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venerdì 18 aprile 2014

"Per i Cinque ci metto la faccia" Il Coord.to alta Maremma collabora alla iniziativa partita dalla rete Lombarda amica di Cuba.



Il coordinamento alta Maremma libertà per i 


Cinque eroi cubani che ha aderito all'iniziativa 

promossa dalla rete Lombarda di solidarietà con Cuba 

 “Per i cinque ci metto la faccia” ha già 

tutto pronto per

scattare e inviare le foto, faremo postazioni fisse 

il 21 e 25 aprile e 1° maggio, dove oltre alle foto 

distribuiremo volantini informativi sul caso dei 

Cinque.



Dal web di amici di Cuba della Lombardia:



PER I CINQUE CI METTO LA FACCIA !




promuovono per il 5 MAGGIO 2014 una

MOBILITAZIONE ON-LINE
 per denunciare il caso

 dei cinque patrioti cubani condannati negli USA 

per aver combattuto il terrorismo contro il loro

paese e chiedere la liberazione di Antonio, 

Gerardo e Ramòn, ancora detenuti.

Scatta una tua fotografia con un cartello che 

chiede la liberazione di Antonio, Gerardo

Ramòn.

2) Invia subito le foto a lombardiacuba@yahoo.it : la pubblicheremo sui nostri siti la faremo circolare in rete ne verrà fatto un video con tutte le nostre facce da inviare ai tre cubani ancora detenuti.
 
3) A partire dalle 00.00 del 5 maggio metti la tua foto sul social network che utilizzi abitualmente (facebook, twitter,ecc)..e condividila


Il Coordinamento Alta Maremma Libertà per i Cinque sostiene la campagna  :

 "Per i cinque ci metto la faccia !"

Il circolo di Como di Italia - Cuba, il circolo di Bergamo di Italia - Cuba e l'Associazione Svizzera - Cuba del Ticino sostengono la campagna "Per i cinque ci metto la faccia !"

Iniziata il 5 aprile, ad Arbedo (Canton Ticino), durante la festa per Cuba organizzata dall'Associazione Svizzera - Cuba, la campagna "Per i cinque ci metto la faccia". Decine di partecipanti alla festa "ci hanno messo la faccia" e le loro fotografie sono già pronte per la mobilitazione on-line del 5 maggio.

Il Coordinamento alta Maremma ha preparato un volantino da diffondere durante l'iniziativa : 



Non si può essere paladini della giustizia quando si proteggono i terroristi. Basta ipocrisie e giustificazioni. E' chiaro!! Gli Stati Uniti proteggono il loro terrorismo.



PER LIBERTA' DI GERARDO, ANTONIO, RAMON

ADERISCI A :


PER I CINQUE CI METTO LA FACCIA !



Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, si trovano in tre diversi carceri di massima sicurezza degli Stati Uniti ormai da oltre 15 anni. Renè Gonzalez, scontata la pena, dopo aver rinunciato alla cittadinanza USA è tornato libero e adesso è impegnato per la liberazione dei suoi fratelli ancora ingiustamente detenuti nelle carceri dell'Impero. Lo stesso vale per Fernando Gonzalez liberato il 27 febbraio 2014.

La loro unica colpa è di aver consegnato alla FBI i piani terroristici contro Cuba, preparati da organizzazioni controrivoluzionarie presenti a Miami in Florida, organizzazioni che già un passato con la complicità della intelligence USA e non solo, hanno causato 3478 morti e migliaia di feriti.

La unica azione intrapresa dal governo USA contro i gruppi terroristici denunciati è stata quella di arrestare gli accusatori e sottoporli ad un processo farsa (oggi tutti sanno che molti giornalisti e media furono pagati per creare un ambiente a loro ostile) con condanne pesantissime che vanno da 15 anni a un doppio ergastolo. Mentre il terrorista Posada Carriles, responsabile reo confesso di attentati compresa la morte dell’italiano Fabio Di Celmo, vive indisturbato e osannato negli USA.

