  sono stati a fianco di coloro che per generazioni hanno  lottato per la libertà, la giustizia, l'autodeterminazione dei popoli, …musicisti/colonna sonora di chi credeva che un mondo diverso era possibile.

Cap.12  MUSICA&RIBELLIONE:  Red /Johnny e la loro  GANG + una chiaccherata in altri tempi  con compagni di altri tempi.                                                       https://resistenciasiempre.blogspot.com/2015/12/storia-antagonista-documento.html

Cap. 11 MUSICA&RIBELLIONE :"La PANTERA '89", ultimo vero movimento studentesco da cui nacque l'ultimo stimolo musicale italiano.

https://siemprerevolucion.over-blog.it/2020/05/musica-ribellione-dal-movimento-della-pantera-esce-il-nuovo-linguaggio-del-villaggio.html

CAP.10  MUSICA&RIBELLIONE : Il“Franti”: Rock e utopia.

https://siemprerevolucion.over-blog.it/2020/05/musica-ribellione-il-franti-rock-e-utopia.html

Cap. 9 MUSICA&RIBELLIONE :“ Ritmi metropolitani, rime esplosive e rabbia della musica nera dei PUBLIC ENEMY"

https://siemprerevolucion.over-blog.it/2020/04/musica-ribellione-public-enemy-ritmi-metropolitani-rime-esplosive-e-rabbia-della-musica-nera.html

Cap. 8 MUSICA&RIBELLIONE : Il Marxista dub poetry Linton Kwesi Johnson.

https://siemprerevolucion.over-blog.it/2020/04/musica-ribellione-il-marxista-dub-poetry-linton-kewesi-johnson.html

Cap. 6 MUSICA&RIBELLIONE :THE CLASH tra ritmo multietnico e internazionalismo :

https://siemprerevolucion.over-blog.it/2020/04/musica-ribellione-the-clash-tra-ritmo-multietnico-e-internazionalismo.html

Cap . 5 MUSICA&RIBELLIONE : IL TRIONFO DELLA SUBCULTURA PUNK :

https://siemprerevolucion.over-blog.it/2020/04/musica-ribellione-il-trionfo-della-subcultura-punk.html

Cap. 4 MUSICA&RIBELLIONE:’70 -’75 IL ROCK TRA MERCE E REPRESSIONE

https://siemprerevolucion.over-blog.it/2020/04/musica-ribellione-70-75-il-rock-tra-merce-e-repressione.html

 

 Cap. 3 MUSICA&RIBELLIONE :  THE FUGS: Rock e utopia”

https://siemprerevolucion.over-blog.it/2020/04/musica-ribellione-l-anarco-comunismo-dei-the-fugs.html 

Cap. 2 “MUSICA&RIBELLIONE : L'amato e odiato Bob Dylan poeta menestrello dell’America che cambia.”                                                 https://siemprerevolucion.over-blog.it/2020/04/musica-ribellione-l-amato-e-odiato-bob-dylan-poeta-menestrello-dell-america-che-cambia.html 

Cap.1 MUSICA&RIBELLIONE:Woody Guthrie e La rivoluzione desiderata.

https://siemprerevolucion.over-blog.it/2020/04/musica-ribellione-woody-guthrie-e-la-rivoluzione-desiderata.html

 

 

 

 

 

 

venerdì 28 ottobre 2016

Musica&ribellione : Il“Franti”: Rock e utopia" Maurizio Cerboneschi

Questo pampleth fu scritto dal '90 all'inizio del '93, fu interrotto per l'impegno attivo in dure lotte in difesa del posto di lavoro e non fu più ripreso, quindi il lettore consideri che non siamo nei tempi attuali.

Musica&ribellione Da WOODY GUTHRIE 
a THE GANG”

Viaggio culturale/antagonista attraverso la musica folk, rock, punk-reggae, hip hop... e dintorni, troveremo alcuni artisti che sono stati a fianco di coloro che per generazioni hanno lottato per la libertà, la giustizia, l'autodeterminazione dei popoli, …musicisti/colonna sonora di chi credeva che un mondo diverso era possibile.
Questo blog internazionalista comunista ,sembra il luogo giusto per ricordare artisti antagonisti importanti come Woody Guthrie, The Fugs, Bob DylanClash, Public Enemy, Linton Kwesi Johnson,..attraversando i territori musicali antagonisti arriveremo nelle periferie del rock made in Italy ,dove dalle cantine uscirono tanti validi gruppi musicali, conosceremo meglio il progetto “Franti” del Torinese Stefano Giaccone e termineremo il viaggio chiaccherando con “i Gang” dei fratelli Marino e Sandro Severini di Filottrano nelle Marche, più periferia di così!!!


capitolo 10°

Il“Franti”: Rock e utopia

….Ma l’eversione sta nella chitarra in mano,nella gola
che urla e nella testa che pensa……”
Stefano Giaccone

Franti” è il cattivo del libro cuore,
quello che spacca i vetri, fa impazzire
il maestro, colui che rifiuta l’ordine
precostituito.


