Visualizzazione post con etichetta Boycott israel. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Boycott israel. Mostra tutti i post

venerdì 20 febbraio 2015

Il vero dominatore di Israele: Sheldon Adelson.



13-15/02/2015





Chi governa Israele? Il Primo Ministro Benyamin 

Netanyahu, naturalmente.


Sbagliato.

Chi veramente governa Israele è Sheldon Adelson, un ebreo americano di 81 anni, re dei casinò, valutato come il decimo uomo più ricco del mondo, stimato ultimamente attorno ai 37,2 miliardi di dollari. Ma chi è compreso in questo conto?

Oltre ai suoi casinò a Las Vegas, in Pennsylvania, a Macao e Singapore, egli è in grado di mettersi in tasca il Partito Repubblicano degli Stati Uniti e, indirettamente, entrambe le camere del Congresso americano.

Ha in tasca anche Benyamin Netanyahu.

Il legame di Adelson con Israele è molto personale. Ad un certo momento si è innamorato di una donna israeliana.

Miriam Farbstein è nata ad Haifa, ha frequentato un prestigioso liceo, ha fatto il servizio militare presso l'Istituto israeliano di ricerca sulla guerra batteriologica ed è una scienziata dalle mille attività. Dopo che uno dei suoi figli è morto di overdose, si è votata alla crociata contro le droghe, specialmente contro la cannabis.

Entrambi gli Adelson sono fanatici sostenitori di Israele. Non un qualunque Israele, ma quello schierato a destra, suprematista, arrogante, violento, espansionista, annessionista, rigido e colonialista.

In "Bibi" Netanyahu han trovato il loro uomo. Attraverso Netanyahu sperano di dominare Israele come fosse un loro feudo.

Per assicurarsi questa opportunità, hanno fatto una cosa straordinaria: hanno fondato un giornale israeliano, esclusivamente dedito alla promozione degli interessi di Benyamin Netanyahu. Non del Likud, non di una politica in particolare, ma degli interessi di Netanyahu personalmente.

Anni addietro ho inventato un vocabolo ebraico per i giornali che vengono distribuiti gratuitamente: "Hinamon" che si traduce più o meno come "gratissue" (giornagratis - foglietti gratuiti), inteso in modo denigratorio. Ma non avevo in mente allora un mostro come "Israel Hayom" (Israel Today): un foglio con fondi illimitati, distribuito tutti i giorni gratis nelle strade e nei centri commerciali in tutto il paese da centinaia, forse migliaia, di giovani strilloni pagati.

Agli israeliani piace avere le cose gratis. Israel Today è oggi il quotidiano con la più vasta distribuzione in Israele. Drena lettori ed investimenti pubblicitari dal suo unico concorrente: Yedioth Ahronoth ("Latest News"), che ha mantenuto questo titolo sino a quel momento.

Yedioth ha reagito furiosamente. E' divenuto un feroce nemico di Netanyahu. Yossi Werter, opinionista del foglio di centrosinistra "Haaretz" (che ha una diffusione di gran lunga inferiore) è anche convinto che le attuali elezioni si riducono in una gara tra questi due giornali.

Questo è di gran lunga esagerato. Giudicando dal loro contenuto politico-sociale, ben poco li differenzia. Entrambi sono super-patriottici, bellicisti e di destra. Questa è la ricetta giornalistica per attrarre le masse in tutto il mondo.

Yedioth è posseduto dalla famiglia Moses, un clan votato agli affari. L'attuale terza generazione di editori è rappresentata da Arnon ("Noni") Moses, il boss della raccolta pubblicitaria e di un grande impero economico basato sulla carta. La carta serve i suoi interessi commerciali, ma non ha interessi politici particolari.

Adelson è unico.

In Israele, scommettere è vietato dalla legge. Non abbiamo casinò e la polizia fa retate nelle bische clandestine. Quando eravamo giovani ci veniva insegnato che i magnati dei casinò sono persone malvagie, un po' come i trafficanti d'armi. Prendono i soldi dalle tasche dei poveri e dei tossicodipendenti e li portano alla disperazione ed al suicidio. 

Vedi Dostoyevsky.

Gli israeliani leggono Israel Today (dopotutto è gratis), ma non necessariamente ne apprezzano gli uomini e i metodi. Così alcuni deputati della Knesset hanno ritenuto di presentare un disegno di legge che proibisce la diffusione di tutti i giornali gratuiti.

Netanyahu ed il Partito Likud hanno fatto di tutto per opporsi al varo di questa legge. Ma alla votazione preliminare (necessaria per i progetti di legge dei singoli deputati) sono stati battuti in modo sorprendente. Anche i deputati della coalizione di governo di Netanyahu hanno votato a favore. Le telecamere hanno sorpreso lo stesso Netanyahu che letteralmente correva verso il suo seggio per arrivare in tempo alla votazione.

Il voto è stato a favore della legge per 43 a 23. Quasi la metà dei deputati del Likud erano assenti. Il ministro degli esteri Avigdor Lieberman e tutto il suo partito hanno votato a favore. Così anche i ministri Ya'ir Lapid e Tzipi Livni.