La scandalosa Corte Suprema degli Stati Uniti a distanza di anni continuando nella tradizione giuridica che risale ai processi di Sacco e Vanzetti, dei Rosemberg, di Charlie Chaplin, ha incredibilmente negato ai Cinque la riapertura del processo nonostante le richieste del collegio di difesa, appoggiato da migliaia di giuristi internazionali e da dieci Premi Nobel.



Ciclo proprio 2014 - Coordinamento alta Maremma per la libertà dei 5



lunedì 6 febbraio 2012

le Conversazioni a margine di Fidel :"Il coraggio di Sara"-"Con Antonio o con René"



Conversazioni al margine

Il coraggio di Sara
Diana Balboa, compagna di Sara González, le cui ceneri saranno lanciate nell’acqua della baia e L’Avana, è stata, invitata da Fidel, vicino a lui l’ha abbracciata ed ha elogiato la sua dedizione nell’assistenza dell’emblematica cantautrice cubana, durante i mesi duri della battaglia contro il cancro.
So che sei stata molto coraggiosa”, le ha detto Fidel, e lei ha risposto che coraggiosa era lei. “Comandante, Sara si è comportata con molto coraggio e sino a che è stata lucida era preoccupata per il suo lavoro, per la sua condizione di cubana e patriota e se n’è andata tranquilla, non è stata una fine tragica”.
Guardandosi negli occhi l’uno con l’altra, Diana ha voluto dire a Fidel che Sara è stata molto felice quando ha saputo dal dottor Cepero, direttore del Cimeq e dal professor Elliot medico di reparto, della sua permanente preoccupazione per lei.
Io volevo solo sapere che non le mancava niente”, ha risposto.
Il resto, come tutto l’essenziale, non era visibile.
Secondo Diana, la conversazione era più nella tenerezza che nelle parole. “Io ho sentito questa tenerezza e un’emozione molto profonda nel suo sguardo. Chi sa quanto si volevano bene, l’uno con l’atra, Fide e Sara!”
Con Antonio o con René
L’incontro è durato quasi sei ore,
e Fidel ha dialogato con diversi invitati presenti.
Già si ritiravano Fidel e gli invitati quando è giunta una chiamata di René al cellulare di sua moglie Olga, che ha passato il telefono al leader della Rivoluzione.
Inizialmente lui ha pensato che era Antonio e dopo un fortissimo abbraccio inviato, gli ha chiesto delle sue letture e “come va la poesia”. Sicuramente il suo interlocutore gli ha spiegato che non era il poeta, perchè Fidel ha detto rapido : Ah, caramba, ti avevo confuso. Pensiamo molto in voi e sopratutto in te... riceverai due libri che leggerai in un pomeriggio”, gli ha commentato tra le altre cose.
Tutti cercavamo di ascoltare la voce dall’altro lato, insieme a Fidel, ma siamo riusciti a sentire solo le ultime parole di René: “ Si riguardi, Comandante e ci vedremo là”.
Un fortissimo abbraccio”, ha ripetuto lui. Poi ha indagato con Olga se qualcuno sta con lui in questo obbligato soggiorno nel territorio statunitense.
Lei gli ha deto che lo visistano i familiairi ma ch nella sua libertà vigilata ci sono molte restrizioni e la peggiore di tutte è il rifiuto concedere a lei il visto per poter stare conlui
Non te lo hanno dato neanche una volta!”, ha voluto sapere.
Il visto, no, Comandante. Me lo hanno sempre negato da quando mi hanno deportato qui nel 2000. Nemmeno Adriana ha mai ricevuto il visto per visitare Gerardo, da quando è stato arrestato”.
Salutandola, Fidel ha insistito nella sua convinzione che “Nella lotta per il ritorno dei Cinque avremo successo!”


                                                  Rene Gonzales