Dopo aver girovagato nel dissenso musicale di varie situazioni torna di obbligo ritornare in Italia dove ci imbattiamo nel “Franti”,  un progetto musicale, controculturale, nato a Torino sul finire del ’76.
Una band con formazione variabile, che suona strumentale,con influenze blues, sound di scuola di Canterbury alla Robert Wyatt (Soft Machine), radici nere, jazz-rock-avanguardia stile “Area”.
La fiammata punk ha un notevole impatto sul nucleo piemontese, non solo sul versante musicale ma anche su quello ideologico, Stefano Giaccone, uno dei fondatori del progetto (ex operaio Fiat, ex bidello di scuola elementare,..) proviene dalla sinistra rivoluzionaria dei ’70, inizia a frequentare il pensiero anarchico.
Nel 1982 il gruppo, stanco di provare negli scantinati e con scarsa attività live (15 concerti in 6 anni di attività”, sembra destinato a dissolversi, ma i validi apprezzamenti di una cassetta “A/B” di 15 minuti (realizzata per lasciare una testimonianza della loro esistenza), fatta circolare nel circuito underground, rinvigorito dal frenetico pulsare del movimento hardcore/punk,  inducono il Kollettivo “Franti” ad andare avanti nel suo percorso antagonista, tra l’altro nel progetto entra anche la stupenda voce della Lalli.
In ogni concerto Giaccone e C. distribuiscono e leggono volantini  che attaccano i centri di potere e ricordano che la libertà si conquista con atti di disubbidienza, sono firmati
Franti” hard core folk  Kollettivo con tanto di A cerchiata e zippo, la band però non suona violento (come la maggior parte dei coetanei immersi in un’ hardcore “ristretto”), ma sperimenta varie forme musicali, senza nessuna concessione ad un “genere” alla moda che essendo merce è la morte di ogni vera espressività.
Le loro esibizioni a prezzo politico (accettano solo il rimborso spese), per lo più si svolgono in situazioni “Alternative”, lontane dall’industria e dalle mafie culturali: “i concerti che abbiamo scelto sono quelli che sembrano permettere un rapporto più diretto con la gente in quanto autogestiti e motivati politicamente. Né festival dell’umiltà ,né concorsi ippici in discoteca.”(1)
In un documento successivo redatto da Giaccone si legge : “Non siamo musicisti, ma persone che fanno una battaglia politica con uno strumento diverso dal comizio, o dalla bottiglia Molotov, ci interessa fare la rivoluzione e per farla ci vogliono idee, parole, sentimenti (il piombo solo non serve, strada già provata). In questo la musica assume un senso (perlomeno la nostra e di tanti altri). Non musica al servizio della rivoluzione, né musicisti al servizio dei rivoluzionari, ma organizzazione e diffusione della comunicazione sovversiva come atti di coscienza politica. Chi siamo, cosa abbiamo fatto :credo importi poco ( 2).

Nel 1983, la band piemontese esce con una cassetta autoprodotta  “La luna nera”(500 copie).
L’anno successivo, Giaccone, Lalli, Picciuolo, D’Ambrosio, Ciari e dintorni, in compagnia degli ultrahardcore “Kina” (Aosta) di Sergio Milani, fondano l’etichetta  “Blus Bus”, dove incidono anche “Joel orchestra”, “Impact”, Contrazione”….
Proprio insieme ai “Contrazione” viene alla luce il primo LP  “Franti/Contrazione”; al termine del 1984, la stampa specializzata lo giudica il miglior album del rock indipendente italiano insieme a quel piccolo gioiello militante il MLP “Tribe’s Union” dei “Gang”.
Nell’album dei Franti c’è lo splendido brano “Voghera” (sax,batteria  e voce):

“Due pietre cadono sulla porta d’acciaio invisibile
due ore nate per caso, morte ogni giorno
vetri che fanno il respiro affannoso
l’armadio rotondo tocca il cielo/soffitto
il giorno e la notte aperti dai muri
e la pelle coi loro rumori
l’amore e i fini capelli dei bimbi-rosso ferro nelle unghie
erompi la matita
testarda lei capisce il tempo
tu nei sei fuori e dentro
e la voce si stanca più in fretta
di quando non sai
di quando non sai
ieri qui fuori c’eri
anche tu
oggi qui dentro sei tutto e tu
due ore nate per caso
morte ogni giorno
adesso corri corri corri
il letto non parla
lascia fare lascia sognare
adesso corri

