martedì 24 marzo 2015

72 paesi invasi ma è il Venezuela la minaccia




Il vile e criminale decreto contro la Repubblica Bolivariana del Venezuela, emanato dal Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, nel quale si dichiara il Venezuela una minaccia per la sicurezza degli Stati Uniti, dimostra l'intenzione della potenza mondiale yankee di voler intervenire nella nostra nazione e rovesciare l'attuale governo presieduto da Nicolàs Maduro.
Le dichiarazioni dell'UNASUR, e l'appoggio totale dei membri componenti questa organizzazione, stabiliscono la nuova situazione mondiale sotto il profilo geopolitico nel quale il Venezuela si trova, appoggiata da una significativo numero di capi di stato che superano i novanta paesi.
Le nazioni dell'ALBA e della CELAC, hanno elaborato un documento in solidarietà con il nostro paese, che oggi è sottoposto ai più duri attacchi dall'esterno, soprattutto da parte dei paesi alleati del governo statunitense.
Non è certamente nuova la linea politica adottata dal presidente “gringo”, come non lo era quella dei suoi predecessori Clinton, Bush e ora Obama, il quale continua una linea politica dal carattere imperialista che ha avuto come conseguenza l'invasione di 72 stati da parte degli Stati Uniti d'America portandoli a espandersi e a controllare le risorse energetiche di ogni stato, così da mantenere il proprio sistema sociale; caratterizzato da un gran consumo di energia elettrica che supera il consumo di tutta la popolazione del pianeta. Ma questi non cercano solo di impossessarsi di tutte le risorse naturali; la minaccia di intervenire militarmente in Venezuela ha a che vedere con l'influenza che ha il nostro paese nel mondo e i cambiamenti creati nelle relazioni internazionali, che hanno indebolito l'influenza della potenza gringa.

Il progetto di sovranità nazionale come un azione antimperialista. Tutto ciò che significhi la liberazione dei nostri popoli, il suo sviluppo indipendente e la costruzione di società più giuste orientate verso la ricerca di un nuovo sistema economico e sociale che rompa gli schemi del gran capitale, sono oggetto di accuse e cospirazioni per fermare l'ampliamento di questo processo, nascente, trasformatore, diretto verso la rottura del sistema neo coloniale.
Si tratta nell'attualità di un avvenire civilizzatore, un cambio d'epoca, definito dentro le lotte contro la cultura del dominio che mira verso alla nascita di un mondo multipolare, che si approccia verso modi di produzione dal carattere sociale, indebolendo la logica del gran capitale, che produce ogni volta maggiori disuguaglianze oltre a togliere alla gran maggioranza delle persone i diritti fondamentali per la vita.
Il movimento per la sovranità e l'indipendenza agli albori del XXI secolo, iniziato dal Comandante Chavez da presidente della Repubblica ebbe risonanza nel contesto latinoamericano.
Sfidare il gigante del mondo, fu un azzardo
che ha avuto il merito di aver acceso l'idea di libertà nell'ambito globale ed è diventato un concetto di riferimento a livello planetario.
In diversi continenti, emergono esigenze considerate una novità nei movimenti sociali; si esige maggiore giustizia e democrazia in ogni paese, sulla base del pensiero di Chavez. Al presidente Obama rimangono due opzioni: o continuare con il progetto di invadere il Venezuela, mettendo a rischio la pace mondiale o rettificare e derogare il decreto dove si considera il nostro paese una minaccia per la sicurezza degli Stati Uniti.


Traduzione da Correo de Orinoco di Bryan

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