Dalla votazione preliminare all'adozione finale, il progetto di legge deve transitare attraverso diversi stadi. C'è abbondanza di tempo per seppellirlo nei lavori di commissione. Ma Netanyahu era furioso. Pochi giorni dopo il voto ha revocato il mandato ai ministri Lapid e Livni, spaccando la coalizione di governo e perdendo la maggioranza alla Knesset.

Perchè Netanyahu ha fatto una cosa così stupida a meno della metà dalla scadenza del proprio mandato? C'è una sola spegazione logica: così gli è stato ordinato da Adelson, per impedire l'approvazione di quella legge.

Se così è, Adelson è ora il nostro capo dell'ufficio legislativo. Forse è anche il nostro capo del governo.

Il denaro gioca un ruolo sempre più grande in politica. La propaganda elettorale è fatta in televisione, ed è molto costosa. Sia in Israele che negli Stati Uniti, fondi legali ed illegali vengono riversati nelle campagne elettorali, direttamente ed indirettamente. La corruzione è tollerata o favorita dai Tribunali. Gli uomini più ricchi (eufemisticamente conosciuti in America come "la ricchezza") possono così indebitamente esercitare la loro influenza.

Nelle ultime elezioni presidenzaiali degli Stati Uniti, Adelson ha versato fiumi di dollari nella contesa. Ha sostenuto prima Newt Gingrich, poi Mitt Romney, con ingenti somme di denaro. Invano. Forse agli americani non piace essere governati dai magnati dei casinò.

Per le prossime elezioni presidenziali americane, Adelson ha giocato d'anticipo. Ha convocato al suo quartier generale nel suo casinò di Las Vegas tutti i leader candidati repubblicani per assicurarsi  ritualmente la loro fedeltà, a lui come a Netanyahu. Nessuno ha osato disertare l'invito. Potrebbe un senatore romano rifiutare la convocazione di Cesare?

In Israele, queste ritualità sono superflue. Gli Adelson - sia Miri che Sheldon - sanno chi è il loro uomo.

Il Giornale Israel Today è, naturalmente, una grossa macchina di propaganda, totalmente votata alla rielezione di Netanyahu. Il tutto abbastanza legalmente. In una democrazia chi è che può andare a dire ad un giornale quale candidato deve sostenere o meno? Siamo ancora in democrazia perdio...!

Sembra strano per una nazione consentire che uno straniero, che non ha mai vissuto nel paese, abbia così enorme potere sul suo futuro, certamente oltre la sua stessa esistenza.

Ecco invece dove il sionismo entra in gioco. Secondo il credo sionista, Israele è lo stato di tutti gli ebrei. Ogni ebreo nel mondo appartiene ad Israele, anche se temporaneamente risiede da un'altra parte. Pochi giorni fa, Netanyahu ha pubblicamente affermato di rappresentare non solo lo stato di Israele, ma anche l'intero "popolo ebraico". Senza bisogno di chiederglielo.

Di conseguenza, Adelson non sarebbe in realtà uno straniero. Sarebbe uno di noi. Per vero, egli non ha diritto di voto in Israele, sebbene sua moglie probabilmente lo può fare. Tuttavia molti, incluso se stesso, pensano che lui, essendo ebreo, abbia buon diritto ad interferire nei nostri affari e dominare le nostre vite.

Per esempio, la nomina del nostro ambasciatore negli Stati Uniti. Ron Derner è un americano, nato a Miami, che ha militato nel Partito Repubblicano. Per un'amministrazione democratica, la nomina ad ambasciatore dello Stato di Israele di un americano che è un funzionario del Partito Repubblicano americano può sembrare strano. Non così strano se Netanyahu agisce agli ordini di Sheldon Adelson.

E' stato Adelson che ha preparato la pozione malefica che ha messo in pericolo l'ancora di salvezza tesa ad Israele da Washington. Il suo tirapiedi, Derner, ha indotto i deputati repubblicani al Congresso - tutti dipendenti dalla generosità di Adelson o speranzosi di esserlo - ad invitare Netanyahu per tenere davanti ad entrambe le camere un discorso anti-Obama.

Mentre veniva ordito questo intrigo, Derner ha incontrato John Kerry ma non gli ha fatto menzione della venuta di Netanyahu. Neppure Netanyahu ha informato il presidente Obama, che adirato, ha dichiarato di non voler incontrare il primo ministro israeliano.

Dal punto di vista dei vitali interessi di Israele, è follia pura provocare il Presidente degli Stati Uniti d'America, il quale controlla il flusso di armi americane verso Israele, nonchè il potere di veto americano alle Nazioni Unite. Ma dal punto di vista di Adelson, il quale desidera l'elezione di un presidente repubblicano nel 2016, tutto ciò ha molto senso. Egli ha già minacciato di voler investire somme illimitate di denaro per impedire la rielezione di ogni senatore o deputato che sia stato assente al discorso di Netanyahu.