“Voghera” è nata nei momenti di lotta contro il carcere da una raccolta di lettere di detenute politiche, viene in seguito riadattata in due versioni; una per la compilation a sostegno della stampa  anarchica (Rivista  “A” e P.E.A.C.E.. piccole etichette autogestite contro l’emarginazione), l’altra per un’iniziativa di  Amnisty International.
Nel  1985 viene riprodotta su disco  ”la luna nera” e ancora nello stesso anno viene diffuso il nastro di poesie “schizzi di sangue”, con il sottofondo musicale curato da Giaccone e Vanni, che dedicano l’opera a Benjamin Moloise, impiccato dai nazi sudafricani.
In  una riflessione sulla poesia scrivono :…..Quest’ ultima non è morta nei libri di scuola, è un qualcosa di vivo, genuino a disposizione di tutti (e non solo di qualche vecchio mestierante con un editore alle spalle). La poesia è la voglia di gridare ancora, è comunicazione di stimoli, di idee, emozioni in quanto arte. Arte perché nasce dal dramma, dalle contraddizioni, dalle tensioni, dal cemento, dai vetri rotti, dal niente da fare.
Quello che vogliamo esprimere è la necessità di essere noi stessi, senza ipocrisia e compromessi, la voglia di vivere adesso, senza schemi imposti dall’alto. Queste poesie sono una sincera parte di noi stessi, sono schizzi del nostro sangue. Sangue come linfa vitale, come simbolo della violenza che subiamo ogni giorno. Schizzi del nostro sangue sul loro muro di false verità( (3).

FLASH BURGER

Violenza surgelata in scatola
Sentimenti precotti
Pronti per essere consumati
Immagini colorate
Su schemi luminosi
Mi invadono il cervello
Come napalm
Suoni plastici
Parole vuote fritte nell’unto
Ideologia da fast food
Vita computerizzata
Eroi istantanei
Polizia effervescente
Odori dolciastri
Sorrisi putrefatti
Cos’ è che gira tutt’ intorno
Comincio a sentimi male
Volantini sanguigni
Feriscono le strade
Speed
Fuel
Game over

