sabato 10 marzo 2012

Le pecorelle e i due marò…ni!


In questa Italia senza umanità che non rispetta e violenta il suo stesso popolo, in questa Italia con un'informazione di parte,
in questa Italia dove le immense manifestazioni di sinistra vengono nascoste , in questa Italia sempre più antidemocratica dove la disinformazione è una regola, come l'omertà sul
caso dei cinque antiterroristi cubani rinchiusi ingiustamente nelle carceri dell'Impero USA, solo per una vendetta della politica yankee che per 50 anni non è riuscita a scalfire la rivoluzione cubana malgrado il finanziamento e il sostegno a : invasioni, attentati, aggressioni di ogni genere , infestazioni batteriologiche, provocazioni di ogni sorta, che hanno provocato  la morte di migliaia di cubani innocenti.
Pur essendo un militante di Rifondazione Comunista, mi riconosco nel documento sotto, redatto dai compagni del Partito dei Comitati d’Appoggio alla Resistenza – per il Comunismo,
che attaccano la vergognosa campagna mediatica che sta facendo la borghesia italiana in favore dei due suoi (servi)Marò ,che hanno ucciso deliberatamente due pescatori indiani, …... (sandino)


Marò italiani hanno sparato e ucciso deliberatamente due pescatori Indiani
Le pecorelle e i due marò…ni!
I militari italiani che hanno ucciso i pescatori indiani, i loro mandanti e protettori sono criminali di “guerra”!
Viva la mobilitazione delle masse popolari indiane che chiedono sia fatta giustizia!
Solidarietà alle famiglie dei pescatori uccisi!
Denunciamo la mobilitazione reazionaria, la politica di guerra che sta montando una parte della borghesia italiana sulla questione dei due fucilieri italiani che hanno deliberatamente ucciso due pescatori indiani il 15 febbraio scorso sulle coste dello stato di Kerala. Vogliono fare passare per eroi nazionali questi criminali “di guerra”, pretendendone l’impunità allo stesso modo con cui proteggono e garantiscono l’impunità dei poliziotti e dei loro mandanti che hanno effettuato i massacri di Napoli e Genova 2001, che hanno ucciso Aldovrandi, Cucchi, e tanti altri, che rastrellano e manganellano la popolazione della Val Susa, che ogni giorno manganellano lavoratori in sciopero e disoccupati in lotta, quelli che commettono abusi e violenze di ogni genere contro immigrati e proletari.
Altro che eroi nazionali! Sono dei mercenari al servizio e a protezione degli interessi di padroni, affaristi e speculatori, pagati dalla collettività con le tasse dei lavoratori e delle masse popolari. Sono il braccio armato della banda di sfruttatori e parassiti (la borghesia imperialista) che sta portando il nostro paese e il tutto il mondo alla rovina e alla guerra. Questi mercenari come i loro compari in missione in Iraq, Afghanistan, e altrove, come i poliziotti che occupano militarmente la Val Susa, sono selezionati, istruiti e addestrati per difendere gli interessi della borghesia e per agire senza nessuno scrupolo contro la popolazione civile e le masse popolari. Vengono addestrati per essere docili e servili con i ricchi e i potenti e vigliacchi e prepotenti con le masse popolari e i poveri. E’ questa politica reazionaria e di guerra che ha portato all’uccisione dei due pescatori indiani, che produce Abu Ghraib, Guantamano, Genova 2001, l’annegamento dei migranti nel Mediterraneo, l’uccisione di persone fermate dalla polizia e che alimenta la guerra di sterminio non dichiarata della borghesia imperialista contro le masse popolari in Italia e in tutto il mondo.
Sosteniamo la mobilitazione delle masse popolari indiane che sta costringendo il governo indiano a non capitolare di fronte alle pretese del governo italiano, del governo Monti e della borghesia italiana che chiede impunità, che trasforma degli assassini in eroi! Sosteniamo la mobilitazione di tutte le masse popolari indiane nella loro lotta contro chi li governa calpestando i diritti più elementari e devastando l’ambiente, e in particolare la lotta delle masse popolari delle foreste indiane, quei cento milioni di persone che il governo vuole cacciare dalle loro terre e sterminare per fare posto agli interessi delle grandi corporazioni nazionali e internazionali. La resistenza degli indigeni indiani, che trova forza nella guida del Partito Comunista dell’India (maoista), e la resistenza delle masse popolari in Val di Susa, in Italia hanno in comune radici e obiettivi. Entrambe sono determinate, irriducibili e destinate a vincere, perché in esse si fanno avanti i segni della società futura, del nuovo mondo possibile e necessario, i segni delle masse popolari che si fanno protagoniste coscienti della storia. Entrambe hanno di fronte le forze repressive dei governi dei padroni, degli affaristi e degli speculatori.
Non piegheremo la testa, né in Italia né in India. Sviluppiamo la vigilanza democratica, contro i crimini, gli abusi e la violenza che la polizia e l’esercito al servizio dei Monti e dei Marchionne commettono, contro l’impunità, per il codice identificativo sui caschi di poliziotti e carabinieri. Si facciano riconoscere! Perché si nascondono e si muovono come branchi se sono tanto eroi e difensori del popolo come li dipinge la propaganda della borghesia imperialista?
Il rifiuto di porre il codice identificativo sui caschi di poliziotti e carabiniere non solo serve a nascondere chi tra loro si comporta da criminale, ma serve per garantire impunità e a incitare alla violenza contro i proletari.
I militari e i poliziotti veramente democratici devono denunciare pubblicamente questi crimini e abusi, denunciare e isolare fascisti, razzisti e prepotenti presenti nelle loro fila, sviluppare la vigilanza democratica dall’interno.
Il marasma prodotto dall’avanzata della crisi generale del capitalismo porterà a inauditi crimini oltre che all’aumento della miseria materiale e morale. La rovina che incombe sull’umanità si aggraverà e può succedere di tutto. Per questo è urgente prendere in mano le sorti del nostro paese, instaurare subito un governo di emergenza, un Governo di Blocco Popolare, capace di attuare le misure necessarie a difendere le masse popolari dagli effetti più immediati e devastanti della crisi, a garantire lavoro e dignità per tutti e per tutte, a garantire la difesa dell’ambiente, e che da subito imposti le relazioni con gli altri paesi del mondo ponendo come criteri e strumenti di sviluppo la solidarietà e il rispetto reciproco, in difesa degli interessi e per la realizzazione delle aspirazioni delle masse popolari nel nostro e in ogni altro paese del mondo. …...

Da oltre13 anni in carcere negli USA con l'unica colpa di di aver denunciato atti terroristici contro il loro popolo
 

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