Ci stiamo avvicinando ad uno scontro aperto tra il governo di Israele ed il Presidente degli Stati Uniti.

Qualcuno sta giocando alla roulette col nostro futuro?

(*) Uri Avnery è uno scrittore israeliano attivo nel movimento pacifista Gush Shalom. Ha contribuito al libro edito da CounterPunch "The Politics of Anti-Semitism"


Uri Avnery * | counterpunch.org


Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura 


Documentazione Popolare 

imagine tratta da internet



sabato 19 gennaio 2013

Appello antifascista e antisionista verso il 27 gennaio 2013


Appello antifascista e antisionista
verso il 27 gennaio 2013

NELLE CELEBRAZIONI DEL GIORNO DELLA MEMORIA
RICORDIAMO LO STERMINIO NAZIFASCISTA DEGLI EBREI
E I MASSACRI SIONISTI DEI PALESTINESI
PER LA FINE DELL’OCCUPAZIONE E DELL’APARTHEID
PER IL DIRITTO AL RITORNO DEI PROFUGHI PALESTINESI
PER UNO STATO UNICO IN PALESTINA IN CUI ARABI ED EBREI ABBIANO UGUALI DIRITTI
Sono convinto che Israele in quanto Jewish State è un pericolo non solo per se stesso e per i suoi abitanti, ma per tutti gli ebrei e per gli altri popoli e stati del Medio Oriente e anche altrove.”


Dal libro “Storia ebraica e giudaismo: il peso di tre millenni”
di Israel Shahak, sopravvissuto al campo di sterminio di Bergen-Belsen
Istituito nel 2000 in Italia, il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno in commemorazione delle vittime del nazionalsocialismo e del fascismo, e perciò particolarmente sentita dalle comunità ebraiche in Italia e in altri paesi europei. La scelta della data fa riferimento alla liberazione del campo di concentramento di Auschwitz da parte dell’Armata Rossa sovietica il 27 gennaio 1945.
Quest’anno invitiamo tutti gli individui e le realtà antifasciste a intervenire alle iniziative di commemorazione del Giorno della Memoria sottolineando i due seguenti aspetti:
A) ricordare gli eventi del passato deve servire a dare continuità all’antifascismo oggi, cosa che spesso viene platealmente omessa, soprattutto a livello istituzionale (anche nelle celebrazioni del 25 aprile). Ad esempio il Comune di Torino, che il prossimo 27 gennaio terrà una commemorazione ufficiale del Giorno della Memoria, il 15 dicembre scorso ha permesso che un gruppo dichiaratamente fascista, Forza Nuova (a quanto pare si trattava di una ventina di persone), sfilasse per le strade della città, e gli antifascisti che volevano impedire lo squallido evento sono stati caricati dalla polizia.
B) non si può essere coerentemente antifascisti senza essere anche antisionisti : il Sionismo è nato 50 anni prima della seconda guerra mondiale e della Shoah, come progetto coloniale di insediamento e di costituzione di uno “stato per soli ebrei”, ed è stato caratterizzato sin dall’inizio da una logica di guerra e pulizia etnica. La costituzione dello stato di Israele ha continuato, e continua tuttora questa politica, con i massacri a Gaza, l’espropriazione delle terre palestinesi, la costituzione di colonie illegali, l’apartheid in quel che resta dei territori palestinesi, le discriminazioni nei confronti dei cittadini non ebrei di Israele.
Questa politica incontra sempre più l’indignazione di milioni di persone in tutto il mondo e il fallimento degli accordi di Oslo è sotto gli occhi di tutti: è sempre più urgente discutere di un processo di decolonizzazione dello stato sionista e di costituzione in Palestina di un unico paese in cui ebrei e arabi abbiano uguali diritti.
Questa prospettiva viene agitata come uno spauracchio da molti commentatori, mentre è l’unico modo per arrivare alla pace in Palestina: auspichiamo che nelle comunità ebraiche si sviluppi un dibattito che porti sempre più persone a mettere in discussione il Sionismo, così come hanno fatto e stanno facendo molti cittadini ebrei di tutto il mondo.
La lunga tradizione antifascista della comunità, in particolare torinese, la Memoria delle persecuzioni subite con altri soggetti non possono tradursi nel sostegno a Israele, che da decenni opprime un altro popolo, ma possono recuperare le istanze socialiste e di uguaglianza che caratterizzarono lo sviluppo delle comunità ebraiche in passato.
Così come denunciamo la politica estera di guerra e aggressione del governo italiano, volta a opprimere e sfruttare i popoli del sud del mondo per garantire la superiorità economica dell’Occidente, denunciamo e contrastiamo l’alleanza del governo italiano con lo stato sionista.
Preferiamo considerarci tutti/e cittadini/e di un mondo di liberi ed eguali, e batterci per costruirlo.
Collettivo Boycott Israel (Torino) – per uno stato unico in Palestina

X info e/o adesioni all’appello:
boycottisrael2012@libero.it