Flash Burger “ è una poesia di Marco Barbera, il più giovane esponente del Collettivo Anarchico legato al “Franti”. Ha iniziato a scrivere poesie dopo aver letto quelle della cantautrice punk USA Patty Smith.
Considera i romanzi di Jack Keruac o le canzoni di Loud Reed  e Sid Barret degne delle opere di Baudelaire, Rimbaud, Dylan Thomas,..
Sente i suoi versi come sensazioni raccolte attraverso immagini e cerca di descriverle in un linguaggio semplice e colorato.
Nel 1986 esce “Il giardini delle quindici pietre” sicuramente uno dei migliori lavori vinilici italiani del decennio ’80 (il migliore del 1986). E’ una miscela reggae, punk, avanguardia, e tanto amore per il jazz; ci sono omaggi a Demetrio Stratos (Area) in “Micrò Micrò” e “Big Black Mothers”, a Linton Kwesi Johnson con la sua poesia “Same Way” musicata al ritmo di reggae e rititolata il battito del cuore e brani di denuncia come “Every Time” dedicata al popolo del blues da Attica a Soweto.
I militanti del “Franti” credono a forme polisemiche della comunicazione; la musica, la letteratura, le immagini, sono l’insieme di una espressività radicale da leggere, da ascoltare, da vedere. “Il giardino delle quindici pietre” infatti, viene diffuso dentro un libro di 20 pagine, formato 30x30 cm, scritto da Stefano ,Vanni e compagni; si tratta di appunti, lettere, testi poetici, è una sintetica radiografia della “Frontiera musicale” sulla società post –industriale.
I ragazzi torinesi lavorano su autoproduzioni (“IF”, “Punkanimazione”, “Avaria”,..) che vanno ad accrescere la rete sotterranea della marginalità italiana. Tentano occupazioni di strutture in disuso, subito sventate dall’apparato dell’ordine, alcuni di loro vengono denunciati. Organizzano incontri, cercano di far veicolare momenti di  cultura radicale multimediale (fanzines, fogli, mail-art, bootleg, demotape e documenti  schierati apertamente a fianco di una società multirazziale, antinucleare, antimilitarista,…..) Un lavoro enorme, teso a far riflettere le nuove generazioni sulla possibilità di cambiamento dei consunti schemi di potere.
Per contrapporsi e liberarsi da un’esistenza già tracciata, le tribù dovranno riuscire a costruire degli spazi culturali autogestiti, laboratori dove ognuno potrà esprimere le proprie idee e trasmettere “segnali di fumo” al tessuto sociale. Occorre costruire il dissenso contro la dis/informazione controllata dai baroni della menzogna (Agnelli, Gardini, De Benedetti,…. ).
In un volantino distribuito durante un concerto al CSA Leoncavallo (1986), i “Franti” scrivono :”L’autogestione non è il mercato dei poveri, non è il piccolo contro il grande business, la gente che ha organizzato questi concerti e noi che suoniamo, ha da comunicare che esiste la possibilità materiale di vivere in modo diverso  o che perlomeno vale tentare di farlo. Nessuno deve dare per scontato che deve muoversi in canali istituzionali o pseudo – alternativi, la n.s. non è rabbia provocata dall’invidia verso l’industria dello spettacolo (che esiste  come prodotto dell’imperialismo economico, culturale, alimentare e delle risorse in genere), ma rabbia contro chi nella realtà ci tappa la bocca.
Noi,con tanti altri ci sbattiamo per la riappropriazione di strumenti tecnici, espressivi, sociali per l’autogestione come discussione pratica di un’esistenza (La Vita) contro gli schemi che non vogliamo .
Nella primavera dell’ ’87 ”Il Franti” decide di sciogliersi. La popolarità derivata da “il giardino delle quindici pietre”, sembra snaturare il progetto libertario che per 10 anni  hanno portato in giro per l’ Italia; restano fermi sulle  loro convinzioni: “non ci concederemo mai. Non vedrete mai i  nostri desideri scadere in merce di consumo” i componenti del gruppo prendono strade diverse e con angolazioni culturali diverse; Vanni Picciolo si immerge nella poesia, Marco Ciari continua suonare con  l’altra sua garage-band “Party Kids”, Stefano Giaccone e Lalli annunciano una nuova stagione musicale, mettono in scena gli “Environs” (che oltre a dischi realizzano anche sottofondi musicali per opere teatrali e danza) e fondano una piccola etichetta discografica indipendente la “Inisheer”, dove incidono artistici metropolitani : “Umani”,”Gronge”, Raiz latina”,. . una  piccola label che si affaccia  nel panorama rock italiano con queste credenziali :”La “Inisheer” è una piccola etichetta indipendente che intende promuovere un’iniziativa musicale all’interno del movimento che si oppone alla cultura intesa come affarismo, carrierismo e consumismo, viaggia nella ricerca di radici, nel tentativo di crearne di nuove attraverso il lavoro collettivo, tecnico-artistico-politico-.
Vuole essere uno strumento di solidarietà materiale con altre iniziative di segno comune.(4)
La brigada “Environs” continua la sua sfida oltre il bordo dei codici della cultura di palazzo.
Gli anni ’80, i più terribili, i più devastanti del dopoguerra stanno per chiudere, il potere Socialista/democristiano che non è stato in grado di dare un nome  ai colpevoli delle stragi di Piazza Fontana,Piazza della Loggia, treno Italicus, Stazione di Bologna, strage di Ustica,, Rapido 904 nella galleria di Val di Sambro… che non è mai stato capace di dire la verità sulle tante persone scomode assassinate nei 70 - ‘80, Ora si sente forte  (con i deboli) e capace di annientare  tutte le sacche di resistenza del paese e per dare dimostrazione della “forza”
il 16 Agosto 1989   lo storico CSA Leoncavallo di Milano viene preso d’assalto da un migliaio di agenti fra polizia e carabinieri con il volto coperto, sostenuti da ruspe e due elicotteri in poche ore distruggono quello che centinaia di giovani sono riusciti a costruire in 14 anni è che è costato la vita anche ai compagni Fausto e Iaio ….. assassinati dai fascisti.
I cani da guardia dei padroni dopo aver annientato  la coriacea resistenza del centro sociale,
fanno passare gli occupanti sotto una forca caudina, umiliandoli e picchiandoli selvaggiamente, per concludere con 26 arresti e 55 denunciati.
Il giorno successivo però Craxi, Andreotti, assessori, Prefetto, ….si rendono conto che quello che hanno cercato di annientare è di fatto indistruttibile (la rabbia non si cancella con i gas asfissianti, con colpi di manganello o torture varie)
Sui tetti del Leoncavallo si è materializzata la resistenza di una generazione non più disposta ad essere sfruttata dal lavoro terziario, non più disposta ad essere distrutta dalla merce eroina, non più disposta a subire  la repressione solo perché non omologata al sistema,
una generazione che desidera spazi  ad uso sociale per una diversa qualità della vita,
Il potere ha agito con la solita inaudita violenza sperando di fare piazza pulita dei comunisti,dei sovversivi, degli “sprangatori” dei rompicoglioni, ma lo zoccolo duro continua la sua resistenza perché è composto da gente che non ha paura delle macerie.



(1) dal volantino che accompagnava  la cassetta “la luna nera”
(2  Stefano Giaccone: dalla fantine “Anhelo”1985
(3) dall’opuscolo : “schizzi di sangue” blus Bus 1985
(4) Eddy Cilia: “Velvet” N. 8 maggio 1989